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lunedì 3 dicembre 2012

Il 70% dei pazienti omeopatici crede nell'omeopatia: ma va?

Il titolo è ironico, ma non per gli omeopati, visto che ricalca il loro "modus operandi" che pur di fare pubblicità alla loro pratica si arrampicano sugli specchi e puntualmente scivolano.
Intanto un avvenimento curioso. Da quando qualcuno ha cominciato a spiegare cos'è l'omeopatia, da un iniziale sguardo di sufficienza, gli omeopati sono passati agli insulti ed agli attacchi isterici (e persino alle minacce, come accaduto a BlogZero), qualcuno li trattava come poveri sfigati, i loro blog erano definiti "blogghetti", "piccoli siti", "fenomeni isolati", un modo per liquidare senza tante contorsioni e minimizzare chi invitava le persone a ragionare.
Qualcosa però deve aver preoccupato gli omeopati (e le multinazionali che producono i rimedi omeopatici) e così anche grandi industrie come la Boiron hanno cominciato a contattare "blogghetti" in maniera mirata, quelli dedicati alle mamme ed ai loro "pensieri" quotidiani e quando l'ho saputo, ho avuto l'impressione che i "blogghetti" qualche fastidio all'omeopatia (alle tasche dell'omeopatia) cominciavano a farlo. Così, in un eccesso di pietà nei confronti dei poveri blogger isolati e disperati che nessuno leggeva, sono state invitate decine di mamme blogger in azienda e queste, con tanto di logo in bella mostra, hanno raccontato la loro "giornata Boiron".
Che bel gesto, naturale e diluito.
Immaginate se domani una delle grandi multinazionali del farmaco invitasse mamme e bambini in azienda facendo vedere le fasi di ricerca e produzione del farmaco, il confezionamento e così via. Cosa si direbbe?
Vergogna! Plagio!! Pubblicità! Inganno!! E se domani pubblicassi un articolo con logo in primo piano ed il titolo "La mia giornata Big Pharma"?

Insomma...la Boiron punta alla pubblicità diretta e lo fa rivolgendosi direttamente ai "blogghetti" che tanto critica con mezzi a dir poco "aggressivi", ricordatevene mamme, quando andate in farmacia. Un altro boomerang, secondo me e, come sempre, un'altra mossa sbagliata dell'industria omeopatica.
Non ne azzeccano una. Compresa la scelta di dipingersi come industria "felice e contenta", che punta tutto sul benessere dei consumatori e dei dipendenti, salvo poi chiudere bottega per risparmiare, lasciando a piedi decine di famiglie, in questo caso la "felicità" è solo dei padroni.

A costo di ripetermi quindi lo riscrivo: se c'è una categoria che prima tra tutte dimostra davvero l'inconsistenza dell'omeopatia è quella degli omeopati.
Non avendo argomenti scientifici da proporre si lanciano in affermazioni trionfalistiche che finiscono per dimostrare, a chi ha un po' di sale in zucca, che si discute del nulla.
L'ultima "sparata" omeopatica si legge proprio nei siti omeopatici, la riporta il dott. Alberto Magnetti, omeopata, che ha una rubrica sull'edizione on line de "La Stampa" e si trova nel sito della Boiron. Si tratta di un sondaggio (loro la chiamano "ricerca" e conoscendo il livello delle ricerche omeopatiche non stupisce) effettuato con un questionario a centinaia di pazienti di medici omeopatici.
Su Lancet? BMJ? Almeno sul Giornale Italiano di Medicina? No, su una rivista di consumatori: "Altroconsumo".
I risultati sono esilaranti, ma gli omeopati buttano tutto nel mucchio, chi vuoi che vada a sindacare...
La Boiron scrive:
"Da questi dati emerge che oltre il 70% dei pazienti si rivolge a un omeopata, il più delle volte seguendo il consiglio di parenti e amici, dopo avere inizialmente affrontato, senza successo, un problema di salute attraverso la medicina convenzionale."
Il titolo della pagina dice "Ecco cosa emerge dall'esperienza dei pazienti che utilizzano i medicinali omeopatici, secondo una ricerca di Altroconsumo". Ma che succede?
Il 70% dei pazienti che utilizzano omeopatia si rivolge all'omeopata? Alla faccia che risultato...che shock...quasi inaspettato. Il dottor Magnetti scrive sul suo blog su "La Stampa":
Dall’inchiesta è emerso che nella maggior parte dei casi (oltre il 70%) ci si rivolge a un omeopata dopo avere inizialmente affrontato il problema attraverso la medicina convenzionale
Potrebbe sembrare che la notizia stoni un po' con i dati più recenti che vogliono l'omeopatia in costante ed importante calo di successo e vendite, invece non stona affatto. La notizia sconvolgente sarebbe che quasi tutti coloro che usano omeopatia vanno dall'omeopata e come lo hanno scoperto? Chiedendo a chi si trovava nello studio di un omeopata!
Si tratta insomma del solito gioco di parole ai quali si appoggiano gli omeopati per darsi pacche sulle spalle e sorridere felici. Un po' come se dicessi: "il 99% dei pazienti che vanno dal medico si affidano alla medicina". Alla faccia della "ricerca".

I questionari sono stati consegnati ai pazienti da medici omeopatici in occasione della loro prima visita (ed un secondo questionario dopo 6 mesi) nel loro ambulatorio. Cioè non si tratta di un questionario consegnato a persone a caso delle quali il 70% va dall'omeopata, ma di domande fatte a chi era già dall'omeopata.

Ah! Le cose cambiano quindi...traduciamo: non è il 70% dei pazienti che si rivolge all'omeopata ma il 70% dei pazienti degli omeopati...va dagli omeopati e di questi la maggioranza ci va su consiglio di amici...umh...ma che fanno, prendono in giro?

Oltretutto, scoprire che i pazienti omeopatici vadano dall'omeopata, cosa c'entra con il successo di questa pratica? Suonerebbe strano il contrario, per esempio che quasi tutti quelli che usano omeopatia vadano dal salumiere per le prescrizioni, non quello che hanno "scoperto" gli omeopati...

Magnetti intitola il suo articolo "Continua ad aumentare il successo dell'omeopatia tra i cittadini europei" ma c'è sicuramente un errore di stampa ed il collega lo correggerà. L'articolo potrebbe intitolarsi: "Continuano ad aumentare i pazienti mandati dagli amici" per esempio, oppure "i pazienti degli omeopati vanno dagli omeopati" ma se vuol essere corretto e preciso dovrebbe scrivere: "il 30% dei pazienti degli omeopati non credono all'omeopatia"...insomma, non si cava un ragno dal buco.
Ma la parte più bella è quella che analizza i risultati (si tratta sempre di un questionario eh? Nessuna pretesa di scienza e questo lo ammette pure il dott. Magnetti) dopo sei mesi di cure.

