giovedì 16 maggio 2019

Omeopatia: non sarebbe ora di finirla?

Poche settimane fa si è celebrata la "giornata mondiale dell'omeopatia", una sorta di giornata celebrativa di una delle più note false medicine che hanno accompagnato l'uomo nella sua recente storia. Ormai quasi abbandonata, l'omeopatia ha bisogno di rilanciare il proprio mercato con giornate celebrative e iniziative di marketing create dai produttori, sono sempre aziende con necessità di guadagno.
Nonostante però i proclami pubblicitari delle aziende omeopatiche e ai tentativi di trasformarla in medicina, l'omeopatia sta conoscendo un periodo di vera crisi senza precedenti. Legittima e normale la preoccupazione dei produttori, gli affari vanno male e si deve correre ai ripari ed ecco che è tutto un fiorire di convegni dove si fanno rivelazioni incredibili, pubblicità nei giornali mascherate da normali articoli e iniziative che tentano di convincere le persone che l'omeopatia sia una pratica scientifica.  Una delle ultime trovate pubblicitarie dell'industria omeopatica è stata il trasformare una regolamentazione burocratica in "riconoscimento".
Per anni gli omeopatici erano stati ammessi alla vendita con provvedimenti provvisori, rinnovati da anno in anno. I prodotti omeopatici non devono (al contrario dei farmaci) dimostrare di funzionare o avere studi o prove di efficacia per essere venduti, hanno infatti una procedura di "autorizzazione alla vendita" semplificata. Fondamentalmente devono dimostrare solo di non fare male, di non essere tossici ed è facile, per delle semplici caramelle di zucchero, dimostrarlo.
Da pochi mesi la legge italiana si è adeguata a quella europea. Resta la procedura semplificata ma per i prodotti omeopatici deve essere richiesta, con tanto di domanda e documentazione (e pagamento), l'autorizzazione per essere messi in vendita.
Questo cambio burocratico i produttori lo hanno "tradotto" in "i prodotti omeopatici ora sono come i farmaci". Che ovviamente vale solo dal punto di vista legale, normativo, non certo da quello medico.
Perché l'industria omeopatica è così insistente e aggressiva?
Probabilmente perché è in difficoltà. E mi sembra anche giusto.
Però c'è sempre chi non capisce perché l'omeopatia sarebbe così sbagliata.

Per chi sapesse di cosa stiamo parlando e per chi seguisse abitualmente il blog sarebbe ripetitivo e forse è meglio passare direttamente al prossimo paragrafo ma, per chi non lo sapesse, voglio riassumerlo brevemente qui.

Omeopatia: non c'è niente dentro.

L'omeopatia è una pratica nata nell'ottocento che prevede di curare le malattie con una sostanza diluita tante volte, a volte tantissime tanto da fare sparire quella sostanza dal prodotto finale. Sottoponendo il prodotto a dei riti magici (scuotere il flacone per "attivarne" i poteri, non toccarlo con le mani, non mangiare cibi piccanti o intensi e così via) questo diventerebbe miracoloso. Pur non contenendo nulla diventerà capace di guarire da tutte le malattie. In realtà (e basta farlo analizzare) un prodotto omeopatico classico (in genere diluito 30 volte ma già dalla 12ma diluizione) non contiene nulla oltre all'eccipiente (zucchero per le pilloline, alcol o acqua per quelli in forma liquida).

