giovedì 7 marzo 2019

Medicine alternative: scomodi testimoni.

Ogni "cura miracolosa" ha i suoi miracolati.
I testimoni.
Sono quello che, grazie alla cura miracolosa, sarebbero guariti da ogni male.
Esempi viventi di fatti straordinari. Non importa il tipo di malattia o gli ingredienti della cura, ci sarà sempre chi, straordinariamente e inaspettatamente, avrebbe risolto ogni suo problema grazie al rimedio che il mondo non vuole riconoscere. Negli anni ho studiato tante cure alternative, le più incredibili. Tutte, ovviamente, curano definitivamente le peggiori malattie, quelle che anche la medicina e gli ospedali faticano a curare. Le erbe o il bicarbonato (sì, il bicarbonato) che curano i tumori, la medaglietta che cura l'epilessia. Metodi contro il cancro e pozioni che guariscono.

Nessuna di queste ha dati seri, attendibili, tutte si basano sul passaparola, su improbabili video su You Tube e su falsi studi pubblicati su riviste di quart'ordine.
Oggi su internet la chiamano "fuffa", una volta avevano un nome somigliante ma più semplice: "truffa". Mi hanno sempre attirato queste cose, come può riuscire un uomo a "inventarsi" la cura del secolo che guarisce tutti senza dolore e velocemente? Come fa a convincere la gente di essere un genio incompreso? Come si fa a dire di aver trovato quello che la scienza non è riuscita a trovare ma che, stranamente, invece di usare respinge e rifiuta? Il ciarlatano, alla fine, è un personaggio interessante, affascinante, storico. Esiste da quando esiste l'uomo, usa trucchi e furbizie, intriga perché è subdolo, viscido ma chi è interessato alle pieghe dell'animo umano lo trova interessante proprio per questo. Il ciarlatano si approfitta della debolezza, della fragilità, del bisogno altrui. Dove c'è un ciarlatano pullulano i sofferenti, gli ingenui, i deboli.

E i testimoni? Quelli guariti, disposti a giurare che quella cura funziona? Anch'essi sono interessanti. Può una persona normale credere di potersi curare un tumore con il bicarbonato di sodio? O con una dieta? Può credere al ricercatore solitario che ha scoperto quello che migliaia di altri ricercatori non trovano? Eppure, quando vai a controllare, tranne qualche complice che sta semplicemente fingendo e recitando la parte del "guarito" (il compare ha sempre accompagnato il ciarlatano da quando esiste), i testimoni sono spesso persone in buonafede, normalissima gente malata che è assolutamente convinta di essere stata curata con l'intruglio magico.

Ne ho conosciuti direttamente.
La mia curiosità mi ha spinto a verificare con mano, in prima persona questi guariti. Volevo vederli, studiarne le affermazioni, i documenti.
Controllare, come si dovrebbe e fare davanti ad un affermazione straordinaria.
Perché c'è poco da fare, se una persona si dichiara guarita da una cura considerata a tutti gli effetti una truffa sono due le cose: o non è una truffa o quella persona non sta raccontando la verità.

Uno di questi testimoni è apparso diverse volte in questo blog, nei commenti. È successo quando ho iniziato a raccontare del "metodo Di Bella", la pseudocura a base di varie sostanze che pretende di curare tutti i tumori (e tante altre malattie) nel 100% dei casi. Le prove? Scientificamente vicine allo zero.
Non ci sono prove serie ma nemmeno chi pubblicizza questa falsa cura ne ha mai fornita alcuna che vada oltre l'autoreferenzialità. Si tratta insomma dell'ennesima "cura alternativa" che promette miracoli ma solo a chi la vende ai malati.
Ma l'aspetto che colpisce di più non sono le "presunte prove", il millantare successi mai documentati ma le persone che giurano, spergiurano, garantiscono, di essersi curate e di essere guarite grazie a questa cura.
Ovviamente lo staff che cura gli affari di questo "metodo" si affretta ad esaltare questi risultati e, in una sorta di missione religiosa, esorta i testimoni a portare la loro versione in giro per il mondo.
Così, dovunque si parli di questo "metodo", appare il testimone che è guarito, completamente, velocemente. Non vedrete mai un malato che, nonostante la pseudoscura, non sia guarito (fateci caso), la ciarlataneria vince sempre, vedrete sempre persone vive, vegete e sane.
Anche in questo blog.

Ne sono apparsi tanti, tutti a parole guariti, nessuno con documenti a portata di mano.
Apparve anche lui, lo chiamerò Giuseppe.
Scrisse nel blog che era affetto da un tumore e che aveva fatto (e stava facendo) la "cura Di Bella" che lo aveva guarito "carte alla mano".
Io ovviamente spiegai che il caso singolo, senza controllo e senza approfondimento significasse poco, chiunque può inventarsi una storia ma Giuseppe insisteva.
Fino a quando mi rivelò di abitare vicino casa mia e mi offriva totale disponibilità per un incontro nel quale mi avrebbe mostrato non solo i documenti in suo possesso ma anche le prove della sua guarigione.
Giuseppe frequentava tutti i siti, le pagine, i social network nei quali si parlava di "metodo Di Bella", era un entusiasta testimone degli effetti di questa cura, quasi insistente.
Tanto entusiasta che Di Bella lo portò in un suo convegno per raccontare la sua storia: era guarito dal tumore grazie al metodo Di Bella.
Bugiardo? Visionario?
E chi può dirlo.

L'insistenza di Giuseppe diventò una sorta di "sfida" pubblica.

"Io sono guarito, ho tutte le carte che lo provano, lei dice che il "metodo Di Bella" non funziona, se non viene a controllare la mia testimonianza evidentemente non le interessa accertare con i suoi occhi la verità".

Era in effetti un'occasione unica. Giuseppe mi disse: "se la cura ha fallito lei è autorizzato a scriverlo dovunque! Ma se ha funzionato deve fare lo stesso, dovrà dire la verità".

Sempre via blog diedi quindi la mia disponibilità, chiesi a Giuseppe di scrivermi una mail che lo avrei contattato e ci saremmo messi d'accordo.
Così avvenne.
Chiesi ovviamente di portare tutta la sua documentazione, in particolare quella recente e nella quale si elencavano cure effettuate e risultati degli esami e ci demmo appuntamento in un bar della zona.

Giuseppe arrivò, trafelato, con tante carte in mano. Ci salutammo cordialmente e ci sedemmo al bar. "Prenda quello che vuole", gli dissi e lui "una cioccolata con panna".
Si cominciò a discutere tranquillamente e si arrivò al momento fatidico.
Giuseppe mi mostrò le carte. Aveva un tumore alla prostata, che è un tumore diffuso ma fortunatamente a crescita molto lenta. La cura è spesso chirurgica (dipende dallo stadio e dall'eventuale diffusione) accompagnata da farmaci tra i quali gli "antiormonali" che si danno proprio perché questo tumore dipende moltissimo dalla presenza di ormoni maschili in circolo.
Capitolo cure: lui stava seguendo il cosiddetto "metodo Di Bella" (un insieme di farmaci) ma in aggiunta un farmaco che si somministra proprio in casi come il suo, nei tumori "ormonodipendenti", quella sostanza (proprio un "antiormonale") stabilizza e, quasi sempre, rallenta la progressione del tumore che così può essere rallentato nella crescita o nei sintomi.

In realtà quindi Giuseppe non stava seguendo il "metodo Di Bella", anzi lo seguiva ma assieme alla cura normale (è un classico trucco di chi propone finte cure). Il medico dell'ospedale gli aveva proposto un intervento ma Giuseppe lo aveva rifiutato. Ovvio che nessuno si aspettasse una progressione della malattia rapidissima, anzi, questi tumori sono tipicamente lentissimi e i danni (o la morte) non avvengono in due mesi ma nell'ordine degli anni (anche decenni). In questo modo Giuseppe stava semplicemente tenendo a bada la sua malattia (e certo non grazie alla finta cura) ma non l'aveva risolta, aveva scelto insomma di "curarsi" con i farmaci ma non di guarire e "ovviamente" il merito della stabilità non era della medicina ma della pseudoscura. Spiegai questa cosa ma lui insisteva. Prese allora una serie di esami fatti in quei mesi. Ecografie, TAC visite ed altro.
Gli esami parlavano di stabilità della lesione alla prostata.
Ma c'era una visita (del medico, un'ecografia) che parlava di "prostata diminuita di volume ed ecogenicità": in pratica il medico che aveva visitato Giuseppe aveva trovato un miglioramento dell'aspetto della prostata colpita dal tumore.
Ecco, quella, per Giuseppe, era la prova che il tumore era guarito. Il miglioramento era scritto nero su bianco.
In realtà c'era poco da essere contenti.
Quel miglioramento non era segno di guarigione ma poteva essere dovuto a tante cose, è solo un "parere" generico. Si trattava infatti di un giudizio soggettivo, un aspetto temporaneo o dovuto a vari fattori e poi una riduzione di volume della prostata non significava guarigione dal cancro, a maggior ragione del fatto che era in corso un farmaco che aveva proprio quello scopo: stabilizzare la lesione.

Insomma, in quelle carte non c'era nessuna prova, nessun segno di guarigione né di miglioramento oggettivo e, a dirla tutta, Giuseppe non stava nemmeno curandosi con il "metodo Di Bella" ma con un miscuglio di medicina vera e ciarlataneria, delle toppe, un modo per confondere le idee. In parole ancora più povere Giuseppe aveva preso dei farmaci che giustificavano l'andamento delle cose.  Stava benino perché è normale stare benino con quella malattia e in quella situazione. Nessun miracolo, nessuna guarigione, nessun effetto particolare dovuto alla cura alternativa. Una cosa anche abbastanza evidente, non c'era bisogno di grandi competenze per capirlo.

