Scientology
Conoscete la "Chiesa di Scientology"? Credo che me ne occuperò presto, viste le richieste e visti gli sviluppi che sta prendendo la vicenda della sig.ra Maria Pia Gardini. Partiamo dall'inizio.
Scientology è un'associazione fondata da uno scrittore di fantascienza, Ron L. Hubbard, che negli Stati Uniti è considerata religiosa mentre non lo è in altri paesi nei quali è considerata una vera e propria setta ed è da sempre al centro del ciclone per le accuse di plagio e per le attività che coinvolgono centinaia di persone in tutto il mondo (compresi personaggi molto conosciuti, l'attore Tom Cruise è un membro della setta). Questa associazione, accusata già di crimini molto gravi ed inclusa in Italia nel gruppo delle psicosette, è coinvolta in una serie di attività pseudoreligiose, pseudomediche e di "aiuto" alla persona (per esempio tramite le associazioni di "aiuto ai tossicodipendenti" Narconon) e solo con il racconto di ex adepti ormai fuoriusciti a fatica dal gruppo, sono stati raccolti episodi raccapriccianti di persecuzione, violenza fisica e psicologica e sfruttamento (soprattutto economico). Le teorie di Scientology spaziano dalla pseudomedicina ai viaggi spazio-temporali, alle guerre galattiche fino alle astronavi extraterrestri. I livelli di conoscenza per raggiungere la "liberazione assoluta" si raggiungono pagando: con i soldi (tanti) di chi vuole "salire" nella scala della conoscenza.
Recentemente è stato pubblicato un libro proprio sulle attività della chiesa di Scientology curato da un giornalista e da una ex adepta, Maria Pia Gardini, (autrice già di un primo libro sui suoi anni di militanza nel gruppo americano) che denunciava proprio queste pressioni che alla fine riducevano l'associato in un profondo stato di prostrazione psicofisica ed economica. La Gardini scrive per esperienza personale essendo stata per diversi anni associata a Scientology condividendone i princìpi. Al momento della sua fuoriuscita a quanto pare, i sostenitori del gruppo di origine statunitense non l'hanno presa benissimo. E' tutto raccontato nel libro ed assieme alle sue esperienze sono raccolte quelle di altri ex adepti della "chiesa".
Ebbene, Scientology ha citato in giudizio la signora Gardini per le sue dichiarazioni. Un grave atto di intimidazione che minaccia la libertà di parola e pensiero pensando soprattutto da chi proviene quest'atto: è come se un guaritore querelasse un medico perchè denuncia le sue malefatte o come se il Vaticano denunciasse chi parla di pedofilia o di plagio. Particolare interessante, tra i punti cardine della filosofia di Scientology c'è quello di attaccare e perseguitare chi critica la "chiesa". In questi casi quindi il silenzio è la cosa peggiore da fare.
Cercherò di approfondire la vicenda delle sette e della signora Gardini e nel frattempo seguirò la storia.
Simon SinghScientology è un'associazione fondata da uno scrittore di fantascienza, Ron L. Hubbard, che negli Stati Uniti è considerata religiosa mentre non lo è in altri paesi nei quali è considerata una vera e propria setta ed è da sempre al centro del ciclone per le accuse di plagio e per le attività che coinvolgono centinaia di persone in tutto il mondo (compresi personaggi molto conosciuti, l'attore Tom Cruise è un membro della setta). Questa associazione, accusata già di crimini molto gravi ed inclusa in Italia nel gruppo delle psicosette, è coinvolta in una serie di attività pseudoreligiose, pseudomediche e di "aiuto" alla persona (per esempio tramite le associazioni di "aiuto ai tossicodipendenti" Narconon) e solo con il racconto di ex adepti ormai fuoriusciti a fatica dal gruppo, sono stati raccolti episodi raccapriccianti di persecuzione, violenza fisica e psicologica e sfruttamento (soprattutto economico). Le teorie di Scientology spaziano dalla pseudomedicina ai viaggi spazio-temporali, alle guerre galattiche fino alle astronavi extraterrestri. I livelli di conoscenza per raggiungere la "liberazione assoluta" si raggiungono pagando: con i soldi (tanti) di chi vuole "salire" nella scala della conoscenza.