Ovviamente il nulla non cura e tutto il successo dell'omeopatia si basa su fatti abbastanza normali. Per esempio il normale decorso di un disturbo: abbiamo il raffreddore, fastidiosissimo, che normalmente passa in 3-5 giorni, prendendo 5 pilloline omeopatiche al giorno, ci passerà in...3-5 giorni. Però abbiamo "fatto qualcosa", ci siamo curati, e collegheremo le due cose.
Oppure l'effetto placebo: anche se quel raffreddore durasse effettivamente i classici 5 giorni, al terzo ci sentiamo già meglio, qualcosa quei granuli fanno. I fenomeni che possono spiegare perché alcuni possono giurare sugli effetti dell'omeopatia li ho spiegati diverse volte. Per chi volesse approfondire provi a leggere qui. Certo che, chi produce e vende omeopatia, ha tutto l'interesse a far passare in secondo piano questo fatto. Parlerà di strani effetti al limite della parapsicologia, di incredibili ricerche scientifiche, tutti proclami pubblicitari ma, prima o poi dovrà scontrarsi con la realtà del granulo omeopatico: non c'è niente dentro.
Questo quindi è un punto fermo: l'omeopatia è fatta da palline di zucchero che ovviamente non hanno nessun effetto sulle malattie.
Anche per legge: se l'omeopatia avesse effetti farmacologici, infatti, non potrebbe essere venduta.


Un problema di principio.

Dopo un "boom" attorno agli anni novanta, l'omeopatia ha conosciuto un lento declino. L'evidente inutilità, la "moda" che progressivamente è passata, il pubblico sempre più informato e le vendite dei prodotti omeopatici sono calate, sempre di più, anno dopo anno ed oggi rappresentano una goccia diluita nell'oceano dei farmaci.
Semplice quindi prendersela con l'omeopatia quando ci sono altri colossi farmaceutici che vendono quantità enormi di medicinali, questi sì efficaci ma anche potenti e ricchi di effetti collaterali (a volte pure pericolosi). Il problema però è fondamentalmente di principio. Come riterremmo truffaldino e scorretto vendere olio che non contiene olio non possiamo ammettere la vendita di un prodotto che dice di contenere qualcosa che poi non c'è, neanche in tracce.
Nel caso dell'omeopatia a questo si aggiunge il fatto che si parla di salute. L'industria omeopatica così come gli omeopati, non si fa scrupoli a sostenere l'insostenibile parlando di cura, di medicina, di malattie. Oltre che scorretto è quindi pericoloso.
Il problema di principio non è secondario.
Se ammettiamo che un'industria ci venda caramelle di zucchero come fossero farmaci creiamo un precedente gravissimo. I farmaci devono essere curativi e efficaci. Tutti.
Ci lamentiamo (giustamente) del fatto che ci sono centinaia di prodotti inutili (se non dannosi) in vendita in farmacia e poi ammettiamo che ci possano propinare caramelle magiche?

Non solo.
Se abbocchiamo alla magia bianca dell'omeopatia (il rito della succussione, della dinamizzazione, il "simile cura il simile", tutte cerimonie e idee parapsicologiche, non mediche, usate dall'omeopatia) come possiamo difenderci, capire, diffidare dai trucchi e dai meccanismi molto più complessi di Big Pharma?
Non a caso il mondo dell'omeopatia è quello più penetrabile dalla ciarlataneria. I medici antivaccinisti sono quasi tutti omeopati (se un medico è tanto incompetente da prescrivere caramelle lo sarà altrettanto da credere alle bufale antivacciniste), molti omeopati professano altre forme di magia e molti pazienti che credono all'omeopatia sono seguaci di altre pratiche esoteriche. Non è un caso.

E non si esca fuori la solita storia che la prescrivono i medici, è un'aggravante. È terribile che sia permesso a dei medici prescrivere caramelle spacciandole per medicine, la legge dovrebbe prendere seri provvedimenti e andare oltre all'evidente pressione delle lobby omeopatiche che cercano continuamente spazio.
Questo vale per qualsiasi prodotto in farmacia. Se non è facile eliminare, che almeno non si favorisca la diffusione e la vendita di sciocchezze travestite da medicina. Questo vale anche per gli appassionati dell'omeopatia. Credete sia giusto vendervi una medicina che non solo non è plausibile (basata su credenze ottocentesche e riti magici), non solo non ha ragione per essere efficace ma si è dimostrata, ovviamente non efficace? Se a qualcuno piace il lato "esoterico", "magico" della medicina, è liberissimo di usarla e comprarla ma in generale, non sarebbe giusto limitare le cose per la salute  a ciò che veramente funziona in maniera dimostrata?

