venerdì 8 ottobre 2021

Gli ingredienti misteriosi dei vaccini Covid

Ne ho parlato ed è un argomento molto gettonato nella divulgazione scientifica e nella spiegazione dei meccanismi psicologici che ostacolano la giusta mentalità scientifica in generale. Ciò che non conosciamo lo temiamo. Abbiamo paura di quello che ci suona nuovo, che non è per noi abituale ma anche se fosse abituale, abbiamo paura delle cose fuori dal loro contesto.
Se dico che nell'acqua c'è una sostanza che si chiama "monossido di diidrogeno", potenzialmente mortale, nutrimento per le cellule tumorali, chi non conosce i retroscena della vicenda (e chi non conosce la chimica) ne rimarrebbe stupito.
Così come si può restare un po' così chi venisse a sapere che il pane, forse l'alimento più "ovvio" della nostra tavola, contiene acido fitico, istidina, treonina e serina ma anche metalli e fosforo.
Succede.
Succede perché la vita sulla Terra, animata o meno, è chimica e noi non conosciamo i nomi chimici ma quelli "popolari", semplici, delle cose che ci circondano.
Diceva Corrado Augias, durante una trasmissione nella quale mi intervistava, di immaginare le cose chimiche come verdi e che emettevano vapori e si diceva "sconvolto" dalla mia spiegazione (ovvia) che spiegava proprio questo: l'acqua è chimica, l'aria, il vento, le rocce, la pasta, sono chimica. E se dicessi di mettere nel caffè dei miei ospiti l'α-D-glucopiranosil-β-D-fruttofuranoside, questi salterebbero dalla sedia, a maggior ragione scoprendo che il misterioso ingrediente è contenuto pure nei vaccini antiCovid. Ci siamo iniettati insomma un liquido che contiene il "glucopiranosil qualche cosa". Tranquilli, forse si capisce meglio scoprendo che questo è il nome chimico del saccarosio, il comune zucchero

Succede perché non conosciamo la realtà, perché non abbiamo studiato (quello che non ci interessa), non possiamo sapere tutto e, fondamentalmente, siamo ignoranti. Abbiamo un orizzonte limitatissimo di conoscenza.

Se già ignoriamo gli ingredienti di un alimento comune o di una cosa che usiamo ogni giorno, figuriamoci quelli di qualcosa di raro, di una composizione poco usata, di un farmaco o un vaccino. Ed è così che giocano a stupire e creare scompiglio quelli che vogliono spaventare le persone, usando argomenti che solo chi li conosce può smontare, che solo studiando o analizzandoli bene si possono spiegare.
In fondo è quello che si chiama "debunking" o "fact checking", studiare un'affermazione, un fatto per spiegarlo e controllare se è vero. Ed è per questo che serve pochissimo tempo per creare una bufala ma tantissimo per smontarla.

In questi mesi di pandemia e poi di vaccini possiamo immaginare quante bufale, quante false notizie e vere e proprie invenzioni siano circolare e c'è chi con queste bufale ci vive. Certo che hanno presa. Perché nessuno di noi può conoscere tutto, nessuno può fare l'investigatore alla ricerca della verità, perché anche una falsa notizia ci mette la pulce nell'orecchio, ci fa sospettare, crea caos e dubbi. E per questo dico sempre che chi diffonde bufale deve essere isolato, evitato, perché è disonesto, pericoloso, tossico. Ci fa male e fa male alla società.

Così nei mesi i vaccini antiCovid sono stati presi di mira nelle maniere più assurde. Alcune volte anche ai limiti della creduloneria ma la creduloneria non ha limiti (o non esisterebbe) e così i vaccini sono stati capaci di attirare i metalli (quindi sarebbero stati iniettati magneti o qualcosa di simile), altre volte di attirare calamite (l'opposto, quindi sarebbero state iniettate sostanze ferrose), di essere antenne per il 5G o contenere chip e microchip, di tutto. Causa di tutti i mali e persino di cambiare il carattere delle persone, i vaccini antiCovid sono stati disegnati come il male.
Non troverete mai una persona competente e sana di mente affermare cose simili ma troverete migliaia di persone incompetenti che sul web e dovunque si possa, accusino i vaccini di qualsiasi malefatta e, ovviamente, non funzionano.

Ma cosa contengono questi vaccini?

Una serie di sostanze preoccupanti? Veleni? Sostanze tossiche?
In realtà la cosa sorprendente di questi vaccini di ultima generazione è che è la loro tecnologia a essere scientificamente avanzata, eccezionale, frutto incredibile del progresso. Ciò che contengono è qualcosa di assolutamente normale. Ma ha un nome chimico, difficile e quindi può sembrare "strano".
Cosa contiene quindi un vaccino (prendiamo quello Pfizer come riferimento) antiCovid? Usiamo la lista di ingredienti registrati dalle autorità del farmaco (AIFA in Italia).


Il componente principale è un piccolissimo frammento di mRNA (RNA messaggero).
Questo è la chiave del nuovo vaccino. La tecnologia dei vaccini a mRNA è studiata già da decenni (già oltre 15 anni fa), si tratta quindi dell'applicazione di studi esistenti da anni, non certo da due mesi.
Lo scopo di questo piccolissimo "pezzo" di RNA messaggero è quello di stimolare le cellule a formare una proteina (proteina "S", Spike) identica a quella che ha il virus Sars-Cov-2 (permette al virus di entrare nelle nostre cellule).

Una volta prodotta questa proteina è riconosciuta come "estranea" dal nostro organismo (come fosse quella del virus) e quindi stimola il sistema immunitario a reagire per eliminarla. Questa proteina non entra all'interno del nucleo della cellula e non modifica o condiziona il DNA dell'uomo. Punto. Questo è l'ingrediente principale del vaccino anti-Covid, ciò che lo fa funzionare. Detto così sembra una sciocchezza e forse molti non si renderanno conto dell'incredibile livello tecnologico di questo meccanismo, fantascienza per i nostri avi. Il resto serve per trasportare e conservare questo mRNA.

