venerdì 22 novembre 2019

L'interruzione di gravidanza.

Credo sia bene fare chiarezza su un argomento importante e delicato. Mi rendo conto che tante persone, per informazione o per bisogno personale, cercando su internet qualcosa su questo argomento, trovano di tutto, spesso informazioni sbagliate e a volte anche informazioni sbagliate "volontariamente", per ideologia.
Ho notato anche una scarsissima conoscenza sul tema da parte di molte persone, quindi è sempre utile un bel ripasso perché conoscere è il modo migliore per avere delle opinioni corrette.

Premessa: questo non è un post per discutere degli aspetti etici, personali, morali o religiosi ma esclusivamente tecnico, tutti sono pregati di tenerlo presente, anche per questo sarà scarno di "opinioni" o "considerazioni", elencherà semplicemente le cose, così che ognuno avrà un manuale per sapere cosa succede ma anche un elenco di informazioni per capire meglio, senza condizionamenti.

L'aborto volontario è l'interruzione della gravidanza prima del suo termine naturale con mezzi esterni (quando è "aborto spontaneo" questo avviene senza interventi esterni, spontaneamente, appunto).
Per motivi personali (psicologici, sociali o fisici), in Italia, la donna può richiedere l'interruzione della gravidanza fino alla 13ma settimana circa (90 giorni dall'ultima mestruazione), è tutto regolato dalle leggi vigenti.
In particolare, da noi, la legge che regola e chiarisce la possibilità di interruzione di gravidanza è la 194/78.

In caso di problema che metta a rischio la salute materna, questo limite è esteso e, finché il feto non ha possibilità di vita autonoma, è possibile scegliere di abortire.

Nella maggioranza dei paesi moderni l'aborto è regolato in modo simile. In alcuni paesi (anche europei, come la Francia, la Spagna o il Regno unito), l'aborto si può effettuare fino alla fine della gravidanza se questa mette a repentaglio la vita o la salute della madre (anche una grave malformazione fetale mette a repentaglio la salute psicologica materna). Se una donna ha una gravidanza il cui proseguimento mette a grave rischio la sua salute, può quindi chiedere (e ottenere) di abortire fino alla fine della gravidanza. In alcuni stati (soprattutto i più poveri) sono ancora tanti (ma anche da noi se ne vedono alcuni, rari) gli aborti illegali (fatti a casa, da improvvisati, con mezzi di fortuna) che, oltre ad essere un reato, sono rischiosissimi e realmente un azzardo.

Alcuni passaggi possono risultare impressionanti per i più sensibili che hanno sempre la possibilità di non leggere il post.
I commenti che andassero fuori tema o che commentassero altri aspetti che non siano quelli tecnici trattati da questo post, saranno eliminati senza preavviso.

In Italia, l'interruzione volontaria di gravidanza (IVG, "aborto volontario") si può eseguire quando una donna potrebbe correre rischi fisici o psicologici proseguendola. Sarà la donna a scegliere se interrompere o meno la gestazione. Questo fino al 90mo giorno di gravidanza (terzo mese, circa 12 settimane). Quando però è dimostrata e certificata una grave malattia del feto e questa può creare problemi di salute alla gestante (anche solo dal punto di vista psicologico) è permesso interrompere la gravidanza oltre questo termine (fino a quando il feto non ha capacità di vita autonoma, quindi più o meno a 22 settimane), si chiama in gergo "aborto terapeutico" e può avvenire in teoria fino alla fine della gestazione (per esempio per una malformazione talmente grave da non permettere mai vita autonoma al nascituro) ma in pratica, visto che le tecniche diagnostiche oggi permettono diagnosi molto precoci, questo non avviene quasi mai.

L'interruzione di gravidanza si può ottenere con diverse tecniche, quasi sempre la tecnica usata dipende dalla settimana di gestazione in cui si ricorre all'intervento.
La tecnica più utilizzata è la cosiddetta: "isterosuzione" accompagnata dalla "revisione della cavità uterina".


IVG, come si fa?

Isterosuzione

Si pratica in genere fino alla 12ma settimana. Si inserisce una cannula dentro l'utero che "risucchia" il contenuto (si chiama "materiale ovulare", cioè embrione, annessi embrionali come placenta, liquido amniotico, sacco amniotico). Spesso questa tecnica è completata con la "revisione della cavità uterina". Si pratica in anestesia generale.

Revisione cavità uterina (RCU)

Con uno strumento apposito (curette, una sorta di piccolo cucchiaio) si "grattano" le pareti dell'utero per eliminare il suo contenuto. Spesso questa procedura segue la prima, l'isterosuzione, come completamento. Si pratica in anestesia generale. Questo intervento è detto popolarmente "raschiamento". In alcuni casi (dipende dalle scelte del reparto in cui avviene l'intervento) al posto dello strumento a cucchiaio si usano delle pinze che estraggono il materiale ovulare, procedura leggermente meno sicura della precedente.


Questa tecnica ha rare complicanze, la più frequente è la perforazione uterina (con lo strumento si "intacca", fino a perforarla, la parete dell'utero, che è molto sottile, succede nell'1% circa dei casi e quasi sempre risolvibile spontaneamente).

Interruzione di gravidanza con terapia orale

Si utilizza una compressa di una sostanza (prostaglandine) che causa contrazioni dell'utero che causano l'espulsione del prodotto del concepimento. In alcuni casi, quando l'espulsione non è completa, si deve procedere a isterosuzione e/o revisione della cavità uterina. Alcuni preferiscono fare questa procedura in ospedale, visto che possono esserci perdite di sangue e dolori. In altri casi si può andare a casa e poi tornare per un controllo. Questa procedura è indicata nelle settimane di gravidanza iniziali. Ha aspetti positivi e meno e necessita di un buon colloquio con la donna per spiegarne le caratteristiche (visto che spesso si gestisce parte della procedura a casa).

