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giovedì 23 marzo 2023

Dico bugie ma lo faccio perché tanto nessuno controllerà. Come i media manipolano la realtà.

Ho spiegato già diverse volte come alcuni giornalisti e politici stiano cercando di riscrivere la realtà sulla pandemia Covid per motivi politici e personali. Raccontano di complotti e misteri mai avvenuti e che non hanno alcun riscontro oggettivo. Per ottenere una realtà che a loro fa comodo devono crearla, falsificarla, modificare parole, contesto e dati.

Vi ho già spiegato come si fa e oggi vi faccio vedere un esempio. Uno pratico, come si fa nei corsi.

È successo in una trasmissione televisiva, di quelle notoriamente "urlate", con un conduttore che sbraita e si sbraccia rumorosamente, che usa titoli a effetto, musiche da film giallo e frasi da scoop incredibile. La trasmissione va molto in voga negli ambienti novax perché insiste, in maniera paranoica, su presunti misteri, complotti, segreti e imbrogli dei politici della parte (chiaramente) avversa.

Che già questo sarebbe una scorrettezza. È giusto denunciare imbrogli di qualsiasi parte politica, perché alla fine chi ne paga le conseguenze è sempre il cittadino, specie quello in difficoltà. Inutile demolire la parte "avversaria" e santificare quella "amica", perché così si dice una bugia, doppiamente sporca perché si fa solo per convenienza, interesse personale.

Ma vediamo questo tipico trucco per manipolare la realtà. La trasmissione insiste sul fatto che le autorità sanitarie (AIFA in particolare, l'Agenzia italiana del farmaco) abbiano nascosto dati gravi sui vaccini antiCovid, abbiano negato e mascherato effetti collaterali pericolosi, eventi avversi, conseguenze dannose. Ovviamente nessuna prova, nessun dato chiaro o oggettivo ma solo mezze frasi, inquadrature misteriose, parti di discorsi. Niente di chiaro, tutto un po' confuso e fatto apposta per generare il dubbio. Come in questo caso.

Si mostra una parte di un foglio, con qualche riga evidenziata e un dito che ne segue il decorso.


Leggete la frase: “La probabilità di osservare un decesso in un anziano vaccinato da poco è elevata”.
Cosa capite? È una notizia normale o allarmante?

Ora leggete la frase: “Nei paesi europei ogni giorno si verificano migliaia di decessi che riguardano, in maggioranza, persone anziane. La probabilità di osservare un decesso in un anziano vaccinato da poco è, per questo, elevata e una eventuale responsabilità del vaccino può essere stabilita solo dopo aver escluso altre possibili cause attraverso opportuni accertamenti diagnostici”. Questa è la frase completa, non solo quella evidenziata ma tutta, senza tagli o sfuocature.

E questa seconda frase (che è il contesto della prima) cosa vi dice? È anche questa allarmante o rivela cose strane? Tranquillizza o allarma?

In pratica nel programma “Fuori dal coro”, esempio di giornalismo urlato, in mezzo alle solite musiche del terrore e immagini da complotto anni ’70, hanno parlato di presunti misteri e segreti dell’AIFA che avrebbe nascosto ai cittadini italiani grandi e gravi effetti collaterali dei vaccini. Se uno fa caso, le frasi riportate non dicono nulla. Il solito fumo negli occhi.
Prendi una parola, una frase, lasciala lì, lanciala tra le urla del conduttore e il mistero è servito. Però per capire questo sottile gioco psicologico bisogna essere preparati, svegli, consapevoli. Anche la frase che ho riportato fa parte di questa pesca al credulone. 
Se dico che la probabilità che muoia un anziano dopo la vaccinazione sia altissima sto dicendo una cosa grave, cioè i nostri anziani invece di essere protetti morirebbero come mosche, dopo aver fatto il (a questo punto pericolosissimo) vaccino e proprio questo ha urlato scandalizzato il conduttore della trasmissione, accusando i vertici sanitari del nostro paese di attentare alla vita degli anziani.

Ma la frase completa dice ben altro, anzi proprio l’opposto. Dice che visto che in Europa muoiono (ovviamente) molti anziani (in periodo Covid ancora di più) e che il fatto che tanti muoiano dopo aver fatto il vaccino è una cosa comprensibile, una possibilità per nulla allarmante, come ne muoiono tanti dopo aver fatto il bagno o una camminata e che, prima di legare le due cose, bisogna accertarsene, controllare. Insomma, quello che chiunque dotato di buon senso e normale intelligenza sa diventa un complotto segreto ai nostri danni. Nessun mistero né scandalo, nessun urlo scimmiesco.

Ovviamente così si tratta il pubblico come fosse una massa di stupidi che crede a qualsiasi cosa si dice. E un po’ è vero. Le persone meno critiche, spesso con scarse basi culturali o con disagio personale si allarmano e diventano complici di queste bugie. Ovviamente io posso solo spiegare come alcuni manipolano la realtà, non sta a me indagare, punire o iniziare a fare assumere le proprie responsabilità a chi diffonde notizie false, allarmanti o chiaramente terroristiche. E allora chiudiamo con le parole esatte contenute nel documento che avrebbe rilevato i gravissimi segreti dell’AIFA sui rischi della vaccinazione anti-Covid:

“I dati di farmacovigilianza pervenuti in Italia fino a oggi non indicano l’opportunità di modificare le indicazioni di somministrazione dei vaccini approvati dato il favorevole bilancio tra il beneficio per i pazienti e il rischio di reazioni avverse anche nei soggetti anziani”.

