giovedì 30 aprile 2015

Ingannati

Vi siete mai chiesti come mai esistono tante persone che raccontano di effetti meravigliosi di finte medicine o di cure non reali?
Come mai in tanti dicono "su di me ha funzionato" a proposito di omeopatia o agopuntura?
Perché c'è chi racconta effetti da sedute da un pranoterapeuta o un guaritore?
Non sarà che "la scienza ancora non conosce tutto"?
La scienza sicuramente ancora non conosce tutto e sicuramente ancora è ad un livello minimo rispetto alla conoscenza "totale" ma credere che qualcuno possieda un fluido magico nelle mani (come nel caso dei pranoterapeuti) o che lo zucchero possa curare le malattie (come nel caso dell'omeopatia) è davvero ingenuo. Se le prove dicono che una "cura" non ha effetti, perché c'è sempre chi dirà che gli effetti li ha avuti personalmente?
Tra le tante spiegazioni possibili, dall'effetto placebo agli errori di valutazione, la possibilità che quella giusta sia la più complicata, ovvero che tutti gli studi e l'evidenza sbaglino, è davvero difficile.
L'effetto placebo lo conosciamo più o meno tutti. "Fare qualcosa", soprattutto "prendere una medicina" quando si sta male, è già un modo per "curarsi", anche se in realtà non si "prende una medicina" vera. In realtà, in caso di placebo, non assumiamo nulla di "funzionante", nessun principio attivo e quindi non c'è una sostanza con un effetto reale, oggettivo dal punto di vista materiale ma la sostanza scatena in noi una serie di meccanismi fisiologici, psicologici e comportamentali che possono ottenere un miglioramento, a volte reale, a volte solo percepito.
Questi miglioramenti sono talmente reali da essere addirittura misurabili!
Ma esistono altre spiegazioni. Se ad esempio studiamo una pratica non scientifica e gli esperimenti ci dicono che non funziona, questo significa che su 100 prove (sto semplificando), solo 2 hanno mostrato risultati, ovvero la cura non ha efficacia perché quei due miglioramenti potrebbero essere dovuti a qualsiasi altra cosa. Le due persone migliorate però potranno giurarci: la cura è servita. Un'altra spiegazione è che spesso si confondono avvenimenti normali e conosciuti con gli effetti di qualcosa che abbiamo fatto. Se incrociamo le dita ed un esame ha esito positivo, incrociare le dita "porterà fortuna", lo abbiamo visto con i nostri occhi ma senza riflettere che probabilmente quell'esame sarebbe andato bene facendo qualsiasi cosa o anche niente.

La cosa più affascinante è che meglio è "ingannata" la nostra mente, migliore sarà il risultato. Una puntura di acqua avrà più effetto di un bicchiere d'acqua ed uno sciroppo amaro funzionerà sul mal di testa meglio di uno sciroppo dolce, questo perché l'amaro è un sapore talmente intenso da colpire più efficacemente la nostra psiche. Qualcuno forse non sa che tra i rimedi popolari per il mal di testa vi è il caffè. Questa non è un'invenzione, la caffeina ha effettivamente un blando effetto contro le cefalee ma la "saggezza" popolare ha trovato il modo di renderla più potente. Il limone. Mettere un po' di succo di limone in una tazzina di caffè, rende questa bevanda disgustosa (volete provarci?), imbevibile. Il sapore orrendo della bevanda la rende "potentissima". In realtà non vi è alcun motivo per cui l'aggiunta del limone debba aumentare l'effetto della caffeina, è lo "shock" nel bere quell'intruglio a "convincerci" che "deve" funzionare. Per lo stesso motivo, quando la medicina non aveva tante armi, la maggioranza delle pozioni e degli intrugli da bere avevano un saporaccio. Fateci caso: tutte le medicine che si basano sull'effetto placebo, spiegano il loro meccanismo di funzionamento in maniera contorta, complicata. Se l'Aspirina funziona perché ha effetto "anti infiammatorio", il granulo omeopatico funziona perché "esso ha in sé il quadro della malattia, in quanto la può provocare nel soggetto sano" (copiato da un sito di una società di omeopatia). Come fa un granulo di zucchero ad avere "il quadro della malattia"? Non si sa e gli omeopati non lo spiegano.
Questo meccanismo però è talmente incomprensibile che chi lo legge può pensare "io non ci capisco niente ma se lo dicono loro...".

L'effetto placebo ha infatti una serie di elementi che possono potenziarlo, si chiamano "rinforzi" e servono a dare più potenza ad una "cura". Se l'omeopatia funzionasse (se quindi lo zucchero avesse reali poteri curativi), perché assumere la caramellina una volta ogni 6 ore, senza aver mangiato nulla prima o dopo, non lavarsi i denti, non usare alimenti piccanti o irritanti, non toccare con le mani e così via? Questi sono i "rituali" che consentono al "granulo" omeopatico di essere "magico", di funzionare di più.


Perché un pranoterapeuta deve "concentrarsi", creare l'atmosfera (luci, profumi, suoni...) e mostrarsi stanco alla fine della "seduta?
Se io da medico somministrassi un farmaco potentissimo dicendo "lo prenda, tanto non serve a nulla, ha pochissimi effetti", molto probabilmente otterrei risultati di parecchio inferiori a quelli che si attendono da quel farmaco.
Il nostro cervello è assolutamente "condizionabile" da questo punto di vista. Riesce persino a dare il merito di una guarigione, di un effetto a qualcosa che non lo ha. Pensate agli effetti dell'usatissimo "bicchiere d'acqua". Uno svenimento, un attacco d'ansia, una paura e..."prendi un bicchiere d'acqua, vedrai, ti passerà".
...e le carezze della mamma? Il "bacino sulla bua"?
Il nostro cervello cerca semplicemente qualcosa a cui aggrapparsi per "stare meglio" e quando sta meglio cerca qualcosa a cui aggrapparsi per darle il merito.
Ecco perché molti placebo funzionano ed ecco perché moltissime "finte cure" sembrano funzionare.


Ho raccontato qualche giorno fa, su Facebook, un episodio della mia gioventù, lo ripropongo:

Anni fa ero con un gruppo di amici, essendo medico si può capire come ogni occasione sia buona per chiedermi consiglio: "ho un po' di debolezza...", cosa significa un dolore qui?", "mi fa male la testa...". In una di queste discussioni, parlo con un mio caro amico, inizia a raccontarmi di un dolore comparso alla schiena, poco sotto la spalla destra, acuto, che durava da almeno una settimana. Gli faccio alcune domande, stava bene, nessun disturbo particolare, niente sintomi preoccupanti, allora gli dico che probabilmente si tratta di un dolore muscolare, un piccolo strappo, forse un dolore articolare, in genere passeggero, se non fosse passato in pochi giorni sarebbe stato meglio chiedere al suo medico. Ma il mio amico non molla (gli "amici dei medici" insistono!) e mi chiede cosa avrebbe potuto prendere, forse una pillola per farlo passare o meglio una pomata...era fastidioso...non riusciva ad alzare il braccio...e se fosse qualcosa di preoccupante? Basta, il mio amico non si tranquillizzava...gli dico allora di girarsi, che conosco una manovra che si fa solo in casi particolari, che però doveva prepararsi perché a volte è violentissima. Gli faccio alzare il braccio sopra la testa, lo tocco un paio di volte sotto la scapola, gli dico di respirare a bocca aperta e poi trattenere il respiro, sollevare la testa, gli punto un dito sotto la clavicola e poi lo invito a mettersi in punta di piedi, faccio forza con una mano e gli riabbasso il braccio fingendo di essere molto concentrato. Stupore! Il dolore era sparito, io mi mostro un po' stanco come un "guaritore" dopo una seduta spiritica, il mio amico mi guarda allibito, agita le braccia, rilassa i muscoli...non aveva più male! Io non sono né un guaritore, né un fisioterapista, non conosco manovre segrete né manipolazioni per fare passare i dolori. Ho usato l'effetto placebo. Tutte le manovre, le "cerimonie" per farle, i consigli, le richieste precise, servivano per "rinforzare" il mio "condizionamento" (è un meccanismo noto), al mio amico probabilmente il dolore era sparito davvero, questo significa che io abbia poteri speciali o che il mio amico mentisse? No, significa che siamo molto condizionabili, tutti, sempre.