Aho, è una strage.
Intanto si analizzano solo malattie autolimitanti e passeggere, quasi sempre stagionali, ma i risultati sono devastanti!
Riguardo ai bambini (neretti miei):

Disturbi della pelle: Peggiorato o stabile: 67%; migliorato: 33%
Disturbi respiratori: Peggiorato o stabile: 51%; migliorato: 49%
Disturbi psicologici (nei bambini? ndr.): Peggiorato o stabile: 36%; migliorato: 64%

E sugli adulti:

Disturbi della pelle: Peggiorato o stabile: 54%; migliorato: 46%
Disturbi respiratori: Peggiorato o stabile: 54%; migliorato: 46%
Disturbi psicologici: Peggiorato o stabile: 52%; migliorato: 48%
Esofago/stomaco/intestino: Peggiorato o stabile: 57%; migliorato: 43%
Muscolo-scheletrici: Peggiorato o stabile: 34%; migliorato: 66%
Allergia: Peggiorato o stabile: 37%; migliorato:63%
Stress/ansia: Peggiorato o stabile: 38%; migliorato: 62%

OmeoTafazzi
Non ho incluso i risultati riguardanti disturbi non specificati ed in neretto solo i disturbi che hanno ottenuto un miglioramento più elevato rispetto ai peggioramenti.
Come si vede i risultati sono del tutto casuali ed a dir poco disastrosi, esattamente quello che succede in natura, puoi migliorare o peggiorare ma se non fai nulla rischi di stare peggio. I risultati poi, non sono oggettivi ma "percepiti", quindi molti dei miglioramenti potrebbero pure non essere reali. Un disastro che un medico omeopata non ha esitato a divulgare (la Boiron in quanto azienda si fa semplicemente pubblicità).

I miglioramenti quasi sempre non riescono a raggiungere nemmeno la metà dei casi, cioè, quando con una cura riesci a fare migliorare a stento la metà dei tuoi pazienti, non stai curando quella malattia. Da notare anche che i "malanni" che hanno ottenuto un certo miglioramento sono quelli più condizionabili dal tempo (ansia, allergie, dolori muscolari), ovvero quelli che possono passare anche senza assumere nulla.

Se non è prova di inefficacia questa...e l'hanno pubblicata loro eh? Poi ditemi che gli omeopati non sono autolesionisti...
Chiudo copiando il finale dell'articolo del dott. Magnetti, che commentando questo splendido questionario ha scritto:
questi tipi di valutazione si avvicinano maggiormente a quelli che, secondo me,  rispettano al meglio le caratteristiche dell’approccio omeopatico cioè gli studi osservazionali. Questi ultimi esprimono maggiormente il concetto di effectiveness, cioè quanto un trattamento funziona nella pratica clinica, quindi in modo reale sul territorio, rispetto al concetto di efficacy che misura quanto il trattamento funziona in studi clinici o studi di laboratorio.
Studi osservazionali? Efficacy? Effectiveness?!
Il collega crede che l'"effectiveness" di un trattamento si possa scoprire con un questionario lasciato nello studio di un omeopata, quattro domande e via, abbiamo lo studio osservazionale pronto, una valutazione superficiale  con le domandine di "Altroconsumo", un esperimento alla "volemose bene" insomma...
Siamo a posto...
Il quadro come si vede è desolante. Stiamo parlando di cure, non di estrazioni del lotto. Se nella maggioranza dei disturbi (in pazienti che credono all'omeopatia...) non migliora nemmeno la metà dei pazienti, quale migliore dimostrazione che state somministrando acqua fresca? E gli omeopati per sapere l'"effectiveness" delle loro medicine si basano sui questionari di Altroconsumo, ma complimenti...

Perché gli omeopati non sanno presentare dati seri invece di appoggiarsi ai questionari di "Altroconsumo" che alla fine riescono pure a dargli torto?
Non possono ed a loro non resta che continuare con questo livello di "scienza" autorelegandosi nelle riviste in edicola, accanto agli oroscopi.

Io più che di effectiveness, parlerei di  facciatosteness.

Alla prossima.

venerdì 7 ottobre 2011

La vera storia dell'Oscillococcinum

Ok. Faccio lo scoop.
Esistono diversi prodotti in vendita nelle farmacie italiane che dicono di contenere delle sostanze che in realtà non esistono. È uno scoop eccezionale, visto che le regole del commercio vogliono che la confezione indichi esattamente il contenuto di un prodotto in vendita con tanto di dosaggi e quantità, non si può vendere un prodotto se non è esattamente ciò che dice di essere. Non solo: questi prodotti sono venduti come curativi, dicono di poter migliorare o guarire delle malattie. Sono tanti, una lista lunghissima, i consumatori saranno felici di scoprire questo enorme giro commerciale.

Andiamo nel particolare: questi prodotti che nella confezione dichiarano di contenere sostanze e principi attivi  che in realtà non contengono, sono solo delle caramelle di zucchero e non contengono niente oltre a questo: non vi è alcuna traccia di altre sostanze elencate nella confezione.
Questa è una sorta di pubblicità progresso, informazione al consumatore, protezione del cittadino e visto il numero spropositato di questi prodotti oggi parlerò di uno di loro svelandone la storia che forse non tutti conoscono, in questo modo i consumatori saranno consapevoli di ciò che trovano sugli scaffali delle farmacie ed eviteranno di comprare caramelle al costo di pepite d'oro anzi, potrebbero decidere di intervenire presso le autorità competenti per mettere fine a questo commercio, quello che hanno fatto negli Stati Uniti.

Il prodotto in questione è l'Oscillococcinum, vendutissimo ed utilizzatissimo da tanti ignari consumatori che pensano di acquistare un medicinale mentre in realtà acquistano piccole palline di zucchero puro. Lo stesso prodotto è quello che ha scatenato la giusta "rivolta" internazionale contro l'azienda che lo produce che in questi giorni ha tenuto banco sul web. L'Oscillococcinum è un prodotto omeopatico venduto dalla multinazionale francese Boiron che non ha alcuna indicazione medica, nessuna efficacia provata, nessuna spiegazione medica di funzionamento, nessun motivo per cui possa funzionare ma per un curioso quanto misterioso processo è diventato uno dei rimedi più consigliati dai farmacisti e più acquistati dai consumatori quando questi sono in cerca di qualcosa per prevenire o curare l'influenza. La cosa più eclatante è che il suddetto prodotto non contiene alcun principio attivo: è zucchero. Si tratta di palline di zucchero da un grammo. Ribadiamolo: una caramella di zucchero viene venduta come rimedio per l'influenza.
E' c'è pure chi giura possa funzionare.
In Italia il prodotto fa furore in altri paesi qualcuno si è accorto della realtà.

Negli Stati Uniti ad esempio è in corso una class action (ovvero un'azione legale di gruppo) nei confronti dell'industria omeopatica Boiron produttrice delle palline zuccherate e la stessa FDA ha intimato ad un sito web che vendeva vari prodotti per "combattere l'influenza" tra i quali proprio l'oscillococcinum di sospendere la vendita ed evitare proclami di efficacia di questi prodotti. Lo stesso prodotto è incluso nella lista FDA dei prodotti fraudolenti rispetto alla cura dell'influenza H1N1.


Avvertimento della FDA sulla vendita di prodotti inefficaci ed inapprovati sull'influenza, tra i quali l'oscillococcinum Boiron considerati come "una potenziale significativa minaccia per la salute pubblica" ("is a potentially significant threat to the public health").
In qualità di medico (e di omeopata certificato proprio da Boiron) che fa informazione volevo mettervi quindi al corrente di questa notizia: zucchero e niente altro in uno dei prodotti più venduti in farmacia per l'influenza. Naturalmente in questo caso, uno dei dogmi dell'omeopatia (ogni terapia è altamente personalizzata e prescritta dopo attenta anamnesi) viene evitato con cura: il rimedio è venduto liberamente, è un prodotto da banco (non necessita di ricetta medica) e viene consigliato per mitigare i disturbi dell'influenza (e per prevenirli) senza alcuna indagine su chi lo compra.
Ok, l'affermazione che in quelle palline non c'è che zucchero potrà stupire chi non sa cos'è l'omeopatia, chi già ne conosce i principi si annoierebbe a risentire per l'ennesima volta che un prodotto omeopatico oltre la 12ma diluizione contiene solo eccipiente (quindi acqua o zucchero o amido, le sostanze insomma che compongono il granulo senza alcuna traccia di altri prodotti).