Sappiamo che tanta gente è in cerca di una "consolazione" che provenga dalle medicine (ho scritto un libro su questo argomento) perché è comodo, semplice pensare alla pillola che risolva tutti i nostri problemi. Proprio questo ha creato gravi danni da farmaci, dipendenze allarmanti (la dipendenza da oppiacei è un allarme sociale in questo momento negli Stati Uniti), sofferenze e morte. Qualcuno quindi obietta che, se proprio dobbiamo rifilare finte medicine, che almeno queste non causino nessun effetto (come l'omeopatia) ma è sbagliato, proprio per principio. Al paziente, alla persona fragile, non si deve mentire. Mai.

In tutto questo e di fronte ai comprensibili festeggiamenti degli omeopati per un successo che ormai è solo un ricordo, l'omeopatia accusa una crisi mai vista.
Dai dati del 2017 il venduto in farmacia ha visto un crollo del -12.5% rispetto all'anno prima, con un costante calo di vendite, anno dopo anno, che è arrivato proprio nel 2017 ad un misero 0,7%, una briciola, nell'enorme mercato dei farmaci. Meno dell'uno per cento significa che l'omeopatia vende meno degli spazzolini per denti o dei saponi per l'igiene intima.
Perché allora preoccuparsi?
Proprio per principio.
Se chiudiamo un occhio per le caramelle che curano, li chiuderemo tutti e due per "il medicinale potentissimo" che dice di curare le malattie più gravi e invece ne causa altre due ancora più gravi. Succede, è successo e probabilmente succederà. Ma è il momento di pensare alla medicina come ad un'opportunità non un gancio al quale appendersi quando c'è qualcosa che non va, anche la più banale.

Allora mettiamo l'omeopatia nello scaffale dell'astrologia o delle caramelle, quello sono. Non serve proibirla (e perché? Esiste la libertà personale, ognuno scelga, dopo opportuna informazione, quello che preferisce), non ha senso vietarla, mettiamola dove deve stare. Con le riviste di oroscopi e i talismani, questo è.
Poi ognuno sceglierà se usarla o meno.
Smettiamo di organizzare corsi, conferenze, manifestazioni sponsorizzate da università o ordini dei medici (che vergogna!), evitiamo di dare credibilità a una evidente sciocchezza magari solo per farsi amico il potente industriale o il politico influente. Basta, finiamola.

Come ormai sta accadendo in tutto il mondo.

Prendere posizione.

Probabilmente gli omeopati hanno tirato un po' troppo la corda. Finché si propone questa pratica alternativa per piccoli malanni, per calmare genitori ansiosi o persone ipocondriache, in tanti hanno chiuso un occhio (sbagliando). Ma l'industria ovviamente non si accontenta. Ha allora infilato l'omeopatia negli ospedali pubblici, nelle università e la spaccia per cura per tutti i mali, con conseguenze spesso disastrose. Così, finalmente, le istituzioni pubbliche e scientifiche hanno iniziato (meglio tardi che mai) a farsi sentire.
In Francia (patria economica dell'omeopatia, sede della più grande azienda omeopatica), l'accademia della medicina e quella di farmacia hanno chiesto lo stop alla rimborsabilità dei prodotti omeopatici (in Francia l'omeopatia è parzialmente rimborsata dal SSN) e ai corsi universitari. In attesa della decisione in merito della più alta autorità sanitaria del paese, queste istituzioni hanno fatto un passo (non è certo il primo). Di più hanno fatto in Canada, paese nel quale l'ordine dei medici, ha invitato i medici a non prescrivere più omeopatici (tranne se per scopo di ricerca), in caso contrario scatteranno le sanzioni. Da noi un silenzio imbarazzante, nessuno ha voglia di mettersi contro potenti aziende e lobby influenti, l'unica istituzione che si è mossa è stata la Fnomceo (la federazione che raccoglie tutti gli ordini dei medici provinciali in Italia), che ha deciso finalmente di di dire le cose come stanno (scatenando le ovvie ire degli omeopati) e si spera sia solo l'inizio.

