venerdì 12 aprile 2019

No vax.

Alcuni mi chiedono (con sincera curiosità) perché si parla di "no vax" e chi sarebbero questi fantomatici "no vax". Il termine è spesso abusato, io parlo di "no vax" (o "antivaccinisti") quando mi riferisco a quelli di professione.
Non i genitori che hanno dubbi sinceri o a chi pone domande (educatamente) ma a chi, nel tema dei vaccini, ha trovato una ideologia o un modo per fare denaro.
Possibile?
Esiste chi fa denaro con questo tema?
Ma certo!

E da anni, molti anni prima che questo diventasse un argomento attuale.
Mi occupo di antivax (con pochissime altre persone) da decenni e l'unica cosa che è cambiata rispetto a prima è che ora sono di più e il mercato è molto più redditizio. Anni fa c'erano solo briciole, oggi c'è chi vive di queste cose.
In generale si è abituati a identificare l'antivaccinista con il genitore un po' strano e talebano che è farcito, pieno di informazioni assurde assorbite dalla frequentazione di ambienti particolari. C'è in effetti una tendenza che crea "antivaccinisti" nelle persone che ne frequentano altri. E non è un problema di cultura. Negli Stati Uniti il genitore "antivax" tipico è uomo, di mezza età, con buona cultura (scuola media superiore) e dal guadagno medio-basso. Ha però la tendenza a pensare che il proprio voto non possa cambiare le cose. Si potrebbe quindi avere, con un po' di fantasia, l'idea che l'antivaccinista sia un genitore che non si è realizzato nella vita, che crede di non avere un ruolo nella società ma sembra proprio non sia così. Almeno da noi in Italia il genitore antivaccinista è un genere parte di un gruppo. Per caso o cercandolo, il potenziale genitore antivaccinista si trova circondato da persone come lui, magari molto ansiose sulla salute del figlio o particolarmente attento al suo benessere e che può esprimere la sua apprensione in un modo o all'opposto: terrore dei vaccini per i presunti effetti collaterali o terrore delle malattie per le presunte conseguenze terribili. Le ansie, le paure sono contagiose, soprattutto tra i genitori e soprattutto tra quelli di bambini piccoli e per questo chi si trova immerso in ambiente "ansioso sui vaccini" ne sviluppa quasi una fobia (e sappiamo quante paure assurde e senza senso possa esprimere un genitore antivaccinista). Ma qui si entra nella psicologia, nella sociologia e in campi che non posso trattare e che ci porterebbero lontano. Quello che invece posso dire è che di questi genitori e di queste paure si nutrono i "no vax" professionisti", dei veri e propri avvoltoi che hanno un solo interesse: i soldi.

Ma come rubano soldi gli antivax? Provo a fare un esempio rapido.

Gli antivaccinisti di professione sono medici, avvocati, ricercatori (presunti, in genere si "autoeleggono" ricercatori) di (presunta, in genere si fregiano di titoli inesistenti) fama mondiale, farmacisti, laboratori di analisi e altre figure che sembrano uscite da un film.

Il medico novax prende un bambino che purtroppo ha una grave malattia e i cui genitori sono disperati e in cerca di soluzioni (che non ci sono), si fa pagare 250 euro per dire che quella malattia sarebbe dovuta quasi certamente a un danno da vaccino e lo dice lui che (ovviamente) è il SOLO che si occupa di queste problematiche in Italia e addirittura arriva a inventare nomi di malattie che non esistono. Ovviamente causate dal vaccino.

Per avere la certezza bisogna fare delle analisi che fanno (ovviamente) SOLO nel laboratorio che dice lui che, con 250 euro, analizzerà capelli, urine e saliva confermando quella diagnosi, è un danno da vaccino.

A quel punto bisogna andare da un avvocato per richiedere l'indennizzo allo stato, avvocato che (ovviamente), essendo il SOLO esperto di quel tipo di cause, confermerà che c'è quella possibilità ma servono 250 euro per iniziare l'iter.

Nel frattempo con gli integratori, le vitamine e l'omeopatia prescritte da quel medico ma da comprare (ovviamente) SOLO in quella farmacia perché è l'unica che li vende a soli 250 euro, potrebbe avere dei miglioramenti se non la guarigione.

Siamo solo all'inizio, la famiglia ha avuto risposte false e convenienti solo ai vari avvoltoi, il bambino non ha ottenuto nessun beneficio ma ha visto volare dalla famiglia 1000 euro che potevano essere usati per cose più importanti o, almeno, utili per loro e non per ingrassare i ciarlatani.
Ma le risposte, dai controlli (che il medico deve fare per vedere come va), dalle analisi (che bisogna ripetere per controllare i risultati), dagli avvocati (che bisogna pagare per proseguire la causa) dalle farmacie (che bisogna pagare per comprare gli integratori) non arrivano mai e così quei 1000 euro sono solo l'inizio.
Se poi riusciamo ad aizzare le persone e condizionare l'opinione pubblica nessuno oserà mettersi contro, chi vuoi che vada contro chi vuole aiutare i bambini malati? È lo stesso metodo usato da qualsiasi ciarlatano, chi vuoi che si metta contro chi ha trovato la cura per tutte le malattie e vuole salvare il mondo? Anzi, chi si mette contro è aggressivo, insensibile e da criticare.
Ed è in questo momento che interviene il gruppo.
Il novax è abile a costruirsi un seguito. Seminando paura, raccapriccio, terrore (dicendo a tanti genitori che nei vaccini ci sarebbe di tutto ed esistono per avvelenarci i genitori più ansiosi si legano tantissimo tra di loro per scambiarsi consigli, notizie, novità), favorisce la coesione, la creazione di vere e proprie comunità che hanno come riferimento l'antivax e come missione quella di proteggere i loro figli dall'attacco tremendo e pericoloso dei vaccini.
Per questo nasce l'aggressività. Chi parla a favore dei vaccini, chi li promuove, è automaticamente un nemico.
Gli stessi antivax lo identificano come tale. Ricordo anni fa, quando di vaccini si parlava ancora poco, un avvocato (antivax di professione) che pubblicò delle vignette che raffiguravano lui con alle spalle la testa di una blogger, che spiegava correttamente le vaccinazioni, come trofeo, era appesa al muro come si fa con le teste degli animali dei safari. Erano immagini piene di rabbia che servivano a suscitare rabbia nei suoi seguaci. Oppure quando un noto antivax  mi scrisse in privato descrivendomi i miei gesti di quel giorno perché, secondo lui, mi aveva pedinato per l'intera mattinata.
L'intimidazione è tipica dei gruppi chiusi e delle sette, bisogna aver paura a mettere in crisi la setta. Un esempio, qualche giorno fa, lo mostra chiaramente. Un politico risponde al presidente della regione Lazio che annunciava provvedimenti per mantenere l'obbligo di vaccinazione a scuola. Se ne può discutere, si può dissentire, persino protestare ma una minaccia è molto più efficace per fare capire con chi si ha a che fare.


Gesti intimidatori che puntano a silenziare chi può mettere in crisi il settore, chi può creare problemi ai guadagni. Può trattarsi anche di ideologia ma si tratta della minoranza dei casi.
Il primo motivo dell'esistenza dei gruppi antivax è infatti il denaro, c'è poco altro. Tanto che personaggi che prima si occupavano di altro, ora si sono improvvisamente e decisamente convertiti all'antivaccinismo. Rende, poco ma lo fa.

Associazione antivax americana nel 1902: "Vogliamo i corpi come li ha fatti madre natura, unisciti". Pagando.

In Italia il panorama non è  molto vario. Gli antivaccinisti professionisti sono pochi e conosciuti, tanto che chi si occupa di questo tema da tempo li può elencare, uno per uno. Sono sempre gli stessi: medici, proprietari di laboratorio analisi e qualche complice.
Ultimamente la torta è divisa tra troppe persone e quindi gli affari non vanno benissimo (una volta erano pochi i professionisti, si contavano sulla punta delle dita, oggi sono molti di più) ma per chi non ha altre entrate è pur sempre un modo per portare il pane a casa
Ecco, quando si parla di lobby antivaccinista, di avvoltoi, di cosa si parla, ecco cosa ci guadagnano.
Ed ecco perché bisogna contrastarle.
Ovvio che questi personaggi non hanno nulla a che vedere con tanti genitori confusi (a volte a ragione) o che vogliono semplicemente più informazioni, non c'entrano nemmeno con qualcuno che, per ignoranza, abbocca alle loro sciocchezze, chi non ha le competenze e le basi culturali per capire almeno un po' un argomento complesso come quello dei vaccini è facilmente preda di questi furbetti.
In questi anni ho visto un'altra cosa che mi ha colpito: è gente senza molti scrupoli, fa della propria personalità e del denaro un culto e non guarda in faccia nessuno.
Ma molti lo ignorano.
Farli conoscere può essere quindi un modo per mettere in guardia e sperare che, almeno le autorità, qualcuno li fermi.

