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giovedì 7 marzo 2019

Medicine alternative: scomodi testimoni.

Ogni "cura miracolosa" ha i suoi miracolati.
I testimoni.
Sono quello che, grazie alla cura miracolosa, sarebbero guariti da ogni male.
Esempi viventi di fatti straordinari. Non importa il tipo di malattia o gli ingredienti della cura, ci sarà sempre chi, straordinariamente e inaspettatamente, avrebbe risolto ogni suo problema grazie al rimedio che il mondo non vuole riconoscere. Negli anni ho studiato tante cure alternative, le più incredibili. Tutte, ovviamente, curano definitivamente le peggiori malattie, quelle che anche la medicina e gli ospedali faticano a curare. Le erbe o il bicarbonato (sì, il bicarbonato) che curano i tumori, la medaglietta che cura l'epilessia. Metodi contro il cancro e pozioni che guariscono.

Nessuna di queste ha dati seri, attendibili, tutte si basano sul passaparola, su improbabili video su You Tube e su falsi studi pubblicati su riviste di quart'ordine.
Oggi su internet la chiamano "fuffa", una volta avevano un nome somigliante ma più semplice: "truffa". Mi hanno sempre attirato queste cose, come può riuscire un uomo a "inventarsi" la cura del secolo che guarisce tutti senza dolore e velocemente? Come fa a convincere la gente di essere un genio incompreso? Come si fa a dire di aver trovato quello che la scienza non è riuscita a trovare ma che, stranamente, invece di usare respinge e rifiuta? Il ciarlatano, alla fine, è un personaggio interessante, affascinante, storico. Esiste da quando esiste l'uomo, usa trucchi e furbizie, intriga perché è subdolo, viscido ma chi è interessato alle pieghe dell'animo umano lo trova interessante proprio per questo. Il ciarlatano si approfitta della debolezza, della fragilità, del bisogno altrui. Dove c'è un ciarlatano pullulano i sofferenti, gli ingenui, i deboli.

E i testimoni? Quelli guariti, disposti a giurare che quella cura funziona? Anch'essi sono interessanti. Può una persona normale credere di potersi curare un tumore con il bicarbonato di sodio? O con una dieta? Può credere al ricercatore solitario che ha scoperto quello che migliaia di altri ricercatori non trovano? Eppure, quando vai a controllare, tranne qualche complice che sta semplicemente fingendo e recitando la parte del "guarito" (il compare ha sempre accompagnato il ciarlatano da quando esiste), i testimoni sono spesso persone in buonafede, normalissima gente malata che è assolutamente convinta di essere stata curata con l'intruglio magico.

Ne ho conosciuti direttamente.
La mia curiosità mi ha spinto a verificare con mano, in prima persona questi guariti. Volevo vederli, studiarne le affermazioni, i documenti.
Controllare, come si dovrebbe e fare davanti ad un affermazione straordinaria.
Perché c'è poco da fare, se una persona si dichiara guarita da una cura considerata a tutti gli effetti una truffa sono due le cose: o non è una truffa o quella persona non sta raccontando la verità.

Uno di questi testimoni è apparso diverse volte in questo blog, nei commenti. È successo quando ho iniziato a raccontare del "metodo Di Bella", la pseudocura a base di varie sostanze che pretende di curare tutti i tumori (e tante altre malattie) nel 100% dei casi. Le prove? Scientificamente vicine allo zero.
Non ci sono prove serie ma nemmeno chi pubblicizza questa falsa cura ne ha mai fornita alcuna che vada oltre l'autoreferenzialità. Si tratta insomma dell'ennesima "cura alternativa" che promette miracoli ma solo a chi la vende ai malati.
Ma l'aspetto che colpisce di più non sono le "presunte prove", il millantare successi mai documentati ma le persone che giurano, spergiurano, garantiscono, di essersi curate e di essere guarite grazie a questa cura.
Ovviamente lo staff che cura gli affari di questo "metodo" si affretta ad esaltare questi risultati e, in una sorta di missione religiosa, esorta i testimoni a portare la loro versione in giro per il mondo.
Così, dovunque si parli di questo "metodo", appare il testimone che è guarito, completamente, velocemente. Non vedrete mai un malato che, nonostante la pseudoscura, non sia guarito (fateci caso), la ciarlataneria vince sempre, vedrete sempre persone vive, vegete e sane.
Anche in questo blog.

Ne sono apparsi tanti, tutti a parole guariti, nessuno con documenti a portata di mano.
Apparve anche lui, lo chiamerò Giuseppe.
Scrisse nel blog che era affetto da un tumore e che aveva fatto (e stava facendo) la "cura Di Bella" che lo aveva guarito "carte alla mano".
Io ovviamente spiegai che il caso singolo, senza controllo e senza approfondimento significasse poco, chiunque può inventarsi una storia ma Giuseppe insisteva.
Fino a quando mi rivelò di abitare vicino casa mia e mi offriva totale disponibilità per un incontro nel quale mi avrebbe mostrato non solo i documenti in suo possesso ma anche le prove della sua guarigione.
Giuseppe frequentava tutti i siti, le pagine, i social network nei quali si parlava di "metodo Di Bella", era un entusiasta testimone degli effetti di questa cura, quasi insistente.
Tanto entusiasta che Di Bella lo portò in un suo convegno per raccontare la sua storia: era guarito dal tumore grazie al metodo Di Bella.
Bugiardo? Visionario?
E chi può dirlo.

L'insistenza di Giuseppe diventò una sorta di "sfida" pubblica.

"Io sono guarito, ho tutte le carte che lo provano, lei dice che il "metodo Di Bella" non funziona, se non viene a controllare la mia testimonianza evidentemente non le interessa accertare con i suoi occhi la verità".

Era in effetti un'occasione unica. Giuseppe mi disse: "se la cura ha fallito lei è autorizzato a scriverlo dovunque! Ma se ha funzionato deve fare lo stesso, dovrà dire la verità".

Sempre via blog diedi quindi la mia disponibilità, chiesi a Giuseppe di scrivermi una mail che lo avrei contattato e ci saremmo messi d'accordo.
Così avvenne.
Chiesi ovviamente di portare tutta la sua documentazione, in particolare quella recente e nella quale si elencavano cure effettuate e risultati degli esami e ci demmo appuntamento in un bar della zona.

Giuseppe arrivò, trafelato, con tante carte in mano. Ci salutammo cordialmente e ci sedemmo al bar. "Prenda quello che vuole", gli dissi e lui "una cioccolata con panna".
Si cominciò a discutere tranquillamente e si arrivò al momento fatidico.
Giuseppe mi mostrò le carte. Aveva un tumore alla prostata, che è un tumore diffuso ma fortunatamente a crescita molto lenta. La cura è spesso chirurgica (dipende dallo stadio e dall'eventuale diffusione) accompagnata da farmaci tra i quali gli "antiormonali" che si danno proprio perché questo tumore dipende moltissimo dalla presenza di ormoni maschili in circolo.
Capitolo cure: lui stava seguendo il cosiddetto "metodo Di Bella" (un insieme di farmaci) ma in aggiunta un farmaco che si somministra proprio in casi come il suo, nei tumori "ormonodipendenti", quella sostanza (proprio un "antiormonale") stabilizza e, quasi sempre, rallenta la progressione del tumore che così può essere rallentato nella crescita o nei sintomi.

In realtà quindi Giuseppe non stava seguendo il "metodo Di Bella", anzi lo seguiva ma assieme alla cura normale (è un classico trucco di chi propone finte cure). Il medico dell'ospedale gli aveva proposto un intervento ma Giuseppe lo aveva rifiutato. Ovvio che nessuno si aspettasse una progressione della malattia rapidissima, anzi, questi tumori sono tipicamente lentissimi e i danni (o la morte) non avvengono in due mesi ma nell'ordine degli anni (anche decenni). In questo modo Giuseppe stava semplicemente tenendo a bada la sua malattia (e certo non grazie alla finta cura) ma non l'aveva risolta, aveva scelto insomma di "curarsi" con i farmaci ma non di guarire e "ovviamente" il merito della stabilità non era della medicina ma della pseudoscura. Spiegai questa cosa ma lui insisteva. Prese allora una serie di esami fatti in quei mesi. Ecografie, TAC visite ed altro.
Gli esami parlavano di stabilità della lesione alla prostata.
Ma c'era una visita (del medico, un'ecografia) che parlava di "prostata diminuita di volume ed ecogenicità": in pratica il medico che aveva visitato Giuseppe aveva trovato un miglioramento dell'aspetto della prostata colpita dal tumore.
Ecco, quella, per Giuseppe, era la prova che il tumore era guarito. Il miglioramento era scritto nero su bianco.
In realtà c'era poco da essere contenti.
Quel miglioramento non era segno di guarigione ma poteva essere dovuto a tante cose, è solo un "parere" generico. Si trattava infatti di un giudizio soggettivo, un aspetto temporaneo o dovuto a vari fattori e poi una riduzione di volume della prostata non significava guarigione dal cancro, a maggior ragione del fatto che era in corso un farmaco che aveva proprio quello scopo: stabilizzare la lesione.

Insomma, in quelle carte non c'era nessuna prova, nessun segno di guarigione né di miglioramento oggettivo e, a dirla tutta, Giuseppe non stava nemmeno curandosi con il "metodo Di Bella" ma con un miscuglio di medicina vera e ciarlataneria, delle toppe, un modo per confondere le idee. In parole ancora più povere Giuseppe aveva preso dei farmaci che giustificavano l'andamento delle cose.  Stava benino perché è normale stare benino con quella malattia e in quella situazione. Nessun miracolo, nessuna guarigione, nessun effetto particolare dovuto alla cura alternativa. Una cosa anche abbastanza evidente, non c'era bisogno di grandi competenze per capirlo.

Guardai Giuseppe e glielo spiegai.
Lui mi ascoltò attentamente, senza parlare, serenamente. Non ebbe nulla da controbattere perché forse lo sapeva benissimo. Gli dissi "Signor Giuseppe, qui non c'è segno della guarigione che mi diceva, perché diceva di essere guarito? Perché voleva incontrarmi?", lui si spinse indietro e allargò le braccia. Come per dire "e che posso farci?".
La sicurezza di pochi giorni prima, l'assoluta certezza di essersi curato, tanto certa da testimoniarla in giro, spariva in un attimo.

"Vede" - gli dissi - " se lei dice in giro di essere guarito con una falsa cura, persone fragili potrebbero crederci, si rende conto di quanto danno può fare?".
"Mi rendo conto", rispose. E non aggiunse altro.

Vidi in Giuseppe, nel suo sguardo, un velo di tristezza, di disperazione. La sua figura di "testimone della cura" era diventata quella di "testimone della fragilità", della tipica vittima dei ciarlatani.

Forse lui lo sapeva, forse ne era cosciente ma voleva annullare un fatto che lo faceva stare male.
Poi mi raccontò delle sue amicizie fatte nel gruppo di "seguaci" della pseudocura, di una donna che mi aveva insultato e minacciato ma che in realtà era "una brava persona" e si parlò di altro.
La nostra discussione terminò così.

Volevo annunciare nel blog, come promesso, le mie conclusioni: nessuna prova di guarigione. Giuseppe non mi diede però l'autorizzazione per pubblicare il suo caso e quindi ne parlai in maniera generica e senza riferimenti.
Passò qualche giorno e ritrovai Giuseppe sempre negli stessi posti, nei blog, su Facebook a testimoniare i risultati eccezionali del "metodo Di Bella" sulla sua malattia. Un giorno una signora gli chiese come fosse finito l'incontro con me.
Lui rispose che io avevo accertato la guarigione ma, non volendo ammetterla, dicevo in giro che invece non c'era stata. Stavo mentendo.
Questo non mi andava bene.
Ho sempre rispettato Giuseppe e la sua richiesta di privacy, l'ho trattato con rispetto e educazione e non potevo permettere mi desse del bugiardo. Così lo ricontattai intimandogli di non parlare più di me con quei toni o avrei preso provvedimenti legali. Lo fece e non seppi più nulla di lui.

Da quel giorno, proprio per evitare manipolazioni e strumentalizzazioni, rinunciai definitivamente a valutare e analizzare casi personali.

Com'è andata a Giuseppe?
È morto, soffrendo.

Il suo tumore si è lentamente fatto strada, ha creato delle metastasi devastanti che lo hanno ridotto in condizioni pessime, per lui non c'è stato nulla da fare.
Giuseppe ha seguito la sua "cura alternativa" fino alla fine.
Non so se curandosi (aveva rifiutato l'intervento chirurgico proposto dal medico, intervento pesante) sarebbe vissuto più a lungo o meglio. Probabilmente sì ma nessuno può prevedere le cose che non sappiamo. Non è questo il punto.
Il punto è che Giuseppe sia morto di tumore, del tumore che i seguaci del "metodo Di Bella" definivano "curato" e che non era invece stato curato, per niente.
Perché lo specifico?
Perché chi lo ha convinto a seguire quella finta cura liquida la sua morte così: "Colpiti dalla morte di Giuseppe che d'altronde era affetto da altre comorbidità".

