mercoledì 26 ottobre 2016

Gava, l'antivaccinista pentito.

Credo che molti abbiano saputo del clamoroso quanto improvviso voltafaccia dell'omeopata antivaccini Roberto Gava.
Dopo anni di libri e conferenze, video e commenti nei quali parlava dei pericoli dei vaccini, dei rischi elevati della vaccinazione e, per questo, diventato guru dei movimenti antivaccino italiani, il medico veneto è stato inquisito dal suo ordine professionale per comportamento contro la deontologia. Diffondere voci non scientifiche, senza basi e senza le dovute cautele che deve adottare un medico può comportare sanzioni anche molto pesanti.
La notizia si è sparsa e Gava, sorprendendo tutti, anche i suoi più fedeli seguaci, ha diffuso un comunicato che se non fosse apparso sulle sue pagine personali si sarebbe definito "impossibile".
Si lancia in una sperticata lode sull'efficacia ed utilità delle vaccinazioni, sulla loro sicurezza, sul fatto che, giustamente, le istituzioni sanitarie li consiglino a tutti i bambini.

Parla dei vaccini con l'entusiasmo di un esaltato pro vaccinazioni.

Incredibile ma vero.
Quasi patetico.
Leggete questo passo:
Sappiamo tutti che i vaccini, se usati adeguatamente, sono molto utili per ridurre nel ricevente la probabilità di ammalarsi di alcune specifiche patologie infettive. Sappiamo inoltre che i vaccini svolgono un’azione protettiva, oltre che sul singolo, anche sulla popolazione.
Sembra un mio post a favore dei vaccini o parte di una campagna di sensibilizzazione a favore delle vaccinazioni.
No, è una parte del comunicato di Gava di ieri.
Gava è lo stesso che ha scritto cose come:
i vaccini possono essere causa di molti danni. Danni che, ovviamente a mio avviso, oggi superano nettamente gli scarsi benefici che essi ci possono offrire.
Un tale, improvviso e repentino cambio di opinione ed atteggiamento è inaspettato e per questo deve restare nella memoria di tutti.
Di quei genitori che affidano la salute dei loro figli all'antiscienza e delle istituzioni che, quando capiranno che è ora di smetterla con la cattiva informazione, sarà sempre troppo tardi.



Gava è solo un anello della catena. Un omeopata come lui è semplicemente una ruota dell'ingranaggio, quello che fa avanzare il treno della pseudomedicina, fatto di antivaccinismo, medicine alternative, false cure, terapie non scientifiche e geni incompresi. In questo treno salgono in molti, soprattutto quando ci sono soldi e quindi è difficile fermarlo. Fino a quando qualcuno sembra accorgersene all'improvviso, solo in quel momento i topi scappano. 

Le istituzioni però devono farlo per dovere: fermateli.
Le famiglie invece si sveglino, si rendano conto di chi hanno di fronte, cerchino di capire che non esistono geni incompresi e riacquistino la fiducia nella medicina.
Ricordate Vannoni (quello delle staminali miracolose) che, accusato di ciarlataneria, diceva "le prove le abbiamo e le porteremo in tribunale!"?
Beh, arrivato in tribunale Vannoni non solo non portò nessuna prova ma patteggiò (quindi rifiutò il dibattito) la condanna poi ricevuta, fregandosene delle prove, di dimostrare qualcosa o almeno la sua innocenza, scappando all'estero per continuare nella sua cura truffa.
Ecco, chiedete le prove, non fermatevi alle parole.
Il voltafaccia di Gava è solo un sintomo, la malattia è molto più vasta, vaccinatevi contro chi racconta balle.

Alla prossima.

Aggiornamento 22/04/17: Roberto Gava è stato radiato dall'ordine dei medici.

martedì 4 ottobre 2016

Perché l'omeopatia funziona solo con me? Una risposta c'è: non è vero.

C'è un vecchio detto che trovo perfetto per descrivere gli "effetti" delle varie cure alternative (quelle più diffuse): "un'influenza curata con l'omeopatia passa in soli sette giorni senza aspettare una settimana per farla passare da sola".

Qui non discuterò dell'implausibilità dell'omeopatia (semplici caramelle di zucchero vendute come curative) ma del meccanismo che può dare origine alla sensazione, che in molti riferiscono, che alcune finte terapie possano in realtà avere effetti sulla salute, le classiche testimonianze personali che raccontano dell'efficacia di questa pratica. Il fenomeno accade con qualsiasi presunta terapia, addirittura con finte cure per il cancro o per malattie neuromuscolari. Nella stragrande maggioranza dei casi, chi riferisce "miglioramenti" non sta mentendo, almeno non consapevolmente.
Se discutete con qualcuno di omeopatia con argomenti solidi o scientificamente ineccepibili, la discussione terminerà quasi sicuramente con il racconto dell'esperienza personale: "eppure con me ha funzionato".
Inutile sottolineare che "l'esperienza personale" non ha alcun valore medico né è scientificamente utile, che si tratta di un racconto di cui non si conoscono i particolari (un classico per esempio è la persona che confonde un trattamento fitoterapico con uno omeopatico) e spesso gli stessi fatti non corrispondono alla realtà (succede per malattie molto gravi, figuriamoci per piccoli disturbi). Però colpisce chi ascolta.
Chi non ha mentalità scientifica, chi non è curioso, chi soffre di pigrizia mentale e si accontenta non va oltre: mio figlio stava male, ha preso il granulo omeopatico, è guarito, quindi l'omeopatia funziona.

Magari andasse così. La vita è molto più complessa di quello che sembra.
La scienza prova proprio a dare delle risposte: quando nota un fenomeno lo studia e trae delle conclusioni oggettive (che non sono necessariamente vere ma che hanno dalla loro parte i numeri, oggettivi, chiari, controllabili).
Per questo, se è ovvio che dei granuli di zucchero non possano guarire nessuna malattia al mondo, la scienza ha provato a controllare le affermazioni degli omeopati ed ha raggiunto una conclusione: in effetti i granuli di zucchero non curano nessuna malattia al mondo.


Ma allora perché ci sarà sempre qualcuno che, nonostante questo, giurerebbe sull'efficacia dell'omeopatia?
Perché a volte anche dare un granulo di zucchero, un bicchiere d'acqua o anche solo una carezza può farci stare meglio, si chiama "effetto placebo" ed è un fenomeno molto conosciuto, qualsiasi gesto compiamo per prenderci cura della nostra salute può avere un effetto positivo anche se il gesto non ne dovrebbe avere. L'effetto placebo non è utilizzabile come pratica medica per vari motivi. Non è costante (a volte funziona, altre no, su una persona funziona su un'altra no), non è controllabile (non sappiamo fino a che punto funzionerà), ha dei limiti (la sua efficacia è molto bassa) ed è eticamente scorretto (per rinforzarne gli effetti bisogna mentire al paziente).
Altre volte la malattia fa il suo corso, il normale decorso. Un disturbo banale passa in genere in due giorni e se per due giorni somministriamo un granulo di zucchero la malattia sparirà (non per i granuli di zucchero ma perché sarebbe sparita in ogni caso).
Ma quando ciò avviene per malattie più gravi? Croniche? 

"Sono guarito da un'allergia che durava da anni!", oppure "avevo la psoriasi e dopo 10 anni di cure inutili con un mese di omeopatia tutto si è risolto".
Cosa succede?
Probabilmente nulla di strano o eccezionale ed è per questo che esiste la statistica medica e le ricerche.
Su 100 persone con un'allergia 80 prima o poi guariranno (è successo anche a me), in tempi variabili, perché così succede normalmente. Per alcuni tipi di allergia ad esempio, basta un cambio di stile di vita, per altre cambiare residenza (penso alle allergie ai pollini) per altri ancora saranno state le difese immunitarie a migliorare la loro risposta. Succede e lo sappiamo. Alcune di queste persone, deluse dai risultati delle cure "standard", si saranno rivolte ad altre soluzioni (medicine alternative, fitoterapia, omeopatia), qualcuno addirittura, sconfortato, avrà abbandonato ogni cura.
Tra gli ottanta guariti perché "dovevano guarire" (normale decorso della malattia), la metà (faccio delle proporzioni a caso) noterà che il semplice passare del tempo ha migliorato le cose, gli altri, avendo fatto uso di certe presunte cure, daranno il merito a queste. Normale. Tendiamo a legare un evento ad un altro, è una caratteristica umana, la stessa che ci fa sembrare il lunedì come il giorno più noioso della settimana o il gatto nero come porta sfortuna e attenzione, questo succede anche con i farmaci, persino con gli antibiotici.
A questo punto interviene la statistica medica, gli studi: è vero che l'omeopatia fa migliorare le allergie? Invece di chiedere ad una persona e sentire il suo racconto ne controlla 1000 ed annota le condizioni di ogni paziente. A 500 darà un granulo omeopatico, a 500 un granulo di zucchero (che sono la stessa cosa ma quello omeopatico ha la "fama" di curare).

