mercoledì 26 febbraio 2014

False cure, miglioramenti e viaggi della speranza: un video della BBC.

Un documentario della BBC sulle speranze illusorie offerte per malattie gravi. Il video non è nuovo (è del 2009) e questo dimostra ancora di più come il "miracolo staminali truffaldine" non sia una novità o una pseudoterapia nata da noi in questi mesi, ma è una storia che esiste già da qualche anno (io stesso ne parlai tempo fa qui).
Si toccano tanti temi che abbiamo imparato a conoscere in questi anni. Le false terapie, le "staminali miracolose", le raccolte fondi per cure all'estero, i ciarlatani della salute. Viaggi "della speranza" in paesi dove le regole sono inesistenti, miglioramenti e guarigioni date per certe ma mai successi, la storia non è nuova ma fa sempre bene ricordarla. Particolare interessante (e triste per certi versi) quando si parla di "miglioramenti" indotti dalle staminali, i genitori "vedono" la figlia migliorare quando miglioramenti non ne esistono e la richiesta di "venire a vedere i bambini".
Notate anche le risposte dei "terapisti"...non vi ricordano niente?
C'è poco da discutere, nel campo della salute, lucrare sulla malattia è una truffa squallida e vergognosa.
Altro elemento che ho discusso in passato e che ribadisco: diffidiamo sempre da chi ci parla di raccolta fondi per effettuare cure all'estero. Una cura scientificamente provata, quasi sempre è disponibile nel nostro paese (l'Italia non ha nulla da invidiare all'estero) e nel caso (rarissimo) di cure che da noi non sono disponibili, lo stato rimborsa tutti i costi. Chi chiede fondi per fantomatiche cure estere quindi, dovrebbe prima spiegare che tipo di cura e per quale motivo non si può effettuare in Italia.
L'invito che ribadisco oggi è quello che faccio da sempre: diffidate dalle cure miracolose, attenzione ai ciarlatani, non vendiamo la nostra dignità ai truffatori.

Link diretto al video: qui (ho tolto il video incorporato nel post perché iniziava automaticamente e poteva risultare fastidioso per chi leggeva altri post), dura 24 minuti. Articolo originale della BBC (2009), qui.
Alla prossima.

giovedì 13 febbraio 2014

Davide e Golia (2): 10 domande a Davide Vannoni

Il prof. Davide Vannoni, docente dell'università on line Unicusano, sostiene di aver messo a punto un metodo (ancora segreto e non diffuso pubblicamente) per curare centinaia di malattie genetiche, molte delle quali considerate incurabili dalla medicina. Della questione me ne sono occupato diverse volte e la vicenda è molto conosciuta ed attuale. Vannoni è stato criticato ripetutamente dalla comunità scientifica e da non addetti ai lavori per le numerose contraddizioni, per le dichiarazioni discutibili e per il suo modo di procedere ma ha sempre risposto in maniera vaga e poco precisa. Una delle sue risposte alle critiche è quella che, gli articoli di giornale e scientifici che lo riguardavano, non avevano mai ascoltato la sua voce e pertanto si basavano su informazioni inesatte quando non false (ha accusato anche me di aver diffuso informazioni false ma non mi ha mai detto quando, dove e quali sarebbero quelle "vere"). Per questo motivo ho pensato di sentire la sua voce direttamente ponendogli delle domande precise che richiedono risposte precise e che io non commenterò nell'articolo ma se richiesto nei commenti così, sia Vannoni che chi lo legge, avrà la garanzia di non vedere le parole travisate o male interpretate. Le domande si basano su fatti documentati e non prevedono "divagazioni", così che chiunque, leggendo le risposte, possa giudicare l'operato del professore. Naturalmente Davide Vannoni è anche libero di non rispondere, esattamente ciò che ha fatto Giulio Golia (conduttore della trasmissione che ha iniziato a parlare della vicenda) alle 10 domande che gli sono state inviate da me e da altri esponenti della scienza raccontata alle quali non ha risposto.
Qualche giorno fa ho avuto una breve discussione su Twitter con Vannoni nella quale, dal mio punto di vista, il presidente di Stamina faceva affermazioni a dir poco superficiali. Da quella discussione (e visto lo scarsissimo spazio a disposizione sul social network) ho chiesto se fosse disposto a rispondere ad alcune domande.



Ho scelto quindi un elenco di 10 domande tra le tantissime possibili, concentrandomi su quelle che riguardano argomenti non chiariti o contraddittori, inviandolo a Vannoni personalmente.
Le domande sono state inviate il 30 gennaio 2014, non avendo ricevuto risposta ho ricordato la cosa al prof. Vannoni via Twitter il 7 febbraio ma, anche stavolta, nessuna risposta, saranno gli impegni ma il prof. Vannoni evidentemente ha cambiato idea. A questo punto pubblico le domande lo stesso così da renderle pubbliche perché, come ho già detto, anche una "non risposta" è una risposta.

Davide Vannoni

1) In diverse occasioni, all'inizio della vicenda "mediatica" lei ha parlato di brevetti che registravano il suo "metodo" (in questo video, dal min. 0:56:20: "I brevetti sono pubblici, quelli per gli Stati Uniti e non valgono per l'Europa, qua chiunque può prendere e provare a rifare quello che facciamo..." ), lo stesso ospedale di Brescia nei procedimenti di autorizzazione all'uso come "cura compassionevole" parla di metodica brevettata. Perché ha fatto questa dichiarazione quando lei sapeva che non esisteva alcun brevetto (ma solo le domande, rigettate dall'ufficio statunitense)?
R.: 

2) Perché in data 29/3/13 ha dichiarato (ripetendolo in TV il 30/03/13 come si può ascoltare nel video di prima) di aver "lasciato in piedi" o di "averli lasciati aperti" i brevetti americani (per "fare in modo che nessun altro potesse brevettare") quando non è stato lei a "lasciare aperti" i brevetti ma le è stato imposto di farlo? Lei stesso infatti, già prima, in data 5/11/12 aveva fatto domanda per ritirare gli stessi, domanda  respinta dall'ufficio brevetti.
R.:

3) In un video de "Le Iene" (dal minuto 13,08) ha dichiarato che con la sua metodica "da tante patologie si guarisce". Ci dice con esattezza da quali?
R.:

