mercoledì 11 novembre 2020

Covid: cosa fare?

Nel caos di informazioni e notizie (devo dire più confusionarie che semplificative) in tanti hanno dimenticato, anche a livello istituzionale, di diffondere i concetti più basilari e pratici. Abbiamo sentito parlare di carica virale, test molecolari, indice di contagiosità, fino allo sfinimento ma quasi mai di comportamento. Tutto interessante ma nella vita di tutti giorni, visto come questa epidemia ci sta condizionando, sarebbe il caso secondo me di dire ai cittadini cosa bisogna fare in caso di problemi legati a questa pandemia. In parole semplici.

Non è facile esemplificare e non è facile dare informazioni utili senza sostituirsi alla fondamentale opinione e presenza del proprio medico ma credo che tra i servizi di questo sito e miei, come medico divulgatore, non può mancare un consiglio di questo tipo.

Allora, visto che vorrei aiutare, aiutatemi a non fraintendere.

Quello che scrivo NON si sostituisce al parere del medico, non è valido per tutti e sempre ma è una lista di consigli veloci che può servire a chi ha dubbi, paure o sospetti.
Ho pensato di scrivere questa cosa perché (anche a differenza della prima ondata di epidemia) ho notato un aumento di persone che hanno paura quando sentono qualche sintomo, hanno dubbi su cosa fare, chi chiamare, se prendere farmaci e quali.
Poi ho pensato che anche io, da medico, dovrei andare a consultare le regole della mia regione di residenza, perché (e la formulo anche come domanda: perché?) nessuno ha mai pensato di realizzare dei volantini, dei comunicati, dei piccoli manuali su cosa fare se si hanno problemi di questo genere. Non tutti hanno internet, non tutti lo sanno usare, non tutti capiscono bene ciò che leggono. Non sarebbe a questo punto giusto fare un'operazione di informazione capillare invece di lasciare tutto alla libera interpretazione personale (che a quanto pare non sta dando grandi frutti)?

Si deve pensare inoltre che stiamo andando incontro alla stagione invernale e quindi sintomi di tipo influenzale saranno frequenti e diffusi. Se non si vuole il panico e l'intasamento di centralini e ospedali, forse è meglio spiegare cosa fare.
E qui ancora una nota polemica: ma non c'è chi ha il compito di fare queste cose?

Ora torniamo alla versione non polemica e mettiamoci al servizio di chi legge.

Importante: molte regioni hanno regole e organizzazione diversa una dall'altra, prendete questi consigli come consigli generali, per sapere come muoversi ma cercate nei siti della vostra regione il comportamento da usare per ogni caso (dove fare il tampone, dove telefonare se si ha bisogno e così via). Ho creato una guida breve, veloce, semplice proprio perché credo sia quello che serve. Niente lunghe spiegazioni o premesse, domanda e risposta. Iniziamo.

Covid: cos'è.

Una malattia di tipo respiratorio causata da un virus della famiglia dei Coronavirus (COronaVIrusDisease), alla quale appartengono altri virus che causano quasi tutti sindromi simil influenzali. La malattia ha in genere decorso benigno ma può essere pericolosa sia in persone giovani e sane ma soprattutto in persone anziane o con malattie importanti. Le complicanze più gravi sono quasi tutte a carico delle persone molto anziane (>80 anni) e con malattie (tra le quali ipertensione e diabete), questo non significa che i più giovani siano esenti dalle stesse o che non siano un pericolo per chi sta attorno. Importante quindi non contagiarsi ed evitare di contagiare gli altri.

I sintomi della malattia possono essere sfumati.

Tosse, mal di gola, diarrea, malessere, dolore toracico, dolori muscolari e articolari, stanchezza importante ma può presentarsi già con sintomi più seri come la dispnea, cioè la difficoltà a respirare o la febbre molto alta. La presenza di questi sintomi "classici", accompagnata da altri più tipici come la perdita del gusto o dell'olfatto, deve fare pensare alla possibilità di aver contratto la malattia Covid. Un'altra caratteristica di questa malattia è che può peggiorare in maniera imprevedibile (invece di migliorare come una malattia benigna, peggiora) e quindi il paziente noterà che i sintomi, che si alternano con miglioramenti e peggioramenti e spesso improvvisamente peggiorano senza ulteriori miglioramenti. Questo è un brutto segno che merita attenzione.

Ho dei sintomi, mi devo preoccupare?

Dipende.

Se i sintomi sono come quelli di un raffreddore classico non c'è motivo di allarmarsi. Tosse (in genere secca) anche insistente, febbricola (37,5-38,0 °C), stanchezza, dolori articolari, possono essere il segno della malattia iniziale. In questo caso l'ideale è eseguire un tampone (per sapere se si è contagiosi e sapere come comportarsi). Informarsi con ciò che si è deciso della propria regione di residenza, in genere la procedura prevede la chiamata al medico curante che indicherà cosa fare (le regole cambiano anche continuamente) e dove recarsi per approfondimenti. In quasi tutte le regioni il medico di medicina generale farà un'impegnativa per recarsi in un centro dove si effettuano tamponi. In genere, visto l'afflusso, si può perdere da qualche ora a un'intera mezza giornata, organizzarsi di conseguenza.

  • Se si è negativi bene, probabilmente ci si trova di fronte a una delle tante sindromi parainfluenzali (anche in questo caso sarebbe bene avere qualche accorgimento per evitare di trasmetterle), riposo e farmaci sintomatici al bisogno, passerà. Ma attenzione al decorso dei sintomi, se peggiorassero avvertire il proprio medico. Da non scartare una ripetizione del tampone.
  • Se si è positivi ai controlli si è affetti da Covid.

A questo punto è fondamentale l'uso di cautela in famiglia e con i contatti prossimi. Cercare in tutti i modi di isolarsi, usare stoviglie e biancheria separata, dormire in camere separate, usare la mascherina anche a casa, evitare contatti stretti. Si fa per sicurezza e per non diffondere la malattia, finché possibile. Se i sintomi sono gestibili e non gravi è molto meglio fare tutto a casa, in ospedale non farebbero niente che non si potrebbe fare a casa propria. Ovviamente avvertire il proprio datore di lavoro e prevedere almeno 15 giorni di isolamento.