Alla prossima.

venerdì 29 marzo 2019

Con me ha funzionato.

Quante volte, durante una discussione su una cura senza effetti o una medicina chiaramente truffaldina, improvvisamente compare la persona che dice "eppure con me ha funzionato!"? 
Miracolo?

Oppure quella medicina, che per la scienza sarebbe inutile, in realtà avrebbe effetti? Come farebbe una cura chiaramente inutile e campata in aria ad avere testimoni che la usano e la diffondono?
E perché la medicina ripete continuamente che "un caso" o "un'esperienza personale" non fanno testo?
La discussione è sempre identica.

"Curare una malattia con la pranoterapia è una truffa".
"Devo smentirti, due anni fa mia zia è guarita da una scoliosi grazie ad un pranoterapeuta".

"Attenzione: l'omeopatia non è medicina, è semplice zucchero".
"Eppure ho curato un'allergia che non passava con nulla, grazie all'omeopatia!".

Possiamo fare l'esempio dell'omeopatia (ma vale per qualsiasi falsa cura) ma facciamolo con l'agopuntura (un'altra medicina alternativa che non ha prove scientifiche di efficacia).

Gli agopuntori sostengono, tra le altre cose, di migliorare i casi di infertilità, chi non riesce ad avere figli, dopo cicli di agopuntura, avrebbe più possibilità di averne.
Possibile?
Ci sono studi di tutti i tipi, seri e meno seri. Alcuni dicono che in effetti qualche risultato c'è, altri che non c'è alcun risultato.
Usiamo la razionalità. L'agopuntura consiste nel pungere la cute con degli aghi.
Secondo la tradizione, questa puntura riequilibrerebbe il flusso di energia negativa che causa (secondo la medicina cinese) i problemi di salute. E bisogna pungere in punti precisi, i "meridiani", dove scorrerebbe proprio questo flusso. I problemi?
Che i meridiani sono punti che non esistono, che non c'è nessun "flusso negativo" che scorre nel nostro corpo, che l'infertilità (tranne rari casi) ha delle cause conosciute, chiare, evidenti, senza scomodare flussi ed energie, se si curano quelle cause si risolve il problema e che pungere la pelle non causa grandi effetti sull'organismo.
Come mai allora qualche persona o qualche studio dice che questo succede? E chi lo sa, potrebbe essere il caso, una coincidenza, i dati presi male o altro ancora, oppure perché semplicemente quella donna, in quel momento (e solo per un caso aveva fatto agopuntura) poteva avere una gravidanza mentre prima no, il normale decorso della vita, semplice.
Il punto è che non c'è motivo per cui un ago migliori il tasso di fertilità e infatti anche la scienza non è riuscita a dimostrarlo (altrimenti la maggioranza degli studi lo vedrebbero chiaramente, senza grandi dubbi). Vale anche per chi, con un raffreddore, ha messo una collana di aglio ed è stato subito meglio. Non è difficile capire il meccanismo mentale (o fisiologico) che spiega l'impossibile guarigione ma bisogna spiegarlo, ragionarci, perché va contro l'evidenza: se guarisco dopo aver fatto una capriola sull'aglio, significa che è stato l'aglio ad avermi guarito?
Come può succedere che c'è chi testimonia di essere guarita con una tisana, il bicarbonato, lo zucchero, la pranoterapia o le preghiere?
Sono tantissimi i meccanismi che spiegano perché, una cura che non dovrebbe funzionare per niente, per qualcuno sembra funzionare:

1) Il normale decorso della malattia: le malattie, quasi tutte, passano. Basta aspettare. Se durante il decorso della malattia prendiamo una pillola qualsiasi, un'erba o facciamo una cerimonia, il decorso normale della malattia può illuderci che sia stata quella pillola, l'erba o quella cerimonia, in realtà inutili, ad aiutarci. 

2) L'aspettativa: Quando abbiamo un problema facciamo qualcosa per risolverlo e ci aspettiamo, speriamo, che quello che facciamo abbia effetto. È lo stesso meccanismo dei riti scaramantici. Se guardiamo in cielo tre volte riusciremo in quell'esame, se saltelliamo su una gamba, il colloquio di lavoro andrà bene. Ha significato? No. Ma noi umani tendiamo a controllare le nostre azioni e un'azione incontrollabile (un esame, un colloquio, una lotteria...) ci fa letteralmente "impazzire". Per avere l'illusione di controllarla la leghiamo ad un fatto: una cerimonia, un rito, un tic, un fatto che ci permetta di poter dire "se andrà bene o male dipenderà da questo e non dal caso", perché il caso ci spaventa, ci disorienta. Se prendiamo una pillola ci aspettiamo ci faccia guarire e, quando guariremo, perché guariamo quasi sempre, sarà stata ovviamente la pillola a farlo e non la normale storia della malattia.
È il noto concetto che "post hoc propter hoc" sia un errore comune, il fatto che qualcosa succeda dopo un'altra non ci garantisce che le due cose siano legate. Altrimenti potremmo concludere che i freni dell'auto causino gli incidenti, visto che, nella quasi totalità dei casi di incidente stradale, i conducenti hanno azionato i freni.

3) L'effetto placebo: se prendiamo qualcosa convinti ci farà bene probabilmente ci farà qualcosa di positivo. Non per forza guarirci ma stare meglio, reagire, pensare positivamente. Se poi questa cosa è presentata come potente, efficacissima, dagli strani poteri quasi magici ne saremo ancora più convinti. Si chiama effetto placebo ed è ben conosciuto dalla scienza. Perché non lo usiamo sempre e come cura ufficiale? Perché non funziona sempre e con tutti, non possiamo controllarlo, funziona in maniera diversa in ogni essere vivente e presuppone, per funzionare meglio, una bugia. Diciamo che non è la medicina ideale.

4) La coincidenza: Nella nostra vita facciamo centinaia di gesti, ogni momento. Mangiamo, beviamo, ci muoviamo, assumiamo sostanze di vario tipo. Se stiamo male e guariamo cerchiamo subito una spiegazione alla bella novità. In genere la spiegazione è esattamente quella che ci piace. Se vogliamo che a guarirci sia stata la tisana della nonna, probabilmente saremo convinti in maniera totale, anche se assieme alla tisana assumiamo cure vere, pesanti, efficaci. Sarà ciò in cui crediamo ad avere il merito della guarigione, non ciò che prendiamo "per forza", perché è normale. Così saremo convinti allo stesso modo dei poteri curativi di una pillola di zucchero, di una coperta, di un infuso o di qualsiasi cosa vorremmo ci aiutasse, anche se fosse incredibile.

5) La negazione: una delle possibilità più tragiche. Non siamo guariti, non stiamo per niente meglio ma non lo accettiamo, allora gridiamo al mondo e a noi stessi di stare meglio, di aver sconfitto qualsiasi malattia, grazie a quello che ci hanno dato. Non è vero. Purtroppo.


Posso parlare della mia esperienza personale (quindi nulla di statistico o scientifico): la maggioranza dei "guariti" miracolosamente in realtà ha fatto le cure che avrebbe fatto chiunque. Ha associato la cura "diversa" e qualsiasi merito è dato a quest'ultima, cancellando quasi del tutto le cure standard, forse per un meccanismo psicologico (la cura "miracolosa" è quella potente, vera e quindi quella funzionerà). Una piccola quantità di "miracolati" in realtà non ha ricevuto nessun beneficio da nessuna cura, non è guarito (purtroppo) e quindi non c'è nessun "meccanismo", si tratta di una storia inventata, campata in aria. Aggiungiamoci poi i casi di vera e propria truffa, dove il "guaritore" è accompagnato dai "compari" che assumono le sembianze di presunti guariti e miracolati, esiste anche questo.

