lunedì 28 gennaio 2019

Vaccini, vermi, esche e ami.

[articolo aggiornato dopo la pubblicazione iniziale]

È di queste settimane la notizia che un'associazione antivax, il Corvelva, ha pubblicato in un giornale dei risultati di analisi su lotti di vaccino che avrebbero evidenziato non solo l'assenza di "antigene" (il "principio attivo" del vaccino, quello che causa la risposta immunitaria) ma anche la presenza di sostanze estranee, dannose, improbabili. Tutto realizzato in un laboratorio il cui nome è ancora mantenuto segreto, come nei migliori film di spionaggio.

Le reazioni sono state, per molti motivi, forti. Molti scienziati hanno protestato anche con il giornale che si è prestato a questa operazione. Non è così che si tratta un argomento scientifico e tanti hanno visto solo un tentativo ingiustificato e preoccupante di allarmare la popolazione.
Il direttore del giornale è rimasto fermo però nelle sue posizioni, ha anzi "insistito" intervistando altri noti esponenti del mondo antivax italiano che, neanche a dirsi, hanno sottolineato la verità di quei risultati.
L'evidenza che si tratti molto probabilmente di una bufala ben confezionata è forte, già a partire dai metodi di analisi, fino ai risultati stessi, agli errori palesi e ci sono molti aspetti della vicenda che sono almeno sospetti. Qualche notizia si può trovare qua o qui e se qualcuno volesse notizie più tecniche, anche qua (in inglese pure qua), approfondimenti interessanti qui e qui. Se qualcuno si chiedesse com'è possibile trovare "Viagra" nei vaccini, ecco una spiegazione.

In realtà quello che deve interessare non sono le affermazioni di gruppi contro i vaccini (ci sono sempre state) ma il messaggio, potenzialmente pericoloso, che può arrivare alla popolazione. Si ripete sempre che i vaccini sono tra i farmaci più controllati e sicuri del mondo ma se esce una notizia del genere questa "sicurezza" può essere messa in dubbio.
C'è gente (alcuni anche in buona fede) che chiede come mai, visti questi allarmanti risultati, non si facciano delle "contro analisi", chi si occupa di medicina, di scienza, di industria farmaceutica probabilmente sa di cosa si parla ma consideriamo le tante persone che non conoscono l'argomento. Perché, di fronte ad una persona che dice che nei vaccini ci sono i diserbanti, nessuno fa delle analisi di controllo?
Semplice, per chi non lo sapesse le analisi di controllo ci sono già: tante, ripetute, severe, ufficiali.
Senza considerare che non si può andare dietro ad ogni sparata che si legge su internet. Altrimenti perderemmo anni dietro a chi cura il cancro con il bicarbonato, risolve le paralisi con la vitamina C e chi vede gli alieni.
Ci sono dei limiti e Corvelva può prendere in giro solo chi questi argomenti non li conosce.
Io, invece di prendere in giro, provo a spiegare.

Forse è bene quindi ricordare i controlli che devono passare questi prodotti, le leggi, le norme, i passaggi che devono esserci prima della loro vendita.
Questo perché chi lancia allarmi o notizie scioccanti deve fare "scandalo", attirare l'attenzione e quindi, oltre a dare notizie allarmanti, tende a fare apparire tutto facile. Un po' come se dicessi di aver visto, con un binocolo, un alieno sulla superficie del Sole.
Facile a dirsi, più difficile a farsi e se un astronomo dicesse che con un binocolo non puoi scrutare la superficie del Sole, smentendomi, probabilmente sarebbe meglio dargli fiducia. Questa è una regola di buon senso.

Ma forse è ancora più convincente controllare i fatti.

Cosa abbiamo noi genitori e medici di fronte ai risultati incredibili, improvvisati e pieni di errori di una fantomatica analisi di un'associazione privata fatta in un laboratorio segreto?
Come possiamo sapere se quelle analisi hanno un fondo di verità?
Come è controllato un vaccino?

Le aziende che fabbricano vaccini devono attenersi alle cosiddette "buone pratiche di fabbricazione" (che hanno la sigla GMP), delle norme, attente e molto severe, che regolano come e con quali precauzioni e controlli devono essere preparate delle sostanze.
Un farmaco ad uso umano non può essere venduto se non ha seguito queste norme.

