Link veloci

martedì 15 gennaio 2013

Storia della medicina: la chirurgia

Possiamo affermare che la chirurgia (cheirourgia, lavoro delle mani), una delle branche della medicina moderna, esista da due secoli. Prima del 1800 non vi era alcuna regola né procedimento scientifico che regolasse le "operazioni" dell'uomo sull'uomo. Esistevano gli "stregoni", i chirurghi autonominatisi e qualche intervento chirurgico sui generis era effettuato da improvvisati operatori che utilizzavano metodi personali.

La prima rivista medica che pubblicò argomenti chirurgici fu il New England Journal of medicine and surgery, nel 1812. Proprio in occasione del 200° anniversario della prima uscita della rivista chirurgica, il New England Journal of Medicine (attuale e prestigioso erede di quella prima pubblicazione), ricorda i passi da gigante fatti in due secoli di storia, talmente affascinanti e sorprendenti che vale la pena leggerli. Le procedure illustrate, rispetto a quelle attuali, erano del tutto primitive e cruente soprattutto se si considera un elemento fondamentale: non esisteva l'anestesia.
Per questo motivo sconsiglio alle persone facilmente impressionabili la lettura dell'articolo, parlare di chirurgia (soprattutto dei tempi andati) non è proprio una passeggiata.



In quei primi anni di chirurgia pionieristica leggiamo di interventi che avvengono ancora oggi, la differenza? La tecnica, la strumentazione, l'anestesia.
Le origini della chirurgia risalgono a millenni orsono. Una delle tecniche chirurgiche più primitive è la trapanazione del cranio. Veniva eseguita dai "medici" del villaggio e si basava probabilmente sulla credenza di un "male" da fare fuoriuscire dal corpo sofferente. Esistono tracce di questo tipo di intervento in varie parti del mondo e tra le più antiche ci sono quelle risalenti a circa 12.000 anni fa, nel Mesolitico, in base a resti rinvenuti in territorio sovietico. Sembra anche che la sopravvivenza da questo intervento arrivasse a quasi il 50% perché probabilmente l'inserimento delle rudimentali punte da trapano (di pietra e poi di metallo) era superficiale e non arrivava a ledere strutture cerebrali. Antiche civiltà come quella sumerica, prevedevano figure e regole ben precise per la pratica della chirurgia: gli schiavi avevano diritti minori dei nobili (pagavano di più e non potevano accedere a qualsiasi tipo di intervento) ed i bravi chirurghi diventavano presto ricchi, rispettati ed invidiati per una posizione che rasentava la divinità, erano gli unici capaci di "aprire" un corpo umano.

Bisturi chirurgici egiziani

I progressi della chirurgia furono lentissimi, nei primi anni del primo millennio strumenti e tecniche erano ancora primitivi ed il mestiere del chirurgo era letteralmente improvvisato.
Piccoli miglioramenti arrivarono solo alla fine del 1600, con l'uso del calore per "disinfettare" gli strumenti ma la mortalità (e le sofferenze) erano problemi irrisolvibili per i mezzi dei tempi.

I princìpi chirurgici sono fondamentalmente gli stessi da secoli (un organo è irrorato dagli stessi vasi sanguigni oggi come 2000 anni fa e per rimuoverlo bisogna agire sugli stessi tessuti, un fegato di oggi è identico al fegato del nostro bisnonno) ma l'affinamento delle tecniche, il progresso che ha permesso la costruzione di strumenti versatili, efficaci e precisi (e soprattutto la possibilità di intervenire su un individuo che non prova dolore) hanno cambiato la storia della chirurgia (un passo fondamentale del progresso chirurgico è rappresentato dalla "standardizzazione" delle tecniche).
Come reagiremmo se tornassimo indietro e subissimo il trattamento chirurgico raccontato a proposito di un intervento per cataratta (malattia dell'occhio)?
Tra dita che schiacciano le varie parti dell'occhio, pinze che, troppo grandi, non riescono ad afferrare bene e bisturi (chissà con quale affilatura) che affondano nella cornea, sembra di raccontare un film dell'orrore, soprattutto se si pensa al paziente: del tutto sveglio con il chirurgo che tiene aperto l'occhio con pollice ed indice della sua mano. Nonostante tutto l'intervento va bene ed il paziente riacquista una buona visione dall'occhio malato. Risultato incoraggiante, ma la chirurgia ha troppi limiti: la già ricordata impossibilità di ricorrere ad anestesia ed il rischio (altissimo) di infezione (non esistevano gli antibiotici), la rendevano una pratica che dal punto di vista medico era ai fatti quasi fantascienza. Tutti gli interventi chirurgici che tentavano di risolvere problemi addominali si chiudevano con un esito quasi totalmente univoco: la morte del paziente. Identica sorte per chi tentava interventi toracici o alle articolazioni, soprattutto le infezioni mietevano vittime nella quasi totalità dei casi.

