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lunedì 23 maggio 2011

Dossier Di Bella: la cronaca (1)



Luigi Di Bella era un fisiologo nato in provincia di Catania nel 1912 e deceduto a Modena nel 2003.
Una valida carriera universitaria e una vita di studi non lo avevano mai portato alla ribalta come successe intorno alla fine degli anni ’90, nonostante già venti anni prima iniziò a tenere incontri scientifici parlando di una sua intuizione a proposito di certi farmaci risultati efficaci contro alcuni tumori. Si diceva in giro da tempo, quindi, che quest'uomo avesse scoperto una cura per il cancro valida e priva di effetti collaterali. Questa cura, che prese il nome dell'inventore, è detta "cura Di Bella" o "Metodo Di Bella" (MDB). La voce si sparse velocemente e nello stesso tempo anche stampa e televisione si accorsero di questo scienziato e delle sue "terapie". Eravamo nel 1998.

La sua casa fu presa d'assedio, non solo da centinaia di pazienti e famigliari di malati di cancro, ma anche da cronisti e giornalisti in cerca di scoop. L'aspetto del medico siciliano ebbe un ruolo fondamentale in tutta la vicenda. Egli ufficialmente non chiedeva soldi per le sue consulenze e per seguire le terapie (era richiesta un'offerta libera) ed aveva un aspetto rassicurante, da nonno sereno e tranquillo, nessuna aggressività né voglia di protagonismo (tipica invece di altri "alternativi"). La storia fece scalpore in tutta Italia e poi in tutto il mondo: testate come il Time o il Newsweek si occuparono di lui in maniera positiva ma altre testate (Wall Street Journal, Guardian), lo paragonarono alle statue della “Madonna piangente”, utilizzando anche luoghi comuni sull'Italia credulona e bigotta, la rivista Nature parla di "commedia all'italiana" ed il più noto oncologo italiano, Umberto Veronesi si disse "rassegnato e dispiaciuto". Trasmissioni televisive facevano a gara per ospitare Di Bella, tutti i giornali lo intervistavano, si parlava di lui quasi come di un nuovo genio incompreso quando ancora, in effetti, l'efficacia delle sue cure non era mai stata dimostrata ma solamente "raccontata".

L'emozione prese il sopravvento: cittadini che si organizzavano in raccolte di firme per chiedere la sperimentazione della cura Di Bella, famosi oncologi che lanciavano anatemi pubblici, ma Di Bella continuava a rispondere pacatamente e senza polemiche. Polemiche, risse e persino insulti facevano invece scontrare i due schieramenti: da una parte gli increduli e dall’altra coloro che avevano fede. Si organizzarono meeting e maratone televisive (che poi erano un'occasione di scontro feroce tra "scettici” e “credenti"). Tutto ruotava attorno alle persone che giuravano di essere guarite dal cancro con quella cura. Si mossero individui influenti e ci furono anche dei magistrati che ordinarono la somministrazione gratuita dei farmaci necessari alla terapia (che erano molto costosi) a chi ne avesse bisogno: fu il culmine della vicenda che portò la storia alla ribalta mondiale.

Qualcuno cavalcò l'onda dell'entusiasmo e si disse pronto ad andare fino in fondo. La pressione popolare e mediatica fu immensa e si giunse dove non sembrava possibile. Il costo dei farmaci del protocollo era molto alto e le famiglie dei malati dovevano sobbarcarsi sacrifici economici enormi per assicurare la cura ai loro cari. Carlo Madaro, pretore di Maglie, paesino del leccese, intimò la fornitura gratuita di quei farmaci ad un paziente malato e di conseguenza a chiunque ne avesse avuto bisogno: questa decisione scatenò ulteriori polemiche in quanto quella sentenza (corroborata da una perizia richiesta dallo stesso pretore) di fatto assegnava alla cura una certa credibilità che invece non era mai esistita in ambiente scientifico.
Ma il caso era ormai esploso. I farmaci che componevano il protocollo erano praticamente introvabili, si arrivò addirittura ad un mercato nero gestito dalla malavita in alcune zone del Paese ed i costi, già alti, lievitarono ulteriormente. Non si riusciva a mantenere la calma né dal lato dei sostenitori né da quello di chi chiedeva calma e pazienza: ormai era uno scontro diretto e di principio. "La cura Di Bella" fu l'argomento del giorno di quel periodo. Sia per strada che nei salotti della TV, nei telegiornali, in programmi dedicati e sulla stampa non si parlava d'altro: pro e contro si dividevano equamente, ma in fondo al cuore di chi era scettico di fronte all'ennesima promessa di guarigione batteva la speranza che fosse tutto vero. Come spesso accade in questi casi, non mancarono gli avvoltoi che piombavano sulla vicenda per interessi personali. Fino  quel momento Di Bella si era detto contrario (per vari motivi) alla sperimentazione, prima chiedendo garanzie, poi ritrattando la sua disponibilità, di nuovo una chiusura assoluta e nuovamente uno spiraglio, un comportamento che fu definito "ambiguo".

La pressione popolare andò oltre ogni immaginazione, tanto da spostarsi nelle aule di governo.

Fu accettato quindi di sperimentare la cura e l'allora ministro della Sanità, l'onorevole Rosy Bindi, giustificò con il "volere del popolo" un provvedimento urgente che autorizzasse la sperimentazione del protocollo Di Bella. Nonostante non vi fossero documentazioni ufficiali di efficacia, si cominciò a lavorare per programmare il protocollo di sperimentazione relativo alle cure del professore siciliano. Iniziò così una delle pagine più buie, da una parte e dall'altra, della storia scientifica italiana. Buia perché un tale dispendio di energie umane, economiche e sociali non possono essere spese per qualcosa che non ha alcun fondamento. A prescindere dal risultato finale, prima di mettere in moto una macchina mastodontica come quella della sperimentazione ufficiale, avrebbe dovuto esserci almeno un elemento valido per ritenere "meritevole di interesse" una pratica medica non consolidata, altrimenti chiunque, in generale, abbia in testa "la cura per tutto" avrebbe lo stesso diritto di Di Bella di vedere questa sua “cura” sperimentata a spese della collettività. Nel caso di Di Bella, l'unico elemento "valido" fu la spinta popolare, ossia la “volontà del popolo” (ma anche volontà politica?). 

La sperimentazione di fase II (atta a stabilire l'eventuale efficacia di una cura sull'uomo) serviva a valutare se i risultati fossero stati sufficienti per passare ad una fase III che avrebbe confrontato il MDB con altri farmaci antineoplastici e a stabilire quindi se l'effetto fosse stato superiore agli attuali trattamenti per la malattia. Il processo di sperimentazione fallì perché non fu rilevato alcun effetto particolare nei confronti dei tumori e molti dei casi presentarono tossicità, avanzamento della malattia o decesso, e per questo furono tanti i casi umani che sospesero il protocollo di sperimentazione. Venne quindi stabilita l'inefficacia del metodo e l'implausibilità del passaggio ad una fase successiva di sperimentazione. La delusione per l'esito dell'esperimento fu cocente e dopo un iniziale disorientamento il gruppo Di Bella tornò all'attacco accusando gli sperimentatori di non aver agito con correttezza. In particolare si faceva riferimento al fatto che erano stati utilizzati dei prodotti scaduti e che molti dei farmaci somministrati contenevano impurezze, prima fra tutte le tracce di acetone, prodotto tossico che avrebbe falsato i risultati dei protocolli. La presenza di confezioni scadute fu certificata da un'ispezione dei NAS dei Carabinieri che segnalò l'accaduto a diverse procure. Questi ulteriori dubbi furono argomento di interrogazioni parlamentari e di altre polemiche. I sostenitori del MDB continuavano a sostenerne l'efficacia additando gli sperimentatori di complottare per demolire la cura, mentre gli accusati si difendevano affermando che la sperimentazione era stata condotta sotto il diretto controllo del professor Di Bella e che tutto ciò che era stato utilizzato aveva seguito le sue stesse indicazioni.
Il 5 maggio 2005 l'allora ministro della sanità Storace chiede un parere al Consiglio superiore di sanità in quanto vorrebbe portare i farmaci necessari per il MDB in fascia A (rimborsabili quindi) e chiede inoltre se  vi fossero i presupposti per una nuova sperimentazione.
Il 20 dicembre arriva il no definitivo. Il Prof. Condorelli del CSS definisce il MDB non efficace e potenzialmente pericoloso. Le cartelle richieste dall'istituto ai Di Bella non arrivarono mai e fu stabilito, stavolta con molta più severità che non solo non era da ipotizzare una nuova sperimentazione ma il MDB doveva essere considerato un metodo non scientifico e non utile. Il presidente del consiglio superiore di sanità definisce "eretico" quel protocollo di cura del cancro e Il tribunale per i diritti del malato infine, definisce il MDB "inaccettabile e contrario agli interessi dei pazienti".

Dopo qualche mese di contrasti il clamore cominciò a spegnersi fino ad arrivare a oggi, in cui si assiste ancora alla somministrazione del MDB in maniera legale (i Di Bella sono medici), anche se lo stesso non è riconosciuto dalla medicina. Attualmente le redini del gruppo Di Bella sono tenute dai figli del defunto professore che hanno fondato anche un'associazione ed aperto un sito internet che mantiene i contatti con i seguaci della terapia. Questo è il sito che attualmente rappresenta il gruppo guidato dal figlio di Di Bella e che propone le cure anticancro a chi ne facesse richiesta. Ricordo ancora le mie impressioni del tempo: le teorie di Di Bella non erano totalmente campate in aria, ma avevano qualcosa di "plausibile", perché certi componenti del suo cocktail di farmaci avevano dimostrato qualche effetto antitumorale (alcuni solo "in vitro", ossia a livello sperimentale) e tra le sostanze vi era anche un chemioterapico. Esistevano oltretutto molte testimonianze aneddotiche di efficacia. Poi fu il momento delle polemiche. La sperimentazione, si disse, non fu fatta come Di Bella prevedeva, le forze dell'ordine avevano riscontrato molte irregolarità e si mossero pretori e giudici.