4) Ovviamente per affermare quanto detto sulla guarigione da "tante patologie" sarà a conoscenza di persone guarite (=che non presentano più alcun segno clinico o strumentale della malattia che le affliggeva) esclusivamente grazie al "metodo Stamina" (ha parlato anche di "una ragazza che ha ricominciato a parlare dopo anni di silenzio"). Chi sono? È possibile rintracciare questi guariti per rendersi conto di questi risultati?
R.:

5) Perché ha sempre dichiarato di aver curato "gratis" (anche in passato) se poi lei stesso ha ammesso di aver chiesto denaro in cambio delle cure anche se in forma di donazioni e questo succedeva anche in passato (anche questo lo ha affermato lei)? Il fatto è confermato anche da diversi pazienti sottoposti al trattamento. A prescindere dalle motivazioni, chiedere denaro per qualsiasi motivo non significa "curare gratis", ne conviene? Per capirci, perché ha fatto dichiarazioni contrastanti di questo tipo:
A)  "I pazienti che entrano in terapia sono completamente gratuiti, non pagano nulla, non fanno donazioni alla fondazione Stamigna [sic] nè direttamente, nè indirettamete (neppure in passato ciò è mai avvenuto)".
B) "quelli che non pagavano un euro e quelli che pagavano giusto il costo, erano più di quelli che pagavano le cifre che sono state scritte [...] Con loro però compensavamo quelli che venivano curati gratis. I pazienti che potevano permetterselo donarono intorno ai 20 mila euro a testa".
R.:

6) Ha sempre dichiarato che il suo metodo sarà sempre senza costi per chi lo richiede. Il presidente di Medestea (Merizzi), la casa farmaceutica con la quale ha stipulato un contratto di esclusiva per lo sfruttamento della sua metodica ha dichiarato che la "cura" sarà gratis solo per chi non ha alcuna copertura assicurativa o per chi non ha soldi. Questa affermazione la smentirebbe. Merizzi, insomma, dice che la cura sarà gratis solo per chi non avrà soldi, non per tutti. Come mai?
R.:

7) Proprio perché segreto (il ministero è vincolato in questo da un accordo stipulato con Stamina), il suo metodo non può essere studiato da nessuno che non sia espressamente autorizzato. Se davvero è così efficace come lei sostiene, perché non lo diffonde pubblicamente (oltre ad un guadagno economico lei guadagnerebbe la gratitudine eterna dell'umanità) lasciando tutti i medici e gli scienziati liberi di "guarire" tutti i bambini malati del mondo e di perfezionarlo se necessario?
R.:

8) La legge Fazio/Turco definisce come "cure compassionevoli" quelle terapie che, anche se non ancora giunte all'approvazione, possono essere somministrate a malati senza alternative di cura. Unico requisito l'esistenza di sperimentazioni o studi che ne dimostrino (naturalmente su rivista scientifica di adeguata importanza, dalla legge definite "accreditate") un'efficacia, anche se preliminare, oltre alla sicurezza di innocuità. In base a quali sperimentazioni o studi che dimostrino efficacia ed innocuità della sua metodica si somministra la sua "cura"? Può indicarceli con precisione per favore (per esempio un link in rete o in una banca dati consultabile in modo da poterli studiare), ribadendo che per legge è necessario che gli studi descrivano l'uso della metodica Stamina, naturalmente, non un uso generico di staminali.
R.:

9) Come mai ed in base a cosa definisce efficaci le sue cure sulla SMA1 (una delle malattie che dice di curare) in base a ciò che si vede in alcuni video filmati pochi giorni dopo le infusioni e non ha inserito la stessa malattia tra quelle da sperimentare perché "non basterebbero 18 mesi per mostrarne i risultati e nessuno strumento diagnostico servirebbe a farlo"?
R.:

10) La sua domanda di brevetto (statunitense, quella respinta che come da lei dichiarato è l'essenza stessa delle procedure che segue) che descrive il suo "metodo", parlava espressamente di differenziazione (cioè trasformazione) di cellule mesenchimali in neuroni, punto cruciale dunque. Il dott. Andolina, vicepresidente di Stamina, ha detto chiaramente che con il metodo non trasformate le mesenchimali in neuroni e che questo, in ogni caso, non servirebbe a niente. Questo significa che neanche voi sapete bene cosa succede o cosa ottiene la metodica?

Domanda di brevetto "metodo Stamina", le mesenchimali si trasformano in neuroni

Marino Andolina: "non trasformiamo cellule in neuroni, non servirebbero a niente".

==

Le risposte non sono arrivate (se dovesse succedere le pubblicherò) e quindi lascio a chi legge trarre le proprie conclusioni. Anche una non risposta è già una risposta, eloquente.

Alla prossima.

NOTA: Domande inviate a  Davide Vannoni (info@NOSPAMstaminafound.org).

giovedì 6 febbraio 2014

Salute e Bugie (il libro).

Che emozione.
Mi viene da iniziare questo articolo così: "con viva e vibrante soddisfazione..." e poi una pausa, schiarisco la voce e mi porto una mano alle palpebre, la abbasso ed inizio di nuovo farfugliando qualcosa e poi continuo: "dopo tanti anni di costante ed incondizionato servizio per la corretta informazione..." ma no, no...meglio tornare al mio stile.