La realtà è stata capovolta e venduta con altro significato, opposto a quello vero.

Capito come ci prendono in giro? Capito come si costruiscono le bufale? E questa bufala è stata poi ripresa da altri (politici, medici, novax) che, come un bufalaro qualsiasi, ha semplicemente diffuso una falsa notizia.

Alla prossima.

mercoledì 10 giugno 2020

I calzini fucsia di Burioni.

In questi giorni la cronaca parla spesso del prof. Burioni. Lo conoscete, giusto?
Bene, secondo vari articoli di giornale Burioni farebbe cose strane, non è spiegato chiaramente ma si capisce che c’è qualcosa che non va.
Conflitti di interesse ma nessuno spiega bene di che tipo, cose stranissime come il fatto di dare il suo parere su argomenti dei quali è competente, scandali assurdi come quello di farsi pagare per il suo lavoro, insomma succede quello che gli inglesi chiamano “character assassination”, ovvero se vuoi fare fuori una persona (non fisicamente, ci mancherebbe, come personaggio, per scopi politici, personali, invidie), demoliscilo, massacralo. Pubblicamente.
Anche se non c’è motivo, fallo fuori per l’opinione pubblica. Fare un servizio nel quale un virologo è accusato (con ovvia musica drammatica in sottofondo) di aver partecipato a convegni sui vaccini e sarebbe per questo a favore delle vaccinazioni, é una stupidaggine immensa, spiegabile o con l’ignoranza o con la malafede. Io appoggio la vaccinazione contro l’HPV (il Papillomavirus) e sono stato a vari congressi sull’HPV. Mistero? Complotto? Guadagno? O semplicemente si tratta di ciò di cui mi occupo? Dovrei andare ai congressi sulle distorsioni della caviglia?

Ricordate qualche anno fa quel telegiornale nel quale seguirono e filmarono di nascosto un magistrato per poi rivelare che portava degli orrendi calzini color turchese? Ecco, una cosa del genere.

Intendiamoci, io non ho motivo per difendere Burioni, anzi, chi mi segue, sa benissimo che avrei tanti motivi (il nostro scontro é stato pubblico) per assecondare l’assalto alla diligenza ma credo che in mezzo a tanti difetti ho un pregio a cui tengo tantissimo perché ereditato dai miei genitori: sono una persona onesta. E da persona onesta resto senza parole per quello che (certi) giornali e (certe) trasmissioni televisive stanno cercando di fare.

La strana capigliatura di Roberto Burioni. Che sicuramente ci nasconde qualcosa.

Quando ti metti contro qualcuno gli rompi le scatole. Spesso, peggio ancora, gli rompi i guadagni. Il fatto che lui si sia messo contro gli antivax, gli omeopati e i ciarlatani ha rotto le scatole e i guadagni a tante persone. Sono soldi.
Gli antivax raccolgono soldi, fanno gruppo. Soldi.
Gli omeopati anche, hanno ditte, aziende, interessi. Soldi.
Pure i ciarlatani, vendono pozioni, cure, miracoli, guadagnano da queste cose. Soldi.
Arriva uno che poteva stare bello tranquillo dietro la cattedra e si fa i fatti degli altri? Massacriamolo. Diciamo in giro che fa cose proibite, anche se proibite non sono. Diciamo che quello che fa, permesso e legale, é brutto e cattivo. Parliamo dei suoi calzini gialli, rossi o fucsia. Fucsia meglio.

Tanto la gente si ferma al titolo e si creerà quell’immagine negativa, antipatica che così lo toglierà di mezzo. Lo dico non solo perché è evidente ma anche perché in tutte quelle cose delle quali accusano violentemente Burioni non ce n’è una (dico una) che mi sembri uno scandalo e chi fa queste cose dovrebbe vergognarsi.
Queste cose le ho provate, ci hanno provato anche con me. Prima insultano, minacciano, provano a farti paura e quando non riescono sguinzagliano i media.
Con me ci avevano provato ai tempi di Stamina e anche in altre occasioni
Avevano quasi tutta l’opinione pubblica a favore, figuriamoci, i bambini che soffrono e tu parli male di una presunta cura definitiva?
Solo un pazzo poteva attaccarli. Poi hanno mollato quando l’opinione pubblica si è spostata al lato opposto, contro i ciarlatani e così anche i media si sono messi di chi attaccava la falsa cura, poi bollata come truffa.
Allora un consiglio.
Quando leggete che una persona è brutta e cattiva, chiedete perché, informatevi bene, quella persona potrebbe anche essere bella e buona ma pericolosa per i veri cattivi.
Demolire qualcuno può fare piacere se quella persona vi fa antipatia, se non la sopportate ma è ingiusto, sbagliato, scorretto, pericoloso. Immaginate se qualcuno lo facesse con voi. É un gesto violento e grave, bullismo.
E spesso sono proprio i bulli a farlo.

Con chi è migliore di loro.

Alla prossima.

domenica 2 novembre 2014

L'"effetto Iene".