I miei ricordi di quel periodo sono abbastanza precisi.
Rimasi impressionato e a tratti entusiasta per quella che sembrava una scoperta epocale (erano ancora lontanissimi gli anni di MedBunker, ero solo uno studente di medicina laureando): possibile che tutte queste persone mentano e che un governo nasconda una cura efficace contro il cancro?

Il destino è proprio buffo. Stavo vivendo le stesse sensazioni di chi oggi vede le testimonianze a favore dei “guaritori” e si chiede le stesse cose, immagina complotti e ragiona in maniera errata. Non potevo quindi non studiare il caso Di Bella, non solo per ovvi motivi "divulgativi" ma anche per un motivo personale. La vicenda Di Bella pian piano scomparve nell'oblio (anche se oggi si continua a praticarne la terapia) ed in pochissimi continuano a parlarne. Così è giunto il momento di capire fino in fondo cosa successe: un modo di chiudere i conti con i miei dubbi di studente e con i dubbi di tanti altri che non conoscono a fondo la vicenda. Fu tutto un bluff o davvero esisteva un complotto che voleva nascondere la rivoluzione nel campo della cura del cancro? Di Bella era solo un ciarlatano o fu un genio affossato da poteri fortissimi capaci di condizionare uno studio scientifico? E ancora, la terapia Di Bella guarisce dal cancro o è inutile? Ed eccoci giunti ai giorni nostri.

Ho cercato di ricostruire la vicenda, studiare le carte, le "prove", la documentazione e gli studi scientifici. Un lavoro immane. Ho provato a cercare anche qualcuno che avesse avuto esperienza diretta come malato con il MDB. Ho studiato la perizia effettuata per il tribunale che doveva decidere se questa terapia fosse efficace e quindi giustificasse la scelta di assegnare gratuitamente i farmaci a chi ne avesse fatto richiesta. In questo caso posso anticiparvi che l'esito della perizia è, a mio modo di vedere, strabiliante, e per me è stato un colpo inaspettato. Ho anche contattato direttamente il figlio del prof. Di Bella, Giuseppe, chiedendogli di inviarmi casi di guarigione o miglioramento evidente ed ottenuto esclusivamente con il MDB.

Potrei essermi perso qualcosa e quindi qualsiasi elemento nuovo sarà benaccetto, ma si parte da dov'ero rimasto. Per rendere tutto più comprensibile ho pensato di creare uno schema in maniera che ogni lettore possa non solo capire i vari passi della vicenda ma leggerli con calma, rimandando ad un secondo momento i capitoli successivi. La storia può essere a tratti ingarbugliata ma spero di renderla comprensibile sia cronologicamente che dal punto di vista medico. Nelle quattro parti del "dossier" si parlerà rispettivamente dei fatti di cronaca (e l'articolo è proprio questo che state leggendo), spiegherò cosa sia questo metodo considerando anche l'aspetto formale del gruppo che oggi ha l'eredità del professore, analizzerò la casistica proposta dal gruppo Di Bella, i casi definiti "risolti", le presunte evidenze di efficacia, parlerò delle contestazioni ed infine dell'aspetto scientifico di questo metodo.

Un fattore curioso della vicenda è che negli anni successivi alla sperimentazione non è mai stato spiegato dettagliatamente cosa successe, nemmeno da parte di quel governo che autorizzò la sperimentazione. Sono usciti vari libri che raccontavano di Di Bella, della storia e degli esperimenti, tutti a favore del professore e tutti che descrivevano come "scorretta" e manipolata la vicenda che lo riguarda, ma a parte le dichiarazioni ufficiali del governo non è mai stato pubblicato un testo che cercasse di scavare a fondo per capire in maniera equilibrata se davvero ci si fosse trovati davanti ad una genialità demolita o ad una ciarlataneria smascherata. Proverò qui, per la prima volta, a fare maggiore chiarezza.

Aggiungerò le mie opinioni ma solo alla fine, perché ho il dovere di dare il mio giudizio da medico. Ho cercato però di lasciare tanto spazio alle considerazioni di chi legge (sono anzi curioso di sapere cosa si percepisca della vicenda Di Bella prima della lettura di queste righe e cosa si penserà dopo). Gli articoli sono necessariamente lunghi, forse a tratti complicati, ma ho tentato di spiegare in maniera elementare quello che ho trovato. Ho diviso il tutto in quattro parti, potevo farne anche cinque o sei, però il blog non può dedicarsi esclusivamente a questo argomento. E’ stato un lungo viaggio che mi ha impegnato tanto ma anche un’esperienza che ha risposto ad uno dei dubbi che ho portato con me in questi anni di professione. Spero che possa essere utile anche ai dubbi di tante altre persone. Mi scuso nuovamente per la lunghezza estenuante degli articoli ma dopo 2 anni di studio non potevo fare altrimenti, avete tutto il tempo che volete per leggerli.
Si è concluso anche un sondaggio conoscitivo che ho inserito nel blog (senza alcun valore statistico, oltretutto per dei limiti del sistema alcuni hanno votato più volte), alla domanda 
Cosa pensi del "Metodo Di Bella"?
la maggioranza (235 voti, il 38% dei votanti) ha risposto che se la sperimentazione è fallita vuol dire che non funziona, più o meno simili quelli che pensano sia una ciarlataneria (112, il 18%) e quelli che non credono possa essere un metodo anticancro efficace (100, il 16%) ma hanno ancora dubbi. Interessante il numero di votanti che non conoscono il metodo (61, il 9%) nonostante questo sia stato per mesi la notizia più importante in Italia. Infine gli "irriducibili" del complotto, quelli che pensano che il metodo sia sicuramente efficace ma vittima di un boicottaggio (in 60, il 9%) ed infine quelli che credono possa avere qualche effetto ma non ne sono sicuri (48, il 7%).
Sarebbe curioso sapere come e se queste percentuali si possano modificare alla fine degli articoli in questo blog.

Il dossier sarà diviso in quattro parti ma alla fine sarà tutto riunito in un unico (lunghissimo) articolo linkato in homepage.
Per la stesura definitiva delle pagine e la revisione dei testi un ringraziamento sentito per il grande lavoro svolto a Yari Davoglio.

Alla prossima.

Le altre parti degli articoli dedicati al "metodo Di Bella sono qui:

1) La cronaca: Storia di una cura alternativa (è l'articolo in questa pagina)
2) Forma e sostanza: l'atteggiamento e la scientificità
3) La sperimentazione: come fu sperimentato
4) Perizie e risultati: le conclusioni.

Nota: Chi vuole partecipare alla discussione è pregato di leggere il regolamento del blog, attenendosi soprattutto al fatto che sono proibiti i commenti provocatori, gli insulti e le volgarità ed è fortemente gradito il rispetto nei confronti degli altri commentatori. Come da regolamento inoltre, ogni affermazione che non è riconosciuta come scientifica deve essere preferibilmente documentata (chi per esempio volesse sostenere di essere guarito grazie al metodo, prima di affermarlo farebbe bene ad inviarmi documentazione o le affermazioni non avrebbero naturalmente alcuna attendibilità né interesse ai fini della discussione). Ricordate che la prima condizione per la partecipazione ai commenti di questo blog è l'educazione. Visti i precedenti in altre discussioni simili ho ritenuto giusto puntualizzarlo.
I commenti che non seguono questa linea di discussione civile e che non rispettano le regole saranno cancellati (e questa nota vale come preavviso) a giudizio indiscutibile del responsabile del blog.
Grazie.

70 commenti:

  1. Bene, fin qui ci siamo, ho seguito anch'io con un certo interesse i fatti all'epoca, perché mio nonno era morto di cancro al polmone da poco.

    Non farci aspettare troppo, eh? ;)

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  2. L'anno della sperimentazione fu il mio ultimo anno di liceo, dopo il quale mi sono iscritto a biologia. Purtroppo, pur avendo fatto il liceo scientifico di "metodo" scientifico sapevo ben poco: ascoltavo la radio, c'era un canale di Roma in cui tutti i giorni, dal 95 al 2001 circa, in mezzo alla trasmissione dedicata al calcio, si parlava di Di Bella. Sono cresciuto con l'idea che la sperimentazione è stata boicottata, sono arrivato alla laurea ascoltando un mio collega studente secondo il quale Di Bella "ha fatto morire serenamente" la nonna, a differenza di quanto avrebbe fatto la chemio, e devo essere sincero: la cura Di Bella mi sembra(va) plausibile, almeno a livello teorico di interazione molecola - bersaglio (penso alla somatostatina).

    Ti ringrazio per questo lavoro e aspetto con ansia gli altri post, perché vista come è andata la mia vita liceale e universitaria su questo tema, VOGLIO vederci più chiaro

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  3. Ciao Doc,

    c'è qualche refuso nelle parti aggiunte dopo la mia revisione :)

    Quando la storia del Di Bella tinse di grigio le prime pagine dei quotidiani e dei telegiornali, ricordo che non v'erano dubbi da parte dei giornalisti: Di Bella era un pover'uomo messo alla gogna dalla scienza. Tutta la questione è sempre stata trattata con estrema superficialità da parte di chi avrebbe dovuto fare informazione. Ma questa non è una novità...