Il pezzo di mRNA è coperto di  ALC-0315 ((4-hydroxybutyl) azanediyl)bis(hexane-6,1-diyl)bis(2-hexyldecanoate) e ALC-0159 (2-[(polyethylene glycol)-2000]-N,N-ditetradecylacetamide).

Dietro questi nomi strani ci sono dei "liposomi", ovvero delle sostanze grasse che si legano all'mRNA e così da poter essere contenute in altre formazioni di grasso, le cosiddette "nanoparticelle", delle "palline" anch'esse di grasso che trasportano dentro la cellula quel frammento di RNA messaggero. Se non esistessero queste sostanze l'mRNA non riuscirebbe mai a essere contenuto in queste microsfere e a entrare nella cellula e proprio per questo i liposomi sono già utilizzati in molti farmaci e vaccini da tanti anni. I liposomi vengono distrutti dall'organismo completamente, poche ore dopo il suo ingresso nel corpo umano.
Altre sostanze che contribuiscono a questo scopo sono:

• 1,2-Distearoyl-sn-glycero-3-fosfocolina: aiuta le "palline" di grasso a mantenere una forma più o meno sferica, più "conveniente".
• Colesterolo: rende stabile le "nanoparticelle" e protegge il frammento di mRNA.

Ci sono poi gli eccipienti (ovvero le sostanze che "completano", creano il farmaco).
Eccipienti:

• fosfato disodico diidrato: mantiene il pH della soluzione stabile.
• potassio diidrogeno fosfato: mantiene il pH della soluzione stabile.
• potassio cloruro: sale, serve a rendere il liquido con la stessa quantità di sali contenuti nel sangue
• sodio cloruro: sale da tavola, serve a rendere il liquido con la stessa quantità di sali contenuti nel sangue.
• saccarosio: uno zucchero che protegge le piccole nanoparticelle dal congelamento e li conserva.
• acqua per soluzioni iniettabili: acqua.

I filamenti rossi sono mRNA, protetti da strutture (blu, azzurre, viola) che sono grassi. Questa è UNA nanoparticella lipidica ed entra nella cellula.

Possiamo dire che gli eccipienti sono più o meno quelli di qualsiasi soluzione iniettabile (anche di alcuni antibiotici). Il vero "progresso" è dovuto alla tecnologia a mRNA, un vero salto "spaziale" della farmacologia. In linea di massima questo vaccino non contiene nulla di "straordinario" oltre all'mRNA e alla tecnologia usata per renderlo un farmaco. Per chi fosse interessato ad approfondire la struttura chimica e fisica di questa tecnologia, un buon riassunto si trova qui.

Vabbè, questo misterioso intruglio che ci siamo iniettati non ci trasformerà in calamite giganti o ripetitori ambulanti e ci sono altri farmaci ben più "complessi" (e tossici). Questo lo sappiamo perché studiamo, abbiamo la capacità di discernere, usiamola.
Forse così avremo meno paura del vaccino antiCovid.
Devo dire che quando mi sono vaccinato non vedevo l'ora, non avevo nessun timore ma ero esaltato e agitato, più per l'emozione e il momento quasi sacro che per altro. Probabilmente anche perché avevo studiato il vaccino, la sua composizione, i suoi effetti, i meccanismi e le caratteristiche. E poi perché avevo visto morire di Covid.
Perché per fare delle scelte è bene conoscere la realtà.

Alla prossima.

lunedì 27 settembre 2021

Covid. La realtà si affronta, non si nega.

A volte, leggendo le cose degli antivax (o dei complottisti o chiamateli come volete) mi rendo conto che se da una parte c'è tanta ignoranza (non conoscenza della malattia, della medicina, del problema), dall'altra c'è una reazione psicologica a qualcosa di drammatico.
Fuggire dalla realtà, rifiutarla. Per questo a volte sono chiamati "negazionisti", perché negano una cosa che esiste. Il "negazionismo" cambia e si adatta alla situazione che nega. Proprio perché non è legato alla realtà ma la nasconde, evita di discutere cose vere, che esistono ma che in qualsiasi modo bisogna cancellare.
Nel caso di questa pandemia il negazionismo si rivolge alla malattia, al virus che non esisterebbe, oppure esiste ma non causa nessuna malattia grave. Esiste ma è sempre esistito, oppure anche se esiste non viene sconfitto dal vaccino. E poi le cure. Si usa la vitamina D, l'Aspirina, l'antibiotico, l'eparina, un miscuglio di idee, un caos infinito.
Mille versioni. Che cambiano secondo la situazione, il pubblico, il negazionista e il momento ma l'importante è il fine. Lo scopo è solo uno: evitare di guardare in faccia la realtà.

Eravamo abituati che da un raffreddore si guarisce, che per la tosse basta uno sciroppo e per la febbre una pillolina. È talmente assurdo che si possa morire per una cosa definita "simile all'influenza" che qualcuno non lo accetta. Lo rifiuta con talmente tanta forza da dire "non esiste". Non pensiamo al fatto che l'influenza, la "banale influenza" (che non è mai stata banale, lo sappiamo da sempre) non ha cure. Si lascia passare curando i sintomi, riposandosi, idratandosi, è una malattia virale e non c'è come curarla. Questa "super influenza" è la stessa cosa: non ha cure. Se si aggrava abbiamo delle possibilità che però si possono usare solo in ospedale. Ma il negazionista nega: vitamine, antibiotici, Aspirina e fantasia, anche prescrizioni a distanza, anche via Facebook, tanto giochiamo a fare il dottore, non sono cose serie, no?

E quando il fuggiasco trova qualche furbastro che appoggia questo tentativo di fuga si aggrappa a lui con tutte le forze, si aggrappa a chi lo aiuta nella fuga: di Covid non si muore, è una banale influenza, prendi una bustina e tutto passa! Hai visto che è vero?