Per una curiosa coincidenza esattamente dopo 5 anni dalla fondazione di questo blog, tutto il lavoro, le "indagini", gli studi e le ricerche nel campo delle truffe in campo medico finiscono su carta. Si chiama "Salute e Bugie" ed è edito da Chiarelettere, il mio primo libro, il libro del blog, che da domani potete trovare in tutte le librerie.
Chi l'avrebbe mai detto?
Il sito che state leggendo è nato per un puro caso (che qualcuno ricorderà, sì, il primo lettore del blog è ancora qui che legge ed è ringraziato pure nel libro) che credo in molti non conoscano.
Mi trovavo in ospedale in attesa del collega del turno successivo. La giornata era stata tranquilla e dopo aver discusso dei casi in reparto e sistemate alcune cose, ci sedemmo un po' a discutere.
Si parlava anche del caso di una signora che, dopo essersi "curata" (a modo suo) con l'omeopatia (ma la sua malattia era seria, infatti non aveva avuto alcun beneficio ed era arrivata anche in condizioni piuttosto gravi), era stata operata e stava bene.
Da quello la discussione toccò temi come le "medicine alternative", quelle più strane, ricordi di persone che erano convinte di sconfiggere i malanni con una dieta o con una pozione trovata su internet, ero assolutamente impreparato sull'argomento, lo liquidavo, come succede a tanti, semplicemente come sciocchezze un po' da creduloni. I tanti "guariti" dalle medicine alternative? Guarigioni spontanee. L'omeopatia? Mah, medicinali con dosi piccolissime che male non facevano.
Ma c'era pure chi diceva di guarire il cancro e proprio a proposito di questo il collega mi disse di aver visto un video nel quale una donna con un tumore alla vescica raccontava di essere guarita dopo aver seguito i consigli (via mail) di uno dei tanti guaritori del web. Era Tullio Simoncini.
La donna si era curata con il bicarbonato di sodio, in poco tempo era guarita e c'era anche la sua testimonianza su internet. Incredulo (quanta strada dovevo fare...) chiedo al collega di mostrarmi il video, ma era tardi e non ricordava dove l'avesse visto.
Il giorno dopo, a casa, cercai di rintracciare quel video (la mia curiosità da bambino non mi ha mai abbandonato) e lo trovai in un sito pieno di altri articoli su vari argomenti. Eccolo il video, in effetti la donna raccontava di essere guarita da un tumore vescicale facendo dei lavaggi con acqua e bicarbonato, c'erano anche i referti che, evidenziati nel video in una veloce zoomata, mostravano "assenza di cellule neoplastiche". Incredibile, una cosa del genere poteva avere solo due spiegazioni: una rivoluzione medica, una truffa.
Nonostante la stanchezza riguardo quelle immagini diverse volte. La storia "quadra" ed è lineare:

Tumore-Bicarbonato-Guarigione.

Ci sono i referti, magari si potessero leggere bene, la risposta può essere lì, ma non è facile, il video "sgrana" la scrittura, l'inquadratura è veloce e dura pochissimo, la lettura non è agevole. Allora mi servo del "fermo immagine", lo faccio e lo rifaccio, finché riesco a "bloccare" l'immagine su una frase che spiega il mistero: la signora si era operata. L'assenza di cellule neoplastiche evidenziata nel video del guaritore, era un commento al controllo eseguito nella visita "post operatoria", era scritto, nessun segreto, solo un "effetto speciale", una bufala. Un effetto della medicina spacciato per miracolo della ciarlataneria.

Ingenuamente pensai che fosse il caso di farlo presente. Mi iscrivo al sito (con il nick "WeWee", vi spiegherò anche questo) e chiedo lumi. Se la signora è stata operata ed il tumore asportato con un intervento, perché dire che è stato il bicarbonato a guarirla?
Dopo un po' di smarrimento interviene il proprietario di quel sito che insiste diverse volte: "la signora non ha fatto altra cura oltre al bicarbonato". Ma non è vero, lo notano anche altri partecipanti alla discussione e d'altronde è tutto lì, nero su bianco, proprio nei referti mostrati (di sfuggita) nel video, ironicamente tutto questo sembra rispecchiare il detto "se vuoi nascondere una cosa mettila bene in mostra". Succede di tutto e nel sito è il caos, persino dei lettori "fedeli" si rendono conto (fortunatamente, significa che qualcuno usa ancora il proprio cervello per ragionare) della manipolazione della storia, qualcuno abbandona il sito, altri si arrabbiano, altri ancora se la prendono con chi fa finta di non capire, qualcuno si indigna con il proprietario del sito che sembra cadere dalle nuvole. Volano parole forti, il proprietario del sito si arrabbia, poi ironizza, e si arrabbia di nuovo, si agita, il suo nervosismo era chiaro. Non ne era chiaro il motivo (almeno per me), cosa ci sarebbe di strano in un medico che ti spiega un trucco da baraccone che può essere pericoloso?
Vado a cercare qualche notizia su questo "guaritore", ha un suo sito e trovo altri casi di "guarigione miracolosa", sono diversi, una ventina forse, così inizio a "studiarne" due, poi un altro ed anche lì il solito trucco. Lastre taroccate, referti che dicono una cosa diversa da quella dichiarata, guarigioni che non ci sono state. Miracoli raccontati ma mai avvenuti, guarigioni ostentate ma dovute alla medicina.

Torno sul sito, annuncio la "scoperta": "guardate che quello lì ha realizzato altri falsi, se volete ve li racconto". Non li racconterò mai, con una prontezza di riflessi eccezionale, il proprietario del sito (che poi si scoprirà gestiva, neanche a farlo apposta, anche il sito del guaritore e faceva da contatto) mi espelle, mi butta fuori accusandomi di "diffamare" il guaritore del bicarbonato con le mie accuse di falso, ma questo gesto diventa un motivo ulteriore di scontro all'interno del sito che è addirittura costretto a chiudere per qualche ora per calmare l'atmosfera ormai bollente.

Ci rimasi pure male, non capivo infatti perché si dovesse zittire o "censurare" una persona che alla fine spiegava che c'era qualcosa che non andava in quel "miracolo", spiegando cosa e che metteva in guardia dai pericoli della rete in tema di salute, avevo ancora tante cose da dire, qualsiasi persona di buon senso sarebbe rimasta ad ascoltare, a restare stupita per la furbizia del guaritore, a scoprire quel sottile trucco per convincere gli sprovveduti del miracolo impossibile e "non volere ascoltare" forse nascondeva qualcosa (che poi con il tempo ho capito).
Non mi persi d'animo. Cercai come si potesse realizzare un sito personale per raccontare quello che avevo scoperto ma non avevo potuto dire e mi accorsi che il modo più immediato era quello di aprire un "blog", ovvero un diario personale, un luogo nel quale dire e scrivere quello che volevo.
Due click, la ricerca di un nome ed ecco nato MedBunker. Un gioco di parole "bunker della medicina", a protezione dell'informazione corretta e nello stesso tempo "debunker medico" (il "debunker" è colui che svela le bufale).

