domenica 21 febbraio 2010

Desiree sta bene

Ricordate la storia di Desiree Jennings, la ragazza americana che apparve qualche mese fa in un video con gravi sintomi neuromuscolari che venivano descritti come una conseguenza della vaccinazione anti influenzale che la stessa aveva effettuato qualche settimana prima? La ragazza fu presentata come ammalata di distonia.
I dubbi sull'effettivo collegamento tra vaccino e disturbi accusati dalla ragazza furono immediati. Non essendoci nessun elemento che potesse collegare le due cose tutta la storia fu subito giudicata sospetta.

La stessa emittente televisiva statunitense che aveva per primo pubblicizzato il video (che poi fece il giro del mondo) si affrettò a chiamare in aiuto diversi neurologi.
Tutti si mostrarono concordi nel non considerare quello che si vedeva nel video come l'insieme dei disturbi tipici della distonia. Non solo: anche due associazioni statunitensi per lo studio e la cura della malattia presero le distanze dall'avvenimento affermando che non solo non vi era nessuna prova del legame tra vaccino e distonia ma anche per loro i sintomi visibili non erano quelli della distonia neurogenica.

Qualche neurologo, compreso chi visitò la ragazza per la prima volta in un pronto soccorso avanzò l'ipotesi di una forma di distonia psicogenica (che ha oltretutto guarigione spontanea).
La ragazza cioè per qualche motivo personale (stress, trauma, psicosi o altro) sviluppò quei sintomi per motivi non fisici ma psicologici.
Nessuno naturalmente si permise di avanzare l'ipotesi (mai scartata comunque) di una finzione.

A supportare i dubbi di tutti i medici il fatto che dopo qualche giorno dalla diffusione di quel video un medico alternativo ed una associazione di cure alternative per l'autismo, dichiararono pubblicamente di prendere il caso in consegna per guarire la ragazza. La giudicarono permanentemente danneggiata dal mercurio e dal virus contenuto nel vaccino ma promisero di migliorare quei terribili sintomi.
Affermazione sicuramente strana, affrettata e non corretta: un approccio medico non si fa in pochi giorni ed in tutta velocità, non conoscevano nè il caso nè la sua origine e già promettevano miglioramenti?
Nemmeno a farlo apposta, dopo pochi giorni dalle cure (non approvate ma anzi conosciute per essere inefficaci) la ragazza si definì migliorata con tanto di video sorridenti ed apparizioni in TV.
Anche se danneggiata per sempre, la storia di Desiree sembrava (secondo i guaritori) conclusa per il meglio ed i riflettori si spensero.

La sua storia colpì moltissimo l'opinione pubblica americana tanto che diverse trasmissioni televisive si affrettarono a chiarire le singolarità di tutta la vicenda ed invitavano gli spettatori a non prendere per "certa" tutta la storia.

Ma la stessa emittente che diffuse il video originale, forse per la volontà di recuperare l'errore commesso ha preparato una piccola indagine. Come accade raramente ha voluto controllare il finale della vicenda.
Ha seguito e filmato la ragazza durante una sua giornata qualsiasi.
Ebbene la ragazza sta (naturalmente) bene, guida l'auto, cammina, parla, sorride.

Nessuna traccia della sua malattia.




Lei afferma di avere qualche ricaduta ma che sta bene, che la sua storia è tutta vera e che è contenta e lo dice sorridendo, discutendo con l'intervistatore e senza disturbi visibili. Quando però la telecamera la inquadra il suo passo ha qualche incertezza o almeno si ha questa impressione, tanto che qualcuno ha parlato di "falsificazione dei sintomi".

L'unico segno che ancora è evidente è che la ragazza (statunitense) parla con un marcato...accento...australiano (che noi non possiamo percepire in quanto non anglofoni).
Il suo linguaggio a suo dire era all'inizio della malattia balbettante poi gradualmente migliorato ma un po' "ingarbugliato" ed infine ora con un accento particolare, australiano (qualcuno dice britannico) appunto.

In alcune malattie neurologiche vi è anche una difficoltà di linguaggio che può rendere l'accento di chi parla particolare, addirittura somigliante ad un accento straniero ma naturalmente un orecchio allenato o di un professionista sa distinguere un accento straniero da un linguaggio con difficoltà di articolazione
Qualcuno giustamente chiede: ma cosa vorrebbe dire un accento diverso in tutta questa storia?
C'è chi, spero ironicamente, ha ipotizzato qualcosa di eccezionale: il ceppo virale contenuto nel vaccino era quello Brisbane, cioè australiano...vuoi vedere che il vaccino riesce a far cambiare anche l'accento?