Bisturi chirurgico del 1800 circa
A volte il caso ci metteva lo zampino.

Interventi che sembravano risolutivi (il giornale riporta il caso di un paziente che aveva avuto un ictus risolto dalla chiusura della carotide) quando si ripetevano e controllavano dimostravano tutti i loro limiti ed erano abbandonati, altri che assicuravano benessere per pochissimo tempo ma finivano lo stesso tragicamente. Era questa la chirurgia, poco più di un esperimento, il sogno proibito dei medici: toccare l'interno del corpo umano, manipolarlo, "sistemarlo", era una possibilità troppo lontana per il livello di progresso dell'epoca.
Il 18 novembre 1846 la svolta che avrebbe cambiato la medicina.

Henry Jacob Bigelow pubblicò un report sulla rivista, "Insensibility during Surgical Operations Produced by Inhalation" (insensibilità durante intervento chirurgico ottenuta con inalazione) e William Morton, un dentista di Boston, somministrò prima ad uno poi ad altri pazienti un gas "misterioso", il Letheon (del quale tenne segreta la formula per diverso tempo), per un intervento chirurgico effettuato da John Collins Warren su suoi pazienti senza che questi fossero coscienti. La redazione del giornale medico fu invasa da commenti e lettere, chi criticava (qualcuno disse "è un capriccio inutile!"), chi chiedeva spiegazioni su quella stregoneria, chi avanzava ipotesi sulla composizione del gas "misterioso", ma molti colleghi di Morton rivelarono dell'"odore di etere" che si diffondeva nelle sale operatorie durante le sedute del dentista e così gradualmente altri provarono a testare l'inalazione di questo gas per effettuare interventi chirurgici. Fu un cambiamento epocale.
L'articolo che descriveva gli effetti dell'etere sui pazienti dei chirurghi del Massachusetts Hospital
Si scoprì successivamente che altri medici avevano sperimentato la sostanza per l'uso anestetico ma non avevano pubblicato i loro risultati, per questo fu Morton ad entrare nella storia.
Uno degli interventi chirurgici più frequenti dell'epoca era l'amputazione degli arti: la guerra, l'assenza di antibiotici per contrastare le infezioni, gli effetti collaterali di malattie incurabili, rendevano spesso impossibile risparmiare l'arto di un ammalato. La sopportazione umana dei dolori terribili di un tale intervento è molto limitata, pochi secondi, le sale operatorie erano invase da urla strazianti ed erano chiuse per non condizionare gli altri pazienti delle sale accanto, l'intervento di amputazione di un arto inferiore durava anche 30-40 minuti, non è facile immaginare la tortura che doveva sopportare chi vi si sottoponeva. Gli stessi medici erano coscienti dell'orrore di quella procedura, ma era l'unico mezzo per salvare una vita. Uno dei più noti chirurghi dell'epoca provò per la prima volta ad eseguire l'intervento in anestesia: "questa cosa è meglio dell'ipnosi", esclamò. Tutti erano stupefatti per la calma ed il silenzio della sala operatoria ottenuta in quel modo, inusuale.
I vantaggi dell'anestesia furono da ambo le parti: i pazienti non soffrivano più ed i chirurghi potevano operare con calma, riflettendo e senza remore "emotive".
Si sperimentarono nuove sostanze, alcune diventarono validi analgesici e la chirurgia fece passi avanti enormi, anche se restava un altro grande ostacolo: le infezioni.
Il 50% della mortalità per interventi chirurgici maggiori era dovuto ad infezione e qualche tentativo di diffondere agenti "antimicrobici" come il fenolo, era visto con diffidenza e screditato (nessuno aveva ancora dimostrato l'esistenza dei "microbi" né l'infezione era considerata un evento causato da agenti "fisici" come i batteri, appunto), lo stesso Semmelweiss, medico che sostenne come la semplice pulizia delle mani potesse abbattere le morti delle puerpere con infezione fu considerato pazzo ed isolato anche per aver ipotizzato che fossero gli stessi medici e studenti a trasportare quei microbi visitando le donne dopo aver partecipato alle esercitazioni anatomiche sui cadaveri.
La pulizia delle mani e della cute del paziente da operare, per secoli furono considerate poco importanti.
Nonostante questo i successi della chirurgia ormai si susseguivano, malattie come l'appendicite, spesso mortale per le conseguenze sulle strutture addominali, erano diventate routine (la prima asportazione di appendice avvenne nel 1880), nel 1884 la prima asportazione di tumore cerebrale e negli anni seguenti furono sviluppate altre tecniche per rimuovere organi malati e parti ormai inservivibili a causa di malattie. Miglioravano le procedure, si formavano i primi grandi chirurghi, nascevano i primi "maestri", si svilupparono le tecniche per ricostruire organi, suturare i vasi sanguigni e limitare le emorragie. Nacquero concetti come la standardizzazione degli interventi (non si poteva operare "a caso" ma secondo procedure conosciute e controllate, metodo che sopravvive ancora oggi) e si produssero i primi guanti chirurgici.
Dopo i primi passi lentissimi ed estenuanti, la chirurgia cominciava a correre, i progressi tecnici erano sempre più veloci. Così si susseguivano tentativi inutili dopo successi incredibili, vere e proprie follie e colpi di genio.