Negli Stati Uniti c'è un medico molto conosciuto per le sue trasmissioni in TV, discusso perché spesso pubblicizza soluzioni (soprattutto diete ed integratori) senza basi scientifiche. Si chiama Mehmet Oz, è un chirurgo toracico che da anni conduce una trasmissione televisiva (trasmessa anche in Italia in alcune reti private) sugli stili di vita, le diete, le vitamine e gli integratori. Non fa mai nomi, non fa pubblicità diretta (indiretta sì, quando mostra i prodotti in TV), ma è chiaro ed indubbio che ogni "rimedio" da lui pubblicizzato diventa in breve un campione di vendite. La sua trasmissione è seguitissima ed ha vinto anche molti premi televisivi, Oz è diventato quello che si chiama un "guru" della salute ed ha scritto libri e realizzato video di successo.
Questo non piace a molti suoi colleghi: Oz spesso banalizza gli argomenti, parla di sostanze utili come se fossero panacee per tutti i mali, spettacolarizza ricerche scientifiche ancora preliminari, insomma fa l'errore più comune della medicina "spettacolo" e per questo è stato criticato da colleghi e scienziati.
Non solo, una delle conseguenze del suo comportamento è che i suoi spettatori rincorrono i prodotti che questo medico afferma essere utili per la salute. C'è da dire che Oz non ha mai pubblicizzato direttamente una marca o una linea di prodotti dimagranti ben precisa (anche se nel suo sito ha una lista di aziende "partner") e che in genere parla di malattie non gravissime, spesso di dimagrimento e diete, ma sicuramente ha diffuso diverse volte notizie imprecise e con chiaro intento commerciale (vedi la trasmissione sulle "bevande rilassanti" che ha pubblicizzato prodotti che non hanno benefici sulla salute nonostante le loro pretese), ancora più grave quando si tratta di affermazioni non supportate da adeguata credibilità medica.

Mehmet Oz, medico, guru delle diete
La sua notorietà è stata sfruttata da alcune ditte (specialmente di vendita on line) che legavano i loro prodotti alle affermazioni fatte in TV, che mostravano i filmati del dott. Oz che decantava le proprietà benefiche di uno o l'altro integratore, mostravano il "bollino" "visto in TV" o "ne parla il dott. Oz".
Tutto questo si può configurare probabilmente nella pubblicità ingannevole, non esiste integratore che fa dimagrire, non esiste la pillola miracolosa e perdere peso senza impegno o una dieta mirata e prescritta da professionisti è impossibile e pericoloso. Per questo motivo il Senato USA ha ascoltato il medico "guru" per i danni potenziali delle sue affermazioni. Parlare di diete miracolose, vitamine che curano tutto, prodotti per la salute che con la salute non hanno niente a che vedere, non è una leggerezza, è un pericolo pubblico. Poco importa se il medico non ha mai fatto nomi di farmaci o aziende, è noto e già questa sua notorietà potrebbe avere effetti deleteri, lo hanno chiamato "effetto Oz", il danno che un personaggio noto mediaticamente può fare su chi lo segue. Lui si è difeso sostenendo che non fornisce consigli medici, che ognuno è libero di scegliere e che le sue non sono certo prescrizioni mediche ma solo opinioni.

Qualcosa di simile (e più severa) è capitata ad un altro "guru" delle diete miracolose seguitissimo negli USA: Kevin Trudeau.
Non è un medico ma un conduttore televisivo ed autore di libri di successo dai titoli esplicativi: "Le cure che loro non vogliono farvi conoscere" o "Le diete che vi nascondono", tutti con un unico filone complottistico, le autorità mediche nasconderebbero cure efficaci e diete per danneggiare la popolazione, niente di nuovo, le solite sciocchezze.

Kevin Trudeau, guri dei complotti medici

Il problema è che tante persone, disperate o meno, a quelle parole ci credono e si affidano a ciarlatani, naturopati improvvisati, diete miracolose e cure fasulle, spendendo tanti soldi per non ottenere nulla (nella migliore delle ipotesi). Come si è difeso Trudeau?
Allo stesso modo di Oz: lui non prescrive nulla, racconta dei fatti, consiglia, riporta opinioni altrui, sta a chi legge fare delle scelte. Comodo, semplice e senza rischi.

Tutto come da copione, scarico di responsabilità compreso, sono cose che accadono anche da noi e che siamo abituati a leggere, se non fosse che il Senato statunitense ha preso sul serio le conseguenze dei comportamenti di quel medico. Probabilmente OZ se la caverà con un richiamo e tornerà a fare quello che ha sempre fatto, lo spettacolo deve continuare, ma è sintomatico di come gli approcci verso le informazioni false e pericolose sono diversi da uno stato all'altro e soprattutto come la superficialità nel dire "io non rispondo delle conseguenze di quello che dico" sia internazionale.
A Kevin Trudeau, però, è andata peggio rispetto al dott. Oz poiché è stato arrestato per le sue pericolose affermazioni e condannato a 10 anni di carcere.

Un altro falso medico che è finito in galera (con 18 capi d'accusa) è Robert Young, autore del libro che ha diffuso nel mondo la cosiddetta "dieta alcalina", una bufala che ormai è diventata un classico della pseudomedicina.

Robert Young, "inventore" della dieta alcalina finito in carcere con 18 capi d'accusa, dall'abuso della professione medica alla truffa.

La dieta alcalina è quella che consigliava la dottoressa intervistata dalle Iene. Negli USA in galera, in Italia in TV ed a fare conferenze a pagamento...e poi dicono che da noi non si è liberi...
Queste persone sono state considerate pericolose per la popolazione e autrici di affermazioni scorrette, fraudolente e dannose. Tutti e tre hanno spiegato di averlo fatto non per interesse ma per la voglia di "raccontare un altro punto di vista".

