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venerdì 3 luglio 2009

Nacci, Gerson e le supervitamine

Giuseppe Nacci è (leggiamo dalla sua biografia), un medico specialista in medicina nucleare. Ha compiuto studi sugli effetti delle esplosioni atomiche ed ha pubblicato un libro sulle sue teorie.
La sua attività di studio per la cura del cancro, lo ha visto collaborare (tanto da definirlo "suo maestro") con l'equipe che segue le teorie di altro medico, un certo Max Gerson che nel 1920 ha elaborato una sua "terapia anticancro" basata sulla somministrazione di cibi ricchi di particolari vitamine, sali minerali ed altre sostanze, con lo scopo di eliminare le tossine dal corpo, che causerebbero tutti i cancri esistenti, elemento particolare della cura Gerson, è rappresentato da clisteri di caffè (sic).

Molti descrivono le terapie di Giuseppe Nacci, come una variante di quelle di Max Gerson.

Iniziamo a parlare di Gerson.

Per i seguaci di Gerson, il cancro sarebbe una malattia degenerativa e tutti i rimedi da lui consigliati servirebbero a ripristinare tutte le difese dell'organismo, aiutandolo a sconfiggere le malattie facendo anche regredire i tumori maligni. Non si parla solo di cancro ma anche di malattie cardiache, artriti, allergie, sclerosi multipla, asma, diabete, infertilità, psoriasi, ulcera. Un po' di tutto insomma.
Dopo le sue dichiarazioni di successo (pubblicate anche in un testo non validato perchè, al solito, non controllato e contenente testimonianze non sufficienti), un controllo da parte delle autorità statunitensi nel 1947, stabilì che i casi di "successo" di Gerson non erano credibili in quanto selezionati da lui stesso (dopo aver escluso gli insuccessi) e senza documenti che ne provassero la reale validità (come si vede, un copione che si ripete). Nello stesso anno fu avviata una revisione di 86 casi e l'esame di 10 pazienti e non fu trovata nessuna evidenza di efficacia delle terapie di Gerson. Il medico americano così, fu sospeso per due anni dalla sua attività e privato della licenza professionale subito dopo una pubblicità in una radio locale della sua cura segreta.
Gerson, tramite la figlia, Charlotte, aprì una clinica in Messico (negli Stati Uniti la "cura" Gerson fu considerata illegale) che attualmente è attiva ed ha un fiorente mercato internazionale e circa 70 dipendenti. La clinica fu chiamata "La Gloria". Da notare che in quella zona del Messico dove sorge la "clinica Gerson", sono sorte decine di altre cliniche "alternative", tra le quali quelle di Hulda Clark, che sfruttano la mancanza di leggi severe in materia di medicina alternative che esiste in Messico rispetto alla situazione statunitense e la vicinanza al confine statunitense che facilita l'arrivo di clienti dagli USA. Un trattamento nella clinica Gerson, costa attorno ai 10-12.000 euro.
Attualmente la clinica Gerson descrive successi nel 90% dei casi di tumore maligno precoce che si "riduce" al 50% nei casi avanzati.
Non esiste un archivio ufficiale e controllato dei "casi risolti" e sono riportati al contrario diversi casi di morte per tumori facilmente curabili (testicolo, linfomi) ed "incidenti" di percorso anche molto gravi.
Giuseppe Nacci, riprende le teorie di Max Gerson e dichiara che i suoi consigli alimentari e sullo stile di vita, la sua "dieta anticancro" abbiano la capacità di prevenire, curare e far regredire qualsiasi tipo di cancro nella maggioranza dei casi.