    Grazie dell'immenso lavoro, Doc.

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  4. posso fare solo un appunto? Forse ci sarebbero volute un po' di date in più (tipo anno della sperimentazione, anno del boom mediatico, anno della seconda e definitiva decisione di non sperimentare ulteriormente la cura...)

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  5. @ Giuliano, mi sa che queste informazioni non mancheranno nel dossier intero, o sbaglio?

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  6. Ho un particolare ricordo della querelle mediatica del tempo: un gruppo di pazienti di Di Bella tenevano una manifestazione durante la quale intonavano, come un coretto da stadio, il ritornello "libertà di cura, noi vogliamo libertà di cura".
    La libertò di cura è, ovviamente, sacrosanta, meno accettabile è speculare su una malattia come il cancro, sempre che nel caso speculazione ci sia stata.
    Rinvio ogni altra ulteriore osservazione alla lettura del dossier.

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  7. Ehh Yari, dove non sei passato tu i refusi sono possibili, ho dovuto aggiungere parti e frasi all'ultimo momento per chiarire alcuni passi e per aggiungere qualcosa, ma in generale credo sia venuto bene.

    Comunque come ho scritto ricordo anche io benissimo l'atmosfera dei tempi, era l'argomento del giorno e non si parlava d'altro, ricordo il mio entusiasmo per la "cura del cancro" finalmente scoperta ed i tanti dubbi quando seppi che la sperimentazione fallì. In fondo scrivere qualcosa in proposito è servito prima di tutto a chiarire le mie idee.

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  8. Complimenti per il lavoro di ricerca che sono sicuro sarà stato immenso e come sempre di ottima qualità. Aspetto con ansia le parti successive.

    Grazie del tuo lavoro.

    Francesco

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  9. Sono proprio curioso di scoprire, da profano, quali basi scientifiche indussero Di Bella a formulare il suo "metodo".
    Grazie per il lavoro svolto!

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  10. Ti preannuncio che, una volta arrivati all'ultimo capitolo, io utilizzerò il tuo splendido lavoro di GIORNALISTA NATO per una trasmissione televisiva dI "MEDICAL SPOT" Nella stessa trasmissione sarai ampiamente citato e, se vorrai, potrai partecipare di persona. Sei invitato da subito e ripropongo un invito ad una trasmissione su Hamer. Il programma sta avendo risonanza nazionale e merita partecipazioni qualificate ed informate come la tua e quella di Ilario d'Amato. A presto quindi e speriamo di arrivare in tempo prima che la diga si rompa e si verifichi una alluvione di ciarlatani pagati con le nostre tasse. Ad majora.....

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  11. No, ti prego, posta tutto ciò che hai, se già completo, così chi avrà tempo (io) leggerà tutto d'un fiato. A meno che tu non debba ancora modificare o correggere, che senso ha postare a puntate? Sei appassionato di "Sentieri"?;-)

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  12. Quoto Giordano. Non sto più nelle zanne dalla curiosità.

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  13. Sei invitato da subito e ripropongo un invito ad una trasmissione su Hamer.

    Grazie Maverick, devo solo fare i conti con i miei impegni, è quello il problema.

    No, ti prego, posta tutto ciò che hai

    Eheh, capisco la tua fretta ma è tutto molto lungo ed è necessario comprendere bene i vari passi della vicenda. Ad esempio io non pensavo esistessero tante persone che non conoscevano il caso e quindi un po' di cronaca ed il riassunto dei vari momenti è necessario, serve anche per l'eventuale discussione che altrimenti sarebbe dispersiva. E' tutto pronto comunque ed alla fine sarà tutto riunito in un unico articolo linkato in homepage (come quello su Simoncini).
    Coraggio, resisti...
    ;)

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  14. La cura Di Bella fu uno degli argomenti di "Complotti", trasmissione de La 7 condotta da Trinca (nessuna parentela, ho appurato), ora riciclatosi al cazzeggio calcistico.

    Ecco il resoconto personale della puntata all'epoca della messa in onda:

    La cura Di Bella (anche se nel titolo si legge "il giallo Di Bella"). Curiosa l'impostazione: per tutta la durata della puntata si da quasi esclusivamente parola ai dibelliani (il figlio, il suo avvocato e un amico del medico modenese a capo di un comitato o giù di lì), salvo nel finale dove le conclusioni sono lasciate all'ISS e al ministro della Sanità dell'epoca Bindi.
    La ricostruzione parte da una sentenza in cui viene imposta ad un'ULS la somministrazione gratuita (ovvero a carico della fiscalità) della cura Di Bella ad un paziente. Da qui l'opinione pubblica scopre l'esistenza di tale cura che pare curare efficacemente il cancro. ed in poco tempo, sotto il peso di manifestazioni dove si chiede la "libertà di cura" (che tradotto vorrebbe dire "ognuno si deve curare come meglio crede a spese dello Stato"), il ministero della sanità fa partire la sperimentazione per testarne l'efficacia. Sperimentazione che da esito negativo, ma che è ovviamente contestata da Di Bella e seguaci. Accuse di vario genere, dall'uso di farmaci scaduti alla scelta dei pazienti su cui testare la cura alla falsificazione delle ricette di Di Bella, che vengono respinte in sede giudiziaria che le ritiene, in poche parole, totalmente campate in aria.
    I dubbi che sorgono (sempre nell'ottica di chi veda solo questo e nulla sappia) sono i seguenti: Di Bella contesta ed accusa a febbraio quando i risultati saranno noti ad aprile, in pratica dando la sensazione che già ne sapesse l'esito prima. E suona un po' strano poi a leggerne le accuse, perché certi rilievi o gli erano noti prima o non poteva scoprirli che dopo.
    I dibelliani tirano fuori come responsabili le multinazionali del farmaco che fosse passata la cura avrebbero perso numerosi soldi causa la cessata vendita dei farmaci chemioterapici; viene da chiedersi quanto costino giacché la cura di Bella è detto costasse 530.000 lire al giorno per paziente nel 1997.

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  15. continua

    Incomprensibile, poi l'appunto mosso dai dibelliani sul fatto che fossero stati degli oncologi a gestire e coordinare la sperimentazione: è pur vero, come ammette la Bindi, che fra Di Bella e gli oncologi non corresse buon sangue ma vivaddio chi avrebbe dovuto supervisionare una sperimentazione su un cura contro i tumori se non degli oncologi?
    Amare le conclusioni dell'ISS, che parla di un gran bailamme causato - senza dolo - dallo stesso Di Bella che aveva un'idea inesatta di cosa fosse una sperimentazione ed era convinto che bastasse la sua sola parola e le sue esperienze affinché la sua cura divenisse terapia ufficiale.

    Note a margine (esulanti la trasmissione): certo che a leggere di Simoncini che si proclama martire della multinazionali del farmaco che lo stanno boicottando e l'hanno fatto radiare, e pensare a Di Bella che, pur muovendo le stesse accuse, non è mai stato accusato di nulla né tanto meno gli è stato impedito di proseguire nella professione medica, fa parecchio pensare.
    Altra mia perplessità: i fatti sono del 1998. Possibile che in 11 anni i dibelliani non abbiano mai pensato di rivolgersi in altri stati per testare l'efficacia della cura? [qui yos m'informò della sperimentazione - fallita- in Argentina]

    [...]

    Di Bella non ha mai manipolato nulla, è vero, anzi ha accusato che i suoi protocolli erano stati artefatti (parlava di farmaci aggiunti e di firme sue fotocopiate o false); accuse cadute nel nulla, con tanto di Bindi che precisava come al Ministero avessero tenuto originali autografi di detti protocolli "sapendo che di Bella avrebbe tentato di dire che non erano stati seguiti alla lettera"

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  16. Salve, sono uno studente di medicina dell'Università di Trieste, sono proprio curioso di leggere questo resoconto. A lezione di Oncologia il professore ha parlato brevemente di questa faccenda.

    Mi sento di scrivere tre considerazioni:

    1) Incredibile come dopo tanta pressione mediatica, ad oggi, tantissimi giovani, studenti in medicina pure, non conoscono e non sanno dire cos'è il "Metodo Di Bella". Forse il sondaggio proposto da WeWee se somministrato in una fascia di età fra i 15 e i 25 anni darebbe una percentuale maggiore di "non conoscono il metodo".

    2) La seconda considerazione: l'entrata della politica nella vicenda e come, forse per la prima volta nella storia d'Italia, si sia imposto uno studio di fase II (io ricordavo l'imposizione di uno studio di fase III...immagino di essere in errore) calato "dall'alto" che addirittura salta una fase importante: la fase I, la sicurezza del farmaco. Gli schemi terapeutici antineoblastici, che introducono nuovi farmaci, non seguono, in genere, gli stessi step di sviluppo e sperimentazione per l'approvazione di nuovi farmaci negli USA? Comunque sia a me ha lasciato a bocca aperta vedere come la politica si sia imposta in questa storia, con la totale assenza di una razionalità scientifica.

    3) Il "metodo Di Bella" ha guarito alcuni malati di cancro/tumore. E' una affermazione che posso accettare come vera. Però mi domando: quale cancro/tumore? E sapendo che questo metodo prevede(va) un cocktail di farmaci antineoplastici, non è che i casi di guarigione siano dovuti alla presenza di un determinato farmaco inserito nel cocktail? Da qui mi incuriosisce sapere se l'outcome del metodo Di Bella per la guarigione di quel determinato cancro sia identico, o differente, rispetto ai risultati avuti da quel farmaco antineoplastico, presente nel cocktail, e già usato in medicina per il trattamento di quel tumore.

