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martedì 13 luglio 2010

Ebe

Quando qualcuno dice che il carcere serve a redimere dovrebbe conoscere questa storia. Non che il carcere non abbia teoricamente questa funzione, spesso riesce nel suo obiettivo, ma come vedremo a volte non è sufficiente a far pentire chi commette un reato, come se nessuna pena possa impedire a chi è portato a fare del male di continuare a farlo.


Gigliola Ebe Giorgini è il nome all'anagrafe di una signora emiliana che negli anni 80 riempì le pagine di cronaca dei quotidiani italiani per le sue attività di guaritrice e santona. Prototipo del guaritore come lo conosciamo oggi, la Giorgini si faceva chiamare "Mamma Ebe" dai suoi seguaci e raccolse enormi quantità di denaro tramite la sua attività che si svolgeva in Toscana con centinaia di persone che la raggiungevano da tutta Italia e lei stessa si spostava per tutto il territorio nazionale per somministrare le sue "cure".
Mamma Ebe aveva costruito una sorta di tempio a Carpineta in provincia di Pistoia, un misto tra un rifugio pagano ed una chiesa cristiana con tanto di statue della madonna, di Gesù, angeli e santi.
Nella sua abitazione foto di incontri e dediche da parte di preti, vescovi e persino con il Papa. Per un certo periodo inoltre, la santona si presentava con delle stimmate che le segnavano le mani che secondo lei le erano state "inviate da un'entità".  Le "guarigioni" avvenivano con l'imposizione delle mani e secondo le testimonianze erano dovute all'intercessione di Gesù o della Madonna. Una testimone ha raccontato che durante le cerimonie di guarigione, la Ebe sembrava cambiare il proprio colore degli occhi (probabilmente tramite l'uso di lenti a contatto colorate) ed anche questo era un dono sovrannaturale.

Fondata anche un'associazione pseudoreligiosa (che la chiesa non ha mai riconosciuto), la santona dispensava esorcismi, sedute di guarigione, benedizioni ma anche vere e proprie terapie mediche con tranquillanti, farmaci psichiatrici ed antiepilettici. I farmaci non venivano somministrati come tali ma come "preparati per migliorare le malattie" di invenzione della stessa santona.
La guaritrice sottoponeva i suoi "clienti" anche a sedute di purificazione, massaggi, agopuntura e somministrava unguenti e pozioni preparati da lei. Tutto in cambio di soldi. Tanti soldi.

Le "guarigioni" della santona non si fermavano però ad un'attività "artigianale" di piccola fattucchiera.

Tramite le sue opere riuscì a gestire case di riposo per anziani, raccogliere adepti che entravano in una vera e propria clausura, decine di persone che lavoravano gratis per la sua associazione "Opera di Gesù Misericordioso" e che venivano sottoposti a pesanti punizioni quando non rispettavano le regole o confessavano peccati non permessi. Gli adepti raramente riuscivano a sfuggire dall'abbraccio soffocante di Mamma Ebe e così per anni fu difficile scoprire quello che accadeva nelle stanze dell'associazione.
In paese si sussurrava di strani riti e messe non ufficiali, di persone rinchiuse per mesi, di violenze, ma poi qualcuno giustificava tutto come l'attività di un centro religioso che alla fine non faceva del male a nessuno.
Si mossero persino le autorità ecclesiastiche, allarmate dall'enorme quantità di pellegrini che si recavano al centro esattamente come ci si reca ad un santuario religioso, i vertici della chiesa provinciale sottolinearono ripetutamente che quella donna e la sua associazione non erano riconosciute e non avevano nulla a che vedere con la chiesa cattolica.
Gli appelli furono praticamente inascoltati, la gente si accalcava sempre più numerosa per ricevere una "cura" dalla Ebe guaritrice o una parola dalla Ebe santona.

Le cronache andarono oltre, mischiando realtà e leggenda.

Sembra infatti che la "santa" Ebe dall'aspetto mite e casto, si lasciasse andare ad incontri non proprio "religiosi" con alcuni suoi adepti e che le stesse punizioni, oltre alle frustate ed all'olio di ricino, prevedessero vere e proprie umiliazioni fisiche fino alla violenza sessuale. Furono rinvenuti nei suoi appartamenti anche gioielli per un valore altissimo, preziosi, pellicce, beni di lusso e si raccontava di festini a base di sesso e champagne (la Ebe giustificò quella sua passione per il vino francese con la sua "allergia all'acqua").

Dal 1980 Mamma Ebe fu denunciata spessissimo, ripetutamente. In un caso fu il padre di una delle seguaci a denunciare il sequestro della figlia rinchiusa come una suora nel centro della santona ed obbligata a seguirne le attività. Fu denunciata anche per estorsione, abbandono di incapace e plagio. In alcuni casi fu dimostrato che la guaritrice pretendesse l'intera pensione di anziani soli per sottoporli alle sue cure.
Nel 1984 fu arrestata e nel 1987 fu condannata ad 8 mesi di reclusione.

Nel 1988 fu arrestata di nuovo per associazione a delinquere ma il successivo processo la vide assolta ed Ebe tornò alle sue attività di sempre e così proseguì le "cure", le punizioni ai suoi adepti e l'amministrazione di quello che era ormai un giro di affari milionario. Per i suoi reati che venivano ripetuti nella sua abitazione, un nuovo arresto, nel 2002.
La condanna arrivò nel 2008: 7 anni di reclusione per truffa ed esercizio abusivo della professione medica. Furono condannati anche alcuni suoi collaboratori. La donna però non andò in carcere, gli sconti di pena e le scappatoie legali le consentirono di tornare a casa agli arresti domiciliari.