Nel 1929 un giovane medico tedesco, Werner Forssman, voleva sperimentare il "cateterismo cardiaco", riuscire cioè ad arrivare fino all'interno del cuore con un piccolo tubicino, possibilità che avrebbe aperto le porte ad un'infinità di interventi utili.
Il suo professore gli impedì di utilizzare delle cavie, così egli provò su se stesso, "autocateterizzandosi", pubblicando lo studio con tanto di immagini ed arrivando a vincere per questo il premio Nobel per la medicina.
Bisturi chirurgico dal 1900 ad oggi
Siamo attorno al 1930, una nuova sostanza rivoluziona il modo di curare le persone.
I vari tentativi di limitare le infezioni hanno migliorato la riuscita degli interventi, ma solo l'avvento degli antibiotici consentì di definire "sicura" la chirurgia. Morire d'infezione iniziava a diventare un evento raro.
Il progresso correva sempre più veloce, nuovi strumenti e materiali, tecniche sempre più raffinate, scambi di conoscenze tra esperti, la chirurgia iniziava ad essere strumento di salvezza reale e rimedio per moltissime malattie considerate mortali. La possibilità di salvare una persona con infezione di una parte del suo corpo, da un'emorragia, da un trauma, considerata un miraggio solo un secolo prima, ora si era trasformata in realtà e con gli interventi a cuore aperto ed i trapianti, il chirurgo diventò sinonimo di salvezza, andando oltre l'immaginabile.
Oggi la chirurgia ha nel proprio arsenale più di 2500 procedure conosciute, tutte tecniche ben definite e praticate in tutti gli angoli del mondo. Nei soli Stati Uniti, ogni anno sono effettuati 50 milioni di interventi chirurgici, gli strumenti sono sempre più avanzati, l'avvento dell'informatica e della robotica migliorano le performances. L'intervento chirurgico più effettuato al mondo è il taglio cesareo, l'estrazione cioè del feto mediante un'incisione addominale invece che per le vie naturali.

Negli anni '80 si inizia con la chirurgia endoscopica e mininvasiva: al posto delle mani si usano piccoli strumenti che entrano nel corpo tramite piccoli fori e sono azionati dall'esterno, oggi si pratica anche nei piccoli ospedali, la laparoscopia (così si chiama questa tecnica) permette migliore ripresa post chirurgica, minor trauma fisico, minore dolore, minore presenza di cicatrici, minore degenza. Fu un ginecologo francese il primo a testarla per la rimozione di una gravidanza extrauterina ed il suo tentativo (riuscito) destò perplessità che sparirono con il tempo. Oggi la laparoscopia è praticata di routine per tantissimi tipi di intervento chirurgico ed è diffusa praticamente ovunque.

Strumenti per laparoscopia

Ma un robot inizia a sostituirla. Ancora non diffuso dovunque per i suoi costi ma già "operativo" (anche in Italia), la laparoscopia robotica permette realmente ad un chirurgo seduto in una sala operatoria americana di operare un paziente in India, l'uomo comanda a distanza le braccia del robot che controllano direttamente gli strumenti chirurgici utilizzati con una sensibilità ed una precisione mai vista prima con un possibile ulteriore sviluppo, la tridimensionalità.
Non è fantascienza, è solo l'ultima delle frontiere raggiunte.