    Leggerò dunque volentieri i prossimi articoli, sperando di trovare anche risposta alle mie domande.

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  17. certo che a leggere di Simoncini che si proclama martire della multinazionali del farmaco che lo stanno boicottando e l'hanno fatto radiare, e pensare a Di Bella che, pur muovendo le stesse accuse, non è mai stato accusato di nulla né tanto meno gli è stato impedito di proseguire nella professione medica, fa parecchio pensare

    La penso esattamente come te. Prima di studiare la vicenda non so perchè percepivo Di Bella come qualcuno di diverso dai vari guaritori del web. Dopo averla studiata...beh, lo leggerete.

    RispondiElimina
  18. Però mi domando: quale cancro/tumore? E sapendo che questo metodo prevede(va) un cocktail di farmaci antineoplastici, non è che i casi di guarigione siano dovuti alla presenza di un determinato farmaco inserito nel cocktail?

    In realtà l'unico farmaco puramente antineoplastico del cocktail Di Bella è il cisplatino (è un chemioterapico), gli altri sono tutti prodotti (somatostastina su tutti) che hanno mostrato alcuni (limitati) effetti in certi tipi specifici di tumori (neuroendocrini ad esempio). Ora, uno dei metodi più utilizzati per stabilire se un nuovo farmaco è efficace o meno contro i tumori è provarlo SENZA affiancarlo a cure tradizionali in maniera da misurare i suoi effetti in maniera precisa senza condizionamenti o interferenze di sorta.

    Da qui mi incuriosisce sapere se l'outcome del metodo Di Bella per la guarigione di quel determinato cancro sia identico, o differente, rispetto ai risultati avuti da quel farmaco antineoplastico, presente nel cocktail

    Io ho provato a fare così: prendere gli elenchi di "casi risolti" da Di Bella e togliere tutti quei casi nei quali i pazienti erano stati sottoposti ad altre cure (ho tolto anche quelli di cui non vi era diagnosi certa o esame istologico naturalmente) ed ho misurato i rimanenti. I Di Bella sostengono di aver trattato più di 22.000 persone e che il loro metodo funziona, domanda al volo: su 22.000 pazienti una cura, quante dovrebbe averne curate per essere definita efficace?

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  19. Difficile dire quanti ne debba curare una cura per essere efficace, tipicamente in fisica si reputa accettabile un tasso d'errore del 5-10% ma mi immagino che tale tasso sia incredibilmente troppo basso in campo oncologico.
    Tenendo conto di alcune visioni morali, una cura che salvasse anche una sola persona su 22.000 sarebbe accettata in quanto ogni vita umana è insostituibile, logica a mio parere totalmente insensata. Se la cura costa 530.000 lire al giorno, ipotizzando 4 mesi (tempo assolutamente inventato, non ho la più pallida idea di quanto possa durare la terapia) di cura a paziente fa un totale di 1.399.200.000.000 lire, più di 700 milioni di €, con quei soldi, quante persone si possono salvare nel mondo che muoiono per malattie curabili?

    Comunque, a mio parere, per considerare una cura efficace basta che sia migliore della cura precedente (di fatto l'omeopatia risultava un cura efficace quando venne proposta, in quanto sicuramente migliore dei salassi).

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  20. Premetto che sono fisico e non medico... ma ricordo che ai tempi dell'esplosione mediatica del caso Di Bella io a un certo punto mi ero convinto che la cura in questione non curasse il cancro ma avesse utilità come apalliativo per lenire i dolori causati dalla malattia.

    È passato però così tanto tempo che non ricordo più perché allora mi fossi convinto di ciò.

    Comunque, Di Bella o non Di Bella, grazie di tutto WeWee: il tuo blog è uno dei più interessanti e utili del mondo.

    Saluti,

    Mauro.

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  21. "domanda al volo: su 22.000 pazienti una cura, quante dovrebbe averne curate per essere definita efficace?"

    Ciao WeWee!
    Domanda interessante e piacevolmente diversiva, dopo una giornata a litigare con awk e con un pm che suppone tutto sia dovuto.

    Credo che, detta cosi', manchi qualche dato per poter rispondere.

    Possiamo considerare due tipi di approccio alla risposta: quello classico e quello di Bayes (che non provo nemmeno a descrivere).

    L'approccio classico, a la Pearson:
    anzitutto, stabiliamo di che malattia stiamo parlando. Visto che l'articolo e' sulla cura del cancro, dividiamo il nostro campione di 22000 malati in sottocampioni per tipo di tumori, ottenendo n popolazioni distinte tra loro (sempre che qualcuno non abbia contemporaneamente due tumori non correlati).
    Fatto cio', per ciascuna popolazione i di k persone (somma delle k(i) = 22000), consideriamo quanti pazienti sarebbero ancora vivi dopo x mesi dall'inizio della malattia, se non avessero ricevuto alcuna cura. Questa costituira' la nostra ipotesi nulla. Avremo n distribuzioni di probabilita' Pi(x).

    Ora dovremmo prendere i risultati di una ipotetica cura B, ovvero il numero di persone ancora vive a x mesi dalla scoperta della malattia, sottoposte a cura B per ciascuno degli n tipi di malattia: avremo delle distribuzioni Bi(x).

    Adesso il passo sottile.
    Non confrontiamo le due distribuzioni cosi' come sono, ma consideriamo il set delle differenze pi(x) = Pi(x) - Bi(x).

    Possiamo confrontare finalmente le differenze misurate p con la distribuzione chi quadro (ovvero una statistica che prevede che le differenze osservato-teorico siano casuali e distribuite in maniera normale): se le differenze sono casuali, avranno delle distribuzioni gi(x) gaussiane.
    La distribuzione chi per le nostre n classi (le variabili indipendenti) diventa chi = somme per i da 1 a n di ((gi(x)-pi(x))^2/pi(x)
    Con questa funzione, stabiliamo un parametro pv di accettabilita' (di solito, pv = 5%) e diciamo che la nostra cura e' efficace al x-esimo mese se la probabilita' di ottenere un numero v(x) di persone ancora vive in quel mese e' tale che la probabilita' di ottenere lo stesso numero semplicemente per caso sia minore o uguale di pv.

    A questo punto, "con pochi semplici passaggi", possiamo fare l'inverso delle operazioni descritte sopra (in particolare quella della distribuzione del chi quaro) e trovare finalmente la risposta alla domanda di WeWee, ovvero il numero magico v che ci direbbe quanti pazienti su 22000 dovrebbe curare una cura per sapere se e' efficace o meno. Di solito questo calcolo non si fa mettendosi davvero ad invertire sommatorie ed integrali, ma si procede o per via grafica (i cosiddetti "normogrammi") o con metodi numerici (il computer qui e' una manna).

    Se qualcuno e' riuscito a leggermi sino a questo punto e non ha creduto che stessi semplicemente facendo una supercazzola, probailmente capisce perche' quando qualcuno dice banalmente: "ma su n casi trattati io ne ho guariti k, e' il k/n*100 di efficacia: cosa altro ti serve per credere?", a me di solito scappa da ridere.

    Ok, fine del mega-OT.

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  22. Ma esistono casi, documentati oltre ogni ragionevole dubbio, in cui il MDB si è rivelato efficace? Sul sito dei Di Bella sono riportati diversi casi clinici, suppongo che abbiano scelto i più significativi, ma non avendo alcuna competenza a riguardo non sono in grado di valutare quanto tale documentazione sia probante. Il sito si presenta bene, è evidente che punta a dare un'immagine di serietà e affidabilità scientifica, però ho dato una scorsa alla rassegna stampa e la qualità degli articoli mi sembra alquanto discutibile, con i soliti attacchi alle case farmaceutiche, ai poteri occulti, a Veronesi... insomma, i soliti argomenti dei complottisti.

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  23. @Terenzio
    non ho capito nulla di quello che hai scritto, potresti riscriverlo, ovviamente con qualche modifica, o magari mettere direttamente il test che utilizzeresti?
    Grazie mille...

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  24. Fure: in effetti non e' che mi sia spiegato proprio in maniera limpida...

    Il problema e' che riscriverlo senza usare matematica e' un po' dura, mentre inserire notazioni matematiche nei commenti di Blogger non so nemmeno se si possa fare.

    Per risponderti in maniera appropriata posso farti prima una domanda?
    Hai familiarita' con la statistica e mi stai chiedendo di definire la distribuzione che userei e la mia ipotesi nulla, o non sei proprio digiuno dell'argomento e vuoi una descrizione a parole?

    Scusmi, non ti sto prendendo in giro: e' che vorrei capire bene cosa intendi con le parole "mettere direttamente il test che utilizzeresti".

    In ogni caso, considera che, come scrivevo a WeWee, senza conoscere le curve per le aspettative di vita per i vari tipi di cancri visti nel suo campione di 22000 persone, manca un dato essenziale e devo per forza tenermi nel vago.
    Non il nervo.

    RispondiElimina
  25. Miii, la fiera del refuso!
    Avrei dovuto rileggere.

    "o non sei" -> "o sei"
    "Scusmi" -> "Scusami"

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  26. Si si, in effetti direi che ho abbastanza familiarità con la statistica...
    Per mettere il test intendevo proprio metterne il nome, oppure se invece avevi fatto da solo qual'è H0, qual'è H1, che statistica useresti e la sua distribuzione...
    E' che il post precedente era proprio ingarbugliato, ad esempio quando hai scritto

    "Fatto cio', per ciascuna popolazione i di k persone (somma delle k(i) = 22000), consideriamo quanti pazienti sarebbero ancora vivi dopo x mesi dall'inizio della malattia, se non avessero ricevuto alcuna cura. Questa costituira' la nostra ipotesi nulla. Avremo n distribuzioni di probabilita' Pi(x)."

    non è chiaro cosa tu prenda per Nulla...