Guardai Giuseppe e glielo spiegai.
Lui mi ascoltò attentamente, senza parlare, serenamente. Non ebbe nulla da controbattere perché forse lo sapeva benissimo. Gli dissi "Signor Giuseppe, qui non c'è segno della guarigione che mi diceva, perché diceva di essere guarito? Perché voleva incontrarmi?", lui si spinse indietro e allargò le braccia. Come per dire "e che posso farci?".
La sicurezza di pochi giorni prima, l'assoluta certezza di essersi curato, tanto certa da testimoniarla in giro, spariva in un attimo.

"Vede" - gli dissi - " se lei dice in giro di essere guarito con una falsa cura, persone fragili potrebbero crederci, si rende conto di quanto danno può fare?".
"Mi rendo conto", rispose. E non aggiunse altro.

Vidi in Giuseppe, nel suo sguardo, un velo di tristezza, di disperazione. La sua figura di "testimone della cura" era diventata quella di "testimone della fragilità", della tipica vittima dei ciarlatani.

Forse lui lo sapeva, forse ne era cosciente ma voleva annullare un fatto che lo faceva stare male.
Poi mi raccontò delle sue amicizie fatte nel gruppo di "seguaci" della pseudocura, di una donna che mi aveva insultato e minacciato ma che in realtà era "una brava persona" e si parlò di altro.
La nostra discussione terminò così.

Volevo annunciare nel blog, come promesso, le mie conclusioni: nessuna prova di guarigione. Giuseppe non mi diede però l'autorizzazione per pubblicare il suo caso e quindi ne parlai in maniera generica e senza riferimenti.
Passò qualche giorno e ritrovai Giuseppe sempre negli stessi posti, nei blog, su Facebook a testimoniare i risultati eccezionali del "metodo Di Bella" sulla sua malattia. Un giorno una signora gli chiese come fosse finito l'incontro con me.
Lui rispose che io avevo accertato la guarigione ma, non volendo ammetterla, dicevo in giro che invece non c'era stata. Stavo mentendo.
Questo non mi andava bene.
Ho sempre rispettato Giuseppe e la sua richiesta di privacy, l'ho trattato con rispetto e educazione e non potevo permettere mi desse del bugiardo. Così lo ricontattai intimandogli di non parlare più di me con quei toni o avrei preso provvedimenti legali. Lo fece e non seppi più nulla di lui.

Da quel giorno, proprio per evitare manipolazioni e strumentalizzazioni, rinunciai definitivamente a valutare e analizzare casi personali.

Com'è andata a Giuseppe?
È morto, soffrendo.

Il suo tumore si è lentamente fatto strada, ha creato delle metastasi devastanti che lo hanno ridotto in condizioni pessime, per lui non c'è stato nulla da fare.
Giuseppe ha seguito la sua "cura alternativa" fino alla fine.
Non so se curandosi (aveva rifiutato l'intervento chirurgico proposto dal medico, intervento pesante) sarebbe vissuto più a lungo o meglio. Probabilmente sì ma nessuno può prevedere le cose che non sappiamo. Non è questo il punto.
Il punto è che Giuseppe sia morto di tumore, del tumore che i seguaci del "metodo Di Bella" definivano "curato" e che non era invece stato curato, per niente.
Perché lo specifico?
Perché chi lo ha convinto a seguire quella finta cura liquida la sua morte così: "Colpiti dalla morte di Giuseppe che d'altronde era affetto da altre comorbidità".

Liquidato in due parole e la morte per tumore è dovuta ad "altre comorbidità" (che significa altre malattie), non certo al tumore che loro raccontavano come guarito. Lasciato sul ciglio della strada, ormai non serviva più.
Che è un classico.
In tutte le cure miracolose si assiste a questo atteggiamento: quando il "testimone" è credibile (dice di stare bene, è vivo, sembra sano) è una prova evidente del successo della falsa cura, quando tutto fallisce scompare, nessuno ne parla. Il ciarlatano abbandona il suo testimone quando non gli serve più.
Puntualmente così.

C'era un medico che diceva di essersi curato con il bicarbonato (è la ciarlataneria venduta da un ex medico, radiato e pluricondannato), morto ma ancora presente sul web come "guarito", c'era Beth, malata di tumore mammario, sorridente perché guarita anch'essa con il bicarbonato poi morta per la malattia, in silenzio. C'erano Linda, Paola e Gennaro, guariti. Ancora guariti nei video ma morti nella realtà, per la malattia che il ciarlatano aveva detto di aver guarito.
In questi giorni in Calabria, gira il racconto di una donna affetta da tumore, prima convinta dal suo medico a seguire il "metodo Hamer", una delle più crudeli ciarlatanerie in circolazione, quando la donna, terminale, lo ha denunciato, lui ha liquidato tutto con un "è stata una sua libera scelta",

Però lei e tutti gli altri testimoni sfruttati dai ciarlatani sono ancora lì, nei video, su Facebook, su You Tube. Risultano "guariti", ce l'hanno fatta, i video diventano virali, sono prove evidenti del successo della finta cura ma solo nel mondo virtuale e fantastico del web. Roberto, Gennaro, Linda, Vera, Beth, Olivia, Maurizio e ora anche Giuseppe, sono tutti vivi nel mondo dove avvengono miracoli, sono morti nella realtà, dei sopravvissuti virtuali, sagome pubblicitarie di pericolose trappole.

Luciano, persona con tumore, fa tre cure alternative, "migliorato" (del 45%!), sta bene ad aprile 2015. Muore a gennaio 2016.

Nessuno rimuoverà i video, nessuno scriverà "purtroppo Giuseppe non ce l'ha fatta", nessuno si ricrederà o smentirà, queste persone restano eternamente testimoni di una storia falsa, di un finale diverso.
Qualche anno fa discussi con una signora di una presunta cura miracolosa per la madre. Gliela sconsigliai. Le dissi che non era il caso di illudersi, spendere tanti soldi inutilmente, affidare la mamma a dei truffatori. Ma la signora volle tentare. Finì male e mi scrisse:
"Sono uscita fuori da una crisi successiva a quello che per me è stato un errore. Affidando mia mamma nelle mani degli alternativi le ho rubato salute e speranza, le ho mentito ed ho mentito a me stessa. Questo non me lo perdonerò mai, ma la cosa che più mi dispiace è che non ho reso giustizia a chi ha curato davvero la mamma con amore e professionalità, tutto il personale dell'oncologia e di ginecologia dell'ospedale [...].
Loro mi hanno chiesto notizie di mia mamma, il dottore alternativo oggi ha nel suo sito il caso elencato tra quelli "guariti" (gli ho scritto per farlo togliere ma non lo ha fatto) e mentre mia mamma moriva, lui era al congresso che raccontava una guarigione che non era mai avvenuta e non ha mai chiesto come fosse andata a finire, per lui mia mamma è ancora viva."
Come quando in un convegno sul metodo Di Bella, proprio quello nel quale partecipò Giuseppe come testimone, una dottoressa romana raccontava il caso di una donna che lei aveva curato con la falsa cura, definendo la sua paziente "in buone condizioni" e in via di guarigione mentre in quel momento la donna era ricoverata in ospedale, disperata, in fin di vita, morendo due giorni dopo.

Ecco perché dico spesso che, a prescindere dalla truffa o dall'illusione, seguire percorsi di questo tipo, oltre a soldi e salute, toglie dignità.
Questa gente, quando ha ottenuto quello che voleva ti abbandona.
Non ho mai criticato o condannato chi cade in queste trappole, l'ho fatto con chi le prepara e con chi, consapevolmente o meno, le appoggia e ne favorisce la diffusione. Non ho nulla contro di è fragile ma non sopporto chi si approfitta della fragilità.
Quando vi raccontano miracoli dunque, come sempre, occhi aperti, a maggior ragione se si è deboli.

Alla prossima.

PS: Luoghi, nomi, fatti, sono stati variati per evitare di riconoscere l'interessato.

mercoledì 20 febbraio 2019

Tanti auguri a me.

Oggi, esattamente 10 anni fa, iniziava l'avventura di MedBunker ed io, da anonimo medico ospedaliero che passava le notti in attesa delle donne che dovevano partorire mi trovai in mezzo a qualcosa di inaspettato. In tanti mi chiedono come mai ho iniziato quest'opera di divulgazione, com'è successo, cosa mi ha spinto e perché mi sono dedicato, oltre al mio lavoro, anche a spiegare la medicina su internet.
Un caso.
È stato veramente un caso.

Per chi c'era è tutto chiaro, per chi non c'era può essere interessante un riassunto di quei giorni.
Frequentavo già internet per motivi di lavoro e di svago ma un giorno un collega mi dice che c'era un sito che aveva pubblicato un video nel quale una donna diceva di essere guarita da un tumore vescicale con il bicarbonato di sodio. Il bicarbonato, quello che usiamo in cucina o per lavare.
Cerco questo video e lo guardo.

Una donna australiana racconta, rispondendo alle domande di qualcuno, di aver avuto un tumore alla vescica. Consultato un medico italiano, questo via mail le consiglia dei lavaggi con acqua e bicarbonato da fare con un catetere.