Così è assassino chi mette il paziente in respirazione assistita, chi invita alla vaccinazione per evitare quel dolore e quella sofferenza. Una fuga completa. Si può provare a convincere, a spiegare ma se fuggi non vuoi tornare indietro, anzi, chi prova a farlo è visto come nemico, come invasore delle proprie scelte: "non voglio guardare, non me lo impedire".

Così su Facebook il virus si cura con il prodotto per i vermi e sul giornale locale c'è il dentista che dice che i pazienti non dovevano essere intubati. Questa è la fantasia.

Poi c'è chi lavora con la realtà. Certo che il virus non ha una pagina Facebook né segue i social. Gira, infetta, contagia e si riproduce per contagiare sempre di più. E come tutti i virus non si fa battere facilmente. Così a volte causa un po' di stanchezza, altre un po' di febbre, fa il suo corso e passa.
Certe volte non causa nemmeno un sintomo, passa inosservato e compie solo il suo ciclo di vita per poi sparire. In altri casi invece è devastante. Fa male.

Causa un'infiammazione grave, in tutto il corpo ma soprattutto a livello dei vasi sanguigni e dei polmoni. In pochi giorni invade il corpo, indurisce il tessuto polmonare che, gradualmente sempre più fibroso, non riesce più a usare l'ossigeno che arriva dall'esterno. Così appaiono i sintomi dell'infiammazione. La febbre, alta, a volte altissima (anche 42 °C), la stanchezza immane, la dispnea.
La dispnea è la difficoltà a respirare. I polmoni del Covid sono ormai fuori uso e anche se l'aria si inspira non riescono più a rilasciare l'ossigeno nel sangue. Così si ha quella che volgarmente si chiama "fame d'aria". Il paziente che arriva con Covid sintomatico e fame d'aria ha un'espressione tipica.

Cerca aiuto, è disperato, cerca spasmodicamente di respirare ma non ci riesce.

Tecnicamente si dice che ha una "anomala consapevolezza del proprio respiro".
Si rende conto cioè che anche se respira più velocemente il suo corpo sta soffrendo e ha bisogno di altro ossigeno che però non arriva. Si agita, si muove, è combattuto tra la paura e la voglia di respirare, si guarda attorno. I suoi occhi parlano chiaro, cerca aiuto. Ha "fame d'aria". Avete mai visto una persona che ha "fame d'aria"? È una brutta sensazione.
In quel momento dipende dalla situazione.

Se la saturazione (la quantità di emoglobina satura di ossigeno) lo permette un buon aiuto viene dall'ossigeno che si somministra dall'esterno, se non basta bisogna portare l'ossigeno direttamente "dentro", nei polmoni e nei bronchi. Si usa un tubo di plastica e, in anestesia, si fa entrare direttamente, attraverso al gola, nei bronchi. Altrimenti il paziente diventa cianotico (bluastro), soffoca e muore. Non ci sono altre possibilità: senza ossigeno si muore. Non contano le pagine Facebook o il candidato al premio Nobel che consiglia la curcuma per curare il Covid: senza ossigeno si muore.

Per questo chi fugge dalla realtà non lo vuole sapere e dice che "il paziente non va intubato".
Certo che fa paura e si trovano consolatorie le parole del ciarlatano o del "medico eretico" (che quasi sempre è un medicuncolo che non ha mai avuto grande successo e ora vive il suo momento di gloria sulle spalle degli ingenui).
Se il paziente non respira va intubato.
Se non si fa si muore, in pochi minuti.
È semplice, non serve una laurea.

Per ha una minima concezione (senza nemmeno essere specialista della salute) della cosa, sarebbe come dire che sott'acqua si può anche respirare senza bombole di ossigeno.
È una realtà talmente oggettiva e ovvia che ci sono solo due alternative: accettarla e fare qualcosa per evitarla o celarla, negarla, sperando che vada tutto bene e non si arrivi mai a quella situazione.

In certi casi anche l'intubazione non basta, i polmoni sono talmente alterati da non permettere nessuno scambio tra sangue e ossigeno esterno. Ci sono altri disperati tentativi (per esempio la circolazione extracorporea, se disponibile) ma è possibile che non ci siano speranze.

Ecco, il Covid non è una malattia che uccide sempre ma uccide. Uccide poco ma contagia tantissimo e questo vuol dire che quel "poco" poi diventa tanto. Per ironia della sorte è preferibile un virus che uccida spesso ma contagi pochissimo. In modo da limitare la malattia, al contrario se la malattia si diffonde è sempre più probabile che riesca a fare vittime. Uccide.
Soprattutto chi ha poche difese o chi le ha compromesse. Persone con problemi al sistema immunitario, anziani, persone con tante malattie o che hanno malattie negli organi che poi sono bersaglio del virus.

A questo punto ci sono poche alternative.
Se si vuole ragionare, si vuole razionalizzare il problema, si usano tutte le precauzioni del caso e soprattutto si approfitta della scienza che ci ha messo a disposizione dei vaccini. In maniera anche sorprendente i vaccini anti-Covid disponibili hanno dimostrato di funzionare tantissimo.
Non hanno lo scopo di evitare il contagio, non avevamo il tempo per fare i raffinati, interessava evitare i casi più gravi e soprattutto di intasare gli ospedali, vero dramma delle prime settimane di pandemia. E questo i vaccini lo fanno benissimo. Diminuiscono la possibilità di contagio ma, anche se questo avviene è praticamente eccezionale arrivare a forme gravi di malattia o alla morte.
Questo, era emerso dagli studi, ora emerge anche dai dati.
Chi muore o si ammala gravemente è, nella quasi totalità dei casi, non vaccinato (o in piccola parte vaccinato non completamente).