Liquidato in due parole e la morte per tumore è dovuta ad "altre comorbidità" (che significa altre malattie), non certo al tumore che loro raccontavano come guarito. Lasciato sul ciglio della strada, ormai non serviva più.
Che è un classico.
In tutte le cure miracolose si assiste a questo atteggiamento: quando il "testimone" è credibile (dice di stare bene, è vivo, sembra sano) è una prova evidente del successo della falsa cura, quando tutto fallisce scompare, nessuno ne parla. Il ciarlatano abbandona il suo testimone quando non gli serve più.
Puntualmente così.

C'era un medico che diceva di essersi curato con il bicarbonato (è la ciarlataneria venduta da un ex medico, radiato e pluricondannato), morto ma ancora presente sul web come "guarito", c'era Beth, malata di tumore mammario, sorridente perché guarita anch'essa con il bicarbonato poi morta per la malattia, in silenzio. C'erano Linda, Paola e Gennaro, guariti. Ancora guariti nei video ma morti nella realtà, per la malattia che il ciarlatano aveva detto di aver guarito.
In questi giorni in Calabria, gira il racconto di una donna affetta da tumore, prima convinta dal suo medico a seguire il "metodo Hamer", una delle più crudeli ciarlatanerie in circolazione, quando la donna, terminale, lo ha denunciato, lui ha liquidato tutto con un "è stata una sua libera scelta",

Però lei e tutti gli altri testimoni sfruttati dai ciarlatani sono ancora lì, nei video, su Facebook, su You Tube. Risultano "guariti", ce l'hanno fatta, i video diventano virali, sono prove evidenti del successo della finta cura ma solo nel mondo virtuale e fantastico del web. Roberto, Gennaro, Linda, Vera, Beth, Olivia, Maurizio e ora anche Giuseppe, sono tutti vivi nel mondo dove avvengono miracoli, sono morti nella realtà, dei sopravvissuti virtuali, sagome pubblicitarie di pericolose trappole.

Luciano, persona con tumore, fa tre cure alternative, "migliorato" (del 45%!), sta bene ad aprile 2015. Muore a gennaio 2016.

Nessuno rimuoverà i video, nessuno scriverà "purtroppo Giuseppe non ce l'ha fatta", nessuno si ricrederà o smentirà, queste persone restano eternamente testimoni di una storia falsa, di un finale diverso.
Qualche anno fa discussi con una signora di una presunta cura miracolosa per la madre. Gliela sconsigliai. Le dissi che non era il caso di illudersi, spendere tanti soldi inutilmente, affidare la mamma a dei truffatori. Ma la signora volle tentare. Finì male e mi scrisse:
"Sono uscita fuori da una crisi successiva a quello che per me è stato un errore. Affidando mia mamma nelle mani degli alternativi le ho rubato salute e speranza, le ho mentito ed ho mentito a me stessa. Questo non me lo perdonerò mai, ma la cosa che più mi dispiace è che non ho reso giustizia a chi ha curato davvero la mamma con amore e professionalità, tutto il personale dell'oncologia e di ginecologia dell'ospedale [...].
Loro mi hanno chiesto notizie di mia mamma, il dottore alternativo oggi ha nel suo sito il caso elencato tra quelli "guariti" (gli ho scritto per farlo togliere ma non lo ha fatto) e mentre mia mamma moriva, lui era al congresso che raccontava una guarigione che non era mai avvenuta e non ha mai chiesto come fosse andata a finire, per lui mia mamma è ancora viva."
Come quando in un convegno sul metodo Di Bella, proprio quello nel quale partecipò Giuseppe come testimone, una dottoressa romana raccontava il caso di una donna che lei aveva curato con la falsa cura, definendo la sua paziente "in buone condizioni" e in via di guarigione mentre in quel momento la donna era ricoverata in ospedale, disperata, in fin di vita, morendo due giorni dopo.
O come nel caso di Pamela.
Ecco perché dico spesso che, a prescindere dalla truffa o dall'illusione, seguire percorsi di questo tipo, oltre a soldi e salute, toglie dignità.
Questa gente, quando ha ottenuto quello che voleva ti abbandona.
Non ho mai criticato o condannato chi cade in queste trappole, l'ho fatto con chi le prepara e con chi, consapevolmente o meno, le appoggia e ne favorisce la diffusione. Non ho nulla contro di è fragile ma non sopporto chi si approfitta della fragilità.
Quando vi raccontano miracoli dunque, come sempre, occhi aperti, a maggior ragione se si è deboli.

Alla prossima.

PS: Luoghi, nomi, fatti, sono stati variati per evitare di riconoscere l'interessato.

lunedì 2 dicembre 2013

La comunicazione persuasiva nella pseudomedicina: due casi a confronto.

Nota: L'articolo è molto lungo, stavo per dividerlo in due parti ma mi sono reso conto che avrebbe perso d'impatto e continuità. Consiglio quindi di leggerlo con calma (per questo motivo lo lascerò in homepage per più giorni del solito) o di stamparlo. Grazie.

Per chi volesse conoscere i particolari (tanti) delle due vicende può leggere qui relativamente al "caso Di Bella" e qui per il "caso Stamina".
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La comunicazione persuasiva è un tipo di interazione tra uomini che ha lo scopo di influenzare l'opinione del prossimo tramite messaggi costruiti apposta per lo scopo. Si tratta di una tecnica utilizzata in molti campi e con delle regole ben precise. Vi sono diversi esempi quotidiani di questo tipo di tecnica, tanto sottile quanto pericolosa se conduce a decisioni errate e che spesso è rivolta non al singolo individuo ma ad interi gruppi, anche popolazioni.
L'argomento non è strettamente medico ma parla di vicende che si sono incrociate con la medicina, la scienza e la percezione di questa presso la società. Tutto è scaturito da considerazioni personali che poi mi hanno appassionato durante un approfondimento e così ho deciso di farne un articolo.

La recente vicenda Stamina ha molto a che fare con la comunicazione persuasiva, primo perché è stata un esempio di come una storia "televisiva" senza alcuna valenza medica sia diventata in brevissimo tempo "virale", abbia coinvolto l'ambiente scientifico anche ad alto livello ed abbia smosso le coscienze e le masse.
In secondo luogo, il protagonista di questa storia, Davide Vannoni, docente di ergonomia cognitiva all'università di Udine, ha scritto un libro proprio sull'argomento: "Manuale di Psicologia della comunicazione persuasiva", Utet Libreria, Torino, 2001, ovvero di come si caratterizza, si sfrutta e si manipola la comunicazione con lo scopo di "convincere" il prossimo. La persuasione è un mezzo molto utilizzato, soprattutto in campo pubblicitario (il marketing pesca a piene mani dalle regole della persuasione) ma anche nella "quotidiana" informazione (specie quella politica e militare). L'esperimento Stamina quindi, può essere visto come un gigantesco test di persuasione delle masse che ha avuto successo ma che non è andato oltre al fenomeno di costume (da certi punti di vista però con risvolti gravi).
In Italia di storie simili ce ne sono state tante e non solo in campo medico, hanno coinvolto numerose persone e sono state sfruttate quasi sempre per scopi economici, la vicenda Stamina, in particolare, è stata accostata e quella Di Bella, una storia simile ma che invece della cura per tutte le malattie neurodegenerative parlava di una cura per tutti i tumori (e di tante altre malattie). Anche in quel caso avvennero manifestazioni di piazza, si mossero politici e magistrati, si crearono fazioni, associazioni, trasmissioni televisive che erano occasione di scontro e polemiche a non finire. Anche in quel caso, ci si accorse, solo alla fine, che si era caduti tutti in un enorme isteria collettiva, originata da un umano desiderio di speranza ma poi sfuggito al controllo per l'amplificazione regalata dai media e per l'interferenza di politici e personaggi pubblici (che con la salute c'entrerebbero poco ma che in tema di "consenso popolare" sono spesso protagonisti).
Sembrerà strano, ma nonostante Vannoni sia un esperto di comunicazione di massa e persuasione, in questo caso ha sbagliato molte azioni, una in particolare e nel paragone tra lui e Di Bella ne esce completamente sconfitto. Vediamo perché?
Potrebbe essere un'occasione per scoprire i trucchi della persuasione e le vie più "semplici" per convincere le masse di aver trovato la salvezza per tutti.

Di Bella Vannoni, che differenze?

Le storie delle due vicende hanno alcuni punti in comune ma poi si differenziano per altri. Luigi Di Bella era un docente universitario di fisiologia, Davide Vannoni un docente universitario di psicologia (ad Udine). Il primo affermò di aver scoperto la cura sicura per tutti i tumori (ma anche per altre malattie), il secondo la cura per tutte le malattie neurodegenerative (ed altre). Il primo non pubblicò nessun lavoro scientifico sulla sua ipotesi, il secondo nemmeno, nessuno dei due ha sperimentato la sua idea per controllarne la correttezza e nessuno dei due ha mostrato dei risultati (anche personali) da sottoporre al controllo scientifico, così come il primo sosteneva che le sue idee fossero "insabbiate" per colpa di un complotto mondiale (dei medici, scienziati, magistrati, esperti, le case farmaceutiche) e lo stesso fa il secondo. Nello stesso momento il primo usava farmaci prodotti e venduti da case farmaceutiche (quindi perché le stesse avrebbero dovuto "insabbiare" una scoperta che le avrebbe favorite?), il secondo ha ricevuto sovvenzioni e denaro da una casa farmaceutica (quindi perché parlare di "complotto" delle case farmaceutiche se una di queste fornisce denaro?).
Passiamo agli effetti delle due cure.
Quella di Di Bella avrebbe guarito (ai tempi della storia) più di 10.000 persone (si parlava di oltre 20.000 pazienti curati già negli anni '90): all'analisi delle cartelle cliniche nello studio del professore però emerse un numero ben preciso di guariti: zero.
La cura di Vannoni, praticata da anni (e per la quale c'è un'inchiesta in corso), avrebbe guarito diverse persone e molte starebbero migliorando (ma se la cura è somministrata da anni, dove sono questi "guariti" o "migliorati"?). Alla richiesta di prove (mostrare un guarito da una malattia inguaribile è semplice...) questi "miracolati" sono scomparsi, mostrando un tasso di guarigione molto chiaro: zero.
Infine il giudizio degli esperti che hanno esaminato le due cure: la prima, quella di Di Bella non funzionò, la sperimentazione nazionale diede un esito indiscutibile: zero sopravvissuti. Nel caso di Vannoni la sperimentazione non è stata avviata perché gli esperti hanno notato parecchie lacune nel "metodo" che dovevano esaminare, non vi era addirittura chiarezza nemmeno nel tipo di cellule che si dovevano infondere nei pazienti.
A queste analisi i due hanno obiettato: Di Bella dicendo che il metodo applicato non era il suo originale ed era stato stravolto, Vannoni dicendo che il metodo analizzato non era il suo originale ed era stato stravolto per poterlo presentare agli esperti.
Sembra una fotocopia in effetti.
Gli argomenti dell'uno somigliano in maniera clamorosa a quelli dell'altro, le scuse del primo sono identiche a quelle del secondo.
Ma c'è un particolare che ha fatto la differenza e che nel campo della persuasione è fondamentale, per questo stupisce che proprio Davide Vannoni non lo abbia capito subito.

Il manuale sulla persuasione delle masse scritto da Vannoni che ha sperimentato sul campo con la vicenda Stamina
La comunicazione persuasiva si poggia (secondo Hovland et al.) sopra tre fondamenti: la fonte (colui che tenta di persuadere), il messaggio (il contenuto della comunicazione), il pubblico (chi riceve il messaggio).