Recentemente è stato pubblicato un libro proprio sulle attività della chiesa di Scientology curato da un giornalista e da una ex adepta, Maria Pia Gardini, (autrice già di un primo libro sui suoi anni di militanza nel gruppo americano) che denunciava proprio queste pressioni che alla fine riducevano l'associato in un profondo stato di prostrazione psicofisica ed economica. La Gardini scrive per esperienza personale essendo stata per diversi anni associata a Scientology condividendone i princìpi. Al momento della sua fuoriuscita a quanto pare, i sostenitori del gruppo di origine statunitense non l'hanno presa benissimo. E' tutto raccontato nel libro ed assieme alle sue esperienze sono raccolte quelle di altri ex adepti della "chiesa".
Ebbene, Scientology ha citato in giudizio la signora Gardini per le sue dichiarazioni. Un grave atto di intimidazione che minaccia la libertà di parola e pensiero pensando soprattutto da chi proviene quest'atto: è come se un guaritore querelasse un medico perchè denuncia le sue malefatte o come se il Vaticano denunciasse chi parla di pedofilia o di plagio. Particolare interessante, tra i punti cardine della filosofia di Scientology c'è quello di attaccare e perseguitare chi critica la "chiesa". In questi casi quindi il silenzio è la cosa peggiore da fare.
Cercherò di approfondire la vicenda delle sette e della signora Gardini e nel frattempo seguirò la storia.
Ed a proposito di libertà di parola.
Simon Singh è uno scrittore scientifico inglese che ha combattuto una dura battaglia per la libertà di espressione in Inghilterra. Un suo articolo pubblicato nel quotidiano The Guardian nel 2008 criticava apertamente la chiropratica (una disciplina non ancora accettata dalla scienza molto diffusa nei paesi anglosassoni e meno conosciuta in Italia) per la mancanza di dati scientifici a suo sostegno e per i danni provocati in diverse occasioni, soprattutto a bambini e neonati (sono noti casi di morte di neonati sottoposti a chiropratica). L'associazione inglese dei chiropratici ha querelato il giornalista per supposta diffamazione a mezzo stampa per aver "danneggiato la loro immagine" e dopo una prima condanna il caso è diventato nazionale (ed anche internazionale per l'eco che ha avuto). In pratica la decisione definitiva della corte avrebbe deciso le sorti del giornalismo inglese, non solo scientifico, definendo cosa si intende per opinione, cosa per fatto e cosa per critica. Non solo: l'entrata dei tribunali, delle querele e dei giudici all'interno dei dibattiti scientifici sarebbe stato un precedente disastroso per la libera informazione e per il progresso dell'opinione scientifica. Non poter dire ciò che si pensa su un fatto medico o scientifico in generale sarebbe stata una limitazione allarmante degna delle peggiori censure.
Simon Singh è uno scrittore scientifico inglese che ha combattuto una dura battaglia per la libertà di espressione in Inghilterra. Un suo articolo pubblicato nel quotidiano The Guardian nel 2008 criticava apertamente la chiropratica (una disciplina non ancora accettata dalla scienza molto diffusa nei paesi anglosassoni e meno conosciuta in Italia) per la mancanza di dati scientifici a suo sostegno e per i danni provocati in diverse occasioni, soprattutto a bambini e neonati (sono noti casi di morte di neonati sottoposti a chiropratica). L'associazione inglese dei chiropratici ha querelato il giornalista per supposta diffamazione a mezzo stampa per aver "danneggiato la loro immagine" e dopo una prima condanna il caso è diventato nazionale (ed anche internazionale per l'eco che ha avuto). In pratica la decisione definitiva della corte avrebbe deciso le sorti del giornalismo inglese, non solo scientifico, definendo cosa si intende per opinione, cosa per fatto e cosa per critica. Non solo: l'entrata dei tribunali, delle querele e dei giudici all'interno dei dibattiti scientifici sarebbe stato un precedente disastroso per la libera informazione e per il progresso dell'opinione scientifica. Non poter dire ciò che si pensa su un fatto medico o scientifico in generale sarebbe stata una limitazione allarmante degna delle peggiori censure.
Per questo motivo nell'ultimo processo sono stati messi a disposizione i giudici più prestigiosi ed importanti del Regno Unito, la sentenza infatti sarebbe diventata un importante precedente per il futuro della stampa d'oltremanica.
