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lunedì 30 ottobre 2017

VaxLegend: come si infila un feto in un vaccino? Con un articolo di giornale.

La propaganda antivaccinista esiste da sempre, da quando sono nati i vaccini.
La sua origine è ovviamente l'ignoranza, non percepire non solo l'importanza delle vaccinazioni ma anche il loro meccanismo, non si capiscono i motivi per cui sono considerati sicuri ed efficaci perché sono medicine che si assumono in assenza di malattia, per prevenire e tutto ciò che si fa a scopo preventivo è considerato superfluo, per natura ci immaginiamo immuni dai problemi più gravi.
Nel 1900, quando l'ignoranza era un analfabetismo diffuso, le paure erano ovviamente irrazionali. Per esempio si spargeva il terrore dicendo che il vaccino, derivando dalle vacche (era stata questa la prima forma, grezza, di vaccinazione), avrebbe causato malattie simili a quelle degli animali nei vaccinati, oppure avrebbe addirittura creato dei mostri, metà uomini e metà  mucche.
Normale per quell'epoca. Se a quei tempi la propaganda antivaccini usava argomenti adatti alla popolazione analfabeta, oggi ne usa altri adatti alla popolazione generale, fondamentalmente analfabeta scientificamente ma che ha accesso ai media (internet, televisione) molto facilmente.

Propaganda antivaccini: dopo la vaccinazione antivaiolo dal corpo escono mucche. La propaganda punta a creare ribrezzo, con qualsiasi mezzo, nei confronti del "nemico", in questo caso i vaccini.

Oggi si punta ad altro, l'ignoranza esiste ancora ma spesso è dovuta all'incapacità nel distinguere le buone notizie dalle bufale o deriva dall'eccesso di informazioni: abbiamo tante di quelle notizie da confonderci e non sapere più chi ascoltare. Non si può più dire che nascono le mucche sulla pelle ma possiamo dire che i vaccini conterrebbero qualsiasi cosa, meglio se qualcosa che faccia effetto, basta dare con leggerezza false informazioni ed il gioco è fatto.

E sui vaccini di falsa informazione ce n'è tanta. Fortunatamente, dopo un iniziale caos, i media stanno iniziando (almeno quelli più seri) a prendere provvedimenti, a non dare più voce a ciarlatani o imbonitori a fare parlare solo le persone competenti ma ogni tanto qualcuno ci ricasca.
Come qualche giorno fa il quotidiano "La Verità".


Quante volte avete letto la bufala "feti abortiti nei vaccini" o "nei vaccini ci sono cellule di feti abortiti"? Bene. Capisco che chi non è del campo potrebbe non capire cosa si nasconda in questa "terribile rivelazione" ma posso provare a spiegarlo.
In questo caso si tratta di una bufala che usa sapientemente delle tecniche di propaganda: crea ribrezzo per suscitare paure e confusione.
"Feti abortiti per fabbricare vaccini, donne usate come galline ovaiole", è questo il titolo del quotidiano nel quale è apparsa una lunga intervista poi richiamata in prima pagina, l'intervistato è il titolare (noto antivaccinista) di un laboratorio analisi privato, presentato invece come "scienziato famoso in tutto il mondo" che dice di voler salvare l'umanità con queste sue rivelazioni. Il problema è che, per salvarla, chiede soldi, anche con toni piuttosto drammatici.


I toni drammatici sono usati anche nell'intervista e la giornalista, senza fare una piega come se fosse una cosa normale, riporta la notizia dei "feti abortiti" per fare i vaccini.
Ovviamente per le risposte catastrofiche del presunto scienziato famoso in tutto il mondo non c'è nessuna spiegazione o un contraddittorio, si lancia la bufala e buona notte, l'informazione ormai si fa così.

In realtà questo articolo potrebbe essere una risposta per chi si chiede come mai i quotidiani non vendano più, perché c'è una crisi della carta stampata, eccone un motivo: i giornali si comprano per informarsi, se ospitano pagine di fantamedicina e disinformazione, perché spendere soldi? Di pagine di false notizie è pieno internet, che è gratis.
Perché comprare quindi un foglio di carta che non serve a nulla?

Cioè, se un giornale intitolasse un'intervista "corpi umani per produrre il sangue per le trasfusioni" o "organi espiantati quando il cuore ancora batte per fare trapianti" o "pus nel latte", non starebbe dicendo una bugia ma nemmeno farebbe un servizio al cittadino, forse un servizio ad un'ideologia, questo sì. A cosa servono quindi cose (e titoli) del genere?
I "feti per produrre i vaccini" è dunque un esempio di cattiva informazione, di malafede e manipolazione della realtà ai fini ideologici.

Chi lavora nel campo della ricerca, infatti, si starà facendo sicuramente una risata, lo so benissimo non preoccupatevi, perché l'uso di linee cellulari umane è uno standard (da decenni ormai) di qualsiasi laboratorio di ricerca ma avverto che sarà una risata amara perché lo scienziato dello scoop dei feti fa invece capire chiaramente che questo "uso di feti abortiti" sarebbe uno scoop, praticamente un crimine e ci sarebbe qualcosa di immorale o proibito. Lui ha visto addirittura le fatture! Tutte cretinate che, chi non è del campo, potrebbe non capire.