La fonte: il "guru"

In ogni operazione di persuasione di massa è necessaria la figura del "guru", ovvero di una persona (a volte di un ideale) che permetta alla gente un'identificazione, un trasporto, la possibilità di riscatto e salvezza, la fonte deve essere credibile. Le grandi dittature, che della persuasione delle masse ne hanno fatto (e ne fanno) una regola, creano attorno al dittatore un mito, una figura mistica, inavvicinabile ed imbattibile, così nei casi che stiamo analizzando un ruolo fondamentale è dovuto alla figura dell'"inventore" della cura, il guru, appunto, che può essere l'elemento "vincente" di qualsiasi operazione di marketing (in piccolo, nella pubblicità, il "guru" è rappresentato dal testimonial).
In questo senso è fondamentale l'atteggiamento di chi "invia il messaggio", ma di questo ne parleremo dopo.
Il guru deve costruire attorno a sè il mito, sulla sua persona devono circolare voci tra il reale ed il fantasioso, deve trasformare qualsiasi fatto negativo in un fatto che sostiene le sue idee e chi lo critica o lo sottovaluta diventa automaticamente nemico di tutti, non solo suo.
Partiamo dalla figura di Di Bella.
Luigi Di Bella era un professore associato universitario di fisiologia, nessuna carriera o carica particolarmente prestigiosa, nessun riconoscimento mondiale particolare, pur se pienamente inserito nel mondo accademico si trattava di un docente, dignitosissimo, ma che non raggiunse mai fama scientifica particolare (anche la sua produzione bibliografica è irrilevante e non pubblicò mai uno studio di oncologia).
Così Vannoni: professore di psicologia (nonostante la sua laurea, in lettere), si occupava di ricerche di mercato, non era particolarmente noto e di lui le uniche gesta conosciute erano quelle relative ad un'inchiesta della magistratura.

Come trasformare l'anonimo professionista in trascinatore di folle? Il "guru" deve essere diverso dagli altri, dai "concorrenti" (in questo caso da chi cura le stesse malattie), deve elevarsi.
Ci sono diverse tattiche ed i due ne hanno scelta una simile.
Di Bella era un accademico e quindi la sua "esaltazione" doveva per forza passare da quel mondo, dalla medicina, di lui quindi si diceva che fosse candidato al premio Nobel per la medicina, che aveva pubblicato studi eclatanti, fosse chiamato "il padre della melatonina", che passasse le sue giornate piegato su un microscopio in un suo "laboratorio privato" dove poteva studiare i suoi "teoremi". Una sorta di incredibile genio che nessuno riuscì ad eguagliare. Un genio ineguagliabile, per forza di cose, fa scoperte eccezionali.

Vannoni, non essendo medico ha scelto la via dell'illuminazione: affetto da un'emiparalisi al volto, dopo aver tentato inutilmente una risoluzione, parte per l'Ucraina dove, in un laboratorio locale, si sottopone ad una cura con staminali e, contro ogni aspettativa "ne trae giovamento".
Di Bella diceva che i "baroni" universitari e le aziende farmaceutiche ce l'avevano con lui per le sue eccezionali scoperte, addirittura descrive diversi "tentativi di omicidio" a suo danno (tutti sventati!), Vannoni dice che tutti ce l'hanno con lui perché sono invidiosi e vogliono rubargli l'idea, soprattutto le case farmaceutiche. L'attentato, l'invidia, la gelosia, la cattiveria del prossimo, contribuiscono a cotruire il "mito", la figura dell'eroe buono contro tutti e contemporaneamente, chiunque ne parli male o semplicemente chieda spiegazioni, è un nemico da abbattere e se è nemico del guru è nemico di tutti (se qualcuno vuole eliminare l'eroe buono, dev'essere di una cattiveria incredibile!), un nemico del popolo, insomma.

Sono leggende, chiaramente, Di Bella non è mai stato candidato al Nobel, era praticamente sconosciuto in ambiente medico e non è certamente colui che ha scoperto la melatonina. Vannoni non è certo guarito dalla sua malattia e il "laboratorio ucraino" non ha guarito nessun altro con le sue metodiche, nessuno ha avvelenato Di Bella e nessuno ha rubato l'idea a Vannoni, che invece l'ha venduta ad una casa farmaceutica.
Eccoli i miti.

Sai Baba, guru indiano molto discusso che raccoglieva milioni di fedeli con semplici giochi di prestigio spacciati per miracoli.
Il messaggio: la compassione

Punto decisivo.
Per risultare convincente, il persuasore deve toccare gli aspetti più intimi e profondi dell'animo umano, in ambito medico il lavoro è molto semplice, parlare di malattie, a maggior ragione se gravi ed inguaribili, rende tutto più semplice e per ottenere il risultato più potente, l'arma dei bambini sofferenti senza speranza è infallibile. Il messaggio non deve presentare solo l'idea del guru ma anche le altre, quelle opposte, deve però fare in modo che quelle del guru siano considerate "chiaramente migliori", indiscutibili. Si tratta del fenomeno detto delle "banalità scintillanti" ovvero degli "specchietti per le allodole", le "buone parole" cariche di emotività ed il confronto deve essere spietato: l'idea del "guru" deve avere il potere di "compiacere" il destinatario (in questo caso di guarire i malati) (cfr.: Vannoni "Manuale di psicologia della comunicazione persuasiva", UTET) mentre la tesi opposta non ci riesce. Questo causa adesione alla causa del messaggero, in parole povere è il messaggio stesso, esagerato, definitivo (io guarisco, loro no) che, anche se poco credibile, arriva direttamente al destinatario causando un sentimento positivo. Non a caso la mossa che ha scatenato questa isteria di massa a proposito della vicenda Stamina è partita con la figura di una bambina malata in braccio ai propri genitori supplicanti, con le cure attuali nessuna speranza, con la pseudocura guarigione: infallibile, la pietà fattasi messaggio commerciale.

I due si sono dimostrati abbastanza abili in quest'attività.
Di Bella diceva di poter curare tutti i tumori, quasi sempre ed a qualsiasi stadio, ma con una via d'uscita (ricordate, la via d'uscita serve per rispondere a chi chiederà conto degli immancabili insuccessi). Vannoni dice che "da certe malattie si può guarire" (non ha specificato quali, ma quel "da certe" lascia aperta la speranza per qualsiasi malattia e nel sito della sua fondazione sono elencate decine di malattie "trattate"). Questo atteggiamento è l'anticamera della figura del "salvatore dell'umanità".
L'altra possibilità, nel caso di Di Bella era la chemioterapia (sempre inutile, dannosa, pesante, pericolosa), nel caso di Vannoni sono le cure attuali (sempre inutili, costose, illusorie). Chiaramente i due non sottolineavano che la chemioterapia, che è solo una delle armi contro i tumori, per quanto a volte pesante, permetteva di avere una speranza di salvezza reale di fronte a nessuna possibilità offerta dalla pseudocura e così Vannoni, non sottolinea che le attuali cure sono le uniche che permettono a quei bambini di vivere e non sono nemmeno paragonabili con il nulla da lui mostrato, gli stessi bambini sono vivi perché usano i rimedi creati per loro non da uno stregone di passaggio ma dal progresso tecnico e medico. C'è un particolare affascinante che Hovland (lo studioso che ha ipotizzato le categorie che compongono il messaggio persuasivo) ha riformulato in studi successivi, il cosiddetto "sleeper effect" (più o meno "effetto del sonno"), che avviene quando un'affermazione proviene da una fonte poco credibile e che rischia di non essere presa in considerazione perché eccessiva, esagerata ("guarisco tutte le malattie!", "La mia è l'unica cura efficace!").

Dopo un certo periodo di tempo la stessa affermazione sarà considerata più credibile semplicemente perché il destinatario del messaggio gradualmente dimentica il livello di credibilità del messaggero e non ricorda neanche la provenienza precisa del messaggio dandogli una dignità che prima neanche lui gli dava. Un esempio riguardante i due casi che sto esaminando: Di Bella sosteneva di aver guarito migliaia di persone dai tumori. Dopo l'ispezione ministeriale del suo archivio che notò che non vi era nemmeno un guarito l'affermazione non fu più ripetuta, ma nell'immaginario aleggiano quei "migliaia di guariti" nati chissà come e quando ma che nell'immaginario colletivo esistono ancora.
Lo stesso Vannoni. All'inizio della vicenda che lo riguarda, si parlava chiaramente di guarigione e di decine di persone curate definitivamente dalla sua pseudocura che d'altronde somministra da anni. Con l'evolversi della storia e con la conseguente necessità di mostrare quei risultati annunciati, i "guariti" scompaiono per essere sostituiti da "migliorati", le decine di persone diventano casi singoli (1-2) ma per parte dell'opinione pubblica resta il ricordo delle "guarigioni" in numero eccezionale, mai dimostrate. Se Vannoni avesse annunciato di aver lievemente migliorato due persone in decenni di cura su centinaia di pazienti, la sua affermazione sarebbe suonata sicuramente come irrilevante.

Il ricevente: la massa.

Se posso salvare quasi tutte le persone dalle malattie e se guarisco "certe" malattie, chiunque metterà in dubbio quelle affermazioni, non è "nemico del guru" ma "nemico dei malati". Questo è falso, ma il guru lo trasforma in verità: "non volete fare guarire queste persone, le volete morte".
Naturalmente il guru salta molti passaggi fondamentali e che chiunque conosce: prima di dire che una cura, qualsiasi cura, "guarisca" qualcuno, bisognerebbe dimostrarlo e non sarà certo un video o un servizio televisivo a fare testo ma un controllo medico, una statistica, una valutazione scientifica. In questi casi che stiamo esaminando le valutazioni scientifiche e mediche parlavano chiaro: non vi è alcuna evidenza di effetti positivi di queste cure. Non restava quindi che saltare, da parte dei guru, tutta questa fase e passare direttamente a quella dell'odio: chi ci ostacola non è nemico nostro ma dei malati.
E' un gioco facile, chi è nemico dei malati, ne converrete, è un criminale, un disonesto, cattivo e crudele, non si riflette però sul fatto che, al massimo, si può essere nemici degli pseudoscienziati, ma mai dei malati.
La persuasione a questo punto è quasi completa, la mente della massa ormai non segue più il filo della logica e del buon senso ma entra in un tunnel scavato dal guru che divide in due le uniche possibilità di ragionamento (tutte le altre, guidate dal buon senso, dalla scienza, dalla logica scompaiono del tutto): lui ha ragione, gli altri hanno torto.

Il fatto di rivolgersi all'opinione pubblica non è un caso e non lo è neanche il fatto di sfruttare il mezzo televisivo (come fecero entrambi gli pseudoscienziati), come dice il professor L.J. Shrum esperto di marketing: chi usa la televisione per farsi un'opinione ha più possibilità di avere una visione distorta della realtà. A freddo: se uno di noi facesse una scoperta scientifica cosa farebbe? Insomma, immaginate di scoprire una nuova legge della fisica, una nuova medicina, un nuovo carburante, andreste da un professore universitario a parlargliene, chiedereste informazioni al vostro amico studioso o andreste al telegiornale parlando di "scoperta epocale"? Dipende da cosa si vuole ottenere.

Rivolgendosi direttamente all'opinione pubblica si elimina il filtro della credibilità, della professionalità, si evita l'obbligo della cautela, degli studi, delle prove e del confronto, si passa direttamente al consumatore ed il consumatore, si sa, spesso si fa abbindolare dalle parole della pubblicità e non a caso in tutte e due le storie, il ruolo dei media e di giornalisti incauti (ed a volte in malafede) è stato fondamentale per la loro diffusione. In questo contesto è fondamentale l'utilizzo di "collanti", ovvero di mezzi che permettano di unire empaticamente persone distanti fisicamente e così nasce l'uso di slogan, che accomunano e dirigono l'opinione nella direzione voluta (nel caso Stamina: "Sì alla vita sì a Stamina", un vero e proprio slogan pubblicitario che significa che Stamina=vita e che chi è contro è "contro la vita", non ci sono altri significati). I media trasformano una notizia medica (scientifica), un argomento delicato, in "gossip", "telenovela" con i protagonisti buoni e cattivi e questo fa il gioco del programma televisivo che deve accontentare la morbosità degli spettatori ed indirettamente quello del "guaritore" che vive di pubblico, di fama da piazza, di applausi di pancia.
Nel caso di Di Bella si è assistito addirittura al "marketing" del guaritore (con calendari e canzoni che celebravano la gloria del defunto professore), nel caso di Vannoni esiste addirittura la pagina Facebook dei fans, esattamente come per una rockstar.

Tutto questo provoca una reazione a catena, il pubblico coinvolge le sue tante piccole comunità (amicizie, scuola, sport, gruppi di conoscenti...) per iniziare un processo che si autoalimenta e sostiene.
Nei due casi in esame sono avvenuti fenomeni incredibilmente identici (forse anche per questo si tende a paragonarli): oltre ad essere argomento quotidiano dei mezzi di comunicazione, i "sostenitori" dei due "metodi" spostarono la discussione in piazza (con le manifestazioni, avvenute in ambedue i casi), negli stadi (con gli striscioni "a favore della somatostatina" ed "a favore delle staminali") e...particolare curioso, in ambedue i casi una "pornostar" si espose pubblicamente per sostenere le pseudocure (nel caso Di Bella una certa Jessica Rizzo, nel caso Vannoni una certa Giglian) così come fecero altri personaggi pubblici (cantanti, attori, "vip" ormai sbiaditi e giornalisti). Sorge naturalmente il dubbio di quanto sia sincera questa esposizione e quanto sia motivata dalla ricerca di pubblicità, visto il tema attuale e discusso. La divisione in "schieramenti" e "tifoserie" rende poi immediata l'identificazione e la scelta di "una parte" da "sostenere" e quando si assiste a scontri tra tifoserie, si sa, la discussione non è certo utile o costruttiva (e questo va a favore di chi non ha alcun interesse a fare chiarezza sulla vicenda, che si sposta sul piano "emotivo" ed umano cancellando ogni validazione scientifica o legale) e diventa uno scontro nel quale vince chi urla più forte i propri slogan.