Il sito che pubblica il video si chiama "Luogocomune" ed è noto in rete per diffondere ipotesi di complotto e misteri vari. Dagli UFO ai cerchi nel grano, dalle scie chimiche alle medicine alternative, c'è di tutto e per tutti i gusti. Chi lo gestisce, Massimo Mazzucco, ex regista poi finito nel vortice dei complotti e delle notizie incredibili, era esaltatissimo, presentava questo "medico" (che poi si scoprirà essere stato radiato dall'ordine dei medici e già condannato) come un genio che aveva scoperto la cura del secolo. Si chiama Tullio Simoncini, ormai pluricondannato e latitante in giro per il mondo.
Mi iscrivo al sito proprio per partecipare alla discussione su questo video così straordinario perché la donna malata di tumore che si lava con il bicarbonato, rivela un finale incredibile. Io nella discussione usavo un nick "WeWee" (ho spiegato cosa significa, se volete qualche altra volta lo ripeterò) che poi ho usato ancora per qualche mese in questo blog.
Dopo poco tempo i controlli mostrano come il tumore sia sparito. Guarita, il bicarbonato aveva guarito un tumore vescicale.
La cosa più interessante è che nel video sono mostrati (con zoom e inquadrature veloci) i referti della signora, quelli che testimonierebbero la guarigione e, con tanto di commento che diceva "la signora NON ha subito nessun trattamento o operazione chirurgica". Il padrone di casa lo riafferma con rabbia, "cosa c'è di difficile da capire? La signora non ha fatto nessuna cura normale, ha fatto solo il bicarbonato".


Potete capire bene che non è una notizia normale. E noi medici curiamo i tumori con la chirurgia? Quante cure pesanti e difficili e basta il bicarbonato?
No, non può essere, guardiamo meglio.
E così mi armo di pazienza e cerco di guardare meglio i referti mostrati nel video.
Fermo immagine e cerco di vedere meglio, ancora un fermo immagine, leggo, traduco, rileggo, l'inquadratura era davvero pessima ma qualcosa si leggeva ed era nero su bianco. La signora si era operata, aveva fatto esattamente quello che farebbe in ospedale qualsiasi persona con la sua malattia e, grazie a queste cure era guarita. Nessuna cura alternativa, nessun miracolo o stranezza, le normali cure che possono fare tutti. Che la donna fosse guarita grazie al bicarbonato era una bufala.

Referto mostrato nel video per far vedere la frase "non ha bisogno di nessun altro trattamento" come dimostrazione di efficacia del bicarbonato. Ma non dicevano che prima c'era scritto "ho visto la signora oggi dopo la sua TURBT [intervento chirurgico] della scorsa settimana, ha sopportato bene l'intervento...e non necessita di nessun altro trattamento". Una bufala che voleva spacciare una guarigione grazie alla medicina come miracolo di un ciarlatano.

Così, pieno del mio entusiasmo e dell'ingenua speranza di risultare utile a chi frequentava il sito di Mazzucco lo annunciai a tutti: la signora si era operata, nessuna guarigione grazie al bicarbonato.
Ma niente, il padrone di casa si infervora e si arrabbia, prende in giro, non arretra di un passo, non ammette di aver detto una sciocchezza, risulta tanto irritante e testardo che persino i suoi sostenitori si ribellano, lo abbandonano, qualcuno lascia il sito, una vera e propria rivoluzione che finisce con la chiusura del sito stesso per pochi giorni, forse per calmare gli animi. Ero convinto che trovare qualcuno che rivelasse il trucco di un imbroglione fosse una cosa buona, non mi aspettavo grandi ringraziamenti ma almeno un riconoscimento per aver scovato un furbo. Invece no. L'atmosfera non era tranquilla e il padrone di casa per niente contento.
Così, dopo essere stato insultato ripetutamente (insulti poi cancellati) dal padrone di casa, fui espulso, bannato per aver "calunniato" questo Simoncini, non me lo aspettavo. Partecipai con l'esagerata speranza di risultare utile ma ottenni una porta sbattuta.



C'era qualcosa di strano, perché trattarmi così?

Nel frattempo avevo studiato altri casi del "guaritore del bicarbonato" e avevo trovato cosa simili.
Trucchi, fotomontaggi, manipolazioni di dati e immagini. Le sue guarigioni erano dei falsi, specchietti per le allodole, trappole per disperati.
Potevo buttare tutto nella spazzatura?
No, pensai di aprire uno spazio su internet per archiviare tutto, per non perdere il materiale e le cose che avevo scoperto e così mi iscrissi a blogger inaugurando "MedBunker", quello che voleva essere una sorta di "deposito" di pensieri e cose che avevo trovato, dove scrivere i trucchi che aveva usato questo Simoncini ma anche pensieri sparsi sull'esperienza inaspettata.
Post dopo post, prima decine dedicati proprio a Simoncini, iniziano i lettori, poi altri, poi gli affezionati. Si inizia a parlare di me e io inizio a parlare, forse per primo o tra i primi in Italia, di omeopatia, di agopuntura, vaccini, autismo, cure miracolose, ciarlatani e imbroglioni.
Iniziano gli attacchi, gli insulti, le diffamazioni. Io sono ancora "WeWee", il nick che..."è impossibile sia un medico".
Invece sono un medico.
In fondo posso solo ringraziare Massimo Mazzucco per quell'espulsione, è quella che ha dato inizio alla mia voglia di spiegare, di sfogarmi e di dire agli altri di stare attenti ai furbi. Scoprire poi che lo stesso Mazzucco gestiva il sito americano di Simoncini e che ne era il contatto per l'America, mi ha chiarito tante cose, mi ha tolto l'ultimo velo di ingenuità che pensava fosse impossibile che qualcuno potesse diffondere cose del genere su un argomento così delicato e serio.

Era arrivato il giorno per capire che nel mondo c'erano anche i cattivi.

Cercando casi simili e studiando il fenomeno iniziai a scoprire di tutto. Cure alternative incredibili, storie tragiche, persone senza scrupoli, era tutto ancora ben nascosto, quasi un mondo a parte ma esisteva. Mi colpirono particolarmente storie di persone fragili cadute nelle mani di ciarlatani, spogliate da soldi, salute e dignità. Poi mi accorsi che alcuni di quei ciarlatani erano medici, miei colleghi e vidi che certe schifezze succedevano anche in ospedale, in farmacia. Mi resi conto come una delle truffe al consumatore più banali e stupide, l'omeopatia, fosse ormai diventata "normale", accettata come fosse una cura. Trovai medicine senza prove di efficacia e cure messe sul mercato che non erano capaci di curare.

Leggere cose come questa mi ha fatto entrare in un mondo che non conoscevo ma dovevo approfondire.
Forse era il caso di rimboccarsi le maniche e iniziare a fare qualcosa.

Passione o dovere.

Da quel giorno questo hobby, da passione casuale, è diventato un dovere morale e professionale e probabilmente ha ispirato altre persone, ha incoraggiato altri professionisti a mettersi in gioco a spiegare e scendere nell'arena del web, prendendosi qualche insulto dai ciarlatani ma anche qualche incoraggiamento, ringraziamento e pacca sulla spalla.
Tanti nuovi amici.
Poi iniziano ad invitarmi in televisione, nelle radio, le università, chiedono in tantissimi di avermi tra loro per spiegare qualcosa, evidentemente c'è sete di scienza, di conoscenza e speranza. Tanti mi chiedono di scrivere, di pubblicare, parlare, spiegare.
E io, quando posso, vado in giro. Festival, eventi, rassegne, scuole, università, teatri, dove posso e quando posso vado.
Scrivo pure due libri e mi diverto tantissimo.
Ora mi godo un po' di tranquillità. Quando ho iniziato io ero davvero uno dei pochissimi e tutta l'attenzione era concentrata, nel bene e nel male, su di me. Ora siamo in tanti e se ho impegni o sono stanco posso pure rimandare, riposare, fare con calma. Perché prima ad ogni notizia ero diventato una sorta di reporter, tutti cercavano su MedBunker le risposte e dovevo preparare qualcosa al più presto e nello stesso tempo fare attenzione a non scrivere sciocchezze. A volte era veramente devastante. Ricordo il durissimo periodo di Stamina, affrontare decine di persone assolutamente convinte della realtà di quella che era a tutti gli effetti una fregatura non era facile, c'era una fortissima pressione psicologica e mediatica e andare contro l'opinione pubblica era una posizione scomoda. Ricordo quando mi arrivarono minacce per aver chiarito una volta per tutte il "metodo Di Bella", ricordo gli insulti e le telefonate con l'avvocato quando qualcuno andava oltre le minacce vaghe. Ma chi me lo faceva fare?

Dopo 10 anni cosa è rimasto?

Considerando che ero praticamente l'unico medico che prestava il suo tempo per spiegare la medicina su internet le cose sono cambiate completamente. In meglio.
Ricordo quando nessuno capiva il termine "divulgazione scientifica", quando mi chiedevano "ma cosa ci guadagni?" o "quanto ti pagano?", non era concepibile un professionista che spontaneamente trasmetteva le sue conoscenze a tutti.
Non era una, almeno in Italia, una figura diffusa.
Però per tanti sono stato un'ispirazione, non solo nell'aver "inaugurato" il "debunking medico" ma anche nell'avere sempre un atteggiamento attento, critico, scettico nei confronti dei miracoli e delle promesse eccessive.
Oggi non è come allora. Esistono tanti medici che frequentano internet e spiegano, tanti ricercatori e scienziati che lo fanno ed è una cosa bellissima. Quello che solo pochi anni fa facevo solo io, ora fanno in tanti e non può che essere una novità positiva.

Questo non mi fa venire la voglia di fermarsi.
Avevo già un lavoro impegnativo, perché imbarcarsi in tutto questo?

