Attualmente sono stati registrati oltre i 500.000 contagi in tutto il mondo con 6394 decessi (quasi la metà nel continente americano). Sono tutti numeri notevolmente inferiori a quelli registrati ogni anno per le comuni influenze stagionali.
Ribadisco quindi che l'attuale influenza di cui tanto si parla è una forma influenzale comune e normalmente aggressiva e che le uniche persone alle quali è consigliata la vaccinazione sono quelle che appartengono a categorie a rischio. La pandemia in atto non mostra particolari pericoli per chi è sano.
Il vaccino è un farmaco di testata sicurezza ed efficacia e non ha mostrato particolari effetti collaterali imprevisti.
Un articolo molto completo di aggiornamento e riepilogo è stato pubblicato oggi qui, su Dillinger.it.
Influenza, cos'è?
di G. Parpaglioni
L'influenza è una malattia comune e presente in tutto il mondo, l'agente scatenante è un virus, precisamente un Orthomyxovirus.
Questa malattia è caratterizzata dall'essere diffusa per contatto (anche indiretto) e per via aerea e causa nella maggior parte dei casi un'infezione alle vie aeree superiori che si traducono in mal di gola, tosse, raffreddore, debolezza generale, dolori alle ossa, febbre alta. Quando c'è interessamento del tubo digerente, con diarrea e vomito, non si tratta quasi mai Orthomyxovirus e quindi la malattie non è strettamente da definire influenza, anche se spesso queste sindromi sono chiamate influenze intestinali.
Può capitare che, a seconda del ceppo virale e del paziente, la malattia si presenti in forma più grave, causando una polmonite che interessa anche gli strati più bassi delle vie aeree, causando così sintomi più gravi, fino ad arrivare, alcune volte alla morte del paziente. Perché questo avvenga spesso è sufficiente che il paziente sia debilitato (persona anziana o bambino molto giovane, immunocompromessi, concomitanza con altre malattie...), oppure che il virus sia più aggressivo: alcuni ceppi sono infatti capaci di dare una polmonite in percentuale più alta rispetto ad altri.
Cosa distingue un ceppo influenzale da un altro?
Nella cronaca degli ultimi tempi si fa un gran parlare di influenza aviaria, suina e stagionale: queste tre influenze sono molto simili e tra loro differiscono per la capacità di legarsi ad alcune chiavi molecolari presenti sulle cellule che vogliono infettare; alcune sono specifiche per gli uccelli, altre per i suini, altre ancora per gli umani.
Ovviamente c'è la possibilità che la chiave per i suini sia buona anche per gli umani, così come anche quella degli uccelli.
Per spiegare un po' questa cosa scendo lievemente nel tecnico: sulla superficie del virus esistono due proteine che interagiscono con queste chiavi molecolari, chiamate emoagglutinina (HA) e neuroaminidasi (NA), su queste proteine ci sono degli zuccheri, questi zuccheri sono i responsabili del riconoscimento della chiave, e a seconda del tipo di zuccheri, l'affinità sarà maggiore per gli uccelli, per gli umani o per i suini.
Inoltre nei telegiornali si sente parlare di H1N1 o di H5N1, questo perché anche le proteine HA e NA possono cambiare (quindi abbiamo varie tipologie di HA: H1, H2... e la stessa cosa succede per le NA con N1, N2...), contribuendo in questo modo al riconoscimento della chiave. Infine, l'influenza è divisa in tre gruppi: A, B e C, di cui la A è divisa in H1N1, H3N2 ecc..., mentre B e C non hanno questa divisione, inoltre C è scarsamente rappresentata, molto meno comune delle altre due influenze.
In effetti dire "influenza A", come si sente dire nei telegiornali, è dire semplicemente influenza: la maggior parte delle epidemie stagionali è data dall'influenza A. Inoltre anche H1N1 è poco significativo, perché esistono ceppi di H1N1 stagionali squisitamente umani, mentre sappiamo che la pandemica infetta anche i suini. Normalmente le varie epidemie vengono chiamate col nome del paese in cui sono state segnalate per prime, quindi questa pandemica potremmo chiamarla californiana, o messicana (come nel 1918 fu "la spagnola"), oppure con il nome tecnico S-OIV A/H1N1 che sta per swine-origin influenza virus A/H1N1. Al di là di come vogliamo chiamarla, principalmente c'è da ricordare che l'influenza, qualunque tipo, è potenzialmente letale per alcune persone, ed ecco perché da qualche anno esiste il vaccino anti-influenzale, che il ministero della salute raccomanda sempre ai deboli e agli anziani.