Non vi ricorda qualcosa?
Già, ricorda la risposta della trasmissione televisiva Le Iene, quella che ha pubblicizzato prima il "veleno di scorpione cubano" come cura anticancro, poi il "metodo Zamboni" come cura anti sclerosi multipla, poi il "metodo Vannoni" come cura per tutte le malattie neurodegenerative ed infine la dieta per curare il cancro. Le varie vicende hanno dei finali piuttosto prevedibili, il "veleno di scorpione" è in realtà acqua in vendita a 250 euro al flacone, il "metodo Zamboni" non ha funzionato e le ricerche dicono che non cura la sclerosi multipla, il "metodo Vannoni" non ha curato nessuno e l'inventore è sotto processo per reati gravissimi e le diete non curano il cancro (magari!). Mentre chi ha problemi di salute resta senza parole per queste cure miracolose (tranne "il metodo Zamboni, che ha seguito il normale iter scientifico) che chissà perché sono nascoste nelle tasche di poveri geni incompresi, tutti i medici e gli studiosi del mondo, in una puntata, vedono crollare mesi di spiegazioni, lavoro, studio, cura del paziente.
Da noi, che risposte danno le tramissioni "diversamente attendibili"? Come hanno risposto Le Iene alle (inevitabili) critiche ricevute?
"Abbiamo solo raccontato una storia". Sono sembrati anche un po' infastiditi, non capendo con sguardo leggermente nel vuoto il motivo di tante proteste. La risposta è la stessa che danno tutti quelli che scrivono con superficialità, la stessa che danno ordini dei medici (!) che organizzano convegni su false medicine, la stesso fanno associazioni e comuni che danno il loro patrocinio ad incontri di pseudomedicina: "sentiamo l'altra campana". Ma quando "l'altra campana" è un delirio di falsità, una pubblicità a pericolose pratiche sulla salute, che "campana" è? Che "storia" stai raccontando?
Evidentemente non sanno (ma come fanno a non saperlo?) che tante persone che li seguono potrebbero avere una malattia grave, un tumore, una malattia neurodegenerativa, un problema genetico, che tanti di loro stanno seguendo delle cure, spesso ricche di effetti collaterali, dure da seguire. Non sanno (?) che tutti coloro che hanno malattie gravi sono letteralmente disperati, sanno che potrebbero non farcela, che potrebbero morire, lasciare le persone care, perdere la battaglia contro la malattia. Esistono persone ingenue, senza cultura, che credono a qualsiasi cosa venga detta in TV, che non sanno distinguere lo spettacolo dalla scienza.
Questo Le Iene e tutti i media che soffiano sul fuoco delle false cure, non lo sanno (evidentemente, perché se lo sapessero sarebbero degli avvoltoi). O lo sanno ma si girano dall'altra parte vendendo la sofferenza degli altri per un proprio tornaconto?

Non sanno neanche che ad un malato grave, la proposta anche teorica, ipotetica, piena di "se" "forse", "potrebbe" "sarebbe", diventa una speranza reale, meglio di niente, meglio della sofferenza, un tentativo in più. Eppure dovrebbe essere risaputo.

Non sanno che infondere il dubbio ingiustificato e solo a scopo di intrattenimento in chi sta male non è un buon lavoro né un servizio utile, aumenta il disagio di chi è già a disagio, le paure (che già ci sono così, senza bisogno del dubbio) e per chi è più debole è un rischio gravissimo perché può causare scarsa collaborazione, abbandono della terapia, c'è chi è morto per aver abbandonato la terapia della cattiva "medicina ufficiale" per le teorie deliranti di un ciarlatano.
Non sanno neanche che i loro servizi pubblicitari, hanno indotto ed inducono centinaia di persone ad acquistare da persone senza scrupoli false cure, a spendere ingenti somme di denaro per inseguire speranze vendute da cialtroni che si fingono geni, si favorisce la nascita di decine di ambulatori (spesso disastrati) appena fuori dai confini italiani nei quali si offrono trattamenti con il "metodo Zamboni" (per niente controllati dallo stesso Zamboni) a chi ne faccia richiesta, a centri "medici" che vendono pozioni e flaconi di "bevande miracolose" o curano con flebo di bicarbonato che fanno schiantare giovani malati a prezzi esorbitanti
Tutto questo Le Iene e certi mezzi di comunicazione non lo sanno, evidentemente.
Se si vuole fare informazione utile ed onesta, intanto si prendono le giuste misure per evitare tragedie, perché il danno, quando fatto, non puoi più recuperarlo con un semplice ed ipocrita "ho solo raccontato una storia", perché con il tuo "racconto" rischi di uccidere qualcuno, di farlo soffrire, di illuderlo.
Non è un buon servizio far credere a chi sta male che la soluzione è lì, pronta e sicura, nascosta dalle migliaia di medici, ricercatori e scienziati e venduta (guardacaso venduta) da qualcuno spuntato dal nulla. Fa spettacolo, certo, ma lo spettacolo fatelo con le ballerine, i truffatori da quattro soldi, fate qualche inchiesta, occupatevi delle aziende farmaceutiche che ci fregano con falsi studi o con farmaci inutili. Queste inchieste sono difficili, complicate, si rischia anche qualche denuncia, ma se siete giornalisti "d'inchiesta", questo fa parte del vostro lavoro, è un rischio da correre se volete toccare argomenti delicati, esattamente come nel lavoro del medico il rischio è quello di sbagliare, persino di danneggiare (capita, purtroppo capita). Un medico non corre mai il rischio di sbagliare o danneggiare quando somministra flaconi d'acqua per il cancro (perché è chiaro ed è "noto" che l'acqua non cura il cancro né altre malattie), non sbaglierà mai quando consiglia una dieta per curare il cancro (perché è noto che le diete non curano il cancro, stupido chi ci crede). Un professore di psicologia non sbaglierà mai quando dice di aver inventato una cura per tutte le malattie, perché non deve rendere conto all'ordine dei medici, perché non sarebbe radiato, non verrebbe licenziato e così un non giornalista (i conduttori de Le Iene che hanno propagandato false cure non sono giornalisti) non rischia nulla professionalmente perché la sua professione è quella di "raccontare", di parlare, di condurre ed intrattenere.
Non si può "radiare" un intrattenitore e non esiste l'"ordine professionale dei conduttori televisivi".
Voi non rischiate nulla, fate rischiare, non subirete danni, li procurate.
Ma visto che sembrate non saperlo, forse quello che è successo negli Stati Uniti potrebbe succedere anche in Italia, giusto per ricordare che ogni nostro gesto dev'essere fatto con la consapevolezza di non fare del male, se fai rischiare la salute alla gente, ne paghi le conseguenze, l'abuso di credulità è ancora un reato o no?
Che ognuno si assuma le proprie responsabilità quindi, perché questo va ben oltre il semplice buon senso e l'onestà intellettuale e professionale (abbondantemente travalicate), va nella responsabilità personale.