Simon Singh ha vinto: un giornalista o uno scrittore che si basi sui fatti scientifici per criticare una pratica non commette nessun reato ma sta solo rappresentando la scienza allo stato dell'arte.
Singh ha speso una barca di soldi (200.000 sterline inglesi) ma visto il risultato raggiunto si è dichiarato soddisfatto. Il suo lavoro servirà anche a chi, come lui, si batte onestamente contro le pseudomedicine. Qui la notizia su BBC News. Nel nostro paese siamo ancora molto lontani dalla rigidità delle leggi britanniche (nel bene e nel male) ma solo immaginare che un giorno debba essere un giudice a decidere se una cura alternativa per il cancro possa essere definita falsa e non un medico è deprimente.
Questa storia ricorda un po' quella successa qualche anno fa in Italia. Un'associazione di omeopati denunciò Piero Angela per aver trasmesso una puntata di Quark nella quale spiegava come i concetti dell'omeopatia fossero totalmente antiscientifici e come l'omeopatia non fosse più di un placebo. Alla fine l'associazione di omeopati perse il processo. Per fortuna.
Se un giorno il dibattito scientifico sarà fatto nei tribunali e saranno dei giudici a decidere chi ha ragione, sarà la fine della scienza e sarà deciso da un magistrato se una cura è da considerare efficace o meno.
Sclerosi multipla
Piccolo aggiornamento sulla vicenda sclerosi multipla e CCSVI. Ricordate quel candidato della regione Lazio che ha invaso internet ed i social network di sgrammaticati appelli alla rivoluzione (per esempio abbattere con i bazooka gli aerei, anzi lui scriveva bazzuca) contro paranoici avvelenamenti dal cielo e di fantomatici complotti contro il lavoro del prof. Zamboni nella sclerosi multipla strumentalizzandone le ricerche? Ne avevo parlato in un articolo di qualche settimana fa. Ha utilizzato delle notizie distorcendole per fini personali senza accettare il consiglio di chi lo invitava a maggiore prudenza.
Bene, annuncio non senza un briciolo di commozione, che il suddetto candidato non è stato eletto. Ha raccolto ben 26 voti.
La cosa che mi fa più piacere non è solo la constatazione che nei posti di governo debbano preferibilmente sedersi persone preparate e capaci (cosa ormai sempre più rara) ma che i temi complottistici e paranoici e soprattutto la gente che invita ad abbattere gli aerei di linea perchè spargono in cielo sostanze per il controllo mentale stanno meglio a casa a scrivere su Facebook piuttosto che in un parlamento che decide la nostra vita.
Condannato a morte per stregoneria
In Arabia Saudita è stato arrestato Ali Hussain Sibat, una piccola celebrità nel suo paese natale, il Libano, dove era spesso ospite di uno show della TV satellitare di Beirut Sheherazade. L'accusa è quella di stregoneria.
L'uomo, 48 anni e cinque figli, era un "veggente", di quelli che predicono il futuro alle persone che telefonano in studio durante le trasmissioni. Per la legge coranica la "stregoneria" è proibita e così l'uomo è stato fermato nel maggio 2008 durante il suo pellegrinaggio rituale musulmano chiamato Umra. Lo ha arrestato la polizia religiosa saudita (la Mutawa'een).
Dopo un lungo periodo di condanna, l'uomo è stato condannato a morte.
L'ultima condanna per stregoneria in Arabia Saudita è avvenuta nel 2007.
Secondo la CNN la sentenza sarebbe stata eseguita venerdì ma la commissione che si occupa di questi casi avrebbe riesaminato i ricorsi. Attualmente non si hanno notizie sulla fine dell'uomo mentre il Libano sta protestando per il verdetto.
Ora, sono il primo a condannare senza appello chi si approfitta delle debolezze del prossimo e molta di questa gente si meriterebbe più di una piccola condanna al carcere ma la sentenza di morte no, non mi trova d'accordo.
Il giudice che ha emanato la condanna ha spiegato che questo sarà un deterrente per chi ha l'intenzione di seguire le orme del "mago" libanese io invece penso che la condanna a morte sia una barbarie animalesca qualunque sia il reato compiuto. Se applicate, le pene per impedire ad una persona di nuocere esistono e non sono per nulla tenere.
