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venerdì 5 febbraio 2010

A cuore aperto

Intervento a cuore aperto con paziente sveglio:


Fotomontaggio? Pubblicità? Falsa immagine?

No. E' una foto reale.

Si tratta di un intervento a cuore aperto in un paziente (Swaroup Anand, 23 anni) ad alto rischio anestesiologico (per il quale l'anestesia generale è controindicata) sottoposto ad anestesia epidurale.
L'anestesia spinale oggi è largamente utilizzata. Tramite una puntura si iniettano tra le strutture che circondano il midollo spinale delle sostanze anestetiche che permettono al paziente di restare cosciente e sveglio mentre viene sottoposto ad intervento chirurgico. Questa procedura permette di non far entrare in circolo anestestici che hanno degli effetti collaterali che in determinati pazienti possono produrre gravi rischi per la loro salute. Interventi come il taglio cesareo o certi interventi urologici ed ortopedici sono fatti di routine in anestesia locoregionale.
Il paziente non avverte nessun dolore, non perde la sensibilità tattile (sente "toccare") ma perde ogni sensibilità dolorifica.
In questo caso la sensibilità manca "dal collo in giù" (dall'altezza della terza vertebra cervicale in giù).
Questo paziente è stato operato al cuore mentre era cosciente dal Dott. Vivek Jawali del Wockhardt Hospital di Bangalore.
L'anestesia in questo caso è fatta ad un livello altissimo della colonna vertebrale, quello delle vertebre cervicali e questo è un altro punto importante: a questo livello c'è un rischio di depressione respiratoria. Il paziente cioè potrebbe sviluppare un'insufficienza respiratoria proprio a causa dell'anestesia spinale.
Ma fatti i conti e preparandosi alle eventuali emergenze, l'intervento è perfettamente riuscito.
Non è l'unico.
Il chirurgo che ha sperimentato questa tecnica infatti riporta più di 400 interventi effettuati così.
Incredibile?
Nulla è incredibile quando è controllato e studiato attentamente. Piccoli passi che diventano enormi conquiste della medicina.
Alla prossima.


Bibliografia:

Chakravarthy MR, Jawali V, Patil TA, Srinivasan KN, Manohar M, Khan J, Jayaprakash K, Das JK, Mahajan V.
High thoracic epidural anaesthesia as the sole anaesthetic technique for minimally invasive direct coronary artery bypass in a high-risk patient.
Ann Card Anaesth. 2003 Jan;6(1):62-4.


Aggiornamento 07/02/10


Ecco un video dell'operazione effettuata dal pioniere della tecnica di intervento a cuore aperto in anestesia peridurale. In questo caso il paziente e l'intervento non sono quelli relativi alla fotografia di questo articolo ma anche qui si nota il paziente sveglio (l'anestesista alle sue spalle che gli parla e per un attimo lo si vede in viso).
Il video non mi sembra particolarmente impressionante e quindi tutti possono visionarlo (a tratti si vede il cuore battere durante l'intervento).






 
 
Come curiosità aggiungo che il primo intervento simile effettuato in Italia è avvenuto nel 2004 all'ospedale di Brescia. Questa pratica, in pazienti ad alto rischio anestesiologico (ad esempio allergici o con grave alterazione della funzione respiratoria, comune nei cardiopatici) è considerata utile e sicura ma solo se effettuata in centri con esperienza.


Tecnicamente (per chi fosse curioso): il paziente (nel caso relativo alla foto ma anche in quello del video) è sveglio (ma sedato, per evitargli agitazione ed ansia) respira spontaneamente. Quella specie di "palloncino" verde alla destra della testa del paziente è il "pallone ambu" utile in caso di necessità di respirazione assistita, alla sua sinistra quel cerchietto bianco con la punta in basso, fissato con il nastro adesivo è il "filtro" del catetere che conduce l'anestetico fino alla colonna vertebrale.

Per accedere al cuore si incide lo sterno, lo si divarica (nella foto, quella sorta di "F" coricata con la base seghettata è il divaricatore) e si inseriscono delle cannule nei grossi vasi cardiaci per effettuare la circolazione sanguigna extracorporea (una macchina mantiene il sangue fluido ed in circolo) e la cardioplegia (il cuore viene fermato temporaneamente per poter operare in sicurezza).
I polmoni continuano ad esercitare la loro funzione in quanto "gestiti" dal diaframma, la funzione respiratoria quindi è perfettamente spontanea e conservata (scarsissima l'influenza del "taglio" dello sterno). I piccoli tubicini che nella foto entrano nel naso servono ad ossigenare maggiormente il paziente ma si fermano a livello delle narici. Nel video si possono osservare in un frammento del filmato anche i movimenti respiratori della cassa toracica.

Quando vi è un problema (raro ma possibile) quale uno pneumotorace (un "buco" nei polmoni che causa il collasso degli stessi che si "afflosciano") o si paralizza il diaframma o il nervo frenico (il nervo che stimola il diaframma) è necessaria l'intubazione orotracheale, cioè la respirazione artificiale mediante un tubo che immette ossigeno nei polmoni e che entra nella trachea attraverso la bocca.
In caso contrario è lo stesso paziente che respira, può parlare, è cosciente.

Naturalmente in questi casi la procedura normalmente utilizzata è l'anestesia generale con intubazione, questo illustrato nell'articolo è un "prodigio" riservato a pochi (relativamente) e selezionati casi.