Perché se un medico sbaglia è condannato ma se sbaglia un conduttore televisivo cerca la scusa e continua a fare quello che ha fatto? Perché non posso somministrare ad un mio paziente una medicina creata da me, a casa, ma se un ordine dei medici incoraggia a farlo è tutto permesso?
Perché se un ingegnere sbaglia ne paga le conseguenze ma una trasmissione non deve rispondere dei suoi danni?
Perché se un geologo sbaglia gli fanno un processo ed invece un presentatore l'anno prossimo sarà sempre lì con la prossima "cura per tutte le malattie"?
I senatori americani hanno chiamato il rischio che fa correre il dottor Oz a chi lo segue come "effetto Oz", ovvero l'effetto negativo e dannoso che può avere un personaggio noto e mediaticamente famoso sulla salute e quindi sulla popolazione, da noi esiste un "effetto Iene"?
Non sarebbe il caso che come un medico, un professionista, un dipendente pubblico che sbaglia pagherà, lo faccia anche un intrattenitore con la voglia di fare informazione ma che pur di attirare spettatori non si pone neanche il dubbio del limite da non oltrepassare? Quando questo succede con un ordine dei medici o con un patrocinio di un'amministrazione comunale, non sarebbe il caso di rinfacciare a chi di dovere le responsabilità del caso?
Oppure: continuiamo con l'indifferenza dello "scaricabarile", tanto la pellaccia non è né del presentatore TV e nemmeno del presidente dell'ordine dei medici, così possiamo continuare a "raccontare storie", di truffe sulla salute, ma sempre storie sono.

Alla prossima.

NOTA: Ne approfitto per ricordare che venerdì 14 novembre alle ore 20,00, sarò a Bologna (Sala Cenerini, via Pietralata, 60), ingresso libero, per la conferenza organizzata dall'associazione Minerva. Salute e Bugie.


sabato 3 maggio 2014

Stamina e media: vergognarsi? Macchè...

Della vicenda Stamina ne abbiamo sentito parlare abbastanza, ma quando tutto sembra svanito, ecco che nuovi particolari sembrano rinnovare l'interesse per questa storia. Non particolari scientifici dei quali, in questo esempio di cattiva scienza ed interesse personale, non c'è mai stata traccia, ma notizie e comportamenti che sembrano coltellate nei confronti di chi si è chiesto come abbia fatto un simile scempio a diventare "cura" all'interno di un ospedale pubblico.
Dalle carte pubblicate (relative alla chiusura delle indagini della magistratura) dalla procura di Torino si scopre, tra le altre cose, come alcuni dei (pochissimi) medici che si erano più esposti in pubblico "a favore" della presunta terapia, davanti ai magistrati facciano dei passi indietro clamorosi, repentini: chi si "vergogna" di essersi espresso positivamente perché in realtà non conosceva neanche la cura e chi ammette di essersi fatto "coinvolgere" dalla vicenda mediatica.

Le dichiarazioni ai magistrati di tre medici che avevano parlato di "miglioramenti" sui bambini grazie al "metodo Stamina" (nomi oscurati da me)

Dei medici che si fanno coinvolgere dai media? Altri che non conoscevano la cura?

Incredibile ma vero, questi professionisti prendono le distanze e la sicurezza che mostravano nelle decise e pubbliche dichiarazioni di efficacia che arrivavano nelle case di milioni di italiani scompare così, in un attimo, lontano dalle telecamere ma immediatamente. I grandi miglioramenti di quei bambini urlati a destra e sinistra a favore di luci e microfoni e su Facebook (nuova frontiera della scienza cialtrona), scompaiono nell'asetticità di un ufficio del tribunale. Nel frattempo si scopre che Vannoni cercava di convincere i diplomatici dell'isola di Capoverde ad ospitare la sua falsa cura e per rendersi più credibile si faceva accompagnare da un falso medico e compagna (falsa infermiera), che bella scena, davvero edificante, pensare che dei genitori affidino a tali mani i loro bambini è scoraggiante.
Il nome del falso medico era già noto alle cronache visto che testate, anche nazionali, lo descrivevano come "assistente del prof. Di Bella" e prescrittore dell'altra presunta cura, mescolata con la tintura di iodio e l'argento colloidale (tutto fa brodo), con la quale guarisce malati di tutti i tipi meritandosi anche un'intervista su "Il Giornale", che lo dipinge come un eroe senza macchia e dai successi incredibili, parliamo di cancro eh? Ma non c'è niente di cui vergognarsi.