Dopo aver "inventato" un vaccino (quindi dopo gli studi, i test, le prove, le ricerche) questo deve essere messo in vendita e l'azienda fa richiesta alle autorità preposte (AIFA in Italia, EMA in Europa). Se le agenzie del farmaco approvano questa vendita perché giudicata utile e idonea per lo scopo dichiarato, ogni lotto (è importante, ogni lotto, quindi ogni singolo gruppo di prodotti messi in vendita o distribuiti) è controllato da parte di un laboratorio ufficiale che per farlo segue delle regole precise, con macchinari e test e procedure precise, ufficiali e condivise.
Questi laboratori sono sparsi in tutto il continente e sono elencati in una lista pubblica. Per l'Italia i laboratori si trovano fondamentalmente all'Istituto superiore di sanità e all'AIFA (Agenzia italiana del farmaco). Ognuno di essi si occupa specificatamente di un tipo di prodotto (vaccino, derivato da sangue, eccetera).
Le analisi alle quali è sottoposto ogni vaccino (ogni lotto, lo ripeto) sono incredibilmente complesse, attente, precise. Tanto complesse che anche elencarle è difficile. Il tutto è alla fine sottoscritto e firmato con nome e cognome da chi ha realizzato le analisi.
Ogni vaccino è prima controllato dal produttore (per ovvi motivi, un vaccino difettoso sarebbe un danno enorme per l'azienda produttrice) e poi dalle autorità, singolarmente per tipo (cioè il vaccino per la pertosse, ad esempio, è controllato diversamente e separatamente da quello per la rosolia), per il suo contenuto, per ogni componente singolo e totale, si analizza la qualità, la capacità di suscitare la risposta immunitaria, si controllano persino le singole fiale, vari campioni ripetutamente, la sterilità, il contenitore, la confezione. Questo controllo è talmente preciso che ne sono rimasto stupito perché non pensavo fosse così approfondito. E ci sono delle "linee guida" per farlo. Linee guida che hanno anche l'OMS e l'EMA (l'Agenzia europea del farmaco). Al controllo prima della commercializzazione segue quello dopo. Periodicamente esistono dei controlli a campione e dei controlli in seguito a segnalazioni (sospetto di contaminazione, sospetto di evento avverso non previsto/non conosciuto, segnalazione di irregolarità o dubbi nella preparazione ed altro) che si aggiungono alla normale farmacovigilanza (i controlli in generale sull'uso e le conseguenze dei farmaci).

Non è cioè che ogni laboratorio controlla il vaccino come vuole o come capita, lo controlla come è giusto farlo e come fanno tutti.
Se queste analisi passano il controllo il prodotto sarà messo in vendita e sarà controllato anche dopo la vendita, tramite la rete di "farmacovigilanza" (l'uso su milioni di persone permette un controllo più ampio e sicuro) i cui dati sono raccolti e analizzati sempre dalle agenzie nazionali.

Come si vede, quindi, il controllo sui vaccini c'è, è stretto, strettissimo, nazionale (quindi non solo legato alle aziende private), indipendente e continuo, prima e dopo l'uso, pubblico.

Al contrario, le analisi che saltuariamente spuntano dal nulla e che trovano di tutto nei vaccini, dal DNA umano, ai diserbanti, al Viagra (!), ai pezzi di muro (!) i pezzi d'intonaco, i vermivermi...(tutte cose elencate da personaggi che vogliono essere presi sul serio, non sto scherzando), sono cose dette da chi ha fatto queste analisi, sono realizzati da laboratori privati, spesso senza alcuna competenza né capacità di eseguirle.
Questo non significa che per forza un laboratorio privato o sconosciuto debba dare dati falsi o manipolati ma che, come appare probabile, anche dall'analisi di altri esperti, questi risultati siano pesantemente falsati da pregiudizio o da errori di metodo. Se esiste un controllo stretto, pubblico, ufficiale, è molto difficile che i risultati del privato, singolo, segreto, possa trovare cose diverse, improbabili, sfuggite al controllo pubblico.
Ma ammettiamo che, incredibilmente, questo sia avvenuto.