Non andare all'ospedale o dal medico in questo caso (pochi sintomi, gestibili, condizioni buone). Non andare in pronto soccorso. È inutile e non si farebbe nulla di diverso.
Gestire i sintomi come si farebbe con un normale raffreddore: riposo, idratazione, mantenere contatto con il proprio medico, se la temperatura fosse vicina ai 38 °C e si ha malessere generale senza ulteriori sintomi importanti può essere utile il Paracetamolo che va preso alla dose massima di 3 grammi al giorno (3 compresse da 1000 mg, quindi massimo 3 al giorno, una ogni 8 ore).

Se i sintomi fossero peggiori o comparisse un peggioramento repentino, avvertire il proprio medico o il pediatra in caso di bambini.
Recarsi in pronto soccorso se:

- Si ha difficoltà a respirare.

- Si ha una temperatura corporea superiore ai 39 °C

- Si perde conoscenza o si hanno sintomi preoccupanti


Cosa faccio? Cosa devo controllare?

La temperatura corporea è ovviamente il primo parametro da controllare. Basta un normale termometro elettronico (sia quello a distanza che timpanico). Per temperatura elevata si deve intendere una temperatura superiore ai 38 °C, al di sotto si parla di febbricola (e ricordare che fino a 37 °C la temperatura è considerata normale) che è qualcosa che NON deve preoccupare. Per cui è tranquillizzante una temperatura fino ai 37 °C, è nel range normale se si arriva a 37,5 °C, è febbre oltre questo valore.

Se si desidera si può acquistare anche un saturimetro che è un strumento elettronico capace di misurare la saturazione di ossigeno del sangue (pO2). Questo strumento non è indispensabile e deve essere usato con cautela, altrimenti diventa un controllo maniacale che può indurre ipocondria o stress senza motivo. Non è uno strumento indispensabile, la dispnea (difficoltà a respirare) si nota, si avverte e non sarà certo lo strumento ad avvertirci che c'è.

Se si ha un saturimetro basta un controllo due volte al giorno (mattina, pomeriggio verso sera) che dovrà dare una saturazione uguale o superiore al 96% e normalmente questo valore va dal 97 al 99%. Se il valore fosse basso (per esempio 90%) sarà il caso di chiamare il medico o, se non rintracciabile, andare in pronto soccorso, a maggior ragione in presenza di altri sintomi (febbre, tosse). Il controllo della pressione arteriosa, se non per altri motivi, non è fondamentale in questa patologia. Ovviamente questo ha un significato in presenza di contagio conclamato (tampone positivo). In caso di contagio escluso tutto va visto come, da sempre, si affronta una malattia influenzale, senza sottovalutazioni né drammi.

Devo comprare qualcosa in particolare?

Non ha senso (e può essere dannoso) trasformare la casa in un reparto ospedaliero. Quello che serve in genere lo abbiamo già ma direi che è sufficiente:
- Paracetamolo (compresse da 1000 mg per adulti, 500 mg. per bambini, fino a 12 anni).
- Termometro: vanno bene tutti i tipi.
- Saturimetrro: si acquista in farmacia e on line, costo attorno ai 30 euro. Vanno benissimo quelli portatili ("da dito"). Considerarli indicativi perché la qualità, non sempre ottima, potrebbe fornire valori non precisi.

Che farmaci devo prendere?

Oltre ai sintomatici (paracetamolo, per la febbre) non serve prendere altro. Si può anche non prendere nulla se i sintomi sono scarsi o nulli. Idratarsi, mangiare in maniera equilibrata preferendo verdure e frutta, dormire sufficientemente, sono consigli sempre validi.

Non c'è nessun farmaco che possa migliorare la malattia, soprattutto nelle fasi iniziali, in quelle gravi e avanzate le terapie saranno eventualmente somministrate in ospedale. Vitamine, integratori e simili, non hanno nessuna azione. Non assumere cortisone se non ci sono sintomi perché può causare danno al sistema immunitario e quindi favorire l'infezione. Non assumere eparina, idrossiclorochina, se non ci sono sintomi, sono farmaci potenti e possono avere effetti collaterali anche gravi.
Se quindi i sintomi non sono gravi o preoccupanti la malattia è assolutamente gestibile a casa senza particolari accorgimenti.

Quando chiamare il medico?

Come detto prima: solo in presenza di sintomi non lievi che facciano pensare al Covid (o con questi sintomi e positività al Coronavirus). Per riassumere.

Tosse, febbre (oltre i 37,5 °C), malessere generale.

Quando andare in pronto soccorso?

Febbre elevata (>38 °C) e/o dispnea e/o grave stato generale, a maggior ragione se è accertata positività al virus. Uno di questi sintomi o più sintomi associati richiedono controllo in pronto soccorso. 

Cosa succede dopo?

Se si è arrivati in ospedale saranno i medici a decidere in base alla situazione. Se è richiesto il ricovero le cure avverranno in ospedale. Se si rimanda a casa si può continuare l'isolamento e le cure sintomatiche. Quindi il "cosa fare" si chiude qui. In base alle decisioni delle singole regioni le persone con sintomi gravi (e positive) da Coronavirus saranno ospedalizzate e ovviamente si seguirà l'iter corretto. Stessa cosa per le persone positive ma senza (o con pochi) sintomi. Si starà a casa in isolamento in attesa della scomparsa dei sintomi e della negativizzazione. Successivamente si tornerà alla vita normale.

In genere la malattia dura 12-16 giorni, con sintomi che possono persistere anche a lungo e ripresa lenta (per esempio la stanchezza tende a durare alcune settimane).

Bisogna mantenere la calma perché il panico non risolve nulla e rischia di peggiorare le cose.
Non si va al pronto soccorso "per sicurezza" prima di tutto perché se malati si rischia di diffondere ulteriormente la malattia, poi si sovraccaricano le strutture con interventi non necessari e poi, se non malati, si rischia di essere contagiati perché l'ambiente ospedaliero è quello più a rischio. Ragionare bene, dunque, evitando le decisioni dettate dalla paura.

È importante quindi razionalizzare, prendere le cose per quello che sono, questa malattia è subdola ma è una malattia come tante altre che permette la prevenzione (con le misure di sicurezza) che sono a oggi la nostra arma principale, quindi calma e sangue freddo.
Finirà se riusciamo a capire che le epidemie fanno parte della storia dell'umanità, comportiamoci di conseguenza e tutto andrà per il meglio.

