venerdì 6 maggio 2011

Aggiornamenti: Hamer e Simoncini alla ribalta.

Brevissimo aggiornamento per avvertire che stasera, venerdì 6 maggio 2011, nel corso del programma "Mi Manda RaiTre", si parlerà di un medico hameriano e delle sue "terapie", in studio Ilario D'Amato.
Mentre in tutta Europa è enorme lo scandalo che suscitano le folli teorie dell'ex medico tedesco (nei paesi francofoni è uno dei casi che vengono trattati più spesso dai programmi di attualità), in Italia ci sono ordini dei medici e politicanti che a questa teoria da psicopatici dedicano e patrocinano conferenze e convegni. Speriamo che prima o poi qualcuno si accorga della tragedia che vivono centinaia di persone anche in Italia. Ma intanto qualcosa si muove.

Con provvedimento n° 22300 dell'AGCM (da pag. 75 del documento, è un .pdf) del 13/04/2011, il dott. Tullio Simoncini (il guaritore che cura il cancro con il bicarbonato) è stato condannato per pubblicità e pratica commerciale ingannevole ed intimato a pagare 50.000 euro di sanzione. L'autorità ha inoltre vietato la pubblicità delle sue teorie con qualsiasi mezzo (e qui vedremo se anche qualche sito "alternativo" si beccherà anch'esso una supermulta). Simoncini era stato avvisato (pag.79, è un .pdf) con un provvedimento della stessa autorità che gli aveva intimato di oscurare i suoi siti. Il guaritore romano ha pensato di aggirare la legge cambiando proprietà al suo sito e passandolo in mano ad un'altra persona ma l'autorità non si è fermata e la sanzione è arrivata ugualmente. Da notare che sul conto del guaritore stanno ancora indagando i NAS e la Guardia di finanza. Questa notizia rispecchia due concetti: qualche mese fa il ministro della salute Fazio aveva avvertito che si sarebbero strette le maglie sui ciarlatani del web. Detto, fatto. Secondo aspetto: questa istruttoria dell'AGCM è nata dalla segnalazione di un privato cittadino che si è recato dai carabinieri ed ha denunciato i misfatti del guaritore romano e dei siti a lui collegati. A questa persona il mio ringraziamento personale.
...e chissà che non incoraggi tanti altri che si sono fidati del guaritore romano...

A questo punto ed a scopo di archivio, inserisco un ulteriore caso di falsificazione dei fatti da parte dell'ex medico romano.
In questo caso Simoncini racconta di un paziente con un tumore epatico (cioè al fegato) di 3 cm che dopo aver effettuato un intervento chirurgico di termoablazione in radiofrequenza (una sorta di distruzione delle lesioni del fegato con il calore) peggiora. Solo il miracoloso intervento del bicarbonato lo salverà con tanto di referti per dimostrarci il suo potere curativo. Sequenza perfetta, pura e miracolosa quindi, quella raccontata da Simoncini:

Diagnosi di tumore
Intervento chirurgico.
Bicarbonato
Guarigione.

Ma al solito proprio leggendo i referti si scopre che le cose sono andate in maniera ben diversa e guardacaso la conclusione è assolutamente opposta a quella raccontata dal guaritore.
Nella realtà (ripeto, basta leggere), il paziente, a novembre 2001 ha ricevuto diagnosi di formazione di circa 3 centimetri al fegato (della quale non è nota la natura, se maligna o benigna, sembrerebbe una cisti, visto il suo contenuto liquido (aspetto "ipoecogeno") nell'VIII segmento epatico):

Il referto del primo esame, sottolineature rosse mie.

Poco dopo, a dicembre 2001 viene effettuato un trattamento con radiofrequenza:

...ed al successivo controllo, avvenuto a febbraio 2002 è dimostrato l'esito ottimale della procedura (i cui esiti, le cicatrici in poche parole, sono invariati rispetto all'esame precedente, quello che abbiamo visto prima del dicembre 2001), che chissà perchè Simoncini nemmeno considera. Nel sito riportata anche una testimonianza scritta del paziente che parla di TAC effettuata a luglio 2002 che dimostrerebbe la scomparsa del "tumore" (che in realtà non è mai stato diagnosticato): il referto di questa TAC non è mostrato. Ecco qui  invece il referto di febbraio 2002 che mostra ancora l'esito della termoablazione (la cicatrice che ha ancora le dimensioni notate nel precedente esame ed è pure sottolineato il riscontro di esito ottimale della procedura):

Il trucco è sempre lo stesso quindi, raccontare una falsa vicenda che si rivela invece una grande bufala quando si controllano i referti. Ecco perchè è importante richiedere sempre documentazione quando qualcuno racconta di guarigioni miracolose.
La cronologia esatta degli eventi quindi (almeno da quanto si riesce a capire da ciò che è pubblicato) è:

Diagnosi di tumore. (? Benigno? Maligno?)
Intervento chirurgico.
Esito positivo dell'intervento (come documentato)
Bicarbonato. (Quando?)
Guarigione. (? Da cosa? Con quale mezzo?)
Qui la versione italiana del caso leggendo la quale si evidenzia ancora più chiaramente la manipolazione degli eventi da parte del guaritore romano. Anche questo caso quindi è stato falsificato.

Ma perchè il guaritore pubblica (pubblicava, da qualche tempo di referti non se ne leggono più...) tranquillamente i documenti che rispecchiano la vera storia del paziente?
Perchè si fida della pigrizia della gente, della superficialità di chi legge e dell'incompetenza che non permette a chiunque di saper leggere un referto. Probabilmente pensa: intanto pubblico i referti che danno importanza alla cosa, tanto chi vuoi che vada a leggere ed a capire?
L'ho fatto io e l'ho spiegato: a voi le conclusioni.
Questa è un'ulteriore dimostrazione, ripeto, che per giudicare e per l'analisi di un caso, la presenza dei referti è fondamentale.

Alla prossima.

Grazie a u. per la segnalazione.

Aggiornamento 06/05/11 ore 22:45: è andata in onda la puntata di Mi Manda RaiTre che raccontava la storia di Emanuela Trevisan. Tristissimo il suo calvario e l'evidente plagio mentale al quale era stata sottoposta dal medico hameriano che le ha consigliato di non curarsi per seguire le sue deliranti teorie. In studio un Ilario D'Amato  perfetto che con il poco tempo a disposizione ha sottolineato alcuni degli aspetti di questa folle medicina alternativa. In collegamento altri due hameriani che hanno balbettato qualcosa senza avere nemmeno il coraggio di affermare pubblicamente le loro idee (tanto sono assurde). Invitato anche uno sconvolgente on.le Scilipoti che tra un "malati neoplastichi" (sic) e preoccupanti urla animalesche non ha risposto a nessuna delle domande che gli sono state poste. Presentato anche uno spezzone nel quale Hamer in persona, raggiunto nella sua latitanza norvegese, si lascia andare agli sproloqui sulla sua teoria, dal complotto ebraico all'idea che per curare il cancro, semplicemente, non bisogna curarsi.
Un'altra pagina di ciarlataneria che lascia allibiti per la quantità di ignoranza, delirio, pericolosità che si porta addosso. Chi ha visto (me compreso) probabilmente è rimasto senza parole.