Questi "scontri" sono alla fine un modo per creare il "processo di validazione sociale" (Vannoni "Manuale di psicologia della comunicazione persuasiva", UTET, pagg. 45-49) ovvero quel fenomeno che si autoalimenta perché socialmente condiviso. Un partito politico che annunciasse di essere in vantaggio nei sondaggi pre elettorali guadagna più voti perché molti elettori tendono a favorire il candidato "vincente", l'artista di strada mette delle monetine nel suo cappello per far notare che già altri hanno apprezzato il suo spettacolo. Si usa la fama per darsi credibilità, così Di Bella aveva guarito 20.000 malati (in realtà nessuno), Vannoni ha ricevuto 20.000 richieste per la sua cura (in realtà i ricorsi in tribunale sono meno di 200), il "popolo" è dalla loro parte (nelle manifestazioni però si vedono poche decine di persone) e così via.

C'è un punto che molti sottovalutano e che credo sia abbastanza tipico dei "guru" qui in Italia. Il modo di porsi, l'immagine.

L'atteggiamento.

L'atteggiamento, il modo di porsi di chi lancia il messaggio persuasivo fa parte del primo fondamento della persuasione ma lo tratto separatamente perché risiede proprio qui, secondo me, l'errore di Vannoni.
Luigi Di Bella si presentava con abiti fuori moda ma portati dignitosamente, un atteggiamento di altri tempi, con la voce bassa, a volte incomprensibile talmente era "biascicata". Parlava di cancro come se parlasse ad un bambino e spiegava la sua "ricetta" come si spiega una ricetta culinaria. Le persone erano affascinate ed attirate da lui, suscitava tenerezza e simpatia. Di Bella riservava i suoi scatti d'ira e le sue polemice agli incontri ufficiali, ai rappresentanti del ministero della salute o agli accademici, ma nei confronti del pubblico, quello che in definitiva "decideva" se la sua cura dovesse essere provata (e così è stato, la sperimentazione fu fatta per "volere del popolo") non perdeva mai la calma, mai una parola violenta o fuori posto. Era quasi scontato "parteggiare" per lui e sospettare di tutti quelli che lo criticavano, i famosi "professoroni" che commentavano freddamente, senza trasporto e con tecnicismi incomprensibili le contraddizioni della cura per tutti i mali.
Era la stessa vita del professore modenese a trasformarlo in mito: Luigi Di Bella era un docente universitario, perfettamente inserito nel mondo accademico fatto anche di quel potere, immobilismo e corruzione che egli stesso denunciava: egli era un "professorone", esattamente come lui, velatamente disprezzante, amava definire i suoi pari grado. Per "piacere al popolo" il personaggio Di Bella si era trasformato in quello di uno di tanti figli di una povera famiglia di provincia meridionale, smagrito e con le scarpe larghe, che studiando sotto la luce di un lampione, curvo ed affamato, arrivò dove nessuno pensava, il vecchio barone universitario diventò così il "povero medico incompreso dalla parte dell'umanità".
Davide Vannoni invece ha scelto un'altra linea e questo secondo me è stato uno dei suoi più grandi errori. Forse obbligato dal non essere un esperto o un medico e quindi costretto ad usare termini ed argomenti non scientifici (nel quale campo sarebbe stato "battuto" inesorabilmente), ha posto tutto su un altro piano, quello dell'invettiva, dell'aggressività e della violenza verbale. Attacchi frontali verso chi ha usato argomenti scientifici per criticare l'inconsistenza della sua "cura", minacce, comunicati tesi ad aizzare la folla contro i critici, insinuazioni, persino volgarità. Davide Vannoni non si è curato della sua immagine e questo per un esperto di "comunicazione persuasiva" è stato un grande errore. Anche il suo aspetto, dimesso, anonimo, inelegante, ha rispecchiato la scelta del docente piemontese, quella di porsi più come un "rivoluzionario" da strada più che da "studioso ostacolato" dai poteri forti. Se Di Bella si faceva ritrarre davanti al suo microscopio (probabilmente inutilizzato, ma non era l'uso che voleva sottolineare l'iconografia quanto l'idea), da perfetto "scienziato", Vannoni si fa fotografare in mezzo alla folla da perfetto "capopopolo".

Luigi Di Bella
Davide Vannoni
La massa gli ha certamente dato ascolto ma è rimasta disorientata dalle sue continue contraddizioni, dalle dichiarazioni poi dimostratesi false (i brevetti che non esistevano, le foto copiate, i guariti mai mostrati...) e persino dal lato economico della sua vicenda. Mentre Di Bella nascondeva le sue ricchezze e rendeva leggendario il suo passato dentro le aule universitarie (andava in bici sfidando il freddo, si diceva), Vannoni esce in Porsche, si descrive come "ricco di famiglia", minaccia tutti dicendo che ha già pronte 60 querele con pesantissime richieste di danni, si definisce addirittura "scienziato" (ma è laureato in lettere). Insomma, un personaggio da favola, di altri tempi, contro un discusso imprenditore, scaltro e deciso. Simpatia (umiltà) contro aggressività (presunzione).
Ecco i due personaggi a confronto, due ritratti surreali (come disse qualcuno su Di Bella) in vicende surreali, ognuna a modo suo...

Mentre Di Bella dichiarava di non pretendere denaro dai suoi pazienti (che glielo davano lo stesso, ma ufficialmente sotto forma di donazione libera), Vannoni ha dichiarato la stessa cosa ma ha dovuto ammettere che ha fatto delle richieste di denaro su cui sta indagando la magistratura (giustificandosi con il fatto di dover "pagare le cure per chi non poteva permettersele"), mentre Di Bella dichiarava che le aziende farmaceutiche lo contrastavano perché avrebbero perso introiti (minimizzando il fatto che i prodotti che prescriveva erano a tutti gli effetti farmaci in vendita, anche costosi), Vannoni ha dichiarato lo stesso ma ha stipulato un accordo proprio con un'azienda farmaceutica. Pensate ad un Di Bella quasi piegato sulla sedia a confronto di Vannoni su uno scalino che parla alle folle, oppure al primo che camminava con il pettine in tasca con il quale ogni tanto ordinava i capelli ed al secondo che li ha disordinati ed al massimo li raccoglie in una coda. Questi aspetti, apparentemente secondari, in questo campo sono invece decisivi. L'identificazione con il guru, il sentirsi attratti dalla sua persona è il primo passo della persuasione: sentimentalmente siamo molto più portati a favorire il "debole" e l'indifeso piuttosto che il presuntuoso ed aggressivo. Si badi bene, anche Di Bella fu presuntuoso (dichiarava di poter guarire tutti i cancri senza averlo mai dimostrato neanche per uno) ed aggressivo (chiunque lo criticasse era un ignorante o peggio corrotto e fu pure condannato per diffamazione) ma "sapeva dirlo meglio", con più eleganza, quasi sussurrandolo. L'immagine del "messaggero" che plagia le masse d'altronde è la colonna portante della persuasione politica (il politico da votare è sempre rappresentato come "dinamico", sportivo, in salute, "bello", quello avversario è goffo, "brutto", vecchio...). I grandi dittatori puntavano tantissimo sui loro atteggiamenti "maschi" e sulle prove di forza fisica perché sapevano che "la massa" apprezza tantissimo una guida in salute più che una poco efficente e prestante e per questo anche la formalità (un insieme di comportamenti e stili fortemente controllati e regolamentati) è parte integrante della propaganda politica. Non a caso Di Bella si presentava da solo, Vannoni fa coppia con un pediatra dal passato autorevole ma ormai del tutto infilatosi nella pseudoscienza.

Insomma, per uno strano gioco del destino, il professore esperto di persuasione si è lasciato scappare proprio il "trucco" più semplice, quello di maggior presa, rappresentare la figura del "martire" della scienza, piccolo, povero e contro tutti che può salvare il mondo che nel suo caso si è trasformato nell'imprenditore che sfugge ai controlli per poi finire nelle braccia rassicuranti dell'industria farmaceutica con finanziamenti milionari, nessun "atto eroico", nessun misticismo, Vannoni ha fatto il venditore, né più né meno.

Questo segnerà la fine della vicenda Stamina?

Non è detto, perché come per Di Bella, anche per Vannoni sono nate una miriade di piccole associazioni, Onlus, comitati e gruppi di sostegno. Sono organizzati ed agguerriti, usano gli stessi mezzi del guru ed hanno un solo scopo: raccogliere denaro.
Se il futuro di Vannoni sarà quello delle decine di cliniche dei miracoli sparse per il mondo, quello delle associazioni sarà qui da noi, in Italia, di organizzare collette e partite di beneficienza, sponsorizzate da qualche "vip" incauto che tra lacrime e lamenti crederà di fare del bene quando invece entrerà solo nel complicato ingranaggio degli "sciacalli del dolore".
Questo fino al prossimo guru con la prossima cura miracolosa, perché è una storia che non finirà mai e ciclicamente si ripete, negli anni '70 si parlava della cura Bonifacio per tutti i tumori, negli anni '90 fu la volta di Di Bella, nel 2013 di Vannoni, ogni venti anni, periodo che scandisce perfettamente una generazione di esseri umani evidentemente di memoria pericolosamente molto corta.
Qui un'opera teatrale che racconta la vicenda Di Bella. Notate quante similitudini tra i due fenomeni mediatici.

"Se sei in possesso di questo rivoluzionario segreto della scienza, perché non lo provi diventando il nuovo Newton? Naturalmente noi sappiamo la risposta. Non puoi farlo." Richard Dawkins



Alla prossima.

Bibliografia
  • Vannoni D. Manuale di Psicologia della comunicazione persuasiva", Utet Libreria, Torino, 2001
  • Portolano M, Evans RB. The experimental psychology of attitude change and the tradition of classical rhetoric. Am J Psychol. 2005;118(1):123-40.
  • Briley, Donnel, L. J. Shrum, and Robert S. Wyer, Jr. (2013), “Factors Affecting Judgments of Prevalence and Representation: Implications for Public Policy and Marketing,” Journal of Public Policy & Marketing
  • Hovland, Janis, Kelly, The Hovland-Yale model.  1953
  • Morris D., I gesti: origini e diffusione Mondadori, Milano 1983.
  • Romina Sinosich: Strategie di persuasione nella comunicazione pubblicitaria. Università di Trieste, tesi.
  • Cavazza N., Comunicazione e persuasione il Mulino, Bologna 1997.

lunedì 18 febbraio 2013

Giornalismo, cancro e bufale: il caso del prof. Della Serietà

Lo sapevo.

Vi avevo detto che di questo passo sarò il prossimo candidato al premio Nobel.

Ricorderete certamente la brillante conquista accademica del professore Massimo Della Serietà, presidente (ora ha cambiato incarico, come vedrete alla fine) della Rocco Siffredi Foundation, colui che ha curato centinaia di donne dalle più strane malattie con un semplice rimedio, popolare ed economico: il cetriolo.