Esistono numeri utili per informazioni generali (quindi non numeri di pronto soccorso ma solo per chiedere informazioni sulla situazione, organizzazione, su cosa fare o a chi rivolgersi per un problema). Io consiglio di chiamare ai vari numeri regionali (sono più aggiornati sulla situazione locale) ma esiste anche quella nazionale del ministero della salute, questo: 1500. Qui la pagina del ministero della salute con informazioni, dati e recapiti utili.

Qui una lista dei numeri regionali ai quali rivolgersi per informazioni.
Ovviamente restano validi i numeri di emergenza 118 e 112 per le chiamate in casi molto urgenti.

Alla prossima.

53 commenti:

  1. Bè, non commento mai ma stavolta un grazie ci sta proprio: quindi GRAZIE!

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  2. Salve dottore, ogni tanto si legge che qualcuno, dopo il tampone, risulta "debole positivo". Come dobbiamo interpretare questo "debole"? la persona è comunque contagiosa? Avrà gli stessi sintomi dei.... "normali positivi?" Grazie.

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    1. "Debolmente positivo" significa contagiato. Probabilmente con bassa carica virale (o errore nell'esame). Quindi potenzialmente contagioso e doverosamente da isolare e usare precauzioni. Possono essere pochi sintomi (e persino nessun sintomo) ma è pur sempre una persona a rischio per sé e per gli altri.
      Poi il comportamento preciso da adottare dipende dagli eventuali sintomi.

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  3. https://www.ordine-medici-firenze.it/modulistica-docman/varie/406-protocollo-operativo-gestione-domiciliare/file

    in toscana si consigliano anche farmaci specifici (vedere link). Che ne pensa?

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    1. È una vademecum per medici, non per i cittadini, normale che suggeriscano farmaci.
      Domanda: ma l'Idrossoclorochina non era "passata di moda"?

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    2. Li ipotizza solo in caso di Covid conclamato o sospetto Covid in soggetti a rischio. Sono alcuni schemi già conosciuti ma fondamentalmente senza evidenza di efficacia. Come detto NON c'è una cura con chiara e dimostrata efficacia per pazienti con sintomi generici. Per quelli più gravi c'è il ricovero e terapie specifiche.

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  4. Grazie, utile. Speriamo di non averne bisogno

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  5. Buonasera e grazie per le informazioni! Volevo chiederle ( scusi se vado un po' fuori argomento) il suo parere sul vaccino antinfluenzale per i bambini. Quest'anno,cosa mai successa gli anni scorsi,la pediatra tramite la segretaria ha chiamato tutti i suoi assistiti dicendo che chi voleva vaccinare i propri figli doveva lasciare il nominativo e poi saremmo stati richiamati. I miei figli hanno fatto tutti gli altri vaccini disponibili obbligatori e non, ma per l'anti-influenzale tra i pediatri sento pareri discordanti in merito alla sua scarsa efficacia nei bambini. Se le va può dare qualche delucidazione in merito? Grazie e buona serata.

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  6. Il vaccino antiinfluenzale non è ovviamente obbligatorio ma da un paio di anni le linee guida lo consigliano anche ai bambini dai sei mesi in poi. Buona idea, l'influenza (non il raffreddore, l'influenza) può essere davvero rischiosa per i bambini.
    Il problema è che questo vaccino è meno efficace di altri. Lo è ma non tanto (circa il 60-70% di efficacia, in base all'età).
    Quest'anno, anche vista la situazione (e anche la scarsità di vaccini, io per esempio non sono ancora riuscito a farlo) sarebbe meglio (mia opinione personale) riservarlo alle categorie più a rischio che sono:
    -anziani.
    -malati cronici
    -donne in gravidanza

    Per questo penso sia giusto dire che se un genitore vuole proteggere il proprio bambino dall'influenza fa bene a vaccinarlo, lo raccomandano anche le linee guida, io invito a non considerarlo indispensabile (come sono invece quelli obbligatori).

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    1. Io sono donatore di sangue e, almeno localmente, hanno consentito a tutti i donatori di fare il vaccino antinfluenzale gratuitamente. Ho chiesto se era il caso che lo facessi anche io, dato che sono al di sotto dei 65 anni e non sono in una categoria a rischio. Mi è stata data una risposta in due parti un po' contraddittoria:

      -Quest'anno è bene se si vaccinano tutti, cosí se qualcuno avrà dei sintomi simili a quelli dell'influenza, sarà piú facile e rapido fare la diagnosi di COVID

      -Purtroppo però abbiamo già finito tutte le dosi messe a disposizione dalle strutture sanitarie, nell'arco di 24 ore. Però può chiedere al suo medico di base e fare il vaccino gratuitamente, se è donatore.

      Il mio medico di base s'è rotto un braccio e torna al lavoro a breve, pensavo di chiedere il suo parere. Lei dice che dovrei approfittare e farmi vaccinare, oppure lasciare la mia dose di vaccino ad altri che ne hanno maggiore bisogno?

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  7. Caro Dottore, sempre grato per il suo lavoro. Vorrei chiederle: la regola dedicata ai positivi a lungo termine, ovvero che si possa uscire dall'isolamento dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi e almeno 7 giorni dalla scomparsa, assicura che non si possa più contagiare nessuno? La persistenza di sintomi, anche molto blanda (a parte perdita di gusto e olfatto: intendo qualche isolato colpo di tosse o starnuto o stanchezza) , è invece indice di contagiosità persistente? Grazie molte.

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    1. Un isolamento di 21 giorni è considerato più che sicuro. Sia perché non si conoscono malattie infettive (con contagio aereo) che sono contagiose per più di questo periodo sia perché in mancanza di sintomi (o con pochissimi sintomi) la possibilità di contagio è molto bassa o inesistente. Certo che più si sta in isolamento meglio è ma bisogna raggiungere un equilibrio tra sicurezza e vita normale.