lunedì 2 maggio 2011

Alimentazione: il digiuno

Quanti miti e leggende legati all'alimentazione conosciamo?
In un'epoca nella quale siamo "maleducati" anche per come mangiamo serve sempre un consiglio o una guida che ci illustrino cosa è bene fare e cosa bisogna evitare.
Tra diete inutili, leggende metropolitane e vere e proprie truffe commerciali, un articolo sul digiuno preparato dal biologo e nutrizionista dott. Giuliano Parpaglioni, già collaboratore di questo sito dagli inizi e che ha anche un suo blog che discute proprio di problematiche legate all'alimentazione.
In molti siti "naturopatici" o a tendenza alternativa si legge spesso delle proprietà fantastiche e guaritrici del digiuno. E' vero? Cosa si rischia a digiunare?
E possibile farlo?
Nei commenti i vostri dubbi.
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Nell'ambito della nutrizione esistono decine di “mode” e usanze, alcune suggerite dagli stessi professionisti ai propri pazienti, altre invece diffuse tramite il semplice passaparola, lasciando che ogni persona si regoli da sé. Molti di questi approcci hanno una loro ragione d'essere scientifica, ad esempio è indubbio che una dieta vegana, per quanto ristretta e limitata, sia comunque compatibile con una buona salute fisica in ogni occasione a patto che sia ben equilibrata. Altri comportamenti alimentari, invece, non possono dirsi salutari, nonostante il numero di persone che li seguono.

Il digiuno è una condizione volontaria o forzata di assenza di alimentazione, e ne esistono vari gradi: c'è chi si alimenta di sola frutta, chi beve solo acqua, chi lo fa per un giorno alla settimana, chi lo protrae per più settimane. I fautori di questo modo di “alimentarsi” (metto le virgolette perché è ovvio che il digiunare non è propriamente un modo per alimentarsi...) ci dicono che il digiuno è terapeutico, che ci libera dal grasso in eccesso e che ci fa vivere più serenamente la giornata, abbassando i livelli di stress. Tutto assolutamente vero!

Durante il digiuno (inteso come assumere solo acqua) il nostro corpo passa varie fasi per adattarsi alla situazione: prima utilizza le riserve di zuccheri (il glicogeno) presenti nei muscoli e nel fegato, successivamente all'esaurimento di queste riserve si vede costretto a sintetizzare da sé lo zucchero necessario alla sopravvivenza (un processo chiamato gluconeogenesi), i mattoni per la sintesi dello zucchero sono le proteine, ovvero la struttura portante dei muscoli corporei. Allo stesso tempo però il corpo attua una grandiosa risposta, evolutivamente molto importante in quanto ci ha permesso di superare periodi di grande carestia, che permette l'utilizzo dei grassi come fonte principale di energia, tanto che col passare del tempo e dopo parecchi giorni di digiuno lo stesso cervello può lavorare “alimentato a grassi” più che a zuccheri. Tutto questo è possibile perché il cervello è capace, in condizioni di carenza, di utilizzare come fonte di energia quelli che vengono chiamati corpi chetonici, che sono il risultato dell'utilizzo dei grassi per funzioni energetiche. Quindi, riassumendo: dopo vari giorni di digiuno il nostro corpo si alimenta dei grassi che ha accumulato, non ha più bisogno di un gran quantitativo di zuccheri e quindi la massiva perdita di muscoli che c'è nei primi giorni piano piano rallenta, anche se non si arresta mai.



A livello di analisi del sangue è possibile poi avere una condizione quasi normale, come spesso succede per i soggetti anoressici che hanno in apparenza poche carenze ematiche. Altro effetto positivo è che perdendo massa grassa si abbassano sicuramente gli indici importanti per il rischio cardiovascolare come i trigliceridi o il colesterolo cattivo. Tutto questo è molto bello e su questo si basa il successo del digiuno. C'è chi arriva a dire che il sistema immunitario ne esce rafforzato! Inoltre è possibile che ci siano effetti positivi per il trattamento di alcune condizioni patologiche come il Parkinson o che si riveli un utile strumento per abbassare il rischio di malattie cardiovascolari. C'è però il rovescio della medaglia.

Cominciamo dalla fine: le analisi possono anche apparire normali, ma in realtà c'è una carenza subclinica di molti nutrienti (primi fra tutti i minerali e le vitamine): dopo periodi molto lunghi di malnutrizione (pensiamo ad esempio ad un'anoressica) la rialimentazione deve avvenire in maniera molto graduale, perché se si dà una dieta completa, anche leggera, ad un soggetto così stressato si rischia di farlo stare davvero male, a volte. Succede che in condizioni di malnutrizione il nostro corpo abbassi tutti i suoi fabbisogni e che quindi, pur avendo circolanti nel sangue delle quantità di nutrienti apparentemente normali, nelle cellule questi stessi nutrienti siano estremamente carenti. Rialimentare una persona che per molto tempo non ha mangiato vuol dire sconvolgere il suo metabolismo ridandogli quello che fino a quel momento non aveva, a quel punto le cellule divorano i nutrienti e causano scompensi nei minerali e nelle vitamine circolanti, che possono risolversi anche con una crisi cardiaca: è la cosiddetta sindrome da rialimentazione. Quindi particolare attenzione al modo in cui si esce dal digiuno, soprattutto prolungato: ricominciare a mangiare normalmente troppo velocemente potrebbe essere paragonabile all'uscire velocemente dall'acqua dopo un'immersione subacquea in profondità.

Inoltre la perdita di massa muscolare è sempre presente. E' vero che è molto accentuata all'inizio e limitata nel lungo periodo, ma è anche vero che è limitata, non assente: il nostro corpo non può vivere senza carboidrati, almeno in quantità minima, ed è quindi costretto a sintetizzarli. L'unico modo che ha per sintetizzarli è quello di distruggere le proteine (i muscoli) e trasformarle in zuccheri, perché dai grassi non si ricavano zuccheri, mai. Prolungare per parecchie settimane il digiuno vuol dire perdere parecchia massa muscolare, fare un digiuno di 24 ore vuol dire perdere abbastanza massa muscolare da rischiare un infortunio in caso di attività fisica.

Infine ci tengo a dire che sì, si perde massa grassa, ma la mancanza di alimentazione porta ad abbassare la quantità di energia spessa in tutto quello che non è indispensabile. Cosa è indispensabile? Il funzionamento del cervello e del cuore prima di tutto. Il resto è importante, ma senza un rene si vive, senza la milza si vive, si possono asportare parecchi metri di intestino e continuare a sopravvivere, si possono togliere i due terzi del fegato e questo si riforma, ma non si può stare senza cervello e cuore. Questo vuol dire che anche il sistema immunitario ne risente e, indeboliti dalla mancanza di alimentazione, siamo sicuramente più vulnerabili alle infezioni, altro che rafforzarci. Il sistema immunitario è formato da numerosi tipi di cellule, molecole e tessuti: se parlate con un immunologo è probabile che vi dica che anche la pelle, essendo una barriera contro gli agenti esterni, è parte di esso. Tra queste cellule ci sono anche i batteri dell'intestino che escono da un periodo di digiuno sicuramente diminuiti di numero, quindi incapaci di sostenere la nostra buona salute (sono loro che impediscono, spesso, la comparsa di sindromi intestinali poco simpatiche). Ovviamente anche le vere e proprie cellule del sistema immunitario, i globuli bianchi, possono risentire della mancanza di alimentazione, sia come numero che come capacità di produrre molecole immunitarie.