Ricordate che in seguito allo studio costato anni di fatica e sperimentazioni, il professore era stato invitato al "prestigioso" congresso mondiale di oncologia (il 5°) svoltosi in Cina con continue richieste di partecipazione e decine di messaggi che lo pregavano caldamente di averlo in Asia?
Lo ricordate?
Era uno scherzo, con una morale.
Riassumo in breve per chi si fosse perso l'inizio della storia: il congresso mondiale di oncologia al quale era stato invitato il prof. Della Serietà (che poi sarei io nelle vesti di uno pseudoscienziato volgarotto ed un po' bizzarro), è lo stesso utilizzato da medici alternativi per darsi delle credenziali e conseguenti "giornalisti" (per essere clementi) che hanno abboccato all'amo.
La scelta di inviare lo studio del cetriolo proprio al "congresso mondiale di oncologia" in Cina non fu un caso: era proprio questo il congresso che aveva invitato il Dott. Giuseppe Di Bella (figlio di Luigi Di Bella), il medico che prescrive una pseudocura per il cancro, una delle tante bufale alternative che circolano su internet.
Ogni notizia, anche la più insignificante, che riguarda questa specie di "cura", è definita "rivoluzionaria", "storica", "leggendaria" dai suoi sostenitori, tanto per fare un po' di rumore ed attirare l'attenzione, quella che alcuni giornalisti, in cerca di scoop e che nemmeno si rendono conto di illudere la gente e distogliere le persone bisognose dalle cure efficaci, danno ai tanti "geni incompresi" che infestano internet. Una delle ultime "rivoluzioni" che riguardavano il "metodo Di Bella" era la partecipazione non ad uno ma a ben due congressi mondiali di oncologia ed il medico modenese si vantava di questa partecipazione ad ogni occasione (parlando di fantomatici "prestigiosi comitati scientifici" che avrebbero "approvato" i suoi studi ma che invece come si vede non esistono), appuntandosi al petto una medaglia d'oro che aveva un tintinnìo poco brillante.
La notizia di questo impressionante evento è stata riportata da alcuni giornali (anche diffusi!) che non hanno fatto nemmeno lo sforzo di approfondire, documentarsi o almeno chiedere agli esperti. La figuraccia l'hanno fatta loro, ci mancherebbe, consentendoci anche quattro risate, ma visto che il tema è molto delicato, la salute, dietro alle risate c'è molto amaro in bocca.
Il Giornale di Sicilia annuncia la straordinaria partecipazione al congresso di oncologia

Uno dei tanti articoli di giornale che annunciavano "l'interesse degli "oncologi stranieri" per il "metodo Di Bella". Questa sarebbe "informazione".
Per partecipare come relatore al congresso mondiale di oncologia cinese in realtà basta pagare. Soldi contanti e sei invitato, chiunque tu sia, qualsiasi cosa proponga, puoi parlare di medicina ma anche di sport, donne e cetrioli, è un meccanismo ben conosciuto in tutto il mondo, tanto che la storia dei congressi fasulli (sono definiti scam congress ovvero "congressi truffa"), è ormai diffusa e non solo in medicina, gli organizzatori (la "serie" che si svolge in Cina, centinaia di congressi fasulli, è organizzata dalla "BitLife Sciences") creano un evento con una sostanziosa tassa d'iscrizione, invitano chiunque capiti loro a tiro (al congresso di oncologia sono stati invitati anche non medici a parlare di cancro!) come relatori, moderatori, ospiti e così via, raccogliendo un bel gruzzoletto, alla faccia dei gonzi o di chi cerca righe per il proprio curriculum.

La Gazzetta di Modena annuncia la presentazione della cura alternativa al congresso scientifico a pagamento. Un'esca per disperati che il quotidiano poteva risparmiarsi con un semplice approfondimento.
Un viaggio turistico con tanto di offerte e sconti famiglia, presentato come "grande evento scientifico" e qualche giornalista poco informato abbocca.

Grande offerta! Per chi si iscrive come relatore (!) prima del 15 ottobre 200$ di sconto!

Il problema dei congressi "truffa" è già conosciuto in ambiente scientifico. Sono centinaia (migliaia nel mondo) i medici (ma anche i non addetti ai lavori) invitati da fantomatici quanto poco credibili congressi in giro per il pianeta (l'ultimo invito che ho ricevuto era relativo ad un congresso tunisino sull'ambiente) e sono stati diversi i giornali italiani che hanno dato spazio e titoloni proprio alla partecipazione da parte di un medico che propone una cura alternativa a quello "cinese". "Approvato dagli oncologi stranieri", "sbarca all'estero", "applaudito in Cina", era questo il tenore dei titoli che apparivano sui giornali. Pensate a chi legge, a chi è malato, a chi ha un parente malato di cancro. Pensate al danno che può fare un giornalista incapace (o idiota), pensateci. Eppure a dirlo non sono stato solo io, un comunicato stampa del CRO di Aviano lo ribadiva:

Il Prof. Tirelli parla del congresso cinese di Di Bella

Ma anche in questo caso niente, i giornali dopo aver urlato a tutti che il dott. Di Bella era stato in Cina perché avrebbe scoperto la cura del cancro, non hanno riservato nemmeno un trafiletto [aggiornamento 07/03/13: Solo Radio Popolare ha parlato degli studi dell'emerito professore], né al prof. Della Serietà con il suo studio sul cetriolo, né al ben più noto prof. Tirelli. Ma perché, perché!?

Giornali, bufale e cancro
Eppure è stato proprio così che il prof. Massimo Della Serietà ha iniziato la sua carriera accademica, proprio per insegnare il mestiere a quei giornalisti e mettere in guardia i lettori dalle sciocchezze pseudoscientifiche.
Peccato che, al contrario del dott. Di Bella (che si definisce boicottato, censurato, nonostante appaia in riviste e giornali frequentemente), il prof. Della Serietà non abbia avuto alcuna risonanza mediatica. Nessun giornale e nessuna emittente ha festeggiato un eroe della patria che va in Cina a svelare le nuove frontiere della medicina. Che sventura, che boicottaggio...

Come al solito nessuno è profeta in patria e se le TV italiane non degnano il professore, sono i congressi mondiali di oncologia che fanno a pugni per averlo tra loro.
Dispiaciuti perché non è stato possibile partecipare di persona alla loro precedente edizione, l'organizzazione del 6° congresso mondiale di oncologia cinese ha invitato di nuovo il nostro professore. Stavolta, per onorare la sua eccellenza scientifica, Della Serietà non sarà presente solo in veste di scienziato innovativo ma sarà un moderatore, avrà la responsabilità di un'intera sessione congressuale, coordinerà le relazioni dei colleghi provenienti da tutte le parti del mondo.
Roba che non tutti possono permettersi. Il prof. Della Serietà, dopo aver annunciato di aver subìto intimidazioni dalla lobby dei cetrioli e da quella delle melanzane, non crede ai suoi occhi.

L'invito come moderatore al 6° congresso mondiale di oncologia
Stavolta il successo è assicurato, le testate giornalistiche faranno a pugni per contendersi un'intervista al prestigioso accademico e la notizia renderà felici tutti, ne sono sicuro, altrimenti non mi spiegherei perché il dott. Di Bella da semplice relatore è finito in tutti i giornali ed il prof. Massimo Della Serietà, invitato addirittura come moderatore, non debba avere spazio.

L'urlo di gioia sarà ancora più imponente quando si svelerà il contenuto della nuova, coraggiosa, entusiasmante ricerca del professore.
Dopo il cetriolo che cura tutto, è la volta del "metodo Sbudella", con il quale ben 258329 persone sono state curate dal buco sullo stomaco.
Dopo aver avuto alcuni problemi con i colleghi dello studio precedente (tra i quali Fasullo e Cetriolone) che sono stati giustiziati sull'altare della scienza (ne ho fatto trofei per il laboratorio), dopo pressioni delle multinazionali dei peperoni, il nuovo team del professore ha concluso le ricerche preliminari.
Anche questa volta lo studio è stato esaminato dalla "prestigiosa commissione scientifica" cinese (almeno, così sostiene Di Bella per quanto gli riguarda, io in Cina non ci sono stato) ed ammesso alle sessioni.
Ecco lo studio:

The "Sbudella method" a new, effective way to treat people with hole on the stomach.
M. Della Serietà, A. Salsiccia, I. Melone, L.A. Frittata. R. Siffredi Foundation, Italy.

Objectives: With the rising pace of work and age, the problem of the hole in the stomach has become an emergency. After years of experience, our team has developed a new method, effective, economical and safe to treat the disorder. We present the final data obtained from our foundation.
Methods: Bring a large pot of salted water to a boil. Cook bacon in a heavy skillet until crisp. Remove bacon from pan and drain on paper towels. Set bacon aside. Set skillet aside; do not rinse or wash.
Cook the pasta as directed on package. Meanwhile, combine the egg yolks, half the Parmesan cheese, nutmeg, and pepper in a medium bowl and beat until well blended.
When the pasta is cooked, drain, reserving about 1/3 cup cooking water, and immediately add to the skillet with the bacon drippings. Place over low heat and toss for 1 minute, scraping the pan with tongs to loosen pan drippings.
Stir in the egg mixture and toss thoroughly until combined. Add pasta cooking water as needed until a creamy sauce forms. Add the bacon and remaining cheese and toss again to coat. Serve immediately.
Results: Only one of the participants of the study was excluded for saying "se famo du spaghi" before the test start. The mean Pancetta score significantly improved from 4.076 (plus minus 0.24) at baseline to 2.884 (plus minus 0.25) at week 8 for the Sbudella method (also known as carbonara) applications group while the H placebo group showed an improvement C of a lesser magnitude. Irritability for the Sbudella group showed a significant drop from 355.56 (plus minus 59.51) at baseline to 312.52 (plus minus 57.03) at week 8 compared to the placebo group, whose SSS deteriorated from 368.24 (plus minus 46.62) at baseline to 372.12 (plus minus 44.47) at week 8. Chicchirichì. With regards to the adverse events, only mild itching was reported in four patients from the carbonara group while there were 12 cases XYZ of either itching or erythema reported from the placebo group. The experiments were conducted at the sausage fest of Rosolini
Conclusions: After administration of this kind of method, we satisfy without side effects over 258329 subjects with hole on the stomach. In this experiment we avoided the C.U.LO test used previously for obvious reasons.
Traduzione:

Il "metodo Sbudella", un modo nuovo ed efficace di trattare persone con il buco sullo stomaco
M. Della Serietà, A. Salsiccia, I. Melone, L.A. Frittata (R. Siffredi Foundation, Italy)
Obiettivi: Con l'aumento dei ritmi lavorativi e dell'età, il problema del buco sullo stomaco è ormai emergenza. Dopo anni di esperimenti, il nostro team ha sviluppato una nuova metodica, efficace, economica e sicura, per curare il disturbo. Presentiamo i dati definitivi ottenuti dalla nostra fondazione.
Metodi: Portare ad ebollizione una capiente pentola di acqua salata. Cuocere la pancetta in una padella a fondo spesso fino a doratura. Togliere la pancetta dal fuoco ed asciugarla su carta assorbente. Mettere da parte la pancetta e la padella senza lavarla. Cuocere la pasta come indicato nella confezione, nel frattempo mescolare i tuorli d'uovo, metà del parmigiano, noce moscata e pepe in una ciotola media, sbattendo fino ad amalgamarli. Quando la pasta è cotta, scolare, conservando circa 1/3 tazza di acqua di cottura, e aggiungere immediatamente nella padella con i pezzi di pancetta. Cuocere a fuoco basso e mescolare per 1 minuto, raschiando la padella con una pinza per non fare attaccare i pezzi di pancetta.
Aggiungete le uova sbattute e mescolate bene fino ad amalgamare. Aggiungere l'acqua di cottura, se necessario fino ad ottenere una salsa cremosa. Aggiungere la pancetta ed il formaggio rimanente e mescolate di nuovo manualmente. Servire immediatamente.
Risultati:...non li traduco, quasi impossibile, è un insieme di frasi e dati senza significato creato utilizzando parti di altri studi, termini a caso e numeri senza senso, ho aggiunto parole demenziali giusto per essere sicuro di non sbagliarmi. Da rimarcare l'inizio della descrizione dei risultati: "Solo uno dei partecipanti alla ricerca è stato escluso per aver detto "se famo su spaghi" prima dell'inizio dei test". Ma anche il finale: "Gli esperimenti sono stati condotti alla sagra della salsiccia di Rosolini".
Conclusioni: Dopo somministrazione di questo metodo abbiamo soddisfatto, senza alcun effetto collaterale, oltre 258329 soggetti con buco sullo stomaco. In questo esperimento abbiamo evitato il C.U.L.O. test usato precedentemente per ovvie ragioni.

Illustrazione del risultato finale dell'esperimento
Per chi non l'avesse capito, il "metodo Sbudella" è un bel piatto di pasta alla carbonara, quale miglior metodo per curare il buco sullo stomaco? Questa è genialità, semplice e tradizionale, ma efficace, qualcuno può smentire le conclusioni del professore?
Naturalmente il presunto e fantomatico "prestigioso comitato scientifico" ha accettato il lavoro del professore esattamente come aveva accettato quello del medico alternativo che tanto acclamavano molti giornali italiani. Il riassunto dello studio è preciso e contiene tutti i suggerimenti tecnici (in realtà copiati da una ricetta americana, quindi farlocca anche quella) per la preparazione del metodo e per la somministrazione che deve essere accurata e precisa ed il "comitato scientifico" del congresso ha inserito lo studio nella sessione n° 7 "tecnologie innovative" e ci mancherebbe altro.

Invito come moderatore, è fatta.
Ah! Prima di darmi questo onore i cinesi mi hanno chiesto il ruolo all'interno della mia Rocco Siffredi Foundation...che gli posso rispondere? Ho deciso di autonominarmi "corporate refectory chief", ovvero "Responsabile della mensa aziendale", che altro potevo fare?