Raccontai di quella storia, poi di altre. I lettori si mostrarono interessati, arrivavano anche gli incoraggiamenti, il sostegno di chi voleva sapere e così iniziai ad interessarmi anche di altre "medicine alternative", di truffe mediche, di pozioni curative, di false informazioni mediche. Leggere i primi post di questo blog per me è emozionante. Traspare un po' di ingenuità, lo stile è ancora immaturo, forse si legge anche la mia inesperienza, ma è tutto normale, con il tempo si impara, però traspare quello che poi sarebbe diventato lo scopo di MedBunker.
Con il tempo mi accorgo che ciò che per me era scontato non lo era per chi leggeva e quindi iniziai anche a parlare di scienza, medicina, salute, progresso, qualche storia personale ed i lettori apprezzano. Mi hanno impegnato moltissimo in termini di ricerca e lavoro, i miei approfondimenti sui vaccini e sulla "cura Di Bella", ho scoperto cose che non conoscevo, sono cresciuto (anche professionalmente, non l'avrei mai detto!) ed ho percorso vie mai viste.
Da piccolo diario personale il blog iniziava ad essere un punto di riferimento ma la cosa più importante è che stavo appassionandomi ad un campo che non avevo mai approfondito, che sembrava secondario durante il mio percorso professionale, cosa vuoi che importi ad un medico di quella "gente strana" che si cura con l'ozono o di chi usa l'omeopatia, ma mi accorsi che importava a tanta gente e stava iniziando ad appassionare anche me.
Mi incuriosivano i meccanismi che spingevano le persone ad abbandonare la via della ragione per abbracciare quella dell'irrazionalità, il fascino delle "bufale", i trucchi dei guaritori ed i loro comportamenti, quello che era iniziato per caso stava diventando una passione, profonda. Questi argomenti interessavano, c'è tanta gente che ha sete di conoscenza ed io potevo mettere a disposizione le mie, di conoscenze, per trasferirle agli altri e nello stesso tempo crescere conoscendo i dubbi, le paure, le domande dei lettori, dei pazienti e di chi mi seguiva. Tutto questo costa tanto. Studiare, tradurre, capire, cercare, quando hai già un lavoro che ti impegna profondamente, impiegare il tempo libero per...continuare a lavorare può sembrare assurdo, ma quando ti spinge la passione sarebbe assurdo non farlo e soprattutto diventa tutto più piacevole. Curiosa anche la reazione di qualche collega: "ma chi te lo fa fare?", "quanto guadagni?", "perché lo fai?" e queste domande dimostrano come sia ancora per alcuni incredibile che si possa fare qualcosa con passione; gratis poi, neanche a parlarne. :)

Il resto è "storia".
Dopo cinque anni quindi, tutto il lavoro di MedBunker diventa un libro. Di cosa parla? Di quello che trovate qui e di altro, di falsa medicina, truffe, ciarlatani, pseudoscienza, false (e scomode) verità.
Ecco un'anticipazione:
Cure vegetali anticancro

Che la maggioranza dei farmaci si ricavi totalmente o in parte da piante e vegetali non credo sia un mistero. Dalla notissima Aspirina a potenti chemioterapici, il regno vegetale è stato da sempre l’officina farmaceutica dell’uomo che, un tempo in maniera artigianale, oggi industrialmente, estrae, purifica, concentra e confeziona ciò che la natura ci dona. La percezione che ogni cosa derivi dalla natura sia «benefica » o salutare non è del tutto corretta: in natura esistono potentissimi veleni o sostanze capaci di uccidere un uomo all’istante; siamo noi che riusciamo a modificarne le proprietà per rendere una molecola benefica o utile alla salute umana. Nel mondo della medicina alternativa, proprio per sfruttare la moda del «naturale a tutti i costi», vendere come efficaci prodotti che invece non lo sono è una pratica molto diffusa. Frutti che guarirebbero tutte le malattie, estratti e frullati anticancro, mandorle, noci, fiori anticancro: c’è di tutto. Ma spesso, dietro all’innocente maschera del «naturale», si nascondono vere e proprie illusioni, anche pericolose.

L’erba che brucia il tumore

Lo abbiamo già detto: quando la medicina era ancora agli albori, l’uomo aveva pochissime armi contro le malattie; sappiamo tutti che si moriva d’infezione, di bronchite o per i postumi di una semplice ferita. Nel caso dei tumori non vi era altra alternativa se non rimuovere, qualora possibile, un’escrescenza. I nostri avi non si facevano tante illusioni e non avevano uno stomaco debole: non esistevano gli antibiotici, l’anestesia o i bisturi e bastava un coltello arroventato e lo stordimento del malcapitato paziente con un po’ di alcol per procedere con l’intervento. Il tumore veniva letteralmente bruciato, cauterizzato, estirpato...
Non è piacevole anche solo immaginare le atroci sofferenze di chi subiva questi interventi. Quegli uomini non meritano la nostra ammirazione perché conoscessero chissà quale rimedio misterioso per le malattie ma perché, nonostante non avessero alcuna arma per curarle, a volte riuscivano a guarire. Fortunatamente gli anni ci hanno regalato magnifiche scoperte e almeno la sofferenza è quasi sempre evitata. Non per i naturalisti a ogni costo che, pur di non adottare le soluzioni della medicina standard, tornano indietro nel tempo sottoponendosi a vere e proprie torture, crudeli oltre che inefficaci. Negli Stati Uniti esiste la Black Salve, una pasta corrosiva estratta da alcune piante spontanee. Le proprietà della pianta sono conosciute da secoli e l’abitudine di «bruciare il male», arcaica e primitiva, in certe zone dell’America del Nord sopravvive indisturbata. Negli Usa la chiamano «unguento nero...
Naturalmente parlo anche delle stranezze dell'omeopatia e delle follie delle cure anticancro, c'è tutto, da Simoncini con il quale ho iniziato a Vannoni che avviene ai nostri giorni.
A questa nuova avventura del libro ci hanno creduto in tanti ed in tanti lo avevano anche chiesto, ora c'è.
Inutile fingere indifferenza. Sono contento ed anche un po' fiero.


