giovedì 21 ottobre 2021

Covid e post verità.

Forse ve l'ho già detto ma è una cosa che mi ha talmente sconvolto, disilluso e fatto crescere in fretta da diventare per me quasi un'ossessione.
Avete presente quando sei giovane e ingenuo e credi a tutto quello che leggi, pensi ai buoni e ai cattivi, credi che i fatti siano fatti da distinguere dalle invenzioni e dalle sciocchezze? Bene, poi succede che cresci, all'improvviso ti rendi conto che non sempre quelli che pensavi fossero "i buoni" lo siano realmente e non per forza "i cattivi" sono veramente cattivi. Poi vedi che quello che leggi non è sempre vero, anzi, c'è da chiedersi quando sia vero perché le volte che è tutto falso sono tante.
Insomma, in questi anni di divulgazione, di internet e di confronto con le persone mi sono reso conto che c'è una realtà oggettiva, normale, esistente e un'altra creata da chi dovrebbe descriverla: i giornali, i giornalisti, i media, i politici, chi comunica con gli altri.

Quello che leggiamo non è sempre vero. Mi spingo a dire che è raramente completamente vero.

Dipende chi lo scrive, perché lo scrive. Dipende cosa vuole ottenere. Non c'è sempre una realtà oggettiva o meglio, c'è ma se questa realtà non conviene a qualcuno o lo danneggia, ecco che viene trasformata, stravolta e capovolta.
Senza mezzi termini inoltre. Cioè avviene che chi deve stravolgere la realtà non si fa nessun problema a farlo, anche se è evidente lo faccia.
Concetti come la dignità, la deontologia (per chi fa un lavoro rivolto al pubblico), la correttezza e l'onestà, sono malleabili, trasformabili, si possono manipolare e scolpire a proprio uso e consumo, a propria convenienza. La deontologia professionale neanche a parlarne. Ognuno dice quello che vuole, qualsiasi posizione occupi e a qualsiasi persona si rivolga. Non si dice ciò che è vero ma ciò che conviene.


Ogni tanto ho raccontato qualcuno di questi episodi ma non finisco mai di stupirmi.

La ginecologa che inventò la "fascia per il parto naturale", da fare comprare a tutti gli ospedali italiani, una fascia gonfiabile che schiaccia la pancia della partoriente facilitandone (dice chi l'ha costruita, che poi è il marito della ginecologa che l'ha pubblicizzata) il parto. Ma non c'è nessuna prova questo avvenga e per evitare questo spreco di denaro (e salute) pubblica si sono dovuti mobilitare esperti e professionisti del settore (anche il sottoscritto) beccandosi anche le minacce e le querele di chi vedeva i propri affari messi in crisi. Tutto sfumato.
Poi l'affare vaccini.

Una commissione parlamentare (quindi non un gruppo di pazzi di passaggio, un gruppo di persone "dentro" i palazzi) ha preso un documento redatto da esperti di vaccinazioni che avevano studiato gli effetti dei vaccini sui militari. Bella notizia: non ci sono effetti negativi, le vaccinazioni nei militari non causano (secondo quel rapporto) tumori, malattie o altri problemi e i problemi che sono stati segnalati in certi reparti militari sono in media con quelli che avvengono da sempre, nessuna anomalia e niente da segnalare. Bene, questa commissione parlamentare prende questo rapporto, ne stravolge il senso, capovolge le prove, cambia termini e parole e conclude: i vaccini fanno male e hanno causato gravi danni ai militari.
Lo ripeto: nel rapporto degli esperti è scritto chiaramente che di danni non ce ne sono, i politici concludono che ci sarebbero gravi danni come...dicono quegli esperti. La post verità è questa.

E ora arriviamo al Covid.

Di bufale ne sono state diffuse tante. Talmente tante che è impossibile stare dietro a tutte e smentirle, lo fai con una (con un dispendio enorme di energie, studi, link, ricerche, documentazione, tempo) ne appaiono altre dieci. E le persone se la bevono. Non solo perché le bufale sono create ad arte, come si deve (altrimenti non sarebbero bufale) ma anche perché per molte persone "conviene" credere alle bufale. Perché confermano le loro opinioni, appoggiano le loro idee politiche o perché danneggiano l'immagine del governo, di un partito, di una persona.
Le bufale possono servire. Solo che se diffondi una bufala non danneggi solo il ministro della salute del partito avversario ma anche i cittadini, i consumatori, i malati.
Quelli che cercano notizie reali. Danneggi le persone, chi vorrebbe sapere la verità. E queste bufale le diffondi con canali "ufficiali": giornali noti, telegiornali, giornalisti conosciuti. Le dici seriamente, come fosse l'ovvia verità.
Centinaia di false notizie che si rincorrono, spesso si ripetono.

Ricordate gli antivirali efficacissimi che guarivano dal Covid? Erano di volta in volta russi o giapponesi, grande clamore ma poi tutto passava, nessuno ne parlava più. Perché? Perché era una bufala, una notizia falsa.
E poi si scopriva un'altra cura. Ma dopo un paio di settimane di talk show feroci e pareri di esperti "non c'è nessuna prova scientifica che...", dopo qualche giorno tutto sfumava, tutto finito.
E poi avevano proibito le autopsie. Cosa ci nascondono? Perché le proibiscono? Non sarebbe meglio farle?
E certo. Una falsa notizia, nessuno ha mai proibito le autopsie, semplicemente (e come è ovvio) veniva consigliato di farle solo quando necessario e solo in ambiente attrezzato, adatto e sicuro (parliamo sempre di una malattia infettiva virale eh?). Ma ancora oggi troverete persone che ripetono con sicurezza assoluta che "hanno proibito le autopsie". No, non è vero.

E il famoso "per Covid e con Covid"?

Se io sono diabetico e muoio affetto da Covid, sono morto per il diabete o per il Covid? Sono morto per il Covid (e ho il diabete) o per il diabete (e con il Covid)?
Voi che dite?
Se io fossi diabetico e a sessanta anni morissi di infarto, sarei morto per il diabete o per l'infarto?
Una causa di morte ci deve essere, giusto? Certo, il diabete favorisce le malattie cardiovascolari e certo, se non avessi avuto il diabete magari l'infarto mi sarebbe venuto a settanta anni o forse a ottanta e chi lo sa, quindi il diabete ha forse (quasi sicuramente) favorito la mia morte ma sono morto per l'infarto, non per il diabete. Ci siamo?
Se avessi il diabete, la pressione alta e novant'anni e morissi, forse nessuno si stupirebbe, l'età, le  malattie, prima o poi la nostra vita finisce, va così. Ma se un giorno vengo colpito da un'influenza e muoio, a prescindere da queste malattie, sono morto per l'influenza. Certo, ero a rischio ma è stata l'influenza a uccidermi, purtroppo.

