domenica 9 agosto 2020

Potere all'ignoranza, ignoranza al potere.

Avete presente quando si parla di "post verità"? Qualcosa di molto simile a un altro termine: fake news, falsa notizia.
La post verità è la manipolazione di una notizia, di un fatto, creata ad arte per manipolare l'opinione pubblica, per scopi politici, personali o di interesse privato. Un atto scorretto e pericoloso.

Per me che mi occupo di salute e false notizie di medicina è sempre sconsolante e provoca molta rabbia notare quante siano le falsità dette al pubblico, alle persone. È ancora più assurdo quando le falsità sono sparse non da uno a caso o qualche disturbato ma da professionisti, persone ufficialmente serie, persino da politici.
Usare la salute delle persone come mezzo per ottenere consensi, prendere in giro la popolazione, spaventare la gente per attirarla è scorretto e può essere anche pericoloso. Ieri un politico laziale, Davide Barillari, consigliere regionale del Lazio, a chi gli chiedeva se esistono studi sulla pericolosità del 5G (conoscete? La prossima tecnologia che farà funzionare le nostre comunicazioni) ha risposto con un sito internet. In una pagina c'era il link a ben 23.840 studi (!) che avrebbero dimostrato "i danni del 5G" sull'uomo.



Ora. La tecnologia 5G è semplicemente un'evoluzione, un passo in avanti di quella già esistente, la 4G (5G significa "quinta generazione", il 3G arrivò nel 2001), rispetto alla quale questa è più efficiente, veloce, migliora le coperture e l'efficacia delle connessioni. Un progresso, quasi inevitabile.
Non abbiamo ancora certezze ma tutti gli elementi e i dati in nostro possesso ci dicono che questa nuova tecnologia non è particolarmente dannosa o rischiosa, ha i rischi di qualsiasi mezzo che funziona con le onde elettromagnetiche (dal frigorifero al cellulare, dal computer alla lavatrice). Le onde elettromagnetiche della telefonia sono una delle tante forme di onde elettromagnetiche esistenti. La luce del Sole è formata da onde elettromagnetiche, il forno a microonde funziona grazie a onde elettromagnetiche, non sono queste a essere pericolose per definizione ma l'uso che se ne fa e il motivo d'uso. Per cui è stupido e falso dire che le onde elettromagnetiche (o il 5G) siano pericolose.
Bene.

Se il politico sostiene che quei 23.840 studi dicono che il 5G sarebbe dannoso stiamo parlando di una cosa importante. Una notizia che può cambiare addirittura la nostra vita. Se un passo avanti della tecnica fosse pericoloso per la salute, ci dovremmo fermare o almeno riflettere, fare un bilancio rischi benefici, vedere fino a che punto ci convenga rischiare.
Questo politico, che si dipinge come paladino del popolo contro i poteri forti, risponde alla richiesta di un utente (oltretutto un conduttore televisivo) che gli chiede di mostrare eventuali studi che notino la pericolosità di questa tecnologia, quei 23.840 studi sarebbero una pietra definitiva sulle opinioni sul tema. Ora, a parte che 23.000 studi non esistono forse nemmeno per la pericolosità del fumo di sigaretta figuriamoci per il 5G che è una tecnologia relativamente recente, lasciamo perdere che il nostro politico abbia come fonti il sito "alleanza italiana stop 5G" (eh?) ma davvero esistono questi 23.000 e rotti studi?
Ma chi vuoi che vada a vedere 23.840 studi?
Io intanto comincio, quante volte ho detto che il modo più semplice di scoprire la realtà delle cose è andare a controllare?

Vado a vedere questi studi. Il primo, il secondo, il terzo. Poi proseguo. Una pagina, venti studi, trenta. C'è qualcosa che non va. Quegli studi non solo non parlano della pericolosità del 5G (ce ne sono addirittura alcuni che dicono che può essere anche una tecnologia vantaggiosa) ma quasi tutti non c'entrano nulla. Quello è un elenco che studia i campi elettromagnetici, argomento vastissimo e scientifico. Il sito che raccoglie gli oltre 28.000 studi "sulla pericolosità del 5G" è in realtà un sito (serio) che aggiorna sugli studi (non che parlano di danni ma su tutti gli studi) che escono riguardanti le onde elettromagnetiche, argomento assolutamente serio e degno di studio.
I campi elettromagnetici non sono "il 5G" ma sono i campi prodotti da praticamene tutti gli strumenti elettrici (e anche dall'ambiente terrestre, spontaneamente) che ci circondano. Un televisore produce campi elettromagnetici, così uno spazzolino elettrico, una radio, un cellulare, una lampadina. Come se per dimostrare la presunta pericolosità dell'acqua di casa elencassi gli studi che si occupano di oceano.
Quell'elenco studia gli effetti delle onde elettromagnetiche in vari ambiti e nemmeno "gli effetti negativi" ma le applicazioni di questi campi. Punto. Il 5G non c'entra nulla.