Se dicessi "attenzione, DNA umano nelle trasfusioni di sangue!" o "usano corpi umani per preparare il sangue delle trasfusioni" non starei dicendo bugie ma starei tentando di creare paura, ribrezzo e se poi dicessi che questi derivati di corpi umani sono usati abitualmente persino negli ospedali italiani creerei un clima di sospetto che, riflettendoci, è però piuttosto stupido. Nel sangue che usiamo per le trasfusioni c'è (ovviamente) una bella quantità di cellule umane (i globuli rossi!) e di DNA (che è nelle cellule, in tutte).
Ovviamente sono usati corpi umani (e di chi allora, i donatori sono umanissimi...) e chi avrebbe il coraggio di dire che le trasfusioni sarebbero per questo dannose? Nessuno, passerebbe per ignorante (o in malafede). Eppure c'è chi da tempo va in giro a dire che nei vaccini ci sarebbero "feti abortiti" o che "si usano feti abortiti per fare i vaccini". E glielo fanno dire pure in prima pagina.

Come leggete questa notizia? Paura? Schifo?

No, state tranquilli, chi lo dice vi sta semplicemente prendendo per stupidi.

Ora vi "traduco" questa terribile notizia e vedrete come tutto diventa ridicolo e mostra che tecniche (viscide) di propaganda usa l'antivaccinismo.
I virus (per chi non lo sapesse) non sono cellule normali, non sono come i batteri, per "vivere" e riprodursi devono entrare (proprio entrare, dentro) una cellula vivente. Per questo sono pericolosissimi, riproducendosi distruggono le cellule che li hanno ospitati. Chi deve studiare o produrre virus a scopi medici deve quindi tenerne conto.

Ovviamente per produrre alcuni vaccini (quelli che usano virus attenuati, per esempio) o per studiare i virus, abbiamo bisogno di averne a disposizione qualcuno, esattamente come quando studiamo i batteri (se non ne abbiamo come li studiamo)? O come quando si studia un organo umano, dobbiamo procurarcelo.
Come si fa allora a "coltivare" virus? Si usano delle cellule viventi (esattamente come per studiare i tumori). In queste cellule viventi (che possono essere di cavia o di uomo) si coltivano i virus che poi si useranno per studio o per farmaci. Per produrre i vaccini a virus attenuati (per esempio quello per la rosolia) si useranno quindi dei virus coltivati in cellule umane. Lo stesso per studiare i virus o per fare diagnosi, per capire quale virus (o sospetto) ha causato una malattia, eccetera.
Fin qui ci siamo?
Ecco.
Da questo momento in poi le cellule umane non si usano più. Si prendono i virus ed il resto è un procedimento farmaceutico che porterà alla produzione del farmaco. Ovviamente non si usano cellule a caso", ogni azienda o laboratorio compra da altri laboratori specializzati le cellule di coltura. Questi laboratori hanno milioni di cellule che derivano da alcune (poche) fonti, in particolare da due (che hanno delle sigle): la WI-38 e la MRC-5. La prima deriva da un feto abortito volontariamente (a scopo terapeutico) a 12 settimane (3 mesi) nel 1962 e la seconda da uno abortito a 14 nel 1966. Queste cellule, donate dalle madri per la ricerca e la medicina, sono state fatte riprodurre e quindi distribuite nei decenni a tutti i laboratori e le aziende del mondo. Le cellule usate oggi non sono ormai nemmeno quelle originali di cinquanta anni fa ma le loro "discendenti". Per la ricerca questo è un dato assolutamente normale e conosciuto ed anche per qualsiasi laboratorio diagnostico di alto livello.

La stessa identica cosa succede nello studio dei tumori, per il quale si usano moltissimo le cellule di una donna morta per tumore del collo dell'utero, Henrietta Lacks e proprio dalle sue iniziali (HE-LA) queste cellule prendono il loro nome. Nel caso dei vaccini quindi non si tratta di "feti abortiti" usati per la produzione ma di cellule discendenti da altre cellule di feto abortito e donato alla ricerca. Forse questo fa assumere alla cosa un altro significato e fa capire il livello di serietà di chi ha detto certe cose.
Queste cellule sono acquistabili da tutti (anche on line!) per dire quanto sia "segreta" questa procedura, l'intervistato ha visto le fatture ma noi siamo più fortunati, potendo acquistare on line anche se non facciamo parte dei servizi segreti.

Battute a parte, in che tipo di cellule vuoi coltivare virus umani? Come puoi ottenere cellule da destinare alla ricerca? Non certo dal nulla e allora si usano quelle derivate da un unico tipo di cellule tanti anni fa. Se si ha qualcosa in contrario basta rinunciare praticamente a tutta la medicina moderna. Se ci aggiungiamo anche che per esercitarsi un chirurgo spesso deve usare cadaveri (che impressione, vero?) potremmo fare un altro scoop in prima pagina.

Nulla di segreto o di proibito, niente di schifoso o preoccupante, che ve ne pare?
Si tratta di ordinaria scienza, medicina, normale produzione farmaceutica. È quello che si fa e si è sempre fatto per studiare le cure per le malattie, produrre farmaci e fare ricerca che è poi lo scopo per cui, quelle donne, hanno donato le cellule dei propri figli, l'importanza di queste cellule è descritta anche dagli studiosi che ne hanno parlato nelle loro ricerche che sottolineano come, la sicurezza e le caratteristiche di queste linee cellulari, abbiano rappresentato un enorme passo avanti della scienza e per la salute. Chi ne parla come qualcosa di strano quindi o è ignorante o in malafede.