Se fossi non vedente e morissi investito da un'auto perché non l'ho potuta vedere sopraggiungere non sono morto per il mio handicap visivo ma per colpa della macchina. Se il deficit visivo ha contribuito? Certo, forse, quasi sicuramente ma la "colpa" non è dell'impossibilità a non vedere ma dell'incidente. Non si muore se si è ciechi. Non si muore se si è diabetici, deve esserci una causa.
Bisogna spiegarlo? Ribadirlo?
Sono concetti logici, elementari, non servirebbe farne una discussione. Se una persona malata anche gravemente, è colpita da Covid e muore, è stato il Covid a ucciderla. Forse il destino è stato favorito dalle condizioni di salute ma è stata la malattia infettiva a causare la morte. In questa sede non sottolineiamo più di tanto che l'ISS prima di dire che un decesso è causato dal Covid studia il caso, c'è una commissione apposita che deve decidere e lo stesso istituto in collaborazione con l'ISTAT ha dichiarato che nell'89% dei casi il Covid è stato causa diretta di morte, a prescindere dalle malattie preesistenti. 89% dei casi.

Che poi il Covid sia particolarmente pericoloso per chi ha patologie croniche e per gli anziani è una cosa nota dall'inizio della pandemia (lo ricordate?) tanto che si è sempre puntato a proteggere anziani e fragili per primi: il Covid difficilmente uccide persone giovani e sane. Quasi mai.

E allora qui come possiamo inventare la bufala per disorientare le persone?
Facilissimo: prendi una notizia ovvia e stravolgila, ometti, trasformala. 

Secondo il nuovo rapporto (che non veniva aggiornato da luglio) dell'Istituto superiore di Sanità sulla mortalità per Covid, il virus che ha messo in ginocchio il mondo avrebbe ucciso assai meno di una comune influenza. Sembra un'affermazione strampalata e da no vax, ma secondo il campione statistico di cartelle cliniche raccolte dall'istituto solo il 2,9% dei decessi registrati dalla fine del mese di febbraio 2020 sarebbe dovuto al Covid 19.
Cosa leggete?
Non è una notizia presa da chissà quale fonte, lo dice chiaramente: "secondo il nuovo rapporto dell'ISS..." quindi notizia ufficiale. Questo rapporto dell'ISS ci fa una rivelazione, i morti per Covid non sarebbero stati quasi 131.000 ma "solo" (anche nell'articolo è scritto così, "solo") 3.783. Avete capito? Meno dell'influenza. E gli altri? Come sono morti tutti gli altri?
Ma allora, mannaggia a loro, i vaccini, le chiusure, le paure, che cavolo è successo.
Un "pasticciaccio" lo definisce il giornale. A firma del suo direttore, un giornalista invitato in TV a fare l'opinionista e che è considerato uno "normale", non un pazzo antivax.
Avete capito il punto?
3783 sono state le persone morte di Covid che non avevano nessuna malattia, tutte le altre erano malate, una o più patologie, quindi non è stato il Covid a ucciderle ma la loro patologia. Il famoso "con Covid o per Covid", una delle bufale più odiose di questi mesi.

Quindi se domani, tu diabetico o iperteso, prendi il Covid, non farti speranze. Non ne hai. Lo ha deciso Bechis e quelli come lui. Anche se sei anziano, in fondo. Non farti illusioni.

Già, la bufala dice anche questo. Queste persone con altre malattie, non avevano già speranze, che ci agitiamo a fare.
Secondo l'Iss il 65,8% degli italiani che non ci sono più dopo essere stati infettati dal Covid era malato di ipertensione arteriosa, e cioè aveva la pressione alta. Il 23,5% era anche demente, il 29,3% aggiungeva ai malanni un po' di diabete, il 24,8% pure fibrillazione atriale. E non basta: il 17,4% aveva già i polmoni ammalati, il 16,3% aveva avuto un cancro negli ultimi 5 anni; il 15,7% soffriva di scompenso cardiaco, il 28% aveva una cardiopatia ischemica, il 24,8% soffriva di fibrillazione atriale, più di uno ogni dieci era anche obeso, più di uno su dieci aveva avuto un ictus, e altri ancora sia pure in percentuale più ridotta aveva problemi gravi al fegato, dialisi e malattie auto-immuni.
Capite il nostro giornalista che giro di logica ha fatto? Siccome queste persone avevano già malattie, non sono morte di Covid ma di altre malattie, quindi quelli che sono morti di Covid sono pochissimi. Non abbiamo capito nulla, "scienziati" (con virgolette d'ordinanza) compresi.
Che diabete non significhi per forza morte glielo spiegate voi. Che ipertensione non significhi per forza morire per una malattia virale, glielo spiegate.
Che oggi tante malattie le controlliamo con i farmaci mentre il Covid ha interrotto vite, famiglie, amori e affetti glielo spiegate voi, perché a me tutto questo fa schifo.
Scusatemi ma mi amareggia.
E secondo il nostro giornalista (si chiama Franco Bechis, è il direttore del giornale Il Tempo) a questo punto potevamo lasciare queste persone a morire, così gli ospedali non venivano intasati e si potevano curare i sani, quelli che rischiavano di morire per Covid. Che in fondo 'sta cosa mi conviene. Se domani operassi una persona per tumore e questa morisse per colpa di un mio errore, che cavolo, aveva una malattia, è morta per quella, mica per il mio errore. 
Ecco. La post verità è questa.
Pur di criticare un avversario (politico in questo caso, tutto questo è fatto per criticare il governo, per dire che ha sbagliato tutto), non si guarda in faccia a nessuno. Non si informa bene il lettore, si dicono bugie, si danno dati falsi, si inganna e si lascia capire che la realtà è un'altra rispetto a quella che conosciamo.
E poi ci dicono che dovremmo comprare i giornali.
________

Come capire i fatti.