È noto che la capacità di prevenzione e di contrasto del cancro da parte di alcune vitamine, antiossidanti, molecole contenute in certi cibi è conosciuta, studiata e promossa dalla medicina ma non è vero che queste vitamine e queste sostanze possano far regredire qualche tipo di tumore.
È qui la differenza fondamentale tra i consigli di Nacci sullo stile di vita ed i consigli di Nacci come "cura per il cancro".
Se Nacci si fosse limitato ad affermare che le sue iperdosi vitaminiche (la cui assunzione seguendo le sue regole è davvero problematica e cervellotica*) potessero avere un ruolo di prevenzione di alcune patologie tumorali, si sarebbe trattato di dichiarazioni comprensibili ed ammissibili...ma Nacci dichiara di poter curare il cancro. Naturalmente anche in questo caso NON esistono evidenze scientifiche che l'assunzione a dosi elevate di vitamine ed estratti di erbe possa far regredire o guarire qualche tipo di cancro o altra malattia.


Ma proviamo come al solito a ragionare in maniera banale.

Mettiamo da parte la scienza e le attuali conoscenze (per i sostenitori dei guaritori, questi sono pregiudizi e barriere mentali, come se affermare che il sole è caldo fosse un pregiudizio...) e poniamoci una domanda semplicissima: queste cure a base di dosi enormi di vitamine, funzionano?
Qualcuno è guarito indubbiamente per merito di queste "diete"?

Esistono prove certe dell'efficacia di queste superdiete?

NO.

Ho letto uno studio (preparato da seguaci di Gerson e pubblicati da una rivista di Gerson) su 6 presunti casi da lui risolti. È la solita storia. Nessun documento ufficiale o certo, nessuna dimostrazione di efficacia...solo il solito "è guarito perchè lo dico io"...

Un esempio? Esaminiamo uno dei casi, come descritto dagli autori.
Chi volesse saltare la descrizione (noiosa ma necessaria) del caso, passi direttamente alle conclusioni.

Prendiamo il caso n°3
Donna di 59 anni, diagnosi di carcinoma mammario destro a 49 anni (nel 1992) -intervento chirurgico e radioterapia. Nel 1995 carcinoma duttale in situ a sinistra. Mastectomia totale sinistra. Nessun altro tipo di terapia (chemio-radio), linfonodi ascellari negativi.
Dicembre 1997, dolori ascellari a sinistra, l'esame citologico conferma presenza di cellule tumorali.
Mastectomia destra e biopsia ascellare. Una TAC mostra metastasi epatiche asintomatiche. La paziente inizia il Tamoxifene (un farmaco antiormonale usato per alcuni tumori mammari).

Gennaio 1998 la paziente inizia la terapia Gerson.

Dicembre 1999 la paziente presenta alcuni noduli all'ascella destra (qui usiamo le parole scritte da chi ha preparato questa descrizione...è importante) "che portano alla chiara conclusione clinica che si tratta di recidiva di tumore mammario."

Gennaio 2000, un'ecografia non mostra più le metastasi al fegato.
Agosto 2000 i noduli all'ascella sono spariti.

Cosa c'è che non va?

CONCLUSIONI: Dopo una serie di esami che diagnosticavano il cancro mammario, questa donna si è sottoposta a diversi interventi chirurgici ed anche a terapia ormonale. Nella fase finale della sua storia, ha iniziato anche la "terapia" Gerson.
Da quel momento la terapia Gerson avrebbe funzionato su dei noduli metastatici al fegato (non dimostrati, non refertati, senza esame istologico...) e su noduli ascellari (non refertati, senza biopsia nè esame istologico o citologico) che a detta di chi scrive erano "chiaramente recidive tumorali". Non era stato diagnosticato un tumore, una metastasi o una recidiva...la recidiva l'ha desunta (l'ha immaginata, in pratica, clinicamente, cioè solo con una opinione personale e non controllata) chi ha descritto il caso, traendone conclusioni "a suo favore".

Tirando le somme quindi, si tratta della solita superficiale e banale prova di nulla.
Immaginatevi sempre cosa direbbero gli alternativi se un medico diagnosticasse un tumore solo in base all'osservazione, così, ad occhio, in pratica...

Piuttosto, ci sarebbe da notare che la donna, dal momento della diagnosi di tumore maligno al 2000 era ancora viva. Miracolo della cura Gerson o efficacia della medicina?
A chi legge, la risposta...che a me sembra scontata.