Robot chirurgico DaVinci
Il racconto della chirurgia del passato, come quello relativo ad altre pratiche mediche, sembra un romanzo antichissimo, un elenco di fatti staccati da secoli di storia e questo è dovuto al fatto che siamo talmente abituati al progresso che certe cose ci appaiono molto distanti nel tempo quando invece accadevano non troppi anni fa. I miei colleghi più anziani ricorderanno (io ne ascolto spesso affascinato i racconti) dell'inesistenza dei disinfettanti chirurgici, del fatto che il chirurgo dopo aver pulito la mani con il sapone le cospargesse di alcol ed iniziasse ad operare, qualcuno ricorderà l'esistenza di guanti di lattice che erano lavati dopo l'uso e riutilizzati dopo essere stati cosparsi di talco, non è preistoria, siamo noi molto avanti rispetto ai nostri nonni.
Il futuro?
Probabilmente le nanotecnologie, dispositivi microscopici comandati dall'esterno o inghiottiti che permetteranno di svolgere il lavoro fino ad oggi svolto dalle mani.
In ogni caso, il viaggio dell'uomo dentro al corpo, in soli due secoli ha fatto passi da gigante con l'obiettivo di muoversi come una farfalla all'interno del corpo umano.

Alla prossima.

Articolo tratto ed adattato da: Two Hundred Years of Surgery Atul Gawande, M.D., M.P.H.
N Engl J Med 2012; 366:1716-1723May 3, 2012

36 commenti:

  1. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

    RispondiElimina
  2. Probabilmente le nanotecnologie, dispositivi microscopici comandati dall'esterno o inghiottiti che permetteranno di svolgere il lavoro fino ad oggi svolto dalle mani.

    Chirurgia omeopatica? :-)

    RispondiElimina
  3. Luca, ho cancellato il tuo link, qui non sono consentiti video, collegamenti o pagine di pseudomedicina.
    Grazie.

    PS: Di diete, nutrizione ed alimentazione ne abbiamo parlato diverse volte, cerca pure.

    RispondiElimina
  4. E' sempre un piacere leggerti. A pisa hanno messo un "robottone" chirurgo pagato non so quanto, peccato poi che non ci sia soldi per tutto il resto... Vabè la solita Italia no?

    RispondiElimina
  5. A pisa hanno messo un "robottone" chirurgo pagato non so quanto

    E' proprio quello che si vede nell'immagine a fine articolo. In Italia ce ne sono 6 o 7.

    RispondiElimina
  6. il paziente indiano operato dal chirurgo seduto sulla poltrona americana... paga il compenso all'ospedale indiano o al chirurgo americano?
    Uff, toccherà farci pure noi un'assicurazione come gli americani, sennò mica ci operano quelli...

    :-D

    RispondiElimina
  7. Ma in chirurgia sono utilizzate delle checklist per omologare le procedure?
    E in caso di operazione "multichirurgo" ci sono corsi o concetti di cooperazione tipo quelle dei piloti (qui si parla di MCC - Multi Crew Coordination)?

    RispondiElimina
  8. Ma in chirurgia sono utilizzate delle checklist per omologare le procedure?

    No, le checklist sono utilizzate prima e dopo l'intervento, ad esempio:
    1) Il paziente è cosciente?
    2) Riferisce allergie?
    3) Ha eseguito terapie?
    4) E' stato identificato?

    ...e così via.

    L'intervento chirurgico vero e proprio si esegue con una tecnica ben precisa che rispetta i cosiddetti "tempi chirurgici" che si apprendono prima sui libri e poi con la pratica, ad esempio:

    1) Incisione dell'addome
    2) Controllo degli organi addominali
    3) Sezione del legamento...
    4) Sezione del fascio vascolare...
    5) Apertura dello spazio...

    e così via.
    Un bravo chirurgo conosce a menadito tutti i tempi e li rispetta perfettamente ad ogni intervento, il genio chirurgico li rispetta lo stesso ma riesce a farli con una scioltezza manuale e mentale non comune.

    Ogni intervento chirurgico si effettua scegliendo tra 2-3 tecniche standard (in genere, raramente di tecnica ne esiste una sola) che ogni chirurgo segue secondo la sua "scuola", la sua abitudine o esperienza.
    Si opera in stretta collaborazione con un "team" tipico (strumentista, anestesista, infermiere di sala operatoria...) e possono essere chiamati allo stesso tavolo operatorio altri chirurghi, se il caso.
    Se l'intervento "multichirurgo" (diciamo così) è sufficientemente semplice si opera senza particolari training, se invece l'intervento prevede già nella sua tecnica l'approccio di diverse figure specialistiche, in genere esistono anche in questo caso i "tempi", per esempio, subito dopo una certa azione succederà sempre la prossima (come l'intervento di un altro chirurgo).