Il fatto che ancora qualcuno si stupisca di questa "rivelazione" la dice lunga su quanto siano informati i consumatori su quello che acquistano, è capitato anche a me infatti di spiegare proprio questo principio (che è alla base dell'omeopatia, non c'è niente dentro) e vedere sguardi increduli, come se stessi delirando. Qualcuno va a cercare notizie e poi conferma con un po' di imbarazzo: "avevi ragione, non ci posso credere...". Un mio amico si è detto "scioccato" dopo aver capito (incoraggiato da me poi ha approfondito personalmente) le basi dell'omeopatia perchè ne aveva un'idea del tutto distorta e la utilizzava per curare i suoi figli che, seguiti da "un bravo omeopata" non avevano più avuto le abituali malattie stagionali, la maggioranza di coloro che usano omeopatia insomma non ha idea di ciò che acquista e per questo mette in dubbio chi gli spiega su cosa si basa la teoria omeopatica tanto da sentire spesso rispondere "ma non è possibile, ne sei sicuro?" quando confermo il mistero dell'omeopatia

Sì, ne sono sicuro e non perchè abbia fatto chissà quale scoperta ma perchè chimicamente, fisicamente e merceologicamente, in un granulo (o in una goccia) di prodotto omeopatico (oltre la 12ma diluizione, indicata come 12CH) non c'è nessun principio attivo. Vi vendono acqua, niente altro. Per questo ritengo che sia corretto e doveroso informare i consumatori e chi crede che l'omeopatia possa curare una malattia.

Naturalmente c'è sempre l'amico che è "guarito dall'influenza" con questi granuli di zucchero o quello la cui cugina è uscita sana e salva da un forte e temibile raffreddore, nessuna intenzione di non crederci, piuttosto sono loro che dovrebbero chiedersi come siano "guariti" con delle palline di zucchero.
Questa osservazione infatti non è relativa solo all'oscillococcinum ma a tutti i rimedi omeopatici venduti per curare le più svariate malattie.

Andiamo a fondo allora, vi racconto la vera storia dell'Oscillococcinum, uno dei prodotti più venduti per "prevenire" o "guarire" l'influenza.

Nel 1925 il francese Joseph Roy si esercitava al microscopio. Durante una delle sue osservazioni (Roy stava studiando il sangue di pazienti con l'influenza) si accorse che tra i batteri e gli oggetti che osservava sotto la lente, c'erano dei piccoli corpuscoli sferici che si muovevano. Erano bolle d'aria (conseguenza tipica di un'errata preparazione dei vetrini da osservazione microscopica) ma il medico preso dall'entusiamo scambiò quelle sfere in movimento per batteri sconosciuti. Coniò così il termine "Oscillococcinum" che più o meno significa "sfere che oscillano".

Passò così all'osservazione di altri preparati, sangue di altri malati, materiale infetto, residui di interventi chirurgici ed in tutti (guardacaso) notò la presenza di quelle strane sfere trasparenti che "galleggiavano" ed apparivano nel sangue di malati di ogni tipo: qualsiasi fosse la malattia, quelle palline erano lì. La conclusione fu immediata: la causa di tutte le malattie era proprio quella, il batterio Oscillococcinum. Roy continuò a guardare le bolle d'aria e scambiarle per batteri in un'infinità di osservazioni, persino nei tumori e negli organi sani, fino a quando le osservò nel fegato di una specie di anatra.

Immagine dell'inesistente Oscillococcinum (si tratta di una bolla d'aria al microscopio ottico)


Il medico francese fece alcuni esperimenti nel tentativo di somministrare dei vaccini a base di quel batterio per curare molte malattie ma tutti i suoi tentativi furono infruttuosi.

Roy era in parte giustificabile: gli albori della biologia, la scarsa conoscenza della strumentazione, la mancanza di esperienza gli fecero trarre una conclusione piuttosto affrettata.
In realtà quel batterio non esisteva e con il tempo si affinarono le tecniche microscopiche e così le bolle d'aria scomparvero per sempre (in realtà anche oggi se si prepara "male" un vetrino è possibile osservarle).



Al medico francesce non restava che scegliere da dove "estrarre" i suoi batteri immaginari per preparare un "siero curativo". Scelse in maniera arbitraria di concentrarsi su un tipo di anatra e pensò di sfruttare il fegato ed il cuore dell'animale. Perchè questa scelta? Perchè in quegli anni il cuore ed il fegato erano "il centro" della vita e di tutti i problemi di salute, il cuore era il centro dell'essere umano, il fegato "modificava" le energie vitali, un'idea primitiva che fu sorpassata dopo alcuni anni.
Naturalmente questo estratto non servì mai a curare nulla ma l'idea fu afferrata al volo da qualcuno. Fu proprio l'industria omeopatica francese Boiron che pensò di usare l'idea (sbagliata) di Roy creando un prodotto ufficialmente derivato dal fegato e dal cuore di anatra.
Prese una goccia di filtrato di fegato e cuore d'anatra alla 200K (si chiama diluizione Korsakoviana ed è ancora più magica, qualche volta vi racconterò come si ottiene, di quella classica e più utilizzata dagli omeopati, l'Hahnemaniana indicata con la sigla H), 200K significa che la prima goccia è stata diluita ulteriormente 200 volte, alla fine quindi il principio attivo di questo prodotto (gli estratti degli organi del volatile) non esiste più.
Dopo tutte le diluizioni ed il rito della succussione (ad ogni diluizione deve corrispondere lo scuotimento del recipiente), l'acqua ottenuta si spruzza in un granulo di zucchero.
Tutto qui.

Il prodotto viene venduto in confezioni che contengono un numero variabile di granuli. Qualsiasi analisi chimica e fisica di queste pastiglie confermerà naturalmente che nelle caramelline non c'è altro che zucchero.
Il prodotto è tra i più venduti e richiesti per "prevenire" o "guarire" dall'influenza ed è chiaro che una cura a base di palline di zucchero non ha alcuna possibilità di guarire l'influenza (e nessun'altra malattia) e sarebbe curioso sapere quante persone tra quelle che utilizzano queste pastiglie sappiano esattamente ciò che hanno acquistato.

Poco importerebbero a questo punto gli studi scientifici ma quelli che esistono naturalmente parlano chiaro, l'Oscillococcinum non serve a prevenire o guarire dall'influenza. I pochi studi che sembrano mostrare qualche effetto sono scarsi in metodo, con campioni poco rappresentativi e non hanno grossa significatività. La revisione di sette studi sull'Oscillococinum effettuata dalla Cochrane (un ente indipendente che rivede i lavori scientifici che riguardano un certo argomento per trarne ulteriori conclusioni) conferma che non vi è alcun motivo per ritenere preventivo il prodotto (chi lo assumeva si ammalava lo stesso come chi non lo faceva) o "curativo" l'Oscillococcinum (i pochi studi che sembravano mostrare qualche risultato parlavano di miglioramento dei sintomi di pochissime ore rispetto a chi prendeva altri prodotti, non "guariva" nessuno).
A questo punto è chiaro che sta ad ognuno di noi concludere se convenga o meno acquistare questo prodotto dei miracoli. Un medicinale basato su princìpi errati, che non contiene nessun principio attivo, che si chiama con il nome di un batterio che non esiste e che non cura nessuna malattia: andiamo bene...

Ma per la legge italiana in realtà la Boiron non può sostenere (ed infatti non lo fa, ufficialmente, nella confezione non troverete mai "prodotto contro l'influenza") che queste caramelle possano migliorare i sintomi dell'influenza e così tutto il mercato del prodotto si basa sul passaparola, sul consiglio dell'amica, su quello del farmacista.
Mai come in questo caso è bene quindi tenere gli occhi aperti.