Basta leggere gli studi della lista.
Uno per esempio studia il volo della farfalla del tabacco, che sembra condizionato dai campi elettromagnetici, uno studia la possibilità dell'uso di campi elettromagnetici per allontanare gli insetti (una sorta di "pesticida elettrico"), un altro studia l'effetto dei campi elettromagnetici nella crescita dei peli nelle cavie, un altro studia la localizzazione di capsule endoscopiche grazie a risonanze magnetiche e un altro il trattamento chirurgico delle ustioni da elettricità pediatriche.

Cosa c'entra tutto questo con il 5G o con i presunti suoi danni?
Niente. Nulla.
Barillari ha dato una falsa informazione, una falsa notizia. Sparge allarme, confonde, aizza. Tratta chi legge da stupido, da credulone.
Ho fatto presente al politico il problema. Secondo voi qual è stata la reazione?


Sei uno scansafatiche. L'assessore insulta. Non discute, non chiede chiarimenti, insulta.
Perché certo che si può sbagliare ma cosa fa una persona perbene? Si accorge dell'errore e chiede scusa, a maggior ragione se sei un rappresentante del cittadino: lavori per lui, per i suoi interessi, quello che fai deve andare a SUO vantaggio non a vantaggio personale. Ma la reazione è tutt'altro che serena:



Scuse?
Ha detto di essere stato frainteso? Di aver capito male? Ha chiesto spiegazioni perché lui non è del campo?
No.


Prende in giro.
Il politico non discute, dice la sua (sbagliata) e chiesta una rettifica o una discussione non la fa. Questa è la cosa più grave il fatto che messo davanti alle sue responsabilità non sono non ha risposto, non solo non ha chiesto scusa o ammesso l'errore (chiamiamolo così, dai) ma è scappato, tra grasse risate e prese in giro. Mi ha anche consigliato di "lasciare perdere" perché "sprecherei tempo". Non si assume le sue responsabilità davanti al cittadino, non risponde delle sue azioni.

Ha lanciato la falsa notizia (allarmante, se dici che una cosa è pericolosa allarmi la gente) ed è scappato ridendo. Come i bulli, come un teppista. Siamo ormai a questo.
Così il politico ha lanciato il suo allarme interessato, i suoi seguaci (che magari per ingenuità o perché non vogliono porsi domande, pigramente) danno per scontato che esista un allarme e le opinioni e i fatti sono falsificati. Poi è passato ad altro, la falsa notizia è già vecchia, non ne parla.

Questa è la post verità. Manipolare la realtà a proprio vantaggio per ottenere qualcosa. 

Attenzione, queste cose non sono esclusiva di un partito politico o di uno schieramento, visto con i miei occhi: nessuno escluso. Non commettete quindi l'errore opposto, dare una patente a qualcuno quando in realtà la patente ce l'hanno già tutti. Anzi, io spererei che proprio le persone, i cittadini, si rendano conto di chi è colui che devono votare. Non ha importanza l'idea politica, lo schieramento, gli ideali, se una persona dice bugie, se è ignorante, se è potenzialmente un danno non facciamolo salire al potere. Mai. Sarebbe un pericolo, un danno per tutti, non solo per noi. Nessuno metterebbe un incapace alla guida di un aereo supersonico sul quale voliamo.

Ma davanti a questo scenario squallido ci sono due piccoli poteri che noi cittadini abbiamo.
Primo, il più classico, quello del voto.
Un politico dice bugie? Manipola la realtà? Ci tratta da stupidi? Non dimentichiamolo. La prossima volta lasciamolo a casa, imparerà a gestire meglio la sua persona.
Secondo: non beviamoci tutto ciò che leggiamo, nemmeno se ciò che leggiamo ci può dare ragione o conferma le nostre idee. Trasformiamoci in esseri pensanti, non diventiamo tifosi.
Dobbiamo farlo per noi, per i nostri discendenti e, in fondo, per il mondo intero.