Tutto questo segue l'associazione dei medici britannici ("l'omeopatia è stregoneria, non deve essere prescritta"), l'accademia russa delle scienze ("l'omeopatia non funziona, è pseudoscienza"), il servizio sanitario nazionale inglese (l'NHS: "l'omeopatia non funziona per nessuna malattia, i medici non dovrebbero prescriverla"), il ministero della salute spagnolo ("l'omeopatia non cura"), la Royal Pharmaceutical Society (società inglese dei farmacisti: "l'omeopatia non ha basi scientifiche né efficacia"). Bastano? Non c'è associazione scientifica al mondo, ente governativo o società medica (non di omeopati, naturalmente) che non dica le cose come stanno.
Queste dichiarazioni, d'altronde, non sono esagerate. Sono giuste. Ovvie.
Tanto ovvie che ormai la storia della "medicina dolce" o della "cura per cose banali" non regge più e le istituzioni stanno iniziando ad informare correttamente i cittadini. Perché è per loro che bisogna farlo, non è giusto vendere prodotti inutili ma, se proprio si deve fare, che almeno contengano qualcosa. Vendere un prodotto (per la salute!) che non contiene nulla è una truffa, una presa in giro, una fregatura per i cittadini, è ora di smetterla. Non si confonda questo con la libertà di cura: chiunque oggi (e spero sarà così sempre) è libero di curarsi o meno, di usare medicine o magia, di comprare antibiotici o portafortuna. Non è invece corretto che siano dei medici a consigliare magie ai pazienti o istituzioni che le supportino.

Campagna del governo spagnolo, del ministero della salute e di quello dell'università: "Per curarsi serve qualcosa in più di acqua e zucchero".
E perché in Italia si stenta a prendere posizione e si accettano le pressioni degli omeopati? Forse perché non c'è coraggio politico? Non si vuole scontentare nessuno? Forse perché ci sono amicizie, collusioni? Forse perché le multinazionali farmaceutiche sono potenti? E chi lo sa.
Però bisognerà farlo, prima o poi.
Non solo per la scienza e per il progresso ma per i pazienti, per rispetto nei loro confronti e per dimostrare che una nazione, prima che al portafogli o alla poltrona di qualcuno, pensa ai bisogni di chi è più fragile e dei cittadini in generale.
Com'è che diceva qualcuno? Onestà, appunto.

Alla prossima.

33 commenti:

  1. Articolo molto interessante come tutti gli altri del resto ed è ironico constatare che l'omeopatia stia progressivamente perdendo terreno in modo... omeopatico: chi di diluizione ferisce, di diluizione perisce!

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  2. Aggiungerei -visto che siamo in periodo di 730- che i medicinali omeopatici beneficiano della detrazione del 19%, mentre i parafarmaci -forse non indispensabili, ma sicuramente più utili- no

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  3. E cosa mi dice degli antroposofi?

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    1. Sono anch'essi venditori di illusioni. Mescolano medicina indiana, omeopatia, massaggi, riti magici, vecchie superstizioni. Oltretutto si usano spesso sostanze rischiose perché preparate malissimo.
      Sono fortunatamente pochi e sconosciuti ed è bene così.

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  4. C'è una imprecisione nella descrizione della diluizione, che sicuramente sfuggirà a chi NON conosce la materia: un preparato omeopatico non è diluito 30 volte ma 100^30 volte, ovvero 1'000'000'000'000'000'000'000'000'000'000'000'000'000'000'000'000'000'000'000'000 volte.

    Inoltre i problema non sono solo i medici ma anche i farmacisti che quando vai a chiedere qualcosa di semplice, tipo qualcosa per il mal di gola, ti propinano qualcosa di omeopatico senza dirtelo.