In conclusione, se dovete seguire una dieta particolare o se volete digiunare, parlatene col vostro medico o nutrizionista, perché può essere d'aiuto sia nel seguire il regime scelto (ovviamente la scelta di seguirvi è a discrezione del professionista) sia per trovare alternative, o comunque elencarvi le possibili implicazioni negative.

martedì 26 aprile 2011

Escozul, scorpioni, bufale e iene.

Se ne parla da qualche mese non in ambiente scientifico ma sempre nel "sottobosco" delle pagine internet, dei siti "alternativi" ed infine su Facebook, macchina infernale capace di dare voce a chiunque, dal genio al folle, da chi scrive cose interessanti a chi delira. Poi il "sigillo" della televisione. Il programma "Le Iene" di Italia uno, ha dedicato due servizi (il primo ed il secondo) ad una sostanza che, si dice, avrebbe proprietà antitumorali. Centinaia di persone, quasi sempre parenti di ammalati di cancro, affrontano un viaggio nella lontana Cuba per procurarsi questa sostanza dal nome strano Escozul alla quale è stato dato il nome commerciale di Vidatox. Ancora più strana la provenienza di questo fantomatico "anticancro": sarebbe estratto dal veleno di scorpione azzurro che preparato industrialmente sarebbe in grado di uccidere le cellule tumorali migliorando (qualcuno dice guarendo) diversi tumori maligni.
La voce si sparge, sempre più persone (e dopo il servizio alla TV sempre più italiani) si recano a Cuba per procurarsi il veleno. Gradualmente i "viaggi della speranza" sembrano sempre più organizzati, c'è chi si propone di andare a Cuba per conto di altri, chi addirittura ha delle agenzie che si occupano di tutto, dalla sistemazione alberghiera al volo aereo e chi crea siti che pubblicizzano questo "nuovo ritrovato" garantendone gli effetti e offrendosi per procurarlo a chi ne avesse bisogno. La storia ricalca quella che abbiamo imparato a conoscere nel caso di altre cure alternative ed anche il Vidatox al momento fa parte di questa categoria, c'è un punto fermo comunque: non esistono studi scientifici che dimostrino un effetto antitumorale nell'uomo di questa sostanza. Gli studi li ho aspettati per mesi, sempre annunciati ma mai apparsi, poi rimandati ed ancora rinviati. E' tempo quindi di trarre alcune conclusioni anche perchè la stessa azienda cubana definisce conclusa la fase sperimentale (anche se non esiste alcuna documentazione di questa presunta sperimentazione). Per i risvolti della vicenda questo articolo è un po' lungo ma avrete tutto il tempo per leggerlo con calma.

Da qualche tempo a proposito del Vidatox, qualcosa comincia ad andare per il verso sbagliato. Se inizialmente l'azienda farmaceutica che produceva questa sostanza stava agendo in maniera apparentemente corretta e con poco clamore, con il tempo si è arrivati a qualcosa di particolare che ha fatto nascere più di un sospetto nei confronti della commercializzazione del veleno di scorpione. E' necessario quindi illustrare alcuni punti e raccontare la cronistoria di questa vicenda, scopriremo assieme come da una notizia interessante si possa arrivare a scenari inimmaginabili.
Primo punto: cos'è l'Escozul/Vidatox.

Escozul, il veleno di scorpione

L'escozul (contrazione di Escorpion azul, scorpione azzurro, nome scientifico Rophalurus iunceus) è un estratto di veleno di scorpione, un animale molto comune in varie zone del pianeta. Sono conosciute diverse tossine animali (di rettili, pesci, crostacei), vegetali ed addirittura batteriche che nel tempo hanno mostrato un effetto antitumorale in vitro (cioè in provetta) ma spesso la sperimentazione sull'uomo non ha dato i risultati sperati. Gli incoraggianti risultati in vitro non sono una scoperta particolarmente recente o studiata da poco, da anni infatti sono diversi i trial clinici che sperimentano le tossine animali per la loro azione antineoplastica (che si esplica mediante diversi meccanismi). Se in vitro i risultati sono spesso incoraggianti non si può dire lo stesso sui risultati in vivo (in esperimenti su cavie animali o umane). Non deve stupire, le cellule tumorali, pur essendo cellule "anormali" sono sempre cellule appartenenti all'organismo e tante sostanze tossiche sono capaci di indurre anche la loro morte (un "veleno" per le cellule umane è sempre un "veleno" per l'uomo, per questo non è da considerare strano che questo "veleno" uccida le cellule tumorali), questo non significa che sull'uomo le stesse proprietà possano essere utilizzate a scopo curativo (per esempio possono essere eccessivamente tossiche oppure sul vivente perdono parte delle loro proprietà o hanno un effetto troppo "lento" per risultare curativo). Affermare quindi che una sostanza efficace in vitro sia sicuramente efficace sull'uomo è scorretto, in parole banali sarebbe come dire che il fuoco, capace di distruggere le cellule tumorali, potrebbe essere utilizzato sull'uomo perchè...efficace.
L'azione dell'Escozul (come quella di altri "veleni" animali, anche di altri tipi di scorpione) è stata studiata da laboratori cubani controllati dall'azienda che lo produce, la Labiofam.
Questa azienda è autorizzata dal ministero della salute pubblica cubano ed è un'azienda farmaceutica a tutti gli effetti che produce varie sostanze come integratori, immunostimolanti e, come detto, il Vidatox.
Esiste però un documento (non posso garantirne la veridicità) che certifica come il CECMED (corrispondente dell'FDA americano, un ente che deve approvare e certificare i farmaci a Cuba) definisca fraudolento l'Escozul.


In Italia non ci sono voci ufficiali se non quella della Fondazione Veronesi che sottolinea la mancanza di studi relativi alla sostanza.
Non esistono studi o sperimentazioni umane, nonostante la stessa azienda parli di migliaia di persone trattate. L'unico documento con un minimo di statistica è relativo proprio agli effetti in vitro. La Labiofam, c'è da dire, non ha mai dichiarato che il prodotto possa avere effetti curativi da solo ma che dev'essere necessariamente associato alle terapie standard (chemioterapia, radio o chirurgia) che verrebbero rafforzate da questa associazione ma parla chiaramente di effetto antitumorale. Il veleno di scorpione (non esattamente quello cubano ma suoi parenti originari di altre regioni del mondo) è conosciuto per il suo effetto antinfiammatorio, immunostimolante ed analgesico, uno dei suoi usi per esempio è nel trattamento di alcune forme di artrite i cui sintomi migliorerebbero. Anche in questo caso comunque non esistono studi di grande portata.