Se si razionalizzasse il problema e si agisse di conseguenza (vaccinazione, misure di sicurezza, distanziamento, igiene) probabilmente passeremo un lungo periodo di convivenza con il virus, con alti e bassi, varianti più o meno pericolose ma quando il virus non avrà più chi infettare andrà via, sparirà. Non è un atteggiamento rivoluzionario, semplicemente l'uomo, essere intelligente, saprebbe che provvedimenti prendere contro una malattia per proteggersi e ridurre il rischio di ammalarsi.
L'altra via, quella irrazionale e animalesca è rifiutare la realtà.
Fa male la realtà eh? Certo, fa paura, impressione.
Non è un film romantico né una fiaba con l'eroe che sconfigge il cattivo, la realtà è oggettiva, c'è e basta.
Restare fermi, inermi, senza nessuna reazione, illudendosi che si tratti di una bufala, che con un sorso di zenzero e ramarro verde tutto passa e non ci pensiamo più. In fondo è un atteggiamento comprensibile ma a caldo, quando si scatena il panico ma oltre al fatto che al panico non dovremmo arrivarci mai sappiamo che correre a vanvera è solo pericoloso, non porta a nulla di buono.

Mentre in una pagina di Facebook c'è la naturopata che dice che lei è guarita con l'imposizione delle mani, in un reparto di ospedale c'è una mamma che sta per morire e decine di persone che le girano attorno per salvarla. Non è detto ci riusciranno ma non possiamo perdere tempo per ascoltare la naturopata, è peggio per tutti. Mentre in TV c'è l'omeopata che dice che i vaccini hanno effetti collaterali devastanti, tutte le statistiche, i dati, tutti i numeri che abbiamo, ci dicono che i vaccini hanno evitato migliaia di morti e che questi effetti collaterali devastanti non si vedono. Se su Twitter c'è il medico alternativo che dice di aver scoperto la cura segreta, non dimentichiamo che nel mondo migliaia di medici questa cura non la trovano e che nonostante questo curano, salvano, alleviano e tranquillizzano milioni di malati.

C'è un mondo reale e uno virtuale ed è pure abbastanza evidente.

Allora l'invito è quello del tornare a pensare normalmente. Ormai siamo in una fase nella quale, almeno socialmente e mentalmente, stiamo convivendo con una malattia che fino a pochi anni fa nemmeno conoscevamo. Possiamo permetterci di riflettere, decidere, pensare. Certo che possiamo avere pareri diversi, chiaro che possiamo non essere d'accordo con decisioni delle istituzioni (che, ricordiamolo, devono essere il "meglio per la comunità" non il "meglio per noi") ma non perdiamo di vista il fatto che abbiamo il vantaggio del progresso e del raziocinio.
Usiamoli. 
E soprattutto non ci facciamo usare come strumento politico.

Allontaniamo le persone tossiche (proprio come se fossero...dei virus), quelle che ci raccontano del microchip, della strage, quelle che paragonano questa situazione a una dittatura, che diffondono bufale e bugie.
Allontaniamo odio, odiosi, cattiveria e cattivi. Fanno male.
Allontaniamo chi ci vuole convincere che la carota cura il Covid, che la cura è nascosta ma la scopre @tulipanorosa38, è gente di basso livello, ignoranti, burini. Buzzurri.
Usiamo la razionalità.

Torniamo a ragionare e invece di giocare una partita inesistente pensiamo a vivere la realtà. Perché in certi momenti la realtà è crudele ma se fuggiamo rischiamo di perdere la battaglia.

Alla prossima.

lunedì 23 agosto 2021

Green Pass: in un paese normale.

In un paese normale, democratico, civile, quando c'è una grave malattia che mette in pericolo i propri cittadini, lo stato mette a disposizione le sue risorse per il bene di tutti.
Gli ospedali, le cure, i medici, tutto a disposizione. Se poi arriva un vaccino ecco che mette a disposizione anche il vaccino, gratis per tutti.

Che bella la civiltà.

Paghiamo le tasse, lavoriamo anche per lo stato e lo stato ci ripaga così.

Ma c'è sempre chi quelle cure o gli ospedali non li vuole. Avvertito insiste, non li vuole.
Peccato.
Ma siamo liberi e quindi chi non li vuole non li usa. Sta a casa aspettando che le cose vadano avanti, sperando bene.

C'è anche chi non vuole il vaccino. Strano no?
Ma ognuno ha le sue idee, c'è chi non si fida, chi ha paura degli aghi, va bene. Uno stato civile non obbliga nessuno (anche se potrebbe farlo per il bene comune, lo dice la costituzione) e chi non vuole vaccinarsi non si vaccina. In un paese  normale va così.
Ma come facciamo ora a far convivere tutti? Per rispettare le libertà di ognuno e le scelte personali bisogna trovare un modo che non discrimini nessuno ma garantisca tutti.
Se io vaccinato (che ho scelto di proteggermi dalla malattia) voglio andare in giro, nei bar, al cinema, incontro chi non è vaccinato (che ha scelto di non proteggersi dalla malattia) rischio di ammalarmi per la scelta di un altro. In pratica le due scelte entrerebbero in contrasto, si scontrerebbero e non sarebbe giusto né limitare la libertà del vaccinato né del non vaccinato.
Allora cosa fa un paese normale? Usa un certificato.

Un documento che dice: "Ho basse possibilità di avere la malattia". Tutto può succedere ma sicuramente ho fatto il possibile per garantirti di non essere contagioso.

Chiamalo come vuoi: bollino verde, scheda sanitaria, green pass, non importa, ciò che importa è che dica che io sono abbastanza sicuro di non essere un rischio per chi mi sta vicino, sono a basso rischio.

Perché vaccinato, perché guarito o perché accertato con un tampone, "stai tranquillo, molto probabilmente non sono infetto e quindi molto probabilmente non contagerò nessuno".
Non ho nessun obbligo di fare farmaci o vaccini, se ho intenzione di stare vicino a persone che vogliono sicurezza per la propria salute devo garantirla e se proprio voglio entrare al bar senza vaccinarmi faccio un tampone e ho risolto. Nel rispetto di tutti.