Chissà cosa ne pensano i nostri vari cartomanti televisivi e le maghe da diretta TV, loro che sono praticamente liberi di fare tutto quello che vogliono.
Per anni è stato pubblicizzato come prodotto ringiovanente, rinforzante, energizzante, tanto da diventare spesso sinonimo di forza e vigore. E' l'estratto di foglie di Gingko Biloba, utilizzato nella medicina cinese come rinforzante e passato in occidente come elisir di giovinezza. L'uso della pianta è stato ipotizzato anche in medicina: le sue capacità di blando antitrombotico (diluisce il sangue, un po' come l'acido acetilsalicilico ma molto meno) ed antiossidante lo facevano ritenere un metodo per migliorare le capacità cognitive ed antidecadimento dell'anziano ma l'ipotesi non è mai stata dimostrata. Se l'uso come farmaco non ha mai preso piede, gli estratti della pianta sono stati venduti come antietà in integratori, in tisane e pastiglie che promettevano quasi dei miracoli.
Molte persone che lo assumevano riferivano risultati evidenti e spesso strabilianti ma i dubbi sul suo utilizzo medicinale erano fortissimi e gli studi precedentemente effettuati davano risultati discordanti con alcuni che sottolineavano l'inutilità dell'estratto di pianta nel miglioramento delle funzioni cognitive ed altri che invece parlavano di risultati promettenti. Alla fine è servito fare le cose per bene.
Così è stato realizzato uno studio in doppio cieco, randomizzato confrontato al placebo in 3069 pazienti anziani.
Sono stati valutati dopo ben 6 anni un bel gruppo di parametri: due scale standardizzate per la classificazione dello stato mentale (uno dei quali riferito ai malati di Alzheimer), memoria, attenzione, visione spaziale, linguaggio e funzioni fisiche. Alla fine dello studio il Ginkgo Biloba non si è dimostrato più efficace del placebo nel miglioramento di queste funzioni. Prova che fino ad oggi non è stato ancora scoperto l'elisir di lunga vita. Ed ulteriore prova che sapere di dover invecchiare e quindi approfittare per farlo bene è molto meglio che non voler invecchiare e quindi farlo male.
...e chiudo con una testimonianza paradossale che può far comprendere come spesse volte nei nostri Pronto Soccorso si accalcano persone che farebbero bene a stare tranquilli a casa. Questo tipo di problema è frequente ed a nulla serve il pagamento del ticket per i cosiddetti "codici bianchi": la maggioranza delle visite in Pronto Soccorso sono inutili ed impediscono visite più veloci a chi davvero ha bisogno.
In realtà servirebbe solo buon senso, poi il medico di famiglia, infine il pronto soccorso ma a quanto pare per molta gente è molto più comodo fare la fila per un mal di gola in mezzo a chi ha l'infarto, una frattura o la febbre a 42.
In questo caso la testimonianza reperita su qsalute (un sito che raccoglie "recensioni" di ospedali italiani), racconta la terribile esperienza di una persona punta dalle zanzare...:
Capisco l'ipocondria...ma andare all'ospedale per le punture di zanzara...e poi un punto di vista inusuale da chi ha lavorato come me nei Pronto Soccorso: i numerosi casi "banali" come questo descritto vanno oltre la "perdita di tempo". Un medico che per mesi vede centinaia di casi che non avrebbero nessuna necessità di recarsi in emergenza in ospedale, rischia di sottovalutare un caso che si presenta come banale ma che in realtà è molto serio. Sembra un controsenso ma succede. E' un meccanismo psicologico, come nella storiella di "al lupo, al lupo". Se vedi in un mese 100 volte persone con bolle sulla pelle provocate dalle zanzare rischi che la 101ma persona con le stesse bolle ma provocate da una reazione allergica potenzialmente pericolosa venga rispedita a casa. Questo rischio aumenta in caso di superlavoro o stress professionale. Non ci crederete ma sbagliare in casi del genere è un rischio reale.
E' anche vero però che una delle regole basilari della medicina pratica è quella di non sottovalutare mai nulla, nemmeno il segno più banale.
Alla prossima.