Ce le beviamo tutte noi italiani, in TV e sui giornali finiscono dei falsi eroi che piacciono al popolo perché il popolo di quelli ha bisogno e lo spettacolo deve continuare.
A proposito di spettacolo: ma che fine hanno fatto Le Iene, il programma che mesi fa lanciò proprio mister Vannoni?
Per un po' hanno abbandonato l'argomento ed ora si dedicano alle diete che guariscono il cancro, anche di questo ha bisogno il popolo dal mondo dello spettacolo. A chi ha chiesto a Giulio Golia (inviato delle Iene che ha realizzato tutti i servizi su Stamina) se avesse qualcosa di cui vergognarsi, il buon Giulio ha risposto per le righe, niente da fare, non c'è niente di cui vergognarsi ed in un attimo cancella un anno di servizi televisivi appassionati, sguardi ammiccanti e musichette sulle facce dei bambini malati nei quali ha raccontato di una presunta cura, mai dimostrata che serviva a "salvare" quei bambini.
Nel frattempo Vannoni e vannoniani si presentano alle elezioni, sia mai che qualcuno si vergogni a mettere in lista persone del genere, convinti che qualcuno disposto a votarli ci sarà sempre, non c'è niente di cui vergognarsi.

Non siamo in una commedia surreale, siamo in Italia, paese di inventori ed esperti da tastiera, nel quale ci sono giornalisti che pubblicizzano falsi medici e programmi televisivi che vendono bambini e malati in cambio di ascolti. Questa gente è finita in parlamento, i nostri politici hanno discusso quanti soldi pubblici spendere per loro, molte persone malate ci hanno creduto e persino dei giudici, individui che amministrano una cosa chiamata "giustizia", hanno ritenuto giusto obbligare dei medici a somministrare una falsa cura. Giustizia è fatta.
Intendiamoci, qui fino ad oggi nessuno è colpevole ma è proprio questo il punto: non stiamo parlando di un rigore non assegnato nel derby di calcio, ma di cure somministrate a persone malate in un ospedale pubblico. Se anche Vannoni fosse il peggior criminale nazionale, nulla aggiungerebbe o toglierebbe all'attendibilità delle sue "staminali segrete", non è questo il punto, sono ben altri.

PRIMA di somministrare la "cura segreta" nelle sale operatorie di un ospedale, bisognerebbe sapere cosa si sta somministrando, conoscere i suoi effetti, essere sicuri dei rischi, prima, non dopo. Per questo PRIMA di tutto questo, spacciare per cura salvavita o per terapia qualcosa che non ha nemmeno un test al suo attivo è criminale. Vannoni ha semplicemente venduto il suo prodotto, questo è commercio, di prodotti falsi o illusori ne conosciamo tantissimi e qualcuno che ci prova esisterà sempre, ma esistono persone ed organismi che dovrebbero proteggere le fasce più deboli da queste illusioni. Per questo, a prescindere dalle eventuali colpe di Vannoni ci sono altri che dovranno rispondere della loro superficialità, a partire dagli spettacoli televisivi che hanno confuso la cronaca con la pubblicità ingannevole per finire con chi, amministratore della cosa pubblica, ha permesso un simile scempio.

Prima di Stamina, alle Iene c'era il "veleno di scorpione cubano", la cura anticancro che non ha curato nessuno ma ha permesso a decine di truffatori e speculatori di organizzare viaggi della speranza ed importazioni illecite di flaconi d'acqua semplice venduti come "terapia". La stessa cosa successa con il "metodo Zamboni", lanciato sempre dalla stessa trasmissione televisiva, un'altra presunta cura, stavolta per la sclerosi multipla. Anche lì c'erano i "guariti" che poi con il tempo sono scomparsi (esattamente come i "guariti" di Vannoni, svaniti nel nulla), cosa ci sarebbe di vergognoso in tutto questo? Assolutamente nulla, Golia fa benissimo a dire di non vergognarsi.

Le Iene è un programma di intrattenimento, varietà, un contenitore tra uno spot ed un altro, Golia fa spettacolo, non informazione scientifica e muove in fondo l'economia ed il commercio, come quello delle decine di piccoli ambulatori e cliniche private in Italia ed all'estero che vendono "trattamenti" per la sclerosi multipla, illusori, inutili, pericolosi, ma che fanno guadagnare tanti soldi, (di guarigioni nemmeno l'ombra, ci mancherebbe), che ci sarà mai da vergognarsi, la TV ed i giornali "raccontano storie", non sono certo congressi scientifici.
O qualcuno pensa di scegliere le proprie cure in base ai servizi in televisione?
Infatti la lezione non è servita a nulla.