Induzione del parto abortivo

Quando la gravidanza è più avanzata (dalla 14ma settimana in poi) ed eseguire le procedure precedenti può essere difficile o rischioso, si preferisce indurre un normale parto con delle sostanze che stimolano le contrazioni uterine. La presenza di contrazioni causa l'espulsione (il parto) del feto abortito che è quasi sempre privo di vita vista anche la sua forte prematurità. Se il feto nascesse vivo bisognerebbe prestare ogni assistenza possibile per mantenerlo in vita.

In alcuni stati si usano alcune procedure per causare la morte del feto prima dell'espulsione quando, la stimolazione del parto, vista l'epoca avanzata della gravidanza, causerebbe la nascita di un feto vivo e vitale.
In alcuni casi si usa una puntura intracardiaca di una soluzione tossica (sotto guida dell'ecografo, prima di iniziare il procedimento) che causa arresto cardiaco del feto (e poi si procederà al parto). In rari casi (succedeva soprattutto negli Stati Uniti, la tecnica è stata poi proibita per legge) si procedeva all'"aborto a nascita parziale", si stimolavano le contrazioni e, solo al momento della nascita, si causava la morte del feto con varie tecniche (tralascio i particolari perché cruenti). Questa procedura (ormai quasi scomparsa) era usata quando era importante mantenere integro il feto per esami dopo la nascita o quando i genitori chiedevano la sua integrità per vederlo o farne foto per ricordo (negli Stati Uniti è molto diffusa e popolare l'abitudine di ritrarre, filmare, fotografare un feto morto).

Questa possibilità è rimbalzata nei mesi scorsi nelle cronache perché secondo qualcuno la tecnica sarebbe stata "riabilitata" nello stato di Washington, si tratta di una bufala. C'è da sapere che in quasi tutti gli stati USA questa modalità di aborto è, come detto, proibita.

Come si procede.

L'interruzione di gravidanza in Italia si fa recandosi presso un medico (ginecologo) di un ospedale pubblico che, accertatosi della gravidanza, deve compilare un documento sottoscritto dalla donna che richiede l'intervento.
Seguiranno sette giorni detti di "riflessione" nei quali la donna è invitata a ponderare la sua scelta. Se confermata si procederà a ricovero (solo in strutture pubbliche o convenzionate con il servizio sanitario nazionale) e l'intervento. Se c'è un'urgenza particolare (importante pericolo di vita, per esempio) è permesso evitare i sette giorni di pausa. In genere è previsto un solo giorno di ricovero (day hospital) e si può riprendere dopo poche ore la propria normale attività.
Eseguire un'interruzione di gravidanza non causa conseguenze fisiche particolari essendo un intervento di chirurgia minore, se però si eseguono diversi interventi sull'utero (per esempio diversi "raschiamenti") questo può invece causare complicanze anche serie. Ovviamente, come per qualsiasi intervento chirurgico, esistono dei rischi legati all'intervento stesso, all'anestesia o alla degenza. Le conseguenze psicologiche, non per forza presenti, a volte meritano un attento monitoraggio e, se necessario, un sostegno da parte di esperti.
In Italia, a differenza di altri paesi, l'unica figura che può eseguire un aborto è il medico specialista in ginecologia che ha comunque diritto all'obiezione di coscienza (rifiuto di eseguire l'intervento). Si deve sottolineare però che un medico obiettore non viene a meno dai suoi doveri professionali ed è obbligato ad assistere la persona prima e dopo l'intervento, sia per normali attività, come le informazioni e i documenti del ricovero, che per urgenze e l'assistenza durante il ricovero, chi si sottraesse a queste procedure si sottrae ai suoi doveri professionali.

Il numero di interruzioni di gravidanza nel nostro paese si è ridotto notevolmente, in maniera drastica  (nel 1982 sono state 284.000, nel 2000 furono 135.133, nel 2016 84.926) e questo è probabilmente dovuto all'uso più diffuso di contraccettivi, all'informazione, alla possibilità di acquisto di pillola contraccettiva post coitale (pillola del giorno dopo) e a fattori socio economici. La stima (ovviamente non esistono dati precisi) delle interruzioni che avveniva prima della legge sull'interruzione legale di gravidanza, parlano di 350.000 interruzioni ogni anno.
Per legge è possibile acquistare la "pillola del giorno dopo" in farmacia con ricetta se si è minorenni e senza bisogno di ricetta dalla maggiore età. Una donna minorenne può farsi prescrivere questa pillola anche dal suo ginecologo privato o in ospedale, dal pronto soccorso.

Per chi pensasse di avere una gravidanza indesiderata esiste anche la possibilità di non riconoscere il neonato subito dopo la nascita (e quindi affidarlo per l'adozione) e di partorire in maniera anonima rinunciando al figlio.

Alla prossima.

domenica 13 ottobre 2019

Copia incolla omeopatico.

Il "plagiarismo" scientifico consiste nel copiare e usare ripetutamente parti di uno studio scientifico (proprio o di altri) per realizzarne uno nuovo (che quindi nuovo non sarà).

Si tratta di un fenomeno relativamente nuovo e molto studiato, coinvolto nella lotta alle frodi scientifiche perché mette in crisi la serietà e l'attendibilità della ricerca scientifica. La corsa alla pubblicazione scientifica, la voglia di apparire, il desiderio di ingrossare (in qualsiasi modo) il proprio curriculum induce alcuni ricercatori a copiare studi già esistenti (di altri o propri) "riciclandoli" e pubblicandoli come nuovi. Spesso cambiando qualche termine, qualche frase, qualche riferimento ma, fondamentalmente, con un semplice lavoro di "copia-incolla".

Argomento interessante. Non ne avevo mai parlato ma ne ho occasione proprio ora quando, nell'ambito dell'attività del PTS (Patto Trasversale per la Scienza) sto analizzando assieme agli altri componenti (del mio gruppo omeopatia e con quello di Enrico Bucci contro le frodi scientifiche) lo studio di cui ho parlato pochi giorni fa, quello che, con un impressionante tempismo e per incredibile coincidenza, esalta l'efficacia dell'omeopatia (!) nell'otite (!).
Studiando e cercando viene fuori un dato interessante che si aggiunge a quelli già notati che ho spiegato nello scorso post.