Ma non voglio convincere nessuno. Chi non credesse alle mie parole (ed alle leggi della fisica), si procuri un granulo di Oscillococcinum e lo faccia analizzare da un laboratorio di sua fiducia, poi chieda i risultati.

Diciamocelo chiaro, basterebbe molto di meno: leggere la scatola in vendita.

Considerando che, come dichiarato nella confezione, ogni granulo pesa 1 grammo e che poco sotto è dichiarato che ogni granulo contiene 1 grammo di zucchero, provate ad indovinare cosa state ingurgitando?

Già, è proprio così.
Confezione statunitense dell'Oscillococcinum: ogni granulo da 1 grammo contiene 1 grammo di zucchero...
Qualcuno si chiederà: ma lo dicono così? Cioè vendono un grammo di zucchero e lo scrivono pure sulla confezione?
Ma la Boiron non truffa nessuno, lo dice chiaro e tondo come ha fatto la portavoce della Boiron Gina Casey: alla domanda "ma l'Oscillococcinum è sicuro?" ha risposto: "ma certo, non c'è niente dentro". Lo scrivono pure sul loro sito: ogni granulo contiene l'85% di saccarosio ed il 15% di lattosio (lattosio e saccarosio sono zuccheri): il 100% di zucchero.

Loro vendono zucchero, è chi lo compra che crede di acquistare un medicinale, non parliamo quindi di medicina ma di commercio, marketing, pubblicità.
Ma allora i medici che prescrivono omeopatici? Mica saranno all'oscuro di tutto ciò?
Ma nemmeno per sogno, lo sanno, lo conferma la dottoressa Simonetta Bernardini, omeopata che lavora in toscana in un centro pubblico che fornisce prodotti omeopatici ai pazienti che ne fanno richiesta.
Chi la intervista le dice che un chimico gli ha spiegato che "se l’omeopatia funzionasse andrebbe contro tutti i principi della fisica, della chimica e della biologia: dopo 12 diluizioni centesimali è acqua diluita con acqua." e lei risponde: "Ha ragione. Ma questo è un problema più della fisica che dell’omeopatia". Il giornalista incalza: "Ma com’è possibile che quest’ultimi funzionino?", la dottoressa risponde: "E chi lo sa? Non ci sono spiegazioni."

Mi sembra che nessuno, omeopati compresi quindi, sia all'oscuro del fatto che ci troviamo davanti ad un fenomeno paranormale di eccezionale portata.

C'è chi a questi dati risponde: ma allora tutti quelli che comprano prodotti omeopatici sono dementi? Stupidi? Ma no, sarebbe come sostenere che chi compra un settimanale di astrologia sia mentalmente instabile o chi gioca al lotto abbia seri problemi di intelligenza, si tratta semplicemente di credere ad una cosa che non può essere reale, un sogno, un'illusione: curarsi con niente tanto che, chi usa omeopatia, tra i vari deboli argomenti che usa per appoggiare le sue scelte  ha quello del "almeno non fa male".

Ora, escludendo la considerazione più banale che se si acquista un prodotto per stare meglio il suo obiettivo è, appunto, "far stare meglio" e non "non fare male", ci sarebbe da chiedersi come possa fare un prodotto che sostiene di essere attivo, efficace e di avere un'azione curativa a non avere nessun effetto collaterale. I consumatori dell'omeopatia non riflettono sul fatto che si potrebbero ingurgitare interi camion di granuli e non presentare alcun sintomo né positivo né negativo (in realtà assumendo migliaia di granuli di zucchero un'iperglicemia sarebbe assicurata) questo è un altro degli aspetti del fenomeno paranormale.
Come medico naturalmente non posso che invitare chi legge a non considerare queste pastiglie come cura o prevenzione dei sintomi influenzali, non hanno alcun effetto e potrebbero ritardare la diagnosi di patologie più importanti (e succede, di polmoniti curate con pastigliette di zucchero e finite in rianimazione ne ho vista qualcuna): molto più utile e meno costoso un ciclo di vitamine antiossidanti (C su tutte) e quando possibile una buona esposizione alla luce solare.

Da ignorante sulle leggi del commercio mi domando però: un'azienda che vende un prodotto dichiarando che contiene una sostanza che invece ad un'analisi dello stesso non è rintracciabile nemmeno in minima quantità, è autorizzata a continuare a vendere quel prodotto?
Magari si tratta solo di un prodotto da banco che non consente particolari guadagni a questa azienda e quindi il "peccato" potrebbe essere veniale, proprio per questo faccio alcuni conti: portiamola sul mero dato commerciale ed evitiamo per una volta quello scientifico.




Considerato che il prezzo dello zucchero (al pubblico...) è di circa 1,16 euro al chilo e che l'Oscillococcinum si vende a circa 31,50 euro (per 30 granuli, quindi 30 grammi, ovvero più di 1 euro al grammo), pagate lo zucchero omeopatico a più di 1000 euro al chilo.

Zucchero a 1000 euro al chilo siori e siore, 1000 euro! Un affare...

Per la confezione da 6 granuli il prezzo raddoppia, 2000 euro al chilo.

Naturalmente come sempre, anche la Boiron ha la piena facoltà (se ne avesse capacità) di smentirmi e per la quale offro spazio pure nel mio blog ma attenzione, non offro pubblicità, ma spazio per contraddirmi quindi fatti: accetto solo repliche oggettive. Per esempio l'azienda potrebbe provvedere a nominare un perito che davanti a me riesca a distinguere un granulo di Oscillococcinum da uno di zucchero, esperimento pubblico i quali risultati pubblicherei per tutti i lettori e sarebbe una bella risposta ai dubbi che potrebbero sorgere a chi acquista il loro prodotto: ma davvero ci vendono palline di zucchero a 1000 euro al chilo? È vero che non vi è alcun motivo perchè queste palline abbiano proprietà curative? Veramente l'Oscillococcinum non contiene...Oscillococcinum ma nemmeno fegato e cuore di oca?

Ma davvero?
La risposta a tutto questo è sì.

La prossima volta che andate in farmacia, riflettete prima di aprire il portafogli.

Per chiudere: ricordate il tormentone dei milioni di utilizzatori soddisfatti di omeopatia nel mondo? Beh, a quanto pare tanto soddisfatti non devono essere se si scopre che il grande successo dell'omeopatia millantato dalle aziende è tutt'altro che evidente. In Gran Bretagna, nazione che rimborsa con il suo ssn le prescrizioni di rimedi omeopatici, nell'ultimo anno sono state rimborsate solo poco più di 16.000 ricette di omeopatia, che in confronto al dato del 2000 di 184.000 prescrizioni (ed al record del 1996 con oltre 200.000 prescrizioni) rappresentano un crollo storico che suona come una vendetta della ragione. In Gran Bretagna, il mercato omeopatico oggi rappresenta lo 0,001% sul totale dei rimborsi farmaceutici del servizio sanitario inglese. Praticamente nulla (beh, a proposito di omeopatia penso sia la percentuale ideale). Quante cose si vengono a sapere scavando tra le notizie eh?
...e la Boiron conosce il suo più drammatico tracollo in borsa dal 1989. I consumatori si stanno svegliando?

Ed ora omeopati come la mettiamo con "i milioni di clienti soddisfatti"? Si sono ultradiluiti?

Alla prossima.