L'uomo, 48 anni e cinque figli, era un "veggente", di quelli che predicono il futuro alle persone che telefonano in studio durante le trasmissioni. Per la legge coranica la "stregoneria" è proibita e così l'uomo è stato fermato nel maggio 2008 durante il suo pellegrinaggio rituale musulmano chiamato Umra. Lo ha arrestato la polizia religiosa saudita (la Mutawa'een).
Dopo un lungo periodo di condanna, l'uomo è stato condannato a morte.
L'ultima condanna per stregoneria in Arabia Saudita è avvenuta nel 2007.
Secondo la CNN la sentenza sarebbe stata eseguita venerdì ma la commissione che si occupa di questi casi avrebbe riesaminato i ricorsi. Attualmente non si hanno notizie sulla fine dell'uomo mentre il Libano sta protestando per il verdetto.
Ora, sono il primo a condannare senza appello chi si approfitta delle debolezze del prossimo e molta di questa gente si meriterebbe più di una piccola condanna al carcere ma la sentenza di morte no, non mi trova d'accordo.
Il giudice che ha emanato la condanna ha spiegato che questo sarà un deterrente per chi ha l'intenzione di seguire le orme del "mago" libanese io invece penso che la condanna a morte sia una barbarie animalesca qualunque sia il reato compiuto. Se applicate, le pene per impedire ad una persona di nuocere esistono e non sono per nulla tenere.
Chissà cosa ne pensano i nostri vari cartomanti televisivi e le maghe da diretta TV, loro che sono praticamente liberi di fare tutto quello che vogliono.
Ginkgo Biloba
Per anni è stato pubblicizzato come prodotto ringiovanente, rinforzante, energizzante, tanto da diventare spesso sinonimo di forza e vigore. E' l'estratto di foglie di Gingko Biloba, utilizzato nella medicina cinese come rinforzante e passato in occidente come elisir di giovinezza. L'uso della pianta è stato ipotizzato anche in medicina: le sue capacità di blando antitrombotico (diluisce il sangue, un po' come l'acido acetilsalicilico ma molto meno) ed antiossidante lo facevano ritenere un metodo per migliorare le capacità cognitive ed antidecadimento dell'anziano ma l'ipotesi non è mai stata dimostrata. Se l'uso come farmaco non ha mai preso piede, gli estratti della pianta sono stati venduti come antietà in integratori, in tisane e pastiglie che promettevano quasi dei miracoli.
Molte persone che lo assumevano riferivano risultati evidenti e spesso strabilianti ma i dubbi sul suo utilizzo medicinale erano fortissimi e gli studi precedentemente effettuati davano risultati discordanti con alcuni che sottolineavano l'inutilità dell'estratto di pianta nel miglioramento delle funzioni cognitive ed altri che invece parlavano di risultati promettenti. Alla fine è servito fare le cose per bene.
Così è stato realizzato uno studio in doppio cieco, randomizzato confrontato al placebo in 3069 pazienti anziani.
Sono stati valutati dopo ben 6 anni un bel gruppo di parametri: due scale standardizzate per la classificazione dello stato mentale (uno dei quali riferito ai malati di Alzheimer), memoria, attenzione, visione spaziale, linguaggio e funzioni fisiche. Alla fine dello studio il Ginkgo Biloba non si è dimostrato più efficace del placebo nel miglioramento di queste funzioni. Prova che fino ad oggi non è stato ancora scoperto l'elisir di lunga vita. Ed ulteriore prova che sapere di dover invecchiare e quindi approfittare per farlo bene è molto meglio che non voler invecchiare e quindi farlo male.
45 anni di sopravvivenza
Senza reni non si può vivere, credo sia ovvio. Quando per qualche motivo si instaura una insufficienza renale, se non corretta in tempo, abbiamo poche possibilità di sopravvivere alle scorie che si producono nel nostro stesso corpo, i reni filtrano ed espellono tutte quelle sostanze che non ci servono e che restando in circolo nel nostro sangue ci ucciderebbero.
Nonostante qualcuno continui ostinatamente (e puerilmente) a negarlo, la medicina ha compiuto veri e propri miracoli ed è arrivata a sostituire la funzione del rene con una macchina che compie la funzione di filtro che il danno renale non può più compiere. Questa operazione si chiama dialisi.
Oggi sembra scontato si possa fare perchè siamo talmente (ma relativamente) progrediti che gli enormi passi della medicina ci sembrano "dovuti". Ma non è così.