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  5. un preparato omeopatico non è diluito 30 volte ma 100^30 volte

    Quello è il principio attivo, ma ogni diluizione di questo principio attivo in omeopatia è descritta con una sigla (CH in caso di diluizioni 1/100, significa "diluizione centesimale di Hahnemann), quindi un prodotto omeopatico è diluito, secondo i casi, una, due, tre, dieci, cento, mille, un milione di volte, eccetera.
    In genere i prodotti omeopatici classici sono diluiti 30 volte. Ma ne esistono diluiti quattro volte (4CH) o duemila volte (2000CH), già dalla 12ma diluizione 12CH) non avremo una sola molecola del principio attivo.

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  6. quello che mi fa piu' paura sono i preparati 4 CH o simili che sono poco diluiti rispetto alla media e quindi principio attivo ne potrebbero contenere.
    Con le premesse omeopatiche potrebbe fare addirittura male.

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  7. In Italia storicamente non sembrano tanto la paura o l'ignoranza ad immobilizzare le campagne pubblicitarie o le coscienze di alcuni (o tanti?) medici o farmacisti o dello stesso Ordine o dei nostri illuminati politici,ma il tornaconto personale.

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  8. L'omeopatia per funzionare come viene affermato ha bisogno che si verifichino almeno otto miracoli (miracolo=evento contrario alle leggi della natura come le conosciamo):

    1) Il rimedio ha effetto anche quando non c'è.
    2) Ha un effetto tanto più marcato quanto meno ce n'è.
    3) Ciò che dà l'effetto, qualunque cosa sia (non certo la molecola), si trasferisce immutato da acqua a zucchero e viceversa.
    4) Questo qualcosa non viene generato dalle impurezze nell'acqua, ma solo da ciò che vi è messo intenzionalmente. Impurezze di sodio, per esempio, non portano ad un effetto ipotensivo.
    5) Quando arriva nell'organismo il qualcosa agisce sugli stessi meccanismi su cui agisce la molecola originale.
    6) Però agisce sistematicamente in modo opposto.
    7) Produce solo l'effetto voluto e non effetti collaterali.
    8) Agisce solo sui malati e non ha effetto sui sani.

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  9. Buonasera,
    sono un collega, mi può dare il suo giudizio sugli studi di Jayesh Bellare?

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    1. te lo do io: è già imbarazzante che tu lo chieda

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  10. mi può dare il suo giudizio sugli studi di Jayesh Bellare?

    Questo professore è noto per aver affermato di aver visto, con un microscopio elettronico, "nanoparticelle" in soluzioni omeopatiche ultradiluite.
    In pratica lui dice: non è vero che nel prodotto omeopatico non c'è nulla (come sostengono le leggi della chimica e della fisica, mai smentite) ci sarebbe qualcosa, in particolare nano particelle che poi sono responsabili dell'effetto del prodotto omeopatico.
    1) Questo professore ha pubblicato solo su riviste alternative o addirittura predatorie.

    2) Ha metodi di studio discutibili (le sue ricerche sono fatte con i piedi, per dirla volgarmente). C'è chi dice che sia in buonafede ma che faccia semplicemente errori pacchiani (in pratica non diluisce bene i prodotti che poi analizza, cosa che succede con certe procedure e quindi trova residui di questi prodotti dovunque, anche se diluiti 200 volte e, casualmente, questi residui sono tutti "a galla", flottanti, nel prodotto analizzato).

    3) Quello che dice è l'opposto di ciò che accade nella realtà e non ha dimostrato che questo succeda. Come se io dicessi: "la forza di gravità ti attira verso l'alto" e non dimostro quello che dico. Cosa si può commentare in questi casi? Junk science. :)

    4) Ammesso e non concesso che abbia ragione le sue idee (a dir poco banalotte) non spiegano e non consentono di giustificare l'omeopatia. Il primo motivo solo per dirne una: se, ammettiamo, nel prodotto finale omeopatico restassero nanoparticelle di caffè (si usa per curare l'insonnia in omeopatia) e sappiamo che non restano, il caffè non ha la capacità di curare l'insonnia (e infatti gli studi ci dicono che non lo fa). Ma poi, parlando terra terra, se fosse vera l'idea di questo studioso, il fatto che nel prodotto omeopatico restino residui di sputo di tubercolotico (Sputum, prodotto omeopatico, nosode) non è per niente tranquillizzante.
    :)
    Quindi il tentativo di sdoganare l'omeopatia fallisce, come sempre, miseramente e, non a caso, questo studioso praticamente lo elogiano solo gli omeopati (ovviamente).