Giuseppe Nacci, quindi, riprende in generale le teorie di Gerson, le modifica e personalizza e crea un protocollo alimentare che previene, cura e fa regredire i tumori.
In seguito alla somministrazione delle sue cure ed all'invito a sospendere la chemioterapia, Nacci è stato sospeso (per la seconda volta) dall'ordine dei Medici e quindi, attualmente, non può più esercitare.

La sua più grossa bugia, non è quella di dichiarare che certe vitamine possono prevenire o combattere alcuni meccanismi di insorgenza del cancro ma che le stesse vitamine il cancro lo curino. Non è vero. Non è stato mai dimostrato, nè dalla letteratura scientifica, nè da Nacci stesso.
Ma allora quando Nacci parla di "casi risolti e documentati"? Esiste poca documentazione, analizzo quella trovata su internet.

Li leggiamo alcuni di questi casi "risolti"?

1) Cane guarito con l'Aloe
2) Donna con tumore mammario che dopo operazione e chemio inizia la "dieta anticancro" ed afferma di stare meglio.
3) Varie lettere di saluto e stima.
4) Glioblastoma operato e rimosso parzialmente, in seguito radioterapia, in seguito assunzione di Aloe. Gli esami dichiarerebbero "pressochè" (sic) assente la lesione.
5) La maggioranza dei casi sono illegibili o incomprensibili.

C'è un caso addirittura, nel quale (pag 13) un paziente ha subìto un'amputazione di una falange del pollice per un melanoma, ha rifiutato le cure ufficiali per affidarsi alle cure di Nacci ed il melanoma si è sviluppato causando l'amputazione di parte della mano! E la testimonianza del paziente, dopo la seconda amputazione dice: "La situazione ora si presenta bene".
Bene? Incredibile eh?

...e così via, basta leggere le "testimonianze" una ad una per capire come venga ricalcato il solito copione del guaritore distratto e disordinato (comunque il capostipite in questo caso resta Simoncini), che spaccia per guarigioni casi incomprensibili, manipolati e spesso anche contro un'eventuale ipotesi di guarigione.

I "casi risolti" di Nacci, sono raccolti non in un trattato scientifico, con tanto di dati precisi, riferimenti, controlli, confronti, no...sono solo una raccolta di lettere, mail, messaggi, senza nessun significato. Inutili, non solo scientificamente ma nemmeno come semplice archivio.
E queste sarebbero le "prove di efficacia" da portare come dimostrazione ad un malato di cancro che chiede di essere curato?
E le strutture pubbliche dovrebbero "testare" una cura solo perchè qualcuno ha migliorato il tumore del proprio cane?
I nostri soldi dovrebbero essere spesi per provare un frullato di frutta e semi che ha "fatto stare meglio" una persona che aveva effettuato radio, chemio e chirurgia e dice che è contenta?

Se io, medico, dicessi di essere il più bravo chirurgo al mondo in grado di effettuare un trapianto cardiaco ed un paziente mi chiedesse un riscontro, cosa ne direbbe se io mostrassi come prova della mia maestrìa un volumetto di lettere di saluto, compresa quella del mio amico al quale ho curato il criceto indiano?
Mi sbaglio o la fantasia a volte supera la realtà?
Naturalmente sempre pronto ad analizzare ed eventualmente pubblicare casi di incontrovertibile guarigione. Non ho ricevuto un solo caso "interessante" da esaminare. Al contrario ho ricevuto segnalazioni di eventi avversi (anche gravi) e di inefficacia totale di alcune terapie alternative.
Può una persona ragionevole, in buona fede ed equilibrata, definire "credibili", "evidenti", queste "dimostrazioni di successo"?
Esiste un potenziale pericolo nelle cure del Dott. Nacci (oltre all'ìnsito rischio di abbandono eventuale di terapie efficaci), alcune delle erbe consigliate possono essere tossiche (anche letali ed ancora di più per persone debilitate) ma questo lo sottolinea pure lui.