Casi eccezionali o straordinari o inspiegabili non ne ho mai (nel mio bagaglio di ormai 10 anni di frequentazione di "cure alternative") trovati.
In realtà esistono davvero casi "straordinari" scientificamente ineccepibili, che davvero mostrano qualcosa di inconsueto.
Se il caso "straordinario" è veramente eccezionale e può servire come esperienza per gli altri medici o scienziati si usa come "case report" ("descrizione di un caso") così chiunque potrà sapere che quella cosa eccezionale è successa davvero e si pubblica in una rivista scientifica. Ma l'eccezione, è proverbiale, non fa la regola.
Negli altri casi, la stragrande maggioranza per non lanciarci in un assoluto "tutti", le medicine che non curano...non curano. Perché? Perché le abbiamo provate, testate, sperimentate e non converrebbe a nessuno nascondere o ignorare eventuali risultati positivi, anzi, venderle sarebbe molto più redditizio che nasconderle.

Siamo noi che affibbiamo poteri "magici" ad una pillola, uno sciroppo, una medaglietta o un cappuccino. Per ironia della sorte, quindi, non siamo di fronte a cure miracolose o pozioni magiche ma a normalissimi effetti della nostra psiche che di errori ne fa tanti e spesso li fa per "farci contenti".
Non pensiamo mai che, ascoltando un caso personale, non sapremmo mai inquadrare quel caso correttamente. Che cure ha fatto? È sincero? Ha usato medicine? Ma è guarito davvero? Dovremmo farci mille domande prima di fare una scelta delicata. Scopriremmo che quando ci raccontano un miracolo, si tratta sempre di un'altra storia, nessun miracolo.

Una delle domande può essere relativa al "survivors bias": abbiamo conosciuto una persona che dice di essere guarita da un tumore con un decotto di basilico. Prendiamo la migliore delle ipotesi, che quella persona sia sincera e sia guarita veramente senza fare niente se non il decotto. Eccezionale.
Sappiamo però quante persone guariscono dal tumore con un decotto di basilico?
Se quella fosse una delle 500 persone guarite sulle 600 che hanno usato il decotto potremmo essere sufficientemente speranzosi, quella cura potrebbe servire anche a noi ma se quella persona fosse l'unica guarita delle 600? La penseremmo allo stesso modo? La crederemmo lo stesso attendibile e da ascoltare?

Ecco perché bisogna conoscere bene le cose, il contesto, ecco perché la scienza chiede i dati e i fatti e la testimonianza singola non ha peso particolare e può essere pericolosa.
Per questo non ha senso (e lo ripeto continuamente quando parlo di una cura qualsiasi) dire "con me ha funzionato" a proposito di una finta cura. Anche se fosse vero, perché prima di definire "finta" una cura, gli scienziati e i medici la studiano e la analizzano punto per punto. Solo alla fine, se non serve a nessuno, la scartano.
Sostenere con forza che una presunta cura (non scientifica) sia efficace può essere molto pericoloso. Si rischia di dare origine a illusioni, a errori e persino alla nascita di truffatori e imbroglioni che potrebbero voler approfittare della nostra testimonianza.
Succede che chi testimonia gli effetti "positivi" di una cura non accettata dalla medicina si arrabbi e si offenda se la sua testimonianza non è presa in considerazione: è normale. Bisogna capire però che l'intento di chi non accetta il valore (scientifico, non umano) della testimonianza è quello di non generare false speranze.
Parliamo di salute e ci sono tante persone che si aggrappano anche alla più piccola delle possibilità, cerchiamo di togliere quelle meno probabili o pericolose. Io rispetto tantissimo chi, in preda alla fragilità (e a volte alla disperazione) dovuta alla malattia, cade in inganno o crede a una truffa, in genere tendo anche a non contraddire ciò che dice, persino quando si tratta di affermazioni totalmente inaccettabili ma cerco di fare ragionare, di riportare un po' di ragione e capacità critica, sono le uniche cose che possono aiutarci in quei momenti.

Così se capitasse a noi di essere convinti dei poteri "curativi" di qualcosa di non scientifico, prima di diffondere la nostra convinzione pensiamoci bene, potremmo condizionare gli altri e danneggiarli. Dopo aver danneggiato noi stessi.

Alla prossima.

giovedì 7 marzo 2019

Medicine alternative: scomodi testimoni.

Ogni "cura miracolosa" ha i suoi miracolati.
I testimoni.
Sono quello che, grazie alla cura miracolosa, sarebbero guariti da ogni male.
Esempi viventi di fatti straordinari. Non importa il tipo di malattia o gli ingredienti della cura, ci sarà sempre chi, straordinariamente e inaspettatamente, avrebbe risolto ogni suo problema grazie al rimedio che il mondo non vuole riconoscere. Negli anni ho studiato tante cure alternative, le più incredibili. Tutte, ovviamente, curano definitivamente le peggiori malattie, quelle che anche la medicina e gli ospedali faticano a curare. Le erbe o il bicarbonato (sì, il bicarbonato) che curano i tumori, la medaglietta che cura l'epilessia. Metodi contro il cancro e pozioni che guariscono.

Nessuna di queste ha dati seri, attendibili, tutte si basano sul passaparola, su improbabili video su You Tube e su falsi studi pubblicati su riviste di quart'ordine.
Oggi su internet la chiamano "fuffa", una volta avevano un nome somigliante ma più semplice: "truffa". Mi hanno sempre attirato queste cose, come può riuscire un uomo a "inventarsi" la cura del secolo che guarisce tutti senza dolore e velocemente? Come fa a convincere la gente di essere un genio incompreso? Come si fa a dire di aver trovato quello che la scienza non è riuscita a trovare ma che, stranamente, invece di usare respinge e rifiuta? Il ciarlatano, alla fine, è un personaggio interessante, affascinante, storico. Esiste da quando esiste l'uomo, usa trucchi e furbizie, intriga perché è subdolo, viscido ma chi è interessato alle pieghe dell'animo umano lo trova interessante proprio per questo. Il ciarlatano si approfitta della debolezza, della fragilità, del bisogno altrui. Dove c'è un ciarlatano pullulano i sofferenti, gli ingenui, i deboli.

E i testimoni? Quelli guariti, disposti a giurare che quella cura funziona? Anch'essi sono interessanti. Può una persona normale credere di potersi curare un tumore con il bicarbonato di sodio? O con una dieta? Può credere al ricercatore solitario che ha scoperto quello che migliaia di altri ricercatori non trovano? Eppure, quando vai a controllare, tranne qualche complice che sta semplicemente fingendo e recitando la parte del "guarito" (il compare ha sempre accompagnato il ciarlatano da quando esiste), i testimoni sono spesso persone in buonafede, normalissima gente malata che è assolutamente convinta di essere stata curata con l'intruglio magico.

Ne ho conosciuti direttamente.
La mia curiosità mi ha spinto a verificare con mano, in prima persona questi guariti. Volevo vederli, studiarne le affermazioni, i documenti.
Controllare, come si dovrebbe e fare davanti ad un affermazione straordinaria.
Perché c'è poco da fare, se una persona si dichiara guarita da una cura considerata a tutti gli effetti una truffa sono due le cose: o non è una truffa o quella persona non sta raccontando la verità.

Uno di questi testimoni è apparso diverse volte in questo blog, nei commenti. È successo quando ho iniziato a raccontare del "metodo Di Bella", la pseudocura a base di varie sostanze che pretende di curare tutti i tumori (e tante altre malattie) nel 100% dei casi. Le prove? Scientificamente vicine allo zero.
Non ci sono prove serie ma nemmeno chi pubblicizza questa falsa cura ne ha mai fornita alcuna che vada oltre l'autoreferenzialità. Si tratta insomma dell'ennesima "cura alternativa" che promette miracoli ma solo a chi la vende ai malati.
Ma l'aspetto che colpisce di più non sono le "presunte prove", il millantare successi mai documentati ma le persone che giurano, spergiurano, garantiscono, di essersi curate e di essere guarite grazie a questa cura.
Ovviamente lo staff che cura gli affari di questo "metodo" si affretta ad esaltare questi risultati e, in una sorta di missione religiosa, esorta i testimoni a portare la loro versione in giro per il mondo.
Così, dovunque si parli di questo "metodo", appare il testimone che è guarito, completamente, velocemente. Non vedrete mai un malato che, nonostante la pseudoscura, non sia guarito (fateci caso), la ciarlataneria vince sempre, vedrete sempre persone vive, vegete e sane.
Anche in questo blog.