L'intervistato aggiunge altri particolari scabrosi che aumentano la tensione del suo romanzo giallo, per esempio l'FBI che indagherebbe sui fatti.
Storia complicata. In realtà questo è uno scontro politico avvenuto negli Stati Uniti: un'associazione di pianificazione famigliare (Planned Parenthood), spesso al centro di scontri e denunce di gruppi antiabortisti o ultracattolici, è stata accusata da gruppi antiaborto ( dopo un report fatto con uso di telecamere nascoste ed infiltrati) di ricevere denaro in cambio di forniture di tessuti fetali da destinare alla ricerca. Le indagini (sono quasi 500 pagine) del congresso americano sono finite con lo scagionamento da tutti i reati dell'associazione e delle aziende chiamate a risponderne e comunque l'associazione ha annunciato di rinunciare da quel momento in poi a pagamenti in cambio di tessuti. Sulle "donne ovaiole" stendo un velo pietoso, come definizione di chi ha scelto (dolorosamente, com'è comprensibile) di interrompere una gravidanza è davvero di cattivo gusto.

Ma evidentemente queste notizie non sono importanti e tutto si è concentrato sui feti contenuti nei vaccini, su una notizia-non notizia, stupida, data male e manipolata peggio per la quale la giornalista ha assunto una posizione assolutamente acritica se non complice. Un articolo pieno di baggianate. Ma questo è un esempio di informazione in Italia e, come dicevo all'inizio, può essere un esempio di uno dei motivi per cui la stampa italiana ormai sia considerata poco attendibile.

Vi ho spiegato (spero bene) quello che succede e le ragioni della bufala, ora voi, con queste notizie, avete qualche idea in più. Non vado oltre, giudicate voi l'attendibilità e la serietà di chi dice queste cose, giudicate voi se un giornale che pubblica queste cose sia serio.
E giudicate voi se l'antivaccinismo sia morale o meno, soprattutto alla luce del fatto che, per salvare il mondo, non si chiedono soldi alla gente.
La Verità, è questa e forse fa capire tutto molto più facilmente.

Alla prossima.

martedì 30 maggio 2017

Perché i giornali non li compra più nessuno? Perché raccontano bufale.

Credo che questo post possa spiegare più di mille parole alcuni fenomeni del nostro agitato mondo moderno. Quello dei media, delle notizie, della diffusione della cultura. Io l'ho vissuto come lo vivrebbe ogni lettore. Una notizia segnalata da un amico, gli occhi che scorrono le parole del sito ed il cervello che ragiona e che pensa cosa succederà, cosa bisogna aspettarsi. Per questo io spero di fare vivere anche a voi le mie stesse sensazioni. Quella di sorpresa, curiosità, incredulità, delusione.

Profonda delusione.

I giornali si lamentano che le vendite sarebbero colate a picco che è pure vero.
La gente non compra più i giornali, una volta, assieme alla televisione, fonte di conoscenza e sapere. Sono sempre esistiti i giornali di "serie B", quelli che diffondevano notizie banali, curiose ma niente di importante però c'erano anche le testate serie, quelle che, se riportavano una notizia, erano credibili ad occhi chiusi. Davano sicurezza, quando si cercavano conferme ad un fatto, se quel fatto era riportato anche nel "giornale" serio poteva essere giudicato vero. Poi i tempi sono cambiati. La ricerca della vendita facile, il tentativo di piacere a tutti così da aumentare il pubblico potenziale, la creazione di uno stile "leggi e getta" che presuppone notizie facili, banali, per tutti.
Ma poi il pubblico si stufa.
Trovare sempre notizie stupide nei giornali annoia e così il pubblico si allontana e cerca le notizie da altre parti, soprattutto su internet che, però, è una fonte disordinata, poco controllabile, un pregio che però si trasforma in difetto quando cerchiamo notizie attendibili, anche in questo caso diventa un'impresa complicata.
Ma perché un giornale di buon nome dovrebbe "abbassarsi" a pubblicare stupidaggini? Il motivo principale è proprio quello di attirare lettori. Da questo è nato il "click bait" ovvero l'uso di titoli e termini che attirano il lettore verso un sito che però non offre contenuti di alto livello.
Un comportamento che è considerato "volgare", banale e appannaggio di siti e pagine in cerca di piccoli guadagni facili.
Invece non è sempre così.
Anche pagine importanti, siti di giornali nazionali e conosciuti, cadono spesso nel tranello della notizia banale per attirare lettori.
In questo caso il comportamento migliore dovrebbe essere quello di ignorare queste testate ma l'esempio che porto oggi è secondo me molto educativo per vari motivi. La falsa notizia, lo "scoop" che non è uno scoop, l'assoluta stupidità dell'evento ed il gioco è fatto.

Un giornale abbastanza conosciuto. Una testata nazionale. Un titolo irresistibile. Fate quello che ho fatto io. Leggete il titolo e poi la notizia, le parole. Immaginate cosa troverete dopo.