Nacci sconsiglia pesantemente di effettuare la chemioterapia. Lo dice chiaramente, anzi, rifiuta di curare di abbia effettuato dei cicli di chemio.

Ma allora queste cure, sono utili o no?
Utili al benessere generale, forse. Utili a curare il cancro NO.

In teoria, purchè sotto controllo e con attenzione, l'assunzione di alcune vitamine, alcuni estratti vegetali ed alcuni oligoelementi, può aiutare a prevenire alcune forme tumorali o a combatterne i sintomi (la nausea, la stanchezza...) ma allora se si volesse seguire questa "terapia" tanto per star meglio, per assumere un bel po' di sostanze utili?

Alcuni articoli che ho pubblicato forse rispondono a questa domanda.

***
L'uso delle vitamine come terapia.

L'introduzione di vitamine in superdosaggio, è stata considerata per anni un fattore di protezione dal cancro. Considerato che le vitamine sono disponibili facilmente con la normale dieta quotidiana, questa sarebbe un'ottima possibilità di diminuire il rischio di cancro nella popolazione mondiale. La frutta, ricchissima di vitamine, è stata studiata proprio in questo senso. Il suo contenuto di vitamine ed antiossidanti è stato associato ad una diminuzione del rischio di cancro. In realtà studi recenti, sembrano dimostrare che se una diminuzione di questo rischio esiste, non è talmente elevata da giustificare regimi dietetici ipervitaminici.

Uno studio ad esempio, ha analizzato i dati delle ricerche fatte in proposito negli anni precedenti. Tra queste, una ricerca cinese per esempio, dimostrava una diminuzione del rischio di cancro gastrico in una popolazione selezionata, salvo poi scoprire che questa popolazione era al limite del deficit vitaminico per abitudini alimentari locali (in pratica la somministrazione di vitamine aveva riportato i loro livelli di vitamine e minerali nella norma). Un altro studio addirittura mostrava un incremento del rischio di tumori polmonari in fumatori ai quali era stato somministrato un cocktail di vitamine tra le quali il beta-carotene e l'alfa-tocoferolo.
Sembra insomma che se un effetto preventivo esista, bisogna ancora capire da dove derivi, in che forma e dosaggio ed a quale vitamina bisogna renderne merito. Altri dati emersi: l'effetto eventualmente benefico delle vitamine sembra esistere solo in soggetti che hanno un deficit vitaminico, al contario, in soggetti con tumori maligni accertati le vitamine non avrebbero nessun effetto benefico ma anzi deleterio (in questo studio).
Unica certezza: le vitamine non curano il cancro, mai dimostrato.
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In ogni caso Nacci sostiene:
nella Dieta anti-cancro del dott.Gerson applicata a 153 pazienti sofferenti del caso del peggior Cancro conosciuto (Melanoma) si giungeva, dopo 5 anni di Dieta-Gerson, a percentuali di guarigione variabili dal 70-90% (se tumore ancora localizzato) a percentuali di guarigione del 40-70% (se tumore già metastatizzato), purchè in pazienti NON sottoposti precedentemente a Chemio-Terapia. Viceversa, con la Chemio-Terapia, la percentuale di guarigione da Melanoma a 5 anni è notoriamente dello zero%

Quindi 70-90% di percentuali di guarigione, non dovrebbe faticare tanto a portare in pubblico una decina di casi esemplari, credibili e totalmente guariti.
Dove sono?
Alla fine della frase la falsa e ricorrente affermazione dello 0% di efficacia della chemioterapia sui tumori (sul melanoma poi, che è uno dei pochi tumori con altissima probabilità di guarigione).
Credo ci sia poco da aggiungere, non serve nemmeno un'analisi più approfondita. Una terapia senza basi scientifiche, senza risultati dimostrati e con casi a proprio favore davvero desolanti.
Alla prossima.

* Aggiornamento 05/07/09: Per aver un'idea della complicatissima "dieta Nacci per pazienti oncologici", consultare questo sito.

[articolo aggiornato dopo la pubblicazione iniziale]