Ah!
Il nick "WeWee".
Ho lavorato per un periodo della mia vita in Francia, esperienza per me fondamentale professionalmente ed umanamente. La lingua non era un problema...pensavo (ah! quanto mi sbagliavo...), avevo studiato francese a scuola, alle medie ed alle superiori, me la caverò. Ma pensavo male, malissimo!
Arrivato in Francia mi resi conto che tra "studiare" e "conoscere" una lingua c'è un abisso.
Letteralmente non capivo nulla e non mi facevo capire.
L'inizio fu quindi scioccante: ad ogni domanda dei francesi rispondevo "oui, oui" (ovvero sì, sì), un modo sbrigativo per fare l'indifferente liquidando il cugino d'oltralpe che cercava una discussione con il sottoscritto che aveva grosse difficoltà linguistiche. Con i mesi la situazione migliorò fino a diventare accettabile, ma ormai era fatta, per il personale dell'ospedale francese, ormai, ero il "docteur ouì ouì". Per scegliere il nick ho semplicemente "inglesizzato" il mio "nick" in Francia e "ouì ouì" diventò "WeWee".

Concludo: ringrazio di cuore e sinceramente tutti coloro che si sono fermati almeno una volta in questo blog, dal primo all'ultimo. Sono loro che mi hanno permesso di trasformare un "diario privato" in un "posto pubblico". Grazie. Anche a chi mi ha scritto, a chi commenta, a chi mi incoraggia e mi spinge a continuare, grazie, grazie, grazie.
Poi un ringraziamento atipico. A quella persona che cinque anni fa mi mandò via dal suo sito perché osai rivelare le falsificazioni nel video del guaritore che pubblicizzava. Se non fosse stato per lui e per quell'espulsione ora tutto questo (ed altro) non sarebbe possibile. Non sono una persona rancorosa e per questo un grazie va anche a lui, però basta, non esageriamo, ora che l'ho ringraziato si ritenga soddisfatto.

Il resto dei ringraziamenti li ho scritti nel libro.
Questo potrebbe essere solo il primo passo di un nuovo capitolo nella mia "nuova vita", quella della divulgazione scientifica, il mio lavoro sarà sempre quello che ho scelto, in ospedale, in corsia, in sala operatoria, ma ormai non torno indietro, questa nuova passione è parte integrante della mia professione. Una sorta di banco di prova che servirà a capire quanta sete c'è di sapere e conoscere, da parte mia solo l'augurio che tutto quello che ho fatto possa servire a qualcuno.
Per un po' di tempo mi vedrete impegnato nella promozione del libro, non vi annoiate e sopportatemi, per favore, è semplicemente il piacevole coronamento di tanti anni di passione.
:)

Alla prossima.

SALUTE E BUGIE 
COME DIFENDERSI DA FARMACI INUTILI, CURE FASULLE E CIARLATANI
di Salvo Di Grazia
Chiarelettere, Milano 2014
In uscita il 7 febbraio pagine 256 prezzo 13,60
ean 9788861903968 formato brossura 12,8 x 19,8

martedì 28 gennaio 2014

Come si fa? La fecondazione assistita

Il primo "bimbo in provetta" (una bimba, Louise Brown) nacque il 25 luglio del 1978, sembra una vita fa, eppure "creare artificialmente" una vita umana, sembrava a quei tempi un miracolo impossibile.
La realtà dei tempi infatti, voleva che una coppia con problemi di infertilità dovesse semplicemente rassegnarsi. Così qualcuna lo faceva, altre si affidavano a santoni o...santuari, altri ancora provavano rimedi popolari che però non avevano alcuna base scientifica e nessuna utilità.

Louise Brown, prima "bimba in provetta", oggi ed il giorno della nascita

Quel giorno quindi si squarciò uno degli ultimi veli della medicina, la possibilità di creare una vita e farla nascere, quasi un modo di sostituirsi alla natura, con tutte le procedure che rientrano nelle pratiche dette di "fecondazione assistita" o "procreazione medicalmente assistita" (PMA). Questa sorta di "stregoneria" fino a pochi anni prima impossibile creò naturalmente moltissime discussioni dal punto di vista etico, religioso, schieramenti di "pro" e "contro" si fronteggiarono per incoraggiare o criticare duramente quello che l'uomo stava facendo: "sostituirsi a Dio" (per chi ci credeva), "manipolare l'essere umano" (per chi sottolineava la necessità di "trattare" la donna per ottenere una gravidanza).

Non mi dilungo sulle cause di infertilità, non è questo il tema del post, questo articolo serve a spiegare, semplificando, come si fa tecnicamente ad "imitare" la natura riuscendo ad ottenere una vita umana quando non è possibile farlo naturalmente.
Partiamo quindi dal problema. Una coppia può avere difficoltà ad ottenere una gravidanza per vari motivi, alcune volte dovuti a problemi ginecologici, altre a problemi andrologici, altre volte ancora a problemi dovuti ai due partner. C'è anche una piccola quota di cause "sconosciute": tutti i parametri sono normali ma la coppia non riesce lo stesso ad ottenere la gravidanza tanto desiderata. Vi è una piccola differenza riguardo alle classi sociali colpite da problemi di infertilità, in quelle più povere il problema è lievemente più accentuato, probabilmente per la loro difficoltà ad accedere alle strutture sanitarie e per la maggiore incidenza di malattie trasmesse sessualmente.

Quando la problematica è risolvibile (infezioni, malformazioni degli organi genitali, problemi ormonali ed altro) in genere una terapia può servire a risolvere il problema ma quando la causa non è risolvibile non c'è altro modo che intervenire dall'esterno e ricreare le condizioni che già naturalmente permettono una gravidanza: si tratta alla fine di "imitare la fisiologia".
Per questo motivo (e nonostante quello che si crede), le procedure di fecondazione assistita non consentono una percentuale di riuscita altissima ma ricalcano quelle normali in condizioni fisiologiche. Normalmente una coppia riesce ad ottenere una gravidanza nel 20% dei casi per ogni tentativo mirato (quindi con rapporti sessuali nel periodo fertile), così le procedure di PMA, ottengono una gravidanza in circa il 20% (in media) dei casi per ogni tentativo.
Come fa la medicina ad imitare la fisiologia?
Deve favorire l'incontro tra ovocita (cellula femminile) e spermatozoo (cellula maschile), le due cellule che, unite, permettono la formazione dell'embrione. Non sempre basta "unire" artificialmente queste due cellule ed in ogni caso bisogna procurarsi un numero sufficiente di cellule per poterle analizzare, trattare ed infine utilizzare. Per questo esistono diversi metodi di fecondazione assistita che, in ordine di complessità, aiutano a risolvere i problemi di infertilità.