Per lo stesso motivo sentiremo dire che "su di me l'omeopatia ha funzionato" oppure, "un mio amico dopo aver messo una calamita sulla testa non ha più sofferto d'insonnia".
Secondo voi la camomilla ha effetti sull'insonnia?
Blandi, molto blandi, praticamente nulli, ancora di più se si pensa che la camomilla in vendita nei supermercati non è un "estratto" concentrato ma un semplice insieme di fiori secchi che hanno poco principio attivo. Per legge inoltre, i preparati erboristici non possono avere effetto terapeutico, sarebbero farmaci e non potrebbero essere venduti in giro e dovunque. Ma noi "sappiamo" (perché ce lo dicono, no?) che la camomilla "fa calmare" e così ci calmiamo. Siamo continuamente ingannati e ci lasciamo ingannare consapevolmente. Posso raccontarvi un altro episodio?

Qualche mese fa stavo visitando una signora in gravidanza, lei dice di ricordarsi di me ma io non avevo presente chi fosse. Mi racconta di quando, una sera, usai su di lei una "manovra" per farle sparire una colica renale (dolorosissima, era venuta al pronto soccorso, le avevano dato un antidolorifico, pochi minuti prima, ma niente, dolore sempre forte). Io non conosco manovre per fare passare le coliche e quindi le chiesi di farmi ricordare meglio. Mi raccontò che le chiesi di sedersi e le diedi due colpi ben assestati sui fianchi, uno a destra ed uno a sinistra. Poi andò a sdraiarsi in reparto.
Neanche 20 minuti e quel dolore sparì. La donna, contentissima, tornò a casa (non ebbi modo nemmeno di incontrarla di nuovo), perfettamente sana. La signora quindi pensò che la mia "manovra" sui fianchi avesse avuto effetto veloce e stupefacente.
In realtà non avevo fatto nessuna manovra "guaritrice", avevo semplicemente usato una notissima manovra, anche abbastanza banale, per diagnosticare la colica al rene, si chiama "manovra di Giordano" e consiste proprio nel dare dei colpi con forza sui fianchi, all'altezza dei reni. Il "colpo" risveglia il dolore e se questa manovra evoca aumento del dolore la diagnosi di colica renale è ancora più probabile. Per lei era mio il merito della sua "guarigione".
La donna, non conoscendo le manovre mediche, fece un collegamento semplice, immediato: i miei "colpi" avevano risolto il problema. Non aveva tenuto conto né del possibile miglioramento spontaneo né del fatto che poco prima aveva fatto un antidolorifico molto potente. Non sapendolo, aveva scambiato la mia manovra diagnostica per un gesto "curativo" e senza pensare all'antidolorifico già preso, diede a questa il merito del miglioramento."
Questo spiega perché in tanti sono (realmente) convinti che un portafortuna porti...fortuna, che un oroscopo indovini il futuro e che un guaritore faccia stare meglio con l'imposizione delle mani.
Queste cose sono ingannevoli ma noi siamo ingannabili.
Se credessimo fermamente ai poteri curativi di un talismano ed in caso di malattia assumessimo un farmaco tenendo in mano quel portafortuna, al miglioramento dei sintomi, sarà per noi molto alta la possibilità che la nostra mente dia "merito" del miglioramento al talismano e non ai farmaci. Questo fenomeno si può spiegare con il fatto che diamo più "fiducia" a ciò che "comprendiamo" rispetto a ciò che non capiamo. Siamo sicuri che il talismano funzioni, giustifichiamo così il suo potere, con la nostra "fede", non sappiamo se il farmaco sarà capace di fare lo stesso, anche perché non ne conosciamo le caratteristiche, i meccanismi per cui funziona...quindi tutti i meriti non possono che essere del talismo.
Un atteggiamento del genere si può notare in un interessante esperimento pubblicato sul prestigioso New England Journal of Medicine.

A dei pazienti con asma bronchiale è stato somministrato:
1) Il farmaco che si usa in questi casi.
2) Placebo
3) Finta agopuntura (aghi retrattili)
4) Nessun trattamento.

Secondo voi, qual è stato il trattamento realmente più efficace (misurando oggettivamente, con gli strumenti, i miglioramenti)? Eccolo:

Nell'ordine:


1) Farmaco (miglioramento sensibile della malattia).
2) Placebo, finta agopuntura (scarso miglioramento della malattia)
3) Nessun intervento (nessun miglioramento).

Non è incredibile? Se il farmaco ha funzionato, i placebo hanno funzionato più di "non fare niente" causando anche un minimo miglioramento.

Gli sperimentatori poi hanno sottoposto un questionario ai partecipanti allo studio, chiedendo con quale intervento si sono sentiti meglio, quindi una valutazione soggettiva, un'impressione personale. Sorprendente:

1) Farmaco, finta agopuntura, placebo (riferito miglioramento reale)
2) Nessun intervento (nessun miglioramento riferito).

Questo esperimento, non spiega i "miglioramenti" impossibili di tante false cure?

I pazienti, interrogati, avevano percepito un miglioramento con qualsiasi "terapia", da quella vera e quelle finte, tranne nel caso di nessun intervento. I trattamenti finti quindi, non li hanno fatti stare meglio ma loro lo hanno percepito lo stesso.
Questo esperimento dimostra perché spesso il "fare qualcosa" (qualsiasi cosa che somigli ad un trattamento) riesca già ad ottenere dei risultati ma mentre i risultati "veri" sono quelli dei farmaci, molti trattamenti non farmacologici (come l'omeopatia o certi tipi di medicine alternative) sembrano funzionare ma non lo fanno.
Se da un lato allora può essere utile assumere un "farmaco" inattivo, risparmiandosi così effetti collaterali, danni o intossicazioni, dall'altro è bene sapere che una cosa che non ha effetti negativi...non ne ha neanche di positivi ed ognuno sappia cosa conviene fare nel suo caso.

Alla prossima.

mercoledì 8 aprile 2015

Perché il complotto medico mondiale non è possibile e sarebbe stupido (e non converrebbe).

Visto che il tema del "complotto" medico va molto di moda, proviamo a spiegare perché è poco probabile. Ho già parlato in passato di compottismo, un fenomeno variegato e molto complesso ma restiamo in argomento, mi occuperò di analizzare il fantomatico e nebuloso complotto in medicina argomento di cui si sono già occupati altri divulgatori.