Perché nella vita si fanno le cose che piacciono solo per il piacere di farle, non per aspettarsi qualcosa in cambio o un guadagno.
Non si sopravvive, si vive e la vita è anche impegno, altruismo, è bello trasmettere, aiutare, consigliare.
Tutto è stato molto bello anche se ci sono stati momenti impegnativi, ve lo assicuro. Sapere che un ragazzo si iscrive a medicina perché l'ho ispirato è una grande gratificazione. Sentirsi citato da un personaggio che hai sempre ammirato è un piacere enorme.
Io non posso che ringraziare tutti, dal primo lettore all'ultimo, da chi mi ha incoraggiato a chi mi ha invitato a parlare in giro per l'Italia. Persino alcune pazienti in ospedale mi hanno detto di conoscere la mia attività on line, che io nel lavoro cerco inutilmente di far passare in secondo piano.
Insieme ai ringraziamenti voglio ripetere ancora una volta, perché è questo lo scopo di quello che faccio, di fidarvi della medicina, della scienza e degli scienziati.
Questo lo dico continuamente perché ho conosciuto troppe persone tradite da ciarlatani e furbi imbroglioni senza pietà.
Ho conosciuto persone che potevano benissimo vivere tanti anni e sono morti prima perché hanno creduto alle sirene suadenti della cura "dolce e facile" che si contrapponeva a quella "tossica e pericolosa" che proponevano i medici. Solo che la prima non aveva nessun effetto e ha trascinato quelle persone alla loro fine.
Non mi stancherò mai di ripeterlo. Non vi fidate di chi vi promette miracoli.
In questa strada ho conosciuto anche persone che hanno fatto proprio questo, che mi hanno chiesto un parere ed io, senza pressioni, ho semplicemente fatto presente le varie possibilità, consigliando di affidarsi alla scienza e fuggire dai ciarlatani.
Vederli in salute, felici, normali, è ovviamente una felicità anche per me.
Ed è questo il risultato più bello che posso aver raggiunto.

In questi anni ho ricevuto quasi tre milioni e mezzo di visite al sito, scrivendo 417 post e ricevendo più di diecimila commenti. Non è male. La maggioranza delle visite arrivano dall'Italia seguita dagli Stati Uniti e poi la Svizzera e la Germania.
Scusatemi anche se ultimamente (da qualche anno ormai) scrivo molto meno ma, come potete capire, le attività si sono moltiplicate, le richieste pure e pure gli impegni della mia vita "normale", con l'età crescono le responsabilità ma non si può dimenticare che quello che faccio può servire a tanti ed in fondo è quello che ho scelto di fare nella vita.

Grazie di nuovo a tutti.
Alla prossima.

venerdì 8 febbraio 2019

Balle magnetiche.

Se frequentate le pagine più "strane" di internet o dei social network noterete un fenomeno strano, da un lato affascinante ma dall'altro preoccupante.
Troverete le stesse persone (più o meno) che frequentano le stesse pagine.
Vi trovate in una pagina che parla di scie chimiche? Troverete chi la frequenta anche nella pagina che parla di alieni.
Discutete con qualcuno che crede che l'omeopatia sia una cura vera? Lo ritroverete nella pagina che nega gli avvenimenti dell'11 settembre a New York e in quella che parla dei danni del cellulare.
Non è certo una regola ma è molto probabile e osservabile.

Questo avviene perché, per vari motivi, chi è attirato da un "complotto", una "leggenda", un falso, tende a credere a molti di essi ma anche a tutti (quelli più noti). Tende a essere più suscettibile alle false notizie. Ingenuità? Oppure un animo disposto alla fiducia incondizionata?
Non è chiaro. Fu Mark Hoofnagle, chirurgo americano e blogger, che coniò per la prima volta il termine "crank magnetism", termine intraducibile ma più o meno "attrazione per le stranezze".
Di esempi di questo fenomeno ne abbiamo tanti.
Basterebbe frequentare una qualsiasi dei tanti gruppi (su internet o nella vita) dedicati a complotti, stranezze, medicine alternative o "controinformazione" (che sarebbe pure una cosa interessante ma è quasi sempre banalizzata con sciocchezze immani) per notare come chi gestisce e frequenta queste pagine non ha nessun atteggiamento critico.
Qualsiasi cosa vada contro ciò che conosciamo, sia se tratti di storia che di medicina, sia se si parli di astronomia che di ingegneria, diventa vero. Dalle cose più dubbiose a quelle chiaramente stupide e finte.
Un esempio nostrano possiamo averlo da uno dei tanti siti complottisti italiani (nessun link per non fare pubblicità).
Il sito nasce come "controinformazione" fino a quando, in seguito agli attentati di New York dell'11 settembre del 2001 (quello alle torri gemelle che, per i complottisti non furono abbattute da terroristi ma con una demolizione congegnata dal governo americano) concentrò le sue attenzioni su questo avvenimento. Per non essere monotoni ogni tanto (con il tempo più frequentemente) l'argomento veniva cambiato e si passava dai "cerchi nel grano" (formazioni artistiche tracciate nel grano che sarebbero realizzate, secondo alcuni, da alieni) alle cure alternative per il cancro (con il bicarbonato di sodio, le erbe, le diete, i clisteri ed altro). Non c'era un argomento vero e uno falso, erano (e sono!) tutti veri. Senza dubbi. Commentati con serietà, dando tutto per scontato.
La stragrande maggioranza di chi commentava è sempre d'accordo su qualsiasi cosa venga proposta. Sia che si parli di scie chimiche che di cura delle malattie, solo in pochi (subito messi a tacere) si pongono dubbi. Il tutto circondato da un alone di rassegnato pessimismo. I vaccini sono velenosi, maledetti medici ma che ci vogliamo fare, è tutto organizzato per avvelenarci. Le scie chimiche sono evidenti, maledetti aviatori ma che ci possiamo fare, non c'è modo di evitarle. Le fonti sono praticamente tutte "amatoriali" (perché le fonti "ufficiali", del potere, non sono attendibili) e quindi se qualcuno chiede informazioni sulla Terra piatta, avrà come link da consultare un sito che parla della Terra piatta, un circolo vizioso dal quale non si esce.

Il fenomeno è interessante anche perché ricco di spunti di discussione. Il "credente" delle teorie cospirazioniste è "monologico", ragiona cioè con una logica sola, spesso semplicissima, spesso rigida. Se un politico ha rubato i soldi, tutti i politici rubano i soldi o, almeno, nulla impedisce che gli altri rubino. La notizia riportante il sospetto furto di denaro da parte di un politico, quindi, non solo sarà creduta senza particolari difficoltà ma probabilmente non sarà approfondita, diventa vera.

Se una casa farmaceutica ha pagato tangenti per fare approvare un suo farmaco, tutti i farmaci sono approvati con le tangenti. Ne consegue che tutti i farmaci sarebbero inefficaci (altrimenti perché servirebbero le tangenti?) e venduti solo per lucro.
Visto che tutto può essere una fregatura, il complottista è complottista anche nei confronti degli altri complottisti. Un caso del genere è accaduto quando uno dei leader del cosiddetto "pizzagate" (un complotto secondo il quale in un ristorante americano avvenivano incontri pedofili, mai dimostrati e poi sfociato in una strage) accusò i "terrapiattisti" (coloro i quali credono che la Terra sia piatta e non sferica) di essere pagati dal governo per distrarre la popolazione dal complotto vero, il loro.

La cosa per me è stata evidente quando mi sono accorto, ai tempi della vicenda "Stamina" (ricordate? La falsa cura a base di cellule staminali che guariva tutte le malattie), che alcuni di coloro che intervenivano in queste pagine in difesa dell'inventore di questa cura erano persone che già erano intervenute in passato per difendere un'altro inventore di false cure, il defunto prof. Di Bella.
Coincidenza, certo. Salvo poi scoprire le stesse identiche persone fare attivismo nei movimenti antivaccino, addirittura partecipare alle manifestazioni di piazza. Queste persone erano passate da una cospirazione (quella che avrebbe nascosto l'efficacia della cura Di Bella) ad un'altra (la cura Stamina per tutte le malattie del mondo) per poi far parte di un'ulteriore gruppo di attivisti (gli antivaccinisti).
Le stesse identiche persone. Infatti questo post mi è stato ispirato dal commento di una persona su un mio articolo sull'omeopatia. Commento aggressivo, insultate, pesante e che proveniva da qualcuno che avevo già sentito. Poi ho ricordato. Era un "attivista" proprio a favore di Stamina. Uno che andava in piazza a manifestare e che poi, passato Stamina, era andato in piazza a manifestare contro l'obbligo dei vaccini. E ora commentava contro di me a favore dell'omeopatia e nella sua pagina Facebook se la prende con chi nasconde il "complotto delle scie chimiche" e con chi non ha voluto rimborsare la "cura Di Bella" ad un signore che la chiedeva. Insomma, crede a tutto.
Ha famiglia, amici, probabilmente vive una vita normale ma è circondato da pensieri totalmente distanti dalla realtà.

Un altro esempio "pubblico" si può avere consultando i siti (o i blog) spesso ospitati da giornali on line.
Alcuni di questi sono chiaramente e ufficialmente a favore di pseudocure e di geni incompresi. Così se prima appoggiavano il "metodo Di Bella", poi hanno appoggiato, Stamina, sono contro le vaccinazioni e credono all'omeopatia. Insomma, se credono a una sciocchezza poi sono irrimediabilmente attirati da altre. Le bufale hanno su qualcuno un magnetismo particolare.
Questo succede probabilmente perché chi ha un senso critico debole, un filtro "grosso" che non riesce a separare le cose più credibili da quelle francamente senza senso, non fa differenza e crede a tutto. Anche perché, a controllare queste vicende, c'è sempre il "potere forte", la forza misteriosa, imbattibile, superiore, che controlla le nostre vite e che riesce a perpetrare i crimini più orrendi contro l'umanità, in una sorta di inevitabile finale negativo.


La teoria del complotto è poi "auto alimentante", si giustifica da sola ed una giustifica un'altra anche se in un campo completamente diverso.
Se il politico prende tangenti perché i politici, si sa, prendono tangenti, le aziende farmaceutiche pagano i politici per fare approvare i farmaci e quindi tutti i farmaci sono inutili e inefficaci. Se avviene questo significa che le autorità non controllano, sono contro la popolazione e quindi nulla impedisce che anche la Nasa possa mentire sulla piattezza della Terra, che il ministero della salute vada contro il bicarbonato che cura il cancro o il medico che ha scoperto la cura facile per tutte le malattie.
Se te ne piace una ti piacciono tutte. E non c'è livello culturale che tenga, anzi, in generale chi ha un livello culturale più elevato tende a non ascoltare i pareri degli altri perché, erroneamente, si crede più immune alle bufale, più consapevole e informato, cosa spesso falsa perché ognuno è "ben informato" soprattutto delle cose che tratta (per lavoro, interesse o altro).