Alla fine ricontrollerà le persone ed analizzerà le loro condizioni. Risulterà che nel gruppo che prendeva omeopatia 201 sono davvero migliorate mentre 299 no. Si potrebbe concludere che, seppur non sempre, l'omeopatia qualcosa fa, ha una certa efficacia ma, per impedire che questo risultato possa essere un errore di valutazione, si dovranno controllare anche quelli che hanno preso il semplice zucchero, quello che non dovrebbe curare. Una sorpresa, anche in questo gruppo, su 500 persone 203 sono migliorate, allo stesso modo delle 201 dell'altro gruppo.
Allora la conclusione può essere più precisa. Non è stato il granulo omeopatico a guarire le persone. Lo studio non serve a dirci cosa le abbia guarite ma a dirci che molto probabilmente quelle persone sarebbero guarite anche senza granulo omeopatico. Conclusione: l'omeopatia non cura le allergie più del semplice zucchero (il placebo).
In qualsiasi controllo di un fenomeno avremmo una larga fetta di individui che avranno risultati di un certo tipo e poi gli estremi. Per esempio: se l'altezza media della popolazione è di un metro e settanta avremo la maggioranza della popolazione alta circa un metro e settanta. Questo non significa che non esisteranno persone alte due metri o un metro e cinquanta ma saranno molte di meno.
Quando 100 persone assumeranno un farmaco per il mal di testa che funziona davvero, avremo 80 persone che effettivamente staranno meglio, 10 che staranno peggio e 10 che non avranno nessun effetto. Gli estremi, in una popolazione, ci saranno sempre.

È statistica. Ed è per questo che negli studi statistici si usa il concetto di "significatività": il risultato che abbiamo ottenuto con lo studio, le conclusioni finali, ha senso o è un risultato che non dimostra nulla?
Per dire che una pillola cura il mal di testa, quante persone su 100 dovranno stare meglio dopo un mese di terapia? Decideremo noi quale sarà il numero "utile": mettiamo 90.
Se su 100 persone ne staranno meglio 60 vuol dire che quella pillola non ha risultati significativi perché si è visto, in altri esperimenti o con l'esperienza, che anche senza prendere nulla 60 persone stanno meglio in ogni caso dopo un mese.
Per questo motivo, ad esempio, un esperimento di una certa portata, paragonerà sempre la nuova terapia, quella in prova, con il placebo (lo zucchero), se la nuova cura funziona meglio (molto meglio) del placebo sarà una cura, se funziona meno (o come) il placebo, evidentemente non ha alcun effetto utile. L'omeopatia, in base agli studi più seri, funziona al massimo come un placebo.
E visto che un placebo è fatto di zucchero e l'omeopatia è fatta sempre di zucchero, il risultato è anche abbastanza prevedibile.

Ed ecco che abbiamo risolto il dilemma: nonostante alcune testimonianze personali, alcune esperienze singole, si può dire che non c'è nessuna evidenza di  funzionamento dell'omeopatia in queste malattie, le esperienze singole saranno perciò dovute a fattori esterni alla cura che non conosciamo.

Guardate questo interessantissimo studio veterinario.
I ricercatori hanno paragonato gli effetti di varie terapie nel trattamento delle mastiti delle mucche da latte (infiammazione della ghiandola mammaria). Hanno somministrato agli animali affetti dalla malattia un antibiotico, un rimedio omeopatico ed un placebo (zucchero).
Risultato "incredibile": l'omeopatia ha avuto lo stesso effetto dell'antibiotico (anche se l'antibiotico ha avuto alcuni effetti positivi), le mucche sono guarite in una settimana.
Come si vede l'omeopatia in questo caso ha avuto effetto ed avendone uno simile a quello dell'antibiotico si potrebbero risparmiare anche soldi ed inutili terapie con effetti collaterali. Ma fortunatamente i ricercatori avevano inserito anche un placebo tra le "terapie" provate e...sorpresa, le mucche sono guarite in sette giorni anche con il placebo, con lo zucchero.
Allora la conclusione dello studio non è più "l'omeopatia funziona come l'antibiotico" ma "l'omeopatia e gli antibiotici per la cura delle mucche con la mastite non curano più del placebo".
Non è interessante?
Infine è utile ricordare un altro meccanismo che ci fa apparire come plausibile una "guarigione" che in realtà non è come l'abbiamo percepita.
Il fenomeno dell'aspettativa.
Anche questo è molto interessante.
Quando stiamo male o, peggio, quando sta male una persona a noi cara (se si parla di figli si sfiora il dramma umano) pagheremmo qualsiasi cifra per non vederla soffrire. La ricerca del rimedio può essere difficile.
Prendiamo l'esempio del bambino che ha un forte raffreddore. Non esiste cura per le malattie virali, questo significa che per malattie come l'influenza l'unica possibilità è cercare di limitare i fastidi (febbre, mal di testa, brividi...) ed attendere il normale evolversi della malattia.
C'è l'influenza normale, che passa in 4-7 giorni, ci sono le forme parainfluenzali che passano in genere in pochissimo tempo (anche un giorno).
Ma riuscirà una mamma a sopportare i pianti strazianti del piccolo? Il suo naso chiuso che sembra soffocarlo, la febbre alta, insomma, le ansie sono tante, quasi sempre immotivate ma che spingono a fare qualcosa. Ed ecco che arriva in aiuto il placebo: l'omeopatia. Lo zuccherino che cura qualsiasi cosa.
Con l'omeopatia noi agiamo, facciamo qualcosa, ci attiviamo.
La mamma si tranquillizza perché sta dando "la medicina", il bambino anche perché la mamma si prende cura di lui e, quando la mamma si mette in moto, sono sempre belle cose.
Non ha importanza dare due o dieci granuli omeopatici ma, si osserverà, come l'omeopatia ha un cerimoniale preciso, per esempio: 5 granuli sei volte al giorno per tre giorni, poi dose di mantenimento 2 granuli due volte al giorno per 1 mese. In realtà dare delle caramelle di zucchero una volta o cento volte non cambierebbe nulla, anzi lo cambia, perché la "cerimonia", il "rito", assume più significato, più forza, gli psicologi lo chiamano "rinforzo positivo".

Il risultato sarà sicuramente ottimo. Ogni sorriso del piccolo sarà un "evidente miglioramento", ogni ora di sonno un "sta già meglio". Ci aspettiamo che "la medicina" faccia effetto e non facciamo caso che nel frattempo il tempo passa e fa il suo corso.
Quando l'influenza sarà passata, dopo sette giorni, non avremmo atteso una lunga settimana senza fare niente, in mezzo a tosse, lieve nervosismo e mal di gola ma saranno passati solo sette giorni durante i quali la medicina ha fatto effetto, influenza passata, ha avuto solo un po' di nervosismo, tosse e mal di gola ma sta benissimo.

Per questo nessuno convincerà mai una mamma che il figlio non ha bisogno di palline di zucchero per guarire, perché quelle palline sono la speranza (non per il figlio per la mamma) a cui aggrapparsi.

Qualche giorno fa è apparso questo post (su Facebook):

Una dottoressa omeopata fa vedere la gola di una sua paziente. Tonsillite, "placche bianche" (di origine virale!). Trattamento di un giorno con prodotti omeopatici e tutto è passato, addirittura la paziente ha superato un esame brillantemente (l'omeopatia aumenta anche l'intelligenza?)! In 24 ore.


Io tutta questa differenza non la vedo.
Comunque, preso dal furore di dimostrare anche i miei poteri magici, mentre scrivevo questo post mi sono ricordato che mio figlio ieri sera lamentava mal di gola, voce rauca ed era molto raffreddato. Per fargli vedere la gola infiammata (è curioso come una faina) ho scattato una foto. Aveva la faringe e laringe infiammatissime, iperemiche (arrossate), con aree biancastre su corde vocali e tonsille le quali apparivano ingrandite e gonfie. Ecco la foto (ho dovuto modificarne i colori perché erano lievemente sfuocate):


Frecce bianche tonsille, freccia rossa: placche.