Un piccolo paragrafo per chi è davvero interessato a conoscere i fatti, potete passare oltre se non interessa. Oltre alla logica che certo fa differenza tra chi muore di Covid essendo un soggetto a rischio (con una o più malattie o per età o sesso) e chi muore senza fattori di rischio, c'è un mezzo statistico molto utile a capire l'impatto di un fatto (in questo caso di una malattia) sulla popolazione. Il calcolo dell'eccesso di mortalità. Se normalmente (è un esempio) in Italia muoiono 1.000.000 di persone l'anno ma in un certo anno ne muoiono due milioni c'è stato un problema. Se in Italia morissero 200.000 persone al mese ma nel mese di maggio ne morissero 500.000, c'è stato un problema.
Ecco, per noi questo problema si è chiamato Covid. Una malattia che è potenzialmente pericolosa e letale, soprattutto per le persone a rischio che sono rappresentate da chi ha già una malattia (soprattutto ipertensione, diabete, obesità) e da chi ha un'età superiore ai 75 anni.
In genere si nota un aumento di mortalità nei mesi di picco dell'influenza, questo è un dato abbastanza costante da noi. Se controlliamo però i dati della pandemia ci accorgiamo che abbiamo avuto un (netto) eccesso di mortalità proprio nei picchi di infezione Covid. Se confrontiamo il periodo 2015/2019 (fuori epoca Covid) con quello 2020/2021 (pandemia Covid) noteremo come ci siano state molte morti in più. Se inseriamo nel grafico i contagi (e i picchi) durante la pandemia, noteremo che l'eccesso di morti corrisponde esattamente ai picchi della malattia. In pratica il Covid ha ucciso molte più persone di quante ne muoiono normalmente in Italia.

In azzurro i decessi del 2015-2019, in rosso quelli del 2020-2021, in verde i decessi con diagnosi di Covid.

In Italia c'è stato un eccesso di mortalità evidente e che segue i picchi della pandemia. Per esempio, se nel mese di giugno 2020 non c'è stato praticamente eccesso di mortalità (numero di morti simile a quello della media mensile in altri anni senza Covid), a novembre 2020 abbiamo avuto più del 50% di morti in più. C'è da aggiungere che i decessi da Covid sono quelli nei quali la malattia è stata diagnosticata, si stima quindi che in realtà dovrebbero essere molti di più (tutti i casi sfuggiti alla diagnosi).

Nel 2020 il totale dei decessi totali (per tutte le cause) è stato il più alto mai registrato nel nostro Paese dal secondo dopoguerra: 746.146 decessi, 100.526 decessi in più rispetto alla media 2015-2019 (15,6% di eccesso).  
Non è un caso nemmeno il fatto che la complicanza più frequente nei decessi registrati (nel 93,6% dei casi) sia stata l'insufficienza respiratoria. Certo che un diabetico, un iperteso o una persona con demenza, non muoiono di insufficienza respiratoria


Questi sono fatti, documentati. Numeri. Il resto sono false notizie.
________

Non sono solo bugie, sono bugie pericolose e irrispettose.
Avete capito il "giochetto" del giornalista? I morti con altre malattie non sono morti da Covid, quindi il governo e gli "scienziati" (virgolettato eh? Dal "giornalista") hanno fatto un pasticciaccio e quindi ci hanno mentito, hanno sbagliato tutto e ci hanno ridotto allo stremo per niente.
Un gioco pericoloso.

Perché se un giorno Bechis entrasse in ospedale (sia mai!), io prima dovrei accertarmi se è "con Covid" o "per Covid" e se ragionassi come un cinghiale, come ha fatto lui, spendere soldi, tempo e fatica per chi ha già altre malattie forse non ne vale la pena, lasciamo spazio ai giovani e forti, a casa tutti gli altri.
Fossi in lui direi una bugia anche a chi si occuperà del suo ricovero, scommetto che in quel caso avere o meno una malattia o un fattore di rischio diventerà molto più importante di quanto descrive nel suo giornale.

Alla prossima.

venerdì 8 ottobre 2021

Gli ingredienti misteriosi dei vaccini Covid

Ne ho parlato ed è un argomento molto gettonato nella divulgazione scientifica e nella spiegazione dei meccanismi psicologici che ostacolano la giusta mentalità scientifica in generale. Ciò che non conosciamo lo temiamo. Abbiamo paura di quello che ci suona nuovo, che non è per noi abituale ma anche se fosse abituale, abbiamo paura delle cose fuori dal loro contesto.
Se dico che nell'acqua c'è una sostanza che si chiama "monossido di diidrogeno", potenzialmente mortale, nutrimento per le cellule tumorali, chi non conosce i retroscena della vicenda (e chi non conosce la chimica) ne rimarrebbe stupito.
Così come si può restare un po' così chi venisse a sapere che il pane, forse l'alimento più "ovvio" della nostra tavola, contiene acido fitico, istidina, treonina e serina ma anche metalli e fosforo.
Succede.
Succede perché la vita sulla Terra, animata o meno, è chimica e noi non conosciamo i nomi chimici ma quelli "popolari", semplici, delle cose che ci circondano.
Diceva Corrado Augias, durante una trasmissione nella quale mi intervistava, di immaginare le cose chimiche come verdi e che emettevano vapori e si diceva "sconvolto" dalla mia spiegazione (ovvia) che spiegava proprio questo: l'acqua è chimica, l'aria, il vento, le rocce, la pasta, sono chimica. E se dicessi di mettere nel caffè dei miei ospiti l'α-D-glucopiranosil-β-D-fruttofuranoside, questi salterebbero dalla sedia, a maggior ragione scoprendo che il misterioso ingrediente è contenuto pure nei vaccini antiCovid. Ci siamo iniettati insomma un liquido che contiene il "glucopiranosil qualche cosa". Tranquilli, forse si capisce meglio scoprendo che questo è il nome chimico del saccarosio, il comune zucchero

Succede perché non conosciamo la realtà, perché non abbiamo studiato (quello che non ci interessa), non possiamo sapere tutto e, fondamentalmente, siamo ignoranti. Abbiamo un orizzonte limitatissimo di conoscenza.

Se già ignoriamo gli ingredienti di un alimento comune o di una cosa che usiamo ogni giorno, figuriamoci quelli di qualcosa di raro, di una composizione poco usata, di un farmaco o un vaccino. Ed è così che giocano a stupire e creare scompiglio quelli che vogliono spaventare le persone, usando argomenti che solo chi li conosce può smontare, che solo studiando o analizzandoli bene si possono spiegare.
In fondo è quello che si chiama "debunking" o "fact checking", studiare un'affermazione, un fatto per spiegarlo e controllare se è vero. Ed è per questo che serve pochissimo tempo per creare una bufala ma tantissimo per smontarla.

In questi mesi di pandemia e poi di vaccini possiamo immaginare quante bufale, quante false notizie e vere e proprie invenzioni siano circolare e c'è chi con queste bufale ci vive. Certo che hanno presa. Perché nessuno di noi può conoscere tutto, nessuno può fare l'investigatore alla ricerca della verità, perché anche una falsa notizia ci mette la pulce nell'orecchio, ci fa sospettare, crea caos e dubbi. E per questo dico sempre che chi diffonde bufale deve essere isolato, evitato, perché è disonesto, pericoloso, tossico. Ci fa male e fa male alla società.