"Neonata "cammina" pochi minuti dopo la nascita: le immagini lasciano senza parole."

Cosa capite da un titolo del genere?
Io ho capito che, subito dopo la nascita, un neonato avrebbe iniziato a camminare da solo, lasciando tutti stupidi e senza parole.
Giusto?
Ho interpretato in maniera esagerata le parole del titolo?
Ci sono pure le immagini, quindi non solo il racconto dell'evento ma anche le immagini che ci illustreranno questa notizia.
Il testo prosegue con altre parole che suscitano la curiosità di chi legge, cose come:
Ha pochi minuti di vita e già inizia a camminare.
Una neonata ha lasciato tutti senza parole Nel video si sente la voce della mamma che esclama incredula: «Mia figlia sa già camminare», poi si sentono gli altri infermieri e le ostetriche stupite.
Incredibile vero? Tutto questo è stato pubblicato su "Il Messaggero" e deriva dalla stessa notizia uscita sul "SUN" giornale scandalistico inglese che parla di "miracle baby" ("il bambino dei miracoli").
State immaginando la scena?
Io l'ho immaginata tra l'incredibile e l'angosciante, il neonato che cammina da solo è in effetti un'immagine piuttosto strana.
Poi appare il video, eccolo:


Ed il giornale sostiene che il video è diventato "virale" (cioè diffusissimo) e che è definito dal giornale italiano "dolce ma anche divertente". A me non pare né dolce né divertente, forse perché queste cose le vedo ogni giorno e non finiscono sui giornali (e quante di voi mamme hanno visto la stessa cosa?).
Ora, infatti, non vorrei rompere l'incanto ma, a parte che quel neonato non sta "camminando da solo" ma è sostenuto da un infermiere, quello che si vede è un normalissimo comportamento di qualsiasi neonato un riflesso fisiologico e normale. Una sorta di simulazione del camminare che avviene in tutti i neonati sani (tanto che si usa anche come test per controllare il normale sviluppo del bambino), si chiama riflesso di marcia automatica (detto anche "stepping"), eccone un esempio.
Il riflesso in genere compare dopo qualche ora (un giorno) dopo la nascita ma non è raro notarlo subito dopo la nascita in bambini molto tonici (e quello del video lo sembra).
In parole poverissime il giornale ci ha offerto una pagina nella quale si celebra come incredibile e degno di nota un avvenimento assolutamente normale e non strano. Una non notizia.

Questo incredibile scoop relativo ad un fatto normale ricorda un'altra notizia che però era completamente falsa, costruita per creane un "fatto" che tale non era.
Il feto che applaudiva durante un'ecografia. Dentro l'utero della madre, si notava come un feto battesse le mani e tutto testimoniato dalle immagini registrate dall'apparecchio con il quale una donna stava effettuando un esame. Peccato che la notizia era costruita, un semplice lavoro di "editing" ha creato il "fenomeno" che invece era inesistente.

Cosa concludere?
Nulla, che questo è uno dei motivi per cui i giornali non li legge più nessuno, lo stesso per cui hanno perso credibilità, attendibilità, autorevolezza.
Certo, dipende da loro riacquistarla ma, vedendo il livello di ciò che pubblicano, c'è tanto lavoro da fare.

Nel frattempo, se interessasse a qualche giornale, io avrei un paio di video di un bambino che, subito dopo la nascita, piange. Un pianto dirotto, inconsolabile. Piange. Stranissimo.
O forse normale, visto il livello delle notizie giornalistiche nel nostro paese.

Alla prossima.

venerdì 27 marzo 2015

Il "piccolo batte le mani", io le batto al Corriere della Sera

Articolo aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Che incredibile filmato.
Un video nel quale [16,30 del 28/03/15, la pagina è stata rimossa] mamma e papà cantano ed il loro bambino, ripreso con un'ecografia, batte le mani, ripetutamente ed a tempo, con i genitori che continuano a cantare felici. Non è fantastico?
Non è ancora più fantastico che a pubblicare un video del genere sia stato il Corriere della Sera, una delle testate italiane più "prestigiose" ed attendibili?
Non è fantasticissimo che il video sia apparso nella pagina "Corriere TV Scienze"?
Scienze, capito?

Il Corriere Scienze. Scienze!
Scrive il Corriere:
Proprio mentre il medico stava controllando con l’ecografia la crescita di un bimbo alla 14esima settima di gestazione, il piccolo si è messo a battere le mani e il papà ha ripreso tutta la scena con la sua videocamera. In sottofondo le voci del medico e della futura mamma che canta una canzoncina, sembra quasi che il bimbo si muova al tempo della canzone. Il video è stato caricato dalla futura mamma Jen Cardinal sul suo canale Youtube.