Esistono i "complotti" (definiamoli come "occultamento della verità per interesse personale e diffusione di una verità non corrispondente alla realtà")? Certo!
Molti episodi storici sono complotti e lo stesso può accadere in medicina o in campo scientifico.
Il fatto che li rende molto improbabili (tanto che la loro scoperta si trasforma in scandalo di grandi proporzioni) è che, al contrario di molti altri ambiti, la medicina (e molte discipline scientifiche) sono controllate da migliaia di persone in ogni nazione, milioni nel mondo ed a vario titolo e livello. È possibile falsificare dei dati (è successo), è possibile nascondere un risultato (è successo!) di una ricerca ma è impossibile farlo per sempre per il motivo che, quei risultati, saranno controllati da tantissime persone, ripetutamente ed a vari livelli. Per consentire che un complotto (o un semplice errore, anche in buonafede) si propaghi indisturbato dalla sua origine restando nascosto (il complotto è per definizione "segreto", "occulto"), servirebbe un accordo internazionale da parte di tutti i ricercatori e medici (ed operatori sanitari in generale) del mondo (o nel caso di un errore dovrebbe passare inosservato in tutti questi passaggi). Se quindi è possibile un errore o una frode di un ricercatore singolo non è possibile che questo sia "consentito" da tutta la comunità scientifica.
Se uno studio (appositamente falsificato o semplicemente sbagliato) dice che una sostanza cura una malattia, ci saranno migliaia di ricercatori al mondo che leggeranno lo studio, controlleranno i calcoli, rifletteranno sui risultati e le conclusioni (è quello che si chiama controllo della "comunità scientifica"). Questi controlli non sono per forza "ufficiali" (inizialmente lo possono essere, le riviste più importanti controllano gli studi che verranno pubblicati) o opera della comunità scientifica.
Una sostanza che ha passato il vaglio della scienza dovrà poi passare quello delle autorità. Per ottenere l'autorizzazione alla vendita di quel prodotto, l'azienda dovrà sottoporre gli studi e le prove di sicurezza ed efficacia alle autorità sanitarie (nazionali e poi supernazionali) ed anche queste devono controllare se i dati sono accettabili, corretti, confortanti. Siamo già a due livelli (diversi) di controllo.
Se quella sostanza alla fine è usata (quindi ha "sorpassato" il primo ed il secondo controllo), prima uno, poi cento e mille medici scopriranno che se è tutto vero o c'è qualcosa che non va. Anche questo è successo. Il caso del farmaco Talidomide, la cui pericolosità fu scoperta da un medico o quello del Vioxx i cui effetti collaterali, minimizzati dal produttore, furono poi evidenziati dalla comunità medica inducendo l'azienda ad ammetterli oppure quello del VFEND (Voriconazolo), un antimicotico che negli studi aveva mostrato ottimi risultati ma che proprio dei ricercatori misero in discussione smentendoli e costringendo l'azienda a limitare fortemente le indicazioni del farmaco. Un caso "noto" di complotto è relativo allo studio che, secondo il suo autore principale, faceva sospettare un collegamento tra vaccini ed autismo. L'autore, Andrew Wakefield, usò dei dati che egli stesso raccolse e poi, con l'aiuto di altri ricercatori, analizzò per finire il suo studio. Quando, grazie alle indagini di un giornalista, si scoprì che Wakefield aveva usato dati e fonti false, prima i suoi colleghi coautori dello studio, poi l'intera comunità scientifica, lo criticarono, respinsero, fino alla cancellazione dall'albo dei medici. Dovete sapere che la frode scientifica, per chi lavora con la ricerca, è considerata una colpa gravissima e difficilmente perdonabile: se un ricercatore falsifica una volta (e quindi può causare gravi danni alla salute pubblica) può falsificare sempre, per questo chi si macchia di questa colpa, resta in genere emarginato per sempre dalla scienza.
In questi anni gli episodi di controllo con esito positivo (sono state quindi scoperte irregolarità, errori o manipolazioni dei dati) sono stati diversi, tantissimi e non saranno mai troppi perché si parla di salute. Il controllo non si fa perché si sospetta disonestà dei ricercatori o delle aziende, è un sistema di sicurezza (tutti possono sbagliare e può esserci sempre il disonesto) che conviene a tutti (oltre ad essere uno dei capisaldi del metodo scientifico) ed è per questo che un ricercatore che dice di aver fatto una scoperta o un'azienda che dice di aver prodotto un farmaco efficace deve seguire i passi previsti dal corretto percorso scientifico. Chi non lo fa ha, evidentemente, qualcosa da nascondere.

Chi si pone al di fuori del metodo scientifico si porrà al di fuori anche dei controlli perché semplicemente non gli convengono. Per questo si vedranno tutti i ciarlatani sfuggire il sistema di controllo, evitare di pubblicare le loro scoperte, non fornire dati e quando si forniscono farlo in maniera imprecisa, scorretta, non statistica. Tipica l'autoreferenzialità, ovvero fornire dati selezionati e provenienti da un'unica fonte, lo stesso ciarlatano che quindi, "controlla se stesso".
Il ciarlatano potrebbe pubblicare un resoconto nel quale compaiano due persone migliorate con la sua "cura" e lo sventola come "prova" che la stessa sia efficace. È una cosa che colpisce chi non mastica scienza (e statistica). I miglioramenti possono essere dovuti ad un'infinità di cause, anche quelli più impressionanti. Sappiamo poi quanti miglioramenti ci sono stati nel totale dei casi trattati? Se ho curato con la mia "terapia" 10.000 persone e di queste sono migliorate in due, si può dire che si tratta di un forte insuccesso ma se mostro solo quei due casi come "esempio" di funzionamento, sto barando e mi fido del fatto che chi non conosce la statistica non rifletterà sul fatto che esistono 9998 persone che non hanno avuto nessun miglioramento.
Facciamo un esempio pratico.
Sicuramente conoscete il cosiddetto "metodo Stamina". Non vi sono guarigioni certificate e controllate né miglioramenti certi e dovuti con sicurezza alla cura. I "miglioramenti" di cui parla qualcuno sono "certificati" da medici privati, singoli professionisti, sanitari che hanno avuto in cura alcuni pazienti. Questo non ha alcun valore scientifico, è un dato soggettivo, non oggettivo, anche se presumiamo l'assoluta buonafede di chi ha rilasciato quelle certificazioni. Questo sì che può portare a false conclusioni: complotti e segreti nascono proprio dalla mancanza di controllo comune.
Non solo.
Non conoscendo l'esatta composizione del metodo (i proprietari di Stamina non ne hanno mai diffuso la composizione) non sappiamo neanche a cosa sono stati sottoposti quei pazienti e non sappiamo nemmeno se quella "infusione" abbia causato effetti collaterali perché non vi è un controllo che serva a dimostrarlo, nessuno al mondo può controllare, riprodurre o sperimentare il "metodo Stamina", semplicemente perché un metodo non esiste.

A rigor di logica avrebbero potuto ricevere anche soluzione fisiologica o vitamine, il complotto dunque è di chi non rivela la "formula segreta" o di chi vorrebbe conoscerla proprio per studiarla?
Qualche mese fa apparve in una prestigiosissima rivista scientifica (Nature), uno studio che descriveva un metodo innovativo (definito rivoluzionario) per produrre cellule staminali, gli studiosi giapponesi che lo avevano creato parlavano di risultati sorprendenti.
La comunità scientifica, in fermento, provò a riprodurre quei risultati, cercò anche di seguirne le procedure ma nessuno ci riuscì, fino a scoprire che quel "metodo" non esisteva, era un'invenzione, parti dello studio erano state copiate ed i risultati vantati erano stati inventati.
Questo è successo grazie al controllo, non si sarebbe scoperto se le procedure ed i risultati fossero rimasti segreti o nascosti. Scoperta la frode lo studio è stato ritirato ed uno dei responsabili della ricerca addirittura si suicidò per la vergogna. Pensate alla differenza tra questo episodio e quello italiano relativo a Stamina.

È proprio questo uno dei punti su cui molti non riflettono, la comunità scientifica è una garanzia che serve proprio a proteggerci dalle frodi, mitomanie, errori o falsità dei singoli e se non ci fidiamo di un intero sistema di controlli e prove pubbliche, perché c'è chi si fida di chi propone una "soluzione" senza nessun controllo e nessuna prova pubblica?


Ecco, i controlli, le ricerche fatte bene che lasciano poco spazio agli errori, servono proprio a questo: evitare l'errore e le truffe. Che sono sempre dietro l'angolo e possono essere molto insidiose.