Alcuni studiosi hanno chiamato questo fenomeno "isteresi", un termine preso in prestito dalla fisica, fenomeno per il quale una struttura ha una forma dipendente da tutto ciò che abbia avuto relazioni con essa. Se si piega con forza una barra di plastica, anche togliendo la forza la barra resterà un po' piegata e ripetendo la cosa la barra sarà piegata ancora di più.
Se una persona ha avuto esperienze negative con un'autorità (e tutto ciò che è "dello stato" è un'autorità) deformerà gradualmente la sua percezione della stessa autorità, perdendo fiducia progressivamente fino a perderla del tutto. Se non si ha fiducia nell'autorità non si crederà più alle affermazioni dei politici, dei medici, della giustizia o delle forze dell'ordine.
Ecco quindi il collegamento tra mondi diversi: ci può mentire il medico, ne consegue che anche l'astronomo o il magistrato ci mentiranno. E quindi qualsiasi cosa, anche la più incredibile, diventa credibile, basta che l'autorità (in ognuno dei vari campi) la smentisca o non la prenda seriamente. E, se la smentisse, lo fa perché parte del complotto. Si può arrivare così a credere ai "rettiliani" (metà uomini metà rettili che ormai hanno preso possesso del nostro pianeta controllandolo) come una cosa assodata, normale, "ovvia" essendo una persona per il resto assolutamente normale e inserita nella società.
Ma di complotti e strani esseri rettiliani non c'è mai prova e così il complottista continua a frequentare il suo mondo dove tutti la pensano come lui e nessuno gli dice che sbaglia

Il "crank magnetism" non ha limiti quindi, anzi, il soggetto che entra in questo "tunnel" (così è, l'ambiente, il contesto, i gruppi che si formano tendono ad essere chiusi, sospettosi, si autoalimentano) diventa sempre più estremo.
Spesso la "credenza" è banale (si pensa, vagamente, che le scie nel cielo siano lasciate dagli aerei per motivi non comprensibili) per poi cercare informazioni e riempirsi di teorie e idee assolutamente strampalate ma date per certe.

Non c'è da stupirsi dunque se è difficilissimo fare ragionare o almeno fare un discorso razionale con chi è immerso in questo mondo. Non può accettarlo, metterebbe in discussione ogni sua sicurezza. Perché è per colpa dei rettiliani se manca il lavoro, delle scie chimiche se c'è l'inquinamento e dei vaccini se ci sono bambini malati. Tutto ha una giustificazione, tutto è spiegabile, inquadrabile. È molto più consolante e permette uno sfogo, un obiettivo, sapere che un bambino ha un tumore perché c'è l'inquinamento e quindi la colpa è di qualcuno mentre è frustrante, angosciante pensare che sia un caso, un "banale" errore genetico, qualcosa di incontrollabile.
Qualcuno ha anche ipotizzato il problema psichiatrico: l'esagitato che parla in pubblico del finto sbarco sulla Luna è probabilmente affetto da qualche problema almeno psicologico. Probabilmente ci saranno questi casi ma non è sempre così. Anzi, a volte queste cospirazioni e questi ambienti, sono coltivati da persone normali, in salute e senza segni di anomalie psicologiche. Può trattarsi di semplice ingenuità, una semplicità di pensiero e una mancanza di capacità critica che rendono tutto possibile, senza schermi o filtri. Altre volte si tratta di aver trovato semplicemente un'attività per vivere.
C'è un mercato (non fiorentissimo, a dire il vero) che è alimentato da queste storie, esiste da decenni. Vendita di libri, film, conferenze, c'è chi di complotti e misteri vive. Si tratta di un sistema abbastanza ristretto e, come detto prima, frequentato più o meno sempre dalle stesse persone che raramente si rinnova. In genere ogni "complotto" o credenza ha un suo guru. Così ci saranno convegni e libri per tutti i gusti.
Una sorta di gigantesco "circo Barnum", nel quale le esibizioni, di natura diversa e distante, riescono ad accontentare tutti.
Sarà per questo che, in questi gruppi, si avvera proprio l'effetto chiamato come il circo, "effetto Barnum", che è variante dell'"effetto Forer": a ciascuno il suo. Uno spettacolo avrà tanti spettatori se ognuno troverà qualcosa di suo gradimento e così potrà accettare di buon grado anche le altre attrazioni.
Se troviamo qualcosa che ci attrae e ci piace tendiamo a innamorarcene, diventandone promotori e attivisti e attorno a noi non vogliamo chi ci prende in giro o ci critica ma solo chi la pensa come noi, chi ci capisce e sostiene. Il gruppo si forma, si stringe e si sostiene. E le informazioni fluiscono, passano da una persona all'altra senza filtri e quindi passare da un complotto all'altro, da un mistero a quello successivo, è cosa quotidiana.

Ho sempre trovato affascinante questo aspetto della psicologia umana. A quanti di noi è capitato di pensare "com'è possibile che ci sia gente che crede a questa cosa?", è possibile e può capitare a tutti.
Come proteggersi?
Se si crede di essere vittime di gruppi che inseguono complotti e false teorie cercare di sviluppare il senso critico, allenarlo, "trovare il trucco", non è quasi mai difficile. Attenzione però, all'inizio la delusione è cocente. Ci potremmo sentire un po' stupidi per avere creduto a una stupidaggine. È proprio per questo che molti non provano nemmeno a uscire fuori da questi gruppi, è difficile ammettere di essere stati ingenui.
Un po' come quando, da bambini, restavamo meravigliati dai giochi di magia ma facevamo di tutto per capire il trucco e, se lo scoprivamo, restavamo un po' delusi perché si perdeva il fascino della meraviglia.

Un fatto però è un gioco, un altro la vita e vivere dentro un trucco non è consigliabile.

Alla prossima.

Bibliografia:
1) Dead and Alive: Beliefs in Contradictory Conspiracy Theories 
2) The "vindication of all kooks" corollary to the principle of crank magnetism
3) Il fenomeno dell'isteresi nel fenomeno dell'antivaccinismo.

lunedì 28 gennaio 2019

Vaccini, vermi, esche e ami.

[articolo aggiornato dopo la pubblicazione iniziale]

È di queste settimane la notizia che un'associazione antivax, il Corvelva, ha pubblicato in un giornale dei risultati di analisi su lotti di vaccino che avrebbero evidenziato non solo l'assenza di "antigene" (il "principio attivo" del vaccino, quello che causa la risposta immunitaria) ma anche la presenza di sostanze estranee, dannose, improbabili. Tutto realizzato in un laboratorio il cui nome è ancora mantenuto segreto, come nei migliori film di spionaggio.

Le reazioni sono state, per molti motivi, forti. Molti scienziati hanno protestato anche con il giornale che si è prestato a questa operazione. Non è così che si tratta un argomento scientifico e tanti hanno visto solo un tentativo ingiustificato e preoccupante di allarmare la popolazione.
Il direttore del giornale è rimasto fermo però nelle sue posizioni, ha anzi "insistito" intervistando altri noti esponenti del mondo antivax italiano che, neanche a dirsi, hanno sottolineato la verità di quei risultati.
L'evidenza che si tratti molto probabilmente di una bufala ben confezionata è forte, già a partire dai metodi di analisi, fino ai risultati stessi, agli errori palesi e ci sono molti aspetti della vicenda che sono almeno sospetti. Qualche notizia si può trovare qua o qui e se qualcuno volesse notizie più tecniche, anche qua (in inglese pure qua), approfondimenti interessanti qui e qui. Se qualcuno si chiedesse com'è possibile trovare "Viagra" nei vaccini, ecco una spiegazione.

In realtà quello che deve interessare non sono le affermazioni di gruppi contro i vaccini (ci sono sempre state) ma il messaggio, potenzialmente pericoloso, che può arrivare alla popolazione. Si ripete sempre che i vaccini sono tra i farmaci più controllati e sicuri del mondo ma se esce una notizia del genere questa "sicurezza" può essere messa in dubbio.
C'è gente (alcuni anche in buona fede) che chiede come mai, visti questi allarmanti risultati, non si facciano delle "contro analisi", chi si occupa di medicina, di scienza, di industria farmaceutica probabilmente sa di cosa si parla ma consideriamo le tante persone che non conoscono l'argomento. Perché, di fronte ad una persona che dice che nei vaccini ci sono i diserbanti, nessuno fa delle analisi di controllo?
Semplice, per chi non lo sapesse le analisi di controllo ci sono già: tante, ripetute, severe, ufficiali.
Senza considerare che non si può andare dietro ad ogni sparata che si legge su internet. Altrimenti perderemmo anni dietro a chi cura il cancro con il bicarbonato, risolve le paralisi con la vitamina C e chi vede gli alieni.
Ci sono dei limiti e Corvelva può prendere in giro solo chi questi argomenti non li conosce.
Io, invece di prendere in giro, provo a spiegare.

Forse è bene quindi ricordare i controlli che devono passare questi prodotti, le leggi, le norme, i passaggi che devono esserci prima della loro vendita.
Questo perché chi lancia allarmi o notizie scioccanti deve fare "scandalo", attirare l'attenzione e quindi, oltre a dare notizie allarmanti, tende a fare apparire tutto facile. Un po' come se dicessi di aver visto, con un binocolo, un alieno sulla superficie del Sole.
Facile a dirsi, più difficile a farsi e se un astronomo dicesse che con un binocolo non puoi scrutare la superficie del Sole, smentendomi, probabilmente sarebbe meglio dargli fiducia. Questa è una regola di buon senso.