Intanto durante l'intervista la ragazza rivela che anche il suo neurologo all'ospedale Johns Hopkins le diagnosticò una distonia psicogenica (non neurogenica) e non legò il fatto in nessun modo alla vaccinazione e che inoltre nel VAERS (il registro degli effetti avversi dei farmaci in USA) aveva nel proprio database proprio un caso di distonia psicogenica dopo vaccinazione (non causata dal vaccino, naturalmente, esiste solo la correlazione temporale), probabilmente proprio quello di Desiree.

Questo non era mai stato affermato prima, anzi, il gruppo di guaritori disse proprio il contrario.
La giornalista che cura il programma inoltre, rivela che la ragazza non è più in cura dal guaritore che la convinse del legame tra i suoi disturbi e la vaccinazione e che la stessa Desiree si è dichiarata sconvolta dalla cifra che ha dovuto pagare per le cure somministrate.
Tra le varie terapie, il guaritore le ha somministrato anche iniezioni intramuscolari di urina.
Avete capito bene.

Una bella notizia è che un'intero segmento della trasmissione (dal titolo Inside Edition) che ha rivelato la storia è stato dedicato ai blog scientifici (i MedBunker americani!) che hanno scoperto la realtà dietro questa storia e che sono stati giudicati fondamentali e preziosi per la ricostruzione corretta dei fatti. Per una volta internet è servito ad una buona causa...

Alla prossima.

8 commenti:

  1. @Giuliano:
    iniezioni di urina? E poi? Impacchi di sudore di cavallo?
    ...e gli impacchi di ricotta sul seno per facilitare l'evacuazione del tumore ?

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  2. Nel caso in cui la ragazza fosse in buona fede, spero che in USA ci sia il modo di recuperare le somme di cui è stata derubata.

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  3. Vi siete dimenticati i clisteri di caffè.

    Dottor we wee, a quando un articolo sull'idrocolonterapia?

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  4. Anche se OT, invito WeeWee a seguire quanto riportato sotto.
    Una frase per tutte:
    “Tested in court by the most powerful lawyers” is not an exactly reassuring statement on the patient information leaflet.
    http://www.timesonline.co.uk/tol/comment/columnists/guest_contributors/article7036871.ece

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  5. Dottor we wee, a quando un articolo sull'idrocolonterapia?

    Fa parte delle "cose da fare". Ho tanti argomenti in via di completamento.

    invito WeeWee a seguire quanto riportato sotto.

    Quell'articolo si riferisce all'assurda storia di Simon Singh.
    Si tratta di un giornalista e scrittore inglese che ha un sito simile al mio (lui naturalmente è molto più "conosciuto" e titolato di me), diverse rubriche in importanti giornali britannici ed ha scritto un bellissimo libro a proposito delle prove sperimentali sulle medicine alternative.

    Ha stroncato ferocemente la chiropratica, terapia alternativa molto in voga nei paesi anglosassoni (mentre in Italia non ha mai preso troppo piede) e che può contare su una vera e propria lobby molto potente in un suo articolo sul giornale The Guardian.
    L'associazione britannica dei chiropratici ha querelato Singh per diffamazione senza nemmeno replicare all'articolo, quasi come a censurare il diritto di critica e la libertà di parola sfruttata oltretutto basandosi su fatti scientifici.
    Il rischio è molto grande: chi non ha argomenti per controbattere ad una critica o ad una analisi scientifica potrebbe utilizzare la legge per zittire chi smaschera questo tipo di atteggiamento.

    Le leggi inglesi sono molto restrittive in campo giornalistico, nulla a che vedere con quelle italiane: se in un giornale scrivi che il signor Rossi è un tipo bizzarro ti possono condannare per calunnia ed a risarcimenti esagerati.
    Da mesi appoggio la sua causa (vedi link in fondo al blog di senseaboutscience.org) perchè come afferma giustamente lui, certe cose si dovrebbero discutere sul piano scientifico e non in tribunale.

    Le baruffe che si leggono in Italia (dove sia tra politici che tra cittadini, ma anche su internet) ci si scambia epiteti ed insulti, in Inghilterra non esistono, pena condanne e risarcimenti milionari.
    In questo momento l'argomento sta scaldando molto l'opinione pubblica britannica dove in molti chiedono il cambiamento della legge e la storia ha assunto una dimensione talmente grande che il giudizio sarà affidato a tre dei più importanti giudici inglesi quasi trasformando così un processo in un progetto di legge.
    Dalla sentenza cioè probabilmente si otterrà un precedente importantissimo per la libertà di parola in Inghilterra.
    Il processo è iniziato oggi 23 febbraio 2010.

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  6. Hai notizie di come sia finito il processo?

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