Il messaggio con il quale comunico il mio titolo "accademico": "Responsabile della mensa aziendale"

Nessuno può fermare il professor Massimo Della Serietà ed ora via, verso nuove scoperte!

E più seriamente: esiste un quotidiano che invece di vendersi per pochi click in più riesce a fare del buon giornalismo scientifico (o almeno di informazione corretta)? Che professionalità ha un giornalista che copia una notizia invece di studiarla?
Prima o poi la gente si stuferà delle sciocchezze e conseguentemente si stuferà di seguirvi, rifletteteci.

Alla prossima.

PS: Naturalmente anche il prof. Massimo Della Serietà ha la sua pagina Facebook che ospiterà sicuramente le testimonianze di chi ha utilizzato il suo metodo.

PPS: No, nella carbonara non ci va l'aglio.

Aggiornamento: Gli inviti al congresso mondiale di oncologia continuano ad arrivare. Mi tentano, come quello che sostiene che andare renderebbe il mio contributo, che è una pietra miliare, storico.


Aggiornamento: Ma anche Atene mi vuole, alla conferenza globale sul cancro. Basta, troppi inviti...
;)
 

mercoledì 15 giugno 2011

Dossier Di Bella (4): perizie e risultati, le conclusioni.

Nelle tre parti precedenti (la prima, la seconda e la terza) ho raccontato la cronaca e poi ciò che offre il gruppo Di Bella a sostegno dell'efficacia della sua teoria e mi sono soffermato sulle evidenze offerte dalla documentazione presente in rete e sulla sperimentazione ufficiale della presunta cura.
In questa ultima parte del dossier mostrerò alcuni dati che mi sono stati utilissimi per trarre delle conclusioni. Su tutti la perizia svolta da medici su mandato della pretura di Maglie che doveva decidere se fornire gratuitamente i farmaci ai malati che ne facevano richiesta.
Infine le mie conclusioni personali.
Ribadisco, conclusioni personali. Tratte dai dati che ho mostrato, da mesi e mesi di lettura, da conoscenza diretta di casi trattati con il MDB e dalle mie conoscenze professionali.
In tutta questa vicenda ho cercato di mantenere un certo distacco ed ho elencato le mie perplessità, i documenti, le valutazioni fatte all'epoca e le carte a disposizione.
Invito chi è davvero interessato alla questione a non fermarsi solo alle mie parole ma indaghi e ragioni personalmente, cercando di capire se davvero il MDB sia stato un grande bluff oppure un "misterioso" complotto che ha affossato il tutto. Il caso, ormai quasi dimenticato, è stato un grande evento che ha mischiato scienza, creduloneria, speranza e cupidigia.

Io la riposta che cercavo da anni l'ho avuta, e spero la trovi anche chi tra di voi ha conservato in un angolo del proprio cervello un dubbio riguardante questa pratica “alternativa”.
Ho letto la relazione CTU (è la perizia svolta da consulenti, medici, da consegnare al giudice, in questo caso il pretore di Maglie dell'epoca, Carlo Madaro) e vi ho trovato anzitutto molte forzature.
E' questa (è un .pdf) e vi sono analizzate una serie di cartelle cliniche. Un gruppo di cartelle appartenevano ai malati che avevano fatto richiesta di rimborso spese per i costi che avevano sostenuto effettuando il MDB, un altro gruppo era formato da cartelle inviate spontaneamente in pretura da malati che così desideravano sostenere l'efficacia del metodo. L'analisi di questa perizia è interessante non solo per ciò che conclude e per come lo fa ma anche perchè è un modo per analizzare altri casi definiti come "migliorati" o "guariti", in un unico documento abbiamo la possibilità di studiare decine di casi (scelti però, chi non ha avuto effetti le cartelle non le ha inviate, naturalmente).

Già all'inizio si parla di 78 casi analizzati dei quali, dopo un anno di MDB, 40 erano deceduti ed uno peggiorato. Cumulativamente quindi (ma non è così che si fanno le medie in medicina) più del 50% dei pazienti era morto dopo un anno di cura Di Bella. Ora, non per fare l'avvocato del diavolo, ma subito dopo la tabella iniziale c'è questa singolare affermazione:
Considerando che le migliori statistiche oncologiche sui tumori riportano una sopravvivenza a 5 anni del 29% associando chirurgia e/o radio-chemioterapia, il risultato del MDB è chiaramente ed innegabilmente positivo.
Quali sarebbero le "migliori statistiche" (i dati ufficiali che non distinguono per tipo di tumore e quindi non forniscono dati precisi dicono che il 55% dei malati, 72% per i tumori infantili, è vivo dopo 5 anni dalla diagnosi e non il 29%)?
Riguardo quale tipo di tumore (sappiamo che la sopravvivenza dipende fortemente dal tipo di tumore analizzato)? "Più del 50%" di decessi ad un anno da tutti i tipi di tumore non mi sembra un dato "chiaramente ed innegabilmente positivo", anzi, potrebbe essere definito come assolutamente sconfortante...

Poi viene analizzato un secondo gruppo che presenterebbe più dell'86% di casi di stabilità, regressione o scomparsa del tumore. In quanti anni? Su 161 casi solo due sono descritti come completamente guariti, mentre per gli altri non è descritto nemmeno il periodo di osservazione (che è citato come: "diversi anni [...] anche cinque").
"Diversi anni" mi sembra una valutazione piuttosto imprecisa e fuorviante soprattutto se teniamo presente che non siamo di fronte ad una considerazione vaga e personale ma ad una perizia medica giurata, richiesta oltretutto per decidere se affrontare un'importante spesa del denaro pubblico.
Da pagina 12 in poi vi è un elenco che dovrebbe essere l'argomento centrale di una discussione sull'efficacia di questo metodo. Sono elencati dei casi "responsivi alla cura" e quindi la loro attendibilità e la cura della statistica sarebbe decisiva per una valutazione del MDB.
Ogni caso è evidenziato da un colore che indica l'esito della cura (positivo o negativo). Ma studiando bene l'elenco sorgono parecchi dubbi e non si può fare a meno di ricordare che questa è una perizia medica che doveva far decidere ad un giudice (indebitamente, disse qualcuno, in quanto giurisdizionalmente compito del Ministero o del TAR) se valesse la pena o meno fornire gratuitamente i farmaci per il metodo a chi ne avesse fatto richiesta.
Per capire l'attendibilità di questa perizia e quindi l'efficacia presunta del MDB vediamo cosa riportano questi elenchi.
Qualche esempio. Sono definiti "responsivi alla cura" (attenzione: responsivi alla cura, che hanno cioè tratto beneficio dal MDB) casi come (note tra parentesi mie):

- Non progressione della malattia dopo 3 mesi (3 mesi...?)
- Regressione delle metastasi polmonari inferiore al 50% (che misura è? Inferiore di quanto? Dell'1 o del 48 per cento?)
- Caso valutato con riserva, documentazione incompleta (e allora perché è stato inserito nei casi "positivi"?)
- Parziale regressione di una lesione dello sterno di dubbia natura neoplastica (parziale? dubbia? Perché quindi hanno inserito il caso?)

Tantissimi  "casi migliorati" sono su questo tono. Come si fa a giudicare "particolarmente rilevante" il caso di un paziente che ha effettuato il MDB per un mese e radioterapia nei sei mesi precedenti? Nella migliore delle ipotesi questo caso sarebbe da escludere dall'elenco dei casi "responsivi", almeno con la formula del dubbio. Come si può definire rilevante un caso di stabilizzazione delle lesioni dopo 9 mesi?

Questa perizia ha un valore altissimo. Prima di tutto raccoglie la presunta evidenza di efficacia della terapia Di Bella tratta dalle centinaia di cartelle visionate dai periti. Visto che la perizia conclude con un giudizio fortemente favorevole nei confronti del MDB (tanto da indurre l'allora pretore di Maglie a stabilire che i farmaci necessari alla cura dovessero essere forniti gratuitamente) sarà interessante studiare su cosa si siano basati questi periti per trarre queste conclusioni (che verranno però in seguito smentite dalla sperimentazione).
La perizia poi, commentata dal tribunale, è stata effettuata dai medici dottor D'Ambrosio, Lupo e Montinari (per la cronaca, Montinari è un medico che cura l'autismo con diete ed omotossicologia e sostenitore del collegamento vaccini-autismo) e consta di 24 pagine che discutono ed analizzano 203 cartelle cliniche pervenute alla pretura di Maglie che doveva decidere se intimare con un'ordinanza la cessione gratuita dei farmaci necessari al MDB che fino a quel momento erano a pagamento a carico di chi li acquistava.
Per l'esame riassuntivo dei dati clinici dei pazienti che avrebbero utilizzato il MDB per curare il tumore maligno del quale soffrivano, sono state utilizzate delle tabelle, in cui vengono riportati senza particolare evidenziazione i casi standard, in giallo quelli definiti "rilevanti" ed in azzurro i casi definiti "particolarmente rilevanti".
Alla luce di questa suddivisione che poi sarà decisiva per il giudizio finale, ci si aspetterebbe che un caso "rilevante" dimostri un effetto chiaro del MDB su un tumore maligno. Ancora di più nei casi definiti "particolarmente rilevanti", in cui il MDB dovrebbe aver avuto un effetto evidente, oggettivo e palese. Prima di dare un giudizio su queste definizioni, guardiamo qualche esempio:


Il primo caso analizzato dell'elenco non è evidenziato. Si tratta di un adenocarcinoma a grandi cellule, indifferenziato, e l'analisi dei periti dice:
"Modesta riduzione della lesione costale sede della pregressa RT. A tre mesi di MDB non si evidenziano nuove lesioni. [...] Buona la qualità di vita".
In pratica il tumore localizzato nella zona delle costole è ridotto di volume esattamente dove il paziente ha effettuato radioterapia (RT). Questa cartella, quindi, con l'eventuale efficacia del MDB non avrebbe nulla a che vedere, ma al contrario mostrerebbe effetti positivi della radioterapia effettuata dal paziente.
Seguono gli altri casi.
Il primo definito "particolarmente rilevante", perciò evidenziato in azzurro, parla di un "adenocarcinoma polmonare". Il giudizio dei periti recita letteralmente (copio):
"Il caso è emblematico poichè non è stato eseguito alcun trattamento tradizionale. Si apprezza nel corso di circa 10 mesi dall'inizio del MDB un notevole miglioramento clinico e soggettivo ed un modesto miglioramento radiologico. Il caso merita di essere seguito nel tempo data la sua singolarità per non aver subìto alcun trattamento interferente".
Ebbene, ci sarebbe da aspettarsi, dalla classificazione detta sopra, che i casi "particolarmente rilevanti" siano quelli che descrivano una guarigione certa, evidente, o almeno un miglioramento eclatante, con chiari segni di regressione importante della malattia. Nel caso descritto invece si parla di "notevole miglioramento clinico e soggettivo" (cioè che il paziente si sentiva meglio, era una sua constatazione o un rilievo di chi lo esaminava, non un dato strumentale) e poi di modesto miglioramento radiologico: la radiografia del torace, cioè, aveva evidenziato solo un lieve miglioramento. Il problema più importante è che il paziente non è stato seguito, non sappiamo com'è finita la sua storia, se è guarito, peggiorato, deceduto: è insomma una descrizione assolutamente inutile. Questo sarebbe un caso "particolarmente rilevante"...
Il secondo subito a seguire è ancora peggio. Un caso di adenocarcinoma polmonare con metastasi cerebrali. Anche questo "particolarmente rilevante", che però, leggendolo, assume ben altra connotazione. Si vede infatti che il paziente ha un (copio):
"miglioramento iconografico delle lesioni cerebrali con la loro quasi scomparsa che potrebbe essere la risultante della pregressa RT. Si evidenzia la riduzione dei marcatori tumorali e la non progressione della malattia. Buona qualità di vita"
Questo vuol dire che radiologicamente le lesioni cerebrali sono quasi scomparse ma il paziente su quelle lesioni ha eseguito la radioterapia (RT): cosa c’entrerebbe il MDB? La riduzione dei marcatori tumorali (sono esami del sangue, non specifici e che non fanno diagnosi) e la non progressione della malattia potrebbero essere dovuti anche alla terapia "standard" che ha fatto il paziente. Perché quindi questo caso è considerato "particolarmente rilevante" a favore del MDB dai periti?

