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domenica 6 gennaio 2019

Stupido è chi lo stupido fa.

Avevo parlato tempo fa di una figura mitologica che ho conosciuto in questi anni di frequentazione del web.
Come sapete io sono diventato, assolutamente per caso, un medico che spiega la medicina (e la scienza quando possibile) alle persone interessate. In gergo questo si chiama "divulgatore" ma non mi sono mai sentito tale in quanto non è questo il mio mestiere. Bisogna pure seguire le tendenze o si rimane fermi e così oltre al blog, questo, che è un po' il punto di inizio, ho inaugurato quasi subito una pagina su Facebook, forse il più noto social network, che avrà tanti difetti ma anche tanti pregi.
Sulla pagina Facebook ogni settimana riesco a parlare di cose più rapide, spesso di semplici curiosità (in genere durante la settimana parlo di cose serie, nel week end di cose più "leggere"), magari riprendo qualche post del blog o commento l'attualità. Diciamo che è un mezzo più rapido, forse meno "serioso" ma più veloce.

Il difetto è che c'è una partecipazione massiva dei commentatori (sono iscritte più di 50.000 persone) e quindi l'attenzione deve essere massima, si rischia il caos, c'è sempre il disturbatore, quello che va fuori tema o direttamente aggredisce o insulta. Nel tempo ho imparato a conoscere un altro tipo di commentatore, il "critico in poltrona", quello che, spuntato dal nulla (quindi non una persona che conosco che si permette di darmi un consiglio o una critica costruttiva), senza avere mai interagito, inizia a criticare ferocemente quello che ho scritto. Ma non nel merito dell'argomento o su punti fondamentali, lo fa su piccolezze. Sulla forma, la grammatica, discute la lettera maiuscola, la virgola messa male, il termine non perfettamente corretto e lo fa con aggressività nemmeno avessi ucciso qualcuno.
Insomma sembra essere lì per disturbare.
Non aggiunge nulla alla conversazione e non ha nessun valore positivo non ha mai fatto niente, non scrive, non collabora nel tentativo di arginare la disinformazione ma se sbagli la virgola o scrivi "spaghettti" te lo fa notare subito con una rabbia mai vista prima. E guai a farglielo presente, si offende pure.
Di questo, come detto, ho parlato tempo fa.

L'esperienza, si sa, è un'ottima maestra e, con il tempo, accanto ad antivaccinisti esaltati, seguaci di medicine alternative completamente presi dal loro guru e cattivissimi guaritori e naturopati, oltre al critico in poltrona, ho scoperto l'ennesima figura mitologica. Il "comunicatore della scienza" in poltrona.
Già, perché il critico in poltrona è uno che fa un lavoro qualsiasi, spesso legato al mondo scientifico ma non per forza, il "comunicatore scientifico" è invece uno che si presenta proprio come persona che si occupa di scienza, di parlarne e magari di scriverne nei giornali. Quindi (in teoria) competente e professionale cosa che, si presume, lo rende credibile.

Ma vi racconto come sono finito nelle grinfie del comunicatore scientifico in oggetto.
Giorni fa mio figlio, preadolescente, mi raccontava di un suo amico che, tornando con lui a casa, si era bendato provando a camminare senza vedere niente. Quando ho chiesto i motivi di quel comportamento (pensavo ad una delle tante "pazzie" di quell'età) mio figlio mi dice "stava facendo il "bird box challenge". Io, da vecchiardo ormai passato di moda, sbarro gli occhi e gli chiedo di cosa si trattasse.
In parole povere un canale televisivo ha trasmesso un film nel quale i protagonisti vivono bendati (più o meno, è quello che mi ha raccontato) per non vedere dei pericolosi spiriti maligni che potrebbero ucciderli. Questa cosa ha colpito molti giovani che hanno iniziato una delle tante sfide (demenziali, ne esistono di assurde su You Tube) di gruppo, i "challenge": passare dei momenti o delle ore completamente bendati e fare tutto senza vedere.

Ho cercato allora questa cosa ed in effetti ci sono delle notizie.
Qualche giornale parla anche di incidenti e feriti (da bendati sarebbero caduti o finiti contro un palo) e il canale televisivo ha emesso un comunicato nel quale invitava gli spettatori a non fare quel gioco, poteva essere, in effetti, pericoloso. Qualcuno però parla di pubblicità ideata dal canale televisivo, in effetti non ci sono molte notizie serie ma su You Tube ci sono dei video nei quali addirittura qualcuno guida bendato o esce con gli occhi completamente coperti e c'è pure qualche incidente. Insomma, poco importa, questa era solo una curiosità.
Ma questa cosa mi è sembrata profondamente stupida. Un gioco è un gioco, va bene ma bendarsi e guidare o correre per strada non è solo un gioco è proprio una scemenza. Forse più di una banale ragazzata, è davvero pericoloso, non solo per se stessi.