Così tutti, chiunque, adulti, bambini, vaccinati, non vaccinati, donne in gravidanza, potranno stare assieme, vivere normalmente, tornare a fare ciò che vogliono, sanno che attorno ci saranno persone che hanno fatto il possibile per non contagiare gli altri. Una bella soluzione.
Serve a tutti, rispetta le scelte e le libertà di tutti, non obbliga a niente, addirittura è rispettoso di chi ha scelto di non vaccinarsi (protegge anche lui!), in questo modo saprà che in quel locale o in quella stanza ci sono solo persone con tutta probabilità non contagiose.
In un paese normale.
E se proprio non voglio nemmeno il Green pass perché sono fatti miei va bene.
Non lo faccio e invece di prendere il caffè seduto all'interno lo prenderò all'esterno. Invece di andare in una sauna non ci vado, invece di stare al chiuso starò all'aperto, stiamo parlando di rinunce relative e sicuramente non fondamentali, mi sembra evidente. E poi lo facciamo per la comunità, per collaborare, per dare il nostro aiuto in un momento di emergenza. Una rinuncia minima, banale, per un problema enorme e difficile.
Lo facciamo per il bene del nostro paese.
Questo in un paese normale.

Perché in un paese incivile c'è chi non vuole il Green Pass, chi non lo vuole ma lo compra falso, chi scende in piazza per manifestare, chi urla e aizza la folla, chi ne fa un problema politico, chi si stressa e chi lo strappa.
Ti piacerebbe vivere in un paese normale nel quale chi governa spiega che tutto questo è a favore del cittadino e della sua salute e il cittadino lo capisce e lo sostiene, vero?
Sarebbe bellissimo. Tutti lo vorremmo ma tanti non fanno nulla per realizzarlo.
In un paese normale.

Alla prossima.

mercoledì 18 agosto 2021

La morte improvvisa del rispetto.

Avrete notato, con maggiore probabilità in questi giorni, che negli ambienti novax più estremi (e stupidi, devo aggiungere) c'è la corsa "al morto".

Tragiche notizie di morti, arresti cardiaci, infarti, malori improvvisi, qualsiasi dramma viene collegato (palesemente o meno) alla vaccinazione antiCovid. A volte è il giornale stesso che con un operazione a dir poco ignorante fa il collegamento: "muore quindici giorni dopo il vaccino" o "morto giovane, ieri si era vaccinato", altre volte è chi mette la notizia (sui social, così gira di più) a fare questo collegamento.
E spesso senza neanche sapere se, effettivamente, quella persona fosse vaccinata o meno.

Queste persone lo fanno perché davvero pensano che queste morti, queste tragiche scomparse, siano dovute ai vaccini o c’è dell'altro?

Beh, non si può essere sicuri ma un forte sospetto di (idiota) strumentalizzazione c'è. Non credo serva ripetere che una correlazione temporale (“post hoc propter hoc”) non è una prova di reale collegamento tra due fenomeni (altrimenti tutti quelli che morissero dopo colazione sarebbero presentati come "muore dopo il caffè") e i dati che dicono un decesso sia realmente legato alla vaccinazione (antiCovid, qui parliamo di questa) ce ne sono pochi.

Chi mette queste immagini è spesso violento, aggressivo, fa parte di quei gruppi di attivisti che si impegnano con tutti i mezzi per attaccare i vaccini e le campagne di vaccinazione. Tentano di spaventare, minacciare, far nascere dubbi e incertezze e questo è un buon metodo perché se una persona legge venti volte al giorno che un giovane è morto all'improvviso "subito dopo il vaccino" certo è che si spaventa e avrà mille dubbi se dovesse decidere se vaccinarsi.
Usano queste tragici eventi come volantino per le proprie ideologie, un “tag” (una sigla che identifica un certo argomento sui social) usato da alcuni di loro è #vianantro che significa “un altro è andato”, dimostrando come trasformino queste persone scomparse in numeri senza rispetto.

“Via n’antro”, “avanti un altro”, usare i morti per ideologia

Ma come si sa le paranoie (o i piani) di quattro esaltati non possono né condizionare né fermare la medicina o il progresso e quindi non resta che relegare il fenomeno a esibizione da circo o osservarlo come esempio di estremismo ideologico. Ci resta un unico punto in sospeso.
Queste morti legate alla vaccinazione (cancelliamo solo per un attimo i migliaia di morti per Covid) sono davvero così tante?

No. 

I dati della farmacovigilanza parlano chiaro. Esistono sette decessi correlabili alla vaccinazione (due dei quali non direttamente, sono due persone morte per Covid nonostante la vaccinazione, quindi per suo fallimento). Sette decessi (5 se escludiamo i fallimenti del vaccino) su più di 50.000.000 di dosi quanti sono? Pochi? Tanti? C'è una strage in corso come urlano certi pazzi o siamo nei numeri previsti e inevitabili? io direi che se definissimo il decesso un evento "rarissimo" dopo questa vaccinazione si descriverebbe la realtà.

Ma allora perché queste notizie quotidiane di "morti improvvise", di "stragi" presunte?
Perché questi sono avvoltoi che hanno uno scopo ben preciso: diffondere paura.