    Il vero problema dell'omeopatia è che è implausibile dalla teoria alla pratica. Non sarà quindi il primo che passa che dice a caso di aver stravolto le conoscenze scientifiche con due esperimenti con il microscopio a rendere reale una vera e propria magia.
    :)
    Saluti.

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    1. Per una spiegazione (tecnica) più dettagliata e sui motivi perché quegli studi sono "acqua sporca", si possono trovare vari post in rete.

      - https://inscientioveritas.org/homeopathy-nanoparticle-chikramane/
      - https://scienceblogs.com/insolence/2010/11/18/measuring-contaminants-and-concluding-th

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    2. Grazie per la risposta.
      Io sto cercando di farmi una idea precisa e non ho nulla da obiettare in quanto non so nulla di approfondito riguardo l'argomento.
      Resto solo disorientato poichè da circa tre anni ho sostituito as es aulin o tachidol a cui spesso dovevo ricorrere con dei granulini omeopatici di arnica e rhus t. o ruta g. per trattare disturbi prevalentemente muscolari legati spesso al avoro che svolgo ... sala operatoria...
      Effettivamente sono un collega, cardiochirurgo...
      Grazie comunque per l'attenzione.
      Ps la mail non è la mia ma di mio figlo ma non riesco a cambiarla

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    3. L'Arnica mi lascia interdetto: se le applicazioni di topici a base di estratti di arnica hanno una certa efficacia su dolori e contusioni, come si concilia questo con il concetto base dell'omeopatia ovvero il simile cura il simile? In base a questo principio dovrebbe essere utilizzata per disturbi al fegato, gastrite, nausea, vomito, enterocoliti, mal di testa, pressione bassa, palpitazioni, ovvero i sintomi che genera a dosi ponderali, non quelle che cura.

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    4. come si concilia questo con il concetto base dell'omeopatia ovvero il simile cura il simile?

      Il problema è ancora più profondo e dimostra come l'omeopatia non abbia nulla (nulla!) di plausibile, credibile o scientificamente accettabile.

      Per essere venduto come omeopatico un prodotto deve contenere non più di un centesimo (sottolineo: non più di un centesimo) del principio attivo usato in farmacologia classica.

      Questo significa (per restare in tema) che se per avere un effetto anti dolorifico bisogna usare 100 grammi di arnica, per venderla come arnica omeopatica bisogna vendere un prodotto con un (1) grammo di arnica.

      A prescindere quindi dalla presenza o meno di principio attivo, in omeopatia, per legge NON si possono usare principi attivi che abbiano un'azione vera o terapeutica.

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    5. un cardiochirurgo che utilizza l'omeopatia?
      alla larga, andrebbe segnalato.

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    6. Beh, caro Salvo, perchè questo professore non è attaccato dalla Boiron? Infatti, se ha ragione lui, dato che quella "vannamarcata" di Oscllococcinum è preparato da interiora dei maggiori carrier di virus influenzale, che sono le anatre (A. barbariae), chi spende 37 euro per acquistare le palline di zucchero con i 200k di Oscillococcinum, potrà trovare qualche virione nelle nanostrutture acquose sui granuli. Dopotutto lo ha scritto il Nobel Montagnier che nell'acqua diluita un numero considerevole di volte si formano nanostrutture (o nanobolle) che accolgono virioni. Dunque, la Boiron non ci vende un rimedio ANTI-influenzale ma PRO-influenzale. Ora, cari ragazzi...lo vedete anche voi, no? Ma quanta ridicola contraddizione contiene questa pagliacciata che l'omeopatia è da quando è nata?