Se quindi immaginassimo un sostegno alla qualità di vita delle persone affette da tumore che effettuano cure standard, possiamo dire che le basi teoriche esistono. Al contrario l'effetto "antitumorale" non è mai stato dimostrato, nè dichiarato dall'azienda produttrice anche se il messaggio che si è diffuso è assolutamente differente.
Da questo punto di vista quindi possiamo notare come le "voci" incontrollate non sembrano provenire da chi produce la sostanza ma da chi la "diffonde" tramite canali poco adeguati.

Gli studi scientifici e le evidenze

Non esistono come detto studi scientifici che dimostrino un'azione antitumorale sull'uomo del Vidatox. Non esistono evidenze cliniche che lo stesso possa curare alcuna forma di tumore. La Labiofam dichiara di essere giunta alla fase 3 (che è quella che, se positiva, precede la commercializzazione di una sostanza ad uso terapeutico) di sperimentazione del farmaco ma non esistono documentazioni relative a questa presunta sperimentazione, non vi sono pubblicazioni, non vi è traccia delle fasi 1 e 2. Sorprende la dichiarazione della Labiofam di aver trattato più di 25000 pazienti stranieri (la distribuzione gratuita avverrebbe ufficialmente proprio a scopo di ricerca) che non ha avuto un seguito scientifico (25.000 pazienti sono un campione vastissimo e valido per una buona statistica) e sembra che anche i pazienti cubani siano migliaia.

In un comunicato stampa dell'ambasciata di Cuba in Italia si dice tra le altre cose, che il prodotto è in fase di sperimentazione e che esistono difficoltà di produzione. Inoltre si invita alla visione di un documento che illustrerebbe i risultati degli esperimenti.
Questo documento in realtà non illustra proprio nulla in quanto sostiene che il prodotto non presenta effetti avversi, che a 5 ed 8 anni i pazienti sottoposti al trattamento hanno una sopravvivenza del 15,63% (cifra assolutamente insignificante visto che loro stessi consigliano di non abbandonare le terapie standard e poi, sopravvivenza relativa a quale tumore?) e che l'89,55% dei pazienti ha una buona qualità di vita (che come si può capire è condizione assai differente da una guarigione o dal miglioramento della malattia). Il documento sottolinea inoltre che Labiofam non autorizza nessuno a distribuire i prodotti all'estero (cosa che come ho scritto invece avviene regolarmente). L'unico documento ufficiale che mostrerebbe qualche risultato è una relazione (non controllata e mai pubblicata in rivista scientifica ma solo in un depliant dell'azienda) di una sperimentazione in vitro che mostrerebbe (per un'azione dovuta a proteine contenute nel veleno) effetto di distruzione e di rallentamento della crescita di cellule tumorali da parte dell'Escozul.

Personalmente ho seguito due pazienti che hanno utilizzato il prodotto. La prima ha interrotto ogni terapia (tumore mammario, ha evitato l'intervento e la chemioterapia) per utilizzare solo il Vidatox come consigliatole da un "naturopata" che ha sottoposto la donna a non precisate sedute di "disintossicazione", la seconda ha seguito tutte le procedure standard (tumore mammario, è stata operata ed ha effettuato chemioterapia) ed ha aggiunto il Vidatox che si è procurata tramite il fratello recatosi a Cuba. La prima paziente è deceduta. La seconda dopo 3 anni dalla diagnosi è sana e senza evidenza di malattia. Non ha avuto effetti collaterali particolari ed è attualmente seguita dal reparto che l'ha curata.
Non ho mai avuto la possibilità di analizzare ulteriori casi legati all'uso di Escozul in quanto quelli che ho contattato (tre dei quali si erano offerti di inviarmi documentazione) non hanno accettato la pubblicazione dei loro dati (anche oscurando i nomi). Nei casi che ho analizzato non c'è mai stata evidenza di effetto antitumorale dell'Escozul, riferito invece un soggettivo senso di benessere.

E' bene sottolineare che la Labiofam non vende il prodotto ma lo distribuisce gratuitamente (in realtà pare chieda un'offerta simbolica inferiore a 20 euro) presso i propri ambulatori a chiunque ne faccia richiesta presentando cartelle cliniche e documentazioni che dimostrino la presenza di una malattia di tipo neoplastico. Non è necessaria la presenza del "paziente" ma basta quella di un famigliare o di un conoscente che abbia la necessaria documentazione. Secondo un sedicente rappresentante italiano della Labiofam, la distribuzione gratuita era assicurata durante la fase di sperimentazione ormai conclusa, da ora in avanti anche a Cuba il prodotto sarà a pagamento.


Questa la cronaca fino a qualche mese fa.
Gradualmente però si è assistito ad un fenomeno strano. Sempre più persone si offrivano di recarsi a Cuba per procurare i flaconi di Escozul a chi ne avesse bisogno (il viaggio e l'alloggio non sono proprio economici), vere e proprie "spedizioni", gente che vendeva flaconi via internet chiedendo un "rimborso spese", prodotti ceduti gratuitamente che improvvisamente diventavano a pagamento, un vero e proprio commercio via internet. Il fenomeno ha avuto un'impennata dopo il servizio delle Iene del quale parlavo all'inizio.
Tutto questo di fronte ad un mancato riscontro clinico: continuano a non esistere persone guarite o notevolmente migliorate con l'uso esclusivo di questo prodotto.
Il lato "commerciale" della vicenda ha assunto contorni sospetti ed inquientanti quando si è assistito ad una sorta di "concorrenza" tra "importatori" non autorizzati di Escozul. Uno accusava l'altro di disonestà, minacce, insulti, una sorta di "corsa al cliente" (del tipo "il mio Escozul è migliore del tuo") che faceva emergere un enorme traffico della speranza. Nascono persino agenzie specializzate, società che "importano" Escozul ed altre che lo vendono senza alcuna autorizzazione, pagine pubblicitarie su Facebook, aste, servizio Escozul Express (!) e persino vendite su E-Bay, per un traffico illusorio e profittatore davvero triste ed incredibile. Cercando di capire la portata dell'affare sembra che non si trovino flaconi di Vidatox a meno di 300 euro a confezione ma si  arriva ad 800-1000 euro a flacone, pagamento cash o Paypal. Imbarazzante.


Poi altre vicende ancora più strane.