Solo che chi ha pubblicato quel video non si è nemmeno reso conto di aver pubblicato un gioco, uno scherzo, un...falso.
Ok, mettiamo pure che qualcuno creda che davvero un feto di 3 mesi possa sentire la musica ed accompagnarla battendo le mani, il problema è che quel video è costruito, è una serie di fotogrammi gestita da chi usa il macchinario, non è un'immagine vera.
Il video riprende semplicemente un frammento (brevissimo) di un'ecografia, ad inizio gravidanza, nel quale il feto è stato ripreso per un attimo (ho calcolato circa 3 secondi) a "mani giunte". Quel frammento video, portato ripetutamente "avanti e indietro" con il cursore dell'ecografo, crea il simpatico effetto del "battito di mani" (che naturalmente non esiste).
La possibilità di portare i fotogrammi di un'ecografia in un senso o nell'altro è un modo per studiare piccolissimi particolari o immagini che sono apparse per pochissimo tempo (utile ad esempio per lo studio del cuore fetale). D'altronde, chi ha un occhio esperto per questo tipo di esame, noterà come le immagini sono "rigide" e ripetono meccanicamente (bloccandosi, "congelandosi", quando il feto ha le braccia distanti ed un'immagine ecografica "dal vivo" non è mai "statica"). È un po' la stessa tecnica che usa la "moviola" che "studia" i movimenti delle partite di calcio, pochi fotogrammi possono essere portati in un senso o nell'altro per studiare ogni piccolo particolare.

Per chi volesse capirlo meglio, basta guardare in basso a destra, punto nel quale appare il "cursore" del video che, appunto, va in un senso e nell'altro.
La mamma che ha pubblicato il video su You Tube, ai commenti che facevano notare questo "piccolo" particolare, ha risposto che il bambino ha battuto le mani tre volte e quindi il medico ha usato la funzione "moviola" dell'ecografo mentre i genitori cantavano, hanno giocato insomma, uno scherzo che per alcuni giornali diventa "scienza".

Se si guarda inoltre tutto il filmato dell'"applauso" e si blocca il video all'ultimo secondo (il 15°), si vedrà come, all'improvviso (il "loop" a quel punto è stato cancellato) appare l'immagine reale, "in diretta" e, per magia, le mani che applaudono si trasformano in "testa e corpo" del feto, come si vede qui:


Il feto che batte le mani è uno scherzo, romantico ma che non ha nulla di vero né di scientifico (e ci mancherebbe!), ma le mani al Corriere della Sera...Scienze (!) gliele batto volentieri. Lentamente e per fare notare che ormai siamo a livello di Scherzi a Parte. Applausi!

Alla prossima.

Grazie a Rosa Contino per la segnalazione.

Aggiornamento (28/03/15): Anche "La Stampa" pubblica la notizia, scrivendo che "probabilmente il video è ritoccato" (ma allora perché lo pubblicano?).

Ma La Stampa va oltre. Non basta il feto che batte le mani, ora si scopre che siamo al 14mo mese di gravidanza. A questo punto il sospetto è che la povera donna partorirà un bambino pronto per l'università.


Alle  ore 16,35 di oggi 28 marzo 2015, la pagina del Corriere con il video è stata eliminata.
Chiedere scusa ai lettori? No eh?

sabato 3 maggio 2014

Stamina e media: vergognarsi? Macchè...

Della vicenda Stamina ne abbiamo sentito parlare abbastanza, ma quando tutto sembra svanito, ecco che nuovi particolari sembrano rinnovare l'interesse per questa storia. Non particolari scientifici dei quali, in questo esempio di cattiva scienza ed interesse personale, non c'è mai stata traccia, ma notizie e comportamenti che sembrano coltellate nei confronti di chi si è chiesto come abbia fatto un simile scempio a diventare "cura" all'interno di un ospedale pubblico.
Dalle carte pubblicate (relative alla chiusura delle indagini della magistratura) dalla procura di Torino si scopre, tra le altre cose, come alcuni dei (pochissimi) medici che si erano più esposti in pubblico "a favore" della presunta terapia, davanti ai magistrati facciano dei passi indietro clamorosi, repentini: chi si "vergogna" di essersi espresso positivamente perché in realtà non conosceva neanche la cura e chi ammette di essersi fatto "coinvolgere" dalla vicenda mediatica.

Le dichiarazioni ai magistrati di tre medici che avevano parlato di "miglioramenti" sui bambini grazie al "metodo Stamina" (nomi oscurati da me)

Dei medici che si fanno coinvolgere dai media? Altri che non conoscevano la cura?

Incredibile ma vero, questi professionisti prendono le distanze e la sicurezza che mostravano nelle decise e pubbliche dichiarazioni di efficacia che arrivavano nelle case di milioni di italiani scompare così, in un attimo, lontano dalle telecamere ma immediatamente. I grandi miglioramenti di quei bambini urlati a destra e sinistra a favore di luci e microfoni e su Facebook (nuova frontiera della scienza cialtrona), scompaiono nell'asetticità di un ufficio del tribunale. Nel frattempo si scopre che Vannoni cercava di convincere i diplomatici dell'isola di Capoverde ad ospitare la sua falsa cura e per rendersi più credibile si faceva accompagnare da un falso medico e compagna (falsa infermiera), che bella scena, davvero edificante, pensare che dei genitori affidino a tali mani i loro bambini è scoraggiante.
Il nome del falso medico era già noto alle cronache visto che testate, anche nazionali, lo descrivevano come "assistente del prof. Di Bella" e prescrittore dell'altra presunta cura, mescolata con la tintura di iodio e l'argento colloidale (tutto fa brodo), con la quale guarisce malati di tutti i tipi meritandosi anche un'intervista su "Il Giornale", che lo dipinge come un eroe senza macchia e dai successi incredibili, parliamo di cancro eh? Ma non c'è niente di cui vergognarsi.