    La standardizzazione degli interventi è, come ho scritto, uno dei cardini della chirurgia, assicura che l'operazione si faccia sempre nella migliore modalità conosciuta e che garantisce i migliori risultati. Può succedere che un pioniere o un "coraggioso" si avventuri in una tecnica nuova ed in teoria può rivoluzionare lo standard che lo ha preceduto...

    RispondiElimina
  9. Per la serie : la medicina ufficiale è ferma al secolo scorso e non ha innovazioni!


    Ad ogni modo l'articolo mi ha incuriosito molto: qual'è l'ultima malattia in ordine cronologico ad essere stata debellata? (o con intervento chirurgico o con un farmaco)

    RispondiElimina
  10. qual'è l'ultima malattia in ordine cronologico ad essere stata debellata? (o con intervento chirurgico o con un farmaco)

    Bella domanda, alla quale non c'è una risposta definitiva perché non esistono malattie del tutto debellate (se non si assume il farmaco adatto o non si fa l'intervento corretto la malattia continua ad esistere). L'unica e sola malattia scomparsa è il vaiolo che resta l'unica eradicata dalla faccia della Terra. La prossima dovrebbe essere la poliomielite.

    Poi possiamo dire che l'avvento degli antibiotici ha cambiato la storia della medicina e dell'uomo (prima, un'infezione era una malattia potenzialmente letale).
    Dal punto di vista chirurgico penso alle fratture (causa frequentissima di morte se non corrette quando serve) ed alle emorragie interne di varia natura (non esiste altro modo di bloccarle se non l'intervento). Aggiungerei i trapianti...

    Se per "debellate" possiamo intendere anche un cambio epocale nella storia sanitaria, non si può dimenticare la tubercolosi, esistevano addirittura ospedali riservati a chi ne soffriva (i sanatori, in campagna perché l'aria pura "favoriva" la guarigione, dicevano), non è scomparsa ma non c'è confronto tra i casi di qualche decennio fa e quelli odierni.
    Potrebbe sfuggirmi qualcosa...

    RispondiElimina
  11. Ti sei scordato dei primi chirurghi ortopedici della storia, i "medici" al seguito delle legioni romane! :-) Stando alle cronache erano in grado di ridurre lussazioni, sistemare fratture esposte, "raddrizzare" arti che avevano assunto posizioni innaturali a tagliare quelli maciullati... ed erano specificatamente addestrati ad ignorare le urla disumane del paziente ;-)
    Paziente che nella maggior parte dei casi non riacquistava comunque la funzionalità e che spesso moriva in seguito all'intervento, ma comunque erano dei bei pionieri

    RispondiElimina
  12. Affascinante la parte che viene dopo la scoperta degli anestetici, prima è un incubo degno di un film horror

    RispondiElimina
  13. Hai tralasciato uno dei paragrafi più eclatanti del articolo.

    Nel tentativo di asportare la gamba il più rapidamente possibile, il chirurgo taglia sia la gamba che il dito dell'assistente.

    Nè il paziente nè l'assistente sopravviveranno all'infezione sopraggiunta al taglio, muore pure il giornalista presente in sala dopo essere svenuto alla presenza di tanto orrore.

    Insomma, l'unico caso riportato d'intervento chirurgico con 300% di esito infausto.

    ahahhaha :D

    Per fortuna sono nato recentemente.

    RispondiElimina
  14. Lavorando nel campo della robotica industriale mi sono sempre chiesto se sarà mai possibile costruire un "Auto-Doc" (chi ha giocato a Fallout capirà di cosa parlo), ossia un robottone chirurgico guidato da una intelligenza artificiale capace di operare senza alcun input umano. Chissà!

    Piuttosto, dottore, ricordo di avere letto che nell'ottocento tra i pazienti più abbienti c'era la consuetudine di stordirsi di laudano (oppio) e di fare una sorta di "anestesia locale" con la cocaina prima degli interventi. Può confermare?

    RispondiElimina
  15. >costruire un "Auto-Doc"

    Spero non con lo stesso stile del gioco, non ha un'aria molto rassicurante XD

    RispondiElimina
  16. Due dettagli, se posso.

    1) Come mai non hai citato il divieto, contenuto del giuramento Ippocratico, per i "veri" medici di avere qualsiasi cosa a che fare con i chirurghi? (Non è una domanda provocatoria, sono proprio curioso di sapere perchè non ne hai parlato).