Così nei mesi i vaccini antiCovid sono stati presi di mira nelle maniere più assurde. Alcune volte anche ai limiti della creduloneria ma la creduloneria non ha limiti (o non esisterebbe) e così i vaccini sono stati capaci di attirare i metalli (quindi sarebbero stati iniettati magneti o qualcosa di simile), altre volte di attirare calamite (l'opposto, quindi sarebbero state iniettate sostanze ferrose), di essere antenne per il 5G o contenere chip e microchip, di tutto. Causa di tutti i mali e persino di cambiare il carattere delle persone, i vaccini antiCovid sono stati disegnati come il male.
Non troverete mai una persona competente e sana di mente affermare cose simili ma troverete migliaia di persone incompetenti che sul web e dovunque si possa, accusino i vaccini di qualsiasi malefatta e, ovviamente, non funzionano.

Ma cosa contengono questi vaccini?

Una serie di sostanze preoccupanti? Veleni? Sostanze tossiche?
In realtà la cosa sorprendente di questi vaccini di ultima generazione è che è la loro tecnologia a essere scientificamente avanzata, eccezionale, frutto incredibile del progresso. Ciò che contengono è qualcosa di assolutamente normale. Ma ha un nome chimico, difficile e quindi può sembrare "strano".
Cosa contiene quindi un vaccino (prendiamo quello Pfizer come riferimento) antiCovid? Usiamo la lista di ingredienti registrati dalle autorità del farmaco (AIFA in Italia).


Il componente principale è un piccolissimo frammento di mRNA (RNA messaggero).
Questo è la chiave del nuovo vaccino. La tecnologia dei vaccini a mRNA è studiata già da decenni (già oltre 15 anni fa), si tratta quindi dell'applicazione di studi esistenti da anni, non certo da due mesi.
Lo scopo di questo piccolissimo "pezzo" di RNA messaggero è quello di stimolare le cellule a formare una proteina (proteina "S", Spike) identica a quella che ha il virus Sars-Cov-2 (permette al virus di entrare nelle nostre cellule).

Una volta prodotta questa proteina è riconosciuta come "estranea" dal nostro organismo (come fosse quella del virus) e quindi stimola il sistema immunitario a reagire per eliminarla. Questa proteina non entra all'interno del nucleo della cellula e non modifica o condiziona il DNA dell'uomo. Punto. Questo è l'ingrediente principale del vaccino anti-Covid, ciò che lo fa funzionare. Detto così sembra una sciocchezza e forse molti non si renderanno conto dell'incredibile livello tecnologico di questo meccanismo, fantascienza per i nostri avi. Il resto serve per trasportare e conservare questo mRNA.

Il pezzo di mRNA è coperto di  ALC-0315 ((4-hydroxybutyl) azanediyl)bis(hexane-6,1-diyl)bis(2-hexyldecanoate) e ALC-0159 (2-[(polyethylene glycol)-2000]-N,N-ditetradecylacetamide).

Dietro questi nomi strani ci sono dei "liposomi", ovvero delle sostanze grasse che si legano all'mRNA e così da poter essere contenute in altre formazioni di grasso, le cosiddette "nanoparticelle", delle "palline" anch'esse di grasso che trasportano dentro la cellula quel frammento di RNA messaggero. Se non esistessero queste sostanze l'mRNA non riuscirebbe mai a essere contenuto in queste microsfere e a entrare nella cellula e proprio per questo i liposomi sono già utilizzati in molti farmaci e vaccini da tanti anni. I liposomi vengono distrutti dall'organismo completamente, poche ore dopo il suo ingresso nel corpo umano.
Altre sostanze che contribuiscono a questo scopo sono:

• 1,2-Distearoyl-sn-glycero-3-fosfocolina: aiuta le "palline" di grasso a mantenere una forma più o meno sferica, più "conveniente".
• Colesterolo: rende stabile le "nanoparticelle" e protegge il frammento di mRNA.

Ci sono poi gli eccipienti (ovvero le sostanze che "completano", creano il farmaco).
Eccipienti:

• fosfato disodico diidrato: mantiene il pH della soluzione stabile.
• potassio diidrogeno fosfato: mantiene il pH della soluzione stabile.
• potassio cloruro: sale, serve a rendere il liquido con la stessa quantità di sali contenuti nel sangue
• sodio cloruro: sale da tavola, serve a rendere il liquido con la stessa quantità di sali contenuti nel sangue.
• saccarosio: uno zucchero che protegge le piccole nanoparticelle dal congelamento e li conserva.
• acqua per soluzioni iniettabili: acqua.

I filamenti rossi sono mRNA, protetti da strutture (blu, azzurre, viola) che sono grassi. Questa è UNA nanoparticella lipidica ed entra nella cellula.

Possiamo dire che gli eccipienti sono più o meno quelli di qualsiasi soluzione iniettabile (anche di alcuni antibiotici). Il vero "progresso" è dovuto alla tecnologia a mRNA, un vero salto "spaziale" della farmacologia. In linea di massima questo vaccino non contiene nulla di "straordinario" oltre all'mRNA e alla tecnologia usata per renderlo un farmaco. Per chi fosse interessato ad approfondire la struttura chimica e fisica di questa tecnologia, un buon riassunto si trova qui.

Vabbè, questo misterioso intruglio che ci siamo iniettati non ci trasformerà in calamite giganti o ripetitori ambulanti e ci sono altri farmaci ben più "complessi" (e tossici). Questo lo sappiamo perché studiamo, abbiamo la capacità di discernere, usiamola.
Forse così avremo meno paura del vaccino antiCovid.
Devo dire che quando mi sono vaccinato non vedevo l'ora, non avevo nessun timore ma ero esaltato e agitato, più per l'emozione e il momento quasi sacro che per altro. Probabilmente anche perché avevo studiato il vaccino, la sua composizione, i suoi effetti, i meccanismi e le caratteristiche. E poi perché avevo visto morire di Covid.
Perché per fare delle scelte è bene conoscere la realtà.

Alla prossima.

lunedì 27 settembre 2021

Covid. La realtà si affronta, non si nega.