Alla prossima.

martedì 14 luglio 2020

Quello che alle donne non dicono.

Ci siamo.
È vero che chi crea qualcosa la vuole bene a prescindere dal risultato ma io a questo libro, il mio terzo, ci tengo.
La mia attività di divulgazione, come sa chi mi segue dall'inizio, è iniziata per puro caso. Trovarmi quindi a scrivere libri (non è il mio lavoro) mi sorprende, arricchisce e rende fiero. In fondo dissemino conoscenza.
Però è la prima volta che scrivo un libro da ginecologo, che è il mio lavoro.
Ho provato a unire il mio lavoro di ogni giorno, quello di ginecologo ospedaliero (e di un ospedale pubblico) con quello "virtuale" che mi vede impegnato sul web (ma anche fuori, ormai) nella spiegazione della medicina, nella divulgazione scientifica e nell'analisi e smentita di tutte quelle pratiche mediche che non hanno base scientifica (che qualcuno definisce con un termine moderno debunking) .
La passione c'è ancora ma finalmente posso applicare il "debunking" in ginecologia.

Per questo il libro che ho scritto non l'ho concepito né come un libro di medicina né come un manuale di consigli per la donna (ce ne sono tantissimi!) ma come un volo, un passaggio radente sulla salute femminile, sui problemi più importanti, diffusi, sulle cose che chiedono le pazienti in un ambulatorio ginecologico. Ovviamente non ho potuto trattare tutti gli argomenti di ginecologia e qualcuno magari non troverà quello che interessa ma si dovevano fare delle scelte o avrei scritto un trattato di ginecologia.


Se racconto un po' di salute generale della donna, in certi paragrafi spiego perché non ha senso controllarsi continuamente, cerco di fare capire il significato di "screening", spiego i più diffusi per le donne e parlo anche di argomenti come i cosmetici o le diete.
Ma ho dedicato un po' di spazio anche ad argomenti più ostici, meno trattati, dei quali si parla poco (quello che alle donne non dicono, appunto), come malattie rare come la vulvodinia, le insidie dell'endometriosi o assurdità come il body shaming o la "bikini syndrrome", termine che ha due significati in medicina.
E poi ho pensato di dargli un aspetto leggero, di renderlo leggibile, quasi "da ombrellone". Per un semplice motivo: dare in mano a una persona (uomo o donna che sia) dell'ennesimo volume di consigli e regole da seguire non c'era bisogno. Molto meglio un piccolo riassunto di concetti (alcuni conosciuti, alcuni no) semplici da seguire e piccole idee che potessero accendere la "lampadina" della ragione e del ragionamento. Ovviamente il libro è per le donne, dedicato a loro ma qualche uomo mi ha detto di averlo trovato utile e interessante.

Inutile dirvi che spero che anche questo libro vada bene, l'inizio è promettente, alla fine è un modo per dirmi "grazie" e "continua così".
Lo trovate naturalmente in tutte le librerie e anche nei negozi on line abituali.

Alla prossima.

venerdì 3 luglio 2020

Non è vero ma ci credo.

In tutti questi anni, una delle domande alle quali non sono riuscito a dare una risposta certa è: "perché le persone credono alle cose più incredibili, anche a quelle chiaramente stupide e non accettabili?".

Non è facile rispondere. Sicuramente noi esseri umani siamo creduloni, istintivamente creduloni, non solo per caso ma proprio vogliamo credere alle cose più assurde e implausibili. Ai miracoli.
Ne ho parlato diverse volte: è più facile sapere che la cura (non sicura) per una grave malattia è pesante, ricca di effetti collaterali e costosa o che ne esiste una semplice, economica (sempre efficace) che non ci darà nessun effetto collaterale?
Ovviamente la risposta corretta è la due. Non corretta nel senso che è vera ma in quello che è la risposta che più ci piace, che gradiamo, che vogliamo sia vera.