Mentre controllavo questa storia mi cade l'occhio su una delle tante pagine Facebook che consulto per trarre storie da raccontare, avere spunti per i miei articoli e "controllare" le novità e le tendenze nel mondo della pseudoscienza.

Ero in una pagina di seguaci delle medicine olistiche e leggevo un post surreale. Una mamma diceva di aver dato alla figlia piccola delle noci macerate in aceto per curare una verruca sul volto e si lamentava che la verruca non fosse passata ma attorno ad essa era comparsa un'area molto arrossata, ruvida e poco piacevole.
Leggendo queste parole pensai a quella madre che stava sottoponendo la figlia ad una inutile tortura, anche potenzialmente pericolosa (non certo per la vita ma almeno per la pelle della bambina). La cosa che però mi colpì di più furono i commenti. Ognuno diceva la sua, c'era la ragazzina che consigliava un ago arroventato come aveva fatto lei, una che si firmava "naturopata" consigliava toccate di candeggina, la signora che diceva fosse meglio una lametta disinfettata. Insomma ognuno dava un consiglio stupido, che ai miei occhi era anche assolutamente fuori luogo, inefficace e potenzialmente pericoloso. La madre ringraziava e mi è sembrato optasse per la candeggina sul volto della figlia.

I consigli che ho letto erano proprio così, apparivano stupidi, basati sul nulla, su superstizioni, ipotesi, su azioni immaginarie. Non c'era una base nemmeno "popolare" in quei consigli, erano idee a caso, sulla pelle, letteralmente, di una bambina.
Collegare questo episodio con la notizia del "bird box", i ragazzi che si bendano per sfida, mi ha ispirato un post per la mia pagina di Facebook. Una riflessione su come i social network abbiano "sdoganato" la stupidità, il consiglio dato alla leggera, posti dove chiunque, qualsiasi mestiere faccia, qualsiasi esperienza abbia, si sente in dovere di dare consigli, su tutto, anche su cose delicate o sulla salute. Un pensiero spontaneo che mi è sorto collegando i consigli sulla verruca della bambina e i ragazzi bendati che si schiantano sul palo.

Quando ho l'ispirazione, per non perderla, cerco di scrivere subito (ecco perché a volte qualche errore scappa), di getto.
Ed ecco cosa ho scritto:
La società civile si basa su un concetto semplice e vincente. Ognuno contribuisce al benessere di tutti facendo ciò che sa fare meglio. Il fornaio fa il pane, il medico cura, l’ingegnere progetta case e il muratore le costruisce. Per questo sono nate le città, le comunità e la società civile moderna. Ultimamente però l’appiattimento dei livelli sociali e la voglia di rivincita di chi si sente sfruttato hanno creato uno strano fenomeno.
Medici che fanno gli stregoni, casalinghe che parlano di vaccini, ragionieri che dicono come curarsi. Ognuno si reinventa una competenza che non ha, nessuno vuole sentirsi meno capace dell’altro, tutti sanno tutto. E non va bene.
Non conviene a nessuno, è rischioso, va contro ogni logica, va contro l’interesse del singolo e della società.
Ma fondamentalmente è molto stupido.
Non ci sono prove scientifiche a riguardo ma i segnali di un progressivo aumento della stupidità nelle persone sono sempre più evidenti.
L’ultima evidenza è di queste settimane.
In un film televisivo che si svolge nel futuro i protagonisti devono vivere con gli occhi bendati per evitare di guardare degli spiriti maligni pericolosi.
Fanno tutto a occhi bendati. Film di successo.
Tanto successo che negli USA in tanti sono finiti in ospedale perché hanno iniziato a fare le cose di ogni giorno bendati. Si bendano apposta per sfida, per gioco. E si fanno male. Qualcuno è caduto, altri hanno battuto la testa, si sono feriti. C’è chi ha fatto il video mentre guida bendato e chi passeggia bendato. Il sintomo più preoccupante a questo punto non è tanto la stupidità, qualche segnale di epidemia era già presente ma una nuova tendenza: lo stupido fa cose stupide e non vede l’ora di farlo vedere a tutti.
Che è un ulteriore segno di stupidità. Per questo motivo, se proprio non si riesce a tacere quando non si conosce un argomento, almeno non lo fate sapere in giro, non parlatene nei social, parlatene allo specchio con voi stessi, fate finti convegni a casa vostra. Se pensate di conoscere un argomento meglio di un esperto state probabilmente sbagliando e rischiate di passare per stupidi.
Usate la furbizia.
Registrate degli applausi, vestitevi da Cicerone ma smettetela di parlare di argomenti che non conoscete. Che sia medicina, economia o biologia, basta.
Lasciate che ognuno faccia il proprio lavoro.
Buon week end!