Ho messo a letto mio figlio, gli ho detto di pazientare, qualche carezza, un bacio, l'ho coperto bene e gli ho detto che l'indomani sarebbe stato meglio. Oggi, scrivendo questo post e parlando di mal di gola, ho fatto caso che mio figlio parla bene, non ha più mal di gola, non è più raffreddato, è andato normalmente a scuola e sta bene. Allora gli ho chiesto di fare di nuovo la foto "alla gola". Eccola:



Dal "vivo" si vede meglio, ovviamente, però la situazione è ottima.
Mucose perfette, arrossamento quasi scomparso, aree bianche sparite con i sintomi, in 24 ore. Non ho fatto nulla, non ho dato medicine, non ho speso soldi.

Perché la dottoressa omeopatica ha fatto apparire un fenomeno normalissimo come un grande risultato? Qual è la differenza tra la ragazza "curata" con l'omeopatia e mio figlio?
Poca, forse due su tutte: io ho risparmiato ed ho evitato di prendere in giro mio figlio e me stesso.
Ovviamente, se e quando servisse un farmaco si correrà a prenderlo ma, nella maggioranza dei casi, le malattie (banali) passano da sole, basta aspettare, avere buon senso e riposare.

Ora, come si vede, io ho ottenuto lo stesso risultato dell'omeopata senza dare il merito della "guarigione" a magie o strani riti, il problema è passato perché quasi sempre succede così.
Per questo motivo, quando parliamo di disturbi banali o passeggeri, bisogna sempre ricordare che nella stragrande maggioranza dei casi non è necessario nessun intervento, nessuna spesa, solo sorveglianza, riposo, pazienza.
Raccontare "con me l'omeopatia ha funzionato", è un po' come dire "una volta qui era tutta campagna", sono racconti senza valore, interessanti, curiosi ma non fanno testo. I motivi che causano questi "miglioramenti" sono tanti e non per forza misteriosi.
Quando qualcuno mi racconta la sua esperienza cerco di rispettarla ma rispondo: "non chiederti come mai sei guarito ma come mai dici di essere guarito usando delle semplici caramelle di zucchero". Il punto infatti è questo: un granulo omeopatico (con diluizione superiore a 12CH) contiene solo zucchero. Soltanto zucchero, niente altro.

Per il resto, se acquistare delle caramelle magiche ci fa sentire più tranquilli facciamolo ma per onestà (sopratutto se a parlare sono medici), prima informiamoci su cosa stiamo acquistando e soprattutto evitiamo di spargere false notizie o risultati magici e miracolosi. La medicina di miracoli non ne fa.
Ed il mal di gola, oggi, è venuto pure a me, per quale strano e magico motivo?

Alla prossima.

martedì 20 settembre 2016

Quando la pseudoscienza infiltra le istituzioni.

Annunciato un po' in sordina, è stato organizzato per il 29 settembre 2016 un convegno dal titolo infinito:
"Le Medicine Tradizionali, Complementari e Non Convenzionali nel Servizio Sanitario Nazionale per l’uguaglianza dei diriti di salute oltre le esperienze regionalistiche: Salutogenesi e Prevenzione, Formazione a Proflo Defnito, Buona Pratica Clinica, Ricerca Clinica No-Proft. Criticità, esigenze sociali, prospetive future: un confronto interdisciplinare".
Dietro questo romanzo intricato c'è semplicemente un incontro di medici alternativi di tutti i tipi: omeopati, ayurvedici, agopuntori, fitoterapeuti, operatori di...medicine energetiche e così via.
Niente di strano, ognuno è libero di incontrarsi e parlare di quello che vuole ma c'è qualcosa che suona male, molto male. L'incontro si svolgerà in un'aula del Senato della Repubblica, istituzione per eccellenza ed è organizzato dal vicepresidente della commissione salute del Senato.

Questo è quello che mi suona male, malissimo.
Leggendo il programma del convegno, inoltre, si nota come tra i moderatori degli interventi vi sia il dott. Roberto Gava, omeopata, noto esponente dell'antivaccinismo italiano, che promuove l'omeopatia come cura dell'autismo. Alla fine, il logo della AMCP (Associazione per la medicina centrata sulla persona) che, nella sua pagina internet, parla tranquillamente di omeopatia per fermare le epidemie, di arte sacra tibetana e di meridiani Shiatsu. Stiamo parlando di medicina, salute e persone o di usanze folkloristiche e colorate?

È normale tutto questo?
È normale che l'istituzione promuova le vaccinazioni e la salute e nello stesso tempo promuova chi diffonde cattiva informazione e false credenze?
Perché allora non organizzare un convegno sulla difesa delle città dagli attacchi dei draghi?
A quando un convegno su come difendersi dai rapimenti alieni?



In un'epoca di progresso scientifico e di particolare attenzione alla salute, è giusto che le istituzioni ospitino e promuovano incontri su pratiche pseudoscientifiche?
Sappiamo che l'omeopatia non ha alcuna base scientifica e si basa su teorie ottocentesche, sappiamo che non funziona in nessuna patologia. Sappiamo anche che pratiche come l'osteopatia, la chiropratica o l'omotossicologia non hanno anch'esse basi scientifiche né hanno mostrato di funzionare nella maggioranza dei casi.

L'unica terapia, tra quelle ospitate, che mostra un'efficacia accertata (con dei limiti che gli stessi operatori riconoscono) è la fitoterapia.

Poi l'agopuntura: cerca da anni, in tutti i modi, di vendersi come pratica scientifica. Perché siede accanto agli altri? Perché si mescola con omeopati, antivaccinisti ed operatori...energetici? Il dott. Giovanardi, che parteciperà allo stesso convegno e che in una discussione avvenuta in questo blog in passato ci teneva a sottolineare che l'agopuntura sarebbe una pratica scientifica, che gradualmente vuole modernizzare il suo linguaggio, cosa ci fa in un convegno tra operatori energetici,  antivaccinisti ed omeopati?

Non lo so, ognuno si dia le sue risposte. A me piacerebbe che la medicina oggi fosse solo nell'interesse del paziente, mi piacerebbe anche che si evitasse di spacciare per medicina delle vere e proprie stregonerie ma questo è il mondo perfetto che vorrei, la realtà è ben diversa. Quello che invece pretendo da cittadino e da operatore della salute è l'impegno, da parte delle istituzioni, di promuovere solo pratiche mediche con buone prove di efficacia, di diffondere solo cultura medica e non superstizioni e di sforzarsi per lasciare ai nostri eredi una nazione evoluta, moderna, non una regione europea dove ancora parliamo di "energie", "memoria dell'acqua" e "meridiani".
Favorendo la diffusione di falsa medicina e superstizioni (cosa sono le "energie" se non superstizioni ottocentesche?) si confonde e danneggia il cittadino, si sprecano soldi e risorse, si fa cattiva informazione e si favoriscono i privati che vendono illusioni e l'ottundimento della popolazione.

Contro questa iniziativa si è mosso il Cicap (Comitato Italiano per il Controllo delle Pseudoscienze) ed il suo appello è stato raccolto da Walter Ricciardi, presidente dell'Istituto Superiore di Sanità: "No alle pratiche antiscientifiche nelle istituzioni":

Ed ha ragione: basta.

Alla prossima.

AGGIORNAMENTO 20/09/16, 18:20 : La risposta del sen. Romani, organizzatore del convegno.

Aggiornamento: 03/10/2016: Mentre da noi fanno i simposi per inserire le medicine alternative nel SSN, nel Regno Unito anche il distretto di Wirrel interrompe i rimborsi dell'omeopatia da parte del SSN. Restano solo Londra e Bristol

In arancione gli unici distretti nei quali, in UK, il SSN rimborsa ancora l'omeopatia.

domenica 7 agosto 2016

Quelle cose mediche che i medici non farebbero.


Questa è la traduzione dell'articolo comparso sul giornale "The Guardian" il 19/01/2013.