Si possono tirare in ballo i meccanismi cerebrali, la psicologia, le neuroscienze, perché crediamo al miracolo nonostante di miracolo non vi sia traccia. Perché crediamo alle parole del primo che passa, perché c'è gente che crede alle scie chimiche, altri che pensano che i cerchi nel grano sarebbero fatti dagli alieni.
C'è chi crede ai fantasmi e agli oroscopi, gli astri che governano la nostra vita. Perché?
Perché credi a un giornalista che dice che con i suoi (ovviamente) integratori potrai vivere fino a 120 anni? Perché credi a una venditrice che ti dice che un rametto magico ti farà vincere tanti soldi alla lotteria?
Ci credi, nonostante sia implausibile, assurdo, nonostante, a volte, la truffa sia chiara, evidente, alla luce del Sole.

Non c'è risposta. Ignoranza? No.
Non solo a queste cose ci crede chiunque, anche il colto, il laureato (basti vedere quanti medici omeopati esistono) non è il titolo di studio che fa il credulone ma anche la persona più scettica e sveglia può cascarci.
Disperazione? No. Certo, la disperazione (nei casi di malattia è frequente) ma ci sono casi nei quali persone assolutamente in salute, sane, tranquille, equilibrate, pensano davvero che bevendo un bicchiere di acqua (tiepida, mi raccomando) e limone, la mattina (chissà perché non alle 11:00) starai bene e in salute. Ci credono. E guai a spiegare che un bicchiere di acqua e limone nel corpo avrà lo stesso effetto di un bicchiere di acqua senza nulla o con un po' di zucchero o con il sale o il pepe, niente di particolare. Niente. Eppure ci credono e lo fanno.

Magari c'è chi non lo dice a tutti, si rende conto della propria ingenuità però ci crede lo stesso: "non si sa mai".
Non c'è il rimedio alla creduloneria, anzi, siamo tutti esposti a queste trappole, però avere un approccio critico, una buona capacità di osservazione, un sano scetticismo può aiutarci, può evitare spiacevoli sorprese e brutte esperienze (a volte anche pericolose, se parliamo di salute o soldi).
Vi racconto un episodio che mi capitò personalmente qualche anno fa.

Per noi medici uno degli impegni più onerosi (soprattutto per alcune specializzazioni, come la mia da ginecologo) è quello relativo all'assicurazione professionale. Si può partire da 400 euro l'anno ma ci sono figure professionali (ehm...) che arrivano a pagare anche 5000 o 10.000 euro l'anno, immaginate che peso per ogni medico. Si è quindi sempre in cerca di una buona assicurazione a condizioni accettabili.
Un anno dei colleghi mi parlarono della loro, notevolmente più economica della mia, conveniente, completa, erano soddisfatti. Alcuni di loro si erano accordati con il broker dell'assicurazione anche per altri investimenti, alcune assicurazioni di vario tipo, anche sulla vita. Incuriosito chiedo il recapito del broker e lo incontro.
Persona gentile, educata, elegante, mi propone un vero affare. L'assicurazione professionale che avrei stipulato con lui (con una delle più importanti società di assicurazione al mondo!) conveniva tantissimo, avrei pagato un terzo circa di quanto pagavo in quel momento, per condizioni molto simili: convenientissimo.
Così decisi, avrei stipulato l'assicurazione con lui.
Sempre gentile e disponibile, nuovo appuntamento, mi fa firmare carte e documenti, mi consegna il contratto e io pago, assegno, tutto il regola.
Contento e soddisfatto torno a casa.
Poso il contratto e tutto finito.
Poi il giorno dopo ripenso. C'era qualcosa di strano, vado a rivedere il contratto, lo rileggo e tutto era normale. Lo giro e rigiro, timbri, firme, carta intestata, tutto normale.
Poi guardo ancora e penso che, alla fine, in mano ho dei fogli scritti al computer e rilegati. Cioè alla fine avevo in mano qualcosa che chiunque (anche io) avrebbe potuto fare. Delle fotocopie, due timbri, due firme e avrei incassato qualche soldino. Cioè non è che avessi motivi per sospettare ma quello che avevo tra le mani era un pezzo di carta, bastava guardare e avere un attimo di scetticismo, spirito critico (quante volte vi ho detto che è la prima arma per non farsi fregare?).

Ma dai...ma che pensi...dai...
E poi tutti i colleghi che sono assicurati da anni! Addirittura sulla vita...dai...
Chiamo uno dei colleghi. Gli chiedo se per caso avesse avuto dubbi, sospetti, nulla. "È una brava persona, mai avuto problemi, è educato, figurati...".
Certo che era educato, l'ho visto. Ma sarò io sospettoso e troppo scettico, mi rilasso.