L'autore dello studio sull'omeopatia nell'otite è Paolo Bellavite ex docente dell'università di Verona che ora, pensionato, fa il volontario in Burundi. Da anni infatuato dall'omeopatia, contro gli obblighi vaccinali, è un personaggio niente male, aggressivo con chi non gli da ragione, non ammette mai i suoi errori e spesso attacca violentemente chiunque osi criticarlo. Beh, è stato colto con le mani...nella marmellata.

Andando a controllare le sue ultime pubblicazioni (praticamente tutte in riviste predatorie e non indicizzate su PubMed) si è scoperto che c'è un preoccupante vizietto di "copia-incolla". Bellavite ha infatti ripetutamente copiato intere parti dei suoi studi riportandole in studi successivi facendo così "ingrossare" non solo il suo curriculum ma anche autocitandosi.

Un tipico esempio di plagiarismo. Se si ha pazienza si può vedere già controllando le varie pubblicazioni ma oggi, fortunatamente, ci aiutano dei software. Questi programmi controllano le pubblicazioni e ci permettono di sapere se ci sono blocchi di testo (non semplici parole o frasi, proprio interi blocchi di testo) che appaiono da altre parti. Le regole sono precise e stabilite e i software svolgono in maniera eccellente il loro lavoro.
Così, studiando i lavori di Bellavite viene fuori questa cosa interessante.
L'ex professore prende uno o più blocchi di un suoi vecchi studi (spesso senza cambiare nemmeno una parola) e li copia in un nuovo studio.
Questo gli consente una cosa immediata: senza lavoro né sforzo crea una nuova pubblicazione dal nulla.
Ovviamente le grandi riviste scientifiche, oltre a non pubblicare studi banali (come quelli di Bellavite) hanno i loro mezzi (tra i quali proprio questi software) che le proteggono da queste frodi ma così non è per le riviste più scadenti e "predatorie" (che vivono proprio accettando qualsiasi studio, dietro pagamento di una somma di denaro) e, guardacaso, l'ultimo lavoro di Bellavite appare proprio in una di queste.

credits Diego Pavesio

Insomma, una bella figura per l'omeopatia italiana che in Bellavite aveva un punto di riferimento.
Spero che si sia capito il fenomeno che è pure molto grave e deprimente per la ricerca scientifica, per la moralità e la dignità dei ricercatori che, nella stragrande maggioranza dei casi non ricorrono a questi mezzi per il loro lavoro.
Ma se non fosse chiaro o qualche profano non avesse capito bene cosa sto raccontando, faccio un esempio pratico.

In un suo studio del 2011 appaiono queste parole:
"A randomised double-blind placebo controlled pilot study was carried out on children with otitis media. Subjects presenting middle ear effusion and ear pain and/or fever for no more than 36 h were enrolled in the trial. They received either an individualised homeopathic remedy or a placebo, administered orally three times daily for 5 days or until symptoms subsided. Outcome measures included the number of treatment failures after 5 days, 2 weeks and 6 weeks. Diary symptom scores during the first 3 days and middle ear effusion at 2 and 6 weeks after treatment were also evaluated. There were fewer treatment failures in the group receiving homeopathy after 5 days, 2 weeks and 6 weeks, however these differences were not statistically significant. Diary scores showed a significant decrease in symptoms at 24 and 64 h after treatment in favour of homeopathy (P < 0,05)".
 Nello studio che abbiamo analizzato (quello sull'otite, di pochi giorni fa, del 2019) appaiono queste parole:
"A randomized double-blind placebo controlled pilot study was carried out on children with otitis media. Subjects presenting middle ear effusion and ear pain and/or fever for no more than 36 h were enrolled in the trial. They received either an individualized homeopathic medicine or a placebo; administered orally three times daily for 5 days or until symptoms subsided. The 4 most commonly medicines prescribed included Pulsatilla, Chamomilla, Sulphur and Calcarea carbonica. Outcome measures included the number of treatment failures after 5 days, 2 weeks and 6 weeks. Diary symptom scores during the first 3 days and middle ear effusion at 2 and 6 weeks after treatment were also evaluated. There were fewer treatment failures in the group receiving homeopathy after 5 days, 2 weeks and 6 weeks. However these differences were not statistically significant. Diary scores showed a significant decrease in symptoms at 24 and 64 h after treatment, in favor of homeopathy (P < 0,05)"

Avete visto bene? Sono parti praticamente identiche.

L'autore ha copiato e incollato intere parti dello studio da altri studi di anni prima. (questo ovviamente è solo un esempio, la miniera è infinita (qui per particolari della scopiazzatura incredibile) e non riguarda solo l'ultimo studio. Qui un piccolo schema che mostra i vari blocchi che poi sono stati trovati copiati in altri studi di Bellavite.

I blocchi di testo copiati e usati negli studi. Il blocco 1 (rosa) è stato usato in quattro studi (come mostrato a destra)

Interessante anche il fatto che negli studi Bellavite taglia parti copiate da altri studi che potrebbero contraddire le sue idee o le sue conclusioni.

Ma cosa mi combina professore, cosa mi combina! 😅

Al prossimo omeopata esaltato che vi parlerà del "numerosi studi del prof. Bellavite" fate vedere questo post e tagliate corto, a quanto pare l'omeopatia è talmente noiosa che anche gli omeopati si annoiano a scriverne seriamente.

Alla prossima.

Nota: veramente, io a volte mi chiedo se gli omeopati siano questo disastro per una loro sfortuna innata o proprio se le cercano. Guardate chi arriva su Facebook in difesa di Bellavite.


Maria Gloria Alcover Lillo è l'omeopata condannata per aver curato il tumore di una donna con l'omeopatia. E gli omeopati però vogliono essere presi sul serio.

Proprio imbarazzante.

mercoledì 9 ottobre 2019

Povero omeopata.