Ce le beviamo tutte noi italiani, in TV e sui giornali finiscono dei falsi eroi che piacciono al popolo perché il popolo di quelli ha bisogno e lo spettacolo deve continuare.
A proposito di spettacolo: ma che fine hanno fatto Le Iene, il programma che mesi fa lanciò proprio mister Vannoni?
Per un po' hanno abbandonato l'argomento ed ora si dedicano alle diete che guariscono il cancro, anche di questo ha bisogno il popolo dal mondo dello spettacolo. A chi ha chiesto a Giulio Golia (inviato delle Iene che ha realizzato tutti i servizi su Stamina) se avesse qualcosa di cui vergognarsi, il buon Giulio ha risposto per le righe, niente da fare, non c'è niente di cui vergognarsi ed in un attimo cancella un anno di servizi televisivi appassionati, sguardi ammiccanti e musichette sulle facce dei bambini malati nei quali ha raccontato di una presunta cura, mai dimostrata che serviva a "salvare" quei bambini.
Nel frattempo Vannoni e vannoniani si presentano alle elezioni, sia mai che qualcuno si vergogni a mettere in lista persone del genere, convinti che qualcuno disposto a votarli ci sarà sempre, non c'è niente di cui vergognarsi.

Non siamo in una commedia surreale, siamo in Italia, paese di inventori ed esperti da tastiera, nel quale ci sono giornalisti che pubblicizzano falsi medici e programmi televisivi che vendono bambini e malati in cambio di ascolti. Questa gente è finita in parlamento, i nostri politici hanno discusso quanti soldi pubblici spendere per loro, molte persone malate ci hanno creduto e persino dei giudici, individui che amministrano una cosa chiamata "giustizia", hanno ritenuto giusto obbligare dei medici a somministrare una falsa cura. Giustizia è fatta.
Intendiamoci, qui fino ad oggi nessuno è colpevole ma è proprio questo il punto: non stiamo parlando di un rigore non assegnato nel derby di calcio, ma di cure somministrate a persone malate in un ospedale pubblico. Se anche Vannoni fosse il peggior criminale nazionale, nulla aggiungerebbe o toglierebbe all'attendibilità delle sue "staminali segrete", non è questo il punto, sono ben altri.

PRIMA di somministrare la "cura segreta" nelle sale operatorie di un ospedale, bisognerebbe sapere cosa si sta somministrando, conoscere i suoi effetti, essere sicuri dei rischi, prima, non dopo. Per questo PRIMA di tutto questo, spacciare per cura salvavita o per terapia qualcosa che non ha nemmeno un test al suo attivo è criminale. Vannoni ha semplicemente venduto il suo prodotto, questo è commercio, di prodotti falsi o illusori ne conosciamo tantissimi e qualcuno che ci prova esisterà sempre, ma esistono persone ed organismi che dovrebbero proteggere le fasce più deboli da queste illusioni. Per questo, a prescindere dalle eventuali colpe di Vannoni ci sono altri che dovranno rispondere della loro superficialità, a partire dagli spettacoli televisivi che hanno confuso la cronaca con la pubblicità ingannevole per finire con chi, amministratore della cosa pubblica, ha permesso un simile scempio.

Prima di Stamina, alle Iene c'era il "veleno di scorpione cubano", la cura anticancro che non ha curato nessuno ma ha permesso a decine di truffatori e speculatori di organizzare viaggi della speranza ed importazioni illecite di flaconi d'acqua semplice venduti come "terapia". La stessa cosa successa con il "metodo Zamboni", lanciato sempre dalla stessa trasmissione televisiva, un'altra presunta cura, stavolta per la sclerosi multipla. Anche lì c'erano i "guariti" che poi con il tempo sono scomparsi (esattamente come i "guariti" di Vannoni, svaniti nel nulla), cosa ci sarebbe di vergognoso in tutto questo? Assolutamente nulla, Golia fa benissimo a dire di non vergognarsi.

Le Iene è un programma di intrattenimento, varietà, un contenitore tra uno spot ed un altro, Golia fa spettacolo, non informazione scientifica e muove in fondo l'economia ed il commercio, come quello delle decine di piccoli ambulatori e cliniche private in Italia ed all'estero che vendono "trattamenti" per la sclerosi multipla, illusori, inutili, pericolosi, ma che fanno guadagnare tanti soldi, (di guarigioni nemmeno l'ombra, ci mancherebbe), che ci sarà mai da vergognarsi, la TV ed i giornali "raccontano storie", non sono certo congressi scientifici.
O qualcuno pensa di scegliere le proprie cure in base ai servizi in televisione?
Infatti la lezione non è servita a nulla.