Però una telefonata alla notissima assicurazione la voglio fare. La faccio.
E non risulto assicurato. Mai stato. Come quella persona non risulta broker di quell'assicurazione. Avverto un collega, poi un altro, poi quello assicurato sulla vita: nessuno di loro era assicurato. Una truffa.
Solo in quell'ospedale eravamo assicurati in venti.
In pratica il broker era un finto broker che incassava i soldi, faceva due fotocopie e buonanotte.
Come l'ho scoperto? Esattamente come ho raccontato; riflettendo, diventando sospettoso, scettico, informandomi, approfondendo. Bastava guardare (come dico sempre).
Per la cronaca il finto broker fu denunciato e poi condannato (e io ripresi i soldi dati).

E allora?
Allora questa è la dimostrazione della complessità dell'essere umano, dei suoi meccanismi psicologici e neurologici, del pensiero complesso che, proprio perché è complesso, spesso cerca bramosamente, avidamente, quello semplice: una parola magica, un bicchiere di acqua e tutto passa, tutto si risolve.

Su Facebook c'è una pagina nella quale una persona, un perfetto anonimo, vende una scatoletta con un disegno sulla faccia superiore, un'asticella che finisce con una pallina e una luce accessa (quando la scatoletta che funziona a elettricità è accesa).

Questa scatoletta non contiene nulla, niente di strano: le pareti, la luce "on-off"), dei fili elettrici che fanno funzionare tutto, collegati a una batteria. Fine.

Il signore però la vende come un apparecchio "radionico". La "radionica" è una disciplina pseudoscientifica che vorrebbe fare diagnosi e cura delle malattie tramite l'elettricità e le onde elettromagnetiche, in particolare, grazie all'emanare onde elettromagnetiche, visibili solo con determinati strumenti, sotto forma di una sorta di alone chiamato "aura", il corpo può essere studiato da esperti del campo (che non sono altro che ciarlatani improvvisati). Ovviamente, oltre a non avere alcuna base scientifica, la radionica è stata studiata anche scientificamente dimostrando la sua totale inconsistenza.
Scaturita dall'entusiasmo per le applicazioni dell'elettricità, dopo la sua scoperta, la radionica ha via via perso di importanza e diffusione, qualcuno però ancora ci prova, come il signore su Facebook.

Ovviamente siti bufala e radio alternative lo presentano, intervistano e esaltano come un "rivoluzionario", uno che la sa lunga.

Niente. Il signore pubblicizza la scatoletta elettrica che, a suo dire, avvicinata a qualsiasi oggetto rotto, non funzionante, guasto, lo sistemerebbe. Ma vende anche delle figurine che, stampate, bisogna portare in tasca e ci daranno salute e felicità, basta volerlo e ripetere tante volte cosa si desidera (e portare le figurine in tasca, ovviamente).
E ci sono pure le testimonianze.

"Avevo il frigorifero rotto, ho avvicinato l'apparecchio radionico e ora funziona". "Il finestrino della macchina non funzionava, ho avvicinato l'apparecchio e ora funziona che è una meraviglia". Se la scatoletta tutta fili e lampadine sistema i finestrini non può che funzionare con il corpo umano. Ed ecco che, senza farlo pesare più di tanto, il signore fa capire che anche la salute ne avrebbe giovamento.

Tra un video e un altro appaiono i clienti. "Posso usarla per il forno a microonde che ultimamente fa i capricci?".
"A casa mia c'è umidità, dici che potrebbe eliminarla?"

Uno degli strumenti curativi miracolosi.

Il prezzo? Puoi mandarmene due?
Chiedono della scatoletta miracolosa, serve a tutto, dalla riparazione degli elettrodomestici alla salute e non è che agisca chissà come, basta avvicinarla alla cosa "rotta" e questa per magia si sistema.
La gente ci crede. Non c'è niente da fare: ci crede. E se non funziona com'è ovvio? Cerca una giustificazione, un motivo, non può "non funzionare", c'è la prova su internet!
Crede anche alla versione non elettrica che sistema le cose rotte solo con la forza del pensiero. Capito?


Non funziona, ci vorrà tempo?

Se la gente crede al bicarbonato che cura il cancro, come non potrebbe credere alla scatoletta che sistema le serrande rotte?