Ma se un ricercatore scoprisse una cura semplice ed efficace contro una grave malattia, non sarebbe boicottato? È un altro tema costante di chi grida al complotto.
Boicottato, e perché?

Perché le aziende farmaceutiche perderebbero i guadagni che fanno ora!

Non dovranno certo regalare la nuova cura, la venderebbero, potrebbero renderla ancora più potente brevettandone una variante, guadagnerebbero somme enormi avendo a disposizione una terapia efficace, economica e semplice per una grave malattia, quale malato rifiuterebbe di spendere anche il quadruplo del valore reale del metodo "semplice"? Quale azienda sarebbe tanto folle da lasciare "vagante" una "cura efficace" con tanti concorrenti che non aspettano altro?
I farmaci prodotti dalle aziende inoltre, hanno un brevetto che scade e per questo motivo l'industria è costantemente alla ricerca di nuovi farmaci, nuove sostanze che possono diventare medicinali ed essere venduti. Anche un prodotto del tutto naturale, per uso medico, può essere brevettato e venduto come farmaco (alcuni chemioterapici sono prodotti a partire da piante o alberi).
Se esistono aziende farmaceutiche che producono confezioni di soluzione fisiologica (acqua e sale) ad uso medico, bicarbonato di sodio (ad uso medico) o vitamina C (ad uso medico) a costi irrisori fidandosi del guadagno con le quantità vendute, perché le stesse aziende non dovrebbero produrre le stesse sostanze come curative di malattie gravissime centuplicando i prezzi ed assicurandosi vendite ancora superiori? Perché rinunciare ad un prodotto efficace che può portare guadagno e successo?

Perché i medici perderebbero il lavoro!

Perché mai?
Se domani al posto di utilizzare il farmaco A utilizzassimo il farmaco B (più efficace), cosa cambierebbe per i medici? E soprattutto, perché dovrebbero rinunciarci? Avrebbero tutta la convenienza di avere a disposizione un prodotto che funziona, è logico. Com'è logico pensare che anche i medici, i ricercatori, i proprietari di aziende farmaceutiche, hanno una famiglia, dei figli, delle persone care da curare ai quali somministrerebbero (naturalmente) la terapia più efficace e senza dimenticare che tutti, dai medici agli scienziati, sono potenziali pazienti. Chi rinuncerebbe a guarire per guadagnare soldi (che poi porterebbe nella tomba)?
Per un medico, un ospedale, un servizio sanitario, la scoperta o l'uso di un nuovo farmaco efficace potrebbe cambiare solo in meglio il lavoro, tanto più che il guadagno del medico ospedaliero (che è quello che usa i farmaci "standard" per eccellenza) non è legato al farmaco o al numero di pazienti visitati.
Non si fa caso al fatto che, al contrario, il ciarlatano ha tutto l'interesse a "promuovere" la sua terapia personale e "sminuire" quella standard perché da questo dipende il suo incasso, è lui che ha tutti i motivi per pubblicizzare come efficace qualcosa che non lo è.

Perché se si guarisse una malattia grave chiuderebbero interi reparti!

Vero. E quindi?
È già successo e può succedere ancora. Qualche decennio fa, c'era una malattia molto diffusa che colpiva migliaia di persone, in città ed in campagna, si chiama tubercolosi (popolarmente "tisi"). La cura non esisteva (non c'erano gli antibiotici) e quindi la "terapia" era a base di prodotti con poca efficacia ed il riposo in zone con aria pulita (tipicamente in collina, con temperatura mite). La malattia era tanto diffusa che esistevano interi ospedali dedicati alla cura della tubercolosi (si chiamavano sanatori) e persino una specializzazione medica: la tisiologia (ancora oggi esistono medici specialisti in tisiologia).
Arrivata l'epoca degli antibiotici i casi di malattia diminuirono drasticamente, fino a diventare rari. Sparirono i sanatori, sparì persino la specializzazione medica ed i medici specialisti in questa malattia lavorarono nei reparti di pneumologia (malattie dei polmoni). Nessun dramma, nessuna crisi mondiale, anzi un progresso eccezionale, un passo avanti che ha solo migliorato le condizioni sanitarie di tutti i paesi del mondo. Si scopre una cura efficacissima che rimpiazza le precedenti? Si cambiano le cose. Non c'è bisogno di complotti.

Se queste sono le "spiegazioni" più diffuse per giustificare l'enorme e misterioso complotto della medicina nei confronti delle presunte cure "segrete", facilmente smentibili, c'è un controsenso fondamentale che smentisce da solo la teoria del complotto in campo medico. Chi la diffonde sostiene che chi ha il potere di "decidere" una cura farebbe di tutto per occultarne una molto efficace che oscurerebbe quelle attuali e lo farebbe fondamentalmente per denaro. L'interesse economico insomma, sopra ogni altro (quelli che abbiamo detto prima, dagli affetti a quello per la salute personale), già questo è piuttosto difficile. Ma se qualcuno fosse tanto venale e tanto determinato non avrebbe più interesse a "rubare" l'idea "vincente" ed usarla per farne una sua "invenzione" e quindi diventare ricco e famoso? Se si presuppone l'interesse economico nel complotto, perché non si presuppone che lo stesso interesse non porti un medico, un ricercatore o un'azienda a fare propria la "cura segreta"?
Chi guadagnerebbe di più, chi decidesse di nascondere la cura efficace o chi la vendesse al mondo?

La risposta è abbastanza scontata ed è per questo che il "complotto" medico è semplicemente stupido, non conveniente per gli stessi presunti "complottanti" e sostanzialmente impossibile.
Nonostante questo c'è chi nutre una profondissima diffidenza nei confronti della medicina e della scienza, addirittura lo afferma con spiazzante naturalezza: "se lo consiglia un medico non ci credo!". Questo atteggiamento è meno "strano" di quanto possa sembrare, è chiaramente irrazionale, illogico ma comprensibile, umano.
Deriva dalla difficoltà di accettare qualcosa che non comprendiamo e che non controlliamo. Affidarsi alla medicina significa affidare la propria salute ad un'altra persona alla scelta che fanno altri per noi.
Affidarsi a qualcosa di"particolare" invece, è una scelta personale, si prende la strada preferita, non per forza la migliore. Non per niente chi crede ciecamente ad una cura alternativa o ad una ciarlataneria non permette intrusioni, non vuole essere convinto del contrario, è una scelta più controllabile. Uso una finta cura per il cancro? Non importa, l'ho scelta io e speriamo bene.
Naturalmente scegliere il "non provato" o addirittura "il nulla" per curarsi è semplicemente un gesto autolesionistico, esattamente come il suicida che, per ironia della sorte, decide della sua vita...morendo.
La teoria del complotto quindi rassicura chi sceglie altre strade, giustifica la scelta, sostiene i dubbi, è il modo più comodo per autoconvincersi: se c'è il complotto la mia scelta è quella giusta.
Peccato che il complotto è quasi sempre inventato, proprio dai ciarlatani.

È chiaro che è invece possibile (ed è successo, anche tante volte) che un'azienda sia disonesta, che un ricercatore sia incapace, che uno studio sia falso ma questi sono comportamenti scorretti che riguardano una o poche persone ed è proprio il resto della comunità scientifica che alla fine riesce a smascherare le falsità o le irregolarità. Abbiamo molti esempi di farmaci inefficaci o pericolosi venduti (con l'inganno) come se fossero utili ma non abbiamo neanche un esempio di farmaco efficace nascosto alla popolazione. Le case farmaceutiche, se proprio compiono uno sforzo (o se lo compiono in malafede), lo fanno per guadagnare, non certo per evitare un guadagno, sarebbe il complotto più stupido del mondo.
Non a caso, tutte le vicende riguardanti farmaci pericolosi o per i quali erano state falsificate le prove di efficacia, sono state smascherate da medici, scienziati, ricercatori, persino da giornalisti, le bugie hanno le gambe corte e questo vale per la medicina come per la ciarlataneria. Chi crede invece ad occhi chiusi al ciarlatano solo per il fatto che questo si dipinge come "contro" il sistema è ingenuo esattamente come chi crede ciecamente alle industrie farmaceutiche, chi vende un prodotto spera di ricavare denaro, non il paradiso.
In questi anni abbiamo visto inoltre come sono infatti tante le idee geniali (e spesso semplici) che dopo un'iniziale diffidenza sono diventate medicina. Alcuni esempi sono lo strumento di Jorge Odon, l'olio di Lorenzo e la cura antibiotica della gastrite. Di quest'ultima, molto affascinante, vi racconterò in un prossimo articolo.