Le Iene ora hanno iniziato a diffondere l'idea che basti una dieta vegetariana per guarire dal cancro (però mi raccomando, si aggiunge l'aloe, da sola non funziona, sembra...dicono...raccontano), ci sono pure i testimoni.
Certo, il primo "testimone" interpellato si era curato in ospedale ed è vissuto 11 anni grazie a questo fino ad ora, ma vuoi mettere la storia della dieta con quella del ricovero in ospedale tra infermieri scorbutici e sveglie all'alba?
Il secondo ed il terzo stanno purtroppo peggiorando, ma il primo peggiora perché ha iniziato a fumare il sigaro ed il secondo perché è tornato a mangiare carne (non scherzo, dicono proprio così), quindi che vergogna o scuse, le cose le dicono chiare, anzi, le raccontano chiare, spettacolo, storie strappalacrime, avventure emozionanti.
Pensate che bellissima trama: aveva un tumore, mangia frutta e verdura con frullati di aloe e guarisce, poi fuma un sigaro toscano e sta di nuovo male, non è bellissimo come lancio pubblicitario pure con il finale triste a sorpresa?

Cosa c'è di strano in tutto questo?
Nulla. Se qualcuno davvero si beve la storia del professore di lettere bravo e buono spuntato dal nulla che cura tutte le malattie neuromuscolari o del veleno di scorpione che fa sparire il cancro, se c'è gente che crede che basti mangiare lattughe e carote per guarire dal cancro, non conta nulla, ognuno fa le sue scelte. Persino quella di bere "l'acqua alcalina", come diceva la dottoressa (sempre "raccontata" dalle Iene) che con lo sguardo fisso alla telecamera elencava le proprietà miracolose di quella è che una vera e propria bufala (ma fa spettacolo ed ora organizza corsi a pagamento).
Che Vannoni abbia ricevuto centinaia di migliaia di euro da una casa farmaceutica, che abbia ammesso di aver preteso dei pagamenti dai suoi "pazienti" (non è un medico, ma non importa) che con la sua cura non sia guarito nessuno, non importa, sono particolari che rovinerebbero la storia da raccontare, la ridurrebbero ad ordinaria vicenda da giornalino di periferia, qui servono i "miracoli", le speranze, le persone che si alzano dalla sedia a rotelle.

Nel frattempo nascono come funghi centri di "terapie naturali", dopo le cliniche che "riaprono le vene" come nel "metodo Zamboni, le cliniche ucraine che guariscono con le staminali non si contano e le farmacie che vendono i dosaggi corretti del "metodo Di Bella" come se tutte le altre fossero gestite da poveri incompetenti, sono sempre lì, come di associazioni "pro Stamina" se ne contano decine, qualcuna organizza pure viaggi della speranza (a pagamento, mica gratis, la pubblicità costa) e poi vai con le collette non-si-sa-per-cosa, in mezzo a tutto questo ci si dovrebbe vergognare per uno che vende diete per guarire dal cancro o macchinari che "alcalinizzano il sangue"?
C'è da vergognarsi se esistono agenzie di viaggio specializzate nella compravendita di "flaconi di veleno di scorpione cubano" (che contengono solo acqua, sono ultradiluiti, acqua e niente altro)?
Che poi, diciamocela tutta, ma che ci importa, la pellaccia è vostra cari miei, siete voi che avete creduto alla pubblicità televisiva, peggio per chi ci crede.

Pensate che il giorno in cui vi sveglierete capendo che l'erba gatta non cura il cancro potrete prendervela con Le Iene o con il giornale? Ingenuotti, quelli raccontano storie, non sono medici né scienziati ed i medici e gli scienziati (quelli che non vanno in TV) ce l'avevano detto, vi avevano avvertito e voi li avete insultati, non li avete voluti ascoltare.
Arrivate ad essere talmente ingenui da pensare che i giornalisti che pubblicizzano la dieta alcalina o il "metodo Di Bella" si curino con le pozioni magiche? Oppure pensate davvero che praticamente tutti gli scienziati ed i medici del mondo vi somministrino veleni e di nascosto si curino con le erbe e le staminali magiche? Ci credete proprio?

Qualcuno ancora ha dubbi, si appella alla deontologia: possibile che stampa e televisione si prestino a cose così delicate? Non pensino alle conseguenze?
Un giornalista o un programma televisivo hanno certo il dovere di "raccontare" le storie, ma avrebbero anche quello di documentarsi, informarsi, indagare, approfondire, non dico tanto, ma almeno il minimo, a maggior ragione su temi delicati e seri, oppure se non si capisce ciò che si vuole trattare chiedere a chi ci lavora, usare molto tatto, stare attenti ad ogni minima parola. La stessa cosa che dovrebbero fare tutte quelle persone che solo perché "noti" al pubblico hanno sostenuto Stamina nonostante tutte le contraddizioni.

Il giornalista, lo showman, non deve farlo solo per correttezza e dignità, non solo per fare il proprio lavoro con amore e senso del dovere, ma anche perché domani quei falsi medici e quelle false cure potrebbero usare anche i loro figli per i loro scopi, potrebbero essere una trappola anche per quelli che con tanta leggerezza e superficialità, parlano di "cura" senza neanche sapere cosa significa. Essere corretti professionalmente, oltre che valore personale è un dovere morale che prevede grandi responsabilità.
Ma anche questa ingenua illusione crolla subito.
I giornalisti ed i conduttori televisivi sono stati ampiamente messi in guardia da chi si occupa di scienza e medicina, si è scomodato addirittura un premio Nobel, sono stati in tanti ad esporsi a spiegare, criticare e dall'altro lato una selva di "opinionisti", cantanti, attrici, showmen che hanno detto la loro, chissà con quali competenze sull'uso delle staminali o sull'attendibilità scientifica di un cura.
Qualche domanda il giornalista, a questo punto, dovrebbe pure farsela, potrebbe semplicemente rendersi conto di aver sbagliato ed accettare il consiglio di chi è competente, se non lo fa quali possono essere le spiegazioni oltre all'ignoranza o all'incapacità di accettare il proprio errore?
Così, quando qualcuno chiede di "vergognarsi", la risposta è chiara: non si vergognano.