==
Nota: Per tentare di prevenire l'influenza senza comprare zucchero a migliaia di euro al chilo e non cadere vittima di sottili mosse di marketing, è utile:

- Se possibile esporsi al sole, anche pochi minuti al giorno (una passeggiata è già sufficiente).
- Idratarsi: l'acqua è la sostanza che idrata meglio di ogni altra cosa. Bere tanto e consumare frutta in abbondanza.
- Lavare spesso le mani ed evitare se possibile i luoghi molto affollati.
- Se si appartiene a categorie a rischio* è indicata la vaccinazione. Il ceppo influenzale di quest'anno è lo stesso della stagione scorsa.

I sintomi della prossima influenza saranno soprattutto a carico delle vie respiratorie (quindi starnuti, mal di testa, irritazione agli occhi, febbre, tosse, mal di gola) e non si dovrebbe trattare di un'infezione particolarmente violenta.

In caso di sindrome influenzale è utile:

- Riposo. Il modo migliore per migliorare velocemente è concedersi un paio di giorni di pausa.
- Idratazione.
- Se compare febbre alta (cioè oltre i 38°C) assumere un antipiretico o un antiinfiammatorio.
- Se compaiono complicazioni (tosse ingravescente, difficoltà respiratorie, peggioramento dei sintomi) consultare il medico di famiglia.
- Non assumere antibiotici se non consigliato dal medico.
- In genere dopo 3-4 giorni i sintomi migliorano nettamente, in caso contrario consultare il medico.

*Categorie a rischio:
a) Soggetti di 65 anni di età al 31/12/2011
b) Soggetti di età superiore a 6 mesi e inferiore a 65 anni affetti da:
• malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio (inclusa l’asma grave, la displasia broncopolmonare, la fibrosi cistica e la broncopatia cronico ostruttiva - BPCO); anche ricorrenti per i soggetti di età inferiore ai 9 anni.
• malattie dell’apparato cardio-circolatorio, comprese le cardiopatie congenite ed acquisite
• diabete mellito e altre malattie metaboliche (inclusi gli obesi con BMI > 30 e gravi patologie concomitanti).
• epatopatie croniche
• insufficienza renale cronica
• malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie
• tumori
• malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV
• malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinali
• patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici
• Attività professionale considerata a rischio (sanitari, pubblica sicurezza, allevatori, impiegati pubblici, insegnanti...).

Aggiornamento: in un forum per "mamme" ho trovato alcuni commenti al mio articolo che vale la pena di leggere, eccone alcuni:

- ho comprato anch’io l’oscill oecc…spero davvero che non sia zucchero.

- la farmacista che è una mia amica me lo ha consigliato …se fosse zucchero mi dispiacerebbe tantissimo!!!

- Se è zucchero… l’avrò pure pagato più dell’oro, ma male non gli fa. Se invece, come spero, contiene dei principi attivi, li aiuta pure, quindi… io ci provo!

- non so, voi continuate e darglielo?IO A COSTO DI PASSARE PER STUPIDA, CREDO DI SI’.

- non so che dire. SAranno veramente palline di zucchero? Il sapore è dolciastro.

- CAVOLO SONO ALLIBITA…


Senza parole  :)


Ulteriori notizie sui granuli di zucchero venduti come curativi possono essere trovate qui.

martedì 16 agosto 2011

Effetto Streisand

Nel 2003 Kenneth Adelman, un fotografo americano, aveva pubblicato una serie di foto (ben 12000) della costa californiana che servivano a documentare lo stato di erosione di quelle zone toccate dal mare. Il suo sito permetteva a chiunque di visionare le immagini ed eventualmente scaricarle. Tutto legale, normale, abituale per internet che è uno strumento utile proprio alla condivisione dei dati.
In quelle immagini però appariva anche la foto della villa di una cantante statunitense, Barbara Streisand, la quale pensò bene di citare per danni (chiedendo un indennizzo di 50 milioni di dollari) il fotografo autore degli scatti che a suo dire metteva a rischio la sua sicurezza e la sua privacy pubblicando l'immagine aerea della sua abitazione.
Il piccolo particolare che sfuggì alla donna e probabilmente anche ai suoi legali, fu che mentre prima della citazione nessuno sapeva di chi fosse quella villa e quindi nessuno se ne interessò, da quel momento il sito fu inondato di visite e di gente curiosa che voleva conoscere l'aspetto e l'ubicazione della residenza "famosa" della quale ora migliaia di persone conoscevano a questo punto anche l'indirizzo. Così più di 400.000 visitatori in poco tempo diffusero l'immagine, la copiarono, la pubblicarono nei loro siti e blog. In questo modo la stessa proprietaria della casa, preoccupata per la sua privacy, fu autrice di un clamoroso errore di valutazione autodanneggiandosi con scarse possibilità di rimediare all'errore.
Da quel momento questo tipo di avvenimenti (l'enorme eco che può ricevere una notizia che si tenta malamente di nascondere) si chiama proprio effetto Streisand.
E' accaduto recentemente anche da noi.

Un giovane blogger italiano, Samuele Riva, ha scritto (il suo blog si chiama Blog0) una serie di articoli sull'omeopatia. Nulla di scandaloso o eclatante intendiamoci, solo una spiegazione e dei commenti sulle letteralmente incredibili proprietà dei granuli omeopatici, un gioco un po' "sporco" come spiegare i trucchi di un prestigiatore ma visto che le industrie omeopatiche non vendono divertimento ma prodotti definiti "curativi", spiegare le caratteristiche di ciò che si può trovare in farmacia è un'opera benemerita. Nell'articolo anche il riferimento ad un prodotto Boiron (la multinazionale omeopatica più nota al mondo) tra i più venduti con la sua immagine. Un po' stupisce che l'azienda che mi ha certificato come omeopata potesse avere questo tipo di atteggiamenti prevaricatori nei confronti di una persona che alla fine ha agito correttamente, se proprio si riteneva "offesa" avrebbe potuto chiedere amichevolmente di correggere le affermazioni che la riguardavano o di rimuovere i riferimenti al proprio marchio e stupisce ancor di più come un'azienda che fa dell'immagine un punto di forza si sia atteggiata a "cattiva" censurando duramente gli articoli del blogger, in ogni caso la Boiron ha mostrato poca pazienza e disponibilità, scarsa collaborazione ed una suscettibilità non da poco: cosa accadrebbe se gli stessi atteggiamenti li utilizzassero i consumatori? E se a qualche consumatore venisse l'idea di denunciare la Boiron perché vende zucchero (o acqua) affermando di vendere medicine? E se sempre più gente venisse a sapere che nei granuli omeopatici non c'è niente altro che zucchero e nessun principio attivo?

Sinceramente non so quanto convenga alle aziende omeopatiche che i consumatori approfondiscano le loro conoscenze sulla realtà dell'omeopatia, tutti quelli (e sono la maggioranza) convinti che un prodotto omeopatico sia un "estratto di erbe" o un "rimedio naturale" potrebbero conoscere la verità e finalmente smettere di acquistare palline di zucchero a peso d'oro.

Certo, l'azienda avrebbe la possibilità di difendersi com'è corretto e non avrà difficoltà a dimostrare che quelle parole sono false e che dire che l'omeopatia sia solo acqua fresca è una bugia, in fondo basta un'analisi chimica. Chissà quanta documentazione, quante prove e test per zittire l'ennesimo blogger che osa mettere in dubbio le proprietà dell'acqua magica. Strano poi come un'azienda omeopatica abbia fondi, strumenti, risorse e tempo per bloccare la passione di un blogger ma non riesca a produrre un solo studio scientifico, una sola prova accettabile che dimostri che i granuli in vendita siano qualcosa di più dello zucchero che contengono. Se l'omeopatia funziona dimostriamolo una volta per tutte, così si evitano questi "malintesi".

