Una volta i quotidiani avevano un'aura di attendibilità, mezzi di diffusione per la cultura, sicuramente ma anche fonti sicure perchè chi scriveva sulle pagine di un giornale verificava le notizie fornite e non diffondeva bufale. Oggi sembra non sia più così.
Una testata come "Il Giornale" si è già resa protagonista più volte di notizie ridicole e di rivelazioni che appaiono più come un racconto tra massaie curiose che un resoconto di un fatto di cronaca.
Alcuni lettori mi hanno segnalato una serie di articoli che la suddetta testata ha pubblicato in uno speciale dedicato nientepopodimenoche all'omeopatia.
In realtà "Il Giornale" non è stato l'unico quotidiano ad occuparsi di omeopatia, anche La Repubblica ha dedicato qualche pagina a questa pratica, non un'analisti scientifica o un dibattito, anch'essa si è spinta alla pubblicità evidente. La Repubblica offre anche terapie pronte per l'uso, per le sinusiti, il raffreddore e per le faringiti dove sia presente febbre ed agitazione, consiglia granuli omeopatici di tutti i tipi.
Ora, un quotidiano che vada contro la legge facendo pubblicità ai prodotti omeopatici può anche starci vista l'abitudine di scavalcare le regole che ormai nemmeno indigna, ma consigliare rimedi omeopatici in casi di febbre e sintomi più gravi è da incoscienti. L'importante è sottolineare in una pagina del "decalogo" del bravo omeopata che "bisogna fare molta attenzione al fai da te!" e l'anima è salva.
Tra i consigli, è da sottolineare quello relativo alla bronchite acuta, infezione abitualmente non grave ma che in alcuni casi può diventare preoccupante e persino letale.
Qui chi ha scritto l'articolo si lancia nel consiglio serio: "se il medico esclude la necessità di un antibiotico si può intervenire con i farmaci verdi". Beh, certo, se in una bronchite non vi è infezione batterica c'è poco da fare, passa da sola e non c'è bisogno di alcuna medicina, gli omeopati hanno scoperto...l'acqua.
Ma torniamo al Giornale che al contrario di Repubblica ha vestito da "report" scientifico le sue pagine pubblicitarie.
In realtà "Il Giornale" non è stato l'unico quotidiano ad occuparsi di omeopatia, anche La Repubblica ha dedicato qualche pagina a questa pratica, non un'analisti scientifica o un dibattito, anch'essa si è spinta alla pubblicità evidente. La Repubblica offre anche terapie pronte per l'uso, per le sinusiti, il raffreddore e per le faringiti dove sia presente febbre ed agitazione, consiglia granuli omeopatici di tutti i tipi.
Ora, un quotidiano che vada contro la legge facendo pubblicità ai prodotti omeopatici può anche starci vista l'abitudine di scavalcare le regole che ormai nemmeno indigna, ma consigliare rimedi omeopatici in casi di febbre e sintomi più gravi è da incoscienti. L'importante è sottolineare in una pagina del "decalogo" del bravo omeopata che "bisogna fare molta attenzione al fai da te!" e l'anima è salva.
Tra i consigli, è da sottolineare quello relativo alla bronchite acuta, infezione abitualmente non grave ma che in alcuni casi può diventare preoccupante e persino letale.
Qui chi ha scritto l'articolo si lancia nel consiglio serio: "se il medico esclude la necessità di un antibiotico si può intervenire con i farmaci verdi". Beh, certo, se in una bronchite non vi è infezione batterica c'è poco da fare, passa da sola e non c'è bisogno di alcuna medicina, gli omeopati hanno scoperto...l'acqua.
Ma torniamo al Giornale che al contrario di Repubblica ha vestito da "report" scientifico le sue pagine pubblicitarie.
Un quotidiano (nella versione on line) che dedica uno speciale ad una delle pratiche più dibattute di questo secolo avrà sicuramente trattato l'argomento con i dovuti riferimenti, con un approfondimento dei pro e dei contro e con un contraddittorio tra chi sostiene che l'omeopatia sia una pratica medica e chi invece pensa sia solo un modo di convincere la gente che per guarire da sola deve pagare. Non è andata così.