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  11. Beppe è un collega, ma non ha specificato che è collega di ufficio di Amilcare e che lavorano alle Poste :)

    A parte queste amenità, noto una diminuzione nel numero di commenti degli ultimi articoli.

    In special modo mi paiono drasticamente diminuiti i paladini delle stregonerie, che, fieri e invitti, sguainano lo spadone di fronte agli infedeli.

    Pensa che sia dovuto ad una maggior presa di coscienza del pubblico in generale, oppure non se la sente di essere così ottimista?

    Grazie

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    1. In generale i commenti diminuiscono per due motivi:

      1) Meno lettori. I blog sono "fuori moda", oggi vanno i social (lì ogni volta ho centinaia di commenti).

      2) Chi è alternativo o "complottista" usa sempre gli stessi (sbagliati) argomenti. Per anni ho cancellato o bannato chi usava argomenti non scientifici (questo è un blog medico, non di spettacolo) o falsi. Probabilmente si sono stancati.

      E poi c'è poco da commentare, non ho mai scritto cose incredibili, le cose incredibili si trovano da altre parti.
      :)
      Saluti.

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    2. Dimenticava

      3) Curandosi con l'omeopatia o rimedi simili, e' naturale che il loro numero diminuisca.

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  12. Beh, commentare per commentare, a me quello che colpisce è davvero l'atteggiamento delle farmacie. tempo fa ci sono cascato. Ero cotto da uno stato influenzale, volevo un medicinale da banco, mi hanno proposto un alternativo, io da presbite non ho guardato bene fidando nell'idea di un medicinale no logo, e mi sono trovato una scatoletta omeopatica. Me ne sono accorto un'ora dopo.
    Ora, la colpa è mia perché uno dovrebbe controllare bene quello che acquista, ma è chiaro che in coda, raffreddato etc ... è sempre possibile farsi fregare. Quella roba in farmacia NON andrebbe venduta.

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  13. si palesi il cardiochirurgo per favore...giusto per sapere dove NON andare in caso di bisogno! ma non ha fatto l'università pure lui?!?!? com'è possibile che creda all'omeopatia?!?!?!

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  14. jacopo.manfredi@asst-mantova.it - se ha bisogno sono disponibile.
    Non per litigare o essere preso in giro, prego.
    Cordiali saluti JM

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  15. Evidentemente in omeopatia ci si riferisce agli 'atti' di diluizione, non alla diluizione del cosiddetto principio attivo. D'altra parte cosa ci si può aspettare da una tecnica inventata quando la Chimica era molto, molto giovane? Diciamo che a quell'epoca piuttosto che col mercurio era meglio curarsi col nulla. Ma oggi!

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  16. Eh ma sembra di spiegare chissà cosa agli omeopati. Capisco le persone, magari non si conosce la chimica o si è superficiali ma i medici, incredibile.

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  17. Buongiorno dottore,

    vorrei seguirla su Instagram.
    Trovo alcuni richiami tramite CICAP (che seguo) ma non il suo account...

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  18. Non sono su Instagram.
    Probabilmente aprirò un account solo per presenza ma attualmente non riesco a curare un nuovo social.
    :)

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  19. Il mio medico prescrive talvolta i (non) farmaci omeopatici. A me non li ha mai proposti, ma a mia moglie per esempio si. Premetto che mi fido del mio medico perché la mia esperienza è stata finora positiva. Mia moglie usa - raramente - rimedi omeopatici pur ammettendo serenamente che è questione di credervi. Lei sa che in verità si tratta al più di acqua zuccherata eppure quando prescritti li usa. Preciso: si tratta di eccezioni perché in casa nostra ci si cura con la medicina tradizionali e ci si vaccina come da raccomandazione (viviamo in Germania, le vaccinazioni non sono ancora obbligatorie ma lo saranno probabilmente presto).
    Perché un professionista che stimo come il mio medico (prossimo alla pensione) prescrive l'omeopatia. Credo si tratti di una questione di fiuto e tatto. Mi spiego. Lui sa che alcuni pazienti (ci metto dentro mia moglie) lamentano malanni che se ne andrebbero per conto loro nel giro di alcuni giorni. Tuttavia, tali pazienti si aspettano una risposta ed una prescrizione. Ed allora l'occhio del veterano suggerisce "cominciamo con un approccio non convenzionale" - lo chiama così, "approccio non convenzionale" - e giù il nome di un prodotto omeopatico. Il paziente è soddisfatto, perché gli viene riconosciuto dal professionista il fatto di avere un malanno. Il medico è soddisfatto perché il paziente si rasserena e non sarà spinto a cercare altro - magari peggio - e lui non perde il cliente. Pochi giorni, un po' di placebo ed il malanno se ne va da solo, e tutti contenti.