Alla prossima.

venerdì 27 marzo 2015

Il "piccolo batte le mani", io le batto al Corriere della Sera

Articolo aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Che incredibile filmato.
Un video nel quale [16,30 del 28/03/15, la pagina è stata rimossa] mamma e papà cantano ed il loro bambino, ripreso con un'ecografia, batte le mani, ripetutamente ed a tempo, con i genitori che continuano a cantare felici. Non è fantastico?
Non è ancora più fantastico che a pubblicare un video del genere sia stato il Corriere della Sera, una delle testate italiane più "prestigiose" ed attendibili?
Non è fantasticissimo che il video sia apparso nella pagina "Corriere TV Scienze"?
Scienze, capito?

Il Corriere Scienze. Scienze!
Scrive il Corriere:
Proprio mentre il medico stava controllando con l’ecografia la crescita di un bimbo alla 14esima settima di gestazione, il piccolo si è messo a battere le mani e il papà ha ripreso tutta la scena con la sua videocamera. In sottofondo le voci del medico e della futura mamma che canta una canzoncina, sembra quasi che il bimbo si muova al tempo della canzone. Il video è stato caricato dalla futura mamma Jen Cardinal sul suo canale Youtube.

Solo che chi ha pubblicato quel video non si è nemmeno reso conto di aver pubblicato un gioco, uno scherzo, un...falso.
Ok, mettiamo pure che qualcuno creda che davvero un feto di 3 mesi possa sentire la musica ed accompagnarla battendo le mani, il problema è che quel video è costruito, è una serie di fotogrammi gestita da chi usa il macchinario, non è un'immagine vera.
Il video riprende semplicemente un frammento (brevissimo) di un'ecografia, ad inizio gravidanza, nel quale il feto è stato ripreso per un attimo (ho calcolato circa 3 secondi) a "mani giunte". Quel frammento video, portato ripetutamente "avanti e indietro" con il cursore dell'ecografo, crea il simpatico effetto del "battito di mani" (che naturalmente non esiste).
La possibilità di portare i fotogrammi di un'ecografia in un senso o nell'altro è un modo per studiare piccolissimi particolari o immagini che sono apparse per pochissimo tempo (utile ad esempio per lo studio del cuore fetale). D'altronde, chi ha un occhio esperto per questo tipo di esame, noterà come le immagini sono "rigide" e ripetono meccanicamente (bloccandosi, "congelandosi", quando il feto ha le braccia distanti ed un'immagine ecografica "dal vivo" non è mai "statica"). È un po' la stessa tecnica che usa la "moviola" che "studia" i movimenti delle partite di calcio, pochi fotogrammi possono essere portati in un senso o nell'altro per studiare ogni piccolo particolare.

Per chi volesse capirlo meglio, basta guardare in basso a destra, punto nel quale appare il "cursore" del video che, appunto, va in un senso e nell'altro.
La mamma che ha pubblicato il video su You Tube, ai commenti che facevano notare questo "piccolo" particolare, ha risposto che il bambino ha battuto le mani tre volte e quindi il medico ha usato la funzione "moviola" dell'ecografo mentre i genitori cantavano, hanno giocato insomma, uno scherzo che per alcuni giornali diventa "scienza".

Se si guarda inoltre tutto il filmato dell'"applauso" e si blocca il video all'ultimo secondo (il 15°), si vedrà come, all'improvviso (il "loop" a quel punto è stato cancellato) appare l'immagine reale, "in diretta" e, per magia, le mani che applaudono si trasformano in "testa e corpo" del feto, come si vede qui:


Il feto che batte le mani è uno scherzo, romantico ma che non ha nulla di vero né di scientifico (e ci mancherebbe!), ma le mani al Corriere della Sera...Scienze (!) gliele batto volentieri. Lentamente e per fare notare che ormai siamo a livello di Scherzi a Parte. Applausi!

Alla prossima.

Grazie a Rosa Contino per la segnalazione.

Aggiornamento (28/03/15): Anche "La Stampa" pubblica la notizia, scrivendo che "probabilmente il video è ritoccato" (ma allora perché lo pubblicano?).

Ma La Stampa va oltre. Non basta il feto che batte le mani, ora si scopre che siamo al 14mo mese di gravidanza. A questo punto il sospetto è che la povera donna partorirà un bambino pronto per l'università.


Alle  ore 16,35 di oggi 28 marzo 2015, la pagina del Corriere con il video è stata eliminata.
Chiedere scusa ai lettori? No eh?

lunedì 23 marzo 2015

Il guaritore. (parte 2)

 

Abbiamo visto, nella prima parte di questo articolo, come la figura del ciarlatano, del guaritore, non sia un'esclusiva italiana e che in molti paesi del mondo, anche in alcuni considerati moderni e civilizzati (per quello che signfica questo aggettivo), spopolano i venditori di miracoli. Si arriva all'incredibile e ci si chiede come si possa credere a cose del genere ma è l'ulteriore dimostrazione di quanto noi esseri umani siamo in fondo ingenui e condizionabili, arrivando a credere all'impossibile. Se nel nord America spopolano i "faith healers" (i guaritori religiosi) una forma simile la troviamo nel sud del continente, sempre con forte impronta religiosa o mistica ma molto più primitiva e rozza.
Soprattutto in Brasile, ma anche in altri paesi, sono diffusi guaritori lievemente differenti da quelli del nord del continente o europei, puntano molto allo spettacolo "fisico", all'esibizione di forza e poteri sovrannaturali più "materiali" della semplice "imposizione delle mani" che tutto può. Se quelli nord americani si limitano a "trasmettere" energia divina, a guarire con "il pensiero", quelli sudamericani si avvicinano molto ai filippini di qualche decennio fa. Tagliano la pelle (veramente!), usano trucchi da fachiro, impressionano con sangue e piccole operazioni chirurgiche, cercano di colpire un folto pubblico di malati, disperati o di semplici ingenui per convincerli dei loro poteri sacri.
In questo caso, quasi sempre, il guaritore dice di essere l'impersonificazione di qualcuno, una "entità" che gli permette di ottenere dei veri e propri miracoli. Dicono di non volere denaro ma guadagnano migliaia di dollari con le offerte, la vendita di gadget, pietre benedette, immagini sacre. Anche qui, un vero e proprio impero del dolore.
Qualcuno di loro ha tentato anche il "grande salto" del tour mondiale ma poco importa, nonostante l'evidente assurdità delle loro pratiche, ci sono sempre schiere di persone, centinaia, che affrontano viaggi costosi e lunghissimi per sottoporsi ai trucchi di questa gente, sembrano quasi spettacoli da circo ma è proprio questo che stupisce, gli spettatori non mancano mai.
Come tutti i guaritori, anche i "mistici" brasiliani hanno un loro staff, organizzato, perfetto, che cura ogni particolare e tiene lontano i curiosi e come per tutti i ciarlatani fioccano le testimonianze di chi è "guarito". La maggioranza, in questi casi sono false ma gradualmente, il tempo necessario per far diventare il ciarlatano un santone, ecco che compaiono testimonianze "reali", non di complici del guaritore ma di persone che stavano davvero male e dicono di essere migliorate o guarite (ma che in realtà, come abbiamo visto in molti casi, curati in ospedale e con la medicina).
Nessuna prova, naturalmente, solo la loro parola e trattandosi spesso di malesseri psicologici non stupisce che in molti riferiscano di "stare meglio", il potere della mente è incredibile.
Uno degli ultimi guaritori sudamericani a fare scalpore è Joao de Jesus (Giovanni di Dio), diventato famoso perché, dopo l'uscita di un libro che ne raccontava la storia, è riuscito a creare una rete di collaboratori in tutto il mondo, Europa compresa, che gli assicurano clientela continua. Questo ha attirato le telecamere di diverse televisioni europee e così la sua fama è diventata vera e propria celebrità internazionale tanto da portarlo in tour in mezzo mondo e fargli dichiarare di aver curato più di otto milioni di persone.
Joao dice che un'entità (sono in totale 38, tra di loro Re Salomone e San Ignazio da Loyola) si impossessa del suo corpo e tramite lui opera e guarisce malati di ogni tipo, file lunghissime di persone coprono distanze impressionanti per avere una sua benedizione e lui, sornione, dice di operarle "estraendone il male", di non volere soldi e di vivere per fare del bene. L'uomo è pubblicizzato come "il più grande guaritore dopo Gesù Cristo".
In realtà, Joao, pastore analfabeta brasiliano, ex ragazzo di strada, guadagna (tanto) dalla vendita e dalle iniziative del suo centro "terapeutico" (lo chiama "La casa"), dalle foto benedette alle pietre impregnate di santità gli affari vanno benissimo e nulla lo ferma, neanche le accuse di violenza sessuale ad una donna del suo staff o il fatto di aver ristrutturato casa sua con i soldi dei "fedeli".