L'articolo è molto interessante e curioso, a tratti fa riflettere, i giornalisti del Guardian hanno sentito le opinioni di diversi medici, con estrazioni e specializzazioni diverse ed ad ognuno di loro hanno chiesto: "Cosa non faresti se fossi un paziente?". Le risposte sono interessanti.
Ovviamente si tratta di opinioni personali, alcune abbastanza attinenti alle attuali conoscenze scientifiche, altre molto discutibili ma sempre rientranti nella possibilità di scelta di ogni persona. L'articolo offre molti spunti ed è particolarmente curioso perché credo tante persone, al momento di una diagnosi o quando hanno problemi di salute, si siano chieste "ma se fossi un medico, cosa farei?" Oppure: "lei cosa farebbe al posto mio?". Ricordiamoci che spesso le scelte non dipendono solo dalla malattia ma anche da tanti altri fattori.
Ecco, sempre prendendo queste opinioni per quello che sono, con i loro limiti, leggiamo un po' cosa farebbero dei medici davanti a della scelte mediche.
Ci tengo a sottolineare che queste sono le opinioni dei singoli medici e che potrebbero non rispecchiare le attuali conoscenze mediche, quindi devono essere lette con curiosità ma non come consigli indiscutibili.

Ringrazio di cuore S.N. che ha segnalato e tradotto (io l'ho revisionato per i termini tecnici) l'articolo.

...:::...

COSE CHE I MEDICI NON FAREBBERO

Dagli steroidi ai sonniferi, dalla fecondazione artificiale ai vaccini antinfluenzali, alcuni medici rivelano i trattamenti che eviterebbero 


Fare uno screening completo (check up).
Non accetterei le offerte regolarmente pubblicizzate da strutture mediche private di fare un check up completo. Perché? Beh, se si hanno sintomi, è bene recarsi dal proprio medico di famiglia e lasciare che sia lui ad ascoltare la vostra storia, visitarvi, richiedere indagini e giungere a una decisione. Questo processo è noto come diagnosi. Un check-up completo, quando ci si sente completamente bene, non è una diagnosi. La procedura è nota come "screening ". Ci sono pochi test di "screening" in cui i vantaggi della diagnosi e del trattamento superano gli svantaggi ed è probabile che il vostro medico abbia già controllato per primo quando vi siete affidati a lui o successivamente per esempio nelle donne, tramite un pap test o una mammografia in età adeguata e per entrambi i sessi un controllo della pressione del sangue.
Uno dei test che si effettuano durante lo screening completo è un esame del sangue per il cancro alla prostata. Se si hanno sintomi alla prostata, la diagnosi può essere un aiuto per salvarti la vita. Se non hai sintomi e l'esame presenta valori elevati, potrebbe condurvi ad effettuare ulteriori indagini ed esami potenzialmente dannosi o addirittura un trattamento per il cancro di cui potreste non avere bisogno. Si sentono storie sui vantaggi dei controlli medici completi. Si sentono storie anche di persone che sono cadute dalla finestra del sesto piano e sono sopravvissute, ma io non lo proverei di persona.
Mike Smith , Medico Generico

Ricoverarmi in ospedale, affetto da demenza.
Vorrei evitare di andare in ospedale con una diagnosi di demenza. Le persone affette da demenza hanno difficoltà ad orientarsi all'interno degli ospedali. Anche il percorso dal vostro letto alla toilette e ritorno è irto di pericoli evitabili: pavimenti lucidi, cattiva segnaletica, rumori inquietanti e che distraggono, illuminazione pessima, scarso contrasto di colore tra pavimenti e pareti, corrimano invisibili che si fondono con l'arredamento, rubinetti che non sembrano rubinetti e lavandini senza tappi. Così ti bagni o cadi, o torni nel letto sbagliato o vieni rimproverato anche solo per esserti spostato. Perciò potresti venire trascurato nelle cure anti dolore come altri pazienti nella tua condizione e potrebbero dimenticare di farti mangiare o bere. Se mi dovessi ricoverare vorrei che la mia famiglia stesse con me il maggior tempo possibile. La settimana scorsa, ho saputo di una donna il cui marito malato di demenza era ricoverato, che è stata cacciata dal reparto all'ora di pranzo perché “l'orario dei pasti è protetto” e non ci devono essere visitatori perché i pazienti possano mangiare indisturbati. Desiderava rimanere proprio perché suo marito potesse mangiare. Che situazione perversa è questa?
Professor June Andrews, direttore Centro Sviluppo e Servizi malattie mentali presso l'Università di Stirling

Far nascere il mio primo figlio a casa.
Ho sperimentato molte situazioni in cui il primo parto di una donna non progredisce secondo i piani e, in alcuni casi, diventa un'emergenza. Per questo motivo, non vorrei mai il mio primo parto in un ambiente dove non vi sia la possibilità di un rapido accesso a una struttura di ostetricia e nemmeno in casa.
Moneli Golara, Ostetrica e Ginecologa

Eseguire un test per il cancro alla prostata.
Il PSA è un esame del sangue "semplice" per verificare la presenza di cancro alla prostata. Sapete cosa significa? PSA sta per "Prostate Specific Antigen". O meglio, come molti medici vi diranno "Persistente Stress e Ansia"! Il cancro della prostata è molto più comune e, di solito, meno grave di quanto non si pensi. Negli uomini anziani, è praticamente uno stato di normalità. La maggior parte di questi tumori della prostata rimane inerte e innocua, ed è una cosa con cui gli uomini muoiono, non a causa di...
Quindi effettuare un PSA può finire col darvi informazioni che sarebbe meglio non sapere. Questo se il risultato è affidabile: perché questo è noto per inaccuratezza, con falsi positivi, falsi negativi e per l'incapacità di distinguere tra tumori innocui alla prostata e quelli aggressivi. Motivo per cui quando un uomo chiede il test, è potenzialmente come aprire un vaso di Pandora. Noi cerchiamo di guidarli attraverso il labirinto dei “se”, “ma” e forse”. Certo, in teoria potrebbe salvarti la vita. Ma in pratica potrebbe condurti verso preoccupazioni, biopsie sgradevoli e interventi chirurgici inutili e traumatici.
Tony Copperfield, Medico Generico e autore di Sick Notes (note malate)

Non mi presenterei mai a un medico con un elenco di sintomi.
I pazienti spesso pensano che questo aiuti la loro causa, ma la vista di un elenco fa prendere un tuffo al cuore a un medico. Non sarà certo in grado di affrontare tutto in una sola seduta e, cosa più importante, fa pensare che non ci sia un problema particolare, ma una molteplicità di problemi, portando il medico a credere che sia un chiaro segno di un ipocondria. Inoltre, non andrei mai a prendere il sole o ad abbronzarmi su un lettino solare. Ho avuto il cancro della pelle. La gente sottovaluta il rischio. Pensano: "La mia pelle sembra integra, come può essere danneggiata?" Anche se la pelle non ha un aspetto invecchiato, si possono avere danni alla pelle che sono un potenziale futuro tumore. Prendere il sole nell'adolescenza e attorno ai 20 anni è un forte fattore di rischio. Ora stiamo assistendo al progredire di tumori come il carcinoma basocellulare (BCC), anche in persone sotto i 40 anni, che una volta si riscontrava soltanto sui volti di persone anziane esposte perennemente alle intemperie trascorrendo una vita all'aria aperta. Stiamo vedendo melanomi maligni, la forma più aggressiva di cancro della pelle, in diverse parti del corpo. Se fossi nato un medico, non avrei mai preso il sole. Andrei fuori al sole, ma non mi esporrei mai al sole allo scopo di abbronzarmi.
Carol Cooper, Medico Generico

L'uso non necessario di cortisone.
I medici trattano una vasta gamma di condizioni cliniche, ma spesso noi stessi non capiamo le terapie che stiamo offrendo e perché o come funzionano. Dodici anni fa ho avuto la colite. Uno dei trattamenti è a base di cortisone ma, come medico, sapevo che è uno di quei trattamenti applicabili a molte malattie, senza sapere bene perché funziona. Sappiamo che sono anti-infiammatori ma in realtà mascherano solo il problema e possono causare effetti collaterali a lungo termine.
Gli steroidi possono rendere la pelle più fragile, possono influenzare il tessuto connettivo e possono cambiare la forma del tuo viso. Una cosa è prendere qualcosa se si conosce il motivo per cui funziona ma non ero disposto a prendere quella strada. Fino a quel momento il mio stile di vita non era stato un granché. Sono stato molto occupato e non mangiavo bene. Ho cominciato a mangiare meno zucchero, meno carboidrati, ho smesso di mangiare cibi confezionati elaborati. Non solo mi sono sentito meglio ma da allora non mi prendo che qualche raffreddore. In termini di chirurgia plastica, non userei mai i filler di lunga durata. La gente non vuole la seccatura di venire ogni quattro mesi per le iniezioni, ma non vorresti qualcosa che restasse in circolo per troppo tempo, perché il corpo potrebbe eventualmente avere un fenomeno di rigetto. Potrebbe essere un inconveniente doverci andare più spesso,ma a lungo termine ti risparmierà qualche serio effetto collaterale.
Alex Karidis, chirurgo estetico