Trovare nei vaccini diserbanti e vermi, in prodotti già controllati dalle autorità, non è proprio, diciamo, normale. Cosa farebbe chiunque notasse una cosa del genere? Prima di urlarlo in pubblico dovrebbe esserne sicuro, è una notizia seria.
Chiederebbe conto alle aziende, chiederebbe lumi a chi controlla, pubblicherebbe tutto in una rivista scientifica. Nel caso degli esami misteriosi, oltre ad aver mantenuto segreto il nome dei laboratori che avrebbero eseguito questi esami, è successa una cosa a dir poco "strana". I risultati sono stati pubblicati in un quotidiano, un normalissimo quotidiano e nemmeno uno dei più quotati ma uno di tanti, anche poco diffuso.
Quando si pensa di aver ottenuto un risultato scientifico, chi lo pensa ha un obiettivo: dirlo al resto della comunità scientifica. Questo si fa pubblicando il risultato in una rivista scientifica (e più è "seria" e prestigiosa la rivista più il risultato avrà risalto).
Questo è già un modo per "parlare" scientificamente ma anche per dare attendibilità al proprio lavoro. La rivista, tramite i responsabili e altri esperti (si chiama "peer review", una revisione fatta da esperti sul tema), controlla lo studio, lo analizza, ne rivede tabelle, grafici, foto, disegni e segnala qualsiasi irregolarità. Se uno studio supera questo filtro significa che, almeno in generale, è attendibile (attenzione, esistono riviste scadenti che pubblicano qualsiasi cosa senza controllo e dietro pagamento). Se lo studio è fatto male, sbagliato, ha errori, non è accettato o addirittura è ritirato. La pubblicazione in una rivista seria è già una prima garanzia di serietà. Parte dei dati in questo caso sono stati inviati ad un sito di pubblicazioni scientifiche on line (open access, cioè dove chiunque può pubblicare e leggere ciò che è pubblicato) dove questa "peer review" è stata negata (quindi lo studio "bocciato") proprio per errori di metodo e di procedure.
Per questo le richieste dell'associazione di eventuali "contro analisi" o repliche ufficiali è senza fondamento. Quegli esami non esistono, sono notizie di giornale.

Perché quindi l'associazione ha pubblicato questi risultati in un giornale e non su una rivista scientifica? Mistero (o no?).
Siamo quindi davanti a un fatto strano.
Un'associazione privata scopre vermi nei vaccini grazie a un laboratorio segreto e lo dice tramite un giornale. A prescindere dal risultato quindi questa analisi è quanto di più lontano ci sia da un'analisi scientifica. Altrimenti io potrei dire di aver scoperto con il microscopio giocattolo topolini nell'antibiotico e pretendere che il mondo mi prenda sul serio. Non funziona così.
Punto.
Stiamo parlando inoltre non di un'istituzione o di un'associazione nota per la sua attendibilità scientifica, se domani accusassi il mio panettiere di mettere il cianuro nel pane che compro starebbe a me dimostrarlo contro ogni ragionevole dubbio, altrimenti il primo che si alza e accusa di cose gravi il prossimo potrebbe pretendere un controllo.
Stringendo ancora di più: stiamo parlando del nulla che ovviamente chi ha interesse ingigantisce e fa passare per grande scandalo.

In pratica una notizia di gossip, non di medicina o, se vogliamo, un perfetto esempio di "junk science", scienza spazzatura, qualcosa che si traveste da scienza, sembra scienza, ma è carta straccia. Usare l'intonaco, il DNA di scimmia o i vermi è solo un modo per suscitare diffidenza.

Però una riflessione sorge spontanea se i vermi fossero semplicemente esche attaccate a un amo?
E se "i pesci" in questo caso fossero tanti genitori impauriti e consumatori ansiosi?
Io credo che seguendo questo filone si scoprirebbero cose molto interessanti e lo dico anche in base all'esperienza che mi sono fatto in questi anni di caccia ai ciarlatani della salute.

Dietro l'antivaccinismo (quello professionale, non i genitori confusi da notizie false e allarmistiche) non c'è il desiderio di scoprire chissà quali complotti ai danni dei nostri bambini ma un normale, venale, umano, semplice, banale interesse economico da parte di molte persone. Avvocati, associazioni, periti, medici, ciarlatani, spesso anche media e giornalisti, vedono il tema vaccini, ognuno per una fetta, come una torta da spartirsi. E i pezzi di torta sono soldi.
Denaro.
Qualcuno dice (ma figuriamoci!) che gli antivaccinisti stiano tentando una strada nuova. Visto che per anni hanno battuto su una presunta "pericolosità" (il tristemente famoso e falso nesso tra vaccinazioni e autismo) dei vaccini, sempre smentita da qualsiasi dato, anche da essi fornito, ora stanno provando a diffondere paura, repulsione. Non per niente si stanno susseguendo le cause di richiesta indennizzo per danno da vaccino respinte dai giudici, un'inversione di marcia che sta preoccupando frotte di avvoltoi. Se non possiamo più dire che i vaccini causano l'autismo, cosa possiamo dire?