Joao non si limita a parlare, pregare e benedire, è un vero e proprio "chirurgo spirituale". Usa dei trucchi noti ma arriva anche ad incidere la cute con dei veri bisturi (in che condizioni igieniche non oso immaginarlo). Le persone ci credono e si sottopongono ai suoi riti.
Un intervento classico di Joao è quello di infilare dentro il naso (da una narice) una pinza chirurgica con una piccola garza arrotolata sulla punta. La spinge fino in fondo per almeno 10 centimetri, la agita e la ruota e le persone dicono che "sembrava entrare dentro il cervello". L'intervento è impressionante e, non c'è dubbio, contribuisce all'aura di "divino" dell'uomo. Ad ogni apparizione Joao cambia "entità" che lo possiede: una volta è un medico morto nel medioevo, altre volte è un santo e secondo l'entità cambia voce, atteggiamento, modo di fare, non cambia il "rito": sceglie un malato e pubblicamente (anche davanti alle telecamere) infila le pinze nel naso o gratta con un coltello un occhio, "operazioni" cruente che servono ad impressionare e colpire il pubblico ormai in estasi, spesso in preghiera a volte in lacrime.

Joao de Dio inserisce una pinza nel naso del "paziente"

Poi il clou: il guaritore prende un bisturi (non sigillato...), afferra con una mano una piega della pelle sull'addome di un malato e la incide con lo strumento, senza guanti e senza disinfettare la parte. Il sangue gronda, il guaritore inserisce anche un suo dito (o una pinza) nella ferita muovendolo come per estrarre qualcosa, pochi secondi ed appaiono ago e filo (chirurgici) che gli servono per chiudere quella ferita, pubblico in visibilio, occhi sbarrati, effetto assicurato.


Il guaritore incide la cute con un bisturi (vero).

I pazienti sono stupefatti, chi ha subìto l'intervento giura di avere ancora addosso la ferita con i punti, alcuni dicono di non aver sentito niente, altri di aver sopportato un dolore tremendo.
Esistono in rete alcuni filmati di queste operazioni (ATTENZIONE: sconsigliati ai più impressionabili). L'esercizio di infilare una pinza nel naso non è altro che un vecchio trucco da fachiro, si sfrutta una cavità presente nel cranio che permette di infilare oggetti (chiodi, per esempio) fino ad una certa profondità, compatibile con la lunghezza della pinza che usa il guaritore. Nel caso dell'incisione della cute, nei filmati che ho visto, sembra proprio sia reale. L'incisione è superficiale, profonda circa 1 centimetro e lunga circa 4, in questi casi, se si sa dove incidere, non vi saranno grossi problemi (emorragie, lesione di organi) e basta richiudere la ferita per farla rimarginare. Per il resto l'uomo incontra altri "pazienti" ai quali stringe la mano e prescrive in un foglietto l'erba che li guarirà, rigorosamente in vendita nel negozio della casa di Joao con un unico particolare, nel negozio è venduto solo un tipo di erba: la passiflora, per tutti.
Spiega un collaboratore dell'uomo: "non ha importanza cosa prende il paziente, è l'energia di Joao che è trasferita nell'erba".
In parole povere il guaritore non fa nulla di straordinario ma crea uno "shock" nei presenti che, già presi dall'atmosfera, non potranno che credere nei suoi poteri ed infatti la stanza dove avvengono i "prodigi" è strapiena, l'afflusso regolato da un servizio d'ordine rigorosamente vestito di bianco, come di bianco dev'essere vestito chi entra in quel luogo.
Per quanto riguarda le presunte guarigioni anche in questo caso non ne esistono di provate, molti aneddoti, molti "amici hanno detto" e molti complici che raccontano episodi fenomenali, non a caso le "guarigioni" più eclatanti (tumori, malattie neurologiche, AIDS...) sono tutte relative a vicini del guaritore o abitanti della zona, gli stranieri non guariscono mai: "da loro la spiritualità funziona poco, non ci credono, non sono nella giusta dimensione", dice Joao.
In realtà questa è una delle forme più antiche di ciarlataneria (deriva da antichi riti, molto comuni nelle popolazioni sudamericane), rivisitata e completata per renderla più credibile ma pur sempre di basso livello, la figura dello sciamano e poi del curandero, è stata per anni l'unica forma di "medicina popolare" a disposizione per chi non poteva (o non voleva) affidarsi agli ospedali, lo "stregone" oggi, ha cambiato vestito, abbandonate piume di uccello e sonagli, ora usa bisturi e filo ma la creduloneria no, resta identica. Nulla di nuovo dunque.
Non si discosta neanche dalle ciarlatanerie delle nostre zone, affermazioni straordinarie per colpire chi cerca soluzioni per malattie gravi, continue contraddizioni per confondere chi ascolta, richiami mistici, appelli alle folle, sono tutte tecniche di plagio mentale e persuasione, un atteggiamento  che ricorda molto da vicino quello delle sette, nelle quali il "guru" assume il controllo totale dei suoi seguaci che devono fare solo quello che dice lui, non devono fidarsi di nessuno e devono sentirsi "prescelti", fortunati che hanno toccato il divino.
Un fenomeno più recente è l'esistenza di "bambini guaritori", frequenti soprattutto nella chiesa pentecostale sudamericana, una di queste Alani dos Santos, una bambina guaritrice, conosciuta col nome di "missionarinha" (piccola missionaria) ha file di "pazienti" da trattare, anche persone con malattie gravissime. Il suo caso ha creato polemiche anche sociali. Nata in un ambiente malfamato (il padre non era proprio uno stinco di santo) si rivolge soprattutto a persone di basso livello socio-economico ma con il tempo ha raccolto anche persone di altri strati della popolazione e le "guarigioni", iniziate in uno scantinato in mezzo alla spazzatura, si svolgono ora in una "chiesa" che raccoglie frotte di seguaci e...soldi.
Di esempi nella cultura sudamericana ne esistono tanti altri, tutti simili tra loro per caratteristiche e metodi, alcuni anche "itineranti", fanno il giro del mondo e sono arrivati anche in Italia e non elenco tutti i casi (frequenti) di violenze fisiche o psicologiche, che hanno subìto alcune persone che si sono affidate alle mani di questa gente. Personalmente non mi stupisce il fenomeno (i "guaritori" sono figure praticamente preistoriche, esistono da quando esiste l'uomo) ma mi lascia sempre perplesso vedere come in un'epoca che riteniamo moderna e civile ci siano molte persone che ancora credono al sovrannaturale, al "tocco magico" o ai poteri paranormali. Persone che per il resto del loro tempo sono lavoratori, genitori, colleghi ma che, ad un certo punto della loro vita, si abbandonano nelle mani della magia. Ed è loro che cerca il guaritore.