Ecco. Questa la mia riflessione.
Potrei riassumerla in pochissime parole: "ad ognuno il suo mestiere".
Che è una cosa ovvia, conosciuta, semplice buon senso, persino popolare e protagonista di detti regionali. Cosa avrei detto di sconvolgente o rivoluzionario? Non ho certo scritto il post del secolo, è un modo per discutere di qualcosa.
Commenti vari, piacevoli, interessanti ma, dopo l'inevitabile serie di commenti inutili (per esempio, chi mi corregge dicendo che i palazzi li progetta l'architetto e non l'ingegnere o quando inizialmente avevo scritto che non si trattava di un film ma di una serie televisiva, correggendomi dopo 6 (sei) commenti che lo sottolineavano) arriva il commento del "comunicatore della scienza in poltrona":
Salvo Di Grazia, ha preso un dottorato in sociologia nel frattempo? Perché a sentire lei sembrerebbe le analisi sociologiche debbano farle gli esperti in materia, e lei non mi risulta lo sia. Dove sbaglio?

Il commentatore è, a quanto risulta dal suo profilo, un "giornalista freelance" (collabora con testate on line) ed ha formazione scientifica ma si presenta anche come "comunicatore della scienza", in pratica più o meno quello che faccio io ma lui lo fa per lavoro.

Questo commento mi ha sorpreso. Per quale motivo il mio post, una semplice opinione personale, sarebbe un trattato di sociologia che richiederebbe chissà quali competenze? E cosa avrei detto di così straordinario da suscitare la reazione arrabbiata di uno che la scienza la spiega per mestiere? Allora ho fatto presente al signore che forse non aveva capito il post. Una semplice riflessione, un'ovvia opinione, tutto qua, ingiustificato il suo livore.
Ma non avevo ancora visto niente, perché il comunicatore della scienza in poltrona, nella sua pagina personale, aveva scritto:
questo post di Salvo di Grazia è "Una porcheria superficiale e classista. Bollare come stupidità ciò che non si capisce è sintomo anch'esso di stupidità, incapacità di comprendere il mondo e di fare analisi complesse. Poi vabe', l'introduzione è disgustosa [...]



A quel punto davvero non ci potevo credere. Tutto questo livore e rabbia, "disgustoso", "porcheria", per un post dove sottolineavo che era bene che ognuno si occupasse delle cose che sa (che concetto disgustoso) mi ha lasciato allibito. Questa persona ha tratto conclusioni personali da un post che parla di altro, ne ha fatto il simbolo di un'analisi serissima e severa della società (addirittura avrei scritto che "i poveri dovrebbero rimanere poveri", voi leggete una cosa del genere nelle mie parole?).
Nella sua pagina, a parte qualche ingenuo che gli chiede giustamente "ma cosa avrebbe detto di strano Salvo Di Grazia?", altri lanciano accuse, insulti, chi insulta mia madre, chi dice che non ho capito mai niente, di "guerra". Persone che snocciolano letteratura, filosofia, analizzano parola per parola il mio post, facendone un manifesto ideologico, parlano di "fenomeno psicosociale spontaneo".  Incredibile.
Sono due le cose. O io rappresenterei una colonna decisiva per i destini del mondo o queste persone hanno una mente contorta e complicata e stanno viaggiando meglio di quando si assume LSD a digiuno.
L'accusa più comune è comunque che le mie parole sarebbero "classiste" (!).
Il delirio. Un delirio di oltre 200 commenti.

Ecco. ditemi la differenza tra le signore che davano consigli assurdi alla mamma preoccupata, i ragazzi che guidano bendati e il "comunicatore della scienza" infuriato.