A volte, leggendo le cose degli antivax (o dei complottisti o chiamateli come volete) mi rendo conto che se da una parte c'è tanta ignoranza (non conoscenza della malattia, della medicina, del problema), dall'altra c'è una reazione psicologica a qualcosa di drammatico.
Fuggire dalla realtà, rifiutarla. Per questo a volte sono chiamati "negazionisti", perché negano una cosa che esiste. Il "negazionismo" cambia e si adatta alla situazione che nega. Proprio perché non è legato alla realtà ma la nasconde, evita di discutere cose vere, che esistono ma che in qualsiasi modo bisogna cancellare.
Nel caso di questa pandemia il negazionismo si rivolge alla malattia, al virus che non esisterebbe, oppure esiste ma non causa nessuna malattia grave. Esiste ma è sempre esistito, oppure anche se esiste non viene sconfitto dal vaccino. E poi le cure. Si usa la vitamina D, l'Aspirina, l'antibiotico, l'eparina, un miscuglio di idee, un caos infinito.
Mille versioni. Che cambiano secondo la situazione, il pubblico, il negazionista e il momento ma l'importante è il fine. Lo scopo è solo uno: evitare di guardare in faccia la realtà.

Eravamo abituati che da un raffreddore si guarisce, che per la tosse basta uno sciroppo e per la febbre una pillolina. È talmente assurdo che si possa morire per una cosa definita "simile all'influenza" che qualcuno non lo accetta. Lo rifiuta con talmente tanta forza da dire "non esiste". Non pensiamo al fatto che l'influenza, la "banale influenza" (che non è mai stata banale, lo sappiamo da sempre) non ha cure. Si lascia passare curando i sintomi, riposandosi, idratandosi, è una malattia virale e non c'è come curarla. Questa "super influenza" è la stessa cosa: non ha cure. Se si aggrava abbiamo delle possibilità che però si possono usare solo in ospedale. Ma il negazionista nega: vitamine, antibiotici, Aspirina e fantasia, anche prescrizioni a distanza, anche via Facebook, tanto giochiamo a fare il dottore, non sono cose serie, no?

E quando il fuggiasco trova qualche furbastro che appoggia questo tentativo di fuga si aggrappa a lui con tutte le forze, si aggrappa a chi lo aiuta nella fuga: di Covid non si muore, è una banale influenza, prendi una bustina e tutto passa! Hai visto che è vero?

Così è assassino chi mette il paziente in respirazione assistita, chi invita alla vaccinazione per evitare quel dolore e quella sofferenza. Una fuga completa. Si può provare a convincere, a spiegare ma se fuggi non vuoi tornare indietro, anzi, chi prova a farlo è visto come nemico, come invasore delle proprie scelte: "non voglio guardare, non me lo impedire".

Così su Facebook il virus si cura con il prodotto per i vermi e sul giornale locale c'è il dentista che dice che i pazienti non dovevano essere intubati. Questa è la fantasia.

Poi c'è chi lavora con la realtà. Certo che il virus non ha una pagina Facebook né segue i social. Gira, infetta, contagia e si riproduce per contagiare sempre di più. E come tutti i virus non si fa battere facilmente. Così a volte causa un po' di stanchezza, altre un po' di febbre, fa il suo corso e passa.
Certe volte non causa nemmeno un sintomo, passa inosservato e compie solo il suo ciclo di vita per poi sparire. In altri casi invece è devastante. Fa male.

Causa un'infiammazione grave, in tutto il corpo ma soprattutto a livello dei vasi sanguigni e dei polmoni. In pochi giorni invade il corpo, indurisce il tessuto polmonare che, gradualmente sempre più fibroso, non riesce più a usare l'ossigeno che arriva dall'esterno. Così appaiono i sintomi dell'infiammazione. La febbre, alta, a volte altissima (anche 42 °C), la stanchezza immane, la dispnea.
La dispnea è la difficoltà a respirare. I polmoni del Covid sono ormai fuori uso e anche se l'aria si inspira non riescono più a rilasciare l'ossigeno nel sangue. Così si ha quella che volgarmente si chiama "fame d'aria". Il paziente che arriva con Covid sintomatico e fame d'aria ha un'espressione tipica.

Cerca aiuto, è disperato, cerca spasmodicamente di respirare ma non ci riesce.

Tecnicamente si dice che ha una "anomala consapevolezza del proprio respiro".
Si rende conto cioè che anche se respira più velocemente il suo corpo sta soffrendo e ha bisogno di altro ossigeno che però non arriva. Si agita, si muove, è combattuto tra la paura e la voglia di respirare, si guarda attorno. I suoi occhi parlano chiaro, cerca aiuto. Ha "fame d'aria". Avete mai visto una persona che ha "fame d'aria"? È una brutta sensazione.
In quel momento dipende dalla situazione.

Se la saturazione (la quantità di emoglobina satura di ossigeno) lo permette un buon aiuto viene dall'ossigeno che si somministra dall'esterno, se non basta bisogna portare l'ossigeno direttamente "dentro", nei polmoni e nei bronchi. Si usa un tubo di plastica e, in anestesia, si fa entrare direttamente, attraverso al gola, nei bronchi. Altrimenti il paziente diventa cianotico (bluastro), soffoca e muore. Non ci sono altre possibilità: senza ossigeno si muore. Non contano le pagine Facebook o il candidato al premio Nobel che consiglia la curcuma per curare il Covid: senza ossigeno si muore.

Per questo chi fugge dalla realtà non lo vuole sapere e dice che "il paziente non va intubato".
Certo che fa paura e si trovano consolatorie le parole del ciarlatano o del "medico eretico" (che quasi sempre è un medicuncolo che non ha mai avuto grande successo e ora vive il suo momento di gloria sulle spalle degli ingenui).
Se il paziente non respira va intubato.
Se non si fa si muore, in pochi minuti.
È semplice, non serve una laurea.

Per ha una minima concezione (senza nemmeno essere specialista della salute) della cosa, sarebbe come dire che sott'acqua si può anche respirare senza bombole di ossigeno.
È una realtà talmente oggettiva e ovvia che ci sono solo due alternative: accettarla e fare qualcosa per evitarla o celarla, negarla, sperando che vada tutto bene e non si arrivi mai a quella situazione.

In certi casi anche l'intubazione non basta, i polmoni sono talmente alterati da non permettere nessuno scambio tra sangue e ossigeno esterno. Ci sono altri disperati tentativi (per esempio la circolazione extracorporea, se disponibile) ma è possibile che non ci siano speranze.

Ecco, il Covid non è una malattia che uccide sempre ma uccide. Uccide poco ma contagia tantissimo e questo vuol dire che quel "poco" poi diventa tanto. Per ironia della sorte è preferibile un virus che uccida spesso ma contagi pochissimo. In modo da limitare la malattia, al contrario se la malattia si diffonde è sempre più probabile che riesca a fare vittime. Uccide.
Soprattutto chi ha poche difese o chi le ha compromesse. Persone con problemi al sistema immunitario, anziani, persone con tante malattie o che hanno malattie negli organi che poi sono bersaglio del virus.