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  8. Carissimo Di Grazia (che ho avuto il piacere di conoscere personalmente), lei è chiarissimo.
    Non lo è del tutto per me il referto dell'esame sierologico cui mi sono sottoposto su invito della mia azienda.
    Non reca infatti i termini, forse banali ma risoluti ''POSITIVO'' o ''NEGATIVO'' ma bensì

    'Esame Risultato UM Valori Riferimento Validato da TEST SIEROLOGICO COVID-19
    IgG met. Chemiluminescenza CarNi 07.11 4,74 < 12,0 AU/ml Non reattivo 12,0
    - 15,0 AU/ml Dubbio > 15,0 AU/ml Reattivo

    ..che vor dì quel 4,74 su <12 ??? E' fisiologico, normale per questo esame, o magari significativo per qualsiasi altra cosa -che sia niente di che o preoccupante, oppure non 'reagisce' con i parametri di questa specifica richiesta, e quindi non definibile, o infine magari 'leggermente positivo' e dunque comunque positivo? sarà pure scientificamente misurato e refertato ma non sarebbe meglio se non sentenziare almeno proporre, di grazia, un semplice Sì o NO ?

    grazie :-)

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    1. pare non sia proprio possibile ottenere una -semplice - risposta a questa mia domanda forse mal posta o poco interessante.
      pazienza. grazie ugualmente per lo spazio concesso e sempre per le (altre) utilissime e puntuali informazioni.

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  9. Complimenti, sintetico e chiaro! È ciò che noi medici in prima linea facciamo ogni giorno. Attualmente ho una media (prevalenza) di 30 pazienti covid positivi per lo più asintomatici. Consiglio a molti di procurarsi un saturimetro che permette di monitorare l'evoluzione della malattia in maniera molto precoce e precisa. In questo frangente il saturimetro probabilmente permette di salvare la vita ad alcune persone perché fa decidere per il ricovero e quindi una diagnosi precisa e rapido inizio terapia senza perdere ore o gorni. Il tempismo è (quasi) tutto anche in questa malattia. Antonio Pratesi (Veneto)

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  10. Buongiorno dottore, ottimo articolo di divulgazione senza informazioni che poi non tornano utili. Una domanda la vorrei però fare: lei dice che è importante quindi razionalizzare, prendere le cose per quello che sono, questa malattia è subdola ma è una malattia come tante altre. Ma è vero che, purtroppo, anche se la superi questo virus può dare in tanti casi danni a medio-lungo termine? Ho sentito che anche gli asintomatici e chi ha forme di malattia blande possono poi scoprire di avere comunque danni al cuore o ai polmoni. Cosa sa dirmi in merito? La ringrazio molto.

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    1. Non si hanno ancora certezze (perché la malattia la conosciamo da pochissimo) ma sembra proprio che, soprattutto in persone con forme gravi, la malattia lasci strascichi non indifferenti. Soprattutto a livello polmonare. La grave fibrosi provocata migliora (quando migliora) ma impiega mesi a regredire e probabilmente lascia qualche residuo. Ovviamente un giovane, sano, risponderà meglio di una persona già provata o malata cronica.

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  11. Fortunatamente pare che quest'anno la stagione influenzale sarà soppressa. Nell'emisfero australe nel loro inverno di quest'anno, si è avuto un calo fino al 99% dei casi, immagino come gradito effetto collaterale delle misure anticovid.

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  12. Buongiorno Dott.
    Ci vorrebbe una guida per i negativizzati. In quanto tempo ci si negativizza mediamente? Come si devono comportare i negativizzati?
    Ad esempio nel caso di un genitore anziano.
    Cosa si sa della contagiosità post malattia?
    Sì parla di immunità ma poco d'altro.

    Grazie!

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  13. La ringrazio moltissimo per la chiara informazione, e di, concordo con lei, nella valanga immensa di informazioni poi districarsi è complicato. La speranza è anche che la rete dei medici di famiglia "regga" sia all'impatto numerico della gente che a torto o a ragione vi accede, sia al modo nuovo o alternativo di confrontarsi con i pazienti, anche in questo caso da remoto.
    Una notazione solo sul "non spaventarsi" e sul razionalizzare. Non so quanto in realtà possa essere oggetto di volontà; se io sono spaventato, posso anche dirmi di stare tranquillo, ma spaventato resto. Posso evitare di fare azioni stupide o irrazionali, questo si, ma la paura non è una cosa che si possa un gran che comandare.

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    1. La paura è irrazionale, ovvio. Ma, tranne ricorrere a terapie, non c'è altro modo di combatterla che rendersi conto dell'irrazionalità stessa. Questo consiglio proviene dalla mia esperienza personale professionale. Quando, da medico, mi trovo di fronte a un evento inaspettato, gravissimo, improvviso, il cervello ti dice istintivamente "scappa" (e lo fa proprio causando paura e negazione dell'evento). L'unico modo di affrontarlo (e di farlo bene) è razionalizzare: "sono qui per questo, è successo perché può succedere, proviamo a sistemare le cose come si deve".

      Non è facile ma è un buon modo (secondo me) di affrontare questo periodo.

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  14. Buongiorno,
    lei ha scritto:
    "Ho dei sintomi, mi devo preoccupare? Dipende.
    Se i sintomi sono come quelli di un raffreddore classico non c'è motivo di allarmarsi"

    Osservo:
    Allarmarsi di certo no, concordo, ma qualche domanda secondo me bisogna pur porcela e in particolare la seguente: come mai in una situazione come quella che stiamo vivendo, di massima igiene, distanziamento sociale, mascherine, ecc. ho preso il raffreddore che, se non mi sbaglio, dovrebbe essere sempre la conseguenza di un virus?

    Lo evidenzio per esperienza personale, in quanto a seguito di tampone eseguito prudenzialmente per via di un breve raffreddore, tra l'altro durato meno di tre giorni e senza alcun altro malessere (eccetto un leggero mal di gola per un paio di giorni), sono risultato positivo al Covid-19.
    Del resto, sembra ormai evidente che il numero di asintomatici e lievemente sintomatici sia molto elevato rispetto alla percentuale che sconta la malattia in modo più pesante o serio.