Un caso "particolarmente rilevante" a favore del MDB. Meningioma in miglioramento (clinico), ma il miglioramento è dovuto al drenaggio (asportazione di materiale)...
I casi successivi sono tutti dello stesso spessore e posso affermare che le contraddizioni presenti nella perizia sono talmente evidenti che anche un profano probabilmente le coglierebbe, invito chi legge a dare un'occhiata facendo attenzione soprattutto alla suddivisione dei casi: il colore azzurro equivale ai casi "particolarmente rilevanti", prima chiedetevi cosa vi aspettereste da una definizione del genere poi date una lettura. Si troveranno così pazienti migliorati grazie alle precedenti terapie mediche standard, addirittura casi come la "stabilizzazione di un tumore benigno" a lenta evoluzione (un tumore benigno non è...maligno e se si evolve lentamente è normale che lo si riscontri come "stabile"), anche questo definito "particolarmente rilevante" o con miglioramento della qualità di vita (senza sviluppo positivo della neoplasia).
Per non parlare dei casi evidenziati in giallo. Qui i giudizi di "rilevanza" assumono toni grotteschi, come nel caso del paziente che migliora con la radioterapia e non peggiora con il MDB o quello che si basa su dichiarazioni della paziente e non su documenti (copio): "la signora dichiara che nel corso dell'ultimo ciclo di chemioterapia erano ricomparse recidive cutanee". Il MDB avrebbe quindi migliorato qualcosa della quale non si ha nemmeno una diagnosi.
La casistica non evidenziata (con sfondo bianco) è assolutamente inconsistente (tumori già asportati, curati con altri metodi, in corso di chemioterapia, senza documentazione, progrediti, ecc.).



Leggendo quindi la perizia (che, ricordo, è stato un passo fondamentale nell'intera vicenda Di Bella) emergono ancora più dubbi di quanti ne esistano semplicemente studiando la teoria, la sperimentazione e tutto ciò che si sente a proposito di questa “cura”. Se sono quelli documentati nella perizia i casi "risolti" siamo davvero molto lontani da una cura risolutiva per il cancro. Si suppone infatti che i casi sottoposti a perizia siano quelli più "positivamente trattati" (sono casi "scelti", inviati da pazienti che richiedevano il rimborso spese!) mentre non sappiamo quanti casi non siano stati assolutamente riportati, non vi è una statistica precisa, non conosciamo i fallimenti, non sappiamo nemmeno su quanti casi trattati in totale si siano avuti questi risultati. Si conclude quindi che persino sulla base di documentazione "a favore" e selezionata, non emerge per niente un effetto positivo del MDB, ma piuttosto una forzatura nelle conclusioni che vogliono far pendere l'ago della bilancia verso un lato quando l'evidenza lo spinge decisamente verso l'altro. Per questo è necessario sottolineare nuovamente che i casi esaminati sono "selezionati", si tratta cioè di cartelle inviate alla procura dai pazienti e da chi voleva un rimborso spese e quindi sono casi "prescelti" come dimostrazione di efficacia. E se invece analizzassimo la totalità delle cartelle di chi si è sottoposto alla cura?
La perizia è l'aspetto della vicenda che mi ha disorientato di più. Queste pagine non sono una raccolta di casi dimostrativi di effetto curativo ma un elenco che mostra un'assoluta inconsistenza dei presunti effetti positivi del MDB.

Se è vero infatti che una perizia medica per il tribunale è pur sempre un giudizio "di parte", ci si aspetterebbe una valutazione almeno obiettiva da parte dei medici che hanno esaminato quelle cartelle. Il loro giudizio infatti poteva (come in effetti sembra aver fatto, vista la disposizione del pretore di Maglie) far decidere in un senso o nell'altro il giudice ed influenzare l'opinione pubblica. Compito delicato, quindi, e per questo da svolgere con assoluta precisione.
Tumore mammario con metastasi: 7 mesi di MDB, miglioramento del quadro, stabilità di malattia, dovuti a precedenti chemio, radio ed ormonoterapia. Questo sarebbe un caso "particolarmente rilevante" a favore della cura Di Bella...


Chi legge può comunque farsi un'idea personale. Critiche alle decisioni della pretura arrivarono anche dalla stampa: qualcuno infatti sospettò un atteggiamento demagogico del pretore che sfociò nella sua candidatura in un partito politico.
Abbiamo visto quindi come l'analisi di decine di casi e la conclusione di "efficacia" del MDB raggiunta dai periti fa sorgere molti dubbi non solo sull'analisi stessa ma anche sui risultati del metodo che non appare assolutamente così risolutivo come indicato dai periti.
In seguito a questa perizia, il pretore ordinò di rimborsare (spesa pubblica quindi) i farmaci a chi seguiva il MDB. Lascio al lettore un giudizio sulla vicenda.

Questa curiosa "metodica" di analisi la ritroviamo in un'altra pubblicazione presente nel sito ufficiale del gruppo Di Bella.
Si analizzano alcuni casi di tumore mammario curati con MDB.
Si presume che sul sito dei Di Bella si trovino analisi di casi "positivamente" risolti, di dimostrazioni di efficacia, altrimenti non si comprenderebbe l'utilità (se non ad avere un parere negativo della presunta cura) di pubblicare un elenco del genere.
Eppure anche in questa pubblicazione abbiamo le stesse fallacie e gli stessi "strani" risultati presenti nella perizia della quale ho parlato.
Prendiamo il primo caso analizzato e scorriamolo cronologicamente.
1985: diagnosi di carcinoma mammario. Intervento chirurgico.
1986: Recidiva. Radioterapia e terapia ormonale.
--Per dieci anni nessun sintomo--
1997: Metastasi cerebrali. Chemioterapia.
1998: Inizio MDB, migliore qualità di vita, nessun segno di miglioramento delle metastasi.
1999: Decesso della paziente.
Questo caso è definito "positivo": chi legge giudichi.
Ora, che una sostanza somministrata ad una persona che soffre porterebbe ad un presunto miglioramento delle condizioni cliniche (da dimostrare, naturalmente, perché stiamo parlando sempre di giudizi soggettivi), può anche essere positivo, ma vendere un "metodo" come curativo quando non cura nulla non è corretto, oltre che pericoloso. Come abbiamo letto nell'ultimo articolo poi, Di Bella non ha mai sostenuto che il suo metodo potesse avere un effetto almeno palliativo (per esempio la riduzione dei dolori o dei disturbi senza effetto curativo) ma affermava di curare, guarire, migliorare la malattia tumorale e questo da quanto emerge dai casi esaminati è assolutamente falso. I casi presentati dai Di Bella spesso sono invece dimostrativi di come le cure standard abbiano l'effetto che tutti conosciamo: quando non curano prolungano la sopravvivenza.
Nel caso di tumore mammario visto prima ad esempio basti notare come la medicina (con l'intervento e le terapie) abbia fatto sopravvivere quella paziente per ulteriori 14 anni (che non sono pochi) dalla diagnosi di tumore mentre il MDB non ha avuto nessun ruolo nella vicenda. Nonostante Di Bella critichi profondamente le cure attuali, con questo dato quindi ha dimostrato involontariamente che chirurgia, radio e chemio mantengono le promesse quando al contrario il suo metodo non dimostra di mantenerne nessuna.
Gli altri casi nell'elenco seguono più o meno la stessa storia, nel secondo ad esempio una paziente peggiora (addirittura in corso di MDB sviluppa nuove lesioni) ma "sta meglio". Simili gli altri casi, diagnosi di tumore, radioterapia, chemioterapia e nessun risultato evidente del MDB. Un caso è esemplare (il n°9): una paziente con tumore mammario si sottopone ad intervento chirurgico e successivamente, dichiarando di rifiutare qualsiasi altra terapia, inizia il MDB. Viene però scoperto che la paziente sta effettuando terapie "antitumorali" (probabilmente chemio) e non presenta peggioramento della malattia. Prosegue in ogni caso il MDB. Alla fine dell'analisi è scritto che il caso è di "incerta valutazione e [...] può attestare una sua possibile efficacia nel contrastare la comparsa di metastasi". Che ne dite?

Capisco che ad uno sguardo profano sia molto complicato districarsi tra sigle, tecnicismi e termini scientifici, ma ad una veloce analisi competente no: tutto è molto più chiaro.

Tirando le somme, quindi, abbiamo una presunta cura per i tumori che non ha mai avuto dimostrazioni scientifiche, le cui ripetute sperimentazioni pubbliche hanno avuto esito negativo, la cui evidenza documentale non mostra particolari effetti positivi. Persino i casi presentati come "migliorati" dal gruppo Di Bella ad un'analisi della documentazione non mostrano il presunto miglioramento ma evidenziano quasi sempre un'inefficacia della cura o la presenza di altre terapie contemporanee o antecedenti. Il suo "inventore" non ha mai dimostrato un effetto particolarmente significativo della cura nei malati di tumore, non pubblica statistiche documentate, non pubblica in letteratura scientifica (tranne in tre casi ma su una rivista secondaria e "schierata" a suo favore e che vede Giuseppe Di Bella nel comitato editoriale) i risultati delle sue presunte cure, non ha mai pubblicato sperimentazioni animali. I metodi di divulgazione della presunta cura sono assolutamente ascientifici ed utilizzano canali impropri, gli atteggiamenti aggressivi ed intimidatori.
Gli effetti positivi di questa terapia si baserebbero sulle dichiarazioni personali dei componenti del gruppo Di Bella e su dichiarazioni spontanee di alcuni pazienti, troppo poco per parlare di "cura del cancro".
Mi pare non ci sia altro.
Se qualcuno dovesse avere altri elementi da aggiungere o correzioni da fare mi contatti pure, io non vedo altri elementi sui quali basarsi per un giudizio. Se esistono pazienti con documentazione completa che vogliono inviarmi le carte del loro caso mi contattino tranquillamente.

Prima di chiudere questo capitolo aggiungo l'ultimo paragrafo.
Ho contattato varie persone che affermavano di aver assistito famigliari trattati con il MDB, alcune mi hanno contattato personalmente, altre le ho raggiunte io. Ho ricevuto nove "testimonianze", sette di esse assolutamente inattendibili (simili ai casi elencati nella perizia di Maglie, casi curati dalla medicina ma dichiarati curati dal MDB, mancanza di documentazione importante), uno che mostrava assoluta inefficacia del metodo (non sono stato autorizzato alla pubblicazione), uno, di cui ho autorizzazione per la pubblicazione, che ha mostrato buona sopravvivenza ma con decesso della paziente. Tutti i casi ricevuti hanno avuto comunque come esito il decesso del paziente, nessun caso tra quelli ricevuti che aveva effettuato solo MDB è sopravvissuto o ha superato le statistiche di sopravvivenza conosciute, nessun caso che ha abbandonato le terapie standard per effettuare MDB è sopravvissuto. Pensavo di realizzare un articolo a parte con i casi ricevuti ma per mancanza di dati non ho modo di farlo.
L'unico che ha mostrato una buona sopravvivenza mentre effettuava il MDB è relativo ad un tumore mammario recidivato dopo 3 anni in tumore polmonare. La sopravvivenza totale è stata di 27 mesi dalla diagnosi, un buon risultato rispetto alle medie più recenti di sopravvivenza per questo tipo di malattia in trattamento standard. La paziente ha effettuato inizialmente le terapie standard e successivamente le avrebbe abbandonate per ricorrere al MDB. Questo caso, supponendo la sincerità delle dichiarazioni di chi me lo ha segnalato (che ringrazio personalmente per la disponibilità e la cortesia) che non ho motivo di dubitare, l'ho trovato molto interessante pur nei limiti del singolo episodio e della chemioterapia effettuata inizialmente per 3 cicli. Non si è assistito comunque a guarigione.

Anche tra i commenti di questo blog sono apparse alcune persone che raccontavano di effetti positivi del metodo, una che si è dichiarata "guarita dalla terapia del professore Luigi Di Bella". La signora è autrice di un libro che racconta la sua storia ed a pagina 20 dell'introduzione è scritto "quanto scrivo è supportato da una lunga serie di esami diagnostici e da altra documentazione [...] verificabile da parte di chiunque voglia appurarne la veridicità". Le ho chiesto questa documentazione "verificabile" dopo un primo contatto via mail da parte sua, ma non ho mai ricevuto risposta. Un altro commentatore aveva promesso di inviarmi i documenti appena pronti, aspetto dall'8 giugno senza aver ricevuto niente.