[articolo aggiornato dopo la pubblicazione iniziale]

Perché bisogna occuparsi di omeopatia? Perché le pseudoscienze sono pericolose?
Perché sono un affare, una lobby, perché fra di loro si aiutano e sostengono e non vogliono ostacoli. 

È iniziato il processo all'omeopata accusato di aver causato la morte di un bambino di 7 anni, affetto da otite e che ricevette omeopatia come cura per la sua malattia.
Una brutta pagina di sofferenza e dolore. Il pensiero va subito a Francesco, il povero bambino che, troppo presto, ha lasciato la sua famiglia. Una delle cose più insopportabili per un genitore e per la comunità. Si poteva evitare? Forse. Di sicuro bisogna provarci e certo non somministrando caramelle tanto per fingere una cura.
Fino a che il processo non sarà finito non si potrà accusare nessuno di nulla, è giusto, anzi, sarebbe di cattivo gusto (oltre che scorretto), aspettiamo dunque la decisione dei giudici. Non ha aspettato invece qualcun altro.
Con un tempismo straordinario e per incredibile coincidenza, è uscita in questi giorni una pubblicazione in una rivista scientifica di medicine alternative. Secondo questo studio l'omeopatia sarebbe efficace nell'otite.
Che coincidenza, non trovate?
Un bambino, curato con omeopatia (che ricordo sono normali caramelle di zucchero che non curan nulla) muore per le conseguenze di un otite e puntuale come un orologio svizzero esce lo studio che dimostrerebbe gli effetti delle caramelle omeopatiche nell'otite. Il primo autore di questo studio è Paolo Bellavite, ex docente universitario ora in pensione, che si occupa da anni di omeopatia cercando con fatica ma senza riuscirci, di trovare spiragli o appigli per dimostrare che le caramelle curino le malattie. Vecchia conoscenza di questo blog quando spiegai uno dei tanti trucchi usati per dimostrare i poteri magici del "gelsomino omeopatico". Bellavite è lo stesso che ci restò malissimo quando la Federazione nazionale ordini dei medici ufficializzò la posizione sull'omeopatia spiegandone l'inconsistenza. Insomma, un personaggione.

Il PTS (Patto Trasversale per la Scienza), associazione che si occupa proprio di vederci chiaro nelle affermazioni non scientifiche e nelle fake news mediche, ha voluto vederci chiaro e ha analizzato questo studio. C'è da dire che nessuna linea guida o protocollo consiglia l'uso di omeopatia (che ricordo, si tratta di normali caramelle) nell'otite o in altre malattie e, studi a parte, ovvietà a parte, è totalmente fuori luogo curare un bambino con febbre e dolori con degli zuccherini. Ma allora, questo studio è attendibile? Il PTS ha notato alcune cose.

Qui un riassunto e per i più curiosi l'approfondimento direttamente nel sito del PTS (link alla fine di questo post).

Si tratta di uno studio pubblicato in una rivista "predatoria" (che cioè accetta qualsiasi cosa, anche la meno seria, pur di pubblicarla) il cui editore è incluso nella "Beall's List", la lista delle riviste "predatory". Nel 2015 lo stesso editore accettò tra gli editors (i responsabili della rivista) un cane...già, un cane, che era di uno scienziato stufo di ricevere continuamente inviti a diventare editor della rivista, registrò il suo cane.

La rivista non è nemmeno su PubMed (la banca dati delle pubblicazioni scientifiche), è stata espulsa da DOAJ- Directory of Open Access Journals (database delle riviste ad accesso pubblico) e il suo "impact factor (fattore di importanza, è un numero) è zero. (0).
Dice lo stesso autore dello studio in una delle sue pubblicazioni: "The publication of a paper in a journal cited by PubMed is not in itself a guarantee of quality, but it can be considered an important criterion of validity," ("La pubblicazione di uno studio in una rivista citata su PubMed non è di per se una garanzia di qualità ma può essere considerato un importante criterio di validità").

Ecco, lo stesso Bellavite ci ha confermato che già questo dimostra la scarsa validità del suo studio.

Per non parlare del livello dello studio, una scelta arbitraria, a caso, di studi che parlano bene di omeopatia, quasi tutti pubblicati da riviste (banalotte) di medicina alternativa, quasi tutti di valore pessimo.
Insomma una torta ben confezionata per dimostrare che le caramelle curano l'otite e, sempre per incredibile tempismo e coincidenza e con una fretta esagerata (in 15 giorni studio ricevuto, accettato, pubblicato), arrivata poco prima dell'inizio del processo al "povero omeopata messo in croce" accusato di omicidio.
Proprio bello.
Ah, chi scrive del "povero omeopata" è proprio l'autore dello studio, in un post poi velocemente cancellato.

Il primo autore dello studio parla del "povero omeopata messo in croce" perché accusato di aver colpa della morte di un bambino di 7 anni. "Non mi pronuncio", dice l'autore ma si pronuncia difendendo l'omeopata e scrivendo una sorta di "ricerca". Per dimostrare di avere ragione cita proprio la sua ricerca.

Ecco, a volte, quando parlo di "lobby degli omeopati", qualcuno mi chiede cosa si intende, di cosa sarebbe capace, ecco, qui c'è un indizio niente male, un tentativo maldestro di trovare giustificazioni per un fatto ingiustificabile.
Ma se questo studio pretende di trovare una prova di efficacia dell’omeopatia si dimostra invece una prova di superficialità, di mancanza di buon senso e di aderenza alla scienza di chi usa questa pratica, un brutto passo falso degli omeopati.

Sopporto creduloni e ingenui, fanno parte dell'umanità, non sopporto i furbi e i loro trucchi che ora, con il PTS, hanno un nemico in più. Ci sono due problemi da risolvere: spiegare alle persone che l'omeopatia è una falsa cura e spiegare allo stato che chiudendo un occhio accettando e sostenendo questa pratica è complice di questi fatti.

Per i particolari si riporta all’analisi completa della pubblicazione.

Alla prossima.