    Allora, non fosse altro per senso civico e prudenziale, qualsiasi sintomo, pur senza allarmi, dovrebbe essere ricondotto a questa possibilità in via primaria; o no?
    Insomma, non capisco quando viene detto "che stiamo andando incontro alla stagione invernale e quindi sintomi di tipo influenzale saranno frequenti e diffusi." Con tutte queste misure e con il distanziamento sociale....mah!
    Come qualcun altro ha osservato tra le varie risposte a questo suo articolo, in altri paesi che hanno già superato la stagione invernale, la diffusione influenzale ha avuto tassi di riduzione davvero importanti.
    La verità e che ad oggi la stessa scienza ci ha capito davvero poco di questo virus e di questa epidemia .... opinione personale naturalmente.
    Cordiali saluti

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    1. ho una bimba di un anno e mezzo, e, una settimana si e una no, praticamente, ha tosse e moccolo... io sul posto di lavoro e fuori sono molto scrupolosa con le misure di sicurezza, dato che lei non porta la mascherina, e io in casa con lei neppure, seguo pure io questo iter, immaginando di aver preso l'infezione da lei, e quindi una settimana si e una no sono sempre a chiamare il MMG per analizzare i sintomi e ovviamente spero sempre che sia un semplice raffreddore... oltre ad aver fatto il test immunologico gratuito in farmacia, non posso certo intasare il ss con un tampone ogni due settimane... quindi non mi resta che essere scrupolosa con le misure di sicurezza a lavoro e fuori, per salvaguardare le altre persone... e stare a casa se il raffreddore è molto potente....

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  15. Allarmarsi di certo no, concordo, ma qualche domanda secondo me bisogna pur porcela

    Certo. Siamo esseri pensanti, non automi. Così se abbiamo qualche sintomo ci poniamo delle domande. Se i sintomi sono banali e trascurabili non ci allarmiamo, se c'è qualcosa di più o chiari sintomi preoccupanti ci allarmeremo facendo ciò che si deve fare. L'ho scritto, d'altronde.

    come mai in una situazione come quella che stiamo vivendo, di massima igiene, distanziamento sociale, mascherine, ecc. ho preso il raffreddore che, se non mi sbaglio, dovrebbe essere sempre la conseguenza di un virus?

    Perché le norme di sicurezza non le segue nessuno (tranne personale addestrato in situazioni di lavoro) alla lettera. Lei la mette la mascherina? La mette come bisogna metterla? Non tocca niente, superfici, oggetti, denaro, persone? Usa gli occhiali protettivi? È sempre ad almeno un metro di distanza dagli altri?
    E così via.
    Il virus non scappa se vede una mascherina, cerca una via d'ingresso e la trova. Le misure di sicurezza servono a RIDURRE il rischio di contagio, non a cancellarlo.

    qualsiasi sintomo, pur senza allarmi, dovrebbe essere ricondotto a questa possibilità in via primaria; o no?

    No. Ma se lei vuole, come ho scritto, in presenza di sintomi anche banali si può isolare a casa. Potendolo fare farebbe anche bene. Questo vale anche per l'influenza, non lo sapeva? Chi ha l'influenza dovrebbe stare chiuso a casa, una regola esistente da sempre.

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    1. In caso di influenza si dovrebbe sempre restare a casa. Purtroppo nei luoghi di lavoro spesso questo non è compreso. Spesso venire in ufficio mezzo malato vuole dire dirsi superiori, anche se si perde concentrazione, giudizi, se si contagia tutti gli altri bloccando in breve l'ufficio stesso. Se si porta in ufficio l'influenza è meno un disvalore rispetto a due giorni di mutua in più.
      Purtroppo abbiamo molta strada da fare dal punto di vista culturale.

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  16. Molto chiaro, come sempre.
    Direi anche che una lista di consigli come questa potrebbe risultare utile a molti: perchè non reimpaginarlo in formato PDF stampabile e aggiungere il link a fondo pagina?
    Credo che una stampa potrebbe diventare tranquillamente quel manuale o volantino che nessuno ha ancora pensato di fare...

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  17. Dottor Di Grazia lei ha preso, come molti del resto, un abbaglio sull'idrossiclorochina dicendo che non funziona e/o che sarebbe addirittura pericolosa. Sì ho visto la metanalisi che ha tweeetato ma, mi scusi, lei è vittima inconsapevole del bias di conferma che le fa vedere solo cose che confermino le sue opinioni e la rende cieco alle altre (non se la prenda: essere vittima del bias di conferma capita anche ai migliori9 infatti si dà il caso, se non mi crede può controllare, che lancet abbia eliminato, in quanto giudicato fraudolento dopo l'intervento di ben 120 ricercatori, lo studio che in primis aveva affossato l'uso di questo farmaco contro il covid. Ho moltissimo altro da dire sull'argomento ma per ora chioso dicendole che anche lo stuio recovery è fatto male, per varie ragioni ma principalmente due sono rilevanti:

    1)Un uso troppo tarivo dell'idrossiclorochina (l'ideale è usarla entro le prime 72 ore)
    2)dosaggi sbagliati (non è che debba credermi sulla parola, facia come ho fatto io...legga, non linko qui nulla perché non so se quei link lei li giudichi ammissibili oppure no ma se cercand io ho potuto leggere certe cose semplicemente cercando (stavolta a differenza di casi passati non temo di poter aver capito male qualcosa) perché lei no?

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    1. Se sono attendibili e non vengono da fonti palesemente inaffidabili, non vedo perché il padrone di casa dovrebbe cancellare I link.
      I casi sono due: o gli studi che citi affidabili ma non possiamo valutarli se non posti il link, o si tratta di roba inaffidabile presa da siti inaffidabili e non verranno comunque presi in considerazione perché sono palesemente fuffa.

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    2. @Kokoro, non voglio certo sostituirmi al Dott. Di Grazia, ma quanto Lei riporta sull'idrossiclororochina spiega da solo perché sia presa scarsamente in considerazione.
      1) L'HCQ, Lei scrive, va usata entro le prime 72 ore. Il problema è che spesso e volentieri passano più di 72 ore primma che uno sappia di essere infetto da coronavirus.
      2) L'HCQ non è un farmaco da banco, richiede ricetta e controllo medico per evitare guai. Prenderla tanto per prenderla, come si fa con l'aspirina, non credo proprio che sia comunque raccomandabile

