Il fisico danese Henry Svensmark sarebbe stato colpito da un infarto (alcune fonti italiane e straniere parlano di "attacco cardiaco") durante una trasmissione in diretta televisiva della TV danese DR1.
Lo studioso si occupa di climatologia ed è uno dei più noti critici del riscaldamento globale.
Le immagini sono particolari, il fisico inquadrato in primo piano durante il dibattito ha una sorta di contraccolpo e resta immobile. Cambia l'inquadratura e Svensmark dice qualcosa in danese ("è il mio cuore...") e viene scaraventato violentemente a terra. I presenti si avvicinano per soccorrerlo e le immagini terminano in quel momento.
Si è poi saputo che, ricoverato in ospedale, il fisico è in buone condizioni, stabili per il momento.
Inserisco il video perchè, pur nella sua drammaticità (non presenta comunque immagini particolarmente cruente) dimostra cosa è stata capace di inventare la tecnologia applicata alla medicina ed in più è una storia a lieto fine.
Il fisico danese non è stato colpito da infarto o da "attacco cardiaco" ma da un'aritmia.
Quelli non sono i sintomi ed i segni tipici di un infarto. Abbiamo avuto anche in Italia degli episodi tragici, purtroppo conclusi male che, in quel caso trattandosi di vero infarto, hanno avuto un'evoluzione differente.
In questo caso però (fortunatamente) l'infarto non c'entra. Diciamo che in un'epoca nella quale i giornalisti piuttosto che andare ad approfondire la notizia la copiano/incollano da internet non ci potevamo aspettare altro ma almeno in questo caso ammetto che bisognava avere anche un minimo di competenza per capire che quello, visibilmente, non era un infarto.
Si è trattato di una fibrillazione che è un tipo di aritmia che può coinvolgere sia gli atri che i ventricoli, le quattro cavità che formano il nostro cuore.
Il cuore cioè, invece di mantenere il suo ritmo abituale, perde dei battiti o ne ha alcuni in più. In alcuni casi queste aritmie possono essere molto pericolose creando una sorta di "corto circuito" nel cuore che è fatale.
Svensmark soffre di aritmia e non è quindi un episodio del tutto imprevedibile ma a lui ci ha pensato la scienza.
Il fisico danese ha impiantato da qualche anno un pacemaker.
Questa è una struttura artificiale che ha la capacità di far tornare il ritmo cardiaco nella norma. Tramite delle piccole scariche elettriche (il cuore funziona "elettricamente" già per sua natura), si crea uno stimolo che riporta il cuore alla sua frequenza ed al ritmo normale.
In casi particolari possono essere impiantati dei pacemaker che se registrano un ritmo particolarmente allarmante, di quelli che possono provocare anche l'arresto cardiaco, inviano una scossa molto più forte, che è un vero e proprio "shock" per il cuore che così torna a battere con il suo ritmo abituale.
Questo fenomeno è quello che si usa nella "cardioversione" o defibrillazione (chi segue serie TV ambientate nei pronto soccorso sarà abituato a questo termine).
Quando il cuore è in arresto o ha un ritmo troppo anomalo per permettere il suo corretto funzionamento, si usa applicare una corrente elettrica ad alto voltaggio per brevissimo tempo. Questa corrente svolge la funzione di "resettare" il muscolo cardiaco e farlo ripartire con il ritmo giusto.
E' una procedura che ha salvato parecche vite umane.
Lo stesso compito del defibrillatore "esterno" è svolto in questo caso dal pacemaker, una scossa ad alto voltaggio che fa ripartire il cuore a ritmo normale.
La "scossa" provocata dal defibrillatore è tanto potente da far sollevare una persona stesa a terra o far crollare una persona in piedi: è quello che è successo ad Henry.
Il fisico ha avuto una prima scarica dal pacemaker, si è reso conto di quello che stava succedendo e ne ha avuta un'altra che lo ha fatto crollare a terra (probabilmente a telecamere "spente" ne ha avuta un'altra, si sente un lamento). Nessun infarto, la caduta è dovuta al "colpo" del pacemaker. La sensazione è più o meno quella di ricevere un fortissimo pugno improvviso e ben assestato al centro del torace, farebbe crollare a terra chiunque. Ma stavolta il pugno ha salvato una vita. Se ci pensiamo un attimo è un miracolo (tra i tanti) ottenuto dalla tecnologia applicata alla medicina.
Wow...