Aggiornamento: 11/10/19: l'omeopatia, si sa, è basata sulle diluizioni del principio attivo. 100 grammi di una sostanza, diluita, diluitissima, sparisce ma, magia, funziona sempre. Ecco, lo studio rivoluzionario sull'omeopatia si sta diluendo e solo pochi giorni dopo la sua pubblicazione perde pezzi e...autori. Uno degli autori infatti è sparito (ritirato? Espulso? Cancellato? Boh) dal gruppo iniziale. Ma è solo l'inizio, Bellavite ha un po' esagerato e i risultati li vedremo presto.
Io spero solo che l'autore sia stato diluito ma non battuto sulla Bibbia.

Aggiornamento 13/10/19: ma guarda un po' quante cose si scoprono andando a scavare nell'attività scientifica dell'ex professor Bellavite. Colui che fa la morale agli altri e li attacca violentemente poi fa una delle cose più comiche (per essere buoni) che possano accadere nel mondo della ricerca scientifica. Copia e incolla. Si chiama "plagiarismo". In pratica per anni, ripetutamente e anche in occasione di quest'ultimo studio sull'omeopatia nell'otite, il prof. Bellavite ha copiato intere parti da altri suoi studi. In pratica ha usato parti di altri studi per comporne di nuovi.
Pratica molto molto (molto) scorretta e dilettantesca. Interessante anche scoprire che in molti degli studi da lui citati come "prova" di efficacia dell'omeopatia ha tagliato le parti poco convenienti, gestendo dati e parole in modo da darsi ragione. Impressionante.
Per approfondimenti si può leggere qui.


mercoledì 25 settembre 2019

Homeokiller 1

L'approfondimento e lo studio della ciarlataneria in medicina possono essere un esercizio interessante. Ovviamente, dopo i primi anni di "analisi" e di semplice curiosità, ho cercato di guardare altri aspetti del fenomeno, ho approfondito non solo il lato medico o i trucchi dei ciarlatani (che a questo punto ritengo di aver approfondito tantissimo) ma anche altre cose. L'aspetto psicologico (i pazienti, le persone, perché ci credono, cosa pensano), quello sociale (perché si vendono ancora amuleti, perché negli anni 2000 c'è ancora chi crede ai guaritori), quello economico (le ciarlatanerie non hanno grande peso nel nostro sistema economico, perché fanno scalpore?) e tanto altro. Diventa un esercizio curioso, interessante, stimolante e soprattutto fa vedere il problema da altri punti di vista, in certi casi mi sento quasi un archivio vivente, tante ne ho lette e viste in questi anni. Qualcuno addirittura sostiene che non avrebbe senso smentire pratiche come l'omeopatia, troppo facile, nessuna difficoltà a smontare una "cura" a base di caramelle senza principio attivo. Probabilmente è così. L'argomento, ormai noto, non meriterebbe tanta insistenza e perseveranza.
Ma io insisto.

Perché proprio l'omeopatia, stupida, facile, mi sembra un esempio di come si possa prendere in giro la gente con piccoli trucchi, con la pubblicità e i giochi di parole. Se ci sono ancora persone che credono agli oroscopi e all'omeopatia come possiamo pensare di diffondere una cultura su argomenti molto più difficili e tecnici? E come possiamo spiegare i trucchi ben più complessi delle grandi aziende farmaceutiche?
La medicina, nonostante sia stata letteralmente la salvezza dell'umanità, ha tanti limiti e difetti. Ha il fattore umano che può inquinarla con la disonestà, la voglia di denaro o l'incompetenza (o il semplice errore) però ha indubbiamente migliorato la nostra qualità di vita, ci ha dato vantaggi, successi e salvezza, bisogna migliorare, sempre ma come possiamo migliorarci se stiamo ancora discutendo di quanto valga una "cura" fatta di caramelle di zucchero?

Reputo per questo l'omeopatia talmente banale come argomento che mi sembra un caso perfetto, esemplare di falsa cura spacciata per medicina. Con l'aggravante che questa gode di grandi appoggi anche a livello istituzionale. Così, anche se cerco di parlarne meno, a volte assisto a spettacoli incredibili, curiosi e tutti provenienti da questo mondo fantastico fatto di caramelle magiche, poteri misteriosi e .

Qualche giorno fa mi è stato segnalato un interessante post sul blog di un medico omeopata.
Lo conosco (virtualmente) perché da anni mi attacca, insulta, aggredisce, si sfoga con la bava alla bocca perché è arrabbiato con chi critica l'omeopatia, con chi spiega che è semplice acqua fresca e che, secondo lui, mette in crisi il suo lavoro. Io sono spesso uno dei bersagli dei suoi insulti.

Questo medico, tempo fa, in uno dei suoi infiniti sfoghi violenti contro il sottoscritto, disse che io scrivevo contro l'omeopatia perché non avevo pazienti e quindi avevo tanto tempo libero, così lo impiegavo criticando le pozioni omeopatiche.
Pensate che contorsione mentale, che attacco personale, che lamentoso dispetto infantile.
Essendo un medico ospedaliero non c'è (purtroppo) modo per me di avere poche pazienti, lavorando in un ospedale pubblico curo chi arriva, fossero una o cento e, di certo, il mio tempo libero è poco.

Però lo sfrutto come mi piace, scrivendo, dormendo, giocando, ridendo. Sicuramente non devo darne conto a nessuno, nemmeno agli omeopati nervosi (che evidentemente non hanno benefici dai tranquillanti omeopatici).

Così dopo quella valanga di insulti e il riferimento al mio tempo libero pensai di aprire un nuovo blog, quello su "Le Scienze", tanto che intitolai il primo post "Salute, bugie e tempo libero", facendo riferimento alle poco eleganti insinuazioni del rilassato omeopata.