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    3. Sul punto 1 ti ri-controbatto che 72 ore sono tre volte 24 ore, cioè 3 giorni belli pieni, mentre oggi con il tampone rapido sappiamo in 15 minuti se siamo infetti o meno inoltre io ho detto "l'ideale è entro 72 ore" capiamoci bene...significa che ho letto di risultati positivi, nonostante tutto, persino oltre questa soglia sebbene ovviamente minori. Sul punto 2 ho da ridire che ovviamente l'assunzione avverrebbe sotto stretto controllo del medico di famiglia (la medicina territoriale, a proposito, va potenziata). Quanto ai link a rigor di logica dovrei aspettare il parere dl padrone di casa ma intanto provo a mettere, per controbilanciare quell'altra e sperando che sia un link accettato, il link di una metanalisi favorevole all'HCQ (scelgo la metanalisi come link primario, ancora in dubbio se l'accetterà o meno ma è tutto corretto quindi dovrebbe,peché da sola già prende in considerazione 143 studi tirando le somme per così dire...Vi bastano 143 studi?Una piccola chicca è che per l'HCQ hanno effettivamente trovato un bias di pubblicazione ma negativo...cioè tutti tendono molto più volentieri a pubblicarle contro che a favie e ciò nonostante gli studi favorevoli sono in schiacciante maggioranza):

      Dottor Di Grazia lei ha preso, come molti del resto, un abbaglio sull'idrossiclorochina dicendo che non funziona e/o che sarebbe addirittura pericolosa. Sì ho visto la metanalisi che ha tweeetato ma, mi scusi, lei è vittima inconsapevole del bias di conferma che le fa vedere solo cose che confermino le sue opinioni e la rende cieco alle altre (non se la prenda: essere vittima del bias di conferma capita anche ai migliori9 infatti si dà il caso, se non mi crede può controllare, che lancet abbia eliminato, in quanto giudicato fraudolento dopo l'intervento di ben 120 ricercatori, lo studio che in primis aveva affossato l'uso di questo farmaco contro il covid. Ho moltissimo altro da dire sull'argomento ma per ora chioso dicendole che anche lo stuio recovery è fatto male, per varie ragioni ma principalmente due sono rilevanti:

      https://hcqmeta.com/

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    4. Post scriptum: non so come verrà giudicato il link in sè ma la metanalisi io l'ho trovata fatta davvero bene e per concludere vi informo che diversi anni fa, poi non ci siamo più tenute recprocamente in contatto ma va bene perché questo è un altro discorso, conoscevo una giovane affetta da lupus...perché ne parlo qui ed ora?Perchè in quegli anni che l'ho conosciuta mai una volta cheabbia riportato danni alla retina e/o problemi cardiaci (ok che una rondine non fa primavera ma parliamo di una giovane, voi capite, costrtta a prendere l'HCQ veramente come fosse semplice aspirina, non che le avessi mai chiesto specificatamente cosa prendese (non eravamo così tanto intime, solo conoscenti) MA avendo io saputo in sguito che l'HCQ è la cura d'elezione per il lupus e che l'HCQ si usa in modo sicuro ed efficace per quello, per la malaria e per l'artrite reumatoide da tipo 50 anni ebbene ho fatto il classico 2+2 circa questa mia conoscente (avesse avuto problemi alla vista e/o al cuore me ne sarei dovuta accorgere)

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    5. @Kokoro, di nuovo senza sostituirmi al titolare, faccio notare che 72 ore possono essere poche o troppe, dipende dalle circostanze. Tamponi rapidi affidabili iniziano ad essere disponibili ora, non lo erano mesi fa, e non ovunque.
      Si ribadisce che se se un farmaco va assunto sotto controllo medico, la sua utilità cala laddove sia efficace se assunto subito. Vi saranno sempre ritardi. Qui parliamo di una patologia che interessa, solo in Italia, decine di migliaia di persone al giorno.
      In ogni caso o si vuole credere ai complotti o si prende atto che se nesdun governo ne ha promosso un uso diffuso è perché di scarsa utilità

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    6. Di quali complotti parli?Al contrario a me risulta ch in diversi stati esteri l'HCQ sia di uso comune, proprio terapia d'elezione, contro il covid. Ok su alcuni stati mi servono confeme ulterioi, hai presente la verifica delle fonti, , ma fin d'ora posso dirti per certo che in Svizzra e Cina le cose stanno così (piccola chicca: Della Svizzera sono più che sicura grazie a nostri connazionali che fanno i trasfrontalieri proprio pe procurarsi l'HCQ contro il covid visto che qui l'Aifa non ne autorizza l'uso off label, dev'essere vero perchè ne hanno palato i media mainstream...i professionisti dell'infornazione...se non posso fidarmi di loro alloa di chi?Mentre della Cina so in modo ben più diretto...dalla testimonianza di una persona che ha la mia piena fiducia. Qualcuno mi ha anche detto della Germania ma non so se crederci o no perché quest'altra persona non ha la mia piena fiducia, voi capite. Dovrei fare io lunghe ed approfondite ricerche con verifica delle fonti ma detto in tutta franchzza: Assodato che l'HCQ davvero funziona che differenza può mai fare per me all'atto pratico se è usata in un numero X di stati o 2X o 3X o 4x?Se funziona..funziona stop ma comunque un gorno o l'altro la farò questa ricerca). In più tu parli di efficacia dubbia ma dove?Come?Io ho portato dati concreti di ricerche fatte bene che dimostrano inequivocabilmenteche l'HCQ funziona e se non ho preso un granchio colossale, te l'ho detto e ripeto su molti..troppi stati non ho conferme 100% scure che le ose stiano così, a me risulta che gli unici due stati del mondo civile in cui non viene usata d'elezione contro il covid siano gli U.S.A. e l'Italia. Che poi se queste mie informazioni salvassero anche una sla vita di un mio connazionale io ne sarei più che felice: Il mio intento primaro comunque è solo informativo poi ognuno faccia come vuole. Quanto ai medicinali da prendersi solo su controllo medico be' io non ho lamntato ritardi nè disservzi da questo sistema l'ultima volta che mi si cariò un dente e dovetti prendere l'antibiotico, sotto controllo medico appunto, in attesa poi di andarrmelo ad estrare quindi...non so tu in che Italia viva @Vincenzo ma nella mia Italia non ci sarebbero problemi per una cura domiciliare con HCQ infine...se è, come dici tu ma non credo, così tanto difficile intervenire sul covid entro le prime 72 ore, dici poche, con l'HCQ allora dovresti spiegarmi com'è possibile che una metanalisi di 143 studi dica il contrario (poi detto en passant: se uno è venuto in contatto con un soggetto a rischio lo sa anche prima dll'esito del tampone e guarda un po' il caso in quegli studi c'è anche una parterelativa ad un uso preventivo dell'HCQ...ma poi chi è che non sa oggi giorno se ha avuto oppure no contatti a rischio?E andiamo su non siamo cavernicoli...Un ultima cosa e poi davvero basta: l'HCQ è in uso approvato da 50 anni conosci per caso un farmaco più longevo?Nel senso: non ti basta già questo a povarti che è sicura?Sì sul fogletto si pala di ischi cardiaci ma andiamo...in quante persone seriamente?Non ce lo vedo, ad esempio, uno che sa di essre cardiopatico assumerla e oggi chi non lo sa di esserlo'Con quest'ultimo post per me il discorso è definitivamente chiuso e restiamo tutti in diligente attesa di ciò che irà il dottore)