Per esprimere un parere sugli articoli apparsi sul giornale ho letto tutto quello che è stato pubblicato in questo "speciale". Fa già impressione come in alto sulla pagina ed a fianco all'articolo campeggi la pubblicità di una nota azienda italiana di prodotti omeopatici, ma va bene, scorretto, ma i giornali vivono anche di pubblicità.
Cosa dicono gli articoli?
Partiamo male, l'intervistatore parla di "segnali elettromagnetici riconducibili al “vissuto” biologico della persona" riferendosi alla ricerca di Montagnier della quale ho già discusso qui. Stiamo parlando di medicina o di oroscopi? Vedremo.
Cosa dicono gli articoli?
Partiamo male, l'intervistatore parla di "segnali elettromagnetici riconducibili al “vissuto” biologico della persona" riferendosi alla ricerca di Montagnier della quale ho già discusso qui. Stiamo parlando di medicina o di oroscopi? Vedremo.
Il primo articolo parla della prossima ondata di influenza, come fare a prevenirla e come possiamo difenderci dal tipico malanno stagionale. Leggo quindi cose come:
Domanda: Accanto al vaccino esistono altre soluzioni per la profilassi antinfluenzale?
Risposta: Da oltre 13 anni un’efficace risposta nella prevenzione antinfluenzale è fornita da un medicinale omeopatico, della [nome azienda omeopatica], a base di selezionati componenti immunostimolanti
Umh, aspetta ma per legge in Italia è proibito fare pubblicità ai prodotti omeopatici, il Giornale la sta facendo, è un modo per combattere Big Pharma con Big Homeo o è solo pubblicità occulta e nemmeno tanto occulta?
Domanda: [...] a quali altri farmaci si può fare ricorso per ottenere un effetto booster immunologico?Risposta: Un’ottimale copertura in tutte queste situazioni di rischio è assicurata da un medicinale omeopatico, della [di nuovo nome azienda omeopatica], che rappresenta un perfetto MIX di CITOCHINE
Di nuovo? Ma questo è uno spot, non è informazione. Se un quotidiano avesse ripetuto due volte il nome di un'azienda farmaceutica lo avrebbero accusato di essere al soldo della lobby...
Spero non serva ribadire che non esiste prodotto omeopatico che "protegga" dall'influenza. Non fatevi infinocchiare, fatelo in nome del cervello che portiamo dentro la scatola cranica.
Spero non serva ribadire che non esiste prodotto omeopatico che "protegga" dall'influenza. Non fatevi infinocchiare, fatelo in nome del cervello che portiamo dentro la scatola cranica.
Ma la risposta finale all'intervista è interessante. Si chiede l'intervistatore quando sia opportuno iniziare la profilassi omeopatica per prevenire l'influenza e la risposta è:
Prima possibile. L’ideale è iniziare già a settembre. Infatti sin dall’assunzione delle prime dosi dei medicinali omeopatici è possibile osservare un consistente aumento della risposta immunitaria, ma è alla fine dell’intero ciclo terapeutico (6 settimane) che si raggiunge la massima copertura.
Sei settimane. Capito? Un bel ciclo di più di un mese e mezzo e si è coperti al massimo dall'influenza.
Tutto naturalmente non dimostrato, non scientifico e fuorilegge. Complimenti.
Ma proseguiamo con il secondo articolo, un reportage sul professore Luc Montagnier che viene intervistato e ci fornisce risposte che raggiungono gli apici della prestidigitazione, l'apoteosi della parapsicologia. Si parla del favoloso studio di Montagnier, il Giornale si riferisce a quello.
Chiede l'intervistatore a Montagnier quali potranno essere le applicazioni pratiche della sua (udite udite) scoperta (!):
Vediamo in questa ricerca l’inizio di un “disegno”, cioè il trovare questi segnali che vengono da nano-strutture dell’acqua ugualmente nel plasma di persone che soffrono di malattie croniche, in particolare quelle dell’Hiv e di patologie legate all’Alzeimer, Parkinson, Poliartrite reumatoide, e anche in patologie psichiatriche come l’autismo. In futuro ci saranno certamente delle applicazioni pratiche.