    RispondiElimina
  27. Terenzio, dandoti il bentornato (chè tu sai quanto apprezzi i tuoi interventi), ammetto che anche io ho seguito male. Non sono comunque un esperto di statistica quindi potrebbe dipendere tutto dalle mie lacune...

    RispondiElimina
  28. Beh, non e' che io sia un luminare di statistica a mia volta.
    Comunque, l'idea e' questa (non so se abbia un nome, poi vi spiego da dove l'ho presa).

    Dividiamo la popolazione di 22000 persone in tante popolazioni piu' piccole omogenee per malattia (per tipo di cancro).

    Per il momento consideriamo solo una di esse.

    Dobbiamo capire se un certo numero di sopravvissuti dopo un certo numero di mesi e' un dato statisticamente significativo o puo' essere frutto del caso.
    Significativo rispetto a cosa?

    Prendiamo l'andamento che avrebbe il numero di sopravvissuti mese per mese di quel tipo di cancro non curato. La forma di questa "curva" (si, va be': e' discreta) non e' nota: sappiamo come e' fatta empiricamente, ma non sara' qualche bella funzione matematica semplice da maneggiare.

    Consideriamo un singolo mese.
    Per quel singolo mese avremo un certo valore di sopravvissuti se non curati.
    Sottraiamolo dal numero di sopravvissuti se curati.
    Adesso va meglio: se ipotizziamo che la cura abbia un effetto casuale, per le differenze avremo una distribuzione gaussiana "rovesciata" centrata sullo 0 (nessuna differenza tra cura e non cura nel numero di sopravvissuti).
    Piu' la differenza tra il nostro numero effettivo di curati sopravvissuti ed il valore atteso di sopravvissuti non curati PER QUEL CANCRO e PER QUEL MESE sara' elevata, meno sara' probabile che sia frutto del caso. Per un singolo mese la mia H0 e' la gaussiana a pancia sotto (derivata dall'assunto da testare che non ci sia differenza tra cura e non cura)

    Adesso abbiamo gli n gradi di liberta' (gli n mesi) con variabili normali ed indipendenti.

    Eureka?
    (segue...)

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  29. (... segue)

    Ancora no: la domanda era relativa a tutto il campione di 22000 persone e tutti i tipi di cancri assieme.

    Potrebbe essere che la cura faccia qualcosa per un cancro, ma sia equivalente a non curare per un altro.
    Potrebbe essere che, PER CASO, la cura si sia dimostrata consistentemente efficace in un tipo di cancro durante il mio esperimento, ma in effetti in generale non faccia nulla.

    Prendo le varie sotto-popolazioni in cui avevo diviso il mio campione. Adesso sono diventati questi i miei gradi di liberta'. Ripeto il ragionamento di prima: tipo di cancro per tipo di cancro, considero la differenza tra p-value e la significativita' statistica per il dato misurato. L'ipotesi e' che la cura non curi niente (nessun cancro) e che ogni differenza tra i due valori (per un certo tipo di cancro, la cura mostra di fare qualcosa -> lo scostamento rispetto alla sopravvivenza naturale e' significativo) sia dovuta al caso.
    Allora mi aspetto di nuovo tante distribuzioni gaussiane con 0 come valore medio.

    Quindi, se avessi un certo numero di guariti:
    1) stabilisco dopo quanto tempo conto i guariti
    2) dico come e' fatto quel numero di guariti (tot di questo tipo di cancro, tot di quello, tot di quell'altro ancora)
    3) calcolo la probabilita' per ciascun cancro che quei tot guariti siano un numero significativo,
    4) calcolo la probabilita' che quelle probabilita' siano significative prese tutte insieme.

    Per rispondere alla domanda di WeWee, pero', non parto da un numero di guariti noto, ma devo fare il ragionamento inverso: quanti sarebbero quelli che considero un numero buono?

    Non otterro' UN numero buono ma, stabilito dal punto 4 una soglia che considero statisticamente significativa, avro' svariati modi per raggiungerla (ad esempio, data una sopravvivenza a 36 mesi, potrebbero essere altrettanto statisticamente significativi i valori 5 sopravvissuti al cancro di tipo A, 7 B, 3 C cosi' come 4 A, 8 B e 4 C, oppure 4 A, 0 B, 12 C). Cioe' avro' intervalli di valori buoni per il mio numero magico e non un singolo valore.

    Oh, bella: vista l'ora mi sa che invece di chiarire l'ho complicata.

    Giusto una curiosita'.
    Un problema che mi sembra abbia una formulazione molto simile (e da cui ho preso l'idea che ho provato a descrivere molto male, senza peraltro ricordare esattamente tutti i passaggi: sono passati piu' di dieci anni).

    Ho un insieme di rivelatori di particelle, ciascuno che ha come output uno spettro di energia (ovvero tanti canali, ciascuno associato ad un certo valore di energia, e canale per canale conto quante volte in uncerto tempo il mio rivelatore ha visto un evento con quell'energia).

    Ho davanti a me tanti conteggi, uno per ciascun canale di ciascun rivelatore.
    Non so che fenomeno sto guardando e devo capirlo solo dai conteggi.
    La prima domanda e': in ciascun istante dall'inizio del mio esperimento, ho effettivamente visto qualcosa o sto solo osservando del rumore?

    Per rispondere a questa domanda il metodo e' piu' o meno quello che ho descritto sopra (differenza: conteggi negativi non sono permessi, mentre suppongo che uno possa fare anche peggio che non curare un cancro).

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  30. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  31. @Terenzio, vediamo se ho capito.

    L' ipotesi nulla (quella che speriamo di smentire) è che le cure specifiche di ogni tumore non abbiano un effetto diverso dal non curarsi affatto.

    -pi(x) è la differenza tra chi ha ricevuto le cure e chi non si è curato al mese x. Quindi sono i casi OSSERVATI in cui la cura è stata efficace.
    -gi(x) sono gli ATTESI, cioè le persone ammalate del tumore i che ci aspettiamo siano sopravissute al mese x solo per effetto del caso. Come le calcoli? Ti basi su Pi(x)?
    In pratica usi un chi quadro per capire se le differenze osservate siano distribuite normalmente e quindi dovute al caso. Giusto?
    Di sicuro a te viene da ridere perché chi ti dice ho guarito k persone su N malati omette di dirti quante di queste sarebbero guarite anche senza le sue cure.

    Ora in pratica come si dovrebbe fare un esperimento del genere? Non è che puoi scegliere di curare un tot di persone e di non curarne altre, non sarebbe etico. Come si ottiene un campione di persone malate ma che non si sono fatte curare?

    Dato l'orario spero di aver detto delle cose sensate :O

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  32. @Terenzio Ho letto solo ora i due posto successivi ma non ho il coraggio di continuare fino in fondo :).
    Credevo che considerassi una cura diversa per ogni tipo di cancro...con un'unica cura per tutti le cose cambiano.

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  33. Mi inserisco un pò a sproposito per ringraziare il curatore di questo blog: all'epoca del fenomeno Di Bella c'era stata molta confusione, in gran parte esaltata dal turbinio mediatico.
    Ancora oggi credo che per molte persone, me compreso, lo svolgersi dei fatti non sia del tutto chiaro, ed in particolar modo non siano chiari i motivi per cui la cura non è stata ritenuta valida e, soprattutto, se avesse qualche fondamento di attendibilità.
    L'unica cosa certa è che paragonare Simoncini a Di Bella a è in ogni caso un insulto alla scienza medica. ;-)
    Attendo incuriosito le prossime puntate.

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  34. @WeWee:
    domanda al volo: su 22.000 pazienti una cura, quante dovrebbe averne curate per essere definita efficace?

    Risposta al volo: non esiste una sola risposta ma 22.000 + 1 e dal momento che Terenzio ha spiegato la teoria passo alla forza bruta elencando i 23.000 risultati... Se osservo :
    0 guarigioni su 22.000 pazienti ho una probabilta’ del 97.5% che l’efficacia sia un valore tra 0 e 0.017%
    10 su 22.000 ho una probabilta’ del 95% che l’efficacia sia un valore tra 0.02% e 0.08%
    100 su 22.000 ho una probabilta’ del 95% che l’efficacia sia un valore tra 0.4% e 0.6%
    Ok, passo a numeri un po’ piu’ grandi altrimenti facciamo notte:
    1000 pazienti guariti su 22.000 ? Stimo un’efficacia il cui valor medio e’ pari al 4.5% con una probabilita’ del 95% che oscilli tra il 4.3% e il 4.8%.
    ....e cosi’ via sino a...
    22.000 su 22.000 ho una probabilta’ del 95% che l’efficacia sia un valore tra 99.9% e 100% (si c’e’ ancora un margine di incertezza su cui pero’ possiamo sorvolare)
    Questo pero’ non elimina la necessita’ di un confronto con altre terapie di riferimento inclusi il placebo o il nulla se non esistono terapie di riferimento (cosa che equivarebbe ad un confronto con le guarigioni attese in base al caso)
    Ovviamente assumiamo un sacco di cose. Ad es. che i risultati, cioe’ le guarigioni, siano reali, non viziate in alcun modo o che le cartelle cliniche, come nel caso di Simoncini, non siano state taroccate, che i 22.000 casi fossero tutti elegibili per il trattamento DiBella e cosi’ via, altrimenti sarebbe come fare inferenza sul bilanciamento di un dado truccato. Dunque la domanda , anzi le domande a questo punto, dovrebbero essere:
    1. quante guarigioni hai osservato su 22.000 ?
    2. esiste un registro dei 22.000 casi trattati ?