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    8. @Kokoro
      Non sono qualificato a rispondere sull'efficacia terapeutica dell'HCQ.
      Se ne è parlato qui in un post precedente e ulteriori chiarimenti li puoi chiedere al titolare del blog.
      Il fatto che l'HCQ sia in uso da oltre 50 anni, l'aspirina da oltre 100 se è per questo, significa che serve e funziona bene per alcuni scopi, non che possa essere utilizzato sempre e comunque.
      Se fosse un farmaco a basso tasso di rischio non avrebbe bisogno di ricetta medica, non credi?
      L'aspirina la puoi comprare senza ricetta e usarla come e quanto vuoi, anche se non dovresti. Evidenteme si ritiene che i rischi di un cattivo uso dell'aspirina siano minimi e quindi la sua vendita è libera.
      Così non è per l'HCQ. Non so il perché ma devo ritenete che presenti rischi che prima vanno valutati dal medico, e questo a prescindere dal covid.
      Per il resto risponderà il Dott. Di Grazia.

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    9. L'idrossiclorochina non ha nessun motivo per funzionare con il Covid e infatti non funziona come mostrato dalle ricerche più serie sul tema (lo studio di Lancet non è l'unico).
      Poi uno può non crederci, usarla lo stesso o usare quello che vuole, non devo scrivere ciò che piace ma ciò che è scientificamente oggettivo.
      Tra l'altro questa molecola non è neanche così inoffensiva e presenta un rischio cardiaco non trascurabile. Uno studio recente nota come idrossiclorochina+azitromicina (uno degli innumerevoli cocktail tentati in questi mesi) non solo nn funzioni ma AUMENTI la mortalità.
      Veda lei.

      Al contrario a me risulta ch in diversi stati esteri l'HCQ sia di uso comune, proprio terapia d'elezione, contro il covid.

      Assolutamente no. Dopo l'entusiasmo empirico iniziale (all'inizio abbiamo usato qualsiasi cosa, alla cieca, forse comprensibilmente ma prendendo granchi enormi), non c'è nessun protocollo o linea guida importante che usi idrossiclorochina. Mi risulta che qualche paese del terzo mondo (africa e sud America in particolare) usino in certi casi questo farmaco ma plausibilmente per un motivo molto pratico: costa poco e loro non hanno soldi per usare altro.

      E le sue informazioni sono sbagliate. Se uno usa l'idrossiclorochina con "fai da te" sono fatti (e rischi) suoi. Ufficialmente non è consigliata per nessuno e da nessuno (tranne qualche politico che fa propaganda ma qui parlo di medicina), come dice da mesi l'EMA (ente regolatorio europeo al quale anche la Svizzera afferisce). Le stesse autorità mediche svizzere hanno sottolineato i rischi e la mancanza di efficacia di questo prodotto: https://www.swissmedic.ch/swissmedic/en/home/news/coronavirus-covid-19/unerwuenschten_arzneimittelwirkungen_hydroxychloroquinundchloroquin.html

      https://www.aifa.gov.it/documents/20142/0/Comunicazione+EMA+su+clorochina+e+idrossiclorochina.pdf/28bc224d-fa4b-78c1-f7df-8e57eb78c49b

      Ora, ho notato nei suoi lunghi commenti un atteggiamento poco gradito in questo sito. Qui, essendo io a gestire il blog, essendo un medico e tenendoci particolarmente che siano diffuse informazioni corrette, non sono gli ospiti a dire cosa è cura o meno, cosa funziona o no, cosa è medicina e cosa non lo è. SONO IO.
      A buon intenditore.
      :)
      Saluti.

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    10. Il fatto è che esistono sia studi a favore che contro l'idrossiclorochina (questo deve riconoscerlo perché ci sono) quindi ora tutto dpende a quali studi scegliamo di credere o a quale fronte che dir si voglia. Io scelgo di credere a quelli a favore per vari motivi ma il più importante che mi ronza in ment adesso è che con gli attuali protocolli domiciliari prima e ospedalieri poi vigenti in italia un paziente covid su cento non ce la fa mentre ho letto sul foglietto illustrativo, che mi sono cercata online poco fa perché volevo l'esattezza assoluta, del plaquenil che solo in raramente ha comportato cardiomipatia. Cosa vuol dire raamente in termini medici lo so solo grazie a Telethon: ogni anno c'è la solita campagna di ricerca contro le malattie rare e un anno volendo approfondire googlai quanti casi dovese avere una patologia per essere definita rara...il risultato fu 1 su diecimila. Tirando le somme quindi: protocollo ufficiale = 1 morto ogni 100. Cura con Plaquenil, SE (ed è un grosso se ma in mancanza di una cura definitiva lei capisce che va bene tutto per me se mi dovessi ammalare poi non so gli altri...io non voglio obbligare nessuno, consigliare sì e visto che limitarmi a consigliare non è un atto medico ritengo di avene diritto...o no?) sono gli studi favorevoli all'HCQ ad avere ragione e non quelli contrari (non vorrei ricordare mal ma credo proprio che siano 75% contro 25% quelli a favore sugli a sfavore), solo un morto ogni diecimila e non più morti, o quasi ok non si possono salvare proprio tutti forse..., da covid in Italia...mmmm 1 su 100 o 1 su 10.000 morti?Secondo lei se io mi ammalassi prefeirei rischiare 1 morte su 100 o una morte su 10.000?Non ci sarebbe neanche da chiedermelo....dove ci metto la firma per avere un rschio di morte, in caso mi ammalassi, di solo 1 su 10.000 invece che 1 su 100?la firma cioè per assumermi la piena responabilità manlevando il mio medico curante da ogni conseguenza civile e/o penale in caso di guai visto che l'aufa ha vietato l'uso off label dell'HCQ tale manleva da parte mia si renderebbe necessaria nel caso io volessi proprio a tutti i costi curami con l'HCQ). io posso parlae solo per me in questo e non per 65 milioni di italiani ok ma sarei ben felice di mettere una tale firma (tanto se poi l'HCQ non dovesse funzionare che ho da perdere?l mio cuore è sanissmo, il rischio di 1 su 10.000 non mi preoccupa minimamente e non mi toccherà e infine se tutto falisce posso sempre tornare al protocollo standard italiano..ok riavrei il rischio 1 su 100 ma almeno le avrei tentate tutte prima...se ci fosse la cira definitiva che salva tutti ed è approvata da tutti sarebbe diverso ma non c'è. Quanto all'atteggiamento poco gradito le rispondo sinceramente: lei come tutti gli altri medici fa prescrizioni, questo le compete di diritto e non lo questiono ma non credevo che dare consigli fosse diventato criminale...o lo è da quando c'è il covid?Io poi volevo solo aiutare, davvero..l'ho scitto sopra: se un mio consiglio salvase anche solo una prsona, anche a fronte di tutti i rischi, ecco ch io ne sarei felicisima, tutto qui (questa è appunto la risposta più sincera che posso dare alle sue rimostranze quanto poi ai due link che mi ha fornito la ringrazio ma sono datati entrambi ad Aoile...Speravo in qualcosa di molto più aggiornato anche perchè nel mondo della ricerca a volte persino una sola settimana fa la differenza, no?) Distnti saluti anche a lei e stia bene (Comunque davvero quelli dell'aifa potrebbero almeno farmi il favore, in caso io mi ammalasi, di lasciarmi sceglere da sola, scegliendo appunto a quale dei due fronti di ricerche credere, come curarmi in piena libertà invece di vietarmi qualcosa.., va bene fermarmi ora altrimenti andrei troppo sul personale perciò la chiudo qui)