Io non so se questa persona fosse in un momento di stress o di nervosismo personale ma nel suo modo di agire ho visto molta frustrazione, rabbia e confusione per i quali non ho capito più di tanto i motivi.
Ovviamente l'ho escluso dalla pagina dopo l'ennesimo insulto, pazienza e gentilezza sì ma non posso tenere tra gli amici uno che mi insulta.

Il comunicatore della scienza, che fa anche il giornalista, definisce "porcheria disgustosa" lo scritto di un'altra persona interpretandolo personalmente e volgarmente e traendone conclusioni completamente diverse da quelle reali, offensive anche per la mia persona. Però, se escludo la malafede di chi attacca, la colpa non può essere che mia.
Se qualcuno non capisce quello che scrivo ho scritto male. Forse dovevo scriverlo più chiaramente, forse con parole più semplici. Non è questo il problema, la colpa è completamente mia.
Il problema è la rabbia e l'aggressività di questa persona nei miei confronti.
Aggiungo, forse può servire, che qualcuno ha ipotizzato che, visto il suo livore, io avessi fatto qualcosa a questo signore. Non lo so, praticamente non lo conosco, non credo di aver mai interagito con lui né di avere mai avuto discussioni.
Altri hanno ipotizzato un concentrarsi sul termine "stupido" come fosse un insulto ingiustificato,  cosa che avrebbe causato questa reazione. Non lo vedo così. Guidare bendati è oggettivamente stupido, così come dare consigli sulla salute da parte di chi non ha competenza. È stupido consigliare come si costruisce una casa se non lo sai fare. La stupidità non è necessariamente un problema perché è un dato di fatto e in ogni caso chi non è mai stato "stupido"? ("che ha, o denota, scarsissima intelligenza, lentezza e fatica nell'apprendere, ottusità di mente" ma anche "sciocco, ingenuo"). C'è chi ha parlato di voglia di apparire (è sospetto in effetti lo stesso comportamento avuto con un altro medico, il prof. Burioni) provocando chi ha un po' di notorietà per avere spazio.
Ma probabilmente la spiegazione è molto più semplice e banale, come sempre: è un rompiscatole. Un normale, semplice, ordinario rompiscatole. Ho scoperto che ha avuto da ridire (con lo stesso tono e ditino alzato) persino su Piero Angela.


Non so se il mio post fosse quindi disgustoso o una porcheria, può essere, non sono uno scrittore per mestiere e l'importante che non siano porcherie le mie suture o le mie terapie ma questo comportamento mi ha colpito. Poi ho pensato che, come spesso accade, ognuno legge le cose come vuole, reagisce come vuole e ne fa quello che vuole, questo potrebbe essere semplicemente uno stupido caso di normalissimo commentatore esaltato come tanti, Facebook ne è pieno.
Da ignorare quindi, si va avanti.
Però il caso è interessante, per questo ne ho parlato, questo dimostra che gli attacchi o le critiche più inutili e pretenziose, non arrivano necessariamente dal signore un po' strano che si cura con l'aglio o con la mamma che è convinta che i vaccini siano il male, arrivano anche da chi si presenta come professionista, esperto del mestiere e ufficialmente persona equilibrata.
Mi era già successo in passato quando abituato a gente strana che mi insultava e aggrediva perché demolivo il loro guru o il loro complotto preferito, un giorno questo succede con un avvocato. Uno serio, uno che aveva studi a Roma, Londra, New York, che scriveva alla direzione di un giornale dicendo che io fossi "notoriamente" pagato dalle case farmaceutiche per demolire una o l'altra cura alternativa.
Una cosa che mi sconvolse perché per me l'aggressione fine a se stessa, banale, il "chi ti paga", era un comportamento da cappellino di alluminio in testa, da gente un po' particolare.
Non è così.
L'abnormità della reazione del "comunicatore scientifico" dimostra che le persone non sono sempre "pazienti", sempre "educate" o sempre "sagge", ogni tanto sbottano con chiunque ed è un pericolo, per loro, per la loro vittima, per tutti.
Allora resto ancora più convinto di quello che ho scritto nel post "porcheria": quando non si ha nulla da dire non è meglio tacere?

Alla prossima.

[post aggiornato dopo la pubblicazione iniziale]

36 commenti:

  1. "quando non si ha nulla da dire non è meglio tacere?"
    La migliore idea di sempre e da sempre, ma qualcuno pare non capirla...