Posto il fatto che ufficialmente (come abbiamo visto) non ci sono particolari allarmi su "decessi" post vaccino (e ci mancherebbe), dobbiamo vedere se questi morti che vengono riportati in continuazione dai giornali e poi riversati sul web e usati dagli antivax sono "particolari", "strani" o se invece è la normale situazione del nostro paese.
Il tasso di mortalità (numero di morti in una data popolazione) in Italia è di circa 11 per 1000. Ovviamente per tante cause. Questo significa che ogni giorno moriranno migliaia di persone per le più svariate cause. Una morte o due passerebbero inosservate ma in Italia abbiamo un sistema di monitoraggio giornaliero dei decessi. Le morti si mantengono ovviamente stabili nell'anno e hanno un picco, tipico a ogni epidemia di influenza (ricordate quando i novax dicevano che l'influenza era una sciocchezza? Ecco, non lo è mai stata). Poi c'è un picco anomalo, quello del periodo della pandemia, i numeri ora scendono e aspettiamo di vedere cosa succederà questo inverno.
Ma a noi interessano i morti "improvvisi". I novax sostengono ci sia una strage dovuta alle vaccinazioni. Strage che non risulta da nessun database, nessuna statistica né osservatorio ma solo dai giornali incauti e dalla mente malata degli estremisti antivaccino.
Allora ho preso dei dati dalle statistiche Istat. Anni nei quali non c'era la pandemia né la vaccinazione anticovid e ho cercato i morti per cause che possono determinare morte improvvisa (per esempio le malattie cardiovascolari. Escludendo tutte le morti per altre cause (tumori, incidenti, malattie croniche e altro).
Nel 2018 (andiamo in periodo pre pandemico, per sicurezza) in Italia sono morte 61972 persone per malattie del cuore di tipo ischemico (infarto, per esempio). Significa 170 al giorno. Nessun giornale ne ha parlato eh? E nessuno ha descritto quello che stavano facendo prima di morire o due settimane prima. Ed escludiamo tutte le altre cause di morte improvvisa. Non lo percepiamo, vero?
Perché "non ha importanza". Perché è una notizia tragica e privata. Perché non interessa se non a chi voleva bene queste persone. Se in un giornale si legge di un giovane di 25 anni purtroppo morto all’improvviso, si tratta di uno dei 16 coetanei che moriranno quell’anno all’improvviso come lui.



Ma non in tutti i casi è possibile stabilire la causa di morte (mancata autopsia, non interesse, urgenza di sepoltura e altro). Così potremmo andare a vedere (nel 2008, altro anno a caso fuori pandemia) quanti decessi ci furono per cause sconosciute: ben 233. E 47 per "cause maldefinite". 436 le morti per malattie cromosomiche o congenite (che a volte si scoprono solo dopo autopsia). Centinaia l'anno. Ovviamente ognuna di queste persone, con una propria vita e storia, che poco prima della scomparsa aveva fatto qualcosa. Un pranzo, un gioco, una pausa, un vaccino o una risata. Sono persone normali che hanno concluso la loro vita come succederà a tutti noi.
Parliamo quindi di centinaia di decessi giornalieri, tutti i giorni, per cause di vario tipo (e molte di queste cause possono determinare morte improvvisa o inaspettata). La gente è talmente presa dalla realtà virtuale, ignora talmente il mondo attorno alla propria persona, che non si rende conto dell'enormità di ciò che ci succede attorno e quando qualcuno lo fa vedere (e i giornali in questo schifo hanno mangiato alla grande) si stupisce, si pone domande, guarda in alto e non riesce a capire.

L'esempio è ovviamente indicativo e non ha valore scientifico ma può servire a spiegare (sempre a chi è interessato perché chi è infarcito di ideologia non ha alcun interesse a capire ma solo a "credere") perché sembra ci sia un eccesso di decessi dopo il vaccino. È semplicemente una manipolazione della realtà e anche grossolana (perché costruita con ritagli di giornale e diffusione tramite social). Un "malore improvviso", termine giornalistico, non medico, che identifica le "morti improvvise", un insieme di decessi che raccoglie molte cause di morte (ictus, infarti, emorragie, fibrillazione cardiaca e altro), non meriterebbe risalto particolare perché NON È un evento rarissimo; la morte improvvisa è la causa di morte principale tra gli individui maschi tra i 20 e i 60 anni e non presenta nessun segno prima dell'evento che possa farlo sospettare. Chi muore all’improvviso, quasi sempre, stava benissimo prima di stare male.

50.000 decessi l'anno solo in Italia per problema cardiaco (quasi sempre per infarto)! Vuol dire 135 persone al giorno. Non c'è nessun picco anomalo se escludiamo quello che corrisponde ai picchi di Covid (e sono decessi da Covid, non improvvisi). Quindi casomai la strage è dovuta alla pandemia, non al vaccino, senza considerare che il Covid-19 aumenta il rischio di insufficienza cardiaca e morte per questo motivo.
Ovviamente per chi è infarcito di ideologia i morti di Covid scompaiono (sono inventati, avevano altre malattie, erano anziani e mille altre cose), mentre quelli che muoiono all’improvviso sono benzina per le loro paranoie e psicosi.

Mortalità negli ultimi anni in Italia. I picchi corrispondono alle epidemie influenzali e, negli ultimi due anni alla pandemia Covid.

Così è più chiaro perché chi fa di questi eventi una "strage dovuta ai vaccini" è un avvoltoio?

Qualcuno dirà: "ma che senso ha diffondere queste notizie?". È ideologia.
Gli antivaccino professionisti devono diffondere (per sostenere le proprie idee) un'atmosfera di dramma in corso, di veleno che starebbe sterminando la popolazione. È tipico dei movimenti "millenaristi": "vi stanno uccidendo! Sveglia!".
Non importa accertarsi o approfondire: sbatti il morto sui social, crea caos.


Tutti i profili social dei "novax" (centinaia di profili falsi, copiati, anonimi) hanno casi in famiglia di morti, paralisi, malori, malesseri. La cugina, il marito, il nonno, il cognato, sono centinaia. Che stonano con i dati ufficiali. Allora bisogna fare una scelta razionale, credere a tulipano86 o alle statistiche. Dare credito a #maurizio_il_ribelle o leggere i report Aifa. Non c'è tanto altro da fare, nessuna spiegazione sarà sufficiente per chi ritiene maurizio il ribelle attendibile e da ascoltare. Tutto questo senza rispettare né chi muore, né i suoi cari.
E se un decesso fosse dovuto proprio al vaccino? Non è facile scoprirlo ma in certi casi sì, quando per esempio la causa di morte si ripete in diversi casi o quando c'è un plausibile collegamento.