L'accordo IFAC

Uno scoop molto interessante è stato realizzato da una blogger italiana (co autrice di un blog di scettici per il quale ha realizzato un'eccezionale indagine degna di un giornalista professionista) che ha scoperto come la Labiofam abbia un accordo con un italiano impiegato in un'agenzia viaggi di Cuba per cercare contatti scientifici nel nostro paese, l'incarico sarebbe stato quello di trovare un'istituzione scientifica capace di sperimentare nel nostro paese le proprietà del presunto anticancro, in cambio questa persona avrebbe avuto il diritto di poter commercializzare i prodotti Labiofam in Italia. Nel blog tutti i particolari della vicenda che cerco di riassumere (qui e qui le conclusioni dell'indagine). Questo progetto è realizzato assieme ad altre persone tra le quali una che si occupa di edilizia con la quale l'agente di viaggi ha creato un'associazione, l'AMON (Associazione Medicina Omeopatica e Naturale). In effetti suona molto strano che in un tema così delicato si affidi il proprio nome a persone assolutamente fuori dall'ambiente scientifico e medico e che le stesse abbiano creato un'associazione di "medicina omeopatica e naturale" ma questo è solo l'inizio. Proprio cercando notizie in questo senso si è arrivati ad un istituto scientifico italiano, l'IFAC una diramazione del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) che si occupa di onde elettromagnetiche, di sicurezza delle stesse in alcune applicazioni in medicina, di laser ed argomenti simili. Diciamo che seppur organismo scientifico, l'IFAC non sarebbe certo la figura più adatta per sperimentare (anche perchè non si occupa di sperimentazioni mediche) o giudicare l'uso clinico di un farmaco antitumorale. Curiosamente l'IFAC stipula un accordo proprio con l'AMON.
Il problema di questo accordo è che in realtà pur avendo utilizzato il nome dell'IFAC l'accordo non è stato assolutamente discusso all'interno dell'istituto ma si è trattata di un'iniziativa personale del direttore che ha firmato di suo pugno il contratto. Perchè il direttore di un istituto statale che non si occupa di sperimentazione  clinica ha deciso di "ufficializzare" un accordo con dei privati senza consultare il consiglio dello stesso istituto? Il contratto non è addirittura protocollato e non è stato autorizzato dal dipartimento ed a quanto pare l'intero istituto non era al corrente di questa "collaborazione" come confermatomi da persone che ne fanno parte, l'iniziativa quindi sarebbe sorprendentemente una decisione personale del direttore dell'IFAC che però ha utilizzato il nome dell'istituto (ripeto, un istituto di ricerca nazionale ed ufficiale) per un'inziativa a quanto pare privata (stipulata oltretutto con altri privati che non hanno alcuna credenziale scientifica). Qui un riassunto della vicenda da parte di Gianni Comoretto.

Sono state organizzate riunioni e convocazioni interne per discutere il problema ma non si è arrivati, a quanto pare, a nulla di concreto. In realtà non si capisce nemmeno bene in cosa consisterebbe questo "accordo" e cosa dovrebbe fare l'IFAC per "sperimentare" il veleno di scorpione. Nel frattempo il sito dell'AMON (l'associazione che avrebbe dovuto "sperimentare" il veleno di scorpione con l'IFAC) si è via via "impoverito" di contenuti e sembra abbandonato ed il suo creatore ha dichiarato il progetto "naufragato" inaugurando però contemporaneamente un servizio di "viaggi della salute" con destinazione Cuba e tra i servizi offerti anche le cure non ufficiali per il cancro.

Questo per quanto riguarda l'aspetto commerciale di questa vicenda, da definire almeno "singolare" come procedura di "diffusione" di un farmaco con presunte capacità antitumorali.
Credevo fosse l'ultimo atto di una vicenda molto particolare ma non lo era in quanto da qualche settimana è nata in Albania un ambulatorio privato che offre, con patrocinio della Labiofam, il trattamento con Vidatox.

L'ambulatorio albanese
Esaminando le pagine che offrono informazioni sull'ambulatorio (con tanto di modulo per prenotare i trattamenti) si scopre qualcosa che lascia ancora più interdetti. Il Vidatox sarebbe composto da veleno di scorpione...omeopatico...alla diluizione 30CH. Questa "forma farmaceutica" sarebbe quella commercializzata all'estero mentre quella distribuita a Cuba esisterebbe nelle due forme (omeopatica e non). ma anche a Cuba viene distribuita la forma diluita omeopaticamente, come si vede da questa foto (è il Vidatox "originale" distribuito dalla Labiofam a Cuba):

TRJ-C30, l'Escozul distribuito a Cuba (sottolineata da me la dicitura "omeopatico")
Strano il consiglio di conservare il prodotto lontano da "onde elettromagnetiche", da cellulari e magneti (cosa che ricorda molto da vicino gli strani "riti" di certa medicina alternativa). Mi chiedo comunque che serietà possa avere un'azienda che propone un prodotto "anticancro" omeopatico. Tra parentesi questa è una risposta a chi sostiene (a proposito di altre bufale alternative contro il cancro) che un prodotto "naturale" non si possa brevettare.

Il prodotto "anticancro" con evidenziata la definizione "omeopatico" a 30 CH

Non so se tutti coloro che leggono questo articolo sanno di cosa si stia parlando, diluizione omeopatica alla 30CH significa letteralmente che in quei flaconi non c'è altro che acqua, nemmeno una molecola di veleno di scorpione. Considerato che già la molecola "integrale" non ha evidenziato effetti antineoplastici sull'uomo e che non esistono documentazioni in proposito nemmeno da parte di chi la produce, il fatto che sia venduta in forma omeopatica rende tutta questa storia assolutamente inattendibile.
Per sicurezza ho chiesto ai sedicenti responsabili della clinica se le cose stanno come dichiarato sul sito del gruppo. Il Vidatox è un preparato omeopatico? La Labiofam dichiara di curare il cancro con questo prodotto omeopatico? La risposta ad ambedue le domande è stata SI! (con punto esclamatico incluso).

Mi sembra quindi che la situazione sia sufficientemente chiara ed evidente: è una illusione pericolosa ed un affare creato a puro scopo commerciale e non medico. Mi sento di mettere in guardia chiunque pensi di ottenere benefici da questa pseudocura: occhi aperti.

Direi che a questo punto ci sia solo da diffidare da chi propone di procurare il veleno e da chi promette effetti miracolosi. Se proprio vogliamo dirla tutta, il servizio delle Iene (probabilmente armato di buona volontà) ha in realtà svolto un'informazione scorretta e potenzialmente pericolosa, visto che migliaia di italiani si sono organizzati per un viaggio a Cuba nella speranza di procurarsi il "veleno anticancro" che fino ad oggi non ha dimostrato di guarire una sola persona dalla malattie.
Come spesso accade anche in questa occasione qualcuno ha fiutato l'affare e qui si parla di decine di persone che stanno creando un vero e proprio commercio parallelo di illusioni e speranze. Il mio invito a non farsi illudere quindi vale anche in questa occasione.
A proposito dell'ambulatorio albanese credo che il termine "clinica" con il quale la struttura è spesso definita vada tra virgolette, visto che sembra proprio non trattarsi di uno stabilimento sanitario ma di alcuni uffici al piano terra di una clinica che si occupa di fecondazione assistita e che non ha alcun collegamento con il "veleno di scorpione", sono insomma ospiti. In più se si prova a chiedere informazioni chi risponde al telefono è molto vago, parla male l'italiano (eppure la "clinica" sarebbe rivolta proprio agli italiani) e cita nomi di medici che collaborerebbero con la struttura. Questi medici, contattati, hanno negato del tutto un coinvolgimento con questa "organizzazione", il mistero (mica tanto misterioso) si fa quindi ancora più fitto.