Capito? La radiolina che captava segnali elettromagnetici è una scoperta e potrà servire a capire meglio malattie come il Parkinson o l'autismo. Ma Montagnier si spinge oltre, percorre il terreno della fede che per lui, scienziato, dovrebbe suonare un po' strano:
In questo momento molte persone sostengono che non sia possibile avere efficacia se non sono presenti certe quantità di molecole, ma io invece credo di si. Tutto questo accade perché l’acqua può mantenere le informazioni delle molecole biologiche, e penso che in effetti sia quello che da molti anni è stato trovato un po’ empiricamente dall’omeopatia.
Io credo di sì? Un po' empiricamente?
Ma di cosa sta discutendo Montagnier? Prima parla di diagnosi e cura di malattie gravi e poi parla di "credo" ed "empirico"? Stupisce la sicurezza con la quale il Nobel francese faccia certe affermazioni che nè lui nè nessun uomo (omeopata o meno) sia riuscito a dimostrare o almeno a far sospettare, in sostanza lo scienziato francese sta facendo rivelazioni sconvolgenti perchè non è così noto che l'acqua possa mantenere "informazioni delle molecole biologiche" e nemmeno che sia possibile fare diagnosi di malattia tramite le radiazioni elettromagnetiche emesse da frammenti di DNA.
Ma alla fine queste sconvolgenti rivelazioni di Montagnier, cosa ci fanno capire?
Penso quindi che l’acqua abbia un ruolo fondamentale nell’origine della vita: il mio messaggio è che essa deve essere studiata sempre più.
Ah, l'acqua è fondamentale nell'origine della vita.
Ammazza, Prof. Montagnier...e tutte queste grandi rivelazioni per dirci una cosa che sappiamo già da secoli?
Ma proseguiamo con l'ultimo articolo, una sorta di riassunto. Nei primi due in fondo non si dice nulla di nuovo, è semplicemente un ingarbugliato spot pubblicitario che chi non conosce bene la filosofia omeopatica potrebbe trasformare in una sorta di "accettazione" scientifica dei rimedi diluiti ma non leggiamo grandi novità o progetti innovativi, parole, come sempre. Vediamo allora come conclude lo speciale del Giornale:
Luc Montagnier ha scoperto che le malattie croniche, come Alzheimer, Parkinson, Sclerosi Multipla, Artrite Reumatoide, e le malattie virali, come HIV-AIDS, influenza A ed epatite C, “informano” l’acqua del nostro corpo della loro presenza emettendo particolari segnali elettromagnetici che possono essere letti e decifrati.
Se chi ha scritto l'articolo mi spiega come avrebbe fatto Montagnier a "scoprire" quello che...avrebbe scoperto gliene sarei grato visto che una scoperta del genere gli frutterebbe sicuramente un nuovo premio Nobel. A me non risulta ma potrei sbagliarmi.
L'articolo del Giornale si chiude così, con un fiume di frasi inutili, senza alcun significato scientifico e raccontando di "nuove scoperte" scientifiche che per la scienza sono sconosciute. Se chi conosce le teorie omeopatiche può farsi una risata leggendo le terribili dichiarazioni di Montagnier e le affermazioni del Giornale (esperimenti spacciati per scoperte e termini pseudoscientifici spacciati per scienza), chi non ha dimestichezza con l'omeopatia può ricevere il messaggio che "allora qualcosa di vero c'è" oppure che tra qualche anno potremmo guarire certe malattie con i granuli omeopatici perchè qualcosa è cambiato nella considerazione della scienza nei confronti della memoria dell'acqua. Potrebbe succedere proprio questo: accreditare una pratica assolutamente non scientifica. Anzi, probabilmente è proprio quello che voleva l'azienda omeopatica quando ha commissionato gli articoli in questione (pubblicità a tutto campo a parte, lo speciale è "in collaborazione" con questa azienda).