Ma forse è ancora più convincente controllare i fatti.

Cosa abbiamo noi genitori e medici di fronte ai risultati incredibili, improvvisati e pieni di errori di una fantomatica analisi di un'associazione privata fatta in un laboratorio segreto?
Come possiamo sapere se quelle analisi hanno un fondo di verità?
Come è controllato un vaccino?

Le aziende che fabbricano vaccini devono attenersi alle cosiddette "buone pratiche di fabbricazione" (che hanno la sigla GMP), delle norme, attente e molto severe, che regolano come e con quali precauzioni e controlli devono essere preparate delle sostanze.
Un farmaco ad uso umano non può essere venduto se non ha seguito queste norme.

Dopo aver "inventato" un vaccino (quindi dopo gli studi, i test, le prove, le ricerche) questo deve essere messo in vendita e l'azienda fa richiesta alle autorità preposte (AIFA in Italia, EMA in Europa). Se le agenzie del farmaco approvano questa vendita perché giudicata utile e idonea per lo scopo dichiarato, ogni lotto (è importante, ogni lotto, quindi ogni singolo gruppo di prodotti messi in vendita o distribuiti) è controllato da parte di un laboratorio ufficiale che per farlo segue delle regole precise, con macchinari e test e procedure precise, ufficiali e condivise.
Questi laboratori sono sparsi in tutto il continente e sono elencati in una lista pubblica. Per l'Italia i laboratori si trovano fondamentalmente all'Istituto superiore di sanità e all'AIFA (Agenzia italiana del farmaco). Ognuno di essi si occupa specificatamente di un tipo di prodotto (vaccino, derivato da sangue, eccetera).
Le analisi alle quali è sottoposto ogni vaccino (ogni lotto, lo ripeto) sono incredibilmente complesse, attente, precise. Tanto complesse che anche elencarle è difficile. Il tutto è alla fine sottoscritto e firmato con nome e cognome da chi ha realizzato le analisi.
Ogni vaccino è prima controllato dal produttore (per ovvi motivi, un vaccino difettoso sarebbe un danno enorme per l'azienda produttrice) e poi dalle autorità, singolarmente per tipo (cioè il vaccino per la pertosse, ad esempio, è controllato diversamente e separatamente da quello per la rosolia), per il suo contenuto, per ogni componente singolo e totale, si analizza la qualità, la capacità di suscitare la risposta immunitaria, si controllano persino le singole fiale, vari campioni ripetutamente, la sterilità, il contenitore, la confezione. Questo controllo è talmente preciso che ne sono rimasto stupito perché non pensavo fosse così approfondito. E ci sono delle "linee guida" per farlo. Linee guida che hanno anche l'OMS e l'EMA (l'Agenzia europea del farmaco). Al controllo prima della commercializzazione segue quello dopo. Periodicamente esistono dei controlli a campione e dei controlli in seguito a segnalazioni (sospetto di contaminazione, sospetto di evento avverso non previsto/non conosciuto, segnalazione di irregolarità o dubbi nella preparazione ed altro) che si aggiungono alla normale farmacovigilanza (i controlli in generale sull'uso e le conseguenze dei farmaci).

Non è cioè che ogni laboratorio controlla il vaccino come vuole o come capita, lo controlla come è giusto farlo e come fanno tutti.
Se queste analisi passano il controllo il prodotto sarà messo in vendita e sarà controllato anche dopo la vendita, tramite la rete di "farmacovigilanza" (l'uso su milioni di persone permette un controllo più ampio e sicuro) i cui dati sono raccolti e analizzati sempre dalle agenzie nazionali.

Come si vede, quindi, il controllo sui vaccini c'è, è stretto, strettissimo, nazionale (quindi non solo legato alle aziende private), indipendente e continuo, prima e dopo l'uso, pubblico.

Al contrario, le analisi che saltuariamente spuntano dal nulla e che trovano di tutto nei vaccini, dal DNA umano, ai diserbanti, al Viagra (!), ai pezzi di muro (!) i pezzi d'intonaco, i vermivermi...(tutte cose elencate da personaggi che vogliono essere presi sul serio, non sto scherzando), sono cose dette da chi ha fatto queste analisi, sono realizzati da laboratori privati, spesso senza alcuna competenza né capacità di eseguirle.
Questo non significa che per forza un laboratorio privato o sconosciuto debba dare dati falsi o manipolati ma che, come appare probabile, anche dall'analisi di altri esperti, questi risultati siano pesantemente falsati da pregiudizio o da errori di metodo. Se esiste un controllo stretto, pubblico, ufficiale, è molto difficile che i risultati del privato, singolo, segreto, possa trovare cose diverse, improbabili, sfuggite al controllo pubblico.
Ma ammettiamo che, incredibilmente, questo sia avvenuto.

Trovare nei vaccini diserbanti e vermi, in prodotti già controllati dalle autorità, non è proprio, diciamo, normale. Cosa farebbe chiunque notasse una cosa del genere? Prima di urlarlo in pubblico dovrebbe esserne sicuro, è una notizia seria.
Chiederebbe conto alle aziende, chiederebbe lumi a chi controlla, pubblicherebbe tutto in una rivista scientifica. Nel caso degli esami misteriosi, oltre ad aver mantenuto segreto il nome dei laboratori che avrebbero eseguito questi esami, è successa una cosa a dir poco "strana". I risultati sono stati pubblicati in un quotidiano, un normalissimo quotidiano e nemmeno uno dei più quotati ma uno di tanti, anche poco diffuso.
Quando si pensa di aver ottenuto un risultato scientifico, chi lo pensa ha un obiettivo: dirlo al resto della comunità scientifica. Questo si fa pubblicando il risultato in una rivista scientifica (e più è "seria" e prestigiosa la rivista più il risultato avrà risalto).
Questo è già un modo per "parlare" scientificamente ma anche per dare attendibilità al proprio lavoro. La rivista, tramite i responsabili e altri esperti (si chiama "peer review", una revisione fatta da esperti sul tema), controlla lo studio, lo analizza, ne rivede tabelle, grafici, foto, disegni e segnala qualsiasi irregolarità. Se uno studio supera questo filtro significa che, almeno in generale, è attendibile (attenzione, esistono riviste scadenti che pubblicano qualsiasi cosa senza controllo e dietro pagamento). Se lo studio è fatto male, sbagliato, ha errori, non è accettato o addirittura è ritirato. La pubblicazione in una rivista seria è già una prima garanzia di serietà. Parte dei dati in questo caso sono stati inviati ad un sito di pubblicazioni scientifiche on line (open access, cioè dove chiunque può pubblicare e leggere ciò che è pubblicato) dove questa "peer review" è stata negata (quindi lo studio "bocciato") proprio per errori di metodo e di procedure.
Per questo le richieste dell'associazione di eventuali "contro analisi" o repliche ufficiali è senza fondamento. Quegli esami non esistono, sono notizie di giornale.

Perché quindi l'associazione ha pubblicato questi risultati in un giornale e non su una rivista scientifica? Mistero (o no?).
Siamo quindi davanti a un fatto strano.
Un'associazione privata scopre vermi nei vaccini grazie a un laboratorio segreto e lo dice tramite un giornale. A prescindere dal risultato quindi questa analisi è quanto di più lontano ci sia da un'analisi scientifica. Altrimenti io potrei dire di aver scoperto con il microscopio giocattolo topolini nell'antibiotico e pretendere che il mondo mi prenda sul serio. Non funziona così.
Punto.
Stiamo parlando inoltre non di un'istituzione o di un'associazione nota per la sua attendibilità scientifica, se domani accusassi il mio panettiere di mettere il cianuro nel pane che compro starebbe a me dimostrarlo contro ogni ragionevole dubbio, altrimenti il primo che si alza e accusa di cose gravi il prossimo potrebbe pretendere un controllo.
Stringendo ancora di più: stiamo parlando del nulla che ovviamente chi ha interesse ingigantisce e fa passare per grande scandalo.

In pratica una notizia di gossip, non di medicina o, se vogliamo, un perfetto esempio di "junk science", scienza spazzatura, qualcosa che si traveste da scienza, sembra scienza, ma è carta straccia. Usare l'intonaco, il DNA di scimmia o i vermi è solo un modo per suscitare diffidenza.

Però una riflessione sorge spontanea se i vermi fossero semplicemente esche attaccate a un amo?
E se "i pesci" in questo caso fossero tanti genitori impauriti e consumatori ansiosi?
Io credo che seguendo questo filone si scoprirebbero cose molto interessanti e lo dico anche in base all'esperienza che mi sono fatto in questi anni di caccia ai ciarlatani della salute.

Dietro l'antivaccinismo (quello professionale, non i genitori confusi da notizie false e allarmistiche) non c'è il desiderio di scoprire chissà quali complotti ai danni dei nostri bambini ma un normale, venale, umano, semplice, banale interesse economico da parte di molte persone. Avvocati, associazioni, periti, medici, ciarlatani, spesso anche media e giornalisti, vedono il tema vaccini, ognuno per una fetta, come una torta da spartirsi. E i pezzi di torta sono soldi.
Denaro.
Qualcuno dice (ma figuriamoci!) che gli antivaccinisti stiano tentando una strada nuova. Visto che per anni hanno battuto su una presunta "pericolosità" (il tristemente famoso e falso nesso tra vaccinazioni e autismo) dei vaccini, sempre smentita da qualsiasi dato, anche da essi fornito, ora stanno provando a diffondere paura, repulsione. Non per niente si stanno susseguendo le cause di richiesta indennizzo per danno da vaccino respinte dai giudici, un'inversione di marcia che sta preoccupando frotte di avvoltoi. Se non possiamo più dire che i vaccini causano l'autismo, cosa possiamo dire?