Le Iene ora hanno iniziato a diffondere l'idea che basti una dieta vegetariana per guarire dal cancro (però mi raccomando, si aggiunge l'aloe, da sola non funziona, sembra...dicono...raccontano), ci sono pure i testimoni.
Certo, il primo "testimone" interpellato si era curato in ospedale ed è vissuto 11 anni grazie a questo fino ad ora, ma vuoi mettere la storia della dieta con quella del ricovero in ospedale tra infermieri scorbutici e sveglie all'alba?
Il secondo ed il terzo stanno purtroppo peggiorando, ma il primo peggiora perché ha iniziato a fumare il sigaro ed il secondo perché è tornato a mangiare carne (non scherzo, dicono proprio così), quindi che vergogna o scuse, le cose le dicono chiare, anzi, le raccontano chiare, spettacolo, storie strappalacrime, avventure emozionanti.
Pensate che bellissima trama: aveva un tumore, mangia frutta e verdura con frullati di aloe e guarisce, poi fuma un sigaro toscano e sta di nuovo male, non è bellissimo come lancio pubblicitario pure con il finale triste a sorpresa?

Cosa c'è di strano in tutto questo?
Nulla. Se qualcuno davvero si beve la storia del professore di lettere bravo e buono spuntato dal nulla che cura tutte le malattie neuromuscolari o del veleno di scorpione che fa sparire il cancro, se c'è gente che crede che basti mangiare lattughe e carote per guarire dal cancro, non conta nulla, ognuno fa le sue scelte. Persino quella di bere "l'acqua alcalina", come diceva la dottoressa (sempre "raccontata" dalle Iene) che con lo sguardo fisso alla telecamera elencava le proprietà miracolose di quella è che una vera e propria bufala (ma fa spettacolo ed ora organizza corsi a pagamento).
Che Vannoni abbia ricevuto centinaia di migliaia di euro da una casa farmaceutica, che abbia ammesso di aver preteso dei pagamenti dai suoi "pazienti" (non è un medico, ma non importa) che con la sua cura non sia guarito nessuno, non importa, sono particolari che rovinerebbero la storia da raccontare, la ridurrebbero ad ordinaria vicenda da giornalino di periferia, qui servono i "miracoli", le speranze, le persone che si alzano dalla sedia a rotelle.

Nel frattempo nascono come funghi centri di "terapie naturali", dopo le cliniche che "riaprono le vene" come nel "metodo Zamboni, le cliniche ucraine che guariscono con le staminali non si contano e le farmacie che vendono i dosaggi corretti del "metodo Di Bella" come se tutte le altre fossero gestite da poveri incompetenti, sono sempre lì, come di associazioni "pro Stamina" se ne contano decine, qualcuna organizza pure viaggi della speranza (a pagamento, mica gratis, la pubblicità costa) e poi vai con le collette non-si-sa-per-cosa, in mezzo a tutto questo ci si dovrebbe vergognare per uno che vende diete per guarire dal cancro o macchinari che "alcalinizzano il sangue"?
C'è da vergognarsi se esistono agenzie di viaggio specializzate nella compravendita di "flaconi di veleno di scorpione cubano" (che contengono solo acqua, sono ultradiluiti, acqua e niente altro)?
Che poi, diciamocela tutta, ma che ci importa, la pellaccia è vostra cari miei, siete voi che avete creduto alla pubblicità televisiva, peggio per chi ci crede.

Pensate che il giorno in cui vi sveglierete capendo che l'erba gatta non cura il cancro potrete prendervela con Le Iene o con il giornale? Ingenuotti, quelli raccontano storie, non sono medici né scienziati ed i medici e gli scienziati (quelli che non vanno in TV) ce l'avevano detto, vi avevano avvertito e voi li avete insultati, non li avete voluti ascoltare.
Arrivate ad essere talmente ingenui da pensare che i giornalisti che pubblicizzano la dieta alcalina o il "metodo Di Bella" si curino con le pozioni magiche? Oppure pensate davvero che praticamente tutti gli scienziati ed i medici del mondo vi somministrino veleni e di nascosto si curino con le erbe e le staminali magiche? Ci credete proprio?

Qualcuno ancora ha dubbi, si appella alla deontologia: possibile che stampa e televisione si prestino a cose così delicate? Non pensino alle conseguenze?
Un giornalista o un programma televisivo hanno certo il dovere di "raccontare" le storie, ma avrebbero anche quello di documentarsi, informarsi, indagare, approfondire, non dico tanto, ma almeno il minimo, a maggior ragione su temi delicati e seri, oppure se non si capisce ciò che si vuole trattare chiedere a chi ci lavora, usare molto tatto, stare attenti ad ogni minima parola. La stessa cosa che dovrebbero fare tutte quelle persone che solo perché "noti" al pubblico hanno sostenuto Stamina nonostante tutte le contraddizioni.

Il giornalista, lo showman, non deve farlo solo per correttezza e dignità, non solo per fare il proprio lavoro con amore e senso del dovere, ma anche perché domani quei falsi medici e quelle false cure potrebbero usare anche i loro figli per i loro scopi, potrebbero essere una trappola anche per quelli che con tanta leggerezza e superficialità, parlano di "cura" senza neanche sapere cosa significa. Essere corretti professionalmente, oltre che valore personale è un dovere morale che prevede grandi responsabilità.
Ma anche questa ingenua illusione crolla subito.
I giornalisti ed i conduttori televisivi sono stati ampiamente messi in guardia da chi si occupa di scienza e medicina, si è scomodato addirittura un premio Nobel, sono stati in tanti ad esporsi a spiegare, criticare e dall'altro lato una selva di "opinionisti", cantanti, attrici, showmen che hanno detto la loro, chissà con quali competenze sull'uso delle staminali o sull'attendibilità scientifica di un cura.
Qualche domanda il giornalista, a questo punto, dovrebbe pure farsela, potrebbe semplicemente rendersi conto di aver sbagliato ed accettare il consiglio di chi è competente, se non lo fa quali possono essere le spiegazioni oltre all'ignoranza o all'incapacità di accettare il proprio errore?
Così, quando qualcuno chiede di "vergognarsi", la risposta è chiara: non si vergognano.