    @Terenzio:
    In casi come questi e’ preferibile un confronto tra curve di sopravvivenza poiche’ il numero di guarigioni osservate, ovvero le proporzioni e dunque il risultato del confronto tra proporzioni, dipende dal momento (tempo) scelto per il confronto rispetto all’inizio della terapia e non e’ detto che una risposta favorevole su tempi brevi si mantenga o addirittura non si inverta con il passare del tempo.

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  35. ..ehm..Terenzio posso partecipare anch'io alla fiera del refuso ?
    "22.000 + 1 = 23.000" ...eh eh

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  36. La penso esattamente come te. Prima di studiare la vicenda non so perchè percepivo Di Bella come qualcuno di diverso dai vari guaritori del web. Dopo averla studiata...beh, lo leggerete.

    In effetti le mie impressioni personali sul caso all'epoca furono assai contrastanti. Di Bella era un medico che esercitava tranquillamente la sua professione, e per tranquillamente intendo in... entrambi i sensi: ovvero non era venerato come "colui che guarisce dal cancro" e al contempo nemmeno era noto come osteggiato dalla "scienza medica ufficiale" per la sua cura fuori protocollo.
    Da qui si passa al giudice che impone il rimborso a carico della fiscalità del MDB e già qui mi posi il problema di come un giudice potesse scavalcare e sostituirsi a qualsiasi autorità (in senso lato) medica: il MDB era efficace per sentenza del tribunale basata su cosa non si sa.
    Da qui purtroppo la vicende fu fagocitata dalla politica e conseguente teatrino di opportunismo spicciolo: dall'estrema destra che prese in simpatia il Di Bella per gli apprezzamenti fatti a nonno Benito (cosa c'entrassero poi colla validità della cura non è dato saperlo) ai destraioli parlamentari, in chiave solo di opposizione dura contro il governo del momento di sinistra.
    Nel bailamme un po' tutti persero la testa e/o agirono senza una logica sottostante: la Bindi s'arrese alla pressione popolare - con slogan ed "argomentazioni" che potevano essere valide per qualsiasi cosa, da... Simoncini all'acqua di Lourdes - ed ordinò la sperimentazione, ottenuta la quale Di Bella parve giocare al "+1", ovvero ogni volta che poneva una condizione e veniva accettata, subito batteva i piedi per terra per volere un qualcosa di più, e così per sfinimento per lungo tempo.

    Poi la fase pratica della sperimentazione avvenne quando l'interesse mediatico era scemato di colpo (e dire che dato l'argomento...): ogni tanto saltavano fuori notizie di esiti negativi, denunce che questi era dovuti a "boicottaggi", affioramento di nuove guarigioni, ma sempre più stancamente fino all'epilogo finale. Ricordo che Zwirner, direttore del TG di TeleNuovo, strenuo dibelliano, alla fine raccolse il fallimento e nel suo editoriale ammise che forse il MDB consisteva solo... nell'umanità con cui il medico si rivolgeva ai suoi pazienti di cancro (al che volevo rispondergli: ma avete fatto tutto questo casino solo per le doti umani di Di Bella?!)

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  37. Questo pero’ non elimina la necessita’ di un confronto con altre terapie di riferimento inclusi il placebo o il nulla se non esistono terapie di riferimento

    Certamente. E' come quando si dice "oggi dai tumori guarisce il 50% dei malati" è una frase scorretta da tutti i punti di vista perchè guarisce l'80% di coloro con la leucemia ed il 2% di chi è colpito da tumore pancreatico. Poi: ammettiamo che una nuova cura (il MDB ad esempio) riesca a "guarire" il 20% di pazienti con tumore mammario, sarebbe un ottimmo risultato visto così ma in confronto alle cure standard che ne guariscono il 70% sarebbe un fallimento.
    Non dimentichiamoci oltretutto che secondo i Di Bella la chemioterapia è da evitare ed aggiungo: i pazienti che si sono sottoposti al MDB senza utilizzare altri metodi, da quello che ho trovato in rete sono pochissimi (decine di fronte a più di 20.000 casi trattati dichiarati).

    In casi come questi e’ preferibile un confronto tra curve di sopravvivenza

    Infatti, e questo lo posso anticipare, è uno dei principali misteri del MDB: non esiste follow up, anzi, quando esiste si limita a cose come "la signora dopo 7 anni sta bene" che in medicina (ma anche in statistica credo) non significa nulla.

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  38. @WeWee:
    E' come quando si dice "oggi dai tumori guarisce il 50% dei malati" è una frase scorretta da tutti i punti di vista

    ..ma a questo punto i ciarlatani in fregola erano gia’ in sella e troppo lontani per sentire la conclusione della frase… perchè guarisce l'80% di coloro con la leucemia ed il 2% di chi è colpito da tumore pancreatico…

    Infatti, e questo lo posso anticipare, è uno dei principali misteri del MDB: non esiste follow up

    ..ok, stavo per farti la fatidica domanda ma se e’ un mistero…

    anzi, quando esiste si limita a cose come "la signora dopo 7 anni sta bene" che in medicina (ma anche in statistica credo) non significa nulla.

    Con un po' di humour noir (*) (ma neanche troppa in verita’) invece si potrebbe dire che una simile affermazione ha un suo significato, ancorche’ impreciso, se affiancata al denominatore che gli spetta "tutte le altre signore invece dopo 7 anni sono ancora morte".

    (*) a proposito di..ti ricordi lo Humour noir et hommes en blanc di Claude Serre ?

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  39. conoscendo un po' la cronaca del tempo vorrei capirci di più circa la cronostoria della cartelle cliniche:
    1) In Patria 1978-2008 (di Enrico Deaglio, Il Saggiatore, 2010) si legge che prima di iniziare la sperimentazione la Bindi con un ordinanza impone a Di Bella di consegnare le cartelle cliniche. Nello stesso libro si dice che Di Bella si rifiuta e che alla fine ne consegna 4
    2) nel suo libro la Bindi (La salute impaziente, Rosy Bindi, Editoriale Jaca Book, 2005) dice che alla fine pervennero 70 cartelle cliniche
    3) La repubblica dell'epoca (http://www.repubblica.it/online/fatti/dibelladue/cartelle/cartelle.html) dice che alla fine arrivarono 3.076 cartelle cliniche
    Come andarono le cose in effetti?
    ignis

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  40. In effetti ciò che accadde prima della sperimentazione è molto confuso. Credo sia dovuto al fatto che le pressioni sul governo provenivano da due "fronti", il gruppo Di Bella e le associazioni di malati che lo sostenevano. Poi ci furono le cartelle inviate nelle varie preture, alle ASL per il rimborso spese, analizzate direttamente dall'archivio di Luigi Di Bella, in possesso dei singoli medici "dibelliani", insomma, un caos totale.
    Ho cercato in rete, negli archivi dei quotidiani, negli atti di governo ed in diversi libri.

    prima di iniziare la sperimentazione la Bindi con un ordinanza impone a Di Bella di consegnare le cartelle cliniche. Nello stesso libro si dice che Di Bella si rifiuta e che alla fine ne consegna 4

    Ho capito che le richieste della Bindi (ministro della sanità dell'epoca) furono diverse. Molte furono prima accettate e poi rifiutate dai Di Bella, infine la Bindi rispose ad un'interrogazione parlamentare nella quale disse di aver chiesto di analizzare un congruo numero di casi. Un'associazione di malati accettò ma alla fine inviò la documentazione di un solo caso.

    Successivamente la Bindi disse in TV di aver richiesto almeno 100 cartelle ma Di Bella rispose di non fidarsi e non ne inviò. Infine (ma è un dato che ho trovato solo in quell'articolo di "Repubblica" ed in altri che lo riprendono, si parla di un invio di oltre 3000 cartelle dalle quali ne furono selezionate 248. Per me questa è solo una fonte giornalistica ma non ho trovato altri riscontri, l'unica cosa per la quale esiste documentazione ufficiale è la sperimentazione.

    In un altro libro credo di aver capito che le oltre 3000 cartelle sono quelle inviate dall'associazione di pazienti dopo l'interrogazione parlamentare e che da quelle solo un caso fu definito responsivo.

    Sono cose che dirò nella prossima parte dell'articolo.

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  41. uhmm... sto cercando un po' di conferme ma pare che le 3076 cartelle cliniche arrivarono davvero, vedi http://www.metododibella.org/cms-web/upl/doc/2003115114047.pdf

    ign

    RispondiElimina
  42. Bene, allora le oltre 3000 cartelle sono quelle dell'archivio di Di Bella. Non riuscivo a trovare da nessuna parte questo dato, cioè che quel numero corrispondesse a questo, sapevo solo che l'analisi dell'archivio non aveva dato frutti. Mi hai dato un bell'aiuto.
    :)

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  43. sta bono che c'è altro :-)
    questo è lo studio sul "pregresso"
    http://www.aimac.it/__kquXoA==_86_stw.html
    e questo è un bel sunto
    http://www.ordine-medici-firenze.it/Testi%5CTM%202010%5Ctm0810.pdf

    ign

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  44. in pratica tra tutte le cose che ho letto mi sembra di capire che:
    la Bindi emette l'ordinanza per chiedere la consegna di documenti clinici che attestino ecc.. Di Bella (stando a talune fonti) ne consegna 4. La Bindi (nel suo libro dice) alla fine ne riceve 70

    A un certo punto però Di Bella concede l'accesso al proprio archivio e da lì nasce lo studio che ti ho linkato (e che dice testualmente "E' stato possibile realizzare questo studio grazie alla collaborazione del prof. Di Bella che ha consentito l'accesso all'archivio contenente la documentazione clinica dei pazienti trattati a Modena.")

    bon, ti lascio lavorare :-)

    ign

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  45. Ignis, sarai mica l'Inglig di Wikipedia?