Ne sono apparsi tanti, tutti a parole guariti, nessuno con documenti a portata di mano.
Apparve anche lui, lo chiamerò Giuseppe.
Scrisse nel blog che era affetto da un tumore e che aveva fatto (e stava facendo) la "cura Di Bella" che lo aveva guarito "carte alla mano".
Io ovviamente spiegai che il caso singolo, senza controllo e senza approfondimento significasse poco, chiunque può inventarsi una storia ma Giuseppe insisteva.
Fino a quando mi rivelò di abitare vicino casa mia e mi offriva totale disponibilità per un incontro nel quale mi avrebbe mostrato non solo i documenti in suo possesso ma anche le prove della sua guarigione.
Giuseppe frequentava tutti i siti, le pagine, i social network nei quali si parlava di "metodo Di Bella", era un entusiasta testimone degli effetti di questa cura, quasi insistente.
Tanto entusiasta che Di Bella lo portò in un suo convegno per raccontare la sua storia: era guarito dal tumore grazie al metodo Di Bella.
Bugiardo? Visionario?
E chi può dirlo.

L'insistenza di Giuseppe diventò una sorta di "sfida" pubblica.

"Io sono guarito, ho tutte le carte che lo provano, lei dice che il "metodo Di Bella" non funziona, se non viene a controllare la mia testimonianza evidentemente non le interessa accertare con i suoi occhi la verità".

Era in effetti un'occasione unica. Giuseppe mi disse: "se la cura ha fallito lei è autorizzato a scriverlo dovunque! Ma se ha funzionato deve fare lo stesso, dovrà dire la verità".

Sempre via blog diedi quindi la mia disponibilità, chiesi a Giuseppe di scrivermi una mail che lo avrei contattato e ci saremmo messi d'accordo.
Così avvenne.
Chiesi ovviamente di portare tutta la sua documentazione, in particolare quella recente e nella quale si elencavano cure effettuate e risultati degli esami e ci demmo appuntamento in un bar della zona.

Giuseppe arrivò, trafelato, con tante carte in mano. Ci salutammo cordialmente e ci sedemmo al bar. "Prenda quello che vuole", gli dissi e lui "una cioccolata con panna".
Si cominciò a discutere tranquillamente e si arrivò al momento fatidico.
Giuseppe mi mostrò le carte. Aveva un tumore alla prostata, che è un tumore diffuso ma fortunatamente a crescita molto lenta. La cura è spesso chirurgica (dipende dallo stadio e dall'eventuale diffusione) accompagnata da farmaci tra i quali gli "antiormonali" che si danno proprio perché questo tumore dipende moltissimo dalla presenza di ormoni maschili in circolo.
Capitolo cure: lui stava seguendo il cosiddetto "metodo Di Bella" (un insieme di farmaci) ma in aggiunta un farmaco che si somministra proprio in casi come il suo, nei tumori "ormonodipendenti", quella sostanza (proprio un "antiormonale") stabilizza e, quasi sempre, rallenta la progressione del tumore che così può essere rallentato nella crescita o nei sintomi.

In realtà quindi Giuseppe non stava seguendo il "metodo Di Bella", anzi lo seguiva ma assieme alla cura normale (è un classico trucco di chi propone finte cure). Il medico dell'ospedale gli aveva proposto un intervento ma Giuseppe lo aveva rifiutato. Ovvio che nessuno si aspettasse una progressione della malattia rapidissima, anzi, questi tumori sono tipicamente lentissimi e i danni (o la morte) non avvengono in due mesi ma nell'ordine degli anni (anche decenni). In questo modo Giuseppe stava semplicemente tenendo a bada la sua malattia (e certo non grazie alla finta cura) ma non l'aveva risolta, aveva scelto insomma di "curarsi" con i farmaci ma non di guarire e "ovviamente" il merito della stabilità non era della medicina ma della pseudoscura. Spiegai questa cosa ma lui insisteva. Prese allora una serie di esami fatti in quei mesi. Ecografie, TAC visite ed altro.
Gli esami parlavano di stabilità della lesione alla prostata.
Ma c'era una visita (del medico, un'ecografia) che parlava di "prostata diminuita di volume ed ecogenicità": in pratica il medico che aveva visitato Giuseppe aveva trovato un miglioramento dell'aspetto della prostata colpita dal tumore.
Ecco, quella, per Giuseppe, era la prova che il tumore era guarito. Il miglioramento era scritto nero su bianco.
In realtà c'era poco da essere contenti.
Quel miglioramento non era segno di guarigione ma poteva essere dovuto a tante cose, è solo un "parere" generico. Si trattava infatti di un giudizio soggettivo, un aspetto temporaneo o dovuto a vari fattori e poi una riduzione di volume della prostata non significava guarigione dal cancro, a maggior ragione del fatto che era in corso un farmaco che aveva proprio quello scopo: stabilizzare la lesione.

Insomma, in quelle carte non c'era nessuna prova, nessun segno di guarigione né di miglioramento oggettivo e, a dirla tutta, Giuseppe non stava nemmeno curandosi con il "metodo Di Bella" ma con un miscuglio di medicina vera e ciarlataneria, delle toppe, un modo per confondere le idee. In parole ancora più povere Giuseppe aveva preso dei farmaci che giustificavano l'andamento delle cose.  Stava benino perché è normale stare benino con quella malattia e in quella situazione. Nessun miracolo, nessuna guarigione, nessun effetto particolare dovuto alla cura alternativa. Una cosa anche abbastanza evidente, non c'era bisogno di grandi competenze per capirlo.

Guardai Giuseppe e glielo spiegai.
Lui mi ascoltò attentamente, senza parlare, serenamente. Non ebbe nulla da controbattere perché forse lo sapeva benissimo. Gli dissi "Signor Giuseppe, qui non c'è segno della guarigione che mi diceva, perché diceva di essere guarito? Perché voleva incontrarmi?", lui si spinse indietro e allargò le braccia. Come per dire "e che posso farci?".
La sicurezza di pochi giorni prima, l'assoluta certezza di essersi curato, tanto certa da testimoniarla in giro, spariva in un attimo.

"Vede" - gli dissi - " se lei dice in giro di essere guarito con una falsa cura, persone fragili potrebbero crederci, si rende conto di quanto danno può fare?".
"Mi rendo conto", rispose. E non aggiunse altro.

Vidi in Giuseppe, nel suo sguardo, un velo di tristezza, di disperazione. La sua figura di "testimone della cura" era diventata quella di "testimone della fragilità", della tipica vittima dei ciarlatani.

Forse lui lo sapeva, forse ne era cosciente ma voleva annullare un fatto che lo faceva stare male.
Poi mi raccontò delle sue amicizie fatte nel gruppo di "seguaci" della pseudocura, di una donna che mi aveva insultato e minacciato ma che in realtà era "una brava persona" e si parlò di altro.
La nostra discussione terminò così.

Volevo annunciare nel blog, come promesso, le mie conclusioni: nessuna prova di guarigione. Giuseppe non mi diede però l'autorizzazione per pubblicare il suo caso e quindi ne parlai in maniera generica e senza riferimenti.
Passò qualche giorno e ritrovai Giuseppe sempre negli stessi posti, nei blog, su Facebook a testimoniare i risultati eccezionali del "metodo Di Bella" sulla sua malattia. Un giorno una signora gli chiese come fosse finito l'incontro con me.
Lui rispose che io avevo accertato la guarigione ma, non volendo ammetterla, dicevo in giro che invece non c'era stata. Stavo mentendo.
Questo non mi andava bene.
Ho sempre rispettato Giuseppe e la sua richiesta di privacy, l'ho trattato con rispetto e educazione e non potevo permettere mi desse del bugiardo. Così lo ricontattai intimandogli di non parlare più di me con quei toni o avrei preso provvedimenti legali. Lo fece e non seppi più nulla di lui.

Da quel giorno, proprio per evitare manipolazioni e strumentalizzazioni, rinunciai definitivamente a valutare e analizzare casi personali.

Com'è andata a Giuseppe?
È morto, soffrendo.