Invece questo non avviene (perché è chiaro che non può avvenire, non vi è modo per nessuno di trovare un principio attivo in un prodotto omeopatico) e l'azienda parte in quarta inviando una diffida al provider che fornisce lo spazio che ospita il blog. La lettera dell'azienda è piuttosto dura: intima la correzione degli articoli, la rimozione di ogni riferimento ai suoi prodotti e chiede al provider di impedire al blogger l'utilizzo del suo sito.
Addirittura.

A fatto compiuto la Boiron si giustifica dicendo che si è trattato di un malinteso, che il loro tono "minaccioso" deriva dal linguaggio tecnico legale e che non hanno percorso vie più amichevoli perché non hanno avuto modo di contattare il gestore del blog (ah, quando esistevano le e-mail...).

Beh, diciamo che stavolta chi si è occupato di questo caso in azienda probabilmente sarà costretto ad un corso di aggiornamento sulle dinamiche del web perché in pochissimi giorni l'articolo (correttamente "ripulito" dai riferimenti all'azienda francese e quindi perfettamente "rispettoso") fa il giro di internet. Viene rilanciato da altri blog (decine e decine), se ne parla nei forum e sui social network, se ne occupano quotidiani e siti molto visitati, la notizia raggiunge i siti esteri e se prima la vicenda era nota solamente ai lettori del blog di Samuele in poco tempo diventa un tormentone: Davide contro Golia, la multinazionale omeopatica che minaccia blogger italiano e così la Boiron viene dipinta come azienda cattiva che censura, minaccia ed usa le maniere forti. Niente male per chi utilizza sorrisi, metafore "dolci" e consigli sulla felicità per raggiungere il proprio target, un boomerang epico, anzi come si dice oggi sul web un "epic fail".

Insomma, un bel boomerang.
La Boiron comunque sembra orientata a risolvere senza ulteriori conseguenze la vicenda e mi sembra sia la soluzione migliore, anche perché, come vedremo, non è finita qui.
Resta comunque singolare l'affermazione che quegli articoli del blog "diffamavano l'omeopatia", sarebbe come dire che se criticassi un'automobile per le sue scadenti prestazioni evidenziandone i difetti di costruzione mi si accusasse di "diffamare l'ingegneria meccanica". Surreale.

C'è da dire che la stessa cosa (ma molto meno pretenziosa) l'aveva fatta negli stessi giorni la GUNA (un'altra azienda omeopatica) nei confronti del sottoscritto perché avevo spiegato indignato ciò che contiene un loro prodotto (omeopatico, commercializzato negli USA come composto da ghiandole di rospo, veleno di serpente, cervello di scrofa ed altro ma di fatto semplice alcol) venduto negli Stati Uniti per la cura dell'autismo: velate (ma non tanto) minacce di querela, soliti discorsi sull'omeopatia e qualche parola un po' forte ma un evidente imbarazzo che poi è diventato ingombrante quando mi sono reso conto che l'azienda non sa nemmeno che cosa contiene il prodotto che loro stessi fabbricano definendo nella loro replica ufficiale addirittura una "battuta" che "rischia di mettere in ridicolo chi l’ha fatta" il dato che tra gli ingredienti delle loro gocce omeopatiche vi fossero le ghiandole di rospo: il problema è che non era una battuta ma è realtà, le esilaranti ghiandole di rospo ci sono eccome (come dichiarato sulla confezione, anche se dopo diluizione omeopatica non ne resta traccia) ma la cosa è talmente incredibile che nemmeno l'azienda l'ha considerata seriamente, l'ha presa per una battuta!

La parte del comunicato stampa della GUNA che definiva "battuta" il fatto che il loro prodotto contenesse ghiandole di rospo.


Gli ingredienti (indicati come "principi attivi") del GUNA awareness tra i quali "ghiandole cutanee di rospo" (sottolineatura mia) tratto dall'archivio ufficiale del National Library of Medicine (NLM), servizio del National Institute of Health statunitense.


Probabilmente però alla GUNA hanno qualcuno che conosce meglio il web e così l'azienda ha preferito la forma del "diritto di replica" a quella della "diffida" ed alla luce di ciò che sta succedendo alla rivale Boiron probabilmente stanno tirando un sospiro di sollievo.


Che periodaccio per le industrie omeopatiche...
Ma torniamo a Samuele, che non è finita. La vicenda del blogger protagonista della storia arriva dove la Boiron non si sarebbe mai aspettata e nemmeno lui probabilmente, una novità incredibile: il suo nome e la sua vicenda approdano sul BMJ (British Medical Journal) una delle riviste mediche più importanti, prestigiose e consultate del mondo. La "favola del piccolo blogger" (Samuele dichiara una media di 300 visitatori al giorno nel suo sito, prima della vicenda) minacciato dal gigante farmaceutico diventa dominio internazionale, viene consegnato ai posteri con un report di prestigio, diventa un simbolo di libertà di parola e di opinione. Vedere il nome di Samuele sulle pagine di una rivista nella quale qualsiasi medico ambirebbe apparire è una sensazione unica. Colpisce ancora di più sapere che Samuele Riva non è neanche un medico ma un ingegnere informatico, doppi complimenti.

Alla fine quindi l'azione della Boiron invece di diluirsi nel grande mare di internet si è concentrata risultando, come è normale che sia, efficacissima ma non certo a loro favore.
Morale della favola: con questa storia abbiamo dimostrato che se l'omeopatia non ha effetti, parlarne spiegando qual è la  verità ne ha di devastanti.

Alla prossima.

Aggiornamento 17/08/11: ...ed anche il mitico Steve Novella (uno dei più noti divulgatori di scienza sul web) parla dell'"affaire" Boiron. Lui definisce l'atto intimidatorio della casa francese come "teppismo". Sempre più in alto, Boiron.
Aggiornamento 18/08/11: ...ed anche la fondazione Dawkins!

giovedì 3 marzo 2011

Tv canadese: omeopatia, cura o stupidaggine?

Un bel documentario della televisione canadese CBC su ciò che è veramente l'omeopatia.
Si tratta di un dossier realizzato da una giornalista che cura un programma di informazione per i consumatori canadesi e li mette in guardia da sofisticazioni alimentari, truffe, rischi ed anche di far comprendere meglio le etichette, il significato delle sigle, insomma una vera e propria trasmissione di informazione pubblica.
La puntata è presentata nella pagina del programma Market Place e si intitola, traducendo il titolo in italiano: "Omeopatia cura o stupidaggine?".
La giornalista Erica Johnson, si è occupata quindi di omeopatia ed in maniera seria, informandosi su cos'è davvero questa pratica, spiegando i suoi assurdi princìpi, facendo analizzare dei granuli omeopatici e mettendo in guardia dai pericoli che "curarsi con nulla" può provocare alla gente che non sa che l'omeopatia è solo zucchero.

Il programma è fatto bene, si pone dalla parte del consumatore (è nato per questo) e si chiede se la legge del "simile cura il simile" abbia fondamenti (non li ha, come correttamente affermato), si chiede se le "diluizioni spinte" siano ragionevoli o efficaci (non lo sono, come correttamente affermato) e soprattutto si "stupisce" di come una pratica senza alcuna base scientifica sia spacciata come tale.
Interessante il risultato dell'analisi dei due granuli omeopatici curata dal laboratorio AIMS per conto del dipartimento di chimica dell'Università di Toronto, analisi che fornisce il risultato, scontato per chi conosce questa pratica, ma che stupirà chi la usa convinto possa trattarsi di farmaci attivi: contengono zucchero. Niente altro che zucchero.