    2) Mi è stato raccontato che l'introduzione dell'anestesia, che non sarà mai benedetta abbastanza, ha però portato ad un certo scadimento in alcune tecniche chirurgiche. Un chirurgo (spesso, = barbiere) militare del '700 o dei primi dell' `800 doveva essere in grado di amputare un braccio o anche una gamba in pochissimi minuti, perchè altrimenti il paziente sarebbe morto. Oggi, l'anestesia permette al chirurgo di fare le cose con più calma - il che, però, non è sempre necessariamente a vantaggio del paziente. Ti risulta che ci sia qualcosa di vero?

    Grazie

    RispondiElimina
  17. divieto, contenuto del giuramento Ippocratico, per i "veri" medici di avere qualsiasi cosa a che fare con i chirurghi?

    In quale passo del giuramento? Non mi risulta.

    l'introduzione dell'anestesia, che non sarà mai benedetta abbastanza, ha però portato ad un certo scadimento in alcune tecniche chirurgiche.

    Non mi risulta neanche questo, l'anestesia ha portato innegabili vantaggi a medici e pazienti.

    Un chirurgo (spesso, = barbiere) militare del '700 o dei primi dell' `800 doveva essere in grado di amputare un braccio o anche una gamba in pochissimi minuti

    Certo, ma per fare una cosa del genere in pochissimi minuti serve una tecnica drastica, per esempio un'ascia, una sega a denti grossi o una mannaia da macellaio, per finire, con un ferro arroventato si "cauterizzavano" tutti i vasi sanguigni che per forza di cose cominciavano a perdere sangue a litri.
    Tutto senza anestesia.
    Velocissimo, indubbiamente.
    :)

    Oggi, l'anestesia permette al chirurgo di fare le cose con più calma - il che, però, non è sempre necessariamente a vantaggio del paziente. Ti risulta che ci sia qualcosa di vero?

    Assolutamente no. L'unico risvolto "negativo" dell'anestesia (di quella generale intendo) potrebbe essere il fatto che il paziente ha in circolo dei farmaci, delle potenti sostanze attive, ma questo, di fronte alla possibilità di operare senza dolore, senza fretta e senza urla, consente al medico di farlo con cognizione di causa, senza coinvolgimenti emotivi, senza fretta e senza paura di "osare".
    Non mi viene in mente nessun intervento che abbia nell'anestesia un "danno" superiore al beneficio.
    Mi ricordo quando si eseguivano i tagli cesarei in anestesia generale: in quel caso l'anestetico era assorbito dal feto (dal nascituro) perché entrava nel circolo materno ed infatti il cesareo era, per tradizione, un intervento che doveva essere fatto più velocemente possibile ed erano tipici i neonati "addormentati" dall'anestetico assorbito durante l'intervento.
    Con l'avvento dell'anestesia locoregionale (l'epidurale, per intenderci), non esiste più nemmeno questo problema e, se resta una buona regola concludere qualsiasi intervento chirurgico nel minor tempo possibile, non vi è alcuna fretta particolare né bisogno di velocizzare le manovre rischiando di diminuire la sicurezza chirurgica.

    RispondiElimina
  18. Dottore, penso che ebonsi si riferisse a questo:

    "Non opererò coloro che soffrono del male della pietra, ma mi rivolgerò a coloro che sono esperti di questa attività."

    citato qui:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Giuramento_di_Ippocrate

    RispondiElimina
  19. Questo blog è diventato per me un'istituzione.
    Ho notato che sta nascendo un sito: medbunker.it; stai creando un nuovo sito o è qualche mascalzone alternativo che ti vuole screditare aprendo un sito con lo stesso dominio?
    Ad ogni modo anche io ho appena aperto un blog, essenzialmente scientifico, anche medico. Se il proprietario di casa mi permette di pubblicare il link sarei felice di ricevere la vostra visita, e mi farebbero comodo dei consigli.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non sono nuovo del sito, ho solo cambiato nickname ed aggiunto una foto.

      Elimina
  20. Dottore, penso che ebonsi si riferisse a questo:

    "Non opererò coloro che soffrono del male della pietra, ma mi rivolgerò a coloro che sono esperti di questa attività."


    Ma questa frase è riferita al fatto che i medici dell'antichità non erano chirurghi (non sapevano operare) e per loro era addirittura sconsigliato e considerato inopportuno "toccare" un paziente (il medico era un essere semidivino, puro, il malato un impuro), Ippocrate quindi sottolineava il fatto che un medico non dovesse per niente "operare" un malato, non era compito suo.