    Con questo voglio dire: non facciamo di tutta l'erba un fascio. L'omeopatia non cura nulla ma può essere il male minore con cui rispondere a certe esigenze - anche psicologiche - del paziente. Credo che il motivo per cui viene permessa sia questo. Naturalmente va fatta "maneggiare" da medici capaci. Ripeto: il mio la prescrive, immagino dopo aver fiutato chi ha davanti. Nulla che mi scandalizzi, continuerò a farmi curare. Certo poi sta al medico capire quando "basta" ed occorra una terapia efficace.

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    1. Pochi giorni, un po' di placebo ed il malanno se ne va da solo, e tutti contenti.

      L'omeopatia è stata "accettata" e deve essere prescritta da medici proprio per questo: ipocondriaci, malati immaginari, persone che vogliono a tutti i costi "la pillola", supermedicalizzati, ansiosi, stressati, molto meglio la caramellina di zucchero che tranquillanti, ansiolitici o antibiotici. Certo, ovvio.

      Il problema è, come scrivo nel post, di principio.
      Stai mentendo al paziente, sta vendendo una caramella dicendo si tratti di un farmaco. Senza considerare che è proibito (giustamente) prescrivere placebo ai pazienti.

      Se gli omeopati ammettessero questo, dicendo "noi diamo il placebo quando non serve un vero farmaco", io li sosterrei, il punto è che loro pretendono che l'omeopatia sia medicina, per questo sbagliano, sono scorretti e disonesti.

      Infatti ho anche scritto che non chiedo di proibire l'omeopatia, chiedo (semplicemente) che sia venduta per quello che è, ciò che succede a qualsiasi, tutti i prodotti in commercio, non solo medicinali.
      Dire al paziente la verità, insomma.
      Chiedo troppo?

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  20. Ieri ho letto la notizia di due genitori condannati per l'omicidio colposo del figlio ucciso da un'otite bilaterale "curata"con l'omeopatia e trasformatasi in encefalite. Anche il medico che lo aveva in cura è sotto processo. Pensavo avrei gioito a una notizia del genere, ma la soddisfazione è stata subissata dalla commozione per il bimbo innocente ucciso dall'ignoranza.

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  21. https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/06/11/omeopatia-ricercatori-italiani-scoprono-dati-falsati-rivista-di-nature-ritira-larticolo-che-ne-sosteneva-lefficacia/5248248/

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  22. E' la prima volta che ti scrivo ma e' tanto tempo che seguo e apprezzo il tuo blog.

    Non ho mai commentato perche' non sono competente in materia, pero' mi e' capitato di notare una cosa curiosa riguardo ai "farmaci omepatici" che non mi pare tu abbia mai discusso: i farmaci da banco etichettati e/o individuati sullo scontrino fiscale delle farmacia come "omeopatici" che hanno abbondantissime dosi di principi attivi notoriamente efficaci.

    Mi e' capitato di comprare una crema all'arnica 10% etichettata come "omepatica". Che ovviamente e' risultata efficace. Cosi' come collirio decongestionante con camomilla e altre erbe, o altri prodotti con acido ialuronico.

    E' piu' difficile convincere qualcuno che l'omeopatia e' una truffa quando questo ha provato effettivo sollievo a qualche inconveniente da "farmaci omeopatici" che sono tutt'altro che tali

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