Il ciarlatano infatti sa come e chi colpire, conosce i desideri di chi sta male e sa come convincere e per farlo non usa complicati meccanismi psicologici, usa semplicemente il "materiale" a sua disposizione: l'ingenuità umana. Dice Derren Brown, illusionista e smascheratore di truffe: "pensi di fare il mestiere giusto? Sappi che puoi guadagnare dagli stupidi". Derren ha creato un falso sito web, ha "inventato" un nuovo santone (in realtà un attore) che è apparso in qualche tramissione televisiva con l'atteggiamento da guru (capello lungo incluso), ha diffuso qualche falsa guarigione con finti testimoni ed in poco tempo è stato tempestato di richieste di consulto, offerte di denaro ed inviti in varie città americane. Dove c'è un credulone ci sarà un ciarlatano.

Nonostante sembri incredibile che ci sia gente che creda ad un pastore analfabet o ad un qualsiasi individuo che opera con i poteri della mente grazie a delle entità, succede e non è tutto spiegabile con la disperazione ed il dolore, c'è anche una forte componente di ingenuità, creduloneria, spesso debolezza mentale, questo il guaritore lo sa.
Il vero obiettivo sarebbe quello di non farlo succedere più: si pensa a chi ha il dovere di far rispettare la legge, si punta ai controlli, alla giustizia, ma annullato un ciarlatano ne spunta fuori il triplo, l'arma migliore, dunque, sarebbe la consapevolezza delle potenziali vittime, sappiano che purtroppo ci sono tanti avvoltoi lì fuori che non aspettano altro che averli come clienti, sappiano che non esistono cure "segrete", "proibite, "nascoste", che se una cura funziona, da quella più banale alla più complicata, diventerà medicina, per tutti, non solo per chi ha soldi. Per questo, per eliminare questa piaga, servirebbe agire alla fonte, il ciarlatano vuole denaro, eliminate la sua fonte principale, la clientela, che nel suo caso siamo tutti noi, sappiatelo.

Alla prossima.

La prima parte di questo articolo è qui.

mercoledì 11 marzo 2015

Il guaritore. (parte 1)

Uno dei luoghi comuni più diffusi è quello che il nostro paese sia particolarmente credulone e per questo periodicamente ospita i casi più eclatanti di pseudomedicina e vede nascere guaritori e finte cure continuamente. In Italia i casi noti sono pochi (in ordine cronologico Bonifacio, Di Bella, Stamina) ma quelli meno conosciuti sono decine (Vieri, Nacci, Simoncini e tanti altri). Se è vero che un paese a forte impronta religiosa (il nostro lo è) è più propenso a credere a "guru" e miracoli, in qualsiasi parte del mondo si troveranno medici, falsi medici, guaritori di ogni tipo e cure miracolose. Si tratta in fondo di una fetta di mercato, una richiesta fisiologica che è accontentata da chi sceglie di prestarsi al lavoro di ciarlatano. Non fanno eccezione le nazioni più sviluppate, gli Stati Uniti (patria delle più famose cure anticancro fasulle, da Hoxsey alla Clark), la Germania con la psicosetta legata ad Hamer, la Francia con Burzinsky ed altre, ogni nazione ha il suo "genio incompreso", guarisce tutti, senza mai aver guarito nessuno.
Una forma particolare di ciarlataneria, poco diffusa da noi ma molto nota nei paesi oltre oceano, è la cosiddetta "medicina spirituale" (più o meno la traduzione di psychic healing, guarigione psichica), nella quale si mescolano credenze religiose, trucchi da baraccone, grossi giri di denaro, truffe e condizionamento mentale. Come sempre però lo scopo è quello di attirare persone con problemi (di salute o psicologici) usandole per guadagnare e per ottenere pubblicità gratuita delle proprie capacità curative.
È un fenomeno molto complesso, diffuso come detto in tutto il mondo, in particolare nel continente americano, che può avere differenze locali ma che quasi sempre sfrutta il plagio da parte di una figura carismatica, il "guru", colui capace di guarire gli ammalati con gesti semplici ma spettacolari, eclatanti. In certi paesi il fenomeno è talmente "regolare" che esistono anche i "guaritori da strada", che "curano" qualsiasi malattia lavorando sui marciapiedi, si esibiscono in piccoli trucchi (uno, frequente è quello di "pareggiare" due gambe di lunghezza differente, è un trucco di abilità) e chiedono soldi in cambio di una "seduta di guarigione".

Da noi il fenomeno non si è diffuso più di tanto. Ebbe un successo passeggero negli anni '70 con il fenomeno dei "guaritori filippini", individui che con il solo uso delle mani (e qualche trucco di magia di bassa lega) simulavano un intervento chirurgico che guariva i "malcapitati", oggi esistono alcuni guaritori spirituali italiani con successo locale.
Furono alcune trasmissioni televisive che spiegarono i trucchi usati da queste persone a svelarne lo scopo truffaldino e con la loro fuga all'estero per sfuggire alla giustizia terminò anche il fenomeno.
Negli Stati Uniti è invece diffusissima la figura del "faith healer" ("guaritore religioso"), personaggi che si improvvisano e si autoproclamano "emissari divini" e che, dicono, tramite Dio riuscirebbero a guarire migliaia di persone dalle malattie. Loro non sarebbero altro che "tramite" tra il divino ed il sofferente.
Su decine di guaritori miracolosi, qualcuno raggiunge un notevole successo, organizza una vera e propria società con introiti vertiginosi, gira in tour mezzo mondo con guardie del corpo e "prezzi" esorbitanti e riempie stadi e parchi. Una delle figure più note è Benny Hinn, in Italia conosciuto per essere apparso in televisione (ed anche in alcune serate facenti parte del suo "tour" mondiale), definito "tele evangelista", ricchissimo guaritore che con il tocco della mano fa rialzare i paralitici e vedere i ciechi. Hinn è solo il più noto mediaticamente ma sono decine i suoi emuli che con la ciarlataneria hanno creato un impero economico. Hinn alza la mano e chi gli sta di fronte crolla a terra guarito, persone che non camminano da anni, toccate da lui, si alzano e ballano, fa anche i miracoli multipli, 20 persone in fila e lui, come con una mitragliatrice, scarica l'energia divina su tutti, anch'essi crollano in estasi e si rialzano guariti, bambini ed anziani compresi. Il "tele evangelista" le spara grosse, spalleggiato da file di guariti da malattie gravi: "aveva un tumore che è caduto sul palco, un tumore che colpito è caduto in tanti pezzettini sul palco, è incredibile..." ed il testimone annuisce, sorridente. Hinn guarisce anche a distanza, basta guardare le sue tramissioni, della sua TV privata e la guarigione è assicurata.