A proposito di questo, noto sempre più spesso che quando si tocca questo aspetto dell'omeopatia, molte persone non ne sono al corrente. I consumatori in generale sono infatti convinti che il granulo omeopatico sia un farmaco, "leggero e naturale" ma un vero e proprio farmaco, contenente un principio attivo e che ha tutti i canoni per avere un'azione chiara e dimostrata sull'uomo. E' tanto "scioccante" l'affermazione che gli omeopatici non contengano nulla che in molti mi chiedono "ne sei sicuro"?

Un oncologo intervistato durante la tramissione ha definito l'omeopatia "una truffa che non ha alcuna evidenza scientifica" mentre quando la giornalista ha chiesto alla responsabile Boiron spiegazioni sull'assenza di sostanze attive nei granuli omeopatici le risposte sono state le solite: "mistero", "inspiegabile", "però funziona".

La giornalista poi resta a bocca aperta (ok, non legge MedBunker) quando una venditrice di rimedi "olistici" che vende anche omeopatia, le propone le gocce omeopatiche per prevenire la poliomielite o quando una madre rivela che suo figlio è vaccinato per la poliomielite e per il morbillo ma solo con "vaccini omeopatici" (che per la medicina non esistono).
Poi c'è la clinica che cura il cancro con l'omeopatia e promette guarigione entro due settimane e questo viene confermato da un omeopata canadese: "con l'omeopatia curiamo tutti i tipi di cancro".

Ecco cosa vuol dire far passare per "utile" una pratica assolutamente improponibile, ecco perchè non faccio sconti nemmeno alla "banale" omeopatia, perchè poi c'è sempre la mamma che dice "ma io pensavo fosse efficace!" quando non lo è, per nulla.
Certo, ricordiamoci sempre che ci sono "gli omeopati seri", quelli che non curerebbero mai il cancro con l'omeopatia ma la usano solo per malanni banali. Ma se sono "banali" perchè curarli?
Misteri della fede.
Nel frattempo il presidente della società francese di omeopatia è stato condannato per ciarlataneria dall'ordine dei medici di Francia per ricorso a "pratiche non conformi alle conoscenze scientifiche attuali " con riferimento proprio all'omeopatia. Curioso per un paese che gli omeopati definiscono la patria della teoria delle diluizioni spinte.
Sembrano tutte storie già sentite decine di volte, non ci dovrebbe essere bisogno di ripeterle, ma la gente sa davvero cosa c'è dentro quel granulo quando "si cura" con l'omeopatia?
La televisione italiana avrebbe il coraggio di fare un'inchiesta come quella canadese? L'unica volta che l'omeopatia è stata descritta come è in realtà da una trasmissione di Piero Angela, un'associazione di omeopati ha addirittura denunciato il popolare divulgatore scientifico (e questo la dice lunga sugli argomenti scientifici degli omeopati) che poi è stato assolto perchè quello che aveva detto corrispondeva a verità.

Le due parti del documentario (in inglese) sono visualizzabili su You Tube qui e qui.

...e come ha detto qualcuno, "ci sarebbe ancora bisogno nel 2011 di definire senza senso una pratica che non aveva senso già 200 anni fa?".
Alla prossima.

lunedì 3 gennaio 2011

Paperino l'omeopata

Anno nuovo diploma nuovo.
Ho sentito sostenere da qualcuno che diventare omeopata richiederebbe anni di studi, esperienza, serietà, conoscenze e pure un po' di apertura mentale. Non ho il tempo per frequentare scuole di omeopatia, ma ho conseguito lo stesso il diploma di omeopata certificato Boiron (la multinazionale omeopatica più nota al mondo) e quindi da ora in poi non mi si dica che non ho titoli per parlare di omeopatia, sono un omeopata e pure certificato e conservo il mio diplomino nuovo di zecca (anzi di stampante) così da mostrarlo a chi dice che non capisco nulla della fantascientifica teoria dell'ultradiluizione. D'altronde gli omeopati insistono sul fatto che bisogna affidarsi a professionisti seri e qualificati, sono solo loro che conoscono quei fatti che la scienza ignora ed il buon senso non comprende ma l'omeopatia propina, un titolo ufficiale (rilasciato da un'azienda leader del settore) dunque dovrebbe essere tra le migliori garanzie di serietà che si possano pretendere.

A questo punto, visto che non voglio tenere tutto per me, ho inserito anche un mio amico nel mondo delle "diluizioni, energizzate, vibrazionali, informate".
Dopo anni di studio ed esperienze cliniche effettuate in importanti centri medici (come il Paperopoli duck Hospital), sacrifici personali fisici e psicologici a dispetto della sua proverbiale sfortuna, sono lieto di comunicare che il mio amico Paolino Paperino ha raggiunto l'agognata meta di diventare uno specialista omeopata certificato da Boiron.

Il diploma di omeopata certificato Boiron di Paperino, è scansione dell'originale, nessun particolare dell'immagine è stato modificato.

Il corso di training on line della benemerita industria francese, famosa per produrre i rimedi ultradiluiti di acqua informata, succussa ed energizzata (e chi più ne ha più ne metta), ha ottenuto i risultati sperati. Paolino ha così fatto fruttare le sue approfondite conoscenze sull'argomento.
Concetti come la "memoria dell'acqua", "la teoria dei simili" e "l'invasione degli ultraquanti" sono stati illustrati durante il training ed hanno permesso all'amico Paolino di diventare un esperto certificato.

In questo momento Paolino Paperino non effettua consulenze nè visite perchè ancora sotto contratto Disney, ma si ripromette, appena trovato uno studio professionale fuori Paperopoli, sua città di residenza, di iniziare l'attività che sarà sovvenzionata dal suo non meno noto zio, Paperon de' Paperoni, sperando non sia un galoppino di Big Pharma. Il simpatico papero dedica questo traguardo agli amati Qui, Quo e Qua.
© Disney inc.

Un augurio a Paperino, che l'acqua informata lo accompagni in questa avventura.
Unico contrattempo, le sue apparizioni fumettistiche saranno diluite per il sopravvenuto impegno, non per questo comunque risulteranno meno efficaci, anzi...
;)

So di diplomi analoghi presi da Dracula, Avogadro, Fantozzi, Padre Pio e Cristoforo Colombo, tutta invidia, ragazzi.

Per essere più chiari. La multinazionale francese, la più grande produttrice di rimedi omeopatici, ha creato un training on line che consiste in una serie di domande (che non puoi sbagliare, se sbagli torni indietro e correggi) che portano dritto dritto al diploma che ha preso Paperino. Non un diploma qualsiasi ma di "omeopata certificato Boiron".
Quando vedrete un omeopata con il suo diplomino al muro (giuro, ce ne sono che esibiscono questo!) ricordatevi di Paperino e fate una carezza al vostro omeopata, dicendogli: "questa è la carezza di Paperino che prima di te ha preso il diplomino".
Lo vedrete commosso.

Alla prossima.

PS: Visto che gli omeopati sono conosciuti per la loro mancanza di ironia e di autocritica, li tranquillizzo avvertendoli che Paperino non può gestire un ambulatorio di omeopatia, non è un medico.