E' deceduto all'età di 73 anni in provincia di Rovigo, il primo uomo che in Italia fu sottoposto a dialisi.
Ben 45 anni fa. Quest'uomo, condannato a morte dalla natura, ha potuto vivere, lavorare come elettricista e godersi la vita e la famiglia per 45 anni...
Quello che su di lui sembrava un esperimento impossibile ha consentito ad egli stesso ed a tutti quelli che lo hanno succeduto di sopravvivere per decenni. Chiamiamolo fallimento della medicina...
Quello che su di lui sembrava un esperimento impossibile ha consentito ad egli stesso ed a tutti quelli che lo hanno succeduto di sopravvivere per decenni. Chiamiamolo fallimento della medicina...
Riposi in pace, un grazie lo dobbiamo pure a lui.
Pronto soccorso
In realtà servirebbe solo buon senso, poi il medico di famiglia, infine il pronto soccorso ma a quanto pare per molta gente è molto più comodo fare la fila per un mal di gola in mezzo a chi ha l'infarto, una frattura o la febbre a 42.
In questo caso la testimonianza reperita su qsalute (un sito che raccoglie "recensioni" di ospedali italiani), racconta la terribile esperienza di una persona punta dalle zanzare...:
Di episodi come questo ne succedono quotidianamente.[...] Vi racconto cosi' brevemente la mia esperienza.Nel mese di agosto 2008, mi recai presso il P.S. di Borgo Trento, perchè la sera precedente ero stato punto da molte zanzare durante una cena all'aperto.Avevo sentito per certo che in passato, dopo una simile vicenda, un mio conoscente aveva manifestato una grave reazione allergica pericolosa per la propria vita.Cosi' molto preoccupato mi recai presso il PS di Borgo Trento per avere una visita specialistica (ad es. dermatologica).Aggiungo anche, che subito dopo le punture di zanzara, avevo avvertito molto prurito nelle zone interessate e la pelle stava diventatando un po' rossa e rilevata.La signorina dello sportello in pronto soccorso mi ha assegnato un codice bianco e cosi' ho dovuto attendere circa 90 minuti prima di essere visitato da un medico, vedendomi passare davanti molte persone arrivate dopo di me (forse con qualche linea di febbre o un minimo zoppicanti o con qualche mano fasciata un po' sanguinante) ma che non avevano certo subito delle punture che potevano dimostrarsi anche pericolose per la vita!Quando è stato il momento della mia visita, il medico mi ha valutato senza alcun strumento particolare!Mi aspettavo invece che il medico guardasse le lesioni da puntura almeno con una lente o altro strumento per ingrandire, essendo quasi scomparso il prurito e ogni traccia dell'accaduto visibile ad occhio nudo. Come si poteva vedere se il "pungiglione" zanzara era ancora presente sotto la pelle?Alla fine mi ha consigliato una pomata, tranquilizzandomi e spiegandomi che non era possibile ottenere una visita specialistica dermatologica alle 2 di notte per il mio problema (e se uno muore per una grave allergia da puntura d'insetto?).Dopo qualche giorno mi e' arrivato il ticket simile a quello della signora dell'otite.
Capisco l'ipocondria...ma andare all'ospedale per le punture di zanzara...e poi un punto di vista inusuale da chi ha lavorato come me nei Pronto Soccorso: i numerosi casi "banali" come questo descritto vanno oltre la "perdita di tempo". Un medico che per mesi vede centinaia di casi che non avrebbero nessuna necessità di recarsi in emergenza in ospedale, rischia di sottovalutare un caso che si presenta come banale ma che in realtà è molto serio. Sembra un controsenso ma succede. E' un meccanismo psicologico, come nella storiella di "al lupo, al lupo". Se vedi in un mese 100 volte persone con bolle sulla pelle provocate dalle zanzare rischi che la 101ma persona con le stesse bolle ma provocate da una reazione allergica potenzialmente pericolosa venga rispedita a casa. Questo rischio aumenta in caso di superlavoro o stress professionale. Non ci crederete ma sbagliare in casi del genere è un rischio reale.
E' anche vero però che una delle regole basilari della medicina pratica è quella di non sottovalutare mai nulla, nemmeno il segno più banale.
Alla prossima.