Nel frattempo le cose per il tranquillo omeopata non si mettevano bene e il suo blog, ospitato nelle pagine di un quotidiano on line, fu chiuso e lui fu costretto a farsi un sito personale, frequentato soprattutto da suoi amici e omeopati come lui. Un ottimo modo, credo, per passare il suo tempo libero del quale, a me, non importa più di tanto.
Mi dimenticai del personaggio, niente di interessante ma qualche giorno fa mi segnalano un suo post, intricato, complicato e preoccupante.
Il pensiero omeopatico si è fatto molto più ingarbugliato, psicotico, violento.

Il motivo per cui critico l'omeopatia, come racconta nel post che mi hanno segnalato, ora sarebbe opposto: non sarebbe più dovuto alla mia mancanza di pazienti e al mio troppo tempo libero ma dal fatto che Big Pharma e la plutocrazia della medicina finanzia, paga, appoggia, le critiche contro l'omeopatia, un sistema organizzato: l'omeopatia (che ricordo, sono normali caramelle di zucchero) sarebbe tanto potente che le multinazionali pagherebbero tante persone (tra le quali il sottoscritto, evidentemente) per demolirla.
Ci sarebbero gli estremi per una bella querela non omeopatica ma come faccio a denunciare un medico, un professionista che blatera cose del genere? Come si può? Qui il livello è da scuola elementare. C'è solo da compatire, auguro al collega tempi migliori.

Però il triste sfogo dell'omeopata è da rendere pubblico. Almeno per far capire chi è un omeopata, che argomenti usa, di cosa parla e come si spiega il crollo di successo della sua medicina immaginaria.

Ora non sarebbe più (solo) colpa mia (e di Burioni, ovviamente ora c'è anche lui) se l'omeopatia sta scomparendo e gli omeopati sono visti come fossero i maghi medievali delle caricature ma c'è tutto un sistema dietro.
La plutocrazia (ha scritto questo!), i poteri forti, l'immancabile Big Pharma e i soldi, tanti soldi. L'omeopata complottista immagina grandi trame e organizzazioni che tutto comandano. Così mentre chi vede le scie degli aerei e non conosce la dinamica dell'atmosfera immagina aerei neri che spargono scie di veleno in tutte le città, l'omeopata che non capisce perché nessuno vuole più zucchero per curarsi pensa ai poteri forti che, a suon di soldi, pagano emissari che sparlano in giro della "medicina delle caramelle". Essendo inconcepibile una presa di coscienza delle persone, pensa subito al "grande fratello" che condiziona tutto.
Potrei sfidare l'irascibile omeopata a dimostrare, dati alla mano, che esista una sola azienda che mi abbia pagato per criticare le caramelle curative facendogli fare una figuraccia mondiale ma ne varrebbe la pena? Ma dai, ci sono cose più importanti nella vita.
Usiamo questo poco elegante sfogo dell'omeopata come caso da manuale.
L'articolo infatti è di una contorsione mentale e di un complottismo senza fine, estremo, pieno di link a siti di bufale, pagine di blog anonimi e complottistici, sembra il post di un ragazzino ingenuo che crede agli alieni e leggerlo è inquietante ma anche noiosissimo talmente è banale e a circa tre quarti ho interrotto, troppo scontato.
Questo equilibrato omeopata dice che c'è tutto un sistema creato ad arte, organizzato per distruggere l'omeopatia perché questa farebbe risparmiare i pazienti e perdere le case farmaceutiche, troppo rischiosa. Il lieto collega poi conclude con una domanda classica:

"Domanda: SE L’OMEOPATIA fosse una bufala, un raggiro ed fosse ormai sulla via del declino e sempre meno gente si curasse con i farmaci omeopatici, come sostiene questa campagna diffamatoria, perchè investire tutte queste risorse e capitali per distruggerla se è già moribonda?"

Ragionando così io potrei sostenere: "se gli omeopati dicono che l'omeopatia è un continuo successo sempre più usato, perché il collega sostiene che i poteri forti la stanno mettendo in crisi?".
Livello seconda elementare dicevo. Siamo lì.
L'omeopatia è criticata, è definita una bufala semplicemente perché è vero.
Niente altro: è una bufala, pericolosa e irrispettosa per le persone.
Non c'è nessuna risorsa investita per demolire l'omeopatia. Io non ricevo nessun finanziamento, né da Big Pharma né da altri, sono uno stipendiato dallo stato (e quindi anche da lui! Oddio!). Io dico che l'omeopatia è una bufala perché è una bufala. Niente di più.

Fa quindi un po' tenerezza l'omeopata che si chiede ingenuamente il motivo misterioso di tanti attacchi a chi dice di curare le malattie con le caramelle e nella sua adolescenziale ingenuità non pensa al motivo più semplice e ovvio.

E pensate, questo sistema sarebbe organizzato dalle aziende farmaceutiche che pagano i congressi, le riviste, le ricerche e i medici ma il nostro amico dimentica che anche l'omeopatia è prodotta da aziende farmaceutiche, che pagano i congressi, le riviste, le ricerche e gli omeopati.
Il gioviale omeopata però ha la sua soluzione.
L'omeopatia "fa paura" (😂) ed è per questo che "i plutocrati" [persona che, per la sua elevata posizione economica, esercita un’influenza determinante sulla vita politica e sociale] (io sarei uno eh?) la vogliono distruggere ma basta organizzarsi e tutto sarà ristabilito.
Non sto scherzando. Questo non è un ragazzino brufoloso in preda a ribellione adolescenziale, è un medico.

Allucinante.

Va bene.
Niente di nuovo. Di personaggi strani, guaritori e truffatori che mi accusavano di essere pagato ne ho incontrati tanti (tutti più o meno finiti male ma è un'altra storia).
Una cosa che non meritava nemmeno un post, tanto è stupida e ovvia. Il complotto mondiale era prima appannaggio dei più estremisti e visionari ma ormai non mi stupisco più di niente.
Stavo per chiudere la pagina quando lo sguardo cade sul primo commento al post.