Nel frattempo la guaritrice aveva messo in piedi un vero e proprio impero finanziario, si contavano almeno 15 istituti sparsi in tutta Italia gestiti dalla sua associazione e frutto dei proventi delle sue attività da "santona" mentre continuava l'opera di "guaritrice" e la vendita di pozioni, acqua benedetta ed unguenti magici.

La Ebe prescriveva psicofarmaci o falsificando le ricette mediche o servendosi di medici compiacenti (anch'essi condannati) ai quali in cambio erano offerti servizi e denaro provenienti dall'associazione della santona.
In appello la condanna fu ridotta e la santona tornò in libertà.
Dalla sua vicenda fu tratto pure un film con Stefania Sandrelli.

Non perse però il vizio, visto che da subito riprese la sua attività di guaritrice.
In seguito ad altre denunce e segnalazioni (anche la TV se ne era occupata nei mesi scorsi) nuovo arresto in questi giorni.
A 76 anni, la guaritrice torna in carcere e con lei anche alcuni suoi collaboratori e dei seguaci.

Le pratiche di "Mamma Ebe", ebbero eco in un'epoca di passaggio tra quella che conosceva i "guaritori" di paese, in genere gente umile e povera che in cambio dei loro "servizi" chiedevano beni alimentari o piccoli aiuti domestici (esistono ancora in certe zone d'Italia) agli anni nei quali il "normale" ed in necessario lasciarono il posto al "miracolo impossibile": non sempre legato ad uno stato di malattia o sofferenza, tantissime persone si rivolgevano alla santona per vincere somme nelle scommesse, per far trovare lavoro al figlio, per sfruttare finanziariamente i risparmi di una vita.
La santona, ecco perchè fu una sorta di "prototipo" di quello che accade oggi, scoprì che lì fuori c'era tanta gente disposta (per disperazione o stupidità) a bersi qualunque sciocchezza e su quello basò la sua fortuna. Personaggi come Vanna Marchi, i cartomanti in TV o i vari Simoncini ed Hamer, in Italia apparirono dopo in tutta la loro impietosa crudeltà mentale.
La cosa che più stupisce in questo senso (ma accade ancora oggi) è che di fronte all'evidente inconsistenza delle capacità "guaritrici" della santona, sempre più persone erano disposte a seguirla ed a pagarla.
Sembrerà strano ma anche gli abitanti della zona di attività di Mamma Ebe non esitavano a consigliare i suoi servizi e le sue pozioni a chi chiedeva informazioni.
In fondo era una sorta di "attrazione" turistica, frotte di pellegrini la cercavano e cercavano pure dove pernottare, mangiare qualcosa e fare la spesa. Ce n'era per tutti insomma.
Non accade lo stesso oggi con i vari guaritori del web?
Quanti esempi abbiamo visto?

Il "paese" oggi è internet ed attorno ai guaritori c'è un nutrito gruppo di gente che guadagna tramite loro: siti, pubblicità, DVD, libri. Nei convegni dei guaritori si vendono pure dolci, prodotti artigianali. Un vero e proprio mercatino della sofferenza, tragico ma redditizio.

Com'è possibile che tanta gente non si faccia scrupoli e per i propri interessi vada contro il comune senso della morale?
Come può accadere che una persona ragionevole, disperata quanto si voglia, ma ancora capace di intendere, possa dare credito ad un'anonima che afferma di vedere la Madonna, guarire gli ammalati e curare con la forza delle mani?
In alcuni casi si tratta di vero e proprio plagio. Non è necessario essere personaggi carismatici o dominanti, si tratta probabilmente di una spirale psicologica unita ad una personale mancanza di etica e morale: quando vedi che sfruttare la gente fa guadagnare tanti soldi (di fronte ad un investimento praticamente nullo) se la tua coscienza non ti ferma andrai avanti anche se si tratta di compiere reati o di andare contro il senso comune del bene.

Di centri "pseudoreligiosi" e di santoni con centinaia di seguaci il mondo è pieno e ne esistono tanti anche in Italia, uniscono oltre alla religione, tematiche di tutti i tipi: da quelle millenarie da fine del mondo, agli alieni  con tanti elementi comuni a quei movimenti soprannominati "new age".
Mischiare l'argomento religioso con la salute, le promesse di successo e di denaro ed il recupero di situazioni disperate è un vecchio metodo di arruolamento. E' il plagio psicologico che costringe chi è vittima di questi gruppi ad esserne dipendente, a non riuscire a staccare la propria persona dal santone e dal suo gruppo.

Le conseguenze sono quasi sempre gravissime anche perchè per ovvi motivi, i "santoni" obbligano le vittime a tagliare ogni rapporto con la famiglia di origine, con gli amici ed i conoscenti. La vittima diventa proprietà privata della setta e con lei tutti i suoi soldi ed i suoi averi.

Il gruppo di Mamma Ebe era diventato proprio questo, una sorta di setta che riuniva adepti in crisi di vita o psicologica, qualcuno entrava nel gruppo con l'intenzione di risolvere problemi di salute anche molto gravi, raccoglieva offerte e si spingeva a gestire anche strutture esterne, tutto coperto da motivazioni ufficialmente religiose ma che di mistico avevano ben poco.
Da prototipo dei moderni guaritori ad esempio di attività a scopo di lucro. La sua storia è comune a quella di tutti gli altri pseudosantoni.
L'unica differenza è che Ebe ha avuto successo ma ha passato gli anni tra il suo tempio e le sbarre di una prigione: in fondo è sempre una vita fallita, rinchiusa e votata al male.

Alla prossima.