    Da sempre la medicina e la chirurgia sono due branche distinte della medicina (tanto che chi si laurea ancora oggi è un "medico-chirurgo", non solo medico).

    Ho notato che sta nascendo un sito: medbunker.it

    E' semplicemente il dominio "medbunker" che ho "bloccato" acquistandolo per ovvi motivi. Nulla di misterioso quindi.

    Se il proprietario di casa mi permette di pubblicare il link sarei felice di ricevere la vostra visita, e mi farebbero comodo dei consigli.

    Se è a carattere scientifico e non ha finalità commerciali (niente in vendita) puoi inserire il link. L'ideale comunque sarebbe inserire un riferimento il giorno in cui scriverai qualcosa su un argomento attinente a quelli che tratto ed usi il link come integrazione di un tuo commento.
    Grazie.
    :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Era la prima volta che mi capitava tra o risultati di ricerca medbunker.it; hai fatto benissimo a comprarlo, ma non serve che te lo dica io.
      Grazie per la tua disponibilità, prima di inserire il link volevo il tuo permesso, non mi andava pensassi che stessi sfruttando la tua visibilità per fare pubblicità al mio blog.
      Per ora ci sono solo 4 post sul mio blog, poca roba.

      Elimina
  21. Mia madre aveva un grave tumore alle ovaia. Dopo il primo intervento lo stesso chirurgo che l'aveva operata aveva consigliato di fare il secondo, quello risolutivo, a Monza. Contro il parere dell'oncologo che sosteneva che non era operabile ha effettuato l'intervento a Monza e con successo. Da allora sono passati quasi 13 anni e mia madre è ancora viva e probabilmente non lo sarebbe stata se avesse dato ascolto all'oncologo, il cui parere era stato confermato da altro professionista. Mi chiedo allora se tante vite umane non vengono salvate solo perché certe tecniche operatorie non si diffondono. Il mio sospetto è che si dia troppa importanza ai farmaci e troppo poco all'uomo. Perché quell'intervento fatto a Monza dal prof. Mangioni Costantino non si poteva ripetere in altri ospedali?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie per aver condiviso con noi la storia di tua madre, davvero toccante. Fa pensare come la vita certe volte è davvero legata al caso, e che certe volte fidarsi e affidarsi ad un medico, non è poi tanto diverso da affidarsi ad un miracolo.
      Nel tuo specifico caso tua madre è stata davvero forte, ha voluto lottare nonostante i pareri degli oncologi, e alla fine ha avuto ragione lei, tanto di cappello. Però a me pensare che un giorno potrebbe capitare di trovarmi in una situazione del genere, mi fa rabbrividire per la paura e il senso di panico che mi genera.

      Elimina
  22. Attenzione che scade il 30 gennaio!!!

    RispondiElimina
  23. "Il mio sospetto è che si dia troppa importanza ai farmaci e troppo poco all'uomo. Perché quell'intervento fatto a Monza dal prof. Mangioni Costantino non si poteva ripetere in altri ospedali?"

    Ciao, la risposta alla tua domanda è complessa per cui cercherò di darti la mia opinione in maniera sintetica: non tutti i chirurghi, da quel che si capisce, avrebbero operato tua madre probabilmente perchè il tumore aveva aderenze con tessuti vicini oppure era in una posizione nella quale è difficile operare con sicurezza (certe volte non riesci proprio a vedere tutto il tumore). Quindi abbiamo una difficoltà oggettiva, tecnica.
    Dall'altro abbiamo un discorso di "medicina difensiva", dettata dalle continue cause legali cui i chirurghi devono sottoporsi, cause che per il 99% dei casi vincono, ma comportano stress e spese e spesso rovinano la vita (non solo la carriera) al chirurgo. Evidentemente questo Prof. si è ritenuto talmente bravo tecnicamente da poter osare, magari aveva già svolto interventi in condizioni simili e quindi sapeva che il rischio dell'operazione non avrebbe superato i benefici.

    Questa è la mia opinione e basta, sia chiaro.

    Quanto all'articolo, io ho avuto modo di vedere decine di interventi effettuati da un validissimo chirurgo con il Da Vinci, il robot, e devo dire che per un chirurgo è un'esperienza veramente unica.

    RispondiElimina
  24. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  25. Lavorando nel campo della robotica industriale mi sono sempre chiesto se sarà mai possibile costruire un "Auto-Doc"..