Dire che nei vaccini ci sono pezzi di muro e vermi, potrebbe essere una soluzione, chi vuoi che non provi un po' di schifo?

La cosa interessante (che mostra anche come i meccanismi della propaganda riescano a capovolgere le opinioni di chiunque) è che è risaputo come sia preferibile un controllo indipendente (su qualsiasi cosa, in questo caso parliamo di farmaci) rispetto ad uno "privato". Perché il privato potrebbe avere degli interessi (li ha, per definizione) rispetto al pubblico che dovrebbe avere solo interessi comuni. Sono per primi proprio gli antivaccinisti che chiedono di sottrarre (cosa difficilissima) il controllo dei vaccini ai privati.
In questo caso però è successo il contrario.
Si ascolta e si accetta a occhi chiusi un interesse privato (le associazioni e i laboratori) rispetto a quello pubblico (il controllo di AIFA e ISS e dei laboratori degli enti di controllo).
Non è interessante, come meccanismo?
In questo caso ci sono i "laboratori segreti" (privati) che hanno trovato il Viagra e i vermi, prima ci sono stati i "laboratori di nanopatologie" (privati) che hanno trovato pezzi di muro, di loro ci dovremmo fidare tanto da sprecare tempo, risorse, soldi e prestigio per vedere se nei vaccini ci fossero, perché lo dicono loro, vermi, diserbanti, intonaco e muri e non è tutto.
A proposito di questo, infatti, è assolutamente una coincidenza ma anche questa interessante, il fatto che uno degli sponsor di queste analisi fatte da laboratori privati è l'ordine dei biologi, il cui presidente, Vincenzo D'Anna, è anche il presidente dell'associazione che rappresenta i laboratori di analisi in Italia.
Ah! Chiudiamo con una nota comica. Una delle collaboratrici del Corvelva, ha sostenuto (e c'è chi ci crede pure) che alcuni degli errori di quell'analisi sarebbero opera di un correttore che ha sbagliato a correggere. Hanno fatto la scoperta del secolo e mi cadono sul correttore automatico.
Vi immaginate un medico che prescrive il farmaco sbagliato e poi si giustifica con "ha stato il correttore automatico?".

Non è tutto fantastico? E la signora che fa questa serissima affermazione, "consulente" del Corvelva, collabora con un'altra associazione, la Stelior in Svizzera, che dice di prevenire e diagnosticare le malattie con le analisi di questa associazione.

Non so se riuscite a seguire il filo.

Insomma, ognuno scelga di chi fidarsi. Ma occhio alle esche.
Alla prossima.

23 commenti:

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  2. Hai una santa pazienza, ma quante verità dici. La comunicazione che usano questi gruppi antivax sembra proprio la tecnica che usano i phisher per scremare il campione degli utenti: scrivono e-mail in modo sgrammaticato, infilando errori madornali di proposito nei loro messaggi, allo scopo di acchiappare solo i più sprovveduti: chi ci casca è *davvero* un pollo da spennare. Non si spiega che siano arrivati anche a pubblicare manifesti pubblicitari (a pagamento) se dietro non avessero un interesse commerciale.

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  3. Invece di controllare i vaccini già super controllati bisognerebbe indagare sui loschi motivi che hanno portato all'elezione di D'Anna come presidente dell'ordine dei biologi. La posizione dell'ordine è un fatto gravissimo, sul quale è inspiegabile la non presa di posizione da parte della magistratura.
    Spero che tutti i miei colleghi abbiano firmato la petizione per destituirlo. https://www.google.it/amp/s/www.nextquotidiano.it/biologi-petizione-danna/amp/

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  4. Ho letto attentamente. Quindi le analisi sui vaccini ci sono e sono controllati lotto per lotto. Cortesemente come posso accedere a questi dati? Grazie

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    1. Devi ovviamente chiedere alle autorità, non a me (on line trovi tutti i riferimenti, anche europei, forse migliori).
      Se hai motivi professionali per farlo sarà semplice, se la tua fosse invece curiosità credo sia più difficile ma parti dal presupposto che se il farmaco è in commercio il controllo si é dimostrato regolare.
      Io (ma anni fa) ho letto tutta la documentazione su un vaccino per motivi medici (per una perizia), erano più di 200 pagine solo per la parte analitica, molto complicate, poi tra parte industriale, commerciale e burocratica mi sono perso tra un migliaio di pagine.