In realtà ho come l'impressione che ultimamente l'omeopatia sia passata "al contrattacco", non ha altre armi se non la pubblicità selvaggia e senza regole. Come un bambino capriccioso che non sa ottenere la caramella con altri mezzi se non con le urla, comincia a battere i piedi, così gli omeopati sono passati direttamente alla fase del bue: a testa bassa e senza guardare in faccia nessuno si danno ragione da soli. Patetico.
E pericoloso, il bue può far male quando attacca ma se corre sempre a testa bassa rischia di schiantarsi con tutte le corna contro un muro di cemento.
Chiudo anche io come ha chiuso il Giornale nell'articolo, riassumendo la spiegazione del meccanismo dei prodotti omeopatici:
In realtà ho come l'impressione che ultimamente l'omeopatia sia passata "al contrattacco", non ha altre armi se non la pubblicità selvaggia e senza regole. Come un bambino capriccioso che non sa ottenere la caramella con altri mezzi se non con le urla, comincia a battere i piedi, così gli omeopati sono passati direttamente alla fase del bue: a testa bassa e senza guardare in faccia nessuno si danno ragione da soli. Patetico.
E pericoloso, il bue può far male quando attacca ma se corre sempre a testa bassa rischia di schiantarsi con tutte le corna contro un muro di cemento.
Chiudo anche io come ha chiuso il Giornale nell'articolo, riassumendo la spiegazione del meccanismo dei prodotti omeopatici:
Acqua informata?Si tratta di medicinali che basano il proprio meccanismo d’azione sull’acqua “informata” dal segnale elettromagnetico prodotto da sostanze in essa presenti a bassissime concentrazioni ed “attivata” tramite peculiari tecnologie chimico-fisiche.
Segnale elettromagnetico prodotto da sostanze?
Acqua "attivata"?
Ah, ma allora qui siamo nel campo del paranormale: corro a chiamare il CICAP!
Alla prossima.
Aggiornamento: qualche lettore mi ha segnalato un problema nei link agli articoli de "Il Giornale": cercando di aprirli l'indirizzo non è raggiungibile e nella barra degli indirizzi appare la dicitura "fuffa", è un problema che ho anche io e non so a cosa possa essere dovuto. Anche se il termine "fuffa" è attinente all'argomento in effetti così è impossibile leggere gli articoli originali. Le pagine sono comunque disponibili (è l'indice dello "speciale") qui (anche in basso, alla fine della pagina, nella sezione "altre notizie").
Grazie.
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Note di servizio:
1) ho quasi completato il dossier dedicato al caso Di Bella. Se qualcuno avesse documentazione importante (soprattutto casi di guarigione dovuta esclusivamente al metodo Di Bella) mi contatti al più presto, grazie.
2) Per chi mi scrive: nonostante riceva tanti messaggi (e nonostante il poco tempo che ho a disposizione) cerco sempre di rispondere a tutti, chiedo però un po' di comprensione. Non inviate messaggi che richiedono risposte molto lunghe ed articolate. Ricevo messaggi che contengono un elenco infinito di domande (anche su argomenti che ho già trattato e che contengono le risposte che si desiderano), altri che chiedono pareri diagnostici, dosaggi di farmaci, lettura di referti. Non posso farlo, nè come medico nè come blogger. Non riesco quasi mai a rispondere immediatamente, abbiate quindi la pazienza di aspettare qualche giorno.
Aiutatemi poi ad aiutarvi: spesso dopo aver scritto una risposta impegnativa, la invio e la vedo ritornare perchè la casella mail del mittente è piena (non è un caso sporadico), abbiate almeno la cura di controllare ogni tanto la vostra posta.
In ogni caso posso assicurarvi che leggo tutto, può capitare che qualche messaggio si perda nei meandri della mia casella di posta, nel caso si tratti di qualcosa di importante per la quale non ricevete alcuna risposta riscrivetemi pure. Può capitare però di non rispondere a messaggi che di risposte non ne richiedono, evito di aggiungere altro a considerazioni che già mi vedono d'accordo.
Un ringraziamento generale infine a chi mi scrive per complimenti, incoraggiamenti e suggerimenti. Sono tutti molto graditi.
Grazie della comprensione.