La farmacovigilanza serve proprio a segnalare eventi "sentinella", se si notassero decessi sospetti o maggiori di quelli attesi si avrebbe un blocco immediato del farmaco coinvolto (è successo, anche con troppa solerzia!). Possiamo dire che già gli eventi avversi a questi vaccini sono rari, i decessi sicuramente correlati si possono definire "episodici", rarissimi.
Qualche intelligente potrebbe dire "e se capitasse a te?" frase che denota non solo povertà di argomenti ma anche un'intelligenza che merita ulteriori approfondimenti perché si potrebbe facilmente rispondere "e se muori di Covid?".
Non sono questi gli argomenti. Anzi, se proprio dovessimo dare un giudizio su chi usa i decessi di vari cittadini per scopi ideologici o interessi personali, dovremmo dire che ci sarebbe da vergognarsi. Nessuna scusa è buona: ignoranza, esaltazione, fanatismo. Non si fa. C'è un livello di dignità e rispetto che non dovrebbe mai essere superato e in questo caso l'unica strage è quella del rispetto che queste persone non riservano a chi muore. Non saranno gli incivili a fermare la nostra civiltà.
Come non saranno la paura o il terrorismo a fermare la scienza.

Alla prossima.

venerdì 6 agosto 2021

Scienza, giustizia e libertà.

In queste settimane di fase estiva durante l'epidemia Covid, con le nuove disposizioni (Green Pass, norme di accesso ai locali, obbligo di mascherine e altro) si sono accese nuove, immancabili polemiche. Secondo me quasi tutte stupide. Non a caso dico stupide, sono proprio sciocchezze.
Perché davanti a una pandemia gravissima, davanti al tentativo di bloccarla con qualsiasi sforzo per tornare alla vita normale, c'è chi trova sempre un pretesto, anche il più banale, per fare polemica, vanificare gli sforzi delle istituzioni e magari usare questi pretesti a scopo politico.

Una delle ultime polemiche è quella relativa al Green pass, una certificazione rilasciata dalle autorità (ministero della salute) per certificare che una persona abbia un bassissimo rischio di essere contagiosa così da permettergli una vita normale e garantire a chi gli sta attorno una sufficiente sicurezza.
Come si può fare?

In tre modi:

1) dimostrando di essere stati vaccinati: i vaccinati hanno una bassissima possibilità di essere contagiati dal virus e anche se lo sono contagiano gli altri molto raramente.

2) dimostrando di essere guariti dalla malattia: i guariti hanno una bassissima possibilità, almeno nell'immediato, di essere contagiati dal virus e se lo sono contagiano gli altri molto raramente.

3) dimostrando con un test di non essere positivi: i negativi al test hanno una bassissima possibilità, almeno nell'immediato (il test ha valore 48 ore) di essere contagiosi.

Questo non è solo un modo per rendere la vita più normale possibile a chi è con tutta probabilità protetto dalla malattia ma anche per proteggere chi non lo è. Chi non si è potuto ancora vaccinare, chi non si è voluto vaccinare, chi non può farlo per vari motivi. Si tratta quindi di un ovvia e democratica (non è impedita nessuna attività, anche chi non vuole vaccinarsi per scelta può entrare in qualsiasi posto previo tampone, che ci sarebbe di strano?). Oltretutto le eventuali rinunce per chi proprio fosse "allergico" a controlli e certificazioni sarebbero minime (locali al chiuso, ristoranti, bar, tutte attività non necessarie né salvavita).

Perché allora tutta questa polemica?
In genere le polemiche "sociali" nascono per due motivi.
Quando viene cambiata una consuetudine ormai radicata (per esempio il fumo di sigaretta permesso ovunque o l'uso delle cinture di sicurezza obbligatorio) e quindi anche se il cambiamento appare vantaggioso disorienta le abitudini e le consuetudini o quando una parte politica vuole creare un'atmosfera di insoddisfazione e incertezza e approfittarne per apparire come quella che potrebbe risolverla.
Dal mio punto di vista qui siamo nel secondo caso. Oltre a motivi evidenti (sono state organizzate manifestazioni pubbliche con partecipazione di esponenti di forze politiche di opposizione all'attuale governo), proprio il fatto che si tratta di provvedimenti blandi, ovvi e per niente difficili da applicare, mi fa pensare che ci sia qualcuno che prema, faccia pressione affinché tutto venga visto come drammatico, come "attentato alla libertà", come qualcosa di incredibilmente grave quando evidentemente non lo è.

Si potrebbe dire che se la politica ha i suoi interessi a creare dissenso quale sarebbe l'interesse di tanta gente a seguirlo e promuoverlo?

Si tratta quasi sempre di un dissenso "pilotato". Molte persone hanno come fonti di informazioni proprio quelle più estremiste o che diffondono fake news. Non dimentichiamo che ci sono stati presunti ricercatori che avrebbero trovato "vermi e Viagra" nei vaccini e tanti ci hanno creduto, ci sono stati altri che hanno chiesto soldi per comprare un "potente microscopio" per analizzare i vaccini e le persone glieli hanno mandati raccogliendo centinaia di migliaia (!) di euro. Così, perché credono nell'uomo che salverà l'umanità contro i cattivi e potenti che invece vogliono distruggere l'umanità. E ovviamente quest'uomo che salva l'umanità, che è sempre bello e buono, fa tutto per la popolazione, per il cittadino, lotta accanto a lui contro i potenti.
I potenti, il nemico, può cambiare. A volte è uno (un medico, un politico, un virologo, un personaggio pubblico) altre volte è vago (un partito politico, il governo, un ministro e così via), l'importante è che ci sia.
Così orde di cittadini infuriati e ben cotti dal salvatore dell'umanità urlano, insultano, si arrabbiano. Mandano mail a destra e sinistra, diffondono appelli alla rivoluzione, alla ribellione e attaccano in tutti i modi il nemico del momento, quello indicato da chi li pilota.