Il suo tumore si è lentamente fatto strada, ha creato delle metastasi devastanti che lo hanno ridotto in condizioni pessime, per lui non c'è stato nulla da fare.
Giuseppe ha seguito la sua "cura alternativa" fino alla fine.
Non so se curandosi (aveva rifiutato l'intervento chirurgico proposto dal medico, intervento pesante) sarebbe vissuto più a lungo o meglio. Probabilmente sì ma nessuno può prevedere le cose che non sappiamo. Non è questo il punto.
Il punto è che Giuseppe sia morto di tumore, del tumore che i seguaci del "metodo Di Bella" definivano "curato" e che non era invece stato curato, per niente.
Perché lo specifico?
Perché chi lo ha convinto a seguire quella finta cura liquida la sua morte così: "Colpiti dalla morte di Giuseppe che d'altronde era affetto da altre comorbidità".

Liquidato in due parole e la morte per tumore è dovuta ad "altre comorbidità" (che significa altre malattie), non certo al tumore che loro raccontavano come guarito. Lasciato sul ciglio della strada, ormai non serviva più.
Che è un classico.
In tutte le cure miracolose si assiste a questo atteggiamento: quando il "testimone" è credibile (dice di stare bene, è vivo, sembra sano) è una prova evidente del successo della falsa cura, quando tutto fallisce scompare, nessuno ne parla. Il ciarlatano abbandona il suo testimone quando non gli serve più.
Puntualmente così.

C'era un medico che diceva di essersi curato con il bicarbonato (è la ciarlataneria venduta da un ex medico, radiato e pluricondannato), morto ma ancora presente sul web come "guarito", c'era Beth, malata di tumore mammario, sorridente perché guarita anch'essa con il bicarbonato poi morta per la malattia, in silenzio. C'erano Linda, Paola e Gennaro, guariti. Ancora guariti nei video ma morti nella realtà, per la malattia che il ciarlatano aveva detto di aver guarito.
In questi giorni in Calabria, gira il racconto di una donna affetta da tumore, prima convinta dal suo medico a seguire il "metodo Hamer", una delle più crudeli ciarlatanerie in circolazione, quando la donna, terminale, lo ha denunciato, lui ha liquidato tutto con un "è stata una sua libera scelta",

Però lei e tutti gli altri testimoni sfruttati dai ciarlatani sono ancora lì, nei video, su Facebook, su You Tube. Risultano "guariti", ce l'hanno fatta, i video diventano virali, sono prove evidenti del successo della finta cura ma solo nel mondo virtuale e fantastico del web. Roberto, Gennaro, Linda, Vera, Beth, Olivia, Maurizio e ora anche Giuseppe, sono tutti vivi nel mondo dove avvengono miracoli, sono morti nella realtà, dei sopravvissuti virtuali, sagome pubblicitarie di pericolose trappole.

Luciano, persona con tumore, fa tre cure alternative, "migliorato" (del 45%!), sta bene ad aprile 2015. Muore a gennaio 2016.

Nessuno rimuoverà i video, nessuno scriverà "purtroppo Giuseppe non ce l'ha fatta", nessuno si ricrederà o smentirà, queste persone restano eternamente testimoni di una storia falsa, di un finale diverso.
Qualche anno fa discussi con una signora di una presunta cura miracolosa per la madre. Gliela sconsigliai. Le dissi che non era il caso di illudersi, spendere tanti soldi inutilmente, affidare la mamma a dei truffatori. Ma la signora volle tentare. Finì male e mi scrisse:
"Sono uscita fuori da una crisi successiva a quello che per me è stato un errore. Affidando mia mamma nelle mani degli alternativi le ho rubato salute e speranza, le ho mentito ed ho mentito a me stessa. Questo non me lo perdonerò mai, ma la cosa che più mi dispiace è che non ho reso giustizia a chi ha curato davvero la mamma con amore e professionalità, tutto il personale dell'oncologia e di ginecologia dell'ospedale [...].
Loro mi hanno chiesto notizie di mia mamma, il dottore alternativo oggi ha nel suo sito il caso elencato tra quelli "guariti" (gli ho scritto per farlo togliere ma non lo ha fatto) e mentre mia mamma moriva, lui era al congresso che raccontava una guarigione che non era mai avvenuta e non ha mai chiesto come fosse andata a finire, per lui mia mamma è ancora viva."
Come quando in un convegno sul metodo Di Bella, proprio quello nel quale partecipò Giuseppe come testimone, una dottoressa romana raccontava il caso di una donna che lei aveva curato con la falsa cura, definendo la sua paziente "in buone condizioni" e in via di guarigione mentre in quel momento la donna era ricoverata in ospedale, disperata, in fin di vita, morendo due giorni dopo.

Ecco perché dico spesso che, a prescindere dalla truffa o dall'illusione, seguire percorsi di questo tipo, oltre a soldi e salute, toglie dignità.
Questa gente, quando ha ottenuto quello che voleva ti abbandona.
Non ho mai criticato o condannato chi cade in queste trappole, l'ho fatto con chi le prepara e con chi, consapevolmente o meno, le appoggia e ne favorisce la diffusione. Non ho nulla contro di è fragile ma non sopporto chi si approfitta della fragilità.
Quando vi raccontano miracoli dunque, come sempre, occhi aperti, a maggior ragione se si è deboli.

Alla prossima.

PS: Luoghi, nomi, fatti, sono stati variati per evitare di riconoscere l'interessato.

mercoledì 20 febbraio 2019

Tanti auguri a me.

Oggi, esattamente 10 anni fa, iniziava l'avventura di MedBunker ed io, da anonimo medico ospedaliero che passava le notti in attesa delle donne che dovevano partorire mi trovai in mezzo a qualcosa di inaspettato. In tanti mi chiedono come mai ho iniziato quest'opera di divulgazione, com'è successo, cosa mi ha spinto e perché mi sono dedicato, oltre al mio lavoro, anche a spiegare la medicina su internet.
Un caso.
È stato veramente un caso.

Per chi c'era è tutto chiaro, per chi non c'era può essere interessante un riassunto di quei giorni.
Frequentavo già internet per motivi di lavoro e di svago ma un giorno un collega mi dice che c'era un sito che aveva pubblicato un video nel quale una donna diceva di essere guarita da un tumore vescicale con il bicarbonato di sodio. Il bicarbonato, quello che usiamo in cucina o per lavare.
Cerco questo video e lo guardo.

Una donna australiana racconta, rispondendo alle domande di qualcuno, di aver avuto un tumore alla vescica. Consultato un medico italiano, questo via mail le consiglia dei lavaggi con acqua e bicarbonato da fare con un catetere.

Il sito che pubblica il video si chiama "Luogocomune" ed è noto in rete per diffondere ipotesi di complotto e misteri vari. Dagli UFO ai cerchi nel grano, dalle scie chimiche alle medicine alternative, c'è di tutto e per tutti i gusti. Chi lo gestisce, Massimo Mazzucco, ex regista poi finito nel vortice dei complotti e delle notizie incredibili, era esaltatissimo, presentava questo "medico" (che poi si scoprirà essere stato radiato dall'ordine dei medici e già condannato) come un genio che aveva scoperto la cura del secolo. Si chiama Tullio Simoncini, ormai pluricondannato e latitante in giro per il mondo.
Mi iscrivo al sito proprio per partecipare alla discussione su questo video così straordinario perché la donna malata di tumore che si lava con il bicarbonato, rivela un finale incredibile. Io nella discussione usavo un nick "WeWee" (ho spiegato cosa significa, se volete qualche altra volta lo ripeterò) che poi ho usato ancora per qualche mese in questo blog.
Dopo poco tempo i controlli mostrano come il tumore sia sparito. Guarita, il bicarbonato aveva guarito un tumore vescicale.
La cosa più interessante è che nel video sono mostrati (con zoom e inquadrature veloci) i referti della signora, quelli che testimonierebbero la guarigione e, con tanto di commento che diceva "la signora NON ha subito nessun trattamento o operazione chirurgica". Il padrone di casa lo riafferma con rabbia, "cosa c'è di difficile da capire? La signora non ha fatto nessuna cura normale, ha fatto solo il bicarbonato".