Benny Hinn lancia una scarica di energia spirituale su un malato che crolla a terra
Guarigioni multiple, tutti crollati a terra colpiti dall'energia del guaritore

Unico particolare, i "guariti" sono spesso complici, scelti prima, persone sanissime che recitano una parte e, come ha dimostrato una trasmissione televisiva, i malati veri che volevano salire sul palco per essere guariti sono stati invitati a tornare al loro posto con varie scuse, non c'era tempo, servirà aspettare il prossimo tour che Hinn prosegue con altre serate dai miracoli impossibili, raggiungendo con il suo jet privato i più remoti angoli della Terra e facendogli raccogliere, a quanto dicono voci malpensanti, un introito di oltre 10 milioni di euro l'anno dei quali, 1 milione, solo in donazioni dei fedeli, raccolte tramite la fondazione che ha creato per convogliare i suoi guadagni. Altri "guariti" sono persone inconsapevoli che ingenuamente credono alle rassicurazioni del predicatore, credono ad una guarigione che non c'è, la ammettono in pubblico per poi ricadere nella drammatica realtà dell'illusione alla quale hanno creduto.
Qualcuno è stato "guarito" anche a distanza, tramite i video di Hinn, liberato (secondo il predicatore) dal male, un ragazzo ha smesso di assumere dei farmaci (aveva un tumore al fegato in miglioramento) e la malattia, incontrastata, ha avuto il sopravvento in pochi mesi.
"Il potere di Dio entra in me, io lo sento e tramite me restituisce la salute", dice pacatamente il più famoso guaritore degli Stati Uniti d'America.

Guardando con occhi scettici (e non disperati) le azioni ed i "miracoli" di questa gente, è spontaneo un sorriso amaro, viene da chiedersi come si possa credere a cose del genere, sembra impossibile che una persona, per quanto sofferente, possa affidarsi ad evidenti ciarlatanerie; tra i "seguaci" non si trovano solo analfabeti ed ingenui ma anche persone colte, professionisti, giovani studenti ma è proprio questo che può spiegare i motivi del successo dei guaritori, anche di quelli nostrani, quando la mente non è più lucida si crede a tutto, proprio a qualsiasi cosa, anche all'incredibile, nonostante queste persone non siano altro che fenomeni da baraccone. Un giornalista chiede a Hinn di rispondere alle accuse di truffare la gente per denaro: "io non sono un truffatore, non puoi truffare tutti per tutta la loro vita per arricchirti, prima o poi ti smaschererebbero" dice Hinn ed il giornalista ribatte: "per arricchirsi lei non deve truffare tutti, per tutta la vita, le basta truffare qualcuno per molti giorni". Semplice.
Lo stesso giornalista rinfaccia a Hinn il suo stile di vita: jet privato, hotel extralusso, abiti firmati e Hinn risponde "che c'è di male, sono un uomo come tutti, come te". Nulla di male, se non fosse che quei soldi sono guadagnati con l'inganno.
La cosa più interessante dal punto di vista sociologico è che Hinn, esattamente come tutti i guaritori, dai nostri lanciati dalla TV a quelli esteri e più esotici, si dissocia dagli altri, loro sono disonesti lui è puro ed altruista. È un modo come un altro per "pulirsi" la coscienza nei confronti dei propri fedeli, quando invece non c'è alcuna differenza tra un guaritore che dice di guarire con l'energia spirituale ed uno che dice di farlo con l'energia della memoria dell'acqua o i "cocktail" di farmaci, sempre di inganno si tratta e Hinn usa gli stessi trucchi dei tanti guaritori che abbiamo conosciuto in questi anni. Una nota giornalista americana si è finta malata di poliomielite ed ha finto la sua guarigione, Hinn l'ha portata ad uno dei suoi "convegni" e quando gli hanno svelato l'inganno è rimasto di sasso ma non ha perso la sua sicurezza "tutti possiamo sbagliare, io sono un uomo normale e sbaglio".
I personaggi simili a Hinn, negli Stati Uniti, sono tantissimi, con successi alterni, alcuni sono diventati vere e proprie star della televisione, altri annaspano cercando spazio tra gli altri.
In alcune comunità la "guarigione" non è legata direttamente agli atti fisici del "profeta" ma viene attuata durante i canti o durante le messe, anche in questo caso a distanza o per mezzo di parenti. Non si tratta assolutamente di un fenomeno recente, nell'ottocento sono descritti casi di guaritori "per mezzo della fede" che giravano le città americane per salvare anime e guarire malattie, alcuni di essi erano richiestissimi, come Smith Wigglesworth, di origine inglese che predicò nel suo paese e poi negli Stati Uniti, famosissimo dovette lasciare il suo lavoro per dedicarsi alla predicazione (diceva di non leggere niente se non la Bibbia) e sono diverse le testimonianze di guarigioni sorprendenti, da malattie come appendiciti, tumori, infezioni. Praticava una "guarigione" molto particolare, spesso fatta di "botte", schiaffi, percuoteva con forza la zona malata e non mancano le testimonianze di resurrezioni, avrebbe fatto "risvegliare" dalla morte diverse persone (molto probabilmente complici, come accade ancora oggi), morì nel 1947.
Esistono anche donne protagoniste di questo fenomeno, tra le più famose Kathryn Kuhlman che tra una predica e l'altra faceva entrare in estasi i suoi ascoltatori. Verso la fine della sua carriera, seguitissima, un gruppo di medici locali cerco riscontri alla voce che voleva più di 20 persone guarite da malattie gravissime tramite l'intercessione della donna ma non trovò alcun riscontro. Una di esse, durante una delle messe di guarigione, si alzò dalla platea su comando della Kuhlman, abbracciandola ed urlando di essere stata guarita da lei da un grave tumore alla colonna vertebrale, costretta all'immobilità e ad indossare un pesante busto, cominciò a correre e gettò il busto in segno di ringraziamento. La comunità restò scioccata, anche dal fatto che la donna il giorno successivo ebbe un crollo vertebrale e morì poco tempo dopo.
L'esibizione, il clamore e le urla (con vere e proprie crisi isteriche) fanno parte del "repertorio" di questi guaritori, servono ad impressionare gli spettatori, a scioccarli ed a creare nel pubblico un vero e proprio stato mentale di alterazione, nel quale c'è chi vede parenti scomparsi, chi cade in trance e chi sente voci dall'aldilà.

Una delle cose più interessanti è che esistono anche alcuni (rari) studi sugli effetti delle "preghiere" di guarigione ma quello che ha la conclusione che credo più significativa è una review Cochrane che conclude:
However it is impossible to prove or disprove in trials any supposed benefit that derives from God's response to prayer.
(trad.). "È comunque impossibile provare o meno, in una ricerca, ogni presunto beneficio che derivi dalla risposta divina alla preghiera".
Ed è giusto così. La maggioranza delle persone che si affidano a questi improbabili guaritori, sono mosse da fede sincera, forse molto ingenua ma "vera" e quindi, se da un punto di vista scientifico è assurdo cercare riscontri sulle presunte guarigioni, dall'altro è anche vero che è impossibile cercare di interpetare con la scienza un atto di fede. Naturalmente è bene distinguere i truffatori (che, intendiamoci, rappresentano la maggioranza di questi "guaritori religiosi") da chi si limita a preghiere per chi le desidera ed è dei primi che ho parlato.
Ciò che appare più strano è che le tecniche ed i "risultati" di questi guaritori non sono cambiati nel tempo, tanto che guardandoli oggi, i loro comportamenti e atteggiamenti sembrano surreali, quasi ridicoli, non credibili ma così non la pensano le centinaia di persone che li seguono e li amano, rendendoli veri e propri "divi" religiosi.
Perché?
Il desiderio di miracolo, quello a cui assistiamo quando una persona apparentemente consapevole, colta e sveglia, cade nella trappola delle ciarlatanerie. Si arriva a credere all'impossibile.

Non siete ancora convinti? Allora non conoscete i "guaritori" sudamericani.
Di questi parlerò nella seconda parte dell'articolo.

Alla prossima.