In questo momento storico abbiamo, nel mondo, la presenza contemporanea di tre ceppi influenzali: la stagionale (che da noi ancora deve arrivare), la suina e l'aviaria (che per ora è viva e vegeta e fa danni soprattutto in Egitto).
L'influenza stagionale la conosciamo tutti, dà quasi sempre i sintomi lievi a cui siamo abituati e non ci spaventa; la suina dovrebbe spaventarci ancora meno visto che dà una malattia se possibile anche meno grave della stagionale ma è molto più veloce nella diffusione, con una mortalità di gran lunga inferiore; l'aviaria ci spaventa di più perché è molto grave e con una mortalità molto alta, ma per fortuna non è ancora in grado di trasmettersi da uomo a uomo.
La presenza di tre ceppi influenzali contemporaneamente è motivo di preoccupazione per gli addetti ai lavori, perché l'influenza è un virus capace di ricombinazione, ovvero di incroci con altri virus. L'influenza stagionale, l'influenza suina e l'influenza aviaria hanno dato prova di poteri infettare tutte e tre l'uomo: questo vuol dire che può esserci la possibilità che una persona sia colpita da più di un ceppo contemporaneamente.
Le conseguenze potrebbero essere catastrofiche: un'eventuale incrocio tra suina e stagionale potrebbe portare ad un virus veloce e con mortalità pari a quella della stagionale o superiori, un incrocio con l'aviaria potrebbe essere l'inizio di una pandemia pari a quella del 1918, che uccise milioni di persone.
L'unica arma che abbiamo per combattere questa possibilità è il vaccino.
Vaccinarsi contro la suina o contro la stagionale impedisce la ricombinazione, quindi diminuisce la possibilità di aggravamento della malattia, ed è questo il motivo per cui mi sento di consigliare la vaccinazione: le mutazioni del virus possono avvenire comunque, indipendentemente dalla ricombinazione, ma la ricombinazione le accelera e le facilita quindi se vogliamo evitare di trovarci in situazioni difficilmente gestibili dal punto di vista sanitario (e per cui i telegiornali non aiutano affatto, visto il panico che stanno creando per questa tutto sommato lieve malattia) la vaccinazione di massa è l’opzione più ragionevole.
Per i più "precisi" questa è la "linea tassonomica" del virus dell'influenza "suina", in pratica tutta la linea di classificazione. Cliccando su ogni gruppo si leggono (su PubMed) tutti i (tantissimi) virus appartenenti al relativo gruppo:
- Virus
- virus RNA
- virus RNA a singolo filamento negativo
- Orthomixovirus
- Influenzavirus A
- Influenza A virus
- sottotipo H1N1
 
Un po' più chiaro adesso cosa vuol dire H1N1? Cos'è la "suina", che peso ha l'attuale influenza sulla nostra salute?
Bene.
Per dare la misura sull'enorme ignoranza sull'argomento, linko un video che ha bisogno di pochissimi commenti. Un medico (pubblico, lavora in una USL a suo dire) che oltre ad occuparsi di omeopatia, fiori di Bach e medicine alternative, si premura di avvertire tutti dei pericoli del vaccino, accumulando una tale montagna di stupidaggini che davvero viene voglia di capire come faccia questa persona a curare chi sta male. Non è l'unico caso.
Le bufale le elenca tutte, dalla "sindrome della guerra del golfo" causata dallo squalene al collegamento tra mercurio contenuto nei vaccini e malattie. Dall'antigelo (proprio così) contenuto nei vaccini, ai mancati test.
Insomma un elenco esemplare di sciocchezze. Il bello è che si lamenta del panico che causano i mass media quando lui è un esempio di panico ingiustificato ed infondato diffuso per sua enorme ignoranza sull'argomento. Da parte sua basterebbe solo uno sforzo di documentazione, che sarebbe pure doveroso, visto il lavoro che fa ma che evidentemente gli costa troppo impegno rispetto ad un video su YouTube.
Il video si trova qui.
Alla prossima.






