Potete capire bene che non è una notizia normale. E noi medici curiamo i tumori con la chirurgia? Quante cure pesanti e difficili e basta il bicarbonato?
No, non può essere, guardiamo meglio.
E così mi armo di pazienza e cerco di guardare meglio i referti mostrati nel video.
Fermo immagine e cerco di vedere meglio, ancora un fermo immagine, leggo, traduco, rileggo, l'inquadratura era davvero pessima ma qualcosa si leggeva ed era nero su bianco. La signora si era operata, aveva fatto esattamente quello che farebbe in ospedale qualsiasi persona con la sua malattia e, grazie a queste cure era guarita. Nessuna cura alternativa, nessun miracolo o stranezza, le normali cure che possono fare tutti. Che la donna fosse guarita grazie al bicarbonato era una bufala.

Referto mostrato nel video per far vedere la frase "non ha bisogno di nessun altro trattamento" come dimostrazione di efficacia del bicarbonato. Ma non dicevano che prima c'era scritto "ho visto la signora oggi dopo la sua TURBT [intervento chirurgico] della scorsa settimana, ha sopportato bene l'intervento...e non necessita di nessun altro trattamento". Una bufala che voleva spacciare una guarigione grazie alla medicina come miracolo di un ciarlatano.

Così, pieno del mio entusiasmo e dell'ingenua speranza di risultare utile a chi frequentava il sito di Mazzucco lo annunciai a tutti: la signora si era operata, nessuna guarigione grazie al bicarbonato.
Ma niente, il padrone di casa si infervora e si arrabbia, prende in giro, non arretra di un passo, non ammette di aver detto una sciocchezza, risulta tanto irritante e testardo che persino i suoi sostenitori si ribellano, lo abbandonano, qualcuno lascia il sito, una vera e propria rivoluzione che finisce con la chiusura del sito stesso per pochi giorni, forse per calmare gli animi. Ero convinto che trovare qualcuno che rivelasse il trucco di un imbroglione fosse una cosa buona, non mi aspettavo grandi ringraziamenti ma almeno un riconoscimento per aver scovato un furbo. Invece no. L'atmosfera non era tranquilla e il padrone di casa per niente contento.
Così, dopo essere stato insultato ripetutamente (insulti poi cancellati) dal padrone di casa, fui espulso, bannato per aver "calunniato" questo Simoncini, non me lo aspettavo. Partecipai con l'esagerata speranza di risultare utile ma ottenni una porta sbattuta.



C'era qualcosa di strano, perché trattarmi così?

Nel frattempo avevo studiato altri casi del "guaritore del bicarbonato" e avevo trovato cosa simili.
Trucchi, fotomontaggi, manipolazioni di dati e immagini. Le sue guarigioni erano dei falsi, specchietti per le allodole, trappole per disperati.
Potevo buttare tutto nella spazzatura?
No, pensai di aprire uno spazio su internet per archiviare tutto, per non perdere il materiale e le cose che avevo scoperto e così mi iscrissi a blogger inaugurando "MedBunker", quello che voleva essere una sorta di "deposito" di pensieri e cose che avevo trovato, dove scrivere i trucchi che aveva usato questo Simoncini ma anche pensieri sparsi sull'esperienza inaspettata.
Post dopo post, prima decine dedicati proprio a Simoncini, iniziano i lettori, poi altri, poi gli affezionati. Si inizia a parlare di me e io inizio a parlare, forse per primo o tra i primi in Italia, di omeopatia, di agopuntura, vaccini, autismo, cure miracolose, ciarlatani e imbroglioni.
Iniziano gli attacchi, gli insulti, le diffamazioni. Io sono ancora "WeWee", il nick che..."è impossibile sia un medico".
Invece sono un medico.
In fondo posso solo ringraziare Massimo Mazzucco per quell'espulsione, è quella che ha dato inizio alla mia voglia di spiegare, di sfogarmi e di dire agli altri di stare attenti ai furbi. Scoprire poi che lo stesso Mazzucco gestiva il sito americano di Simoncini e che ne era il contatto per l'America, mi ha chiarito tante cose, mi ha tolto l'ultimo velo di ingenuità che pensava fosse impossibile che qualcuno potesse diffondere cose del genere su un argomento così delicato e serio.

Era arrivato il giorno per capire che nel mondo c'erano anche i cattivi.

Cercando casi simili e studiando il fenomeno iniziai a scoprire di tutto. Cure alternative incredibili, storie tragiche, persone senza scrupoli, era tutto ancora ben nascosto, quasi un mondo a parte ma esisteva. Mi colpirono particolarmente storie di persone fragili cadute nelle mani di ciarlatani, spogliate da soldi, salute e dignità. Poi mi accorsi che alcuni di quei ciarlatani erano medici, miei colleghi e vidi che certe schifezze succedevano anche in ospedale, in farmacia. Mi resi conto come una delle truffe al consumatore più banali e stupide, l'omeopatia, fosse ormai diventata "normale", accettata come fosse una cura. Trovai medicine senza prove di efficacia e cure messe sul mercato che non erano capaci di curare.

Leggere cose come questa mi ha fatto entrare in un mondo che non conoscevo ma dovevo approfondire.
Forse era il caso di rimboccarsi le maniche e iniziare a fare qualcosa.

Passione o dovere.

Da quel giorno questo hobby, da passione casuale, è diventato un dovere morale e professionale e probabilmente ha ispirato altre persone, ha incoraggiato altri professionisti a mettersi in gioco a spiegare e scendere nell'arena del web, prendendosi qualche insulto dai ciarlatani ma anche qualche incoraggiamento, ringraziamento e pacca sulla spalla.
Tanti nuovi amici.
Poi iniziano ad invitarmi in televisione, nelle radio, le università, chiedono in tantissimi di avermi tra loro per spiegare qualcosa, evidentemente c'è sete di scienza, di conoscenza e speranza. Tanti mi chiedono di scrivere, di pubblicare, parlare, spiegare.
E io, quando posso, vado in giro. Festival, eventi, rassegne, scuole, università, teatri, dove posso e quando posso vado.
Scrivo pure due libri e mi diverto tantissimo.
Ora mi godo un po' di tranquillità. Quando ho iniziato io ero davvero uno dei pochissimi e tutta l'attenzione era concentrata, nel bene e nel male, su di me. Ora siamo in tanti e se ho impegni o sono stanco posso pure rimandare, riposare, fare con calma. Perché prima ad ogni notizia ero diventato una sorta di reporter, tutti cercavano su MedBunker le risposte e dovevo preparare qualcosa al più presto e nello stesso tempo fare attenzione a non scrivere sciocchezze. A volte era veramente devastante. Ricordo il durissimo periodo di Stamina, affrontare decine di persone assolutamente convinte della realtà di quella che era a tutti gli effetti una fregatura non era facile, c'era una fortissima pressione psicologica e mediatica e andare contro l'opinione pubblica era una posizione scomoda. Ricordo quando mi arrivarono minacce per aver chiarito una volta per tutte il "metodo Di Bella", ricordo gli insulti e le telefonate con l'avvocato quando qualcuno andava oltre le minacce vaghe. Ma chi me lo faceva fare?

Dopo 10 anni cosa è rimasto?

Considerando che ero praticamente l'unico medico che prestava il suo tempo per spiegare la medicina su internet le cose sono cambiate completamente. In meglio.
Ricordo quando nessuno capiva il termine "divulgazione scientifica", quando mi chiedevano "ma cosa ci guadagni?" o "quanto ti pagano?", non era concepibile un professionista che spontaneamente trasmetteva le sue conoscenze a tutti.
Non era una, almeno in Italia, una figura diffusa.
Però per tanti sono stato un'ispirazione, non solo nell'aver "inaugurato" il "debunking medico" ma anche nell'avere sempre un atteggiamento attento, critico, scettico nei confronti dei miracoli e delle promesse eccessive.
Oggi non è come allora. Esistono tanti medici che frequentano internet e spiegano, tanti ricercatori e scienziati che lo fanno ed è una cosa bellissima. Quello che solo pochi anni fa facevo solo io, ora fanno in tanti e non può che essere una novità positiva.

Questo non mi fa venire la voglia di fermarsi.
Avevo già un lavoro impegnativo, perché imbarcarsi in tutto questo?