Tutte azioni fondamentalmente inutili, solo movimenti caotici, però che fomentano la gente, che la aizzano. Ovviamente tutto questo non è "per il popolo" o "per la gente" ma per lui, il "salvatore dell'umanità", il guru, che è bene sia un po' aggressivo, se possibile volgare, arrabbiato, pesante perché così ha il suo "esercito" i suoi "voti", la sua base di sostegno, le manifestazioni, le mail, le urla sono per lui, per fare vedere che è potente, che ha un seguito, che conviene tenerselo stretto: politica. Un copione visto e rivisto.
Così partono i ricorsi contro il Green pass, le denunce contro il ministro o lo scienziato, le querele contro il sindaco o l'assessore, con la giustizia che deve correre dietro a ricorsi ridicoli, denunce chiaramente pretenziose, querele che hanno solo lo scopo di fare "notizia". Un caos tremendo che non andrà mai a vantaggio del cittadino ma di quei pochi furbastri che da questo caos vorrebbero trarre vantaggio.

E la magistratura davanti a queste cose che fa? Mette voce eliminando discussioni e polemiche?


Macché. A volte sono le regole della giustizia a non fare chiarezza (scienza e giustizia camminano su binari paralleli che non si toccano mai e hanno regole e ragionamenti spesso completamente diversi). Certi "percorsi" della giustizia possono essere incomprensibili se visti con gli occhi della scienza (e lo abbiamo visto in passato con altri argomenti). Così dobbiamo assistere alla sentenza che conferma il licenziamento dei dipendenti della sanità che non si vaccinano e alla decisione opposta che dice che non si può fare perché non c'è personale a sufficienza. Insomma il caso continua.

Qualcuno potrebbe pensare che queste contraddizioni e queste proteste assurde per un provvedimento oserei dire ovvio, siano frutto dell'epoca moderna. Di internet e dei social, dei novax e dell'ignoranza diffusa. Che "una volta non era così" e che "quando hanno messo l'obbligo delle cinture nessun protestava".
Beh, sarete sorpresi di apprendere che queste cose succedevano eccome, sia nei tempi passati, sia quando non c'era internet e i social e sia per provvedimenti "ovvi" e oggi considerati normali, come l'obbligo delle cinture di sicurezza.

Nel 2006 in Italia fu emanata la legge che obbligava all'uso delle cinture di sicurezza in automobile. Oggi lo consideriamo un atto dovuto, ovvio, normale. Oltretutto lo vediamo come un mezzo di protezione, un vantaggio, un modo per limitare i danni e gli incidenti e persino la morte. Certo, l'uso delle cinture può, in alcuni casi, creare dei danni (nessuna azione umana è priva di rischi potenziali) ben documentati eppure il beneficio è certamente superiore al rischio.

Eppure negli anni seguenti l'obbligo ci fu chi protestò, chi parlò di attentato alla libertà personale ("perché obbligarmi a qualcosa che non voglio usare?"), chi si rivolse addirittura alla giustizia e, incredibile, fu chiesto persino il parere della corte costituzionale per sapere se l'obbligo della cintura andasse contro la costituzione. La magistratura quindi non trovò incredibile dover discutere di una cosa simile, non chiamò "folli" coloro che la discussero, anzi, queste rimostranze furono portate all'eccesso, al limite ("attentato alla libertà personale" o "violazione dei diritti dell'uomo").

Assurdo?

Sì se la vediamo con occhio neutro e valutando rischi e benefici. No se pensiamo che ci sono persone che ne fanno una questione di principio, c'è chi deve a tutti i costi creare polemiche, chi deve per forza discutere e, badate bene, la cintura ha il solo scopo di proteggere chi la usa, non gli altri, il vaccino invece protegge chi lo fa e chi gli sta vicino, quindi discutere un eventuale obbligo sarebbe ancora più strano ma succede. Succede (anche per il divieto di fumo nei locali chiusi).

Succede perché qualsiasi novità, qualsiasi cosa ci faccia cambiare le nostre abitudini o sembri limitare la nostra libertà è difficile da accettare. O almeno è difficile per alcuni (ci sono persone che accettano di buon cuore norme e leggi solo per il fatto che esistano, è anche questione di carattere). 

Il punto centrale di questo argomento quindi non è se è giusto o meno chiedere un certificato per entrare al ristorante (se c'è un motivo serio e in questo caso c'è è ovviamente giusto, oserei dire che chi non lo capisce è in malafede) ma fino a che punto valga la pena discutere, perdere tempo, fare manifestazioni o disturbare la giustizia per questioni del genere.
Io dico che ne vale la pena.
Ciò che è ovvio o sembra ovvio potrebbe non esserlo. Lo stato non prende sempre decisioni giuste (anche questo termine, "giusto" richiederebbe discussioni infinite), si possono discutere, criticare, il cittadino ha il dovere e il diritto di farlo. Inoltre quello che può essere normale oggi potrebbe non esserlo domani o non sempre o non per tutti. Un cittadino ha il diritto di essere libero. La discussione è complicata: è libero un cittadino di non vaccinarsi ma è libero un altro di volere attorno a lui persone sane, protette, sicure. Altrimenti un pazzo o un incosciente potrebbe sparare a chi incontra solo per antipatia, nonostante sembri una contraddizione la libertà ha dei limiti precisi, appartiene alla comunità ma anche ai singoli.

Ma in questo caso abbiamo visto violenza, aggressioni, ciarlatani che spargono disinformazione, false notizie, allarmi. Questo è giusto? È libertà?
È giusto "formare" una fascia della popolazione al sospetto, al dubbio? È corretto che ci siano medici che inventano false cure, che spaccino sciocchezze per "cure del Covid"? Siamo più liberi se un medico incosciente dice che nei vaccini c'è il Viagra o è uno strumento di Satana?
Questo no.
Ed è su questo che dovrebbero agire le istituzioni e la legge.
Non nei diritti dei cittadini, intoccabili, inviolabili ma nei doveri di chi ne ha. Nelle responsabilità personali.

Se un cittadino vuole discutere con me l'utilità del vaccino ne ha diritto.
Io però ho il dovere di informarlo correttamente.

Se non lo faccio sto danneggiando lui, la comunità e la mia professione.

Per questo credo che non sia utile una discussione sui diritti quanto una sui doveri mentre sembra che faccia notizia un cittadino che manifesta più che un medico che dice che i vaccini siano antenne 5G.

Alla prossima.