A questo punto ci sono poche alternative.
Se si vuole ragionare, si vuole razionalizzare il problema, si usano tutte le precauzioni del caso e soprattutto si approfitta della scienza che ci ha messo a disposizione dei vaccini. In maniera anche sorprendente i vaccini anti-Covid disponibili hanno dimostrato di funzionare tantissimo.
Non hanno lo scopo di evitare il contagio, non avevamo il tempo per fare i raffinati, interessava evitare i casi più gravi e soprattutto di intasare gli ospedali, vero dramma delle prime settimane di pandemia. E questo i vaccini lo fanno benissimo. Diminuiscono la possibilità di contagio ma, anche se questo avviene è praticamente eccezionale arrivare a forme gravi di malattia o alla morte.
Questo, era emerso dagli studi, ora emerge anche dai dati.
Chi muore o si ammala gravemente è, nella quasi totalità dei casi, non vaccinato (o in piccola parte vaccinato non completamente).


Se si razionalizzasse il problema e si agisse di conseguenza (vaccinazione, misure di sicurezza, distanziamento, igiene) probabilmente passeremo un lungo periodo di convivenza con il virus, con alti e bassi, varianti più o meno pericolose ma quando il virus non avrà più chi infettare andrà via, sparirà. Non è un atteggiamento rivoluzionario, semplicemente l'uomo, essere intelligente, saprebbe che provvedimenti prendere contro una malattia per proteggersi e ridurre il rischio di ammalarsi.
L'altra via, quella irrazionale e animalesca è rifiutare la realtà.
Fa male la realtà eh? Certo, fa paura, impressione.
Non è un film romantico né una fiaba con l'eroe che sconfigge il cattivo, la realtà è oggettiva, c'è e basta.
Restare fermi, inermi, senza nessuna reazione, illudendosi che si tratti di una bufala, che con un sorso di zenzero e ramarro verde tutto passa e non ci pensiamo più. In fondo è un atteggiamento comprensibile ma a caldo, quando si scatena il panico ma oltre al fatto che al panico non dovremmo arrivarci mai sappiamo che correre a vanvera è solo pericoloso, non porta a nulla di buono.

Mentre in una pagina di Facebook c'è la naturopata che dice che lei è guarita con l'imposizione delle mani, in un reparto di ospedale c'è una mamma che sta per morire e decine di persone che le girano attorno per salvarla. Non è detto ci riusciranno ma non possiamo perdere tempo per ascoltare la naturopata, è peggio per tutti. Mentre in TV c'è l'omeopata che dice che i vaccini hanno effetti collaterali devastanti, tutte le statistiche, i dati, tutti i numeri che abbiamo, ci dicono che i vaccini hanno evitato migliaia di morti e che questi effetti collaterali devastanti non si vedono. Se su Twitter c'è il medico alternativo che dice di aver scoperto la cura segreta, non dimentichiamo che nel mondo migliaia di medici questa cura non la trovano e che nonostante questo curano, salvano, alleviano e tranquillizzano milioni di malati.

C'è un mondo reale e uno virtuale ed è pure abbastanza evidente.

Allora l'invito è quello del tornare a pensare normalmente. Ormai siamo in una fase nella quale, almeno socialmente e mentalmente, stiamo convivendo con una malattia che fino a pochi anni fa nemmeno conoscevamo. Possiamo permetterci di riflettere, decidere, pensare. Certo che possiamo avere pareri diversi, chiaro che possiamo non essere d'accordo con decisioni delle istituzioni (che, ricordiamolo, devono essere il "meglio per la comunità" non il "meglio per noi") ma non perdiamo di vista il fatto che abbiamo il vantaggio del progresso e del raziocinio.
Usiamoli. 
E soprattutto non ci facciamo usare come strumento politico.

Allontaniamo le persone tossiche (proprio come se fossero...dei virus), quelle che ci raccontano del microchip, della strage, quelle che paragonano questa situazione a una dittatura, che diffondono bufale e bugie.
Allontaniamo odio, odiosi, cattiveria e cattivi. Fanno male.
Allontaniamo chi ci vuole convincere che la carota cura il Covid, che la cura è nascosta ma la scopre @tulipanorosa38, è gente di basso livello, ignoranti, burini. Buzzurri.
Usiamo la razionalità.

Torniamo a ragionare e invece di giocare una partita inesistente pensiamo a vivere la realtà. Perché in certi momenti la realtà è crudele ma se fuggiamo rischiamo di perdere la battaglia.

Alla prossima.

lunedì 23 agosto 2021

Green Pass: in un paese normale.

In un paese normale, democratico, civile, quando c'è una grave malattia che mette in pericolo i propri cittadini, lo stato mette a disposizione le sue risorse per il bene di tutti.
Gli ospedali, le cure, i medici, tutto a disposizione. Se poi arriva un vaccino ecco che mette a disposizione anche il vaccino, gratis per tutti.

Che bella la civiltà.

Paghiamo le tasse, lavoriamo anche per lo stato e lo stato ci ripaga così.

Ma c'è sempre chi quelle cure o gli ospedali non li vuole. Avvertito insiste, non li vuole.
Peccato.
Ma siamo liberi e quindi chi non li vuole non li usa. Sta a casa aspettando che le cose vadano avanti, sperando bene.

C'è anche chi non vuole il vaccino. Strano no?
Ma ognuno ha le sue idee, c'è chi non si fida, chi ha paura degli aghi, va bene. Uno stato civile non obbliga nessuno (anche se potrebbe farlo per il bene comune, lo dice la costituzione) e chi non vuole vaccinarsi non si vaccina. In un paese  normale va così.
Ma come facciamo ora a far convivere tutti? Per rispettare le libertà di ognuno e le scelte personali bisogna trovare un modo che non discrimini nessuno ma garantisca tutti.
Se io vaccinato (che ho scelto di proteggermi dalla malattia) voglio andare in giro, nei bar, al cinema, incontro chi non è vaccinato (che ha scelto di non proteggersi dalla malattia) rischio di ammalarmi per la scelta di un altro. In pratica le due scelte entrerebbero in contrasto, si scontrerebbero e non sarebbe giusto né limitare la libertà del vaccinato né del non vaccinato.
Allora cosa fa un paese normale? Usa un certificato.

Un documento che dice: "Ho basse possibilità di avere la malattia". Tutto può succedere ma sicuramente ho fatto il possibile per garantirti di non essere contagioso.

Chiamalo come vuoi: bollino verde, scheda sanitaria, green pass, non importa, ciò che importa è che dica che io sono abbastanza sicuro di non essere un rischio per chi mi sta vicino, sono a basso rischio.