Andiamo per ordine (schematico):

Vista la delicatezza delle procedure (ed i costi, i rischi, gli effetti collaterali), ad ogni procedura si cerca di ottenere il massimo delle possibilità facendo in modo di far produrre alla donna quanti più ovociti possibile (normalmente una donna produce 1-2 ovociti per ciclo mensile): con dei farmaci particolari (si chiamano "induttori dell'ovulazione") le ovaie femminili produrranno quindi 5, 10, a volte 20 ovociti ed ognuno di questi potrebbero essere candidati per diventare i "protagonisti" della tecnica. Anche il seme maschile è sottoposto ad una sorta di "ripulitura" e selezione per massimizzare le possibilità di risultati positivi. L'induzione dell'ovulazione è forse il momento più complicato da gestire per la donna poiché prevede l'uso di farmaci molto attivi e frequentissimi controlli. Ottenuto un numero accettabile di cellule uovo, si può procedere al loro prelievo. Con una tecnica (si chiama "pick up ovocitario") si "estraggono" le cellule uovo dalle ovaie della donna e si conservano (analizzandole per studiarne la qualità).

Aspetto delle ovaie stimolate dai farmaci all'ecografia. Ogni "zona" scura è un follicolo che contiene la cellula uovo.
A questo punto abbiamo i due "ingredienti" essenziali per procedere: gli ovociti e gli spermatozoi. Possiamo pensare di utilizzare una delle varie tecniche (elenco quelle ancora in uso, visto che altre sono ormai abbandonate) a disposizione per cercare di ottenere un embrione.

Inseminazione intrauterina (IUI): si tratta di introdurre dentro l'utero il liquido che contiene gli spermatozoi. Si introduce una cannula molto sottile all'interno dell'utero e si "posa" il seme al suo interno. Perché questo metodo abbia successo è necessario che le tube (dette anche trombe di Falloppio o salpingi) siano "aperte", permettano cioè il passaggio dell'ovocita dalle ovaie, attraverso le tube, fino all'utero, dove troveranno il seme introdotto. Qui avverrà (quando avviene) la fecondazione, ovvero gli spermatozoi incontrano l'ovocita e lo fecondano in maniera del tutto spontanea, creando un embrione che si anniderà nelle pareti uterine. Se tutto procede come previsto inizia la gravidanza.

FIVET (Fertilizzazione in vitro con trasferimento dell'embrione): Quando le tube sono chiuse o danneggiate l'ovocita non potrà mai passare dall'ovaio all'interno dell'utero. Sarà quindi necessario realizzare il loro "incontro" all'esterno del corpo. La tecnica Fivet si effettua mettendo a contatto l'ovocita con il liquido seminale in una "provetta", qui le due cellule si incontreranno ed avverrà (quando avviene) la fecondazione. Si ottiene quindi un embrione che il medico preleverà introducendolo grazie ad una piccola cannula dentro l'utero. Quando questo avviene correttamente inizia una nuova gravidanza.

ICSI (Iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo): La procedura è simile a quella della FIVET, la differenza risiede nel fatto che non si attende che ovocita e spermatozoo di incontrino "spontaneamente" ma si fa in modo che lo spermatozoo, tramite una piccolissima siringa, sia iniettato all'interno dell'ovocita, "forzando" la procedura che avviene in natura. Quando tutto procede come previsto si origina un embrione che è "posato" all'interno dell'utero. Le cose vanno a buon fine quando questo embrione si annida nelle pareti dell'utero ed inizierà una nuova gravidanza.


ICSI. A sinistra una "pipetta" che tiene fermo l'ovocita (quella cellula rotonda al centro), a destra la siringa che inietta lo spermatozoo all'interno dell'ovocita


Quando la donna per vari motivi non può produrre ovociti (in menopausa, malattie, interventi chirurgici...) non vi è altra possibilità se non quella dell'ovodonazione. Si utilizzeranno cioè ovociti di un'altra donna (donatrice) ed ottenuto l'embrione con una delle tecniche descritte si impianterà l'embrione nel suo utero, questa possibilità non è permessa dalle leggi italiane.
In un "ciclo" di fecondazione assistita non si usano necessariamente tutti gli ovociti ottenuti (con le tecniche di stimolazione dell'ovaio accennate prima) così come, se si dispone di embrioni già ottenuti (con la FIVET ad esempio), non è possibile impiantarne più di 3 (questo è il limite imposto per legge ma è anche il numero considerato più "utile"). Gli ovociti o gli embrioni in sovrannumero possono quindi essere conservati a bassissime temperature per molti anni, permettendo una nuova gravidanza quando desiderato. C'è da aggiungere che le procedure di PMA non sono esenti da rischi ed effetti collaterali.

Dietro queste tecniche, comunque, c'è un lavoro incredibile il cui sviluppo e progresso è durato anni (e che naturalmente ho semplificato enormemente). Dallo studio dell'embriologia, la fisiologia, l'anatomia e di tutti i processi che portano dall'unione di due cellule ad un bambino, a questo si uniscono strumenti modernissimi e precisi, tanta esperienza da parte degli operatori (il lavoro più "delicato" in questo campo è svolto dai biologi) e tante speranze e desideri. Per questo motivo, accanto ad un lavoro medico, esiste anche un sostegno psicologico per quelle coppie che decidono di affidarsi alle tecniche di PMA.
C'è anche una curiosità. Come detto all'inizio, le percentuali di successo di queste tecniche non sono molto elevate (anche se dipendono da molti fattori) ma sufficientemente ottimistiche per chi senza di esse non riesce ad ottenere una gravidanza: circa il 20% di gravidanze portate a temine dopo procreazione assistita e questa è la stessa percentuale di ottenere una gravidanza spontaneamente in condizioni fisiologiche.
Ciò fa pensare che la medicina della riproduzione non abbia "superato" la natura ma la "imita", riesce a raggiungere gli stessi risultati, quando "la natura" ha degli ostacoli. Ulteriore curiosità: per stabilire i criteri di successo di un centro che si occupa di cura dell'infertilità, il valore che fornisce una reale visione dei livelli di successo di un centro non si misura con il numero di gravidanze ottenute ma con quello dei parti avvenuti (si dice "bambini in braccio", ovvero quanti di quei cicli di fecondazione assistita hanno ottenuto una gravidanza con successo finale), questo perché sono ancora molto alti i tassi di cicli di fecondazione assistita che riescono ad ottenere una gravidanza ma questa, per vari motivi, non procede. Tra gravidanze ottenute e "parti ottenuti" c'è quindi una grande differenza.
I costi delle procedure di fecondazione assistita sono molto alti, esistono anche molti servizi negli ospedali pubblici che permettono di risparmiare economicamente. Le percentuali dei centri privati non sono superiori a quelle dei centri pubblici perché si usano le stesse procedure, ormai standardizzate.