Credo anche io non ci sia alcun motivo di vergognarsi, devono invece preoccuparsi dei danni che stanno facendo.
Crescere una generazione di creduloni, di spettatori e lettori "mordi e fuggi", formare un pubblico ingenuo, superficiale, acritico, è un pericolo per tutti. Quel pubblico saranno i professionisti di domani (del prossimo domani), i futuri giornalisti, medici, giudici, governanti e politici. Formare una generazione ignorante è preoccupante.
Preccupatevi perché un giorno, in un ospedale, quando uno dei vostri figli starà male, potrebbe trovare quello che gli propina l'infuso di lattughe per guarire dal cancro e se questo non bastasse, una bella bevuta di veleno di scorpione omeopatico non guasta mai, basta uno che ne parla in TV, la giusta quantità di pubblicità ed un insieme di incapaci, non ci vuole tanto. Un pendolino magico al posto dell'ecografia? Una seduta spiritica al posto di un consulto tra specialisti? Aspettate con fiducia, prima o poi capiterà.

Pensate di cavarvela? Non siatene certi, questa gente non si fa scrupoli e potreste sentirvi dire "non avremo pietà di voi", già successo e questi sono molto più protetti di chi fa il suo lavoro in maniera seria, pubblica, poiché deve rispondere ai propri datori di lavoro che sono i cittadini e non vende "cure segrete", le cure che usa sono a disposizione di tutti.

Preoccupatevi quindi, non vergognatevi.
Preccupatevi perché se domani al pronto soccorso, invece del medico che organizza le fasi dell'intervento chirurgico per salvarvi la vita, capitate con quello sbagliato, vi potrebbero proporre una macchina astrale che toglie il malocchio, non ci sono prove scientifiche, ma in TV hanno raccontato che funziona e voi sarete sbandierati come "casi pietosi" (con le musichette se servisse), chi oserà impedirvi di usare il pendolino su di voi?

Vergognarsi di cosa quindi?
Non c'è motivo: la libertà di cura esiste e se qualcuno si beve quello che dicono negli spettacoli televisivi, se la prenda con se stesso, si batta la testa nel muro per essere stato tanto credulone.
Siete convinti che basti imbottirsi di melanzane per stare meglio? Vi fidate del primo che passa che si inventa la cura per tutti i mali? Insistete, si troverà sempre quel politico in cerca di voti o l'attricetta al tramonto che vorrà darvi spazio (per proprio tornaconto certo, non perché amante del prossimo), troverete sempre il disonesto o l'arrivista e prima o poi qualche altra cura magica o truffaldina entrerà in un altro ospedale italiano, a spese di tutti noi.
Fantascienza? Macché, qualcuno (e sarà la magistratura a scoprire chi) ha fatto entrare in una struttura pubblica, pagata con i soldi di tutti, dove si ricoverano persone che cercano aiuto, una pseudocura inutile e pericolosa. Succede, eccome se succede, è scandaloso, ma giornali e TV invece di scoprire lo scandalo e denunciarlo, lo hanno usato ne hanno fatto uno spettacolino, per poi uscirsene con un "non ne sapevamo niente". Facile, in Italia d'altronde ultimamente di persone che fanno cose "a loro insaputa" ce ne sono tantissime, si comprano pure le case "insaputamente", figuriamoci i beveroni miracolosi.

 

Per questo dovete preoccuparvi, perché da parte mia, come medico e come la stragrande maggioranza dei medici, curerò sempre i miei pazienti in scienza e coscienza, come uomo e come la stragrande maggioranza degli uomini, mi curerò e curerò i miei cari con quanto di meglio la medicina, la ricerca, l'uomo e l'onestà, abbiano saputo offrire.
Non importa se non dovessi farcela, avrei almeno la consapevolezza di non essere l'ulteriore spot pubblicitario per uno o l'altro ciarlatano, per il genio incompreso e per l'ambizioso frustrato, sarei un uomo normale, non la marchetta di gente in cerca di polli da spennare. Sarei anzi fiero di essere una persona normale, che ragiona con la propria testa, che usa la logica, che si basa sui fatti, non sull'audience e che, nonostante il fango ricevuto per avere il coraggio di dire la verità, non accetterà mai di dire il falso come hanno fatto altri medici davanti le telecamere.

Per questo motivo io non avrei nulla di cui preoccuparmi, farei il possibile, affidandomi al meglio.
Io invece sarei preoccupato al posto vostro, il rischio è quello che riceveranno i vostri figli grazie a voi ed alla vostra superficialità e quando qualcuno di loro chiederà perché in un ospedale pubblico si ritrovi circondato da sciamani e guaritori, qualcuno potrà sempre trovare la scusa "l'hanno detto alla TV, ma a loro insaputa".
Per questo, non serve vergognarsi ma preoccuparsi.

Alla prossima.