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  46. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  47. Scrivo solo per complimentarmi, sicuramente apprenderemo molto di più riguardo a questa vicenda medica che ci ha appassionato tutti (il massimo delle palpitazioni per me doveva ancora arrivare con gli 'annunci' di Judah Folkman)grazie al tuo 'lavoro'. Per il poco tempo a disposizione ho potuto dare solo una sbirciatina ai commenti , da quello che ho letto hai la fortuna di avere anche altri appassionati al caso se scrivi:" allora le oltre 3000 cartelle sono quelle dell'archivio di Di Bella. Non riuscivo a trovare da nessuna parte questo dato, cioè che quel numero corrispondesse a questo, sapevo solo che l'analisi dell'archivio non aveva dato frutti". Assisteremo ad una 'variante in corso d'opera' al tuo lavoro? Mi auguro che anche tu possa ricevere gratificazioni ulteriori dal tuo lavoro. Vicenda medica ma non solo: mi sono sempre chiesto perchè autorizzare una sperimentazione ed usare poi
    confezioni scadute ( certificata da un'ispezione dei NAS dei Carabinieri come tu scrivi): è un esempio eclatante di real politik (accontentare la piazza) in medicina (prendendola in giro, la piazza, per evitare troppi sprechi?).
    La vicenda del giudice poi mi fa pensare ai processi ai danni dei medici dove il giudice scavalca e sostituisce il nostro giudizio medico con quell'astrazione che l'’homo eiusdem condiciones et professionis', che è il perito. Il fatto che possano esistere perizie più o meno blasonate, medici più o meno aggredibili in base a questo mi ha sempre dato fastidio. Qui abbiamo raggiunto il massimo; il MDB era efficace scavalcando qualsiasi parere dell'’homo eiusdem condiciones et professionis'!
    Alle prossime, buon lavoro.
    Vito

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  48. Posto qui una notizia un pò OT ma che riguarda sempre il cancro.

    Recentemente il presidente dell'Istituto Nazionale Francese dei Tumori, dott. David Khayat, oncologo di fama mondiale con più di 500 pubblicazioni scientifiche alle spalle, professore emerito in diverse università, scrittore di vari testi di riferimento di oncologia clinica e di un libro divulgativo appena uscito in Italia per Mondadori (http://www.ibs.it/code/9788804607243/khayat-david/vera-dieta-anticancro.html), raccomanda per esempio:

    - di evitare gli integratori di vitamina E
    - di consumare meno pesce (in particolare il salmone) e di mangiare tranquillamente la carne (il cui consumo NON è collegato con il cancro al colon).
    - non servono 5 porzioni di frutta e verdura al giorno, che per il loro carico di pesticidi fanno più male che bene.

    Insomma un pò il contrario di certe raccomandazioni che si sentono in giro. O no?

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  49. da quello che ho letto hai la fortuna di avere anche altri appassionati al caso

    I commenti sono fondamentali, servono alla discussione, possono contribuire alla riflessione e non raramente mi aiutano a completare ciò che scrivo. Sapessi quante cose ho imparato qui sul blog o grazie ad esso...

    Assisteremo ad una 'variante in corso d'opera' al tuo lavoro?

    Questo succede di continuo, soprattutto ora che mi arrivano decine di messaggi di persone interessate al metodo Di Bella e mi raccontano la loro esperienza o le osservazioni, quando sono interessanti io taglio, correggo, aggiungo...e per questo poi i miei post diventano chilometrici...

    mi sono sempre chiesto perchè autorizzare una sperimentazione ed usare poi confezioni scadute

    Me lo ero chiesto anche io ai tempi e l'ispezione dei NAS mi aveva "sconvolto", poi ho approfondito ed ho scoperto...quello che ho scritto nel prossimo articolo.

    Qui abbiamo raggiunto il massimo

    No, il massimo lo raggiungeremo leggendo la perizia di Maglie, se avrai tempo prova a leggerla (ne parlerò nei prossimi articoli) e vedrai come è stato raggiunto il giudizio di efficacia del metodo. Per me è stata questa la cosa più sconvolgente di tutte...
    Ciao.

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  50. Insomma un pò il contrario di certe raccomandazioni che si sentono in giro. O no?

    Detta così sì, ma bisogna vedere che argomenti usa. Per esempio sulla frutta, io sono il primo a sostenere che certamente frutta e verdura sono alimenti ideali ma oggi con ciò che c'è sopra un abuso può essere pure pericoloso. Stessa cosa per il pesce, da preferire alla carne, idealmente, ma nella pratica? Io per esempio sconsiglio un eccesso di pesce alle donne in gravidanza, perchè è inquinato e contiene mercurio. Non è scientifico ma molto pratico.

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  52. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  53. OcirnE:

    non riuscirei mai a dare giudizi (e non ne voglio nemmeno dare visto che non è questa la sede adatta) su casi precisi, dovrei conoscere la storia in maniera documentata.

    E' vero che di storie come questa ho imparato a conoscerne tante ed ogni volta sembra di ripetere le stesse cose, la medicina è una, rivolgersi a chi non la segue è diritto ma anche responsabilità di chi lo fa.

    Poi ti invito a riscrivere il tuo intervento censurando i nomi perchè non è bene farli se non si hanno documenti sui quali basare le proprie impressioni. Riscrivi pure il tuo intervento (copi e poi cancelli il tuo) e non fare nomi (o li cancello io, se vuoi).

    Quando io scrivo un articolo su una cura o un medico alternativo posso dare un giudizio sulla cura, posso pure definirla ciarlataneria se così è riconosciuto dalla comunità scientifica, sono medico, è il mio lavoro e posso giudicare, in poche parole, posso dire se una cura è inefficace o una ciarlataneria ma non posso dire se tizio o caio è un truffatore o un ciarlatano, quello non spetta a me (nè a te) affermarlo (prova a vedere se ho mai definito Simoncini un truffatore). Differenza sottile ma è così.

    Aggiungo che la melatonina NON cura il cancro, ha diversi effetti positivi (anche sulle cellulle neoplastiche) ma di certo non è un chemioterapico.

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  54. Vorrei raccontare una storia, che in qualche modo si ricollega al caso Di Bella poiché anche egli, mi pare, era un forte sostenitore della melatonina.

    Ieri sera sono stato a casa di un vecchio amico d'infanzia a cui è morto il padre un paio di giorni fa. Erano alcuni anni che non lo vedevo e non sapevo della malattia del padre, per cui la sua morte mi ha colto di sorpresa.

    Parlando con il mio amico, mentre mi raccontava tutto lo sviluppo della storia, nella mia mente si è proiettato un film che, leggendo questo blog ormai da circa un anno, ho purtroppo visto troppe volte. E per quanto uno possa leggere e studiare le storie degli altri, non c'è dubbio che quando le vicende ti toccano in prima persona o anche solo negli affetti più cari, le reazioni emotive ed il coinvolgimento sono molto amplificati.

    In breve la storia è questa. Verso la fine del 2009 al padre del mio amico viene diagnosticato un carcinoma al colon-retto già metastatizzato nel fegato in 12 punti. Con un intervento d'urgenza gli vengono rimossi circa 10cm di colon per eliminare la sede primaria del cancro. Il medico gli dice che al momento non è possibile un intervento chirurgico sulle metastasi e consiglia la seguente linea d'azione: iniziare una chemioterapia per cercare di eliminare le metastasi minori ed evitare la formazione di altre. Poi, rimozione chirurgica di parte del fegato per rimuovere parte delle restanti metastasi. Attendere un congruo periodo di tempo per permettere al fegato di ricrescere agendo nel frattempo con la chemioterapia per proteggere il nuovo tessuto dalle metastasi. Secondo intervento di rimozione delle metastasi restanti.

    A questo punto, forse, inizia la vera tragedia nella tragedia. E' qui che inizia il vero film dell'orrore. Il padre del mio amico parla con un conoscente della faccenda e questi gli dice di lasciare perdere la chemioterapia perché "ti distrugge tutte le cellule", ti rovina la vita, è peggio del cancro e via dicendo.....lo sappiamo. Gli consiglia un medico che basa la sua cura sull'uso della melatonina.

    Il padre del mio amico è sempre stato una persona vitale ed iperattiva, che amava vivere "da leone" la vita. L'idea di lasciarsi consumare dalla chemio lo atterriva e, malgrado i consigli del medico ed anche del figlio, si è lasciato incantare dalla "via facile" e si è affidato al medico che usa la melatonina.

    (...segue)

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  55. Io per esempio sconsiglio un eccesso di pesce alle donne in gravidanza, perchè è inquinato e contiene mercurio.

    Ed assumere omega3 purificati in sostituzione del pesce?

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  56. (...segue dal commento precedente)


    Risultato: due giorni fa, quindi dopo circa un anno e mezzo dalla prima diagnosi di metastasi, è morto divorato dal cancro, che intanto si era ripresentato al colon e le metastasi erano arrivate fino ai polmoni. Nelle ultime settimane si era rassegnato a fare una terapia chemioterapica, a quel punto necessariamente pesantissima, a tal punto che anche il medico (quello vero) gliela quasi sconsigliava. Ovviamente era troppo tardi.

    Io non so se il padre del mio amico sarebbe sopravvissuto iniziando la chemio nel 2009. Sicuramente però, avrebbe avuto qualche speranza in più.