In fondo è un segno dei tempi. Sono ormai centinaia di migliaia (in Italia sono più di circa 40.000 i bambini nati con PMA) le coppie nel mondo che hanno ottenuto un figlio grazie a queste tecniche e di...bambini in provetta, dai tempi di Louise Brown, ne sono passati tanti.




Alla prossima.

lunedì 20 gennaio 2014

Se il controllore è complice...

Non ne parlo da diverso tempo, ma ogni tanto l'indignazione mi impone di tornare su argomenti già trattati.
Nel variegato mondo delle pseudomedicine si trova di tutto, spesso sono pratiche senza alcuna utilità (se non quella di fare arricchire chi le propone) talmente blande da non fare male a nessuno (sempre se la presa in giro, la truffa e la perdita della dignità ed economica non le considerassimo un danno), altre volte si tratta di pratiche dannose fisicamente, potenzialmente rischiose quando non evidentemente pericolose.
Sono queste le pseudomedicine che vanno combattute ad ogni costo e senza sosta. Se l'omeopatia ha dalla sua parte un rischio solo teorico (una caramella di zucchero non fa male, può farlo solo se sostituisce farmaci efficaci in malattie gravi), pratiche che affermano di curare il cancro o malattie incurabili sono un vero e proprio delitto nei confronti delle persone che ci credono.
Il caso Stamina è ancora in pieno svolgimento ed è stata solo la sua diffusione sui media che ha permesso a tante persone di conoscerlo, a scienziati di criticarlo mettendo in guardia il cittadino dalle false speranze offerte dai venditori di illusioni ma in altri casi non è così.
Ci si affida allora a chi di medicina se ne intende. Se esiste una pratica inutile o pericolosa, sono gli organi competenti che devono vigilare, proteggere il cittadino, evitare le truffe.
Ma quando sono proprio gli "organi competenti" ad appoggiare queste pratiche? Ecco che tutto diventa più subdolo, più rischioso e chi spende le sue energie per spiegare quanto sia assurda una presunta terapia, vede tutto il suo sforzo vanificato in un attimo.

Vi ricordate della "nuova medicina germanica"?
Una delle pseudomedicine più folli e terribili che esistano, ne ho già parlato qui, qui e qui.
Un ex medico tedesco, probabilmente colpito profondamente dalla morte tragica del figlio, teorizza una serie di princìpi che lo portano a fondare una "nuova medicina". Non si tratta di princìpi dimostrati o plausibili, ma di un serie di assurde ed arbitrarie interpretazioni personali che mostrano come la follia possa impadronirsi anche di una mente razionale.

L'ex medico Ryke Geerd Hamer
Per Ryke Geerd Hamer (oggi latitante in Norvegia), le malattie hanno "un senso", sono semplicemente il risultato di un trauma (un conflitto) vissuto e che, risolto, ci farà guarire.
Alcuni esempi di questi "conflitti"? Presto detto: la paura di morire causa il cancro al polmone, la stessa paura di avere una malattia causa una malattia, il senso di soffocamento un tumore alla gola, la voglia di portare qualcuno al petto causa il tumore mammario, un maestro cattivo la leucemia...e mi fermo qui, un elenco di deliranti ed incredibili teorie, partorite evidentemente da un cervello malato e poi silenzio, non parlare a nessuno di quello che si fa, con una serie di "protezioni" e sicurezze che fanno dei gruppi hameriani una vera e propria setta, anzi una psicosetta.

Per curare queste malattie? Semplice, basta conoscere il conflitto che le ha generate e risolverlo, senza bisogno di farmaci: dal cancro alle malattie infettive, si guarisce. Le testimonianze di chi ha assistito alle rivoltanti pratiche hameriane sono terribili: persone che per i dolori oncologici passavano la notte colpendo il muro con la testa, bambini ridotti allo stadio larvale per non essersi curati in tempo (nota la storia di Olivia Pilhar), ragazze morte precocemente per non essere ricorse alle cure per la loro malattia. Naturalmente Hamer o i suoi seguaci non ha mai pubblicato nessun lavoro scientifico né sono noti casi di persone guarite da malattie seguendo i suoi deliranti metodi.

Hamer sostiene che queste teorie sarebbero conosciute dagli ebrei che le praticano di nascosto e solo su loro conoscenti. Giova anche ricordare che l'ex medico, malato di tumore, si è curato con la medicina standard ed è guarito. Sarebbero tante altre le cose da dire, ma visto che già ne ho parlato in passato, per chi fosse interessato, esiste un sito (italiano) che approfondisce accuratamente le pseudoteorie dell'ex medico tedesco, forse il più completo al mondo.
Bene, direte voi, chi vuoi che creda a baggianate simili, certo, anche se ci credesse una sola persona sarebbe abbastanza, ma se queste baggianate le ospita e patrocina un ordine dei medici sarebbe uno scandalo. Sì, è successo (non è la prima volta). A Cagliari, in un'aula dell'ordine provinciale dei medici, conferenza sulle 5 leggi di Hamer.
Ho scritto all'ordine, chiedendo se si rendessero conto di ciò che stanno ospitando ma non mi è ancora arrivata risposta (e se dovesse arrivare sarà pubblicata) ma ritengo una cosa del genere come un grave insulto alla ragione ed alla medicina, oltre che una trappola per soggetti deboli.
Gentile Ordine dei medici chirurghi della provincia di Cagliari,

sono un medico iscritto ad altro ordine che da anni svolge un lavoro di divulgazione medico-scientifica. Mi arrivano diverse segnalazioni sull'operato (spesso drammatico) di pseudomedici, guaritori, ciarlatani che speculano sulla salute delle persone ed a queste cerco sempre di rispondere con dati scientifici, invitando i malcapitati a rivolgersi agli ordini dei medici per controllare o segnalare l'operato di uno o l'altro pseudomedico e consigliandogli di affidarsi solo al metodo scientifico. Non voglio dilungarmi, ma vi scrivo perché ho ricevuto la segnalazione di una conferenza che si svolgerà (http://www.omeca.it/index.php?option=com_content&view=article&id=733:quale-eziopatogenesi--le-5-leggi-biologiche-scoperte-dal-dott-hamer&catid=1:ultime&Itemid=50) il 14 febbraio presso i vostri locali e con il vostro patrocinio.