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    1. Ultimamente l'hobby dei divulgatori è giocare a "cane mangia cane". Una parola sola a riprova: panda. Comunque mi è successo un episodio molto simile al tuo, con la persona in questione, anni fa. Ogni tanto sbrocca. Il medico sei tu.

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  2. "i segnali di un progressivo aumento della stupidità nelle persone sono sempre più evidenti"

    Ritengo che con i mezzi odierni siano solo aumentate le occasioni di diagnosticarla, la stupidità.

    Comunque è sempre in ottima forma pure la fantasia, se è vero che qualcuno è riuscito a vedere nel testo qua sopra una apologia del classismo.

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    1. Oltre alla diagnosi, secondo me si va molto oltre: credo che il film "Idiocracy" sia fortemente premonitore.

      Pensavo che il commento libero su internet fosse solo 1) un'ottima valvola di sfogo per i frustrati 2) un modo per vedere quanti stupidi ci siano in giro.
      Ma a questo punto temo che stia diventando ben peggio, ovvero un ben congegnato strumento di ottundimento.
      Oddio, starò mica diventando un complottista?

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  3. Grazie per la pubblicità, Salvo di Grazia!

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  4. Anche a me a volte salta la mosca al naso per nervosismo ed insulto qualcuno su internet, ma lo faccio solo con gli individui più indegni della società tra antisciensti convinti che uccidono diffondendo opinioni su come curare il cancro col bicarbonato, razzisti, "lei non sa chi sono io" e simile gentaglia. Magari sbaglio, ma se il genio che se l'è presa con lei unisse le sue forze con quelli della sua specie per sfogarsi con chi lo merita invece che con chi cerca di diffondere un minimo di conoscenza tra gli ignoranti il mondo sarebbe appena appena un po' migliore. Ma oggi pare che essere preparati su un argomento sia un punto a sfavore e non di forza come giustamente faceva notare, quindi come stupirsi se poi si ricevono le attenzioni di chi evidentemente ha un leggerissimo complesso di inferiorità nei confronti di chi è migliore di lui e preferisce fraternizzare con chi gli è simile nell'ignoranza...

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  5. Boh, io non so veramente che dire. È tutto imbarazzante. Molto imbarazzante.

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  6. Direi che il "comunicatore scientifico" o "divulgatore professionista", comunque lo si voglia chiamare, si qualifica da solo per come scrive l'intercalare "vabbè" (vabe') e l'espressione "dare il carico" (precisamente, nel commento "dà il carico")invece di "mettere il carico" forma corretta, oltreché sensata, vista l'origine del modo do dire... Sorvolo sul contenuto, dicendo solo che è degno di siffatta forma. A mio modestissimo parere, siamo in presenza di un livoroso risicone. Ma potrei sbagliarmi, esattamente come lui sbaglia ad usare la lingua italiana...

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    1. Ovviamente "do" era un typo: "modo DI dire". Lo scrivo prima che il signore in questione si palesi blaterando un "da che pulpito": mi sembra il tipo.

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    2. Ah, anche "risicone" era un typo suggerito dal dannato correttore automatico (accidenti a chi non rilegge...): ROSICONE, il tizio è un ROSICONE, infatti sarei curiosa di sapere quanta gente lo segue...

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    3. In casi di questo tipo credo si possa parlare non ci "correttore", ma di "corrUttore automatico". :)

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    4. :-) O di commentatrice distratta.

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  7. Leggo spesso questo blog, ma non credo di aver mai scritto un commento. Approfitto per chiedere scusa della mia pigrizia e per fare i complimenti per tutti i post passati (compreso questo).

    Ho una decina di anni circa in meno di voi e abito in un paesello di provincia, di circa 5000 persone. 25 anni fa circa, dopo la maturità, avendo più tempo libero, avevo iniziato a frequentare maggiormente la gente del mio paesello e notai che spesso non riuscivo a farmi capire da molte persone. Dicevo una cosa e loro ne capivano un'altra. In verità non sono mai stato bravo con la dialettica e quindi avevo pensato che fosse sempre colpa mia.

    Un giorno mentre mio fratello parlava con un suo amico (ed io ero lì presente) ha avuto il mio stesso problema (di non farsi capire), ma io avevo capito bene il discorso di mio fratello, quindi sono intervenuto nella discussione riformulando alcune sue frasi per essere più chiari. Questo processo di chiarificazione era andato avanti qualche minuto finché l'altra persona, per fare un esempio, è riuscita a negare che in quel momento splendeva il sole. Conclusione: il problema non ero io che mi spiegavo male (ovviamente posso sempre migliorarmi) ma se l'altra persona ha opinioni completamente diverse, questa persona percepisce le nostre affermazioni in maniera completamente distorta.