Però non bisogna prendere in giro queste persone. Come ho già detto non si tratta (per forza) di "stupidi" o "ignoranti", non si tratta di boccaloni, c'è gente comune, come tutti, padri e madri di famiglia, professionisti, insegnanti, medici, casalinghe, giornalisti, avvocati. Non stupitevi e non sentitevi esenti da queste cose.
Da questo dobbiamo trarne un insegnamento quindi: occhi aperti. Anche nelle cose più banali, quelle che sembrano normali e semplici: occhi aperti.

Alla prossima.

martedì 23 giugno 2020

Osteopatia portami via.

Ho deciso, qualche settimana fa, di "aggiornare" i miei canali di divulgazione medica. Spinto un po' da mio figlio che mi dava del "vecchio" perché mi limitavo al blog e ai social più classici (Facebook, Twitter) mentre secondo lui oggi i "gggiovani" usano e seguono YouTube e Instagram, ho provato, con grande indecisione e grandi dubbi a realizzare alcuni video. 
Parlo e parlerò degli argomenti classici ma farò anche video di medicina, di storia della medicina, di commento ai post di questo blog e su qualsiasi argomento (anche attuale o di cronaca medica) che mi piaccia.
Il riscontro c'è. Aumentano gli iscritti sul canale YouTube, qualche messaggio di ringraziamento e incoraggiamento e lo stimolo di fare qualcosa di nuovo, perché no, ci provo.
Ho già pubblicato alcuni video tra i quali uno che spiegava e commentava l'osteopatia, la medicina alternativa che pretende di curare malattie manipolando il corpo, no, non ci riesce, posso anticiparvi il finale ma nel video spiego un po' di cose.




Nel video ho spiegato quello che sappiamo e che ci dice la scienza. L'osteopatia è una pseudomedicina. Una pratica basata su teorie campate in aria, senza nessuna efficacia dimostrata e pure con qualche rischio. Questo succedeva prima dell'emergenza Coronavirus e quindi è passato un po' di tempo ma è interessante parlarne, anche ora.
Ovviamente sono arrivate anche le critiche al video, praticamente tutte da parte di osteopati e simpatizzanti e sono anche queste da leggere perché offrono degli spunti importanti. Una delle caratteristiche che sottolineo dell'osteopatia è che la formazione (in Italia) degli osteopati praticamente non esiste. Queste persone "curano" gli altri senza avere nessuna base sanitaria, nessun percorso accademico e, molto probabilmente, nemmeno basi culturali personali sufficienti.

Ero abituato alle critiche (e agli attacchi, anche violenti) di omeopati, guaritori, seguaci di guru e sette e gli argomenti erano i soliti. Accompagnati da insulti e minacce. Gli osteopati (quelli ovviamente che hanno commentato, non tutti) hanno avuto in comune una caratteristica inedita (per me): un'ignoranza medica (e generale) abissale.

Una cosa che ho trovato interessante. Alla fine gli osteopati, come ho spiegato nel video, non sono (necessariamente) medici. Anzi, visto com'è oggi il percorso per diventare osteopata ci sono tantissimi osteopati che con la medicina, la salute e la mentalità scientifica, non hanno nulla a che fare (il mio ex meccanico oggi fa l'osteopata). Quindi se l'omeopata (è obbligatorio sia un medico) magari ha le sue basi di medicina, l'agopuntore (deve essere un medico) anche, l'antivaccinista a volte è un biologo o un fisico, un moto antivaccinista è farmacista, insomma, hanno almeno un'infarinatura di scienza, l'osteopata no, quasi sempre non ce l'ha.
Fare il "medico" quando non lo sei è pericoloso. Non hai idea di ciò che stai facendo. Finché lo fai in privato, tra quattro mura, con chi si fida di te, tutto si può fare, non ci sarà nessuno a controllarti o ascoltarti ma quando ti affacci al mondo o ti confronti, ecco che tutto può crollare.

In questi giorni, come dicevo, ho avuto a che fare con tanti osteopati e seguaci di questa pseudocura. E le loro reazioni sono state sconsolanti, deprimenti.
È intervenuta persino la segretaria nazionale di una delle associazioni di punta dell'osteopatia che, oltre che dimostrare una scarsa conoscenza della lingua italiana, ha fatto affermazioni a dir poco impressionanti. Secondo lei le ossa (anzi, "le osse") craniche (le ossa che compongono il cranio) non sarebbero fuse (alla nascita ogni parte del cranio è "mobile", separata dall'altra, poi gradualmente si fonde e diventa immobile) un'affermazione che, proveniente da chi dice di occuparsi di salute è, a dir poco, deprimente.