Fare una colonscopia virtuale.
Ho eseguito una colonscopia, ma mai una colonscopia virtuale, cioè una TAC dell'addome per trovare polipi e primi tumori nel colon. Questo perché è molto probabile che un radiologo inciampi su altre cose, tipo anomalie del fegato, reni e polmoni, che nulla hanno a che vedere col cancro al colon, cosa che risulterebbe da interminabili test, che spesso implicano l'uso di aghi nelle cavità del corpo, anche finendo sul tavolo chirurgico. Non prenderei mai farmaci per abbassare il mio zucchero nel sangue per un'emoglobina glicata del 7%. Uno studio a lungo termine di 50.000 diabetici nel Regno Unito ha scoperto che il tentativo di abbassare questo valore al di sotto del 7,5% aumenta il tasso di mortalità generale. Non sono nemmeno sicuro che dovremmo anche chiamare una glicata del 7% "diabete", ma sono abbastanza sicuro che non vorrei prendere farmaci per abbassarla.
Invece, vorrei cercare di perdere peso e fare più esercizio fisico, ma sarei disposto a considerare farmaci per abbassare la pressione sanguigna e colesterolo. Non farei mai esami di diagnostica per immagini (TAC, RMN, PET), quando mi sento bene. Studi di Tomografia Computerizzata (TC) di tutto il corpo hanno evidenziato che nell'85% delle persone sane di 50-60 anni di età hanno un dato qualche risultato anomalo e un paziente ha mediamente 2,8 anomalie. I numerosi conseguenti test e biopsie di controllo a qualcuno potrebbero recare qualche danno. Questo è diventato un grosso problema talmente comune che i medici gli hanno dato un nome: “incidentaloma”.
Mentre sarò contento di essere sottoposto a scansione se vittima di un incidente stradale o in caso di dolore addominale acuto con vomito, non desidero sottopormi a scansioni se sto bene.
H Gilbert Welch, professore di medicina alla Dartmouth Istituto per la politica sanitaria e pratica clinica, e autore di Overdiagnosed: Making People Sick in the Pursuit of Health (Sovradiagnosi: come gli sforzi per migliorare la salute possano far ammalare le persone)

Sottopormi a un intervento non necessario.
Avendo appena rimosso la cistifellea con la conseguente complicazione di perdita di bile, non farei alcun intervento o procedura senza prima leggere le linee guida per la malattia, guardando i tassi di complicazione e i rischio del non agire (per esempio quante probabilità ho che la mia condizioni comporti dei problemi).
Vorrei chiedere al chirurgo quante di queste procedure compia un anno e quale sia il loro tasso di complicanze, oltre a fare una ricerca su Google sul chirurgo e chiedere ad altri medici la loro opinione. Chiederei sempre che cosa stanno facendo su di me e perché. Se avessi dolore, vorrei chiedere cosa mi stanno prescrivendo e quanto e ogni quanto. Vorrei sempre leggere il mio foglio di dimissioni dall'ospedale perché è spesso impreciso. Suggerirei di poter stare il più possibile fuori dall'ospedale, chiedendo solo esami che solo un medico può effettuare. E vorrei andare in un ospedale di eccellenza che darebbe una garanzia in più nel caso qualcosa andasse storto e che avrebbe più esperienza in termini di numero di pazienti e competenza del personale clinico.
Luisa Dillner, Medico Generico e editorialista del Guardian

Stripping delle vene varicose.
Non mi sottoporrei allo stripping delle vene per togliere le vene varicose e non lo farei mai comunque in anestesia totale. Non solo è molto doloroso, con grandi cicatrici che hanno una maggiore probabilità di infezione; un anno dopo, il 23% delle persone hanno la stessa vena ricresciuta. Dopo cinque anni l'83%. Perciò è doloroso e nemmeno funziona a lungo termine. Con i metodi laser pin-hole, abbiamo la chiusura completa della vena nel 97% delle persone ancora dopo 10 anni. Inoltre, l'anestesia generale immobilizza totalmente, aumentando il rischio di trombosi venosa profonda, oltre al fatto di non poter dire al medico quando fa male, col rischio di danneggiare qualche nervo, e il danno è riscontrabile solo al risveglio.
Se avessi metastasi al fegato non mi sottoporrei alla chemioterapia a meno che non fosse stato previsto da un chirurgo epatobiliare. Se le metastasi si trovano solo in una parte del fegato, è possibile rimuovere questa parte chirurgicamente. La sopravvivenza a cinque anni dopo la rimozione chirurgica di questi tumori è di gran lunga migliore rispetto alla chemioterapia.
Mark Whiteley, Chirurgo Vascolare

Prendere pillole per dormire.
Ho incontrato molti pazienti che hanno preso sonniferi per decenni. Queste pillole creano dipendenza e può essere molto difficile disintossicarsi; gli effetti collaterali possono includere cadute, stati confusionali, sonnolenza durante il giorno e la sensazione che siano necessarie dosi sempre più elevate per ottenere gli stessi effetti. Non riesco a immaginare una situazione in cui vorrei iniziare a utilizzarle.
Helen Drew Medico Generico

Seguire una dieta a basso contenuto di carboidrati.
Non farei mai una dieta a basso contenuto di carboidrati e alto contenuto proteico come la Atkins, Dukan o la Cambridge. Perché? Perché anche se probabilmente si perde peso, possono ucciderti. Non credete alle mie parole ma leggete delle 43.396 donne svedesi che ho seguito per una media di 15 anni. Quelle che hanno seguito una dieta a basso contenuto di carboidrati e alto contenuto proteico avevano un crescente rischio di morire di attacco cardiaco e ictus, in rapporto al rigore della dieta e per quanto tempo l'avevano seguita. C'era uno sconcertante 62% in più di rischio di tali malattie tra le donne che si attenevano più strettamente a quella dieta rispetto a quelle che mangiavano normalmente. Mangiare è un divertimento; queste diete trasformare il cibo in farmaci, ed è palesemente la medicina sbagliata - e spesso è letale.
Tom Smith, Medico Generico

Bere caffè o alcolici durante la gravidanza.
Io non berrei caffè se fossi incinta. Il caffè accelera il metabolismo e la frequenza cardiaca della madre e di conseguenza anche del bambino. Caffè e the inibiscono anche l'assorbimento del ferro. In gravidanza i livelli di ferro scendono sempre e bere del succo d'arancia fresco aiuta il suo assorbimento. Il caffè e il the danno invece l'effetto contrario. Le linee guida ufficiali dicono che si può bere un caffè, come si dice che si possono consumare alcolici, ma io personalmente lo eviterei. Il vostro bambino non ha bisogno di alcool come nutriente, non è qualcosa che va a beneficio del vostro bambino. So che ci sono le dosi raccomandate, ma consiglierei a tutte di non bere, specialmente nelle prime 12 settimane, quando il bambino si sta formando.
Nikki Khan, ostetrica

Usare terapie alternative.
Io non userei mai terapie alternative quali omeopatia o agopuntura, in base al fatto che non esiste prova evidente che funzionino. E spesso mi sono chiesto se i “valorosi” sforzi che facciamo per tenere in vita i nostri pazienti terminali abbiano alcun senso. Ma ho notato che spesso i colleghi dicono la stessa cosa finchè essi stessi o una delle persone a loro care non abbiano una prognosi di malattia terminale, in tal caso chiedono che gli sia fatto tutto. Victor Chua, Leader Sanitario

Vaccinarmi contro l'influenza.
Non mi vaccinerei contro l'influenza. I pazienti anziani o quelli con una condizione debilitante cronica come l'insufficienza cardiaca, farebbero meglio a vaccinarsi, ma non ci sono abbastanza prove che in un soggetto giovane e sano l'antinfluenzale sia di alcun beneficio. Inoltre le prove che l'inoculazione negli operatori sanitari protegga i pazienti, sono molto scarse ma, tuttavia, si fa molta pressione sugli operatori sanitari per farli vaccinare.
Stephen Leslie , cardiologo e professore onorario dell'Università di Stirling

Sottopormi a chirurgia estetica.
L'unica cosa che non farei è subire un intervento di chirurgia estetica. La ragione della mia riluttanza? Niente a che fare con l'anestesia (oggi una pratica molto sicura) ma tutto totalmente legato all'intervento in sé stesso che non dovrebbe essere mai eseguito per motivi “banali”. Non è che l'intervento chirurgico sia terribilmente pericoloso per la vita. Principalmente la mia preoccupazione sono le eventuali infezioni, che potrebbero risultare molto sgradevoli.
Mark Patrick, consulente Anestesista, University Hospital, South Manchester.