Considerato anche che i flaconi in vendita e la clinica albanese sono ufficialmente collegati alla Labiofam  (i responsabili del sito si definiscono "rappresentanti ufficiali della Labiofam" ed esiste anche un accordo di rappresentanza linkato nel sito) credo che ci sia poco da aggiungere e se i dubbi iniziali erano già tanti  a questo punto credo si possa affermare che il Vidatox attualmente e nella forma in commercio non è assolutamente da considerare una possibile cura per il cancro a disposizione dell'umanità ma un affare privato senza alcuna velleità medica o scientifica.
Consiglio quindi di non buttare i propri soldi in queste cure inutili regalandoli a personaggi senza alcuno scrupolo.
Avvertiti.
Aggiornamenti ce ne saranno di sicuro, ne riparleremo.

Alla prossima.

Grazie a C., Rosa, G.P. per la collaborazione, le segnalazioni e gli aiuti tecnici.
Dossier Vidatox

lunedì 18 aprile 2011

La polvere sotto al tappeto

Ahh, come sarebbe bello svegliarsi una mattina e trovare il mondo ripulito dai ciarlatani.
Sapere che chi cerca aiuto trova solo gente onesta e ben disposta, sapere che nessuno vuole fregarti e pensa ai tuoi soldi, come sarebbe bello.
Utopia eh?

Eppure mi renderebbe orgoglioso contribuire alla fine di uno sciacallaggio, esattamente come dev'essere stato orgoglioso un mio "collega" (Rachael Dunlop medico e blogger, una sorta di WeWee australiano) ai nostri antipodi.
A volte sembra che in Italia si voglia nascondere la polvere sotto al tappeto. La presenza di ciarlatani in continuo aumento sembra non preoccupare le autorità. E' forse un ammortizzatore sociale? Un modo per mantenere vivi i "sogni" e le illusioni dei più deboli?
Il "ricco" si cura con le medicine e chi non può farlo si affida ai guaritori?
Possibile.
Così non è in altri paesi esteri.
La New South Wales Health Care Complaints Commission (HCCC) ha accusato una associazione di antivaccinisti, la più importante dell'Australia (la Australian Vaccination Network, AVN ) di importunare i genitori fornendo informazioni fuorvianti e selezionate in malafede fuori contesto per appoggiare le loro teorie antivacciniste. Esattamente quello che fanno i nostri "naturopati alternativi" che si incontrano su internet.
Che bello!

L'associazione australiana diffonde le sue notizie sul web, i video e le conferenze, esattamente come fanno le nostre "associazioni" per la libertà di cura che poi finiscono sempre per chiedere l'obolo di chi li segue senza offrire altro se non informazioni distorte e pericolose.
Per prendere provvedimenti contro queste cose, si sa (e non accade solo in Italia, come si dice spesso) è quasi sempre necessaria la tragedia che smuova le coscienze, che provochi lo shock nazionale.
Così in Australia i movimenti antivaccinisti hanno sempre avuto un buon seguito ed una sorta di pacata sopportazione anche da parte di chi non la pensava come loro (il solito: che male fanno?), fino a quando Dana McCaffery bambina di poco più di un mese non si ammala di pertosse e muore.
Nulla di strano, sembrerebbe, se non che la bimba viveva in una zona con forte influenza antivaccinista (la sede dell'AVN si trova proprio in quella regione) e conseguente bassissimo tasso di vaccinazioni ed alto tasso di pertosse.

La morte della bambina emoziona tutta la gente che conosce quella famiglia ma succede qualcosa: la AVN comincia a tartassare la famiglia della piccola insistendo per convincerli che la loro figlia non è morta di pertosse (cosa che potrebbe mettere in crisi le loro continue battaglie contro il vaccino). La famiglia è distrutta dal dolore e in quel momento non pensava certo a prendere posizioni o cercare colpe, la bimba aveva sofferto consumata e soffocata dalla malattia, dice la mamma di Dana:
"It's the most offensive statement because I watched over five days my beautiful daughter suffer the most agonising death" ("E' l'affermazione più offensiva perchè ho visto la mia bella bambina soffrire per cinque giorni in agonia fino alla morte")
Ma gli antivaccinisti non mollavano, telefonate continue, richieste di dichiarare cause di morte sconosciute ed infine allo stremo e vista la resistenza di quei genitori una sorta di ultimatum: "Dite che la morte a causa della pertosse non è certa e che vi sono molti dubbi che dovranno essere chiariti dalle indagini".

I genitori di Dana impazziscono e decidono di raccontare tutto alla HCCC.
Il fatto è diventato così di dominio pubblico e gli antivaccinisti dovranno difendersi da un'accusa tremenda: speculare sulla morte di una bambina. Tutto ciò è stato portato alla luce proprio dal blogger australiano che dopo mesi di ricerche e lavoro è riuscito a ricostruire i fatti e far arrivare gli inviti dei tribunali australiani agli antivaccinisti invadenti ed approfittatori.

Ma se in Australia i terroristi della salute non ridono, in Austria non se la passano meglio i guaritori. Due genitori seguaci delle folli idee di Hamer, sono stati condannati per aver permesso che la loro figlia neonata venisse allattata al seno della madre, affetta da AIDS.

Barbara Seebald con la figlia

L'allattamento al seno è sconsigliato alle persone con AIDS perchè il virus può essere trasmesso al neonato.
Barbara Seebald, affetta da AIDS non conclamato, fa parte di quelle persone convinte che il virus non esista e che la malattia sia inventata.
Per questo motivo allatta sua figlia che poco dopo diventa anch'essa HIV positiva.
Al processo, celebrato anche contro il marito della donna, quest'ultima viene condannata a 10 mesi di reclusione, pena sospesa.

Di negazionisti dell'AIDS, individui cioè che credono alla non esistenza del virus HIV ed al fatto che l'AIDS sia una malattia inventata ne esistono tanti, soprattutto negli USA.
La più nota fu Christine Maggiore, attivista "antiHIV", opinionista di grido, scrisse anche un libro (qui la storia in breve nel blog di Gianni Comoretto e qui la biografia su Wikipedia inglese) dal titolo emblematico: "E se tutto quello che pensavi di sapere sull'AIDS fosse falso?", venduto e letto da migliaia di persone (e chissà quante l'hanno creduta).
Falso: per Christine Maggiore era tutto falso, l'HIV non esiste, lei non aveva l'AIDS ed era tutto un imbroglio.
La donna morì a dicembre 2008 per herpes diffuso, polmonite bilaterale da pneumonia e candidiosi orale, tutti sintomi tipici dell'AIDS.
Sua figlia, allattata al seno perchè "tanto l'HIV non causa l'AIDS", morì di AIDS a tre anni.

Si dice che in Austria la notizia della morte della bambina abbia scioccato la cittadinanza...e da noi, quando resteremo scioccati?
Di ciarlatani arrestati e guaritori condannati le cronache sono piene. Negli Stati Uniti le condanne per cure alternative sono molto numerose.