Dire che nei vaccini ci sono pezzi di muro e vermi, potrebbe essere una soluzione, chi vuoi che non provi un po' di schifo?

La cosa interessante (che mostra anche come i meccanismi della propaganda riescano a capovolgere le opinioni di chiunque) è che è risaputo come sia preferibile un controllo indipendente (su qualsiasi cosa, in questo caso parliamo di farmaci) rispetto ad uno "privato". Perché il privato potrebbe avere degli interessi (li ha, per definizione) rispetto al pubblico che dovrebbe avere solo interessi comuni. Sono per primi proprio gli antivaccinisti che chiedono di sottrarre (cosa difficilissima) il controllo dei vaccini ai privati.
In questo caso però è successo il contrario.
Si ascolta e si accetta a occhi chiusi un interesse privato (le associazioni e i laboratori) rispetto a quello pubblico (il controllo di AIFA e ISS e dei laboratori degli enti di controllo).
Non è interessante, come meccanismo?
In questo caso ci sono i "laboratori segreti" (privati) che hanno trovato il Viagra e i vermi, prima ci sono stati i "laboratori di nanopatologie" (privati) che hanno trovato pezzi di muro, di loro ci dovremmo fidare tanto da sprecare tempo, risorse, soldi e prestigio per vedere se nei vaccini ci fossero, perché lo dicono loro, vermi, diserbanti, intonaco e muri e non è tutto.
A proposito di questo, infatti, è assolutamente una coincidenza ma anche questa interessante, il fatto che uno degli sponsor di queste analisi fatte da laboratori privati è l'ordine dei biologi, il cui presidente, Vincenzo D'Anna, è anche il presidente dell'associazione che rappresenta i laboratori di analisi in Italia.
Ah! Chiudiamo con una nota comica. Una delle collaboratrici del Corvelva, ha sostenuto (e c'è chi ci crede pure) che alcuni degli errori di quell'analisi sarebbero opera di un correttore che ha sbagliato a correggere. Hanno fatto la scoperta del secolo e mi cadono sul correttore automatico.
Vi immaginate un medico che prescrive il farmaco sbagliato e poi si giustifica con "ha stato il correttore automatico?".

Non è tutto fantastico? E la signora che fa questa serissima affermazione, "consulente" del Corvelva, collabora con un'altra associazione, la Stelior in Svizzera, che dice di prevenire e diagnosticare le malattie con le analisi di questa associazione.

Non so se riuscite a seguire il filo.

Insomma, ognuno scelga di chi fidarsi. Ma occhio alle esche.
Alla prossima.

domenica 6 gennaio 2019

Stupido è chi lo stupido fa.

Avevo parlato tempo fa di una figura mitologica che ho conosciuto in questi anni di frequentazione del web.
Come sapete io sono diventato, assolutamente per caso, un medico che spiega la medicina (e la scienza quando possibile) alle persone interessate. In gergo questo si chiama "divulgatore" ma non mi sono mai sentito tale in quanto non è questo il mio mestiere. Bisogna pure seguire le tendenze o si rimane fermi e così oltre al blog, questo, che è un po' il punto di inizio, ho inaugurato quasi subito una pagina su Facebook, forse il più noto social network, che avrà tanti difetti ma anche tanti pregi.
Sulla pagina Facebook ogni settimana riesco a parlare di cose più rapide, spesso di semplici curiosità (in genere durante la settimana parlo di cose serie, nel week end di cose più "leggere"), magari riprendo qualche post del blog o commento l'attualità. Diciamo che è un mezzo più rapido, forse meno "serioso" ma più veloce.

Il difetto è che c'è una partecipazione massiva dei commentatori (sono iscritte più di 50.000 persone) e quindi l'attenzione deve essere massima, si rischia il caos, c'è sempre il disturbatore, quello che va fuori tema o direttamente aggredisce o insulta. Nel tempo ho imparato a conoscere un altro tipo di commentatore, il "critico in poltrona", quello che, spuntato dal nulla (quindi non una persona che conosco che si permette di darmi un consiglio o una critica costruttiva), senza avere mai interagito, inizia a criticare ferocemente quello che ho scritto. Ma non nel merito dell'argomento o su punti fondamentali, lo fa su piccolezze. Sulla forma, la grammatica, discute la lettera maiuscola, la virgola messa male, il termine non perfettamente corretto e lo fa con aggressività nemmeno avessi ucciso qualcuno.
Insomma sembra essere lì per disturbare.
Non aggiunge nulla alla conversazione e non ha nessun valore positivo non ha mai fatto niente, non scrive, non collabora nel tentativo di arginare la disinformazione ma se sbagli la virgola o scrivi "spaghettti" te lo fa notare subito con una rabbia mai vista prima. E guai a farglielo presente, si offende pure.
Di questo, come detto, ho parlato tempo fa.

L'esperienza, si sa, è un'ottima maestra e, con il tempo, accanto ad antivaccinisti esaltati, seguaci di medicine alternative completamente presi dal loro guru e cattivissimi guaritori e naturopati, oltre al critico in poltrona, ho scoperto l'ennesima figura mitologica. Il "comunicatore della scienza" in poltrona.
Già, perché il critico in poltrona è uno che fa un lavoro qualsiasi, spesso legato al mondo scientifico ma non per forza, il "comunicatore scientifico" è invece uno che si presenta proprio come persona che si occupa di scienza, di parlarne e magari di scriverne nei giornali. Quindi (in teoria) competente e professionale cosa che, si presume, lo rende credibile.

Ma vi racconto come sono finito nelle grinfie del comunicatore scientifico in oggetto.
Giorni fa mio figlio, preadolescente, mi raccontava di un suo amico che, tornando con lui a casa, si era bendato provando a camminare senza vedere niente. Quando ho chiesto i motivi di quel comportamento (pensavo ad una delle tante "pazzie" di quell'età) mio figlio mi dice "stava facendo il "bird box challenge". Io, da vecchiardo ormai passato di moda, sbarro gli occhi e gli chiedo di cosa si trattasse.
In parole povere un canale televisivo ha trasmesso un film nel quale i protagonisti vivono bendati (più o meno, è quello che mi ha raccontato) per non vedere dei pericolosi spiriti maligni che potrebbero ucciderli. Questa cosa ha colpito molti giovani che hanno iniziato una delle tante sfide (demenziali, ne esistono di assurde su You Tube) di gruppo, i "challenge": passare dei momenti o delle ore completamente bendati e fare tutto senza vedere.

Ho cercato allora questa cosa ed in effetti ci sono delle notizie.
Qualche giornale parla anche di incidenti e feriti (da bendati sarebbero caduti o finiti contro un palo) e il canale televisivo ha emesso un comunicato nel quale invitava gli spettatori a non fare quel gioco, poteva essere, in effetti, pericoloso. Qualcuno però parla di pubblicità ideata dal canale televisivo, in effetti non ci sono molte notizie serie ma su You Tube ci sono dei video nei quali addirittura qualcuno guida bendato o esce con gli occhi completamente coperti e c'è pure qualche incidente. Insomma, poco importa, questa era solo una curiosità.
Ma questa cosa mi è sembrata profondamente stupida. Un gioco è un gioco, va bene ma bendarsi e guidare o correre per strada non è solo un gioco è proprio una scemenza. Forse più di una banale ragazzata, è davvero pericoloso, non solo per se stessi.

Mentre controllavo questa storia mi cade l'occhio su una delle tante pagine Facebook che consulto per trarre storie da raccontare, avere spunti per i miei articoli e "controllare" le novità e le tendenze nel mondo della pseudoscienza.

Ero in una pagina di seguaci delle medicine olistiche e leggevo un post surreale. Una mamma diceva di aver dato alla figlia piccola delle noci macerate in aceto per curare una verruca sul volto e si lamentava che la verruca non fosse passata ma attorno ad essa era comparsa un'area molto arrossata, ruvida e poco piacevole.
Leggendo queste parole pensai a quella madre che stava sottoponendo la figlia ad una inutile tortura, anche potenzialmente pericolosa (non certo per la vita ma almeno per la pelle della bambina). La cosa che però mi colpì di più furono i commenti. Ognuno diceva la sua, c'era la ragazzina che consigliava un ago arroventato come aveva fatto lei, una che si firmava "naturopata" consigliava toccate di candeggina, la signora che diceva fosse meglio una lametta disinfettata. Insomma ognuno dava un consiglio stupido, che ai miei occhi era anche assolutamente fuori luogo, inefficace e potenzialmente pericoloso. La madre ringraziava e mi è sembrato optasse per la candeggina sul volto della figlia.

I consigli che ho letto erano proprio così, apparivano stupidi, basati sul nulla, su superstizioni, ipotesi, su azioni immaginarie. Non c'era una base nemmeno "popolare" in quei consigli, erano idee a caso, sulla pelle, letteralmente, di una bambina.
Collegare questo episodio con la notizia del "bird box", i ragazzi che si bendano per sfida, mi ha ispirato un post per la mia pagina di Facebook. Una riflessione su come i social network abbiano "sdoganato" la stupidità, il consiglio dato alla leggera, posti dove chiunque, qualsiasi mestiere faccia, qualsiasi esperienza abbia, si sente in dovere di dare consigli, su tutto, anche su cose delicate o sulla salute. Un pensiero spontaneo che mi è sorto collegando i consigli sulla verruca della bambina e i ragazzi bendati che si schiantano sul palo.