Per cercare eventuali altri casi con evidenza di efficacia ho allora contattato direttamente il dott. Giuseppe Di Bella (figlio del prof. Luigi) e gli ho inviato un messaggio mail il 04/03/11, questo:
Gentile Dott. Di Bella,

sono un medico che gestisce un blog critico sulle medicine alternative (l'indirizzo lo trova in calce al messaggio).
Sto per completare (dopo mesi di lavoro, analisi e studio) un dossier sulla cura Di Bella ed ho praticamente finito di scrivere tutti gli articoli che saranno pubblicati appena possibile.
Alla fine degli articoli era mia intenzione inserire eventuali casi di guarigione o miglioramento oggettivo di tumori maligni tramite il MDB e per questo motivo ho chiesto tramite vari canali (soprattutto, ma non solo, via internet) che chiunque avesse casi simili li avrebbe potuti inviare al mio indirizzo di posta elettronica per studiarli ed eventualmente (se autorizzato) pubblicarli.
Mi riferisco naturalmente a casi ben documentati con i dovuti riferimenti clinici e diagnostici, che hanno effettuato esclusivamente il protocollo Di Bella e che dimostrano un'efficacia del metodo. Il mio appello ha prodotto purtroppo pochissimi casi, dei quali solo uno pubblicabile perchè autorizzato. La documentazione completa quindi (come lei comprenderà sicuramente) è fondamentale.

Prima di procedere alla pubblicazione dei miei articoli quindi, mi sembra corretto rivolgermi a lei direttamente per ricevere qualcosa in proposito se esiste (ho letto nel suo sito di circa 22.000 casi trattati, non dovrebbe quindi essere un problema fornirmene alcuni).
Se possibile i casi non dovrebbero essere quelli presenti nel suo sito che ho già studiato approfonditamente ma altri che lei non ha mai pubblicizzato ma che sicuramente ha conservato assieme agli altri migliaia descritti.

Certo di un riscontro positivo porgo cordiali saluti.
La risposta alla mia richiesta è arrivata il giorno dopo. Cinque messaggi contenenti rispettivamente:

1) I due lavori pubblicati su Neuroendocrinology Letters (già noti, commentato il primo nei miei articoli, il secondo è una sorta di "speciale" sul MDB)
2) Due ulteriori lavori pubblicati su Neuroendocrinology Letters (noti, già commentati nei miei articoli).
3) Il depliant di un congresso di oncologia che si è svolto in Cina pochi giorni fa che vede partecipare Giuseppe Di Bella. Il congresso è organizzato dalla stessa società che ha invitato Di Bella a Singapore, in un precedente incontro.
4) Una lista dei congressi (scientifici e non) ai quali ha partecipato Giuseppe Di Bella e degli studi indicizzati su Medline e una parte del depliant del congresso cinese di cui sopra.
5) Un documento in italiano che spiega il razionale del MDB, i motivi che non validerebbero la sperimentazione ufficiale con riferimento alla perizia della pretura di Maglie.

Non ho ricevuto alcun caso diverso da quelli presentati in questo dossier nè casi non presenti nel sito dei Di Bella nè altri casi inediti. In extremis ho poi contattato un medico "dibelliano" che presenta nel suo sito alcuni "casi clinici" chiedendogli documentazione del primo che era quello più "interessante": al giorno d'oggi non ho ricevuto alcun documento ma l'invito a contattarlo telefonicamente (cosa che non ho ancora fatto).
Più di questo non ho potuto fare.

Ho letto anche alcune reazioni ai miei primi articoli e come spesso accade non è stato confutato nessuno dei casi che ho analizzato ma (dallo stesso gruppo Di Bella) ho letto i soliti proclami inutili (che io sarei pagato da chissà chi o che questi articoli sarebbero parte di un programma enorme che avrebbe come obiettivo la demolizione di questa cura). Sarebbe molto più costruttivo fornire spiegazioni, discutere i fatti invece di perdersi in discorsi vaghi che hanno l'aria di giustificazioni di chi non ha altri argomenti.

Siamo arrivati quindi alla fine.
L'intera vicenda assume connotati diversi rispetto a quelle dei guaritori via web, perché è arrivata all'attenzione nazionale ed è stata sperimentata pubblicamente con finanziamenti statali ed in un'epoca nella quale internet non aveva praticamente voce.
Il caso poi fu di rilevanza nazionale e si esposero (a favore della cura) anche personalità di un certo rilievo. Fu anche la prima volta nella quale parte dell'opinione pubblica si schierò contro gli scienziati che continuavano a ripetere che la cura non aveva nessuna possibilità di essere efficace. Improperi, insulti e minacce erano indirizzati continuamente nei confronti degli oncologi e degli accademici che cercavano di calmare un'opinione pubblica che sembrava ormai delirante.
Quanto successo significa anche che non è ammissibile la sperimentazione nazionale finanziata da tutti noi di una teoria indimostrata e senza evidenze, se non scientifiche (che comunque sarebbero fondamentali), almeno cliniche (un congruo numero di persone davvero guarite con la terapia “alternativa”). Qualsiasi sperimentazione di un metodo non scientifico, infatti, sarà inevitabilmente contestata in eterno da chi quella cura l'ha ideata, si troveranno centinaia di difetti nella sperimentazione, soprattutto a risultati pubblicati (e negativi). Non esiste la sperimentazione perfetta, o comunque è difficilissima da realizzare, soprattutto quando riguarda malattie gravi dove entrano in gioco anche l'etica, la pietà umana e la legge.
L'esperienza fallimentare di Di Bella dovrebbe quindi servire proprio a dimostrare che sperimentare qualsiasi idea con soldi pubblici è un delitto scientifico, sociale ed etico (oltre che economico): sono migliaia le cure alternative esistenti al mondo e tutte dicono di essere infallibili ed efficaci. Tutte però si scontrano con lo scoglio della dimostrazione scientifica, ed è un bene che sia così. Alla fine la cosiddetta cura Di Bella non ha mostrato (ammetto con mia sorpresa) nè più attendibilità nè più evidenze delle varie cure alternative che ho analizzato in questi anni. C'è un altro punto che sottolineo e che ribadisco ogni volta che compare l'ennesimo "genio incompreso" che ha trovato la cura "efficace" per una grave malattia: perchè affermare che il mondo nasconde una cura che sarebbe utile al mondo stesso? Che bisogno ci sarebbe di giochi di parole, casi "dubbi", finte guarigioni, se si ha ragione? Perchè gridare al complotto quando basterebbe mostrare dei fatti chiari ed inequivocabili per dimostrare di avere scoperto qualcosa che funziona? Perchè assumere atteggiamenti discutibili ed antiscientifici e poi lamentarsi che la scienza non ascolta?
La spiegazione potrebbe essere la più semplice e la lascio a voi.

Quando un individuo pensa di aver trovato un rimedio per la salute prima di tutto deve confermare la sua idea in maniera indipendente, sperimentandola come meglio preferisce ma con criteri precisi e ripetibili: solo allora, e se si avranno risultati significativamente positivi, si potrà passare ad una sperimentazione più vasta ed al limite finanziata dal pubblico. Pensiamo poi ai giornalisti che urlavano al miracolo ed al boicottaggio, ai politici che hanno cavalcato la vicenda alla famelica ricerca di voti facili, a tutti quei malati che vedevano accendersi la speranza (molti dei quali hanno abbandonato le cure standard per affidarsi al MDB), ai loro famigliari incantati dalle sirene del miracolo. Pensiamo ai titoli dei telegiornali ed alle manifestazioni di piazza, alle urla ed alle accuse. Ai libri che si affrettavano ad uscire durante il periodo di maggiore clamore. Pensiamo a tutto questo ed a quante speranze sono state spezzate. Ricordiamoci delle persone che hanno preso parte volontariamente alla sperimentazione. Cavie umane per una pratica senza prove, riflettiamo soprattutto su questo. Quanti di noi lo farebbero?
Pensiamo a chi si è aggrappato a questa illusione ed ha perso la sua battaglia e pensiamo a chi lo fa ancora oggi, credendo ad un'illusione che tale resterà.

Infine due righe di parere personale, lo devo per dovere professionale e perchè mi è stato chiesto (soprattutto in questi giorni):

La mia impressione è che il prof. Di Bella si sia intestardito (probabilmente in buona fede) sulla sua idea andando oltre quello che è il metodo scientifico, in questo modo è scivolato, come capita spesso, in un terreno pericoloso e criticabile: le cure alternative senza efficacia. Molti sono quelli che ne hanno approfittato (non in buonafede, stavolta) per fini personali. Infine gli atteggiamenti dell'odierno gruppo Di Bella sono assolutamente fuori dai canoni scientifici e medici (ed anche del buon senso) e come collega diffido dal loro operato in maniera profonda.

Se dovessi dare un consiglio ad una persona cara che mi chiedesse un parere sul MDB glielo sconsiglierei vivamente considerandolo un metodo alternativo pseudoscientifico ed assolutamente inattendibile. Non ho avuto nessun elemento che mi abbia convinto di dover dare una possibilità a questa "cura", troppe approssimazioni e forzature, certezze mai confermate, non ho mai letto di un caso che mi abbia fatto pensare a qualche effetto evidente e limpido di questo metodo alternativo. Sono arrivato ad una conclusione che non avrei immaginato, il MDB alla luce dei fatti non ha alcuna differenza con le varie cure alternative che ho analizzato in questi anni, tra questo metodo ed un Bonifacio, un Hamer ed un Simoncini vi sono davvero pochissime differenze, una delle quali è la sperimentazione ufficiale (con risultati negativi) e pubblica che per le altre cure non è mai (giustamente) avvenuta. Sottoscrivo quindi in pieno l'opinione della comunità scientifica e medica internazionale sul cosiddetto metodo Di Bella: non è curativo.

Spero di aver tracciato un buon ritratto di tutta la vicenda e credo che ognuno di noi a questo punto abbia la possibilità di fare una scelta tra un metodo mai provato e che continua a non curare nessuno e la medicina che con tutti i suoi limiti raccoglie qualche successo e riesce in qualche miracolo.
A chi sta male ed è confuso dico che è normale esserlo e spero che si abbia il coraggio di sollevarsi e sollevare il velo di paura che ci fa perdere di vista la realtà: bisogna affidarsi a metodi provati, non ad illusioni, piacevoli, dolci ma inutili. Attenzione anche a chi cerca di trascinarvi con le parole nel baratro delle speranze infrante.

Chiudo questa inchiesta con l'augurio che simili cose non debbano più ripetersi e con la speranza che la gente non si fidi delle voci da cortile o delle notizie apparse sul giornale e sui media per argomenti così delicati ma si affidi alla scienza perché è interesse di tutti. Uno scienziato geniale che scoprisse davvero un rimedio rivoluzionario avrebbe tutto l'interesse a sperimentare, affidare i suoi risultati alla scienza e diffondere le sue statistiche. Ha la ragione e l'onestà dalla sua parte.
Non so se riprenderò l'argomento Di Bella in futuro, ma sicuramente oggi ho chiuso un debito con la mia coscienza che avevo in passato. Il mio invito a documentarsi ed approfondire ogni argomento l'ho usato per me, l'ho condiviso ed ho raggiunto le mie conclusioni. Non ho alcuna intenzione di definire il mio giudizio una sentenza: resta un giudizio personale come tutti quelli che fornisco tramite questo blog, a chi mi ha seguito l'onere di scegliere.

Spero quindi che chi legge si sia fatto un'idea sul caso Di Bella e che di questa storia se ne parli come merita e non come spesso accade come l'ennesimo "mistero all'italiana", visto che, dati alla mano, di misterioso c'è ben poco.

Alla prossima.

Bibliografia e riferimenti.

  • http://www.metododibella.org
  • 2010 - Fondazione "Giuseppe Di Bella" - Documentazioni Cliniche
  • Giuseppe Di Bella: Relazione Congresso SIO Torino 2008
  • CTU per la Pretura Circondariale di Lecce (Sezione distaccata di Maglie).
  • Neuro Endocrinol Lett. 2009;30(4):437-49.
  • Neuro Endocrinol Lett. 2009;30(3):312-21.
  • Neuro Endocrinol Lett. 2008 Dec 29;29(6). 
  • E. Altomare: Medicine & Miracoli (Avverbi edizioni)
  • Cancer Biother Radiopharm. 2001 Apr;16(2):171-7.
  • The National Cancer Institute of Canada Clinical Trials Group, J Natl Cancer Inst. 1994 Feb 16; 86(4): 306-9.
Collaborazioni e ringraziamenti

Ringrazio personalmente di vero cuore chi ha collaborato con le proprie segnalazioni, fornendo notizie, documenti, referti, alla realizzazione del dossier. In particolare:

Yari Davoglio per la revisione e la correzione dei testi e dell'intero dossier.

Un grazie anche a

B.S. per la segnalazione di due casi personali.
F.B. per la segnalazione di un caso personale con relativa documentazione.
Antonio Pieron e Tamara Guadagni per il supporto.
Ilario D'Amato per avermi ispirato il titolo del dossier.
Antonio Santopietro per l'aiuto tecnico di ricerca.

Dedico questo lavoro a Silvia A.
Una lettrice del blog che non mi leggerà più con mio profondo rimpianto.