Perché vaccinato, perché guarito o perché accertato con un tampone, "stai tranquillo, molto probabilmente non sono infetto e quindi molto probabilmente non contagerò nessuno".
Non ho nessun obbligo di fare farmaci o vaccini, se ho intenzione di stare vicino a persone che vogliono sicurezza per la propria salute devo garantirla e se proprio voglio entrare al bar senza vaccinarmi faccio un tampone e ho risolto. Nel rispetto di tutti.



Così tutti, chiunque, adulti, bambini, vaccinati, non vaccinati, donne in gravidanza, potranno stare assieme, vivere normalmente, tornare a fare ciò che vogliono, sanno che attorno ci saranno persone che hanno fatto il possibile per non contagiare gli altri. Una bella soluzione.
Serve a tutti, rispetta le scelte e le libertà di tutti, non obbliga a niente, addirittura è rispettoso di chi ha scelto di non vaccinarsi (protegge anche lui!), in questo modo saprà che in quel locale o in quella stanza ci sono solo persone con tutta probabilità non contagiose.
In un paese normale.
E se proprio non voglio nemmeno il Green pass perché sono fatti miei va bene.
Non lo faccio e invece di prendere il caffè seduto all'interno lo prenderò all'esterno. Invece di andare in una sauna non ci vado, invece di stare al chiuso starò all'aperto, stiamo parlando di rinunce relative e sicuramente non fondamentali, mi sembra evidente. E poi lo facciamo per la comunità, per collaborare, per dare il nostro aiuto in un momento di emergenza. Una rinuncia minima, banale, per un problema enorme e difficile.
Lo facciamo per il bene del nostro paese.
Questo in un paese normale.

Perché in un paese incivile c'è chi non vuole il Green Pass, chi non lo vuole ma lo compra falso, chi scende in piazza per manifestare, chi urla e aizza la folla, chi ne fa un problema politico, chi si stressa e chi lo strappa.
Ti piacerebbe vivere in un paese normale nel quale chi governa spiega che tutto questo è a favore del cittadino e della sua salute e il cittadino lo capisce e lo sostiene, vero?
Sarebbe bellissimo. Tutti lo vorremmo ma tanti non fanno nulla per realizzarlo.
In un paese normale.

Alla prossima.

mercoledì 18 agosto 2021

La morte improvvisa del rispetto.

Avrete notato, con maggiore probabilità in questi giorni, che negli ambienti novax più estremi (e stupidi, devo aggiungere) c'è la corsa "al morto".

Tragiche notizie di morti, arresti cardiaci, infarti, malori improvvisi, qualsiasi dramma viene collegato (palesemente o meno) alla vaccinazione antiCovid. A volte è il giornale stesso che con un operazione a dir poco ignorante fa il collegamento: "muore quindici giorni dopo il vaccino" o "morto giovane, ieri si era vaccinato", altre volte è chi mette la notizia (sui social, così gira di più) a fare questo collegamento.
E spesso senza neanche sapere se, effettivamente, quella persona fosse vaccinata o meno.

Queste persone lo fanno perché davvero pensano che queste morti, queste tragiche scomparse, siano dovute ai vaccini o c’è dell'altro?

Beh, non si può essere sicuri ma un forte sospetto di (idiota) strumentalizzazione c'è. Non credo serva ripetere che una correlazione temporale (“post hoc propter hoc”) non è una prova di reale collegamento tra due fenomeni (altrimenti tutti quelli che morissero dopo colazione sarebbero presentati come "muore dopo il caffè") e i dati che dicono un decesso sia realmente legato alla vaccinazione (antiCovid, qui parliamo di questa) ce ne sono pochi.

Chi mette queste immagini è spesso violento, aggressivo, fa parte di quei gruppi di attivisti che si impegnano con tutti i mezzi per attaccare i vaccini e le campagne di vaccinazione. Tentano di spaventare, minacciare, far nascere dubbi e incertezze e questo è un buon metodo perché se una persona legge venti volte al giorno che un giovane è morto all'improvviso "subito dopo il vaccino" certo è che si spaventa e avrà mille dubbi se dovesse decidere se vaccinarsi.
Usano queste tragici eventi come volantino per le proprie ideologie, un “tag” (una sigla che identifica un certo argomento sui social) usato da alcuni di loro è #vianantro che significa “un altro è andato”, dimostrando come trasformino queste persone scomparse in numeri senza rispetto.

“Via n’antro”, “avanti un altro”, usare i morti per ideologia

Ma come si sa le paranoie (o i piani) di quattro esaltati non possono né condizionare né fermare la medicina o il progresso e quindi non resta che relegare il fenomeno a esibizione da circo o osservarlo come esempio di estremismo ideologico. Ci resta un unico punto in sospeso.
Queste morti legate alla vaccinazione (cancelliamo solo per un attimo i migliaia di morti per Covid) sono davvero così tante?

No. 

I dati della farmacovigilanza parlano chiaro. Esistono sette decessi correlabili alla vaccinazione (due dei quali non direttamente, sono due persone morte per Covid nonostante la vaccinazione, quindi per suo fallimento). Sette decessi (5 se escludiamo i fallimenti del vaccino) su più di 50.000.000 di dosi quanti sono? Pochi? Tanti? C'è una strage in corso come urlano certi pazzi o siamo nei numeri previsti e inevitabili? io direi che se definissimo il decesso un evento "rarissimo" dopo questa vaccinazione si descriverebbe la realtà.

Ma allora perché queste notizie quotidiane di "morti improvvise", di "stragi" presunte?
Perché questi sono avvoltoi che hanno uno scopo ben preciso: diffondere paura.

Posto il fatto che ufficialmente (come abbiamo visto) non ci sono particolari allarmi su "decessi" post vaccino (e ci mancherebbe), dobbiamo vedere se questi morti che vengono riportati in continuazione dai giornali e poi riversati sul web e usati dagli antivax sono "particolari", "strani" o se invece è la normale situazione del nostro paese.
Il tasso di mortalità (numero di morti in una data popolazione) in Italia è di circa 11 per 1000. Ovviamente per tante cause. Questo significa che ogni giorno moriranno migliaia di persone per le più svariate cause. Una morte o due passerebbero inosservate ma in Italia abbiamo un sistema di monitoraggio giornaliero dei decessi. Le morti si mantengono ovviamente stabili nell'anno e hanno un picco, tipico a ogni epidemia di influenza (ricordate quando i novax dicevano che l'influenza era una sciocchezza? Ecco, non lo è mai stata). Poi c'è un picco anomalo, quello del periodo della pandemia, i numeri ora scendono e aspettiamo di vedere cosa succederà questo inverno.
Ma a noi interessano i morti "improvvisi". I novax sostengono ci sia una strage dovuta alle vaccinazioni. Strage che non risulta da nessun database, nessuna statistica né osservatorio ma solo dai giornali incauti e dalla mente malata degli estremisti antivaccino.
Allora ho preso dei dati dalle statistiche Istat. Anni nei quali non c'era la pandemia né la vaccinazione anticovid e ho cercato i morti per cause che possono determinare morte improvvisa (per esempio le malattie cardiovascolari. Escludendo tutte le morti per altre cause (tumori, incidenti, malattie croniche e altro).
Nel 2018 (andiamo in periodo pre pandemico, per sicurezza) in Italia sono morte 61972 persone per malattie del cuore di tipo ischemico (infarto, per esempio). Significa 170 al giorno. Nessun giornale ne ha parlato eh? E nessuno ha descritto quello che stavano facendo prima di morire o due settimane prima. Ed escludiamo tutte le altre cause di morte improvvisa. Non lo percepiamo, vero?
Perché "non ha importanza". Perché è una notizia tragica e privata. Perché non interessa se non a chi voleva bene queste persone. Se in un giornale si legge di un giovane di 25 anni purtroppo morto all’improvviso, si tratta di uno dei 16 coetanei che moriranno quell’anno all’improvviso come lui.