Credo anche io non ci sia alcun motivo di vergognarsi, devono invece preoccuparsi dei danni che stanno facendo.
Crescere una generazione di creduloni, di spettatori e lettori "mordi e fuggi", formare un pubblico ingenuo, superficiale, acritico, è un pericolo per tutti. Quel pubblico saranno i professionisti di domani (del prossimo domani), i futuri giornalisti, medici, giudici, governanti e politici. Formare una generazione ignorante è preoccupante.
Preccupatevi perché un giorno, in un ospedale, quando uno dei vostri figli starà male, potrebbe trovare quello che gli propina l'infuso di lattughe per guarire dal cancro e se questo non bastasse, una bella bevuta di veleno di scorpione omeopatico non guasta mai, basta uno che ne parla in TV, la giusta quantità di pubblicità ed un insieme di incapaci, non ci vuole tanto. Un pendolino magico al posto dell'ecografia? Una seduta spiritica al posto di un consulto tra specialisti? Aspettate con fiducia, prima o poi capiterà.

Pensate di cavarvela? Non siatene certi, questa gente non si fa scrupoli e potreste sentirvi dire "non avremo pietà di voi", già successo e questi sono molto più protetti di chi fa il suo lavoro in maniera seria, pubblica, poiché deve rispondere ai propri datori di lavoro che sono i cittadini e non vende "cure segrete", le cure che usa sono a disposizione di tutti.

Preoccupatevi quindi, non vergognatevi.
Preccupatevi perché se domani al pronto soccorso, invece del medico che organizza le fasi dell'intervento chirurgico per salvarvi la vita, capitate con quello sbagliato, vi potrebbero proporre una macchina astrale che toglie il malocchio, non ci sono prove scientifiche, ma in TV hanno raccontato che funziona e voi sarete sbandierati come "casi pietosi" (con le musichette se servisse), chi oserà impedirvi di usare il pendolino su di voi?

Vergognarsi di cosa quindi?
Non c'è motivo: la libertà di cura esiste e se qualcuno si beve quello che dicono negli spettacoli televisivi, se la prenda con se stesso, si batta la testa nel muro per essere stato tanto credulone.
Siete convinti che basti imbottirsi di melanzane per stare meglio? Vi fidate del primo che passa che si inventa la cura per tutti i mali? Insistete, si troverà sempre quel politico in cerca di voti o l'attricetta al tramonto che vorrà darvi spazio (per proprio tornaconto certo, non perché amante del prossimo), troverete sempre il disonesto o l'arrivista e prima o poi qualche altra cura magica o truffaldina entrerà in un altro ospedale italiano, a spese di tutti noi.
Fantascienza? Macché, qualcuno (e sarà la magistratura a scoprire chi) ha fatto entrare in una struttura pubblica, pagata con i soldi di tutti, dove si ricoverano persone che cercano aiuto, una pseudocura inutile e pericolosa. Succede, eccome se succede, è scandaloso, ma giornali e TV invece di scoprire lo scandalo e denunciarlo, lo hanno usato ne hanno fatto uno spettacolino, per poi uscirsene con un "non ne sapevamo niente". Facile, in Italia d'altronde ultimamente di persone che fanno cose "a loro insaputa" ce ne sono tantissime, si comprano pure le case "insaputamente", figuriamoci i beveroni miracolosi.

 

Per questo dovete preoccuparvi, perché da parte mia, come medico e come la stragrande maggioranza dei medici, curerò sempre i miei pazienti in scienza e coscienza, come uomo e come la stragrande maggioranza degli uomini, mi curerò e curerò i miei cari con quanto di meglio la medicina, la ricerca, l'uomo e l'onestà, abbiano saputo offrire.
Non importa se non dovessi farcela, avrei almeno la consapevolezza di non essere l'ulteriore spot pubblicitario per uno o l'altro ciarlatano, per il genio incompreso e per l'ambizioso frustrato, sarei un uomo normale, non la marchetta di gente in cerca di polli da spennare. Sarei anzi fiero di essere una persona normale, che ragiona con la propria testa, che usa la logica, che si basa sui fatti, non sull'audience e che, nonostante il fango ricevuto per avere il coraggio di dire la verità, non accetterà mai di dire il falso come hanno fatto altri medici davanti le telecamere.

Per questo motivo io non avrei nulla di cui preoccuparmi, farei il possibile, affidandomi al meglio.
Io invece sarei preoccupato al posto vostro, il rischio è quello che riceveranno i vostri figli grazie a voi ed alla vostra superficialità e quando qualcuno di loro chiederà perché in un ospedale pubblico si ritrovi circondato da sciamani e guaritori, qualcuno potrà sempre trovare la scusa "l'hanno detto alla TV, ma a loro insaputa".
Per questo, non serve vergognarsi ma preoccuparsi.

Alla prossima.