Ma dopo di lei altri. Uno che si chiedeva che c'entra l'ictus (uno dei rischi dell'osteopatia) con l'emorragia cerebrale (l'emorragia cerebrale è una delle cause di ictus), un altro che il femore (osso della coscia) sarebbe una parte del bacino e un altro che il sangue, dal cuore, va al cervello dove verrebbe ossigenato (il cervello che svolgerebbe il ruolo del polmone, un disastro). A me questa cosa ha intristito molto.


Capisco credere alle fandonie, in giro c'è tanta creduloneria, faciloneria, c'è gente ingenua ma negli osteopati che ho incontrato in questa occasione c'era molta impreparazione ma proprio profonda, inaspettata. Significa che questa gente non ha studiato nulla, non ha idea di ciò che sta facendo. Ha una conoscenza del corpo umano nemmeno di livello base.
Un po' come dire di fare il meccanico e non sapere come funziona un motore di macchina.
Il problema è anche questo. Gli osteopati non studiano all'università, non c'è una facoltà di osteopatia o una scuola di specializzazione universitaria. Si tratta di scuole private. Persone anche senza formazione scientifica (ovviamente anche un medico o un operatore sanitario può fare l'osteopata ma non è obbligatorio esserlo), senza alcuna base culturale, che un giorno si iscrivono in una scuola privata che insegna una teoria che non ha alcuna base e fornisce una tecnica che non ha nessun riscontro medico e tutto senza alcun controllo accademico. Ci può essere la scuola più severa e attenta ma ci sono quelle che "imbarcano" e "sfornano" chiunque, tanto per accaparrarsi i soldi delle iscrizioni. Ed ecco il risultato.





Certo, qualcuno si è dimostrato gentile, educato, ha provato a intavolare una improbabile discussione, ci saranno sicuramente osteopati (magari quelli laureati in medicina o i fisioterapisti) che sanno come siamo fatti ma come credere a chi dice "la palma della mano è innervata dalle arterie del braccio" o che "arriva ai polmoni, sempre tramite la trachea [...] l'energia vitale esterna, il Prana"? [Pagliaro. Osteopatia viscerale: Il sistema pneumofonatorio e cardiovascolare.]
"Avremo prima l'energia centrale, che è l'energia ancestrale e poi l'energia interna che è la continuità della precedente e che assicura la sua rotazione lungo le arterie anteriori e posteriori e infine la sua distribuzione nel resto del corpo tramite i meridiani e le fasce come energia esterna" [La ronda delle emozioni e l'osteopatia].
Stiamo parlando, con un linguaggio totalmente campato in aria e non scientifico, di aria fritta.
E questo è niente. Gli osteopati dicono di sentire le vibrazioni del cranio e delle meningi ("vibrazioni" che sentono solo loro).
Il canale che serpeggia e arriva alla narice. (da "La ronda delle emozioni e l'osteopatia")

Qualche osteopata si è detto "imbarazzato" per queste cose e che si augura che si arrivi a un linguaggio più accettabile grazie a studi e ricerche future, io ho risposto che, naturalmente, finché questi studi non ci saranno non parliamo di scienza e medicina ma di stregoneria.
Mi sembra ovvio. Però ho apprezzato il tentativo (raro, vago) di qualche osteopata di cercare uno spiraglio, di discutere civilmente e di tentare un approccio vagamente scientifico al mestiere che pratica. Un po' quello che è successo con gli agopuntori: vogliono dignità scientifica, discutono di efficacia, medicina e cura delle persone ma poi parlano di meridiani, energia vitale e flussi energetici. E guai a chi li contraddice, come in tutte le religioni.

Che dire?
Non entro nel merito dell'osteopatia, ne ho parlato, non entro in approfondimenti, ho voluto solo raccontare un aspetto per me nuovo e imprevisto.
E preoccupante.
Non so se occorra aggiungere altro o approfondire ulteriormente l'argomento. Quando qualcuno vi propone osteopatia per i vostri problemi, rileggete queste cose e pensateci. Molto bene.

Alla prossima.

mercoledì 10 giugno 2020

I calzini fucsia di Burioni.