Ma non in tutti i casi è possibile stabilire la causa di morte (mancata autopsia, non interesse, urgenza di sepoltura e altro). Così potremmo andare a vedere (nel 2008, altro anno a caso fuori pandemia) quanti decessi ci furono per cause sconosciute: ben 233. E 47 per "cause maldefinite". 436 le morti per malattie cromosomiche o congenite (che a volte si scoprono solo dopo autopsia). Centinaia l'anno. Ovviamente ognuna di queste persone, con una propria vita e storia, che poco prima della scomparsa aveva fatto qualcosa. Un pranzo, un gioco, una pausa, un vaccino o una risata. Sono persone normali che hanno concluso la loro vita come succederà a tutti noi.
Parliamo quindi di centinaia di decessi giornalieri, tutti i giorni, per cause di vario tipo (e molte di queste cause possono determinare morte improvvisa o inaspettata). La gente è talmente presa dalla realtà virtuale, ignora talmente il mondo attorno alla propria persona, che non si rende conto dell'enormità di ciò che ci succede attorno e quando qualcuno lo fa vedere (e i giornali in questo schifo hanno mangiato alla grande) si stupisce, si pone domande, guarda in alto e non riesce a capire.

L'esempio è ovviamente indicativo e non ha valore scientifico ma può servire a spiegare (sempre a chi è interessato perché chi è infarcito di ideologia non ha alcun interesse a capire ma solo a "credere") perché sembra ci sia un eccesso di decessi dopo il vaccino. È semplicemente una manipolazione della realtà e anche grossolana (perché costruita con ritagli di giornale e diffusione tramite social). Un "malore improvviso", termine giornalistico, non medico, che identifica le "morti improvvise", un insieme di decessi che raccoglie molte cause di morte (ictus, infarti, emorragie, fibrillazione cardiaca e altro), non meriterebbe risalto particolare perché NON È un evento rarissimo; la morte improvvisa è la causa di morte principale tra gli individui maschi tra i 20 e i 60 anni e non presenta nessun segno prima dell'evento che possa farlo sospettare. Chi muore all’improvviso, quasi sempre, stava benissimo prima di stare male.

50.000 decessi l'anno solo in Italia per problema cardiaco (quasi sempre per infarto)! Vuol dire 135 persone al giorno. Non c'è nessun picco anomalo se escludiamo quello che corrisponde ai picchi di Covid (e sono decessi da Covid, non improvvisi). Quindi casomai la strage è dovuta alla pandemia, non al vaccino, senza considerare che il Covid-19 aumenta il rischio di insufficienza cardiaca e morte per questo motivo.
Ovviamente per chi è infarcito di ideologia i morti di Covid scompaiono (sono inventati, avevano altre malattie, erano anziani e mille altre cose), mentre quelli che muoiono all’improvviso sono benzina per le loro paranoie e psicosi.

Mortalità negli ultimi anni in Italia. I picchi corrispondono alle epidemie influenzali e, negli ultimi due anni alla pandemia Covid.

Così è più chiaro perché chi fa di questi eventi una "strage dovuta ai vaccini" è un avvoltoio?

Qualcuno dirà: "ma che senso ha diffondere queste notizie?". È ideologia.
Gli antivaccino professionisti devono diffondere (per sostenere le proprie idee) un'atmosfera di dramma in corso, di veleno che starebbe sterminando la popolazione. È tipico dei movimenti "millenaristi": "vi stanno uccidendo! Sveglia!".
Non importa accertarsi o approfondire: sbatti il morto sui social, crea caos.


Tutti i profili social dei "novax" (centinaia di profili falsi, copiati, anonimi) hanno casi in famiglia di morti, paralisi, malori, malesseri. La cugina, il marito, il nonno, il cognato, sono centinaia. Che stonano con i dati ufficiali. Allora bisogna fare una scelta razionale, credere a tulipano86 o alle statistiche. Dare credito a #maurizio_il_ribelle o leggere i report Aifa. Non c'è tanto altro da fare, nessuna spiegazione sarà sufficiente per chi ritiene maurizio il ribelle attendibile e da ascoltare. Tutto questo senza rispettare né chi muore, né i suoi cari.
E se un decesso fosse dovuto proprio al vaccino? Non è facile scoprirlo ma in certi casi sì, quando per esempio la causa di morte si ripete in diversi casi o quando c'è un plausibile collegamento.

La farmacovigilanza serve proprio a segnalare eventi "sentinella", se si notassero decessi sospetti o maggiori di quelli attesi si avrebbe un blocco immediato del farmaco coinvolto (è successo, anche con troppa solerzia!). Possiamo dire che già gli eventi avversi a questi vaccini sono rari, i decessi sicuramente correlati si possono definire "episodici", rarissimi.
Qualche intelligente potrebbe dire "e se capitasse a te?" frase che denota non solo povertà di argomenti ma anche un'intelligenza che merita ulteriori approfondimenti perché si potrebbe facilmente rispondere "e se muori di Covid?".
Non sono questi gli argomenti. Anzi, se proprio dovessimo dare un giudizio su chi usa i decessi di vari cittadini per scopi ideologici o interessi personali, dovremmo dire che ci sarebbe da vergognarsi. Nessuna scusa è buona: ignoranza, esaltazione, fanatismo. Non si fa. C'è un livello di dignità e rispetto che non dovrebbe mai essere superato e in questo caso l'unica strage è quella del rispetto che queste persone non riservano a chi muore. Non saranno gli incivili a fermare la nostra civiltà.
Come non saranno la paura o il terrorismo a fermare la scienza.

Alla prossima.