Si tratta di un "incontro" dedicato alle teorie assurde e del tutto antiscientifiche (per certi versi anche preoccupanti) dell'ex medico Ryke Geerd Hamer, oggi latitante, che sostiene che tutte le malattie hanno un senso e sono provocate da traumi e conflitti. Risolvendo questi conflitti possiamo guarire. Fioccano così una serie di corrispondenze incredibili: il diabete è provocato dalla paura dell'organo genitale maschile o dalla paura delle rane, il tumore al cervello da una caduta dalla culla, il tumore al seno dalla voglia di abbracciare qualcuno.
Sembra fantascienza?
Eppure è proprio così. Hamer è stato arrestato diverse volte ed infine radiato, dandosi alla macchia. In Italia esistono alcuni medici che praticano questa assurda teoria senza (c'è bisogno di aggiungerlo?) alcun fondamento scientifico, invitano i pazienti a non fare uso di farmaci, sconsigliano i vaccini e, persino la morfin, in caso di dolori oncologici, sarebbe dannosa.
Questa pseudomedicina (la chiamano "nuova medicina germanica" ed ha già fatto delle vittime) sarebbe conosciuta dagli ebrei che la praticherebbero in segreto. Follie? Sì, Hamer è stato già giudicato uno psicopatico (basta una ricerca anche sulla pagina di Wikipedia, è un personaggio ben noto alle cronache).
Quello che dico è solo una parte delle teorie di Hamer (per approfondire esiste un sito molto completo, questo:
http://www.dossierhamer.it).

Non voglio entrare nel merito della vostra decisione, ma apporre il vostro simbolo, collegare il vostro nome a certe cose, ospitare nei vostri locali certi temi, è pericoloso, dannoso per l'immagine della nostra attività, dannoso per la salute dei pazienti e fornisce ai seguaci (gli "hameriani" sono spesso paragonati ad una setta per la loro chiusura e determinazione) una pezza d'appoggio per convincere le persone della loro serietà. Questi fenomeni, un ordine dei medici, dovrebbe sanzionarli pesantemente, non ospitarli "a casa" e per me quello che potrebbe succedere è assolutamente incredibile.

Vi chiedo quindi di ripensare seriamente al vostro gesto prendendo le distanze da questo tipo di fenomeni (ci stupiamo del "caso Vannoni"?) ed aggiungo che riterrei un gesto irresponsabile il consentire l'ingresso di queste pericolose pseudoteorie (che dovrebbero essere combattute, non favorite!) nelle stanze dove si dovrebbe discutere di scienza, medicina, salute.

Scriverò presto un articolo sull'argomento e sulla conferenza che state ospitando e per questo motivo aspetto una vostra risposta, se possibile in breve tempo, che possa chiarire la vostra posizione a riguardo.
Non sottovalutate i pericoli della pseudomedicina.

Ringraziandovi, porgo cordiali saluti.
Dott. Salvo Di Grazia.
Non dico altro, che bisogno ci sarebbe di commentare se non aggiungendo che questi atti, oltre all'amarezza di veder svilita così una professione che dovrebbe avere nella scienza e nel buon senso due orientamenti imprescindibili, mettono in cattiva luce quegli organismi (come gli ordini dei medici) che dovrebbero vigilare, controllare, ammonire, se necessario ma soprattutto proteggere i pazienti dalle pericolose derive pseuodscientifiche?

...e ci stupiamo ancora del caso Stamina?

Alla prossima.

Aggiornamento 21/01/14 ore 16,00: La pagina del sito che pubblicizzava l'evento è stata cancellata. Non ho notizie di modifiche al programma o sull'eventuale cancellazione del convegno, eventualmente lo comunicherò.

Aggiornamento 21/01/14 ore 17,50: a quanto riportato nei commenti, al telefono dell'ordine dei medici di Cagliari avrebbero risposto che loro non hanno "patrocinato" l'evento. A scanso di equivoci pubblico la locandina del convegno (mi hanno segnalato che è apparsa sul bollettino dello stesso ordine), guardandola ognuno può farsi un'idea.


Aggiornamento 21/01/14 ore 19,00: Ho ricevuto una risposta via mail dall'ordine dei medici di Cagliari. Il presidente mi ha chiesto di presentarmi, un curriculum vitae e "l'origine delle mie competenze sull'argomento". C'è da dire che mi ero già presentato nella prima mail (si può leggere, è quella che ho copiato in questo post), ma mi sono ripetuto aggiungendo titoli, diplomi, master, attività e link, non si sa mai.
Ora attendo una risposta ufficiale e che entri nel merito ed ho dato la mia disponibilità a pubblicarla (se autorizzato). Per quanto mi risulta, la stessa risposta inviatami è stata inviata identica ad altri (ne ho notizia da almeno 2 persone) che avevano scritto all'ordine.
Mi sorge un'ulteriore domanda: ma perché un ordine dei medici chiede il curriculum vitae per rispondere ad una critica?

Aggiornamento 23/01/14 ore 11,20: a quanto pare la conferenza è stata spostata e si svolgerà in una sala pubblica e non in quelle dell'ordine professionale cagliaritano. Sparisce anche il loro "patrocinio". Del caso si erano occupati anche alcuni giornali locali. Una buona notizia. Grazie quindi all'ordine di Cagliari ma un solo cruccio: queste cose non devono accadere, rimediare a posteriori è niente rispetto al fatto del dovere di controllare prima a chi si affida il nome dell'ordine professionale.

Aggiornamento 25/01/14 ore 11,55: L'ordine dei medici di Cagliari comunica il "rinvio" della conferenza.