Aggiornamento: Qualcuno deve avere avvertito l'industria francese. Da qualche ora la pagina di "training on line" è scomparsa. :)

Aggiornamento: Una collega blogger, ha scritto alla Boiron per avere delucidazioni sul training on line omeopatico offerto a chiunque. Ricevuta la richiesta l'azienda ha oscurato la pagina per gli utenti italiani, pagina quindi attualmente irraggiungibile (direttamente). Mi dispiace per Paperoga che era sinceramente intenzionato ad ottenere l'importante certificazione.

lunedì 31 maggio 2010

L'omeopatia funziona! Per i clienti

Pochi giorni fa si è tenuto un interessante incontro sull'argomento omeopatia. Ospiti del dibattito Silvio Garattini, direttore dell'Istituto di ricerca Mario Negri di Milano e Christian Boiron, proprietario dell'omonima azienda che è la più grande industria di prodotti omeopatici al mondo.
L'incontro non ha avuto approfondimenti scientifici particolarmente complicati ma è stato abbastanza discorsivo e comprensibile. Si è trattato alla fine di un importante occasione perchè vedeva di fronte un rappresentante della medicina moderna e colui che rappresenta in pratica l'omeopatia nel mondo.
Ho trovato il dibattito interessantissimo, sia per chi non crede all'omeopatia sia per chi ha fede (perchè di questo si tratta, qualcuno mi dimostri il contrario per favore) nelle sue proprietà.

I due ospiti si sono confrontati con alcuni degli argomenti tipici nel dibattito "omeopatia contro medicina" ed ho trovato le due posizioni talmente rappresentative di uno o dell'altro "fronte" che ho deciso di riportarne i qualche passo e dire la mia.
Il video è disponibile qui (dura circa mezz'ora).
Intanto inizio con una dichiarazione "scioccante" che potrebbe chiarire come stanno le cose già dall'inizio.

Christian Boiron, erede della dinastia Boiron e proprietario della Boiron che produce e vende prodotti omeopatici ha candidamente dichiarato che per la sua ernia al disco utilizza cortisone.
Non "cortisone omeopatico", proprio cortisone, quello vero.
Alla faccia di Hahnemann.

Ha anche aggiunto che lui non si sognerebbe mai di non utilizzare antibiotici o altri farmaci "quando c'è bisogno".

Beh, è curioso come chi produce e promuove l'omeopatia non la usi su se stesso. Singolare anche il fatto che l'omeopatia dovrebbe funzionare su tutto ma non proprio su tutto, sulle malattie serie non riesce funzionando a volte e secondo i casi. Che medicina è quindi? Una medicina di "convenienza"? Serve solo quando non serve? Che ne direste se la medicina standard fosse basata su rimedi che funzionassero solo per le cose "banali"? Una tragedia...

Boiron rispondendo così ha chiarito tantissimi dubbi in un colpo solo: a chi ha un po' di sale in zucca trarne le conclusioni.

Alla domanda "l'omeopatia è efficace?" Silvio Garattini ha risposto con gli argomenti che conosciamo: non lo è più del placebo. Non esiste motivo per giudicarla una medicina, non c'è evidenza di efficacia, non c'è nessuna dimostrazione dell'esistenza delle sue teorie.
E Boiron? I soliti argomenti ritriti, scivolosi e non attinenti. Si chiamano fallacie logiche.
L'omeopatia è efficace perchè è utilizzata da oltre 200 anni, se non lo fosse stata il mondo avrebbe dimenticato questo tipo di pratica.
In più l'omeopatia è utilizzata da milioni di persone e se la utilizzano vuol dire che qualcosa fa.
Anche gli oroscopi sono letti da migliaia di persone nel mondo da secoli, eppure...

Sui meccanismi di funzionamento della sua pratica preferita una sola risposta: non-lo-so.
Boiron ha detto chiaramente che nemmeno lui sa perchè dovrebbe funzionare l'omeopatia.
:)
Non è illuminante?

Che Boiron risponda con questi argomenti di una debolezza sconcertante è deludente ma è anche vero che di veri argomenti ne ha davvero pochi a disposizione.
Non discutiamo poi della filippica sulle medicine e su "Big Pharma": che Boiron critichi "Big Pharma" suona un po' come se il mostro di Firenze definisse "crudele" il fallo di Totti su Balotelli.

Poi esplode in una contraddizione clamorosa: l'omeopatia è efficace, solo che la conosciamo appena e quindi non è dimostrabile il suo meccanismo d'azione. Peccato che poco prima aveva "giustificato" l'efficacia dell'omeopatia con il suo uso secolare: si decida, la conosciamo appena o la conosciamo da tanto tempo che non può che essere efficace?
Ma Boiron si contraddice in quasi tutto il suo intervento, come quando afferma che l'omeopatia ha ottenuto prove di efficacia accertate (!) e quando questo gli viene contestato risponde che le prove di efficacia non ci sono perchè le pubblicazioni scientifiche sono "interpretabili".
Queste prove Boiron, ci sono o non ci sono?
E poi mi domando cosa ci sia da interpretare quando uno studio in doppio cieco conclude con le parole: non ha più efficacia del placebo.
Garattini fa presente che credere all'omeopatia equivale a credere ai miracoli: nessuno proibisce di farlo, ma non si sostenga che il miracolo abbia dignità scientifica, ci credi per fede...ci credi perchè ci credi. Stop.
Boiron prosegue sottolineando che l'omeopatia non ha effetti collaterali, è innocua, si può usare su donne e su bambini (e certo, aggiungo io...), al contrario delle medicine.
Certo, continua, non la userei per i tumori o per le malattie gravi!

Nuova contraddizione: Garattini aggiunge che gli omeopatici non sono farmaci ed infatti, al contrario delle medicine non hanno bisogno di controlli per la loro commercializzazione e non devono essere registrati nè controllati. Boiron risponde agitato: i prodotti omeopatici sottostanno alle stesse leggi dei medicinali!!
No, Garattini fa presente che non esiste un registro di farmaci omeopatici e che non è necessario presentare una scheda tecnica accurata nè una relazione sugli studi, sugli effetti collaterali, sulle controindicazioni e sull'efficacia dei prodotti omeopatici.

Certo, afferma Boiron, i prodotti omeopatici, essendo innocui, non hanno bisogno di tutti i controlli che sono necessari per i farmaci...(ma se poco prima aveva detto che i suoi prodotti sottostavano alle stesse leggi...vabbè...).

Alla fine la discussione langue perchè giustamente Garattini ammette che si appartiene a due "parrocchie" diverse: lui si riferisce alla scienza, alle prove, agli studi, Boiron alla clientela, alla tradizione secolare, al "funziona perchè è così".
Sostiene pure che Boiron non risponde alle domande, è evasivo e questo è vero, per chi non ci crede, mi dica a quale domanda ha risposto alla fine il manager francese ed in che modo. Evasivo nonostante i 200 anni di uso dell'omeopatia, nonostante i milioni di clienti, centinaia di studi ed altrettanti tentativi di dimostrarne l'efficacia. Se l'omeopatia funzionasse, che difficoltà potrebbe avere il maggiore rappresentante mondiale di prodotti omeopatici a dimostrarlo?
Se le stesse risposte le avesse date Garattini, cosa avrebbero detto gli omeopati?

Così l'incontro si avvia alla conclusione.
Prima di chiudere qualche domanda dal pubblico. Una in particolare molto tendenziosa che si riferisce ad uno studio di Montagnier (premio Nobel per la medicina) che confermerebbe la memoria dell'acqua. Garattini risponde ma questo discorso lo approfondirò in un prossimo articolo che ho quasi completato, unico consiglio per gli omeopati: non portate Montagnier come "prova a favore" dell'omeopatia, si potrebbe rivelare un clamoroso boomerang.
Ma l'intervento più simpatico della serata lo fa un signore del pubblico che si rivolge a Garattini: "Lei professor Garattini, ha detto che credere all'omeopatia equivale a credere ai miracoli e lei non crede all'omeopatia proprio perchè non crede ai miracoli! Si converta Garattini, si converta!!!"

Bellissimo.

Ora ite, omeopatia est.

Qui un riassunto dell'incontro sul Corriere ed il video relativo.
Alla prossima.