    Quest'evento rivelatore, che poi non è nulla di diverso dagli occhialini colorati con i quali vediamo la realtà (rimembranze di filosofia del liceo), mi ha permesso di ribaltare la mia situazione: ora so con chi non devo discutere. Tutto questo sproloquio per dire che è giusto sforzarsi sempre a migliorare la propria esposizione (come avete scritto), ma vi avviso che esisteranno sempre persone che fraintendiranno quello che direte e scriverete. Se poi questa persona è stressata oppure voi gli state antipatico per qualche motivo, i risultati saranno ancora peggiori.

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  8. U. Eco : «I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli»

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  9. Evidentemente il tipo è di quelli che "basta ragionarci su e si sa tutto, specie quando uno c'ha un QI come il mio", che di norma sono proprio quelli che fanno i danni maggiori presso il pubblico più incolto.

    Che poi, il discorso è proprio questo: l'incultura, che si cura con la cultura (specifica) e non con la boria di chi pensa di poter discettare di tutto perché si è memorizzato (se va bene) qualche bigino o qualche pagina internet a caso o di mestiere dichiara di fare il divulgatore...

    "(...)il caso è interessante, per questo ne ho parlato, questo dimostra che gli attacchi o le critiche più inutili e pretenziose, non arrivano necessariamente dal signore un po' strano che si cura con l'aglio o con la mamma che è convinta che i vaccini siano il male, arrivano anche da chi si presenta come professionista, esperto del mestiere e ufficialmente persona equilibrata.(...)"

    Bene, però non lo si sa se dietro uno che si presenta come professionista non ci stia piuttosto un professionista della truffa oppure (io lo spero, nel senso che sarebbe il minore dei mali, specie quando si suggeriscono rimedi usciti dal sonno della ragione e di adeguata preparazione) semplicemente un preadolescente convinto che il mondo (e il sapere) sia tutto quello che, all'età di 12 o 13 anni ha già imparato...

    "(...)un giorno questo succede con un avvocato. Uno serio, uno che aveva studi a Roma, Londra, New York, che scriveva alla direzione di un giornale dicendo che io fossi "notoriamente" pagato dalle case farmaceutiche per demolire una o l'altra cura alternativa."

    Di avvocati come questo ce ne sono, e qui la spiegazione è altrettanto semplice: gli stai a rovinare il business. Che anzi, alzando polvere intorno a te, può solo aumentare...

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    1. In fondo, anche Gioia Locati è convinta di essere onnisciente e fare divulgazione... Peccato che divulghi cazzate! Ecco, dai pochissimi elementi che abbiamo, questo tizio sembra il suo gemello separato alla nascita.
      Ma forse, contava proprio sul polverone per avere i suoi 5 minuti di pseudo-notorietà.

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  10. E un atteggiamento da stadio ..
    Mi spiego meglio ..come al tifoso violento non interessa guardare la partita .. ma interessa solo menare le mani .. anche tu in questo caso ,hai trovato una persona che voleva solo insultarti , non gliene frega a nulla del contenuto di quello che hai scritto ..ma voleva solo insultarti per il gusto di farlo ...e un po' come lanciare sassi da un cavalcavia....

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  11. Non sono buddhista, ma ricordo bene una bella frase attribuita al Buddha. Egli diceva che ci sono quattro modi per rispondere a una domanda: rispondere, rispondere con ironia, rispondere con un'altra domanda... E poi l'ultimo: se non sai la risposta, taci.

    Credo sia una lezione bellissima, che tutti dovrebbero applicare nella propria vita quotidiana.

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  12. Si OK ma... un Buon Anno ce lo facciamo? u.u

    BUON ANNO a tutti e BUON ANNO Doc!

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  13. Io forse ho la risposta. Si chiama INVIDIA. Anzi, per la precisione RISENTIMENTO: vedere ciò che si desidererebbe per sé, e non si può o riesce ad avere, presso altri.

    È successo anche a me, sia nella vita reale, sia in maniera più becera e violenta su facebook: gente semisconosciuta che è arrivata ad irridere la mia professionalità, ovviamente "davati a tutti".

    Come conseguenza, da 2 anni mi sono cancellata. E sono stata meglio.