    Recentemente ho visto il film Prometheus in cui appare un robot di questo tipo con una serie di interventi programmati e richiamabili anche dal paziente stesso. Praticamente richiami il programma, ti infili nella capsula e vieni operato da un robot. Bella come idea....

    Per chi vuole vedere l'operazione e non gli impressionano gli alieni può vedere uno spezzone qui.

    RispondiElimina
  26. Complimenti per il lavoro che svolgi su questo blog. Quando l'ho scoperto 3 anni fa circa ho passato parecchio tempo a leggermi tutto il materiale gia` pubblicato.

    Una piccola nota: nella didascalia della prima figura scalpel in inglese e` il bisturi, non lo scalpello.

    RispondiElimina
  27. ho passato parecchio tempo a leggermi tutto il materiale gia` pubblicato.

    A volte anche io rileggo vecchi post e mi colpisce "l'ingenuità" degli articoli più vecchi. Sono cresciuto anche come blogger, evidentemente...

    Una piccola nota

    Corretto, grazie.

    RispondiElimina
  28. Sempre un ottimo blog!!

    Tempo addietro su History channel c'era una serie di documentari(5 puntate) chiamato "storia della chirurgia" in cui parlavano della storia di alcuni settori chirurgici raccontando i vari passi fondamentali compiuti per arrivare alle tecniche chirurgiche attuali.

    Era estremamente istruttivo e fatto davvero bene.

    credo fosse di produzione BBC. Credo che possa essere ancora trovato in inglese su youtube.

    RispondiElimina
  29. Debbo al nostro ospite, e a quanti hanno cortesemente commentato, una spiegazione circa la mia nota in merito al giuramento ippocratico.

    Io avevo sempre interpretato la frase, "ἐκχωρήσω δὲ ἐργάτῃσιν ἀνδράσι πρήξιος τῆσδε" nel senso di "mi terrò distante [eviterò, non vorrè avere nulla a che fare con loro] quelli che praticano questa arte". E' ovvio che presa in questo senso, la frase rappresenterebbe un rifiuto totale di riconoscere alla chirurgia un qualsiasi valore medico - da qui la mia domanda.

    Invece vuol dire "mi farò da parte e lascerò spazio a quelli che...", cioè il significato opposto. Errore mio, di cui mi scuso.

    PS: Però nello studio del mio medico di famiglia (adesso purtroppo è morto) c'era una bellissima pergamena con il giuramento in greco e in tedesco, e sono sicuro al 98% che quest'ultimo dicesse appunto "Ich werde Abstand nehmen", mi terrò distante.

    RispondiElimina
  30. http://www.watoday.com.au/wa-news/flu-vaccination-ban-goes-national-after-fever-convulsions-in-children-20100423-tglp.html?from=age_ft

    RispondiElimina
  31. http://www.lemonde.fr/sante/article/2012/09/13/publication-d-un-guide-des-4-000-medicaments-utiles-inutiles-ou-dangereux_1759378_1651302.html

    RispondiElimina
  32. bugiardino del vaccino Tripedia DTaP (antidifterite-tetano-pertosse) della Sanofi Pasteur Msd, segnala le seguenti reazioni avverse: “Adverse events reported during post-approval use of Tripedia vaccine include idiopathic thrombocytopenic purpura, SIDS, anaphylactic reaction, cellulitis, AUTISM, convulsion/grand mal convulsion, ENCEPHALOPATHY, hypotonia, NEUROPATHY, somnolence and apnea”. (Traduzione): "Le reazioni avverse riportate durante l'uso post-approvazione del vaccino Tripedia includono purpura trombocitopenica idiopatica, SIDS, reazione anafilattica, cellulite, AUTISMO, convulsioni / convulsioni da grande male, ENCEFALOPATIA, ipotonia, NEUROPATIA, sonnolenza e apnea".

    RispondiElimina

I tuoi commenti sono benvenuti, ricorda però che discutere significa evitare le polemiche, usare toni civili ed educati, rispettare gli altri commentatori ed il proprietario del blog. Ti invito, prima di commentare, a leggere le regole del blog (qui) in modo da partecipare in maniera costruttiva ed utile. Ricorda inoltre che è proibito inserire link o indicare siti che non hanno base scientifica o consigliare cure mediche. Chi non rispetta queste semplici regole non potrà commentare.
I commenti che non rispettano le regole potranno essere cancellati, anche senza preavviso. Gli utenti che violassero ripetutamente le regole potranno essere esclusi definitivamente dal blog.

Grazie per la comprensione e...buona lettura!