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    2. E poi salta sempre fuori chi si crede tanto furbo e chiede di vedere le analisi “ufficiali”...
      Quanto mi piacerebbe che dopo me ne facessero un riassunto...

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    3. In realtà la richiesta mi sembra legittima, soprattutto per chi non è del campo, inconsapevole che risulterà incomprensibile per il livello tecnico del documento (io ho avuto difficoltà in più di un passaggio). Ma è altrettanto ovvio che non ho questi documenti né sono facilmente disponibili in rete. Sono spesso anche riservati perché documenti ufficiali e legati a richieste di permesso e autorizzazione al commercio.

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    4. Bah, la signora Miele ha la pagina Facebook piena di riferimenti fuffari sui vaccini. Ormai si riconoscono subito dalle domande furbette che fanno. Sempre curioso di sapere come interpreterebbe le analisi ufficiali se le avesse e come distinguerebbe quelle giuste dalla fuffa...

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    5. Il problema non è mio, è suo.
      Io informo, faccio il medico. Se lei preferisce una bugia che le da ragione ad una verità (positiva, oltretutto) che smonta anni di credenze sono fatti suoi.
      Non devo fare crociate per una missione ma mettere a disposizione ciò che so, poi ognuno ne faccia quello che vuole.

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  5. Credo non ci siano grandi motivazioni: erano pochi i candidati e poco più gli elettori. Da quanto ho capito, la maggior parte dei biologi non si sente rappresentata da questo individuo.

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  6. il presidente Vincenzo D'Anna, se non sbaglio è anche un senatore della Repubblica ...

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  8. Nuvolotta Nuvi30 gennaio 2019 10:11
    Che mi sa dire sulla notizia che ho letto su pernoiautistici

    L’ultima scoperta dei ricercatori Usa: “L’autismo esiste nell’embrione ancora prima della crescita dei neuroni”


    questo il link http://www.pernoiautistici.com/2019/01/lultima-scoperta-dei-ricercatori-usa-lautismo-esiste-nellembrione-ancora-prima-della-crescita-dei-neuroni

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    1. Che è un ulteriore tassello che si aggiunge a scoperte abbastanza recenti. L'autismo è una malattia genetica che probabilmente esiste da quando esiste l'uomo ma che solo recentemente stiamo capendo e studiando. Io concentrerei i miei sforzi (come stanno facendo molti ricercatori) proprio nel periodo della gravidanza. Sembra sia tutto lì il "mistero".

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  9. All’antivax amatoriale è stato inculcato che i controlli sono fatti dalle agenzie che fanno parte del gombloddo di big pharma, quindi quanto sopra non vale nulla.

    Io penso che sia colpa degli americani: ci inondano da anni di film vaccata fatti con lo stampino, nei quali l’eroe, con l’aiuto dell’altro eroe che regolarmente schiatta male, riesce a scoprire i complottissimi dei kattivissimi che fanno parte del governo, della Cia, dell’efbiai e di mia trisnonna in carriola, e dopo aver rischiato la vita, malconcio ma invitto, fa scoprire al mondo la verità e il bene trionfa.

    Più o meno è la trama che i fuffari professionisti propinano, e poi lucrano sugli sprovveduti che si immedesimano con l'eroe.

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  10. Vedo che la sig.a Bolgan sarebbe docente di "tossicologia dei vaccini". Esiste davvero una cattedra del genere?

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    1. "Tossicologa dei vaccini" ha la stessa validita' di autoproclamarsi "Imperatore del sesso"

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  11. Salve, qualche anno fa avevo letto un suo post riguardo l'ozonoterapia, oggi girovagando su Facebook ho trovato due studi dentistici che promettono di guarire la carie con apparecchiature che usano proprio l'ozono,ma è ancora possibile che circolino questi medici che adoperano strumenti non riconosciuti? Il suo orientamento è rimasto lo stesso sulla questione? La ringrazio.

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    1. La carie non si cura con l'ozonoterapia. Poi ci sono medici che cercano di ritagliarsi spazi e cercare clientela promettendo quello che gli altri non possono promettere (perché magari non esiste) e si può fare quello che si vuole se il proprio ordine lo permette.

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  12. Ma la deontologia professionale non esiste piu'? Una volta si sarebbero vergognati di pubblicare certe falsita'...

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