    Ma non era solo degli altri l'errore, stai attento, Salvo. Perché facebook, come mi ha detto una volta una saggia caposala, è un palcoscenico. Tutti, volenti o nolenti, quando lo usiamo, ci mettiamo in mostra. E più "forti" sono i temi o le parole che usiamo, più gente faremo arrabbiare. Qualsiasi sfogo, sia esso un meme, una serie di parolacce e cavolate, o una riflessione pacata come la tua, suscita reazioni.

    Ma che errore è stato quello di chiamare i contatti di fb "amici"...tutti connessi, ogni tanto un like o un sorriso ti fa sentire meno solo , ma invece...molte persone credono che distruggendo le cose belle degli altri, loro possano sentirsi meglio.

    Ci sono dei poveri che odiano i ricchi, degli etero che odiano i gay, dei bianchi che odiano i neri, dei (possiamo dirlo?) falliti che odiano le persone realizzate, come se gli oggetti del loro odio fossero responsabili dei loro turbamenti.

    Sono gli odiatori di professione, da cui si possono pescare consensi elettorali a piene mani.

    Educare la popolazione all'odio manterrà un bacino elettorale sempre pingue, basterà fare leva su INVIDIA e RISENTIMENTO.

    Io, se fossi governante, riporterei in auge la tragedia greca o i giochi nel colosseo dei romani, così il popolo incanala lì la violenza e "fa la catarsi". Ahahah :-D

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    1. Peccato che Blogspot non preveda gli upvote per i commenti come disqus! :-*

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    2. https://youtu.be/W4vjFHMB9TI

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    3. Intendevo dire, se non si era capito, che avrei voluto poter upvotare il tuo commento, anche una decina di volte!

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  14. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  15. Ma è un matto!
    Non capisco perché dici "era un comportamento da cappellino di alluminio in testa, da gente un po' particolare" e poi lo escludi.
    Il fatto che si qualifichi come Informatore Scientifico non significa nulla, e queste persone purtroppo (dico purtroppo anche dal punto di vista medico) ci sono sempre state, solo che adesso hanno più visibilità e possibilità di interagire direttamente con l'oggetto delle loro ossessioni.

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  16. Dico due cose opposte, una che forse è vero, estremizzando ogni affermazione, anche la più ragionevole, come al tua, la si può portare a conseguenze paradossali.
    Ma in secondo luogo, e questo più importanti, va detto che la rete esalta la sindrome di Dunning Kruger, che poi è la base della malainformazioen in rete. In raltà tutti questi autoproclamati esperti qualche nozione sparsa delle cose di cui parlano c'è l'hanno, peccato che mediamente siano conscenza del tutto inadeguate per poterne fare uso. Gli antivaccinisti stessi si informano ferocemente sui vaccini, ma questo non fa di loro degli immunologi.

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  17. Ultimamente è molto di moda sparare a zero su Burioni, noto virologo e divulgatore, noto per essere un tantino ruvido in certi casi. Leggevo un articolo di un blog su "Il Fatto Quotidiano" in cui lo si criticava ferocemente per essere controi i precari all'università, tuttavia approfondendo l'argomento, mi sono reso contro che le cose erano andate in modo estremamente diverso, il precario in questione, qualificandosi come filosofo delle scienza, aveva attaccato per primo ed in modo piuttosto maleducato. Una prima risposta educata di Burioni,non è servita a chiarire la cosa, al contrario, sono seguite risposte provocatorie, praticamente un agguato al malcapitato virologo che alla fine ha abboccato, perdendo le staffe ed insultando l'interlocutore, il quale bellamente si è messo a fare la vittima del "barone" di turno.
    Nel caso di una persona che si qualifica come "divulgatore scientifico", attaccare una persona in vista, come il dott. di Grazia, cercando in tutti i modi di ottenere una reazione esasperata, probabilmente è un tentativo di ottenere visibilità e credibilità in un ambiente che vive di sensazionalismi e partigianeria. Sbaglio?

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    1. è un tentativo di ottenere visibilità e credibilità in un ambiente che vive di sensazionalismi e partigianeria. Sbaglio?

      È una delle ipotesi, suffragata dall'ammissione dello stesso personaggio in un suo commento che si trova all'inizio ("grazie della pubblicità").
      A me sembra (ma lo dico tanto per, probabilmente mi sbaglio) semplicemente che questa persona abbia avuto un momento di nervosismo e che ha usato un post a caso per sfogarsi. Di sicuro una reazione esagerata e inutile (che però lo stesso personaggio ha avuto altre volte, carattere instabile?).