Quando ho l'ispirazione, per non perderla, cerco di scrivere subito (ecco perché a volte qualche errore scappa), di getto.
Ed ecco cosa ho scritto:
La società civile si basa su un concetto semplice e vincente. Ognuno contribuisce al benessere di tutti facendo ciò che sa fare meglio. Il fornaio fa il pane, il medico cura, l’ingegnere progetta case e il muratore le costruisce. Per questo sono nate le città, le comunità e la società civile moderna. Ultimamente però l’appiattimento dei livelli sociali e la voglia di rivincita di chi si sente sfruttato hanno creato uno strano fenomeno.
Medici che fanno gli stregoni, casalinghe che parlano di vaccini, ragionieri che dicono come curarsi. Ognuno si reinventa una competenza che non ha, nessuno vuole sentirsi meno capace dell’altro, tutti sanno tutto. E non va bene.
Non conviene a nessuno, è rischioso, va contro ogni logica, va contro l’interesse del singolo e della società.
Ma fondamentalmente è molto stupido.
Non ci sono prove scientifiche a riguardo ma i segnali di un progressivo aumento della stupidità nelle persone sono sempre più evidenti.
L’ultima evidenza è di queste settimane.
In un film televisivo che si svolge nel futuro i protagonisti devono vivere con gli occhi bendati per evitare di guardare degli spiriti maligni pericolosi.
Fanno tutto a occhi bendati. Film di successo.
Tanto successo che negli USA in tanti sono finiti in ospedale perché hanno iniziato a fare le cose di ogni giorno bendati. Si bendano apposta per sfida, per gioco. E si fanno male. Qualcuno è caduto, altri hanno battuto la testa, si sono feriti. C’è chi ha fatto il video mentre guida bendato e chi passeggia bendato. Il sintomo più preoccupante a questo punto non è tanto la stupidità, qualche segnale di epidemia era già presente ma una nuova tendenza: lo stupido fa cose stupide e non vede l’ora di farlo vedere a tutti.
Che è un ulteriore segno di stupidità. Per questo motivo, se proprio non si riesce a tacere quando non si conosce un argomento, almeno non lo fate sapere in giro, non parlatene nei social, parlatene allo specchio con voi stessi, fate finti convegni a casa vostra. Se pensate di conoscere un argomento meglio di un esperto state probabilmente sbagliando e rischiate di passare per stupidi.
Usate la furbizia.
Registrate degli applausi, vestitevi da Cicerone ma smettetela di parlare di argomenti che non conoscete. Che sia medicina, economia o biologia, basta.
Lasciate che ognuno faccia il proprio lavoro.
Buon week end!

Ecco. Questa la mia riflessione.
Potrei riassumerla in pochissime parole: "ad ognuno il suo mestiere".
Che è una cosa ovvia, conosciuta, semplice buon senso, persino popolare e protagonista di detti regionali. Cosa avrei detto di sconvolgente o rivoluzionario? Non ho certo scritto il post del secolo, è un modo per discutere di qualcosa.
Commenti vari, piacevoli, interessanti ma, dopo l'inevitabile serie di commenti inutili (per esempio, chi mi corregge dicendo che i palazzi li progetta l'architetto e non l'ingegnere o quando inizialmente avevo scritto che non si trattava di un film ma di una serie televisiva, correggendomi dopo 6 (sei) commenti che lo sottolineavano) arriva il commento del "comunicatore della scienza in poltrona":
Salvo Di Grazia, ha preso un dottorato in sociologia nel frattempo? Perché a sentire lei sembrerebbe le analisi sociologiche debbano farle gli esperti in materia, e lei non mi risulta lo sia. Dove sbaglio?

Il commentatore è, a quanto risulta dal suo profilo, un "giornalista freelance" (collabora con testate on line) ed ha formazione scientifica ma si presenta anche come "comunicatore della scienza", in pratica più o meno quello che faccio io ma lui lo fa per lavoro.

Questo commento mi ha sorpreso. Per quale motivo il mio post, una semplice opinione personale, sarebbe un trattato di sociologia che richiederebbe chissà quali competenze? E cosa avrei detto di così straordinario da suscitare la reazione arrabbiata di uno che la scienza la spiega per mestiere? Allora ho fatto presente al signore che forse non aveva capito il post. Una semplice riflessione, un'ovvia opinione, tutto qua, ingiustificato il suo livore.
Ma non avevo ancora visto niente, perché il comunicatore della scienza in poltrona, nella sua pagina personale, aveva scritto:
questo post di Salvo di Grazia è "Una porcheria superficiale e classista. Bollare come stupidità ciò che non si capisce è sintomo anch'esso di stupidità, incapacità di comprendere il mondo e di fare analisi complesse. Poi vabe', l'introduzione è disgustosa [...]



A quel punto davvero non ci potevo credere. Tutto questo livore e rabbia, "disgustoso", "porcheria", per un post dove sottolineavo che era bene che ognuno si occupasse delle cose che sa (che concetto disgustoso) mi ha lasciato allibito. Questa persona ha tratto conclusioni personali da un post che parla di altro, ne ha fatto il simbolo di un'analisi serissima e severa della società (addirittura avrei scritto che "i poveri dovrebbero rimanere poveri", voi leggete una cosa del genere nelle mie parole?).
Nella sua pagina, a parte qualche ingenuo che gli chiede giustamente "ma cosa avrebbe detto di strano Salvo Di Grazia?", altri lanciano accuse, insulti, chi insulta mia madre, chi dice che non ho capito mai niente, di "guerra". Persone che snocciolano letteratura, filosofia, analizzano parola per parola il mio post, facendone un manifesto ideologico, parlano di "fenomeno psicosociale spontaneo".  Incredibile.
Sono due le cose. O io rappresenterei una colonna decisiva per i destini del mondo o queste persone hanno una mente contorta e complicata e stanno viaggiando meglio di quando si assume LSD a digiuno.
L'accusa più comune è comunque che le mie parole sarebbero "classiste" (!).
Il delirio. Un delirio di oltre 200 commenti.

Ecco. ditemi la differenza tra le signore che davano consigli assurdi alla mamma preoccupata, i ragazzi che guidano bendati e il "comunicatore della scienza" infuriato.

Io non so se questa persona fosse in un momento di stress o di nervosismo personale ma nel suo modo di agire ho visto molta frustrazione, rabbia e confusione per i quali non ho capito più di tanto i motivi.
Ovviamente l'ho escluso dalla pagina dopo l'ennesimo insulto, pazienza e gentilezza sì ma non posso tenere tra gli amici uno che mi insulta.

Il comunicatore della scienza, che fa anche il giornalista, definisce "porcheria disgustosa" lo scritto di un'altra persona interpretandolo personalmente e volgarmente e traendone conclusioni completamente diverse da quelle reali, offensive anche per la mia persona. Però, se escludo la malafede di chi attacca, la colpa non può essere che mia.
Se qualcuno non capisce quello che scrivo ho scritto male. Forse dovevo scriverlo più chiaramente, forse con parole più semplici. Non è questo il problema, la colpa è completamente mia.
Il problema è la rabbia e l'aggressività di questa persona nei miei confronti.
Aggiungo, forse può servire, che qualcuno ha ipotizzato che, visto il suo livore, io avessi fatto qualcosa a questo signore. Non lo so, praticamente non lo conosco, non credo di aver mai interagito con lui né di avere mai avuto discussioni.
Altri hanno ipotizzato un concentrarsi sul termine "stupido" come fosse un insulto ingiustificato,  cosa che avrebbe causato questa reazione. Non lo vedo così. Guidare bendati è oggettivamente stupido, così come dare consigli sulla salute da parte di chi non ha competenza. È stupido consigliare come si costruisce una casa se non lo sai fare. La stupidità non è necessariamente un problema perché è un dato di fatto e in ogni caso chi non è mai stato "stupido"? ("che ha, o denota, scarsissima intelligenza, lentezza e fatica nell'apprendere, ottusità di mente" ma anche "sciocco, ingenuo"). C'è chi ha parlato di voglia di apparire (è sospetto in effetti lo stesso comportamento avuto con un altro medico, il prof. Burioni) provocando chi ha un po' di notorietà per avere spazio.
Ma probabilmente la spiegazione è molto più semplice e banale, come sempre: è un rompiscatole. Un normale, semplice, ordinario rompiscatole. Ho scoperto che ha avuto da ridire (con lo stesso tono e ditino alzato) persino su Piero Angela.


Non so se il mio post fosse quindi disgustoso o una porcheria, può essere, non sono uno scrittore per mestiere e l'importante che non siano porcherie le mie suture o le mie terapie ma questo comportamento mi ha colpito. Poi ho pensato che, come spesso accade, ognuno legge le cose come vuole, reagisce come vuole e ne fa quello che vuole, questo potrebbe essere semplicemente uno stupido caso di normalissimo commentatore esaltato come tanti, Facebook ne è pieno.
Da ignorare quindi, si va avanti.
Però il caso è interessante, per questo ne ho parlato, questo dimostra che gli attacchi o le critiche più inutili e pretenziose, non arrivano necessariamente dal signore un po' strano che si cura con l'aglio o con la mamma che è convinta che i vaccini siano il male, arrivano anche da chi si presenta come professionista, esperto del mestiere e ufficialmente persona equilibrata.
Mi era già successo in passato quando abituato a gente strana che mi insultava e aggrediva perché demolivo il loro guru o il loro complotto preferito, un giorno questo succede con un avvocato. Uno serio, uno che aveva studi a Roma, Londra, New York, che scriveva alla direzione di un giornale dicendo che io fossi "notoriamente" pagato dalle case farmaceutiche per demolire una o l'altra cura alternativa.
Una cosa che mi sconvolse perché per me l'aggressione fine a se stessa, banale, il "chi ti paga", era un comportamento da cappellino di alluminio in testa, da gente un po' particolare.
Non è così.
L'abnormità della reazione del "comunicatore scientifico" dimostra che le persone non sono sempre "pazienti", sempre "educate" o sempre "sagge", ogni tanto sbottano con chiunque ed è un pericolo, per loro, per la loro vittima, per tutti.
Allora resto ancora più convinto di quello che ho scritto nel post "porcheria": quando non si ha nulla da dire non è meglio tacere?

Alla prossima.

[post aggiornato dopo la pubblicazione iniziale]