Esattamente un anno fa Christine Daniel, predicatore pentecostale, giurava di guarire il 60% dei tumori maligni con le sue preghiere ed un miscuglio di erbe di sua invenzione.
Si è calcolato un guadagno di 1,1 milioni di dollari, spillati a 55 famiglie che si erano affidate alle sue cure.
Un investigatore ha detto parlando delle vittime di Daniel: "Queste persone credevano di guarire dal cancro ma sono state divorate vive dalla malattia...".
Tutto ha avuto inizio quando la figlia di un'ammalata di tumore assiste ad una testimonianza (quante ne abbiamo viste?) di una "guarita dal cancro" con le cure della guaritrice. Affida la madre a questa donna facendole abbandonare le terapie che aveva già iniziato. Dopo qualche settimana la morte.

Arrestata ed indagata per truffa e frode postale, rischia fino ad 80 anni di carcere.
Due settimane prima, a Los Angeles, un altro guaritore che invitava i malati di cancro ad interrompere le cure per affidarsi alle sue pozioni "con il 90%" di percentuale di successo, era stato arrestato per omicidio colposo.

Il pericolo dei rimedi alternativi spacciati per "scientifici ed innocui" è reale, molto sentito in alcune nazioni, sottovalutato in altre. L'Unità di sorveglianza pediatrica australiana ha pubblicato un report nel quale si collegano (in maniera accertata o probabile) 39 morti in due anni (dal 2001 al 2003) di bambini e adolescenti (dalla nascita ai 16 anni) all'uso di medicine alternative.
In 17 di questi giovani il danno è stato provocato dal mancato utilizzo di medicine efficaci. Casi ripugnanti come un decesso per malnutrizione e shock settico di un bambino di otto mesi nutrito con latte di riso come rimedio alternativo per la "congestione" o quello di un altro bambino di 10 mesi morto per shock settico perchè i suoi genitori avevano "curato" un eczema con l'omeopatia.
Pozioni alternative per curare tutto: dermatiti, diabete, epilessia, anemia.

C'è però chi continua a dire: "che male vuoi che facciano".

Studiando il fenomeno dei "guaritori alternativi" ho notato un particolare: modificano il loro modo di agire, le loro "tattiche", adattandosi al posto dove operano.
In Italia ad esempio siamo molto più "creduloni": basta "garantire" la guarigione, non importa come lo fai o se accada realmente, prima o poi davanti alla porta di casa del guaritore busserà qualcuno. Siamo molto meno diffidenti di altre popolazioni.
Negli Stati Uniti invece si assiste ad un fenomeno particolare. Esistono tantissime cliniche alternative nel territorio statunitense molte delle quali gestite da medici o ex medici, alcune gestite da "naturopati", figure molto ambigue che spesso hanno un titolo che non vale nulla letteralmente acquistato in una delle università private "giocattolo" di cui gli USA sono pieni.
In queste cliniche si eseguono degli esami che la medicina non riconosce e non pratica. Negli USA mi sembra più in voga l'alternativo "tecnologico": un titolo inventato, apparecchiature e cure "esotiche" e si fa colpo sugli ingenui. Noi italiani siamo colpiti più dal "guru" che dalla tecnologia, è una mia impressione.
Per dire se stai bene, gli alternativi statunitensi non fanno "gli esami del sangue" ma controllano con strane macchine e piccoli apparecchi elettronici (spesso di invenzione del guaritore stesso). Un esempio famoso è quello di Hulda Clark che diagnosticava tutte le malattie con il suo piccolo macchinario chiamato "Zapper".
Quando un paziente si sottopone all'analisi con queste scatolette, spesso viene fatta diagnosi di malattia. Di tutte le malattie, anche le più gravi come il cancro.

Queste macchinette diagnosticano ad esempio "l'energia negativa" che emette un tumore, possono dire quanti tumori hai ma non dicono dove si trovano, dicono che esiste un' "aura" negativa che *sicuramente* farà venire un tumore...insomma fanno di tutto per spaventare e preoccupare il paziente...e lì compare la cura miracolosa.

Da questo derivano i "centinaia di pazienti guariti" che negli Stati Uniti sono appannaggio di tutti i guaritori.
Era gente che non aveva mai avuto un tumore e che aveva solo speso migliaia di dollari per "curare" qualcosa che non esisteva.
Un procedimento simile lo adottano i seguaci di Hamer. Diagnosticano spesso malattie inesistenti terrorizzando chi capita alla loro attenzione, propongono le cure (inventate) e "guariscono" il paziente che così diventerà pure un prezioso "testimone", non in malafede, probabilmente lo stesso testimone resta convinto di essere stato guarito dall'imbonitore e così le due parti si "coprono" a vicenda, il truffatore ha un complice nel "curato". Fino a che punto possa arrivare una persona è facile da dirsi, di testimonianze "sincere" ne ho sentite centinaia e quasi tutte provenienti da persone in buona fede che avevano subito un vero e proprio plagio da parte del guaritore. Interessante una testimonianza letta in un altro blog che riporto in breve.
Si tratta di una donna affetta da tumore tiroideo e mammario che dopo l'intervento chirurgico inizia la chemioterapia. Dopo un ciclo (di sei) la interrompe:
Tre settimane fa ho incontrato un importante guaritore, un professore che usa l'energia della luce per trattare persone come me [...]. Il professore diagnosticò che fossi affetta da "ombre nere che oscuravano il mio corpo" qualcosa che va oltre la scienza e mi sarebbe servita una pulizia con un certo quantitativo di acqua ad energia luminosa. Sono passate tre settimane, mi sento più felice, nessuno stress da chemio, non scarico la rabbia sulla mia famiglia, faccio attività fisica e sento di avere molta energia. Nonostante non sia sicura di avere il cancro dentro di me, sicuramente sono contenta di aver interrotto le cure.
Cosa fare in questi casi? La colpa è solo del guaritore truffaldino o anche della povera donna disperata e disposta a credere a tutto? Di certo qualcuno dovrebbe vigilare, non ha senso voltarsi e fare finta di niente o pensare "l'ha voluto lei", ognuno è libero di scegliere cosa fare della propria vita ma solo se correttamente informato e consapevole, in caso contrario non si può parlare di libertà ma di disinformazione dolosa.