Rivolgermi a un counselor (esperto non qualificato di psicologia)
Non mi farei mai vedere da un counselor se avessi problemi di salute mentale. Chiunque si può professare“counselor”, è una zona non regolamentata. Come risultato c'è una terrificante variante nella qualità e ho visto troppi pazienti rivolgersi a dei counselor incompetenti, ritrovarsi ulteriormente danneggiati psicologicamente. Se soffrissi di depressione, starei molto attento ad assicurarmi che il terapista da me scelto abbia le corrette qualifiche e che sia riconosciuto da organizzazioni tipo BABCP (Associazione Britannica di Psicoterapia Cognitivo Comportamentale). Pagando privatamente, sceglierei unicamente un terapista che lavori anche nel NHS (Sistema Sanitario Nazionale), o che ci abbia lavorato in passato, uno psicologo qualificato, addestrato quindi ai più alti livelli qualitativi.
Max Pemberton, Psichiatra

Rifiutare le vaccinazioni.
Non rifiuterei mai le vaccinazioni ai miei bambini. Diversi anni fa, ero volontario nei Medici Senza Frontiere e ho passato sei mesi in Angola. Mi aspettavo la povertà, ma ciò che mi ha rattristato maggiormente, fu l'arrivo di bambini malati di diverse patologie che non avrebbero mai dovuto avere, malattie facilmente curate altrove, come morbillo o tetano. Quello, e la quieta umiltà con cui le famiglie si mettevano in coda per ore sotto il sole cocente a ricevere il loro vaccino.
Ora, praticando in occidente, incontro sempre più spesso genitori riluttanti a vaccinare i propri bambini, nonostante l'enormità delle prove della sicurezza dei vaccini. Molte di queste malattie sono di nuovo in aumento. E non riesco a fare a meno di domandarmi se i vaccini sono diventati la vittima del loro stesso successo; e se anche noi dovessimo stare in coda per ore, circondati da famiglie che sono state colpite da queste malattie che possono rendere disabili o anche uccidere, allora forse non daremmo per scontato il nostro benessere.
Damien Brown, Medico Generico e autore di Band-Aid for a Broken Leg: Being A Doctor With No Borders (Un cerotto per una gamba fratturata: Essere un Medico Senza Frontiere) 

Rifiutare la medicina alternativa.
Non rifiuterei una terapia alternativa senza prima capire come funziona. Mi ci sono voluti anni di esperienza medica per realizzare che solo perchè una terapia non ha prove di evidenza non significhi che non può aiutare qualcuno. Come medici siamo addestrati ,giustamente, a cercare le prove scientifiche dell'efficacia e sicurezza di una certa terapia. Ma la medicina convenzionale moderna non può aiutare tutti. A dispetto della mancanza di fondi per la ricerca, c'è un lento e crescente aumento di evidenze sull'efficacia di un certo numero di terapie alternative. Un esempio recente è che lo Yoga può aiutare a diminuire il dolore e aumentare la mobilità in persone con osteoartrite. La medicina moderna rimane nella sua area di competenza, ma ora comprendo altre forme di terapia, come la chiropratica e la ipnoterapia, che possono aiutare.
Ian W Campbel, Medico Generico

Curarmi con l'omeopatia.
Io non userei mai medicine omeopatiche. Sono basate su una pratica del 18mo secolo che consiste nel diluire particolari sostanze in acqua o alcool al punto in cui la soluzione è così debole da non contenere più alcuna traccia della sostanza originale. Gli omeopati credono che l'acqua preservi una “memoria” delle sostanze curative e perciò abbia un effetto benefico. Per me, la parola chiave è “credono”. I sostenitori dell'omeopatia credono nell'efficacia della medicina omeopatica nello stesso modo in cui potrebbero credere in una particolare religione. Il sistema dell'omeopatia è una medicina basata sulla “fede”, che, nelle menti dei fedeli, non necessita nessuna prova scientifica o di efficacia sui suoi benefici. Se l'omeopatia è efficace, allora la maggior parte di ciò che abbiamo imparato nel campo della medicina, chimica e fisica dal diciottesimo secolo dev'essere sbagliato. Non lo trovo plausibile, quindi preferisco sperperare i miei soldi in altro modo.
Eddie Chaloner, Chirurgo Vascolare

Ricorrere alla fecondazione assistita.
Non ricorrerei mai alla fecondazione convenzionale con stimolazione, che prevede prolungate assunzioni di ormoni per tre o quattro settimane, provocando inizialmente una menopausa nele ovaie, seguite da successive stimolazioni a dosi più alte. Questo metodo di stimolazione è associato al rischio più alto della sindrome da iperstimolazione ovarica (OHSS), che comporta seri rischi di salute per la donna. Possiamo evitare queste complicazioni grazie ai recenti sviluppi che hanno portato a una fecondazione artificiale più sicura, meno costosa, con più probabilità di successo e più accessibile. I progressi nel campo dell'endocrinologia, degli ultrasuoni e in embriologia hanno permesso di avere una fecondazione artificiale senza farmaci (IVF o IVM) con più probabilità di successo e permettendo allo sviluppo di una fecondazione assistita “leggera”, più sicura, i cui protocolli richiedono minori medicinali in un normale ciclo. Perché assumere tanti medicinali se puoi ottenere lo stesso effetto senza o con pochi farmaci?
Geeta Nargund, Capo Consulente per le Medicine Riproduttive al St. George's Hospital, Londra

Sottopormi a una mammografia.
Non mi farei fare una mammografia. Al microscopio i medici non possono dirti la differenza, tra “pericoloso” e “ok, lasciamolo stare”. Allora è possibile trovare qualcosa “troppo in anticipo” che non sia esattamente un pericolo di cancro. La pubblicazione indipendente di ricercatori sulla mammografia dell'anno scorso sulla rivista medica Lancet ha efficacemente distinto tra pregiudizi, incertezze e un po' di cattiva scienza. Recenti statistiche dicono che, per ogni 10.000 donne esaminate ogni tre anni dall'età di 50-70, circa 43 moriranno di cancro al seno. Circa 700 avranno diagnosi di cancro e molte di più saranno spaventate per essere richiamate per ulteriori esami.
Nonostante la maggior parte delle donne a cui si diagnostica il cancro con lo screening siano riconoscenti, non sono sicura se la mia vita sia realmente “salvata” o se sono diventata solo un nuovo paziente. Apparentemente ogni 15 donne che sono diagnosticate positive con lo screening, tre moriranno comunque di cancro al seno (quindi lo screening non ha salvato loro la vita), otto saranno sopravvissute (quindi lo screening ha portato a una diagnosi precoce, ma la cura sarebbe stata efficace ugualmente), una non morirà di cancro al seno (quindi lo screening previene la morte per questa causa), ma altre tre diventeranno vittime di cancro (quindi lo screening porta ad avere terapie e interventi chirurgici che non avrebbero mai fatto). Lo screening ha una sua validità confermata dalla donna che non muore di cancro al seno, ma tutte e 15 devono essere curate quando si trova qualcosa. E' abbastanza complicato da capire, e certe donne vorranno correre questo rischio. Ma sono felice di aspettare finché non avrò dei sintomi.
Susan Bewly, Professore del Complex Obstetrics, King's College London

Subire un intervento chirurgico alla fine della mia vita.
Non mi sottoporrei mai a un intervento di chirurgia addominale maggiore, se le probabilità di staccarmi dalle macchine che mi tengono in vita fossero scarse. Ho operato troppe persone in età molto avanzata per ragioni urgenti solo per vederle finire attaccate alle macchine, causando angoscia tra i familiari che devono decidere se staccare la spina. Personalmente eviterei interventi a tutti i costi e cercherei di trovare un altro modo per convivere con qualsiasi problema di cui sarei diagnosticato.
Paul Ruggieri, Chirurgo e autore del libro Confessioni di Un Chirurgo.