L'articolo si chiama "La strategia HOMEOKILLER ovvero come la plutocrazia vuole distruggere l’Omeopatia", sì, la strategia "homeokiller" e sapete chi ha commentato?
Una certa Maria Gloria Alcover Lillo, omeopata nota per essere stata condannata a tre anni di reclusione e tre di interdizione dalla professione per omicidio colposo. Per aver "curato", assieme ad un'altra omeopata (anch'essa condannata) con le caramelle una povera donna che aveva un tumore.

L'Alcover, secondo il tribunale: "È venuta meno ai fondamentali doveri della professione medica, infliggendo consapevolmente grandi sofferenze alla paziente e cercando di ‘coprire’ anche l’altra collega, senza mai assumersi le proprie responsabilità"
Homeokiller.

Sulla vicenda dell'omeopata condannata per aver "curato" un tumore con le caramelle ci tornerò, è un dramma ma vale la pena conoscerlo.

Dobbiamo essere uniti, dice la condannata per omicidio all'omeopata complottista

È tutto imbarazzante, non trovate?

E il collega pensa alla plutocrazia, a Di Grazia e Burioni, che lui immagina non dormano la notte (anche perché dormire in un materasso pieno di dollari non è comodo) pensando al nuovo metodo per distruggere la pericolosa omeopatia, medicina dell'ottocento che rappresenta oggi il nulla, lo 0,7% di quanto si vende in farmacia (dati ufficiali Federfarma 2018), che vende meno di profumi, pannolini, creme idratanti e fazzolettini, caramelle senza sapore ma secondo l'omeopata minaccia principale e fondamentale nella medicina di oggi. Non esistono poteri forti contro i fazzolettini o gli assorbenti ma c'è tutto un sistema, per il mio amico omeopata, contro le caramelle omeopatiche.
Davvero preoccupante (per i poveri fazzolettini, ovviamente).

Ognuno però è libero di curarsi come vuole, ognuno è libero anche di non curarsi. Come ognuno è libero di dire di curare con le pozioni, l'aglio, i riti magici o le preghiere. Dobbiamo essere liberi, anche il collega è libero di immaginare complotti e che, dietro alla banale considerazione che lo zucchero non sia una cura ci siano milioni e banche svizzere (libero di pensare anche che le aziende che producono omeopatici siano invece missioni caritatevoli di beneficenza).

Ma le istituzioni, quelle civili, politiche, mediche e di ordine pubblico, non dovrebbero permettere che esistano persone che consigliano truffe vere e proprie sulla salute.

Per me cambia poco se una persona si curi o meno con le pozioni magiche, mi dispiace umanamente , per principio e come medico ma non è fondamentale per la mia vita. Però una nazione civile dovrebbe proteggere i propri cittadini da queste truffe. Se c'è un caso di danno va punito e risarcito ma anche chi promuove, pubblicizza e diffonde queste, diciamolo chiaro, cretinate, va richiamato. Non è possibile sopportante i ragli e le baggianate da parte di chi dovrebbe attenersi a scienza e coscienza.
Il collega quindi può arrabbiarsi quanto vuole, il mondo va avanti, la medicina progredisce e non è offendendo gli altri che per magia lo zucchero curerà le malattie.

Caro collega che ti arrabbi con me, il problema è tuo, non mio.
Risolvilo.

Nella seconda parte dell'articolo racconterò proprio la storia della donna malata di melanoma che due omeopate (una quella che ha commentato l'articolo di cui parlo) hanno "curato" amorevolmente. Tutto sulla base delle carte del processo che le ha condannate.
Homekiller, però veramente.

Alla prossima.

lunedì 2 settembre 2019

La storia di Pamela.

Ho parlato qualche settimana fa degli scomodi fantasmi dei ciarlatani.
Tutti i testimoni che, consapevolmente o meno, fanno da cassa di risonanza, da megafono per questi cialtroni.
Sono i loro "pazienti", quelli "guariti", i miracolati che raccontano storie incredibili, malattie gravissime, avanzate, tumori incurabili che con le cure più assurde e segrete ce la fanno. Lo dicono pure nei video, lo urlano al mondo.
Poi muoiono.
Ma mentre il loro corpo muore, la loro testimonianza, la pubblicità per il ciarlatano resta eterna, su internet. Sono decine, centinaia, fantasmi della ciarlataneria.
Solo nella mia esperienza in rete ne ho contati almeno una cinquantina. Non ci sono più nella realtà sono invece vivi e guariti nel mondo virtuale.

In questi giorni mi è tornato in mente un altro episodio che rientra in questa drammatica categoria . L'occasione è stata la morte di Nadia Toffa, conduttrice del programma televisivo "Le Iene", che era stata protagonista di uno scontro con l'ex showgirl Eleonora Brigliadori, ormai, dopo la carriera televisiva, diventata sacerdotessa di pratiche paranormali e seguace di false cure mediche.
Nel video che riprende lo scontro, violento, appare una persona che conoscevo abbastanza bene.

Pamela (nome di fantasia) era una donna di provincia, combattiva e lavoratrice. A Roma la chiamerebbero "verace".

Da sempre appassionata di misteri, fatti curiosi e personaggi tra il magico e il ciarlatano, un giorno purtroppo scopre di essersi ammalata di tumore al seno.
Lavora in ospedale e si rivolge subito al primario del reparto di chirurgia che la conosceva bene. Questo le propone un intervento chirurgico, poi un ciclo di chemioterapia e probabilmente la radioterapia. Da quanto si vede nell'esame istologico il tumore non è molto avanzato e la sua cura potrebbe essere un successo.

Pamela però ha paura, non ci sta. Già la sua passione per personaggi al limite della normalità l'ha spinta a frequentare giri strani, di "alternativi", amanti del naturale a tutti i costi che, al posto della medicina, si curano con cerimonie, pozioni, false medicine e così questa tendenza, la spinge a cercare su internet una cura "diversa", qualcosa che sostituisca la medicina della quale ha paura.