Perché nella vita si fanno le cose che piacciono solo per il piacere di farle, non per aspettarsi qualcosa in cambio o un guadagno.
Non si sopravvive, si vive e la vita è anche impegno, altruismo, è bello trasmettere, aiutare, consigliare.
Tutto è stato molto bello anche se ci sono stati momenti impegnativi, ve lo assicuro. Sapere che un ragazzo si iscrive a medicina perché l'ho ispirato è una grande gratificazione. Sentirsi citato da un personaggio che hai sempre ammirato è un piacere enorme.
Io non posso che ringraziare tutti, dal primo lettore all'ultimo, da chi mi ha incoraggiato a chi mi ha invitato a parlare in giro per l'Italia. Persino alcune pazienti in ospedale mi hanno detto di conoscere la mia attività on line, che io nel lavoro cerco inutilmente di far passare in secondo piano.
Insieme ai ringraziamenti voglio ripetere ancora una volta, perché è questo lo scopo di quello che faccio, di fidarvi della medicina, della scienza e degli scienziati.
Questo lo dico continuamente perché ho conosciuto troppe persone tradite da ciarlatani e furbi imbroglioni senza pietà.
Ho conosciuto persone che potevano benissimo vivere tanti anni e sono morti prima perché hanno creduto alle sirene suadenti della cura "dolce e facile" che si contrapponeva a quella "tossica e pericolosa" che proponevano i medici. Solo che la prima non aveva nessun effetto e ha trascinato quelle persone alla loro fine.
Non mi stancherò mai di ripeterlo. Non vi fidate di chi vi promette miracoli.
In questa strada ho conosciuto anche persone che hanno fatto proprio questo, che mi hanno chiesto un parere ed io, senza pressioni, ho semplicemente fatto presente le varie possibilità, consigliando di affidarsi alla scienza e fuggire dai ciarlatani.
Vederli in salute, felici, normali, è ovviamente una felicità anche per me.
Ed è questo il risultato più bello che posso aver raggiunto.

In questi anni ho ricevuto quasi tre milioni e mezzo di visite al sito, scrivendo 417 post e ricevendo più di diecimila commenti. Non è male. La maggioranza delle visite arrivano dall'Italia seguita dagli Stati Uniti e poi la Svizzera e la Germania.
Scusatemi anche se ultimamente (da qualche anno ormai) scrivo molto meno ma, come potete capire, le attività si sono moltiplicate, le richieste pure e pure gli impegni della mia vita "normale", con l'età crescono le responsabilità ma non si può dimenticare che quello che faccio può servire a tanti ed in fondo è quello che ho scelto di fare nella vita.

Grazie di nuovo a tutti.
Alla prossima.

venerdì 8 febbraio 2019

Balle magnetiche.

Se frequentate le pagine più "strane" di internet o dei social network noterete un fenomeno strano, da un lato affascinante ma dall'altro preoccupante.
Troverete le stesse persone (più o meno) che frequentano le stesse pagine.
Vi trovate in una pagina che parla di scie chimiche? Troverete chi la frequenta anche nella pagina che parla di alieni.
Discutete con qualcuno che crede che l'omeopatia sia una cura vera? Lo ritroverete nella pagina che nega gli avvenimenti dell'11 settembre a New York e in quella che parla dei danni del cellulare.
Non è certo una regola ma è molto probabile e osservabile.

Questo avviene perché, per vari motivi, chi è attirato da un "complotto", una "leggenda", un falso, tende a credere a molti di essi ma anche a tutti (quelli più noti). Tende a essere più suscettibile alle false notizie. Ingenuità? Oppure un animo disposto alla fiducia incondizionata?
Non è chiaro. Fu Mark Hoofnagle, chirurgo americano e blogger, che coniò per la prima volta il termine "crank magnetism", termine intraducibile ma più o meno "attrazione per le stranezze".
Di esempi di questo fenomeno ne abbiamo tanti.
Basterebbe frequentare una qualsiasi dei tanti gruppi (su internet o nella vita) dedicati a complotti, stranezze, medicine alternative o "controinformazione" (che sarebbe pure una cosa interessante ma è quasi sempre banalizzata con sciocchezze immani) per notare come chi gestisce e frequenta queste pagine non ha nessun atteggiamento critico.
Qualsiasi cosa vada contro ciò che conosciamo, sia se tratti di storia che di medicina, sia se si parli di astronomia che di ingegneria, diventa vero. Dalle cose più dubbiose a quelle chiaramente stupide e finte.
Un esempio nostrano possiamo averlo da uno dei tanti siti complottisti italiani (nessun link per non fare pubblicità).
Il sito nasce come "controinformazione" fino a quando, in seguito agli attentati di New York dell'11 settembre del 2001 (quello alle torri gemelle che, per i complottisti non furono abbattute da terroristi ma con una demolizione congegnata dal governo americano) concentrò le sue attenzioni su questo avvenimento. Per non essere monotoni ogni tanto (con il tempo più frequentemente) l'argomento veniva cambiato e si passava dai "cerchi nel grano" (formazioni artistiche tracciate nel grano che sarebbero realizzate, secondo alcuni, da alieni) alle cure alternative per il cancro (con il bicarbonato di sodio, le erbe, le diete, i clisteri ed altro). Non c'era un argomento vero e uno falso, erano (e sono!) tutti veri. Senza dubbi. Commentati con serietà, dando tutto per scontato.
La stragrande maggioranza di chi commentava è sempre d'accordo su qualsiasi cosa venga proposta. Sia che si parli di scie chimiche che di cura delle malattie, solo in pochi (subito messi a tacere) si pongono dubbi. Il tutto circondato da un alone di rassegnato pessimismo. I vaccini sono velenosi, maledetti medici ma che ci vogliamo fare, è tutto organizzato per avvelenarci. Le scie chimiche sono evidenti, maledetti aviatori ma che ci possiamo fare, non c'è modo di evitarle. Le fonti sono praticamente tutte "amatoriali" (perché le fonti "ufficiali", del potere, non sono attendibili) e quindi se qualcuno chiede informazioni sulla Terra piatta, avrà come link da consultare un sito che parla della Terra piatta, un circolo vizioso dal quale non si esce.

Il fenomeno è interessante anche perché ricco di spunti di discussione. Il "credente" delle teorie cospirazioniste è "monologico", ragiona cioè con una logica sola, spesso semplicissima, spesso rigida. Se un politico ha rubato i soldi, tutti i politici rubano i soldi o, almeno, nulla impedisce che gli altri rubino. La notizia riportante il sospetto furto di denaro da parte di un politico, quindi, non solo sarà creduta senza particolari difficoltà ma probabilmente non sarà approfondita, diventa vera.

Se una casa farmaceutica ha pagato tangenti per fare approvare un suo farmaco, tutti i farmaci sono approvati con le tangenti. Ne consegue che tutti i farmaci sarebbero inefficaci (altrimenti perché servirebbero le tangenti?) e venduti solo per lucro.
Visto che tutto può essere una fregatura, il complottista è complottista anche nei confronti degli altri complottisti. Un caso del genere è accaduto quando uno dei leader del cosiddetto "pizzagate" (un complotto secondo il quale in un ristorante americano avvenivano incontri pedofili, mai dimostrati e poi sfociato in una strage) accusò i "terrapiattisti" (coloro i quali credono che la Terra sia piatta e non sferica) di essere pagati dal governo per distrarre la popolazione dal complotto vero, il loro.

La cosa per me è stata evidente quando mi sono accorto, ai tempi della vicenda "Stamina" (ricordate? La falsa cura a base di cellule staminali che guariva tutte le malattie), che alcuni di coloro che intervenivano in queste pagine in difesa dell'inventore di questa cura erano persone che già erano intervenute in passato per difendere un'altro inventore di false cure, il defunto prof. Di Bella.
Coincidenza, certo. Salvo poi scoprire le stesse identiche persone fare attivismo nei movimenti antivaccino, addirittura partecipare alle manifestazioni di piazza. Queste persone erano passate da una cospirazione (quella che avrebbe nascosto l'efficacia della cura Di Bella) ad un'altra (la cura Stamina per tutte le malattie del mondo) per poi far parte di un'ulteriore gruppo di attivisti (gli antivaccinisti).
Le stesse identiche persone. Infatti questo post mi è stato ispirato dal commento di una persona su un mio articolo sull'omeopatia. Commento aggressivo, insultate, pesante e che proveniva da qualcuno che avevo già sentito. Poi ho ricordato. Era un "attivista" proprio a favore di Stamina. Uno che andava in piazza a manifestare e che poi, passato Stamina, era andato in piazza a manifestare contro l'obbligo dei vaccini. E ora commentava contro di me a favore dell'omeopatia e nella sua pagina Facebook se la prende con chi nasconde il "complotto delle scie chimiche" e con chi non ha voluto rimborsare la "cura Di Bella" ad un signore che la chiedeva. Insomma, crede a tutto.
Ha famiglia, amici, probabilmente vive una vita normale ma è circondato da pensieri totalmente distanti dalla realtà.