Queste sono le personali opinioni di alcuni operatori nel settore medico. Consultate il vostro medico se siete preoccupati per la vostra salute

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Alla prossima.

lunedì 11 luglio 2016

MedBunker Classic: Ipnotizzati dall'autorità.



[originariamente pubblicato il 23 agosto 2011]

Quante volte nei miei articoli avete letto: "questo rimedio non serve a nulla perché lo dico io che sono medico"? Mai.
Ritengo fondamentale evitare a tutti costi il principio di autorità. Ammetto il rispetto: un'opinione che proviene da un "addetto ai lavorideve essere ritenuta più credibile rispetto a quella di un profano o un improvvisato (in tutti i campi), questo non vuol dire che debba per forza essere vera o necessariamente corretta, ma che chi fa un lavoro ha probabilmente molta più esperienza nel suo ambito professionale di chi non lo fa e forma le sue opinioni su altre opinioni che a loro volta chissà dove si sono formate, diciamo che l'addetto ai lavori è fino a prova contraria più adatto a fornire opinioni sul suo campo di interesse rispetto a chi non ne ha titolo.
Il principio d'autorità (la parola del professionista è sacra) era un pilastro culturale del passato.
Un medico era considerato un semidio, ogni sua parola era verità, così un magistrato o un uomo di chiesa. Qualsiasi autorità nel proprio campo era considerata attendibile e difficilmente smentibile. Questo accadeva per due motivi fondamentali, la mancanza di cultura, l'ignoranza era diffusissima e colpiva tutti gli strati sociali ed il concetto di "onorabilità", una personalità importante non poteva mentire o dire cose poco corrette, sarebbe stato coperto da disonore vita natural durante, lui e la sua discendenza.

Oggi non è così per vari motivi. La cultura è in generale molto più diffusa, anche le fasce più deboli hanno accesso a mezzi di scambio culturale, ad internet o ad informazioni continue per esempio tramite la televisione. Non esiste quasi più il concetto di "onorabilità": l'individuo colto, professionista e rispettato era probabilmente anche benestante, molto di più della maggioranza della gente che lo circondava, non aveva bisogno di ricorrere a mezzucci o accettare compromessi per vivere bene, era richiesto dalle università, dalle scuole, da importanti enti pubblici e dalla gente.
Con la sola onorabilità infatti non si mangia e soprattutto non si vive da benestante, così molti "colti" hanno negli anni accettato compromessi, si sono venduti per pochi soldi o hanno prestato il loro nome per cause più convenienti economicamente che dal punto di vista scientifico.
Qualche anno fa, diciamo quando erano piccoli i nostri genitori, fare il maestro era un lavoro poco remunerato ma molto rispettato, così fare l'avvocato o il medico. Molti professionisti si accontentavano di una minestra in cambio di una prestazione ma vivevano già bene con i proventi del loro lavoro ed un gesto di magnanimità era sempre un bel gesto.
Oggi no. Un insegnante sbarca il lunario con uno stipendio ridicolo, un professionista (non parlo del caso particolare) deve spesso barcamenarsi per arrivare a fine mese e scendere a compromessi è una tentazione spesso irresistibile se non inevitabile.
Scendere a compromessi non vuol dire commettere un reato o compiere atti violenti, vuol dire tradire il proprio mandato, la missione, la correttezza o il buon senso. Spesso vuol dire calpestare i diritti degli altri o peggio non guardare al bene del prossimo ma solo al proprio.
Per questo oggi è praticamente scomparso il principio d'autorità. Un mio vecchio insegnante dava la colpa alla politica che aveva "appiattito" i livelli sociali senza rendersi conto che così si entrava in una pericolosa spirale di "uguaglianza" intellettuale che era solo teorica ma nella pratica si rivelava un disastro.
Io non credo sia un problema politico o sociale. Se non sei medico e vuoi informazioni su una malattia rarissima la trovi su internet e magari riesci a fare una domanda al medico on line. In un giorno sai già "tutto": sintomi, cause, diagnosi e terapia. Quando mai è stata possibile una cosa del genere?
Se non sei avvocato, non c'è bisogno di rivolgersi ad un principe del foro, un'altra ricerca su internet e scopri tutto su una legge, sul condono o sulla pratica che sei costretto a seguire.
Non sai cos'è un processoreCerca su Wikipedia o Google.
Hai difficoltà a capire cos'è la recessione? Clicca qui.
Una lettura, un po' di riflessione e sappiamo "più cose" dell'ingegnere informatico e dell'economista, in fondo i concetti generali sono sempre quelli e può capitare che un commerciante assolutamente ignorante in medicina, informandosi, approfondendo e studiando, conosca molto più profondamente un argomento di uno specialista che per motivi professionali si occupa di altro e quell'argomento lo ha studiato solo all'università. Mancano però i concetti di base, l'esperienza sul campo, l'applicazione delle nozioni, si ha alla fine sempre un'idea generale, meccanica, piatta dell'argomento che approfondisci "per diletto". Che la cultura abbracci sempre più persone è un bene assoluto e fondamentale ma sta alle persone saperla usare o diventa un fiore in mano ad un orango.

Ma per qualcuno lo scopo non è farsi un'idea generale sull'argomento: dopo la lettura della pagina di Wikipedia o del sito preso a caso, si pensa di avere abbastanza informazioni su quel tema.
Ci si potrebbe chiedere allora perché studiare o andare all'università per capire bene cosa vuol dire "architettura multicore" oppure "rallentamento del tasso di inflazione", concetti che richiederebbero oltre ad una buona teoria anche la pratica, la conoscenza sul campo dei loro effetti e di ciò che cambia al cambiare delle loro caratteristiche. In realtà per colmare queste lacune servono proprio gli "esperti", l'autorità in quel campo: un informatico per i microprocessori o un economista per la recessione, sanno quello che noi non possiamo sapere leggendo solo una pagina su internet.
Questa necessità a prima vista evidente, non è accettata volentieri da tutti. Spesso si tratta di semplice frustrazione, il chiedere lumi a qualcuno è percepito come un'ammissione di ignoranza ma se solo riflettessimo che è normale essere ignorante in molti campi della vita quotidiana saremmo molto più rilassati.
Non è sempre così.
La cosa è talmente evidente che spesso anche davanti "all'autorità" ci permettiamo di "dire la nostra", siamo pure convinti di avere ragione.
Impensabile fino a pochi anni fa.

Il concetto di "autorità" è comunque molto aleatorio. Un esperto è sicuramente la persona più adatta quando si discute di un determinato argomento, ma è sempre attendibile?
Tutto ciò che dice o propone è corretto?
No, non può esserlo, perché anche l'esperto e l'autorità possono sbagliarsi, quasi sempre in buona fede ma succede. Capita di frequente che l'autorità in un determinato campo diventi per "osmosi" attendibile anche in un altro e questa è una trappola frequente. Un grande fisico può dire castronerie imbarazzanti quando si occupa di medicina ed un grande medico può prendere cantonate storiche quando si discute di ambiente (ed è successo anche di recente in Italia).
Cosa bisogna fare quindi? Se non ci fidiamo dell'autorità di chi potremmo fidarci?
Nulla di grave, fino a prova contraria l'esperto è la persona più adatta a cui chiedere lumi su un argomento ma non facciamoci mai ipnotizzare dall'autorità.
Se servisse qualche esempio di "grandi uomini di scienza" diventati esempi di inattendibilità potrei scrivere uno dei miei articoli chilometrici ma basta qualche riferimento per ricordare come anche uno scienziato promettente e addirittura un premio Nobel, possano essere, per motivi non sempre chiari ed immediati da comprendere, fonte di ilarità, superstizione ed inattendibilità.

Uno degli esempi più recenti è proprio un premio Nobel per la medicina, Luc Montagnier, diventato "mito" per le sue ricerche sul virus dell'HIV e giunto recentemente nei pressi del limite tra scienza e pseudoscienza.
Peccato che Montagnier, ultimamente sembra aver sorpassato questo limite.
Se ha iniziato vendendo estratto di papaia fermentata per prevenire l'influenza, ha dichiarato che l'AIDS può essere curato con l'alimentazione (e sperimenta l'uso della minestra d'avena con patate e verdure per la cura dell'AIDS) e poi ha "scoperto" come con una radiolina si possano intercettare i segnali elettromagnetici di batteri ultradiluiti in una soluzione (una sorta di teletrasporto insomma), ora va dritto verso le terapie alternative sull'autismo.
È impazzito?
È invecchiato male? Oppure è solo un cambiamento "di comodo"?