      Nel mondo non cambierà molto.
      :)

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  18. Buongiorno dott. Di Grazia, per traverse vie sono capitato sul sito che credo sia quello del soggetto di cui si discute, ho tratto l'impressione che sia affetto da bulimia letteraria, solo che, mentre a volte un bulimico, dopo essersi abbuffato rigetta, mi è parso che egli, dopo avere scritto migliaia di battute, in gran parte per dare prova della sua erudizione, non abbia neppure provato a rileggersi. Mi pare che "bannare" qualcuno non sia poi quella grave offesa che altri ritengono, a me successe, tanti anni fa, di accorgermi, dopo avere avuto ospite un vicino di casa, della scomparsa di un cronometro da gara, non l'ho mai più invitato a casa mia e quando si è presentato, l'ho fermato adducendo motivi diversi, forse non lo rubò lui, ma chissà: una qualche gazza entrata dalla finestra aperta? In ogni caso lo "bannai".

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    1. ho tratto l'impressione che sia affetto da bulimia letteraria

      Io ad un certo punto ho smesso. Incomprensibile, logorroico, complicato, ingarbugliato. Uno sfogo personale venduto per analisi della società come dipinta dal dott. Di Grazia [in un post su Facebook] :D .
      Pazienza, fortunatamente ci sono cose più importanti da fare.

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  19. Credo che ci sia effettivamente un passaggio nel testo che si presta ad equivoco, cioè quando si parla del livellamento sociale come concausa del fenomeno.
    In pratica quando potevano studiare solo i nobili, i borghesi e i popolani si rassegnavano prima a restare al loro posto, sapevano di essere ignoranti e si reholavano di conseguenza.
    Il che è probabilmente vero, ma è una verità troppo brutale per essere presentata così ;)
    Suggerisco di dire : oggi che si può studiare tutto più facilmente, il pericolo non è l'ignoranza ma la conoscenza superficiale.
    Mi pare in realtà che Lei l'abbia detto altre volte questo, ma ero solamente sollecito a evidenziare una possibile causa dell'accusa di razzismo culturale.

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  20. Il che è probabilmente vero, ma è una verità troppo brutale per essere presentata così

    Il problema è che anche se fosse falsissimo non ci sarebbe stato bisogno di disprezzare in maniera così volgare ciò che ho scritto, che resta un'opinione che potrebbe pure essere sbagliata ma c'è modo e modo di discuterla e parliamo di un "comunicatore" che dovrebbe sapere come si discute.
    Tra parentesi io vengo da una famiglia di non medici, monoreddito, non ricca e ho studiato mantenendomi completamente da solo agli studi. A proposito di livellamento sociale. Diciamo che l'ho vissuto sulla mia pelle.
    Ma il punto resta quello iniziale: "porcheria disgustosa" non me lo aveva mai detto nessuno, nemmeno il peggior ciarlatano infuriato per un mio post. E questo basta e avanza per classificare chi lo ha fatto.

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  21. Secondo me la stupidità è sempre stata allo stesso livello, solo che oggi, come diceva un altro commentatore, è più visibile grazie ai social network. Una cosa completamente diversa invece è proprio l'interazione tra varie classi sociali, non voglio intendere classi di reddito, ma soprattutto di ruolo. Qualche decennio addietro, sarebbe successo di rado che un medico, un avvocato o un'altra persona con un ruolo sociale di un certo livello si ritrovasse a dialogare della sua professione con gente qualsiasi al caffé.
    Adesso non so dire se questo che accade oggi sia un bene o un male, ma sono convinto che sia uno dei motivi per cui una casalinga si senta in diritto di parlare di vaccini, perché del resto alcuni medici hanno pagine Facebook dove parlano di medicine pubblicamente, così come la casalinga ha la sua dove parla di dolci fatti in casa e magari ha anche più Like del medico. Quindi effettivamente c'è stato un appiattimento in questo senso e forse nello specifico sono state proprio le classi sociali, le istituzioni, le persone con ruoli più seri ed importanti a voler partecipare alle chiacchiere da strada, alcuni forse lo hanno fatto sperando che il parlare direttamente alle persone avesse potuto svegliare qualche coscienza, ma non credo che avverrà mai. Sono sempre più convinto che la stupidità, la creduloneria ecc. come ho detto all'inizio sia la norma nell'essere umano. Un solo esempio è sufficiente a confermare questa mia tesi, la religione.

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