Un altro esempio "pubblico" si può avere consultando i siti (o i blog) spesso ospitati da giornali on line.
Alcuni di questi sono chiaramente e ufficialmente a favore di pseudocure e di geni incompresi. Così se prima appoggiavano il "metodo Di Bella", poi hanno appoggiato, Stamina, sono contro le vaccinazioni e credono all'omeopatia. Insomma, se credono a una sciocchezza poi sono irrimediabilmente attirati da altre. Le bufale hanno su qualcuno un magnetismo particolare.
Questo succede probabilmente perché chi ha un senso critico debole, un filtro "grosso" che non riesce a separare le cose più credibili da quelle francamente senza senso, non fa differenza e crede a tutto. Anche perché, a controllare queste vicende, c'è sempre il "potere forte", la forza misteriosa, imbattibile, superiore, che controlla le nostre vite e che riesce a perpetrare i crimini più orrendi contro l'umanità, in una sorta di inevitabile finale negativo.


La teoria del complotto è poi "auto alimentante", si giustifica da sola ed una giustifica un'altra anche se in un campo completamente diverso.
Se il politico prende tangenti perché i politici, si sa, prendono tangenti, le aziende farmaceutiche pagano i politici per fare approvare i farmaci e quindi tutti i farmaci sono inutili e inefficaci. Se avviene questo significa che le autorità non controllano, sono contro la popolazione e quindi nulla impedisce che anche la Nasa possa mentire sulla piattezza della Terra, che il ministero della salute vada contro il bicarbonato che cura il cancro o il medico che ha scoperto la cura facile per tutte le malattie.
Se te ne piace una ti piacciono tutte. E non c'è livello culturale che tenga, anzi, in generale chi ha un livello culturale più elevato tende a non ascoltare i pareri degli altri perché, erroneamente, si crede più immune alle bufale, più consapevole e informato, cosa spesso falsa perché ognuno è "ben informato" soprattutto delle cose che tratta (per lavoro, interesse o altro).

Alcuni studiosi hanno chiamato questo fenomeno "isteresi", un termine preso in prestito dalla fisica, fenomeno per il quale una struttura ha una forma dipendente da tutto ciò che abbia avuto relazioni con essa. Se si piega con forza una barra di plastica, anche togliendo la forza la barra resterà un po' piegata e ripetendo la cosa la barra sarà piegata ancora di più.
Se una persona ha avuto esperienze negative con un'autorità (e tutto ciò che è "dello stato" è un'autorità) deformerà gradualmente la sua percezione della stessa autorità, perdendo fiducia progressivamente fino a perderla del tutto. Se non si ha fiducia nell'autorità non si crederà più alle affermazioni dei politici, dei medici, della giustizia o delle forze dell'ordine.
Ecco quindi il collegamento tra mondi diversi: ci può mentire il medico, ne consegue che anche l'astronomo o il magistrato ci mentiranno. E quindi qualsiasi cosa, anche la più incredibile, diventa credibile, basta che l'autorità (in ognuno dei vari campi) la smentisca o non la prenda seriamente. E, se la smentisse, lo fa perché parte del complotto. Si può arrivare così a credere ai "rettiliani" (metà uomini metà rettili che ormai hanno preso possesso del nostro pianeta controllandolo) come una cosa assodata, normale, "ovvia" essendo una persona per il resto assolutamente normale e inserita nella società.
Ma di complotti e strani esseri rettiliani non c'è mai prova e così il complottista continua a frequentare il suo mondo dove tutti la pensano come lui e nessuno gli dice che sbaglia

Il "crank magnetism" non ha limiti quindi, anzi, il soggetto che entra in questo "tunnel" (così è, l'ambiente, il contesto, i gruppi che si formano tendono ad essere chiusi, sospettosi, si autoalimentano) diventa sempre più estremo.
Spesso la "credenza" è banale (si pensa, vagamente, che le scie nel cielo siano lasciate dagli aerei per motivi non comprensibili) per poi cercare informazioni e riempirsi di teorie e idee assolutamente strampalate ma date per certe.

Non c'è da stupirsi dunque se è difficilissimo fare ragionare o almeno fare un discorso razionale con chi è immerso in questo mondo. Non può accettarlo, metterebbe in discussione ogni sua sicurezza. Perché è per colpa dei rettiliani se manca il lavoro, delle scie chimiche se c'è l'inquinamento e dei vaccini se ci sono bambini malati. Tutto ha una giustificazione, tutto è spiegabile, inquadrabile. È molto più consolante e permette uno sfogo, un obiettivo, sapere che un bambino ha un tumore perché c'è l'inquinamento e quindi la colpa è di qualcuno mentre è frustrante, angosciante pensare che sia un caso, un "banale" errore genetico, qualcosa di incontrollabile.
Qualcuno ha anche ipotizzato il problema psichiatrico: l'esagitato che parla in pubblico del finto sbarco sulla Luna è probabilmente affetto da qualche problema almeno psicologico. Probabilmente ci saranno questi casi ma non è sempre così. Anzi, a volte queste cospirazioni e questi ambienti, sono coltivati da persone normali, in salute e senza segni di anomalie psicologiche. Può trattarsi di semplice ingenuità, una semplicità di pensiero e una mancanza di capacità critica che rendono tutto possibile, senza schermi o filtri. Altre volte si tratta di aver trovato semplicemente un'attività per vivere.
C'è un mercato (non fiorentissimo, a dire il vero) che è alimentato da queste storie, esiste da decenni. Vendita di libri, film, conferenze, c'è chi di complotti e misteri vive. Si tratta di un sistema abbastanza ristretto e, come detto prima, frequentato più o meno sempre dalle stesse persone che raramente si rinnova. In genere ogni "complotto" o credenza ha un suo guru. Così ci saranno convegni e libri per tutti i gusti.
Una sorta di gigantesco "circo Barnum", nel quale le esibizioni, di natura diversa e distante, riescono ad accontentare tutti.
Sarà per questo che, in questi gruppi, si avvera proprio l'effetto chiamato come il circo, "effetto Barnum", che è variante dell'"effetto Forer": a ciascuno il suo. Uno spettacolo avrà tanti spettatori se ognuno troverà qualcosa di suo gradimento e così potrà accettare di buon grado anche le altre attrazioni.
Se troviamo qualcosa che ci attrae e ci piace tendiamo a innamorarcene, diventandone promotori e attivisti e attorno a noi non vogliamo chi ci prende in giro o ci critica ma solo chi la pensa come noi, chi ci capisce e sostiene. Il gruppo si forma, si stringe e si sostiene. E le informazioni fluiscono, passano da una persona all'altra senza filtri e quindi passare da un complotto all'altro, da un mistero a quello successivo, è cosa quotidiana.

Ho sempre trovato affascinante questo aspetto della psicologia umana. A quanti di noi è capitato di pensare "com'è possibile che ci sia gente che crede a questa cosa?", è possibile e può capitare a tutti.
Come proteggersi?
Se si crede di essere vittime di gruppi che inseguono complotti e false teorie cercare di sviluppare il senso critico, allenarlo, "trovare il trucco", non è quasi mai difficile. Attenzione però, all'inizio la delusione è cocente. Ci potremmo sentire un po' stupidi per avere creduto a una stupidaggine. È proprio per questo che molti non provano nemmeno a uscire fuori da questi gruppi, è difficile ammettere di essere stati ingenui.
Un po' come quando, da bambini, restavamo meravigliati dai giochi di magia ma facevamo di tutto per capire il trucco e, se lo scoprivamo, restavamo un po' delusi perché si perdeva il fascino della meraviglia.

Un fatto però è un gioco, un altro la vita e vivere dentro un trucco non è consigliabile.

Alla prossima.

Bibliografia:
1) Dead and Alive: Beliefs in Contradictory Conspiracy Theories 
2) The "vindication of all kooks" corollary to the principle of crank magnetism
3) Il fenomeno dell'isteresi nel fenomeno dell'antivaccinismo.