Un altro "alternativo" tuttologo è il dottor Rolando Arafiles Jr., medico che cura tutte le malattie con preparati "naturali" ad esempio le ferite con impacchi di olio d'oliva ed utilizza tecniche tutte personali (e non riconosciute dalla medicina) per curare cose come le fratture e gli ascessi.
Questo medico pubblicizzava e vendeva l'argento colloidale per qualsiasi problema e diceva che serviva pure per curare l'influenza H1N1.
Tra le altre sue attività Arafiles era un fervente sostenitore del Morgellons.
Cos'è il Morgellons? Ne ho parlato molti mesi fa e ne riparlerò tra qualche giorno. E' una patologia di presumibile natura psichiatrica per cui chi ne è affetto (viene definita anche parassitosi illusoria) è convinto di essere infestato da insetti e parassiti. Sente camminare sulla sua pelle animaletti e piccoli ragni e si gratta (e non dorme) continuamente. I casi segnalati sono oggetto di indagine ma finora non vi è nessuna evidenza che questa malattia sia "misteriosa" o provocata da strani agenti infettivi.
C'è stato chi (come Arafiles) ha collegato questa psicosi con le cosiddette "scie chimiche", una delle bufale più bizzarre degli ultimi anni: le scie di condensa emesse dagli aerei in volo, sarebbero emissioni volontarie di veleni e composti contenenti tutto ed il contrario di tutto: virus e vaccini, batteri ed antibiotici e così via. Tra le altre cose, queste scie, causerebbero proprio il Morgellons.
Arafiles è stato denunciato e radiato dall'associazione dei medici texani (corrispondente al nostro ordine professionale) per questo, per minacce ai testimoni e per problemi amministrativi e legati ad alcuni abusi sul lavoro. La notizia più fresca è che l'ex medico è stato arrestato con diversi capi d'accusa che lo hanno portato dritto in cella.
In Germania intanto  il "Dipartimento federale per il controllo dei media nocivi per i minori" ha temporaneamente sospeso il sito del padre di Olivia Pilhar (chi volesse saperne di più sulla sua triste vicenda, ha a disposizione il sito più completo su Hamer, curato dal giornalista Ilario D'Amato), piccola vittima della "Nuova Medicina Germanica" di Hamer.
Se da un lato può fare piacere, dall'altro è triste sapere che in Italia ci sono ordini dei medici che invece di schierarsi dalla parte della scienza addirittura patrocinano conferenze sull'ex medico Hamer così come deputati che organizzano convegni di seguaci dell'inventore di questa inaudita follia pseudoscientifica.
Nella nostra nazione siamo quindi al disastro?
Ha vinto l'ignoranza? La superstizione dei tempi bui ha ripreso il sopravvento?
Siamo un popolo di santi e creduloni ma un segnale vogliamo mandarlo?
C'è tanta gente vittima di ciarlatani senza scrupoli e guaritori senza ritegno, dobbiamo per forza aspettare la tragedia?
Intanto qualcosa si muove.
L'antitrust, l'organizzazione governativa che vigila sulle pratiche commerciali scorrette ed ingannevoli ha da poco mosso le acque, anche su invito del ministero della salute che ha chiesto un aumento della guardia nei confronti delle truffe alternative che spopolano su internet.
Così in pochi giorni prima il Power Balance, il "noto" braccialetto di gomma che millantava effetti spettacolari sull'equilibrio e sulla forza di ognuno di noi è stato giudicato senza basi scientifiche e le industrie che lo producevano sono state multate e condannate a pagare migliaia di euro, sempre poco rispetto ai loro guadagni, fare il ciarlatano paga, evidentemente.

Ma probabilmente ne vedremo ancora delle belle.
Spero solo che non serva il morto eccellente o il bambino trucidato per fermare quest'orda di pazzi, guaritori, naturopati che pensano alle loro tasche e non alla salute della gente.

In ogni caso nessuno dica di non aver mai saputo nulla... 
Alla prossima.

martedì 12 aprile 2011

Spazio politico: serve uno sforzo

Qui non si fa politica e non se ne farà mai più, ma per una volta voglio fare un'eccezione.
La faccio perchè il nostro presente ed il futuro, quello dei nostri figli, è nelle mani di chi ci governa ed è quindi indispensabile che chi siede nei posti di comando sia una persona capace, ragionevole, costruttiva ed impegnata. I futuri governanti, gli insegnanti, i professionisti, sono figli della nostra epoca e di chi la gestisce.
E' per questo che vi chiedo uno sforzo. Quando c'è chi merita non bisogna tirarsi indietro, se un politico dimostra di lavorare per il futuro del nostro paese e per la crescita culturale, mentale e fisica di tutti noi, lo sforzo diretto verso questa persona non può che essere enorme.

Per questo devo farlo anche io questo sforzo, anzi, mi è venuto spontaneo leggendo una notizia e credo lo stesso accadrà a voi quando scoprirete di cosa è capace un solo uomo.

Qui non si tratta di destra o sinistra, si tratta di vita, salute, futuro ed intelligenza.

Venerdì 15 aprile alle ore 9.30, a Roma, l'on. Domenico Scilipoti invita tutti ad un incontro pubblico interessantissimo al quale non possiamo mancare. Se vorrete, lo sforzo potrete farlo direttamente sul posto.
Quale incontro?
Si intitola “La medicina della natura. L’approccio olistico alla malattia e alla salute”. I primi segni incoraggianti ci sono ma è bene vedere chi parteciperà al convegno.
Interverranno personaggi di tutti i tipi, come il dott. Castrica, un pediatra.
Si prosegue con il dott. Toneguzzi, medico hameriano (Hamer è quell'ex medico, antisemita e latitante, che dice che il diabete è provocato dalla paura delle rane e l'AIDS dall'allergia allo smegma) con un intervento dal titolo che inizia significativamente con le parole "Le 5 leggi biologiche scoperte dal Dott. Hamer". La cosiddetta "Nuova medicina germanica di Hamer", pratica antiscientifica che tanto clamore ha suscitato in Europa, avrà finalmente un po' di spazio anche da noi per merito dell'on. Scilipoti.
Prosegue un'altra dottoressa hameriana, poi un omotossicologo, un terapeuta olistico, un agopuntore, un avvocato olistico (!!! ma possono essere olistici anche gli avvocati?), uno che insegnerà a leggere l'aura ed altri personaggi. Si concluderà con una discussione sulle scie chimiche (che sarebbero le scie degli aerei che disperdono vaccini, batteri, virus, nanorobot e controllano il clima e la mente di tutti noi).
Ad aprire il tutto il simpatico e dinoccolato attore comico Pippo Franco.

Voi penserete: "già ora io vado a Roma per vedere uno spettacolo". Ma no, no! Non è uno spettacolo ma una conferenza, un convegno organizzato dall'onorevole dottor Domenico Scilipoti. Un deputato nazionale che organizza un incontro "olistico" tra hameriani, lettori dell'aura, Pippo Franco e scie chimiche non può che meritare ogni nostra benevolenza.
Il convegno inoltre, si terrà nella sala conferenze della camera dei deputati, un luogo istituzionale quindi. Ottimo.
Per questo vi chiedo lo sforzo. Perchè queste cose restino per sempre e non si dimentichino quando andiamo a votare.


Quando si sceglierà chi dovrà decidere le nostre leggi, le regole di convivenza e sociali ricordiamoci di queste cose, scolpiamolo perennemente nella nostra memoria. Al governo deve andare gente capace ed intelligente perchè il nostro futuro e quello dei nostri figli dipende da loro.
Per questo vi chiedo, per la prima volta nella storia del mio blog, di fare questo sforzo tutto per l'onorevole Scilipoti. Ricordiamoci per sempre del suo volto e di come si chiama, ne va di tutti noi.
Ricordate per sempre questo nome e sforziamoci quindi: DOMENICO SCILIPOTI.

Olisticamente grazie.

Si ringrazia L. per la segnalazione.