Comunica al medico e ad una sua parente l'intenzione di non sottoporsi alle cure dicendo che avrebbe pensato lei al da farsi e si rivolge a Tullio Simoncini, il guaritore (ex medico, radiato e pluricondannato) che dice di curare il cancro con il bicarbonato di sodio.
Simoncini (ovviamente) la riceve con successo e le dice che, per fare la sua cura, dovrà operarsi nella clinica privata dove lui si appoggia (all'estero) e dopo l'intervento lui avrebbe fatto le sue "flebo di bicarbonato".
Pamela accetta. I costi sono altissimi, c'è anche un viaggio da organizzare ma lo fa e così ad agosto del 2011 parte e si opera.
L'intervento fatto nella clinica privata è diverso da quello consigliato dall'ospedale, molto meno esteso e senza ricerca del "linfonodo sentinella" (un linfonodo che, se positivo all'esame istologico, indica necessità di estendere l'intervento chirurgico) ma lei è contenta, tanto che, a marzo dell'anno successivo, realizza un video di testimonianza nel quale dice di essere guarita.

"Era tutto negativo, mi sento bene e non ho niente che non va"

Pamela è contenta, continua la sua vita, torna a lavoro e diventa una fervente sostenitrice di Simoncini. Io la conobbi in una situazione poco piacevole.
In un articolo su un giornale on line si raccontavano le vicende di questo ex medico, le sue condanne, i suoi trucchi e gli imbrogli. Lei intervenne nei commenti difendendolo, dicendo che le aveva salvato la vita e unendo le solite dicerie sulle case farmaceutiche e sui medici tutti pagati e al soldo di "Big Pharma".
Qualcuno le mise il link a questo blog, dicendo di leggere i miei articoli (sono quelli con i quali ho iniziato la mia attività sul web) per capire di chi si stava parlando (Simoncini è un guaritore senza tanti scrupoli, tra i più subdoli che io abbia conosciuto) ma lei reagì malissimo. Disse che io ero un imbroglione, che ero stato condannato da un tribunale, che ero pagato per screditare Simoncini con un linguaggio pesante e fortemente aggressivo e volgare.

Qualcuno mi segnalò il commento e risposi cercando di rimanere nei binari dell'educazione. Smentii la signora su mie eventuali condanne e la invitai a non insultare. Questo provocò un'ulteriore reazione rabbiosissima di Pamela, con un linguaggio volgarissimo (parole e termini irripetibili) mi insultò nuovamente aggredendomi e minacciandomi pure.
A quel punto passai tutto al mio avvocato (più che altro per le insinuazioni, gli insulti descrivono chi li fa) e la querelai per diffamazione.
Della cosa si occupò l'avvocato e seppi poco di lei (fino a quando mi chiese di ritirare le querela e per farlo chiesi una donazione di 500 euro ad una associazione di ricerca sul cancro che lei fece). La cosa si chiuse in quel modo anche se ogni tanto la ritrovavo sui social o su pagine internet a difendere Simoncini perché l'aveva guarita e perché a lui doveva la sua vita. Poi scomparve.

La rividi qualche anno dopo, nel 2016 in televisione, rimasi abbastanza stupito nel riconoscerla.
Era diventata una seguace di Eleonora Brigliadori, proprio l'ex showgirl che ricordavo all'inizio e che oggi fa la sacerdotessa paranormale, fa riti magici, di evocazione di divinità e ritiri spirituali.

La vidi nel video (abbastanza noto) nel quale, durante un rito per strada, la Brigliadori insulta e picchia proprio Nadia Toffa, la conduttrice del programma Le Iene che la stava intervistando a proposito delle sue dichiarazioni contro le cure mediche e contro la medicina.
Pamela era proprio lì, nel gruppo che faceva il rito. Vestita con un velo e con un bastone in mano, era leggermente cambiata, un po' ingrassata ma stava compiendo il rito, ogni tanto si rivolgeva alla Toffa in difesa della sacerdotessa.
Mi informai con dei miei amici che la conoscevano.
Stava male, non era guarita per niente e la malattia la stava consumando lentamente. Lei però non aveva nessuna intenzione di fare cure o rivolgersi alla medicina, si rivolse alla Brigliadori che, con i suoi riti, ne avrebbe favorito la guarigione.
Pamela parlava con pochi perché le volte che ne aveva discusso era stata criticata da qualche amico e quindi si confidava raramente, anche con la famiglia.


Muore l'anno dopo, soffrendo.

Ovviamente il video che parla di Pamela viva e guarita è su internet e ci resterà a lungo.
Ecco, un altro testimone del successo dei ciarlatani, che era addirittura pronta a farsi denunciare per difenderne uno. Che era passata da uno all'altro guaritore, in un drammatico, inutile e deprimente tentativo di sfuggire alla malattia. Pamela non è stata gentile con me ma io lo sarò con lei: succede, nessuno può giudicarla ma quello che è successo a lei può succedere a tutti.
Perché la paura, l'ansia, sono cose di tutti. Anche la ricerca del miracolo e dell'impossibile, sono istintivi, figli del terrore. Ma dopo lo sbandamento iniziale, quando ci si rende conto che bisogna fare qualcosa, si parli con i medici, si vada in ospedale. Ecco perché, pur comprendendo, insisto.
Cosa ha guadagnato Pamela? Salute? No, non ce l'ha fatta ed è andata via nel modo peggiore. Soldi? Non ne parliamo, ha perso soldi e la dignità di non finire nelle mani di furbastri disposti a tutto.
Non ha guadagnato nulla.
Entrare nel giro dei ciarlatani significa fare la fine di Pamela come delle sue altre amiche, perdere salute, soldi, dignità.

La sacerdotessa Eleonora Brigliadori continua su Facebook e in giro a fare i suoi riti.
Il guaritore Simoncini continua, all'estero e di nascosto, a chiedere soldi per fare il bicarbonato endovena. I loro seguaci cadono uno ad uno.
Lasciano una amara scia di illusioni sfruttate solo per soldi.

Non affidatevi ai ciarlatani, se c'è una speranza è la medicina. Non gonfiate il conto in banca di furbi e disonesti.
Fatelo per voi.

Alla prossima.