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    11. Non è criminale, ma in certi casi è irresponsabile. La sua macedonia di sentori, opinioni personalissime, di "se non ricordo male" e di estrapolazioni alla "la so da Telethon" è un esempio di consiglio da irresponsabili. E non solo per gli altri ma anche nei confronti di sé stessi. Ci pensi.

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    12. Qualunque cosa tu pensi di me e dei miei pareri @Francesco non puoi cambiare un semplice fatto concreto: Io ho condiviso con tutti voi una metanalisi che è a favore in modo schiacciante circa l'uso dell'HCQ contro il covid e mi aspettavo che il dottor Di Grazia o un altro dottore mi desse 2 possibili risposte opo averla letta:

      1)bocciare in toto, prove ed analisi alla mano, quei dati (a proposito: è tutto aggiornato al 20 Novembre adesso e adesso gli studi sono 145 non più 143)

      2)Approvare in toto, prove ed analisi alla mano, quei dati (in questo secondo caso magari dare anche una voce a quelli dell'aifa)

      ma nessunadi queste due cose è avvenuta fino ad ora. Ok aspetto ancora che qualcuno approvi entisiasticamente o bocci sonoramente, sempre dati concreti alla mano eh, tutto questo e nel frattempo...se mi ammalerò di covid dato che una cosa è vera fino a prova definitiva contraria allora pretenderò di curarmi con l'HCQ, chiarito questo ora sì che la discussione è davvero chiusa (prima la credevo solo chiusa ma non lo era, adesso sì) almeno per me fino alla prova regina in un caso o in un altro, quindi...buona serata a tutti e statemi bene.

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    13. Ma tu, questa meta analisi l'hai postata qui? Potresti mettere un Link, senza scrivere un post di un chilometro? Così magari la vediamo, una buona volta.

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    14. ho trovato il Link. che sito e' HCQ meta?? praticamente un sito creato per promuovere l'idrossiclorochina.
      le referenze sono tantissime, molti sono articoli di giornale (non esattamente scientifici..) e alcuni studi riportati come referenze non parlano nemmeno di idrossiclorochina: ce n'e' uno messicano sulla correlazione tra Proteina C reattiva e mortalita' dei pazienti covid in terapia intensive, che non nomina mai l'idrossiclorochina; uno cinese che mette a confront vari trattamenti (HCQ compresa) concludendo che non hanno grossi effetti; le poche referenze a favore dell'idrossiclorochina sono articoli di giornale entusiastici piuttosto vecchi e certo non sono studi scientifici. quando poi becchi lo studio semiserio, noti che ha grosse lacune ed alcuni sono stati smontati da altri colleghi nella stessa rivista.

      insomma, dopo averci passato 10 (dolorosi) minuti ho concluso che questa e' una meta analisi fatta coi piedi, con un chiaro bias a favore dell'idrossiclorochina, delle referenze imbarazzanti (prese da tabloids, siti non scientifici e blog ambigui) ed un cherry picking cosi' lampante da poterlo usare come lampadina.

      naturalmente, Salvo puo' dare un'occhiata e confermare o smentire la mia impressione. Ma spero vi fidiate della mia opinione, che ho condensato in poche righe.
      e credetemi se vi dico che basta fermarsi a leggere con attenzione per rendersi conto che si tratta di fuffa.

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    15. @Kokoro: non disapprovo i suoi contenuti, men che meno sonoramente. Vi stendo anzi un velo pietoso.
      Stia bene anche lei e nel malaugurato caso, la prego: non faccia impazzire il personale di reparto con le sue pretese, che hanno già giornate dure di loro.

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  18. Se il mio medico riterrà necessaria la HCQ, magari come extrema ratio o spinto da altre valutazioni, userò la HCQ. In caso contrario, mi curerò senza HCQ. Con buona pace di meta analisi e meta dati.

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    1. Apprezzo che si affidi al medico invece di far da se, ma il suo medico dovrà fare affidamento su dati e meta analisi. Non se la prenda con studi e statistiche, non è colpa loro :)

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    2. Naturalmente non me la prendo :) intendevo esprimere che mi sembra sterile tra noi "ignoranti" mettersi a promuovere questo o quel trattamento. Una volta ricoverati me li voglio vedere i fan della pillola x mettersi a disquisire con i primari di studi e statistiche :D

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    3. sfortunatamente, qui gli "ignoranti" che discutono di statistiche, studi e peer review coi medici si vedono spesso :)

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