In questi giorni la cronaca parla spesso del prof. Burioni. Lo conoscete, giusto?
Bene, secondo vari articoli di giornale Burioni farebbe cose strane, non è spiegato chiaramente ma si capisce che c’è qualcosa che non va.
Conflitti di interesse ma nessuno spiega bene di che tipo, cose stranissime come il fatto di dare il suo parere su argomenti dei quali è competente, scandali assurdi come quello di farsi pagare per il suo lavoro, insomma succede quello che gli inglesi chiamano “character assassination”, ovvero se vuoi fare fuori una persona (non fisicamente, ci mancherebbe, come personaggio, per scopi politici, personali, invidie), demoliscilo, massacralo. Pubblicamente.
Anche se non c’è motivo, fallo fuori per l’opinione pubblica. Fare un servizio nel quale un virologo è accusato (con ovvia musica drammatica in sottofondo) di aver partecipato a convegni sui vaccini e sarebbe per questo a favore delle vaccinazioni, é una stupidaggine immensa, spiegabile o con l’ignoranza o con la malafede. Io appoggio la vaccinazione contro l’HPV (il Papillomavirus) e sono stato a vari congressi sull’HPV. Mistero? Complotto? Guadagno? O semplicemente si tratta di ciò di cui mi occupo? Dovrei andare ai congressi sulle distorsioni della caviglia?

Ricordate qualche anno fa quel telegiornale nel quale seguirono e filmarono di nascosto un magistrato per poi rivelare che portava degli orrendi calzini color turchese? Ecco, una cosa del genere.

Intendiamoci, io non ho motivo per difendere Burioni, anzi, chi mi segue, sa benissimo che avrei tanti motivi (il nostro scontro é stato pubblico) per assecondare l’assalto alla diligenza ma credo che in mezzo a tanti difetti ho un pregio a cui tengo tantissimo perché ereditato dai miei genitori: sono una persona onesta. E da persona onesta resto senza parole per quello che (certi) giornali e (certe) trasmissioni televisive stanno cercando di fare.

La strana capigliatura di Roberto Burioni. Che sicuramente ci nasconde qualcosa.

Quando ti metti contro qualcuno gli rompi le scatole. Spesso, peggio ancora, gli rompi i guadagni. Il fatto che lui si sia messo contro gli antivax, gli omeopati e i ciarlatani ha rotto le scatole e i guadagni a tante persone. Sono soldi.
Gli antivax raccolgono soldi, fanno gruppo. Soldi.
Gli omeopati anche, hanno ditte, aziende, interessi. Soldi.
Pure i ciarlatani, vendono pozioni, cure, miracoli, guadagnano da queste cose. Soldi.
Arriva uno che poteva stare bello tranquillo dietro la cattedra e si fa i fatti degli altri? Massacriamolo. Diciamo in giro che fa cose proibite, anche se proibite non sono. Diciamo che quello che fa, permesso e legale, é brutto e cattivo. Parliamo dei suoi calzini gialli, rossi o fucsia. Fucsia meglio.

Tanto la gente si ferma al titolo e si creerà quell’immagine negativa, antipatica che così lo toglierà di mezzo. Lo dico non solo perché è evidente ma anche perché in tutte quelle cose delle quali accusano violentemente Burioni non ce n’è una (dico una) che mi sembri uno scandalo e chi fa queste cose dovrebbe vergognarsi.
Queste cose le ho provate, ci hanno provato anche con me. Prima insultano, minacciano, provano a farti paura e quando non riescono sguinzagliano i media.
Con me ci avevano provato ai tempi di Stamina e anche in altre occasioni
Avevano quasi tutta l’opinione pubblica a favore, figuriamoci, i bambini che soffrono e tu parli male di una presunta cura definitiva?
Solo un pazzo poteva attaccarli. Poi hanno mollato quando l’opinione pubblica si è spostata al lato opposto, contro i ciarlatani e così anche i media si sono messi di chi attaccava la falsa cura, poi bollata come truffa.
Allora un consiglio.
Quando leggete che una persona è brutta e cattiva, chiedete perché, informatevi bene, quella persona potrebbe anche essere bella e buona ma pericolosa per i veri cattivi.
Demolire qualcuno può fare piacere se quella persona vi fa antipatia, se non la sopportate ma è ingiusto, sbagliato, scorretto, pericoloso. Immaginate se qualcuno lo facesse con voi. É un gesto violento e grave, bullismo.
E spesso sono proprio i bulli a farlo.

Con chi è migliore di loro.

Alla prossima.