Non si sa, la sola cosa certa è che non è l'unico caso di valido scienziato che ad un certo punto della sua vita fa una virata strettissima e si butta nell'abisso dell'ignoto.

Due associazioni alternative di terapie per l'autismo (non scientifiche) hanno annunciato che in collaborazione con il Prof. Montagnier inizieranno uno studio.

Volete partecipare ad una ricerca su una teoria indimostrata? Pagate e vi sarà permesso.
In genere partecipare ad uno studio è una cosa molto delicata, soprattutto se si tratta di provare nuovi rimedi, può essere anche pericoloso. In questo caso invece basta pagare 1800 dollari, più qualche altro centinaio per gli esami di controllo e vostro figlio farà parte dei pochi fortunati che proveranno gli antibiotici contro l'autismo, parola di Montagnier, premio Nobel per la medicina.
Poco importa se non esiste alcun sospetto che l'autismo possa essere causato da batteri, che lo studio in progetto vada contro diversi criteri etici che regolano gli studi medici, che i soggetti che subiranno la sperimentazione non dovrebbero pagare ma al limite essere pagati e che nessuno abbia mai provato che un antibiotico possa curare sintomi autistici, c'è Montagnier, sarà una cosa seria.
Come può uno scienziato prestigioso e giunto al culmine della propria carriera diventare improvvisamente un paladino della superstizione e del paranormale?
Montagnier non è l'unico.

Il più noto dei premi Nobel convertitosi all'incredibile è stato Linus Pauling, due volte premio Nobel (per la chimica e per la pace) che da brillante e prezioso scienziato cominciò ad un certo punto della sua vita a pubblicizzare l'uso di megadosi di vitamina C per curare praticamente tutte le malattie, dall'influenza al cancro. Pauling si lanciò testardamente in questo tipo di attività nonostante egli stesso non fosse mai riuscito a dimostrare la correttezza delle sue ipotesi e nonostante in tanti gli facessero notare che le sue uscite lo rendevano palesemente ridicolo. La prova della sua assoluta inattendibilità fu fornita dal fatto che lo scienziato non pubblicò mai un esperimento o uno studio attendibile che potesse dargli ragione mentre continuava ad applicare teoremi e teorie che non avevano alcun nesso con la realtà. Fu chiamato ciarlatano ed in pochi ebbero il coraggio di contraddire questo appellativo che si guadagnò, purtroppo, alla fine della sua carriera. Ancora oggi c'è chi segue le strambe idee del chimico statunitense che diventò anche un paladino della cosiddetta medicina ortomolecolare, ulteriore inutile e pseudoscientifica disciplina che riempie la bocca di ciarlatani ed imbonitori di tutti i tipi.

Pensate sia un'eccezione? Ma no, no...c'è di peggio.

William Shockley fu insignito del premio Nobel per la fisica (nel 1956) perché fu tra gli inventori del transistor (praticamente la base dell'elettronica di oggi). Un genio. Subito dopo quel prestigioso premio però iniziò per lui un periodo di assoluto buio della ragione. Propose ad esempio di sterilizzare tutti i bambini con quoziente intellettivo inferiore a 100 o di creare una banca del seme di individui particolarmente intelligenti perché secondo lui propagare i geni della gente (a suo dire) "poco intelligente" avrebbe degenerato la razza umana. Diventò così un paladino dell'eugenetica, della selezione della razza e del mito del superuomo.
Propose di applicare la scienza per migliorare l'uomo. In realtà il suo pensiero era francamente e poco velatamente razzista considerata per esempio la sua opinione sugli uomini di colore da lui considerati "meno intelligenti dei bianchi".
Altro insigne scienziato che è riuscito a rovinare tutto diventando un paladino del razzismo e dell'antisionismo è stato Phillipp Lenard, premio Nobel per la fisica nel 1905 per i suoi studi sui raggi catodici, scoperta che poi ci ha permesso di godere di invenzioni quali la televisione, le videocamere ma anche di strumenti di ricerca fondamentali in fisica.
Lo scienziato contribuì con i suoi studi anche a sviluppare la meteorologia.
Lenard era un convinto leader nazionalista e decise che la Germania doveva dotarsi di una "fisica nazionale" diffidando dai condizionamenti di altre nazioni e soprattutto degli ebrei, primo tra tutti quell'Albert Einstein che è molto più noto e carismatico del Nobel tedesco. Nazismo, antisemitismo e palese razzismo resero Lenard un personaggio tanto geniale quanto odioso e da biasimare, morì solo ed isolato ad 85 anni.
Cosa trasforma un genio della scienza in un diabolico genio del male o in un ridicolo ciarlatano?
Non si sa e gli esempi non si fermano qui.

Kary Mullis è l'inventore della PCR (anche la paternità di questa scoperta è ancora oggi discussa): chiedete ad un biologo cosa rappresenta la PCR nel mondo della ricerca biomedica. È un metodo senza il quale la maggioranza delle ricerche odierne sarebbero improponibili, è anche vero che oggi esistono altri metodi di studio e che la PCR è ricca di possibili errori e falsi risultati ma si tratta sempre di un pilastro della ricerca scientifica in campo medico-biologico. Lo studio del DNA si può praticare anche grazie a questo metodo. Ebbene, il suo inventore, descritto come personaggio eccentrico ed anticonformista, dichiara in tutta tranquillità di credere agli oroscopi e che l'HIV non causa l'AIDS. Si professa complottista e nel 1992 lanciò l'idea di vendere a prezzi altissimi dei gioielli con incastonata una particella di DNA di personaggi famosi ormai deceduti. Secondo Wikipedia inglese nella sua autobiografia racconta dell'incontro con un extraterrestre che aveva le sembianze di un procione fosforescente. Mullis ha fatto largo uso di LSD e molti reputano sia questa la causa del suo carattere, come dire, eccentrico e pure dell'incontro con il procione alieno.

Un tempo era la figura stessa dello scienziato o del medico a rappresentare un esempio di ragionevolezza, cultura, equilibrio ed attendibilità, oggi questo concetto sembra essere sparito. Girando su internet ci possiamo imbattere in schiere di medici ormai rimbambiti da terapie alternative, fisici che credono alle teorie più improbabili, ingegneri che si vendono alle teorie del complotto, tutti fanno leva sul loro titolo ma nessuno riesce a dimostrare che la sua idea del mondo possa essere qualcosa di diverso da una fantasia. La spiegazione può essere una sola: la psiche e l'equilibrio mentale sono dei processi sottilissimi e molto influenzabili e l'età che avanza non risparmia nessuno. Che poi ci possano essere anche degli interessi (spesso economici) dietro questi "cambi di rotta" è innegabile.

Tutte queste storie servano a comprendere come non sempre l'autorità sia per forza sintomo di correttezza o ragionevolezza, non per niente il principio di autorità è un artificio retorico tra i più utilizzati ma considerato scorretto e fallace. Affermare che una cosa è giusta perché "lo dice Pinco Pallino, famoso scienziato" è assolutamente inutile: un concetto è corretto o sbagliato a prescindere da chi lo formula.
Per questo è vero anche il contrario: se un individuo senza alcun titolo o alcuna esperienza formula un'ipotesi o un'idea innovativa o che va contro le conoscenze attuali non è da scartare a prescindere ma da ascoltare, è chiaro che l'onere della prova e l'obbligo di dimostrare come reali le sue parole spettano ad egli stesso e non a chi ascolta.
Capita anche che questi scienziati diventino con il tempo più noti per le loro stravaganze che per ciò che li ha portati sull'Olimpo scientifico ed è triste ma educativo trarre da queste storie la lezione che spesso un po' di umiltà e senso della realtà fanno l'uomo più grande. È anche vero che il detto "genio e sregolatezza" potrebbe rispecchiare la realtà ma a volte, come abbiamo visto, si va ben oltre la realtà, il buon senso e la ragione e la sregolatezza sfocia in follia.

Alla prossima.

Grazie a verduz per la revisione dell'articolo.