    Da quel poco che ho letto in giro sulla melatonina, pare che effettivamente abbia una qualche azione che inibisce il proliferare delle metastasi. Ma non ci vuole una grande intelligenza per capire che se vuoi campare, non solo devi bloccare la formazione delle metastasi (ammesso e non concesso che la melatonina lo faccia) ma devi eliminare quelle che già hai. E' vero che è meglio prevenire che curare, ma quando sei già malato, DEVI CURARE.

    Wewee, ti volevo chiedere cosa pensi dell'efficacia della melatonina come cura per le metastasi. Questo medico lavora all'estero in una clinica da lui fondata perché, mi diceva il mio amico, in Italia la sua terapia non è riconosciuta (...primo campanello d'allarme!?).

    Leggendo la sua biografia sul suo stesso sito, si ha l'impressione di ritrovare tutti i "sintomi caratteristici" del ciarlatano che il bravo (med)debunker ormai ha imparato a riconoscere:

    - progressivo allontanamento dai metodi e dalle strutture scientifiche tradizionali

    - creazione di cliniche e medicinali con tanto di logo a marchio registrato in cui campeggia il proprio nome
    - millantare crediti su un certo argomento, portando a sostegno crediti che si hanno (forse...) in ALTRI argomenti: le pubblicazioni scientifiche che mostra saranno anche buone ma, ad una rapida scorsa, mi pare che riguardino gli effetti positivi della melatonina sull'invecchiamento e la genesi del cancro, e NON LA DISTRUZIONE DELLE METASTASI.

    Chiedo scusa per la lunghezza e per il parziale off thread. Spero tu mi possa dare qualche, anche sommaria, indicazione per capire se il padre del mio amico è stato ucciso solo dal cancro o anche da un mascalzone.

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  57. @ WeWee
    ...ok, nome e riferimenti rimossi. Comunque, se uno propone di curare un cancro in metastasi con la melatonina, non mi pare molto affidabile come medico e quindi, nomi a parte, è bene diffidare in generale da tali personaggi.

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  58. @Max(L)
    il numero di guarigioni osservate, ... dipende dal momento (tempo) scelto per il confronto rispetto all’inizio della terapia e non e’ detto che una risposta favorevole su tempi brevi si mantenga o addirittura non si inverta con il passare del tempo.

    ed anche

    @WeWee
    Infatti, e questo lo posso anticipare, è uno dei principali misteri del MDB: non esiste follow up, anzi, quando esiste si limita a cose come "la signora dopo 7 anni sta bene"

    e

    Non dimentichiamoci oltretutto che secondo i Di Bella la chemioterapia è da evitare

    A pagina 2 del documento linkato da Ignis, si mostra una curva di sopravvivenza a 210 giorni che confronta i "risultati" del MDB su pazienti pre-trattati con chemio con quelli su pazienti non pre-trattati con chemio. La sopravvivenza è a favore dei non pretrattati e, qualche riga dopo il grafico, si conclude che QUINDI (e qui la LOGICA si rivolta nella tomba in cui è stata messa) .....a) il MDB funziona, b) la chemio è dannosa.

    Il grafico dimostra solo che la chemio ha dei pesanti effetti collaterali...bella scoperta! Lo sappiamo tutti e nessuno si sogna di negarlo. Se uno costruisse quel grafico sostituendo al MDB il succo d'arancia, probabilmente si otterrebbero risultati analoghi anzi, forse ancora migliori a favore del succo d'arancia (le controindicazioni del succo d'arancia sono sicuramente meno gravi di quelle del MDB).

    Se però andassimo a guardare quelle curve, non a 210 giorni, ma magari (sparo a caso...) a 3 anni, magari scopriremmo che entrambi i tipi di pazienti sono tutti morti, il che significa che anche chi si è "curato" con il MDB non è GUARITO ed è campato un po' di più solo perché non si è debilitato con la chemio.

    Se si facesse la curva a tre anni confrontando l'efficacia della chemio e del MDB, sia su pazienti pre-trattati che non con la chemio, probabilmente si scoprirebbe che quelli trattati con il MDB sono TUTTI morti tranne forse qualche caso "miracoloso" (anche se più tardi), mentre magari qulacuno che ha proseguito con la chemio è GUARITO (anche se quelli che non sono guariti, sono morti prima).

    In sostanza, questo significherebbe che il MDB (come l'aranciata) NON CURA (e quindi muori PER CERTO) anche se non ti debilita (quindi muori più tardi), mentre la chemio in generale CURA (cioè hai qualche speranza di sopravvivere) anche se ti debilita (cioè, SE non guarisci, muori prima).

    Bè...c'è una bella differenza tra questo e dire che il MDB "cura" meglio della chemio.

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  59. @OcirnE:
    A pagina 2 del documento linkato da Ignis, si mostra una curva di sopravvivenza a 210 giorni che confronta i "risultati" del MDB su pazienti pre-trattati con chemio con quelli su pazienti non pre-trattati con chemio. La sopravvivenza è a favore dei non pretrattati e, qualche riga dopo il grafico, si conclude che QUINDI (e qui la LOGICA si rivolta nella tomba in cui è stata messa) .....a) il MDB funziona, b) la chemio è dannosa.

    Cosi’ sembra. Ma attenzione… la premessa che porta alla conclusione che la chemio e’ dannosa e' questa:

    questo protocollo fu l’unico ad essere suddiviso in due sottogruppi, di cui uno pretrattato e l’altro non pretrattato con chemio, pertanto il protocollo 5 e’ l’unico a consentire un confronto omogeneo

    Ed e’ una premessa errata o almeno incompleta, infatti suggerisce implicitamente l’idea che la chemioterapia fosse l’unica differenza tra i due sottogruppi. Ma nulla dice sul perche’ del pre-trattamento. Il punto e’ che la chemioterapia, al di fuori di uno studio randomizzato, non viene sommninistrata a pioggia, ma in genere a coloro che sono in condizioni peggiori, il che in parole povere significa che il confronto porta a conclusioni errate perche', contrariamente a quanto affermato, i due sottogruppi non erano affatto omogenei essendo i pazienti pre-trattati proprio quelli con un'aspettativa di vita inferiore ancor prima dell'inizio della chemioterapia. Quello che si osserva a posteriori e’ dunque il risultato atteso di una selezione a priori: ai pazienti con una minore aspettativa di vita si somministra la chemio, agli altri che non ne hanno bisogno no, i primi muoiono di piu’ i secondi di meno. Si conclude che la chemio fa piu’ male che bene. Premessa errata, conclusione errata.

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  60. Ho appena finito di leggere la prima parte dell'articolo. Sono molto giovane e quindi non so bene la vicenda come si è svolta ed allora mi metterò a fare una mini-ricerca per poter argomentare ed (eventulamente) confutare.
    Comunque mi complimento con WeWee pe ril lavoro mastodontico che ha fatto. Aspetto con voglia le altre parti che verranno inserite e il lavoro completo per potermelo scaricare.

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  61. @Wewee: perché c'è stato un refresh della pagina senza che io facessi nulla? Stavo commentando quella roba degli omega3 e via, refresh e commento sparito. Qualche modifica recente? Comunque riprovo:

    Ed assumere omega3 purificati in sostituzione del pesce?

    Indipendentemente dall'essere incinta o no, come fonte di omega3 sono sicuramente migliori del pesce. Deve essere pesce azzurro (quindi pescato) poco cotto (con conseguenze igieniche immaginabili), piccolo (per evitare il mercurio): se si fanno le sardine fritte gli omega3 sono belli che andati perché distrutti dalla cottura. Qualche volta mi chiedo anche io, da nutrizionista, se conviene di più dare il pesce o gli integratori e vince il pesce solo per comodità e sapore: un piatto di pesce è molto più appetitoso (e a volte meno pesante) di una pasticca di integratori di olio di pesce...

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  62. in alternativa ci sono delle fonti vegetali

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  63. Qualche modifica recente?

    Assolutamente no, non so cosa sia successo.

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  64. Vogliamo la seconda parteeeeaarrrgghhhhh

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  65. @Wewee
    In realtà l'unico farmaco puramente antineoplastico del cocktail Di Bella è il cisplatino (è un chemioterapico)

    Certo che sostenere di aver passato 2 anni a studiare il caso e poi uscirsene con delle frase cosi....Lo sanno anche i bambini che il chemioterapico usato da Di Bella è la Ciclofosfamide o in alternativa l' Idrossiurea

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  66. Infatti, mi sono sbagliato, nell'articolo è scritto correttamente, mi scuso con i bambini.

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  67. Allora sara stato solo un refuso! Mi scuso per la mia errata osservazione

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  68. Anzi a ripensarci i bambini (e sopratutto gli adulti) dovrebbero seriamente essere preoccupati che un medico sbagli a scrivere il nome di un farmaco.Per fortuna in questo caso si tratta solo di un blog e non di una ricetta medica

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  69. E noi paghiamo.. Ad aprile 2014 un giudice obbliga la ASL di Brindisi a farsi carico della terapia Di Bella per la "cura" di una signora.
    Ma possibile che i giudici debbano avere questi poteri??
    http://www.leccenews24.it/attualita/somministrazione-gratuita-della-terapia-di-bella-altro-caso-a-brindisi.htm

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  70. Modena, «La cura Di Bella funziona: l’Ausl di Teramo l’autorizza»

    Una vittoria per il paziente ma anche una conferma dell’efficacia della “Cura Di Bella”.

    gazzettadimodena.gelocal.it/modena/cronaca/2017/05/08/news/modena-la-cura-di-bella-funziona-l-ausl-di-teramo-l-autorizza-1.15303435

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